Le metafore con la bicicletta.

La mia malattia fisica mi da come bonus dalla Sanità anche il prodigioso appoggio di una figura professionale che la mia mentalità A x B= AB mi fa faticare a capire. Lo psicologo.

Più che altro donne. Il fatto che io dopo la mia vita (che tendo a riassumere tutte le volte in una comoda ora e mezza dicendo "parto dall'età di 4 anni, ché ho i ricordi buoni da lì, solo che il problema è che ora ne dobbiamo riassumere 24. Ce la possiamo fare") devo parlare anche dei disturbi di panico che mi stan peggiorando al galoppo (spesso faccio fatica o ad uscire di casa o a stare da sola. Però conduco una vita quasi attiva: certo, dopo di riflesso non dormo tre giorni, o inciampo camminando come se ci fossero tappeti ovunque, ma non si può avere proprio tutto) e anche ultimamente dei vuoti di memoria che si fanno sempre più frequenti.

Il fatto che tu, professionista, mi dai ragione che io mi scriva le cose e mi auto mandi le email e poi quando le riguardo basisco e mi chiedo sia come mai non riesco a ricordare stronzate o da cosa derivi una certa foto che ho scattato mi fa abbattere.
Anche perché il problema di questa seduta -iniziata con un professionalissimo "uuuuh, ma che bello smalto. Anche io vorrei tenere lo smalto nero, solo che mi si scheggia subito e forse ho le mani tozze"- era proprio che dovevo parafrasarmi ogni volta che dicevo parole come putativo o basisco.

"Poi pensavo a putativo la radice dove viene…"
"Beh, è latino… da putare che era come ritenere, reputare…"
"Ma allora il putamen nel cervello?"
"No, il putamen si riferisce alla forma, vuol dire guscio."
"Ah. Ma guarda che parole che sai, come sei intelligente"
"…"

Il fatto è che io sono molto propensa ad avere un apporto psicoterapico, ché sia mai che a fine mese prossimo mi riviene la voglia di impiccarmi, vedendo come sto così male, ma vorrei anche avere qualcuno degno di fiducia. Qui è come andare dal dietologo che ti fa fare quelle diete alla cazzo che spaccano i reni e sminchiano la tiroide. Tu, che hai in mente tutta la parte neurochimica e biologica. Inutile, tizia, che mi fai la curva gaussiana dell'ansia e mi dici che è normale averla davanti a un leone. Normalmente io nelle cose dove tutti si cagano sotto non ho una cazzo di paura. Ti dico questo, tu non capisci perché sono corrucciata. Ti dico che sì, lo so che l'ansia da prestazione fino a un certo grado è buona. Ho fatto sport. La uso benissimo quando devo intervistare, è l'adrenalina che da lucidità. Ma ti dico che ora anche quando devo uscire per lavoro mi rintano dentro il letto piangendo. E mi dici che la supereremo. Come? Tecniche di rilassamento. Già pilates mi rilassa tanto, ma non posso farle prima di una conferenza stampa, mi pigliano per matta più di quanto non sia. E allora? Allora mi dici di lasciare la faccia sconsolata e di sorridere. E io ti dico che sorrido quando c'è un motivo. Del venerdì prima, cogli amici, ho delle foto di sorrisi spontanei tanti. Cazzo significa sorridi quando non ti parte da dentro? Non sto al lavoro, avanti a te. Hai detto tu, che in terapia resta tutto lì e devo fare e dire le cose che voglio io. Compreso dire cazzo ogni 3 parole quando parlo di cose vecchie.

La cosa più brutta è scoprire quanto cazzo siamo soli quando abbiamo bisogno di aiuto, sebbene magari ci siano persone intorno. E io mi sono sempre tanto sentita sola, in questi ultimi anni da quando la salute è andata a rotoli ancora di più. Anche se forse è meglio essere soli che avere teste di minchia così tra i coglioni.
Vedi? Uso anche i sinonimi.

Ne ho parlato col mio amico, psicologo, della cosa. Solo che a metà chattata mi ha chiesto che tende avesse la tizia, perché le deve mettere al nuovo studio. Io gli ho detto di mettere quelle a pannello, dell'ikea. Ché fanno molto lineare, così se hai tizi con disordini ossessivi li tranquillizza. Lineari.


0 thoughts on “Le metafore con la bicicletta.”

  1. Ma se ti trovassi a passare da Milano ed io volessi chiederti di prenderci un caffè assieme, sarei troppo sfacciata?
    Giuro, commenterò il tuo smalto. Ma solo se tu commenterai il mio!

    Ah, era davvero un'offerta di un caffè, se ti va.
    Io ne sarei onorata.
    Sì, so cosa significa putativo, ma non spingerti troppo oltre, ti prego, evitami figuracce…
    MEM

    p.s., devo dirlo a qualcuno! il codice per lasciare il commento è "dams"! Non è stupendo?!

  2. Si, ma hai dimenticato di scrivere quello che ho detto sulla tizia…così pare che non ti ho cagato di striscio (ah, l'uso delle metafore!) :P

  3. Sai che c'è?
    che per una come me, che -a giudicare da quello che scrivi- ha un'ansietta ridicola e da dilettanti, sapere che te riesci a fare le millemila cose che fai stando come stai (perchè, pur avendo io l'ansietta, lo so benissimo cosa si intenda), ha dell'incredibile.
    E allora mi vien da dirti che forse tu non ti rendi mica conto di quanto incredibile tu sia.
    E tosta, e combattiva.

    Che poi non te ne fregherà un cazzo, però può anche essere che, a pensarci su, ti venga voglia di sentirti un po' meno dimmerda.

    Spero di essere stata spiegata.

    Sara

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