How does it feel to live your life where nothing is real?

Francesca Fiorini17 July at 01:20·

‎[Patetico?] Lo diciamo chiaramente? In questi cinque anni di depressione brutta e incontrollabile se non avessi avuto la musica non sarei stata così a contatto col mondo. Sembra esagerato dire che alcuni gruppi mi abbiano davvero ancorato alla realtà (Editors, Ours, Muse…) ma è così. Se non li avessi avuti non sarei qui. E davvero, continuerò a stare nella musica perché è la sola cosa che mi consola veramente.

Qualche giorno fa questa roba qui scritta di getto prima di andare a dormire mi ha fatto avere più di 45 like su facebook (neanche mi fossi laureata o sposata) e tante metaforiche pacche sulle spalle e tante testimonianze del tipo “anche per me”.

E’ un po’ così quando Sergio Pizzorno ha intonato la Fee Verte sembrava che un po’ parlasse anche di cose mie meglio di quanto potessi farlo io. Il problema di sentirmi totalmente e spesso il senso di fallimento addosso non mi abbandona mai. E a volte sembra quasi una cosa generazionale. A volte sembra una cosa di tutti noi che ci facciamo dello stesso farmaco. A volte sembra che facciamo parte di una cazzo di marea di persone che si sentono sole e incomprese anche in mezzo al casino e agli Altri.

La musica invece è quella cazzo di cosa che non ti tradisce mai. Quando stavo immobile a letto a sentire “Escape the Nest” con Tom Smith che poi quando la cantava dal vivo mi veniva da piangere. Star male sdraiata e ascoltare “Citizen Erased” che rimbombava ancora di più nelle orecchie. Sapere che quelli a cui volevi bene ora non ci saranno più e sentire Gnecco straziare la corda vocale su “Black”.

Invece ora quando mi sento giù e vedo la mia vita a sfacelo mi ripeto tipo mantra “Sending the boys away, leaving them out to play/Throwing them miles away, now it’s another day/To shelter from the storm”. Che magari è la canzone che tutti cagano meno. Io gli smollerei dieci euri in mano per suonarmela, invece, vedi un po’.

Comunque è così: un po’ l’essere vissuta in posti dove cantanti non venivano, un po’ perché non ho avuto il tempo di essere adolescenze adesso fare fangirlismo ai concerti (e mettere a disposizione la stessa mole di interviste e foto che io ho consumato prima, in una sorta di equilibrio telematico del karma) un po’ mi sta tenendo su.

Poi a volte torno giù.

So descend me by the river.

 


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