Posso fare la tesi su Pete Doherty?

Ieri sera ero al Corallo di Scandiano. Credo che sia stata testimone di una cosa un po’ alla  “alzati e cammina”. Perché ecco, ero lì che ho detto verso le 23 che mi sa che adesso inizierà pure a cantare. ‘sta cosa dei concerti che iniziano tardi. Ma ecco, oh beh, oh ma sale uno. E chiccazzo è? E’ davvero Pete? Pare un impiegato del catasto. Pare. Mh, diverso? Ma come l’hanno ripulito. Neppure la voce inizialmente sembra la sua.

Io ammiro profondamente Doherty come musicista. Riuscissi io a suonare come lui dopo un bicchierazzo di lambrusco ingollato giù come se fosse sprite e due Margarita. Almeno tra le cose bevute sul palco. Rimanere in piedi, riuscire a “palleggiare il cappello”, dare solo una testata al microfono per aver sbagliato le misure e stop. Alla faccia di quelli che annullano concerti per caghetta e vomitino: lui quando arriva a fartelo il concerto -ossia se non lo arrestano prima o se non è in rehab- te lo fa. Infatti da quando ha ingranato male all’inizio dopo è riuscito a fare ottanta minuti filati senza cazzate e stecche. Con una sola pausa per firmare autografi. Io boh, quell’uomo deve averci degli enzimi che invidio abbestia. Dite che se gli chiedo se posso fare la tesi su di lui e che la tesi è di medicina interna mi tira qualcosa?


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