Va sano e va lontano.

C’è questa catena di ristoranti crucca che poi è stata un po’ esportata in tutta europa che si chiama Vapiano. E a me quando viene fame di quella brutta, da pasta veloce ma te sei lì all’estero, vien da dire sempre che “ci ho talmente fame che andrei a mangiare lì”.

Il grosso problema infatti di un brand (!) che conta 300 mila like è che sono quelle cose simil italiane (sai quanto tempo speso con le band a Bologna a dire che gli spaghetti alla bolognese NON ESISTONO? Dovrebbero farmi evangelist) che agli esteri sembrano italiche. Tipo non so: la pizza spinaci e pesto. Che tu ti chiedi come possa essere. Neppure le voglie delle donne incinte vegetariane.

Le scelte, poi, son queste qui:

Che te pensi, poi la pasta salame e ricotta, o tacchino piccante, o col curry piccante noialtri s’è visto di peggio, no? Parlo io che se torno a casa e non ho nulla mi faccio gli spaghetti col tonno saltando il tonnoinscatola in padella con la paprika e il timo. Ma il grosso problema mittleuropeo è che la pasta per loro è quella specie di colla per carta da parati che anche molte zone del nord italia non civilizzate (e mia nonna) talora disconoscono. La pasta VA fatta al dente. Il resto è una roba indigeribile. Ecco.

Mettiamo la variabile della pasta cotta al dente come vero sinonimo di italianità?


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  1. Non c’è dubbio: se non è al dente non è pasta, è colla da parati. Per quanto riguarda i brand culinari che imitano, rovinano, spiazzano spazzatura spacciata per cibo, tanto, o funzionano o non funzionano e se funzionano non possiamo fare nient’altro che sbuffare o indire un summit di cuochi e cuoche che ne devasti l’immagine. Possiamo, possono, ma poi li assumono e fatta la festa. Questa è la Realtà. Il significato, ch’è più della Realtà, mantiene reale cos’è pasta, e cosa non può esserlo. Il significato vince. Non certo il librone che ne contiene i versi, è chiaro. Perché un giorno questi brand conquisteranno quel libro e il pianeta vivrà epoche di assurdità dove tutti e tutte ingurgiteranno sbobba di colla dimenticando il vero significato di pasta, che rimarrà vivo in memore nelle anime di prodi templari futuristici custodi della vera ricetta della pasta asciutta. Che poi perché si chiamava asciutta, si perse nel cosrso dei secoli…

  2. C’è questa leggenda metropolitana che narra che taluni ammerigani, per capire se la pasta è cotta, lanciano uno spaghetto di prova addosso al muro. Se s’attacca, vuol dire che è colloso il giusto per venire mangiato. Faglielo capire te a questi che la pasta va al dente :|
    Comunque, oltre a ste catene pseudo-italiche, quello che fa impressione è andare in giro per supermarket e vedere quante marche si spacciano made in Italy, mettendo il tricolore e adottando un nome che suona vagamente italiano. Scandaloh.

  3. Io da Vapiano ci mangio più o meno una volta ogni due mesi e, almeno qua a FFM, la pasta non la scuociono…

    Poi per quanto riguarda gli accostamenti improbabili, basta lasciar fare al buon senso e prendere una carbonara, una pasta al pesto o pomodorini e basilico…

  4. Non potrò mai dimenticare gli scottissimi bucatini in bianco spruzzati di un ‘improponobile salsa piccante rossa che facevano da letto ad una striminzitissima fettina di pollo panato che mi vidi servire a Vienna anni fa durante una gita scolastica…..

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