In viaggio con papà

Volevo smentirvi un po’ di robe. Tipo che crescere in un hotel sia una cosa figa (forse lo è se ti chiami Hilton, non se l’albergo di tuo padre è uno di quei 3 stelle in cui non è che vorresti molto capitare in ferie) e che qualsiasi professionista quando passa dalla parte del cliente sia in qualche modo un utonto “imparato”.

Invero, chi è nel turismo e poi va in ferie è un disastro assoluto.

Tipo: mamma è guida turistica ma in gita personale ha un senso dell’orientamento piuttosto alternativo e non ha una cazzo di voglia di leggersi una guida cartacea o elettronica che sia una. Questo è nulla, dici. Dato che mio padre è albergatore (con idee pessime, non presente su internet da professionista ma solo sui siti di dating.

Andare in giro con mio padre era una sorta di punizione divina che si teneva ogni Novembre. Perché Novembre? Perché era il mese in cui si chiudeva finalmente l’albergo, i prezzi erano più bassi, e perché almeno in dicembre gli assistiti del suo studio medico potevano portare i regali di Natale e lui cosi’ non ne perdeva neppure uno.

Novembre portava tante cose con se: la pioggia e il mio conseguente ammalarmi per un mese, dover giustificare le mie assenze a scuola (se non si partiva con lui scoppiava la terza guerra mondiale, altro che ISIS), vedere un sacco di posti non al meglio del loro fascino. Perché ok, se Londra poteva essere bella di Novembre ecco, Rimini… colgo poco il fascino di Rimini a Novembre. Ricordo di averla vista la prima volta proprio di quel mese. E la mattina dopo vedemmo l’Italia in Miniatura sotto un diluvio universale. A me veniva un po’ da piangere: ed era per quello che fingevo di dormire in macchina.

Di quel viaggio ricordo che il 70% del tempo non fu impiegato in turismo o relax, ma alla ricerca di hotel. Tipo che q Rimini, ore 20: “no, questo hotel non mi riempie l’occhio e ha il bancone che sembra una cassa da morto… tutto in marmo” (cittadina con hotel mezzi chiusi e full booked, era tardi e avevamo fatto 5 ore in auto. Pioveva). Oppure che a Jesolo, dopo che ci siamo arrivati dopo sei ore per cercare un posto dove dormire (non c’era la internet e quel giorno moriva Rabin) abbiamo dormito in letti lunghi un metro e settanta) O ad Abano Terme l’albergo sembrava appena uscito dagli anni sessanta…

Poi non è che dici poi migliori con gli anni: papà mi disse una dozzina di anni fa di aver pagato qualcosa tipo 4000 euro per un tour in deserto di 5 giorni con le tende beduine a mangiare montone. Io con 4000 euro ci copro 7-8 festival, viaggio, hotel e cibo inclusi.


Rispondi