29 to 30 (Daje Mius)

Mioddio ho fatto 30.

Inizialmente ieri non sapevo neppure come raccontarlo a mia madre, dacché mi ha detto “no, scusa e non eri con gli amici?” “no, mamma, gli ho detto che il biglietto che avevo era più figoso”. Lì ho realizzato di essere una pessima persona, ma ecco, i Muse perdavvero non mi fanno capire più un cazzo.

Comunque scrivere un reportino alla luce di Studio Aperto che dice che i Miùs sono un gruppo da intellettuali mi fa riflettere. Proprio perché la massa media intelletualoide italica ha un po’ i Muse sui coglioni. Io in questo ho il mio orgoglio di essere deficiente e di pensare che parte della portiera della Maserati di Dom è mia e alcune tutine del piccolo Bing provengono dal sudore della mia carta di credito.  Ma mi va bene. In fondo io a questi tre coglioni voglio bene, ed ecco: sono contenta di essermi fatta sei ore di trasporti pubblici totalmente bloccati, 319 scalini, una serata intera a twittare la scaletta e simili per loro. Proprio la dignità a zoccole, ma ecco.

[però non vi perdono una cosa: cosa cazzo ci potevo fare col braccialetto vip se poi fate l’afterparty con nani che fingono di sniffare (fingono?), sparachiodi in mano in mezzo a culi di spogliarelliste etc etc NASCOSTISSIMO CHICCAZZOSADOVE. Bastardi, vvvtttb solo quando suonate.]

Ma andiamo per gradi: ho visto due date dei Muse. Non sono riuscita nella seconda a vedere i supporters. Ma nella prima mi sono spaventata un casino di una cosa: mentre ho trovato i Bastille interessanti ma non così coinvolgenti per il palco dove suonavano, Dizzee Rascal è stato una rivelazione. In pratica il tipico set in cui pensi “no, vabbè, mi riposo, bevo ‘na birretta, pausa pipì” e invece ho sculettato per un’ora circa. Mi ha creato proprio un dilemma epico interiore. Del tipo che quasi mi stavo chiedendo chi fossi, dove andassi, se fossi davvero io, se avessi lasciato lo ben dell’intelletto su Ryanair. Boh, saranno stati gli YO YO YO JUMP JUMP JUMP MAKE SOOOOME NOOOOISE ma io dopo quella giornata mi sono svegliata tre giorni interi con Bonkers e Bassline Junkie sculettandola. Un’immagine, rileggendola, bruttissima. Fortunatamente ne sono uscita. Ma ora sono per la mozione: portiamolo almeno a Roma, visto che non si sa ancora chiccazzo apre. Secondo me sono rimasti anche un po’ sviati dalla morte di Little Tony, ma si diceva che prima ci dovessero essere gli Shaka Ponk. Ma poi hanno avuto problemi. Quindi boh. Mah. Portiamo i dischi da casa?

E ora andiamo per giornate, perché davvero sono stati due concerti un po’ diversi.

  1. Supremacy
  2. Supermassive Black Hole
  3. Panic Station
  4. Bliss
  5. Resistance
  6. Animals
  7. Man with a Harmonica intro + Knights of Cydonia
  8. Dracula Mountain + United States of Eurasia
  9. Dead Star
  10. Montpellier Jam + Feeling Good
  11. Follow Me
  12. Liquid State
  13. Madness
  14. House of the Rising Sun riff + Time Is Running Out
  15. New Born + Ashamed outro
    Encore 1
  16. Unintended
  17. Blackout
  18. Guiding Light
  19. Undisclosed Desires
    Encore 2
  20. Unsustainable
  21. Plug In Baby
  22. Survival
    Encore 3
  23. Isolated System
  24. Uprising
  25. Starlight

Per due giorni su due non ho capito bene la intro: ok (SPOILER FERMATI QUI SE NON VUOI SALVARE LA TUA VITA!!!!11) c’è l’esplosioncina, ok. Ma perché suonare 15 secondi di Unsustainable? Non è chiaro, non torna. Supremacy probabilmente si conferma, come era nei palazzetti, una delle migliori intro. Così non è con Starlight alla fine: la sagra del coitus interruptus. Vi dirò, se non ci fosse Uprising come penultima io me ne andrei (cit.) prima. Un finalino moscio. Ma diciamolo: solo a Pesaro con KoC alla fine si salvò il tutto. Perché anche Survival non ha qualcosa di così conclusivo… anche se sempre meglio di Starlight.

Poi il bimbo Matt, che era lievemente nervosino e si mangiava le parole peggio di quelli che devono ancora pronunciare la A e sono già alla Z, ha scazzato l’inizio di Supermassive. Ha pronunziato in Bellamese qualcosa e noi tutti lo si stava canzonando, e poi via, ha ripreso bene. Ma era emozionato. No, io no: ero solo isterica. E non parliamo di come è andata la mia isteria sentendo Dead Star: credo di averci lasciato una corda vocale. E finalmente, dopo un intero anno che non ci riuscivano, New Born è stata suonata ad una velocità normale.

Purtroppo c’è sempre quel cazzo di Feeling Good (tutti quegli album, b-side -FURY DIOCRISTO FURY- e voi vi ostinate a suonarla) e ahem… Guiding Light. Io ve lo spiego cosa ha pensato il piccino: “oooh, guarda che idea folgorante che mi è venuta: siccome durante Blackout facciamo scendere la circense dalla lampadina gonfiabile dopo suoniamo Guiding Light!”. E infatti la suona tronfio come il bimbo orgoglione della sua trovata. Mentre gli altri due ahem… ragazzi: vi capisco.

Il fatto è che ormai lo Stadium Tour è sempre più uno show. Così infatti l’ha definito, show e non concerto, anche il plotone di giornaliste italiche accanto a me: io posso dire che se non lo vedete secondo me vi perdete un’innovazione nel pop-rock pari a quella che fecero gli U2. Certo: a tratti è troppo, ma sono i Muse… hanno mai fatto qualcosa fine e misurato? Però la cosa positiva è che con tutti i giuochi di fuoco (ancora inferiori ai Rammstein) se pioviggina ci si riscalda un po’. Certo: tutte quelle menate sull’ambiente e poi bruceranno più gasolio delle tre Maserati messe assieme ogni sera, ma ecco, vuoi mettere quanto son carine le fiamme e il robottino sul palco? Un cifro. Altro che solo i Led addosso come a San Siro.

A me San Siro non piacque granché, per essere sincerissimi.

Comunque, il gigantesco problema sono le trovate sceniche attoriali. Ora, capito, Matteo: limoni un’attrice di Hollywood. Però ecco, non serviva. L’attore che collassa dopo che vengono sparati i soldi su Animals ha un suo perché (si sposa bene alla canzone, lui è inquietantissimo, ci sta. Anche se ecco: era meglio Mangoni con un boa fucsia di piume di struzzo su Panic Station allora, altro che i tamagotchi dei presidenti varii), meno l’attrice-che-è-anche-ballerina-su-blackout-e-ci-manca-solo-che-le-facciano-anche-pulire su Feeling Good. Ossia, sì, tu intendi dirmi: cazzo guadagni a fare facendo aumentare il costo di alcuni beni tipo la benza -tipo quella che usi per fare le fiamme- ma che poi non è che ti puoi mangiare. Ma checcazzo c’entra?

Per poi non capire quando Matteo scende nel suo solito-insolito bagno di folla su Undisclosed desires e su “I want to reconcile your beauty blah blah” ciccia sotto la passerella e si inginocchia davanti ai due deceduti nelle bare. Cioè. Mh. Ora dovrei ubriacarmi per capire cosa intendesse. Ma non credo basti. Bambino Matteo: cazzo vuol dire? Qualcuno glielo chieda, altro che altre domande cretine. Dobbiamo capire.

Massima stima a due persone: quello con la maglietta dei Radiohead e la tipa col cartello Fury.

Dobbiamo dare un voto? 7+. Show ancora con dell’inerzia, ma loro suonano ancora così daddio e hanno così tecnici bravi che non si ricordano pecche (tranne io, che sono scassacazzi)

 

  1. Supremacy
  2. Supermassive Black Hole
  3. Panic Station
  4. Map of the Problematique + Who Knows Who riff

  5. Interlude + Hysteria + Back in Black outro
  6. Animals
  7. Man with a Harmonica + Knights of Cydonia
  8. Dracula Mountain + Sunburn (piano)
  9. Butterflies & Hurricanes
  10. Montpellier Jam + Feeling Good
  11. Follow Me
  12. Liquid State
  13. Madness
  14. House of the Rising Sun riff + Time is Running Out
  15. Stockholm Syndrome + Freedom outro
    Encore 1
  16. Unintended
  17. Blackout
  18. Guiding Light
  19. Undisclosed Desires
    Encore 2
  20. Unsustainable
  21. Plug In Baby
  22. Survival
    Encore 3
  23. Isolated System
  24. Uprising (Extended)
  25. Starlight

Il bimbo Matteo ce l’ha fatta il secondo giorno a sfasciare la chitarra dopo Stockholm Syndrome. Piccola testa di cazzo della zia. Solo che era così contento, felice, gaio et gioioso che ha anche abbracciato le genti durante la sua camminata da commediante che lo fa ormai scendere. Non so: meglio vederlo sfasciare chitarre o contorcersi come un neomelodico su Follow me? Sono indecisa.

Per il resto MOTP + Sunburn +B&H mi fanno preferire leggermente la seconda serata, vissuta in parterre anziché in tribuna come la prima. Anche se il pubblico era molto più svogliato rispetto al giorno precedente. In tutto questo devo dire che Unintended, che a me a tratti faceva mancare l’ossigeno nel tour precedente, invece suonata così scarna è bella. Strana, ma bella.

Voto? 8, dai.

[altre cose magari le esco poi, siamo a 1600 parole. Non vi siete addormentati? Se avete domande fàmo post su quello]


One thought on “29 to 30 (Daje Mius)”

  1. Per poi non capire quando Matteo scende nel suo solito-insolito bagno di folla su Undisclosed desires e su “I want to reconcile your beauty blah blah” ciccia sotto la passerella e si inginocchia davanti ai due deceduti nelle bare. Cioè. Mh. Ora dovrei ubriacarmi per capire cosa intendesse. Ma non credo basti. Bambino Matteo: cazzo vuol dire? Qualcuno glielo chieda, altro che altre domande cretine. Dobbiamo capire.

    Beh, ai suoi tempi diceva che “Undisclosed Desires is about me and my girlfriend”. Visto che lui e Gaia non stanno più insieme mi sa che il morto ci sta…

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