Ci siamo ispirati a Skrillex, ai Dalek, e al cinguettio primaverile del Martinpescatore.

In primis REGISTRATE TUTTO CHE VENERDI’ HO DA FARE: pare che venerdì sera i cialtroni del Devon si esibiscano alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Insomma, è tutto segreto ma per fughe di notizie in puro stile “mio cuggino” (tipo “un tizio ha retwittato la tipa di tomkirk che ha detto che”) pare sia così. Poi magari non so, è tutta ‘na strunzat e ce li vediamo alla cerimonia di chiusura, che però notoriamente è quella che fregacazzi a tutti, anche se gli admin del forum ufficiale continuano a dire che è il 12. Ma ecco: venerdì registratemi tutto.

E l’esibizione dovrebbe essere sempre molto low profile in linea con la sobrietà dei Nostri: un palco esagerato suonando Map of the problematique, Uprising e Survival. ‘Na cosetta a modo, insomma.

Per di più è uscito il nuovo numero di NME, e al solito quel giornale di trollonzi rincoglioniti (ah, quando una volta poteva essere un punto di riferimento) li copertinizza assieme ad altri album fighi che usciranno nei prossimi mesi.

Diciamolo chiaramente: io sto ancora aspettando che una warner a caso me lo faccia ascoltare ma la vedo molto male. Sì, è un appello disperato.

Ma ecco, l’anticipazione a NME. Per questo ringraziamo molto Musemuseum che si è sobbarcato il resume e la scansione dell’intervista:

Poi secondo me sarà un album pesantemente 80’s. Un incrocio tra Queen e David Bowie. La cosa della dubstep che influirà tanto e non quanto è in una sola traccia, e gli è venuta in mente così: mentre essi sono andati al concerto (set?) di colui il quale si pettina da edwardmanidiforbice hanno detto “figata, ci stemperiamo quel pezzo che fa tanto georgemichaelprimachesiscoprissefosseghei in modo da non farne un pezzo da limone duro?”.

Le geniali idee.

Poi dai: Bells non ha abbandonato l’idea di essere il Bono (Vox) della nostra generazione, e parla ancora dei misfatti -stavolta ambientali- della famiglia Bush. Ciò è lodevole: vedere che continua con la sua linea di complottaro, paranoico, antipoteriforti anche dopo che si è riprodotto con un’attrice di Hollywood ci fa capire che è il solito scemo. Questo a me tranquillizza molto. Non so a voi.

E poi Kate gli ha insegnato a parlar normale. Santadonna.

Credo che i pezzi che potranno più piacermi, dalla descrizione sono:

Panic Station’ reflects the demented 80’s elements such as the backwards ‘Let’s Dance’ drumbeats and riffs reminiscent of INXS’ ‘Suicide Blonde’. Matt doing is most groin-thrusting Prince sex grasps.And come to the flamenco-flecked ‘Animals’ the economies are commencing under the weight of stock market savagery, of industries desperate to “Advertise, franchise.. kill the competition..” and of the greed of bankers who Matt claims should “Kill yourself, come on and do us all a favor

E anche l’ultimo pezzo (bellini comunque i titoli, dai, diamone atto):

Dove in fondo si parla maggiormente di Chris che in quest’album (mentre nel precedente non ha partecipato o quasi) si è occupato a scrivere ‘Save me’ e ‘Liquid State’, e fondamentalmente sono due canzoni sul suo aver smesso di bere e derivate da quello e di quanto stia bene ora (visto che il suo papà morì proprio quarantenne per le conseguenze dell’alcolismo). Che “Madness” è l’inno a cazzohodetto dopo le litigate e che purtroppo “Follow me” sarà il pezzone strappalacrime dell’album (soldier’s poem reloaded?): all’inizio il cuoricino del tenero Bing campionato nella canzone e poi l’ode alla paternità. Fazzoletti, grazie.


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