Chiara Saccavini: Breve guida pratica per erboristi fantasiosi

Chiara Saccavini ritrova la divinità delle erbe.
Creature che offrono all’uomo ben di più
di quanto comunemente si creda o sappia.

Chiara Saccavini con il titolo “Breve guida pratica per erboristi fantasiosi” (Youcanprint, euro 19,99) propone una nuova originale ricerca, esattamente un anno dopo quel suo “Storie di viole” che in breve è diventato un piccolo caso editoriale. “Storie di viole”, pur senza distribuzione, è andato velocemente esaurito e continua il suo successo, persino all’estero, cosa non del tutto usuale per libri di questa tipologia. Il tutto grazie ad un passa parola tra appassionati, quasi tra “adepti di un culto verde”.
“Breve guida pratica per erboristi fantasiosi” sembra prendere avvio dalla storia della semplice violetta per condurre l’erborista (ovvero l’appassionato di erbe e non tanto colui che le commercia) dal particolare all’universale.
Saccavini qui propone una curiosa, godibilissima “summa teologica” su significato, origine e, inevitabilmente uso, di piantine che appartengono alla nostra quotidianità. Talmente “normali” che le vediamo e utilizziamo senza badare troppo a loro, con indifferenza da automatismo.
Ma che invece sono protagoniste di storie antiche quanto l’uomo e più di lui, essendo spesso “erbe divinità” o che delle divinità sono diretta espressione.
Erbe che, nella tradizione, sono da cogliere e consumare nella preghiera, in accordo con la luna, gli astri, le costellazioni, e solo in quei momenti del giorno e delle stagioni che si sanno essere propizi.
Erbe che crescono libere ma che possono essere ben coltivate in orti e giardini, purché si abbia la consapevolezza che questi non sono solo luoghi utili e belli ma rappresentano il riflesso dell’Anima e l’espressione del Creato.
Erbe semplici, che dalla immensità della Creazione hanno assunto le loro potentissime e poco conosciute (di questi tempi) forze.
Non stupisce quindi se l’autrice inanella, in modo mai pedante anzi emozionante, come in un racconto di fantasy che invece è storia, testi babilonesi, ebraici, indù. Citazioni sopravissute, spesso carsicamente, da epoche lontanissime, che ci tramandano dettagli preziosi sulle erbe e soprattutto sulle loro virtù. Precisano i loro diretti collegamenti con il Cosmo e lo Spirito.
Già un famoso papiro egizio, il cosiddetto Eben, abbina dettagliatamente le erbe ad ogni stato morboso, ma si sofferma con altrettanta attenzione sulle formule rituali con cui l’assunzione dell’infuso o del decotto deve essere accompagnata, pena la perdita di gran parte dell’effetto.
Tra Tigri ed Eufrate, troviamo precise indicazioni sulle virtù di oltre 250 piante ed erbe, note e di uso terapeutico anche oggi. In ambito greco è lo stesso Apollo a svelare le virtù delle piante, ad indicare la sacralità del loro utilizzo. Piante che recano lo stigma degli dei. Così la semplice Celidonia, nata dalle lacrime di una Venere affranta per la morte del giovane amante Adone, ha la virtù di curare le pene d’amore. Il capelvenere, d’altro, canto, poiché richiama la meravigliosa fluente chioma della dea, è un rimedio efficacissimo contro la caduta dei capelli.
Nei millenni la forza di questo universo ha assunto vesti diverse, depurandosi di taluni richiami a divinità incompatibili con il nuovo credo cristiano, assumendo per altro assonanze alla Madonna o ai Santi.
Ma la funzione curativa delle piante è solo uno dei temi trattati in questo intenso libro di Chiara Saccavini.
Qui le erbe divengo protagoniste di rituali, di percorsi alchemici. Tra quotidianità e straordinarietà. Tra cucina (l’autrice non manca di dare indicazioni, molto precise in merito, tratte da tradizioni spesso secolari se non millenarie) e astrologia. Erbe ed esoterismo, sul filo perfetto di una indagine storica, antropologica, scientifica.
Le erbe, per Chiara Saccavini e per chi prima di lei nei millenni si è accostato a loro con attenzione e rispetto, sono Creature davvero speciali. Vive e sensibili: gli alberi bisbigliano tra di loro e insieme cantano; hanno un’anima divina perché frutto di quel “Dio che è e sarà sempre il primo dei giardinieri e dei coltivatori”
In questa affascinante ricerca di storie e di significati, Chiara Saccavini spazia dall’Indo, al Fiume Giallo, all’Africa, all’America pre colombiana, ai Nativi Americani, per concentrarsi poi sul Bacino del Mediterraneo. Cogliendo nelle diverse, lontane civiltà, assonanze, convergenze potentissime, comuni similitudini

Nella seconda parte del volume l’autrice si concentra, in modo preciso e utile su una serie di…. erbe. Scelte tra quelle più comuni e più oggi utilizzate.
Ciascuna di loro è oggetto di una sorta di “pellegrinaggio tra radici e sommità fiorite”, un viaggio colto, persino divertito, dentro millenni di sapere.
Dopo aver letto questo libro sarà davvero difficile guardare dall’alto in basso le ortiche, l’aglio, l’origano, il prezzemolo, la salvia, le fragoline di bosco, l’edera e tutto quel piccolo mondo verde che ci passa quasi inosservato. Queste, così come ogni altra pianta, sono il frutto e il concentrato di una potentissima Magia Verde, che è un peccato non saper cogliere.
E che non cogliamo semplicemente perché dalla nostra memoria e dalla nostra consuetudine di vita sono scomparse, abbiamo escluso, millenni di conoscenze, significati, divinità.
L’invito di questa opera di Chiara Saccavini è a rifare finalmente nostra la potenza di quella “benedetta verdezza” decantata da Santa Ildegarda, non molto dissimile dalla viriditas su cui si sono a lungo concentrati i grandi Alchimisti.

Info e prenotazioni del volume: www.ortofiorito.it info@ortofiorito.it


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