Capita che senti gente che non sa il significato di America.

Gianna Nannini at Arena di Verona

Ho passato il mio trentesimo compleanno a un concerto della Nannini.

Il fatto è che mi è sembrato molto naturale: entrambe del senese, entrambe con una famiglia paterna che non capivamo, entrambe con una cazzo di azienda di famiglia che ce le ha sempre sfrantumate. Un po’ tutte e due a far pilates, femminili un po’ come un rutto. Ma poi c’era il pubblico: i trenta stavano bene tra le ventenni che non avevano ancora capito di cosa parlasse America (ragazzo bresciano dietro di me: grazie per la tua prosaicità nello spiegare) e invece le signore di sessantanni che volevano quella canzone sin dall’inizio.

Solo che vederla dopo i Rammstein, con l’album nuovo… ecco, lo ammetto: a me la Gianna piace, ma il primo quarto d’ora, non ci fosse stato il freddinoumido dell’Arena io mi ero un po’ trifolata le ovaie.

[Poi ha fatto anche “Un giorno disumano” e Meravigliosacreatura in arrangiamento samba e quindi chapeau]


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