Tualett.

[ho cliccato per isbaglio a "vuoi aggiornare firefox alla nuova versione" affermativamente e questo post è andato a passeggiatrici. Porco Arcore.]

Ordunque, sono stata al Sonisphere.
Soprattutto lo dico per gli amici che leggono il mio blog ma non, d'esempio, twitter e hanno la bellissima idea di usare quell'applicazione che si chiama Whatsup sul loro smartphone ma mi aprono la ciat puntineggiando e chiedendo -conoscendomi- preoccupati lumi su dove fossi finita.

Faceva un caldo bestia boia cane. Eravamo in pratica nei retro-paddock del circuito di Imola. Non son sicura, il Motodrome? Poesse. Comunque c'era scritto sul biglietto che ci sarebbe stata un'area sport e relax: non so però dove fosse. C'erano simpatiche cose da fare, come ormai lo sport preferito da tutti ai festival italiani quando ti danno i condom aggratis: gonfia il preservativo e fallo diventare un mini-dirigibile-lubrificato.
Che spreco, per quanto costano i goldoni. Ma la noia è noia.

Io dei casini non ve ne parlo, c'è anche la gente che ci ha lavorato che ne parla qui. Cosa che davvero altrove quoterò direttamente utente per utente. Ma c'è stata questa cosa che il secondo giorno, visto che il primo febbre + caldo + zero ombra mi avevano distrutto (sì, ho la bronchite, sì, è luglioquasi, lo so) ho cercato di bere un po' di più. Quindi un po' la vescica premeva dopo quei primi tre litri d'acqua. Pensavo "toh, ieri ho visto aperti con una fila lunghissima i bagni in muratura, chissà dove sono?". Niente, era tutto chiuso. Ci aspettava solo una quarantina scarsa di bagni biologici quelli in cabina blu come il liquido che c'è dentro all'inizio a disposizione. Ah, Cristodundio. Sono questi i momenti in cui mi chiedo perché non ho un pene. E' più comodo per la minzione al volo. E invece.

Ma dunque, lascio alla badante borsa ["come cazzo fai a tenere una cosa così pesante sulle spalle?" "se fosse leggera mi darebbe disagio"], fotocamera, giacca (sì, ho freddo causa febbre) e occhiali e vado alla conquista della plastica.
Voi pensate che il problema magari è l'afrore di piscio. Ma anche no, sebbene ricordi una ricerca secondo cui i peggiori odori di piscio possano addirittura scatenare rabbia e panico nella gente. Un po' ci fai il naso tra ospedale e il vivere in Emilia: certi giorni dipende da come tira il vento e senti quel bouquet odoroso di orina e escrementi di maiale che ti fa solfatare la giornata. E neanche il caldo che si crea mischiando quindi l'odore della minzione a quello del liquido che dovrebbe tamponarla al chiuso della plastica, creando quel microclima da "ehi, vado a chiudermi dentro per pisciare in un posto da settanta gradi perché è socialmente inaccettabile fare come Benigni nel piccolo Diavolo nel momento del _rimettilo dentro_"
Bellissimo.

No, quelli per me non sono problemi. Per me il problema è la postura.
Oh.

A voi maschietti sarà giunta voce che noi femminucce nei bagni pubblici, quando non ci possiamo sedere e/o non ci sono i copriwater dobbiamo approntare quella postura simile a uno squat da palestra e la discesa ad uovo dello sci. Ci addestrano le mamme da piccole, è proprio un percorso formativo. Potrei raccontarvene, ma non qui, ma ci sono episodi ilari a riguardo (mamma, stai ridendo, ti vedo)

Il problema di me: donna di un metro e ottantadue col quarantuno di scarpe in un bagno chimico è che una volta chiusa la porta è che il posto che per voi è già esiguo per me è al limite del contorsionismo. In pratica se adotti quella posizione normalmente posizionandoti al centro del target lì non puoi perché c'è il monoblocco in plastica. E salire ai lati, perdio, cioè, se poi ci caschi dentro già vedendo galleggiare di tutto capisci che no, meglio di no. Quindi ho cercato di piegarmi tipo squat in palestra, risultato: capocciata alla porta e ancora nessuna visione del posto dove si poteva mirare. Tutto questo trattenendo con una mano quella roba che erano i jeans e le mutande per non farli incappare nei liquidi presenti in aspersione.
Una roba tragica con nello sfondo il caldo, l'afrore, e le robe che vedi galleggiare come se fossi non so, nei canali. Parliamo di secondi, non di anni luce, credo fossimo al secondo decimo eh.

Allora, rimpiangendo il non avere quegli imbutini dove ti fanno mettere la patonza per farti pisciare come gli uomini ho trovato una posizione alla meno peggio stando praticamente in piedi. Riuscendo a svuotare circa la metà del contenuto vescicale. Seguono poi operazioni di copertura veloci e via, riapri il lucchettino pensando a quanti batteri in quel momento stai prendendo e ti chiedi perché, a 'sto punto, non hai pensato che uno dei condom che han dato a te magari stava benissimo su due dita per evitare robe così.
Emergi, cerchi acqua e robe per lavarti le mani. In quel momento ho pensato che la birra forse serviva a lavarsi, visto che bevuta non fresca era pessima (come del resto l'ho sempre considerata)

Sono rimasta quindi a pensare per tutto il tempo dei Sum 41 come cazzo fanno gli uomini con bassa spinta propulsiva nella minzione a svuotare perbene la vescica. Ecco perché spesso avete le infezioni così brutte.

Benedico le volte in cui la faccio una volta al giorno (ossia quasi sempre)


0 thoughts on “Tualett.”

  1. Bassa spinta propulsiva?! Ma chi conosci? Ad ogni modo è bello veder parole divertenti e antiche come "goldone" scritte in un posto così nuovo. Sai da dove deriva?
    Tobriun

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