Le raspe, anche, si dice.

Lo stato del rock, la salute della musica italiana, il potere dei critici.

Poi giri un sacco per vedere la Musica dal basso e al solito le cose girano in modo diverso. C’è a chi viene chiuso il proprio posto per parlare-di-musica-come-erano-abituati a fare e se ne cruccia iniziando il discorso del cosa non va che non è coincidente proprio con la Realtà. Ma no? Tanto non capita mai neppure negli altri ambiti, questo.

Potrei dirvi che in realtà le recensioni che i recensori fanno, non quelle brevi anticipazioni a colonna di 500 battute che sono uno spoiler che potremmo nominare “de che stamo a parlà” ma quelle lunghe e ombelicali delle riviste o wannabe tali, non sono musicalmente giuste. Nel senso proprio per chi ha studiato. Ed essendo la musica la coniugazione di arte e intrattenimento le modalità sarebbero che o ne parli come se fosse una forma d’arte, con il codice artistico e menate varie (ma sai il sonno, no?) o ne parli nel modo che la tua audience ama. Ma se fai il secondo non fai qualcosa di giusto, eh. Scrivi di musica come ne vedi tu, e fai parte di un circo, di una catena. Non ti va bene qualcosa? Impuntati: se fai comunella coi tuoi amichetti e non rompi il cazzo non cambierai mai nulla. Ma insomma, come cazzo vivi, sennò, in Italia, te?

Il grosso problema è che dovremmo trovare il modo di far ascoltare la musica a tutti. Che è un po’ il casino culturale che abbiamo alla base noi qui in Italia. Altro che fli flu flooo nel flauto alle medie e poi basta. Io vi ricordo che abbiamo i locali che devono ospitare le cover band perché sennò la gente non va a sbevazzare (e ti fanno iniziare i cazzo di concerti tardi perché vogliono la gente che beva, anche, diobono)

Poi dovremmo capire anche che c’è posto per tutti per parlare di quello che ci piace. E non c’è un modo giusto o sbagliato, però smettila di rompermi il cazzo con giudizi assolutistici. Ormai sappiamo come funziona: soldi = successo, nella maggior parte dei casi. Sarebbe da combattere quello, no, da parte di noi visionari meritocratici?

Ho la fortuna di parlare della musica che mi piace e avere della gente che mi legge e che scopre cose nuove. Per poterlo fare ho avuto la fortuna di trovarmi un altro lavoro che mi copre al millimetro le spese. E per campare? Tranquilli, ce ne è un’altro. Questo è il brutto, se proprio guardiamo.

[dall’altro capo, se volete supportarmi leggendo quello che pubblico ogni giorno su Redbull.it, mi fa piacere]

0 thoughts on “Le raspe, anche, si dice.”

  1. La musica al momento è stabilita sulle rievocazioni e sul miglioramento, comunque, come sempre, quando perdi possibilità di suonare o ascoltare, se hai passione … A certi strati gestionali importano più le fragilità che gli equilibri, altre volte come sottrarre meglio se non si può produrre … E comunque poi il tonno deve resuscitare il cosiddetto grissino. Stay Hard & Heavy inside … il grosso problema è fare in modo che la rete neurale globale, Internet, non sia soltanto l’alcova degli osservatori stalker che rendono lo sviluppo di incontri in real, ambito musicale compreso, irrealizzabili per un infinità di motivi, così da produrre infinite condivisioni tra i membri delle varie società umane in qualsiasi ambito creativo.

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