Paperetto.

Per grazia e leggerezza il cigno non può che contrapporsi alla scimmia, per bellezza ed eleganza non può che trovarsi su un piano diverso e più elevato.
Il cigno è un essere strano e misterioso, ha uno sguardo che può rapirti e può distrarti, uno sguardo che può pericolosamente farti andare fuori rotta. Il cigno è consapevole di essere al centro dell’attenzione e di destare interesse, è perfettamente a conoscenza di esercitare un magnetismo quasi soprannaturale. Non sembra curarsi della sua vanità, lascia anzi che quest’ultima venga perdonata come un peccato veniale e sorride compiacendosi dell’attrazione che esercita su coloro che si soffermano ad ammirare le sue movenze leggiadre.
Il cigno ha un lago tutto per sé, un lago che rappresenta indubbiamente il suo territorio, questo lago però non è inviolabile, non è affatto un luogo esclusivo e riservato. Il cigno infatti ti fa accedere e ti fa avvicinare, volge i suoi occhi verdi verso di te e ti attira. Tu ti muovi lentamente dentro il suo habitat cercando di dissolvere la nebbia sottile che lambisce il pelo dell’acqua. Devi fare molta attenzione però, il lago non è molto profondo, tuttavia al centro c’è come un fossa, uno strapiombo vertiginoso e sconosciuto.

Il cigno ama muoversi proprio al centro del suo lago, ama manifestare continuamente il suo etereo splendore, ama mostrarsi incurante di tutto ciò che accade al di fuori di questo posto senza tempo. Tu ti accorgi di quella fossa facendo un passo un po’ più lungo, commetti un errore non voluto, un errore concepito esclusivamente dal tuo istinto. Allora torni indietro e cerchi di comprendere la morfologia del lago, cerchi di capirne i segreti esplorandolo in più punti. Soprattutto cerchi di valutare la profondità di quella fossa ed allo stesso tempo tenti di isolarti dal magnetismo del cigno. Ti isoli ma non lo perdi di vista. Capisci che in certe situazioni dovresti recuperare un po’ della tua razionalità, quella razionalità che non andava bene alla scimmia.


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