Sono stata ad Europavox ed è stato figo perché…

Il passato weekend ho superato l’inondazione della Senna (o meglio: proprio ci sono stata in mezzo visto che il mio treno ha ritardato 3 ore per passare proprio nei paesini con l’emergenza) e da Parigi sono arrivata a Clermont Ferrand. Il festival Europavox mi ha invitata come reporter e per chiedermi proprio opinioni in campo sia di organizzazione musicale che di critica musicale.

From train, flood in France. #nofilter #nevers #honor7

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Dopo una decina di anni a fare questo lavoro è bello avere un riconoscimento, devo dire. Anche perché nei workshop che abbiamo avuto c’è stato proprio rispetto delle nostre attività e delle nostre idee: spesso a chi si interfaccia con chi scrive di musica interessa solo avere una recensione o una news e non sapere cosa pensa e la sua esperienza. Non guardiamo chi non scolla mai il suo didietro dal desk: specie chi si è fatto le ossa nelle webzine ha fatto festival, conosce le realtà estere, è cresciuto con blog stranieri che sono diventati “testate di riferimento”, riesce ad essere più dinamico e con una visione trasversale delle cose.

Europavox è una bella realtà che non conoscevo: non solo spazio ad artisti locali ma a molti (da qui il nome calza) artisti europei. E molti di loro si esibivano in un palco esterno che aveva accesso gratuito, così come altri concerti all’interno erano gratis: questo si inserisce molto bene nel concetto che la cultura (la musica lo è) potrebbe togliere le paranoie di confini mentali che ancora sussistono in Europa.

 


Ultimo ma non meno importante: il festival si inserisce benissimo nella città. Clermont Ferrand è molto particolare, e il fatto che ce la abbiano fatta conoscere ha aumentato l’appeal nei suoi confronti. I vulcani, la pietra scura, il vino riportato agli albori da poco, le crociate, Blaise Pascal.
Quando molti si accorgeranno che miniera d’oro per il turismo può essere il turismo musicale o festivaliero sarà troppo tardi. Sono stata a un workshop a Milano e tutte le maggiori agenzie di turismo per gli stati europei (tranne uno: le Fiandre) non lo considerano. Forse perché sono l’unica che se ne occupa :)


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