Al Festivalfilosofia: L’agonismo come tema

Oltre 50 lezioni magistrali: il pensiero della garaNelle piazze e nei cortili del festival si discuterà di concorrenza e competizione sportiva, conflitti democratici e passioni della rivalità, senza dimenticare che lotta e contesa sono il fondamento tanto della vita biologica, quanto della stessa filosofia

Il nostro tempo rivela una dimensione agonale e competitiva che sembra pervadere non solo gli ambiti della vita collettiva, ma anche le forme di vita dei singoli, dando inediti significati all’intuizione filosofica originaria che vede nel polemos, nella contraddizione e nella contesa, la genesi di tutte le cose.
Il lavoro dell’edizione fornirà riflessioni per riformulare la tensione tra competizione e collaborazione, indagando tanto le valenze della concorrenza economica, quanto il valore positivo che il conflitto può rivestire nella vita delle democrazie. Darà inoltre rilievo alla “gara” per eccellenza, discutendo i significati antropologici e culturali dello sport.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti.1. L’agone fondamentale
La prima pista individua alcune grandi configurazioni della contesa a partire dal capovolgimento che Emanuele Severino compie del celebre detto di Eraclito per cui «polemos è il padre di tutte le cose»: per Severino è piuttosto la ”cosa”, concepita dal pensiero greco classico come oscillante tra essere e nulla, ad essere madre di tutte le contraddizioni e di tutti i conflitti.
Nel contesto astrofisico, il pòlemos si traduce nelle violente collisioni cosmiche, come la fusione di due buchi neri, capaci di generare increspature nello spazio tempo, lasciando come tracce le “onde  gravitazionali” scoperte proprio nel 2016: a parlarne saranno Paola Puppo e  Fulvio Ricci, responsabile scientifico di Virgo, l’équipe dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha  collaborato con la statunitense Ligo per giungere allo straordinario risultato.
Nell’orizzonte scientifico moderno, il campo della contesa fondamentale si è riproposto anche come “selezione naturale” e “lotta per la vita”. Alcune lezioni metteranno in luce gli esiti più recenti della ricerca in materia di evoluzione e i conseguenti aggiornamenti concettuali: Telmo Pievani insisterà sul carattere non deterministico, bensì casuale e contingente della selezione; Enrico Alleva, studioso del comportamento animale, sottolineerà il paradosso dell’altruismo come vantaggio evolutivo. Anche la scoperta dei neuroni specchio sembra fornire una base fisiologica all’intersoggettività e, di qui, alla disposizione cooperativa e mutualistica dei primati, come riferirà Vittorio Gallese, uno dei suoi scopritori.
In controcanto, Paolo Virno, mostrerà che anche una piccola particella grammaticale come il “non”, introducendo la negazione, ha il potere di interrompere l’evidenza della percezione sensibile e persino di negare l’umanità altrui, con tutte le conseguenze antropologiche e politiche che ne derivano.
Vita e politica, del resto, sono strettamente congiunte in dispositivi di pensiero e pratiche che vanno sotto il nome di “biopolitica”:Roberto Esposito, uno dei maggiori protagonisti del dibattito internazionale su questi temi, porterà la riflessione nel cuore del presente, analizzando quanto il conflitto e la dimensione agonale dell’esistenza incidano sulla crisi di identità dell’Europa.
La sfera pubblica è anche l’arena dove si confrontano e confliggono i valori di riferimento delle comunità: Roberta de Monticellipresenterà un tentativo di sottrarli alla dimensione del relativo per ancorarli a un fondamento assoluto di verità.
Se la condizione della specie è contraddistinta da confini mobili e cangianti, Bodei sottolineerà soprattutto quelli che abitano il soggetto individuale e le lotte che oppongono il sé a se stesso per superare i propri limiti morali e intellettuali.
Sarà Massimo Cacciari, infine, a discutere la mossa agonica compiuta dal pensiero filosofico in quanto tale: costitutivamente dialettica, la filosofia argomenta infatti sempre nel più rischioso dei rapporti, quello dialogico.

2. La concorrenza
Uno dei perni della vita pubblica nelle società avanzate, da molti ritenuto quello fondamentale, è il principio della concorrenza. In essa sembrano condensarsi libertà e merito, pari opportunità e vantaggi collettivi. Categoria essenzialmente economica, si rivela più complessa di quanto possa sembrare a prima vista: Zygmunt Bauman ne traccerà lo sfondo discutendo se la disposizione concorrenziale sia connaturata agli uomini o sia un prodotto della cultura; Stefano Zamagni (nella Lectio “Confindustria Modena”) mostrerà come essa non coincida necessariamente con la logica dell’interesse privato, in quanto la finalità dei partecipanti al gioco del mercato può essere anche di tipo altruistico; Federico Rampini ne mostrerà le implicazioni negli accordi internazionali di liberalizzazione degli scambi, con le relative ricadute in termini di trasparenza e competizione fiscale tra gli Stati. E proprio la competizione internazionale, che fa oscillare continuamente gli Stati tra anarchia e ordine, guerra e pace, sarà oggetto della lezione diLuigi Bonanate.
La presa della concorrenza sul nostro tempo, infine, attraversa anche le vite individuali: Michela Marzano mostrerà come l’esistenza dei singoli sia sempre più gestita in modo manageriale, basando la vita personale su modelli di performance e competizione di matrice aziendale.

3. Polis e conflitto
La terza pista tematica si focalizza in primo luogo sul valore che il conflitto può assumere entro la vita delle democrazie liberali, che riconoscono la legittimità dell’avversario politico: Chantal Mouffe mostrerà in particolare come il pluralismo conflittuale e negoziato possa beneficiare le democrazie radicalizzandole; contro le pretese monopolistiche delle “etiche della verità”, Gustavo Zagrebelskyribadirà che le democrazie necessitano di discordia tra opinioni e valori e di un confronto basato sul rispetto reciproco e le garanzie costituzionali.
L’attenzione verrà poi rivolta all’emergere di nuovi “nemici” e nuove forme di conflitto per effetto delle trasformazioni in atto sul piano globale: l’ostilità verso ogni diversità culturale può giungere a vere e proprie «strategie di inferiorizzazione» che, come mostreràAlessandro Dal Lago, equiparano stranieri e minoranze a veri e propri nemici; Miguel Benasayag perorerà una pratica del conflitto inteso come base del vivere insieme, discostandosi dalle posizioni illusorie e complementari della tolleranza zero e della pace universale; Stefano Rodotà si soffermerà sul conflitto tra diritti che emerge quando i diritti di cittadinanza e quelli di riconoscimento fondati sulla dignità della persona entrano in tensione  per effetto ad esempio dei flussi migratori. Anche il paradigma politico fondato sul dualismo “amico-nemico” – come sosterrà Carlo Galli – sta assumendo una nuova veste: dal conflitto tra capitale e lavoro alle minacce securitarie del terrorismo, il “nemico” è divenuto invisibile, essendo collocato non più al di là, ma all’interno, dei confini della società.
La dialettica politica deve essere preservata e il pluralismo valorizzato anche nei processi di pacificazione, nei quali, come mostrerà Andrea Riccardi, è fondamentale il contributo di attori a vari livelli, dagli Stati alle organizzazioni internazionali e a quelle non-governative. E se la guerra pare diventata di fatto forma e condizione della vita pubblica su scala planetaria, più necessario risulta lo sforzo per pensare e praticare l’alternativa della pace, come sosterrà Umberto Curi. Jean-Luc Nancy, uno tra i più rilevanti pensatori della relazione con l’altro, presenterà un originale ripensamento della belligeranza del pensiero e delle armi della critica di fronte al suo svuotamento contemporaneo.
Il fascino del militarismo e delle armi è d’altronde un nemico insidioso: a partire da Simone Weil e dalla sua lettura dell’Iliade in rapporto all’ascesa del nazismo, Nadia Fusini mostrerà come il pensiero femminile del Novecento abbia elaborato una possibile via d’uscita dall’esaltazione maschile della forza.

4. Passioni agoniche
La dimensione agonica dell’esistenza fa leva su alcune disposizione passionali e psichiche che si manifestano sul crinale tra individuale e collettivo, indicando tanto alcune costanti dell’azione umana quanto il portato dell’epoca e delle culture.
Tra di esse spiccherà l’amore: Umberto Galimberti, nella sua Lectio “Gruppo Hera”, traccerà la fenomenologia della rivalità amorosa, sottolineando la relazione tra eros e pòlemos e in particolare i risvolti della gelosia. Passione “democratica” e ambivalente, fondata su una malintesa forma di comparazione e competizione, l’invidia verrà discussa nelle sue implicazioni da Elena Pulcini. Silvia Vegetti Finzi affronterà invece la questione dell’aggressività soprattutto nei gruppi adolescenziali, mostrandone una funzione evolutiva, laddove lo scontro sostiene la crescita, e una distruttiva, come nel caso dei bullismi. Nelle forme di esclusione e discriminazione, Nicla Vassallo vedrà all’opera pregiudizi, emozioni incontrollate, chiusure cognitive capaci di generare disgusto e repulsione ingiustificati.
In un’epoca dominata dal principio del successo e della prestazione, Massimo Recalcati si soffermerà sull’importanza del fallimento, dandone una lettura lacaniana: in quel che pare una mancanza agli occhi dell’Io si può scorgere, dal punto di vista dell’inconscio, un atto riuscito che mette a valore la perdita e lo scarto.
Il pathos della vittoria e soprattutto della sconfitta, con i suoi riti e le sue appartenenze totemiche, sarà discusso da Marc Augétramite la volontà di rivincita che consente più di un parallelo tra mondo sportivo e mondo politico

5. La gara
Agòn è fin dalla sua radice luogo di gara, spazio pubblico in cui si compete per primeggiare, per avanzare elevandosi. Carlo Sinimostrerà anzitutto come l’emulazione, cioè la spinta a superare in valore il contendente nella gara, costituisca fin dalle radici greche una peculiarità etica e antropologica dell’Occidente. Ancora sulle origini greche si soffermerà Eva Cantarella per ricostruire il modello educativo che trovava nel ginnasio il luogo di esercizi tanto atletici quanto intellettuali.
Nella sua lettura antropologica degli esercizi di elevazione, Peter Sloterdijk mostrerà come le differenze connesse al potere e al privilegio si siano trasformate in differenze connesse alle performances di auto-elevazione, decretando il successo dell’allenamento sportivo nella tarda modernità. L’inestinguibile presenza del doping e la progressiva affermazione della medicina migliorativa, di cui parlerà Jean-Noël Missa, andranno parimenti a sottolineare il carattere “artificiale” dell’esistenza.
In chiave sociologica, Georges Vigarello indicherà come il modello sportivo plasmi la relazione immaginaria con la stessa democrazia, fornendo valore mitico all’idea di una riuscita sociale fondata sul merito e il talento.
Su un piano strettamente etico e antropologico Salvatore Natoli presenterà la lotta in vista della gloria come terreno elettivo delle virtù, mentre Enzo Bianchi darà al tema un’intonazione spirituale, soffermandosi sul combattimento interiore che ciascuno deve compiere per vincere la tentazione e sul regime della prova come esperienza essenziale di libertà.
Accostata come gioco, la gara si presenta anche come tensione tra una componente disinteressata, fondata su piacere e godimento, e una componente arrischiata, perché il gioco comporta sempre una sfida e un azzardo, ossia un “mettersi in gioco” verso se stessi o verso gli avversari, come  mostrerà Pier Aldo Rovatti.
Con un drastico cambio di quadro, Ellis Cashmore rintraccerà il tema della gara in un fenomeno tutto contemporaneo e mediatico come quello dei talent show, dove la spettacolarizzazione della competizione e l’eguaglianza di opportunità dei partecipanti vanno di pari passo con il voyeurismo di un pubblico affamato di conflitto e crudeltà.
Al di là delle interpretazioni sociologiche e culturali per le quali lo sport ha sempre un significato funzionale in relazione ad altro (il marketing, la salute, il prestigio, il potere), Hans-Ulrich Gumbrecht discuterà il valore intrinseco dell’attività sportiva, coincidente con la pura bellezza estetica che si ricerca guardandone le azioni. La gratuità del gesto atletico, che lo rende aggraziato in senso etimologico, sarà sottolineata anche nella lezione di Francesca Rigotti.
Un protagonista come Julio Velasco, tra i più vincenti allenatori di pallavolo di sempre, si soffermerà nella sua Lectio “Rotary” sull’importanza del lavoro motivazionale per fare squadra, cruciale non solo per la performance dei team sportivi, ma per ogni dinamica di collaborazione.
Per non avere incidenti al “passaggio a livello” agonistico, Alessandro Bergonzoni, artista della parola e dei suoi mille sensi, consiglia di “battere le ali”, cioè: «meno corporativismi da carne battuta, meno squadre, sfide, meno medaglie, petti, polli, cosce, e più coscienze, alate».

6. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico discutono le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema dell’agonismo.
Mario Vegetti commenterà il Fedro di Platone, dove il celebre mito della biga alata presenta un conflitto nell’anima presa tra spinte ascensionali e discensionali.
La Politica di Aristotele sarà discussa da Enrico Berti per mostrare come quest’opera si imperni su un’idea di concordia concepita come amicizia civica capace di disinnescare il potenziale distruttivo della contesa. A un conflitto delle volontà che nel teatro dell’anima mette in scena la lotta tra spirituale e carnale, bene e male, divino e umano dedicano ampie riflessioni le Confessioni di Agostino, su cui farà lezione Remo Bodei.
L’orientamento agonistico che vede nel conflitto un valore positivo nella sfera pubblica ha tra i suoi vari antecedenti la difesa del tumulto operata da Machiavelli nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, di cui parlerà Antonio De Simone. Viceversa Giacomo Marramao ricostruirà forse il più influente tra i paradigmi politici fondati sul principio della neutralizzazione del conflitto e della costruzione dell’ordine, ossia quello del Leviatano di Hobbes.
Alla teoria che ha visto nella lotta tra le classi il motore dialettico della storia, ossia quella de Il Capitale di Marx, è dedicata la lezione di Marcello Musto. Commentando Così parlò Zarathustra di Nietzsche, Giuliano Campioni farà emergere una figura, quella del funambolo, che per Nietzsche è emblematica del tipo di esercizio e del destino riservato all’uomo del cambiamento.
Venendo agli esiti novecenteschi, l’idea di Schmitt che la relazione politica fondamentale sia quella dell’ostilità tra amico e nemico verrà ricostruita da Nello Preterossi in una lezione su Il concetto del “politico”.
Le dinamiche di conflitto e di concorrenza cui giungevano i prigionieri dei campi di sterminio è uno dei temi di Se questo è un uomo di Primo Levi e testimonia la spinta a «complicare il male nazista» che ha contraddistinto l’opera di questo autore: ne discuterà Simona Forti.

Mostre, installazioni, musica e narrazioni: le forme dell’agonismo
Mostre, installazioni, musica e narrazioni: le forme dell'agonismoUn nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 16 al 18 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

1. L’agone fondamentale
Lo spirito di contesa pervade il pensiero e la disposizione artistica, innescando rivoluzioni e sovversioni di genere, ma attraversa anche il mondo della vita, mettendo davanti ai nostri occhi lo spettacolo dell’evoluzioneUn progetto coordinato, dal titolo “Modena futurista”, coinvolge diversi tipi di attività e vari soggetti attorno alla rottura artistica e culturale rappresentata dal futurismo nel segno della sovversione del passato. Motivo di quest’attenzione al futurismo è la tumultuosa soirée, tenutasi a Modena il 2 giugno 1913, durante la quale, alla presenza di Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Russolo presentò lo scoppiatore, il primo dei suoi celebri intonarumori. Quella serata, che può a buon diritto venire considerata uno dei punti di avvio della musica contemporanea, verrà approfondita nella mostra“SibilaRonzaScoppia. L’intonarumori e la musica futurista modenese”, in cui saranno esposti cimeli della soirée, alcuni intonarumori ricostruiti da Pietro Verardo e postazioni interattive da cui ascoltare le sonorità degli intonarumori (Modena, Palazzo dei Musei, curatrice: Cristina Stefani, a cura di: Museo Civico d’Arte). La mostra presso la Biblioteca Poletti documenta invece la rivoluzione futurista in campo tipografico, con la pagina che diviene campo in cui sferrare la battaglia contro la scrittura lineare. “Rompete le righe! Libri futuristi di una collezione modenese” mostra l’esplosione della pagina in circa sessanta preziosi volumi (Modena, Palazzo dei Musei, curatrice: Carla Barbieri, a cura di: Biblioteca Poletti). I gesti e le grida iconoclaste dei futuristi rivivranno nei “Bombardamenti poetici” con cui, venerdì 16 dalle ore 18, la Biblioteca Poletti e il Museo Civico d’Arte, al Palazzo dei Musei, tra declamazioni e volantinaggi, omaggeranno le sonorità e le folgorazioni poetiche futuriste (a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, regia: Claudio Longhi).
La serata del 1913 rivivrà nella mise en espace “L’infernale (anti)orchestra futurista. Risse, teatri, marchingegni e altre passioni avanguardiste”, in cui risuoneranno le grida e le invettive dell’epoca, l’agone drammatico predisposto da Marinetti e foriero di fondamentali cambiamenti culturali (Modena, Teatro Storchi,  sabato 17 settembre, ore 22, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, regia: Claudio Longhi). In “Una serata tumultuosa. I futuristi a Modena” Marco Bertarini offrirà un racconto dell’evento del 1913 capace di incuriosire anche bambini e ragazzi (Modena, Palazzo dei Musei, venerdì 16 settembre, ore 21, a cura di: Dida – laboratorio didattico).
Non mancherà un concerto che mostrerà l’ibridazione tra suoni “tradizionali” e rumori futuristi: “Note rumoriste. Musica tradizionale e futurista a confronto” (Modena, Palazzo dei Musei, Musei Civici, sabato 17 settembre, ore 20,30, direttore: Antonio Giacometti, a cura di: Istituto di Studi Superiori Musicali “Vecchi-Tonelli” e Museo Civico d’Arte di Modena).
Due laboratori infine faranno sperimentare ai partecipanti le due anime delle mostre futuriste, la rivoluzione musicale degli “intonarumori” e quella tipografica della “tavola parolibera”: “Zang Tumb Tumb. L’arte dei rumori” (Modena, Palazzo dei Musei, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 16-19, curatrice: Luana Ponzoni, a cura di: Dida – laboratorio didattico) e “Crea la tua tavola parolibera” (Modena, Palazzo dei Musei, Dida – laboratorio didattico, venerdì 16, ore 19-21, curatore: Francesco Ceccarelli, a cura di: Biblioteca Poletti).

Un grande classico della musica come le Variazioni Goldberg di Bach si presterà, in “Le Goldberg a staffetta. Agonismo a somma positiva”, a venire eseguito da dieci pianisti che realizzeranno così un’opera comune, una composizione di qualità in cui non c’è traccia di contesa (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, domenica 18 settembre, ore 21, a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, sede di Modena).

La lotta evolutiva è al cuore dell’opera maggiore di Bertozzi&Casoni attorno a cui si sviluppa la loro mostra “Il capitale umano. Tra consolazioni e desolazioni”: un gigantesco orso bianco è ingabbiato e prigioniero, a rischio estinzione a causa dei mutamenti determinati dall’attività umana. Altre opere indagano la dialettica di composizione e ricomposizione che attraversa il mondo della vita e quello delle cose, come nel caso dei rifiuti, essi stessi piccole estinzioni locali nell’epoca dell’abbondanza (Modena, Galleria Antonio Verolino, curatore: Franco Bertoni).

Il tema dell’evoluzione e della selezione naturale è al centro anche della mostra “Lotte per l’esistenza. Illustrazioni de “L’origine della specie” di Charles Darwin”: Fabian Negrin presenta alcune delle tavole con cui ha illustrato il paragrafo conclusivo dell’opera darwiniana, avvicinando i visitatori più giovani alla teoria dell’evoluzione (Carpi, Palazzo dei Pio, Torre dell’Uccelliera, a cura di: Castello dei ragazzi). Con la mostra a fare da scena, i testi di Darwin verranno letti per grandi e piccoli dall’attrice Sara Gozzi, del Teatro Comunale di Carpi,  restituendo le ripetute e meticolose osservazioni a partire dalle quali lo scienziato formulò la sua teoria dell’evoluzione (“In riva al fiume. Letture e musiche da L’origine della specie di Darwin”, sabato 17 e domenica 18 settembre).  Ancora a cura del Castello dei ragazzi, una galleria di grandi sagome di cartone raffiguranti animali estinti, opera di Francesco Silei, riproporrà la timeline dell’evoluzione, proiettando i visitatori in un passato di centinaia di milioni di anni fa (“Cari estinti. Una galleria degli animali scomparsi”, Carpi, Piazza Martiri). A complemento delle installazioni, il laboratorio per bambini dai 6 anni “Il ritorno degli animali scomparsi”, con la guida dell’artista, permetterà di ricostruirne la sagoma armati di cartone, forbici e colori (Carpi, Palazzo dei Pio, Castello dei Ragazzi, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 16-20), mentre la storia di ciascuno verrà narrata dalla viva voce di Sara Gozzi (“Storie di animali che non ci sono più”, Carpi, Piazza Martiri).

Alle entità in competizione nel mondo naturale sono dedicati i laboratori scientifici di “Vinca il migliore! L’agonismo nel mondo naturale, dal microcosmo alla scala cosmica”, che in tre diversi allestimenti permetteranno di fare semplici esperimenti in campo fisico, chimico e biologico (Modena, Palazzo Santa Margherita, Biblioteca Delfini, venerdì 16 e domenica 18 settembre, ore 16-20, sabato 17, ore 16-21; a cura di: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; Biblioteca Civica Antonio Delfini; Associazione inco.Scienza).

Una maratona scientifica dedicata ai ragazzi è proposta a Sassuolo dal Gruppo Pleiadi – Modena in collaborazione con la Biblioteca dei ragazzi Leontine: il laboratorio “Convivenze. I benefici della biodiversità” mira a far comprendere  come l’eterogeneità del mondo vegetale e il suo l’equilibrio sia condizione della vita sull’intero pianeta, mentre il laboratorio “Sportivi per natura. Viaggio sperimentale nel corpo umano” consentirà di testare la propria condizione atletica. Delle vere e proprie gare a squadra, che chiedono mente allenata e capacità fisica, sono le “Olimpleiadi”, per ragazzi da 6 a 9 anni e da 10 a 13 anni, che propongono lanci della catapulta, sfide di equilibrio, persino gare di tabelline. Per vincere bisogna anche fare squadra, collaborare e fare circolare le conoscenze. (Sassuolo, Villa Giacobazzi, 16, 17 e 18 settembre).

Se la negazione attraversa il mondo della vita, altrettanto si può dire di quello delle forme e delle cose, che spesso ci pervengono in ritagli e frammenti. Nei suoi collages esposti in “Ricomposizioni. Collages di carte, oggetti, materiali incompatibili”, Gianni Valbonesi va in cerca di grammatiche di ricomposizione, così da reintegrare miriadi di oggetti in nuove totalità dominate dalla meraviglia e dall’incanto del colore.

2. Polis e conflitto
Non esistono società interamente pacificate. Ma la questione essenziale è come mettere in valore il conflitto senza trasformare gli avversari in nemici, garantendo pari dignità a ogni individuo

Con “Lying in Between. Grecia 2016” sette fotografi italiani presentano gli esiti di una missione fotografica tra isole e continente greco, in luoghi che sono mete turistiche per eccellenza e che vedono invece sbarchi quotidiani di profughi in fuga dalle guerre, divenendo emblema delle tensioni sociali e politiche che hanno spaccato il Mediterraneo (Modena, Foro Boario, produzione: Fondazione Fotografia e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).
All’esperienza della migrazione è dedicata anche la serata di parole e musica “Le sfide di Lireta. Diario in musica di una ragazza albanese”: la voce narrante di Guido Barbieri, accompagnato dal pianoforte di Paolo Marzocchi, racconterà in forma di melologo le vicende di Lireta Katiaj, una giovane donna albanese che negli anni a cavallo tra i due millenni ha condiviso con migliaia di suoi connazionali l’esperienza dell’emigrazione verso l’Italia. Affidate a un diario intimo, le sue parole laanciano una sfida contro la violenza dei padri, contro la povertà, contro il potere degli uomini sulle donne e contro i pregiudizi razziali (Modena, Palazzo Santa Margherita, Chiostro, venerdì 16 settembre, ore 21, a cura di: Associazione Amici della Musica di Modena “Mario Pedrazzi”).

A un muro che si frappone tra i lavoratori palestinesi diretti al lavoro e tra un’intera terra e la pace è dedicata la mostra fotografica“Betlemme 4.30. Il muro che frena la corsa”, in cui Luigi Ottani racconta coi suoi scatti come quella barriera si sia alzata anche contro la “maratona della pace”, una corsa simbolica iniziata nel 2004 e poi interrotta proprio per questa ragione (Modena, Complesso San Filippo Neri, a cura di: Rocknowar onlus).

Di conflitti urbani in periferie distopiche sature di macerie industriali si occupa anche la mostra di Andrea Bruno, “Paesaggio con nemico”: nelle tavole di questo racconto a fumetti si recuperano gli archetipi figurativi della guerra civile nel mondo greco, imperniata sulla lacerazione tra “oikos” e “polis”, sangue e cittadinanza (Carpi, Spazio Meme, curatori: Filippo Bergonzini e Francesca Pergreffi).

All’iconografia della guerra è dedicata la mostra “Guerre da collezione. Incisioni, libri e soldatini di piombo”: opere di vario tipo (incisioni, stampe, atlanti storici, opuscoli, cronache e diorami) ospitano lo “spettacolo” della guerra  e sottolineano la sua presenza costante nelle società umane, là dove l’agonismo raggiunge il suo limite estremo e trasforma l’antagonista in puro nemico (Modena, Galleria La Darsena, curatori: Angela Balestri e Siro Leonelli).

Non tutti i conflitti sono violenti. Esistono forme di lotta che, pur ripudiando l’uso della forza, agiscono il conflitto con strategie nonviolente, che non sono passive ma attivamente oppositive. La mostra “Senza offesa. Strategie di opposizione nonviolenta” ne documenta con filmati originali alcuni casi emblematici come l’opposizione al nazismo in Danimarca e l’addestramento all’opposizione nonviolenta nella Nashville della lotta per i diritti civili. Un filmato sulla prima Marcia della Pace del 1961 e immagini fotografiche relative a tre decenni di storia italiana documentano poi alcune tappe dell’opposizione alla guerra in Italia (Modena, Palazzo Comunale, Sala dei Passi perduti, a cura di: Movimento nonviolento).

A una contesa civica, quella tra il Comune e la Curia per la gestione e manutenzione della Torre Ghirlandina, oggi inclusa nella lista del Patrimonio Unesco, è dedicata “La Torre contesa. La Ghirlandina tra Curia e Comune”, che ripercorre le vicende tra questi interessi contrapposti nell’ambiente che ospita la Secchia rapita, il trofeo trecentesco sottratto dai modenesi ai bolognesi e reso celebre in tutta Europa dall’omonimo poema eroicomico di Alessandro Tassoni (Modena, Sito Unesco, Torre Ghirlandina, Sala della Secchia, curatrici: Simona Pedrazzi e Elena Fé, a cura di: Coordinamento Sito Unesco di Modena).

Alla “contestazione giovanile” degli anni Sessanta, è dedicata la mostra fotografica di Carlo Savigni, “Sono un tipo antisociale. Ritratti di una generazione contro”. I protagonisti hanno vent’anni, talora meno, e ostentano i segni della ribellione al mondo dei padri e alla gabbia melodica e benpensante che presto il ’68 combatterà con altri mezzi: sono Guccini, Bonvi, i ragazzi dei Nomadi e dell’Equipe 84 assieme a tanti altri in camicie a fiori, colli appuntiti, calzoni a righe e soprattutto zazzere e frange da “capelloni” (Sassuolo, Galleria Paggeriarte).

3. Le passioni agoniche
Ci sono passioni che indicano un conflitto nella volontà e nei sentimenti: sul crinale tra individuale e collettivo, peccati e vizi, affetti e rivalità raccontano l’umano e le sue culture

All’archetipo biblico della scissione nell’anima, cioè il peccato originale che inaugura l’epoca del dissidio tra bene e male, è dedicata la mostra “La tentazione originaria. Immagini del Peccato dal Medioevo al Rinascimento”. Tra la lastra di Wiligelmo sulla facciata del Duomo di Modena, presentata attraverso le foto d’autore di Cesare Leonardi,  e due preziosi arazzi fiamminghi cinquecenteschi, una galleria di proiezioni documenterà le trasformazioni iconografiche dell’episodio del Peccato nei capolavori dell’arte medievale e moderna. A complemento della mostra, una performance scultorea di Dario Tazzioli ispirata anch’essa al peccato originale (Modena, Musei del Duomo, curatrici: Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana, Simona Roversi; a cura di: Basilica Metropolitana di Modena, Musei del Duomo, Coordinamento Sito Unesco di Modena).

Un vero e proprio “teatro degli affetti amorosi” è quello presentato nel concerto “Tenzoni d’amore”, che presenta brani di musica barocca rappresentativi della “Seconda pratica” teorizzata da Monteverdi, nella quale il testo primeggia sulla musica. I temi delle canzoni (con la voce del soprano Alessandra Gardini e l’arpa di Mikari Shibukawa) illustrano una varietà di contrasti sentimentali: languori, abbandoni, appagamenti, solitudini, giocando sulla dualità amante/amata in perenne tensione (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, sabato 17 settembre, ore 21; a cura di: Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense).

Una passione amorosa tragica e devastante è quella del Moro di Venezia. Ma il dramma shakespeariano di Otello, musicato poi da Verdi, può divenire un’esilarante cavalcata tra passioni e intrighi, con irruzioni nella stretta attualità, se a raccontarlo è la poliedrica mattatrice Marina Massironi con testi di Lia Celi: il suo reading musicato “Desdemona contro tutti”, con la regia di Massimo Navone e arrangiamenti di Augusto Vismara, va in scena a Carpi, in Piazza Martiri, sabato 17 settembre alle ore 22.

A vizi comuni che minano la salute sono dedicate le postazioni dell’Azienda AUSL di Modena che intendono coinvolgere i cittadini in test, questionari e attività che innalzano la consapevolezza e predispongono ad accogliere la sfida della prevenzione: a rotazione nelle tre città, nei tre giorni dalle 14 alle 18, saranno visitabili “Meno alcol è meglio!, “Non andare in fumo!” e “Lotta all’obesità” (Modena, Piazza Matteotti; Carpi, Piazza Martiri; Sassuolo, Piazza Garibaldi).

Ogni artista che voglia superare i modelli che lo hanno preceduto e sono stati sua fonte di ispirazione sostiene un agone a distanza, a volte impari: gli è dedicata la mostra “Versus. Le sfide dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno” che presenta le opere di cento artisti, tra maestri riconosciuti e giovani emergenti (Modena, Palazzo Santa Margherita, curatori: Andrea Bruciati, Daniele De Luigi e Serena Goldoni, produzione: Galleria Civica e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).

4. La gara
Non solo fenomeno mediatico, di marketing o di costume, lo sport è esercizio teso al miglioramento e in questo senso eredita una tensione antropologica verso l’autoperfezione, nel segno della continua elevazione di sé, che ha profondità culturale millenaria

Nell’immaginario sportivo, prima dell’avvento della TV, sono state le figurine a trasformare i campioni effigiati in veri e propri idoli o anche ad insegnare come fare un rovescio nel tennis o un dribbling nel calcio. La mostra “I migliori album della nostra vita. Storie in figurina di miti, campioni e bidoni dello sport” traccia un percorso tra figurine introvabili, ritratti di fenomeni e di bidoni, grandi duelli, sfide mondiali e olimpiche e risvolti sociali dello sport. Installazioni multimediali e percorsi ludico-didattici completano l’esperienza di mostra.
Una speciale sezione dedicata alla squadra olimpica italiana con l’ultimo album Panini sarà allestita al Museo della Figurina, ricco di album sportivi   (Modena, MATA, Manifattura Tabacchi e Museo della figurina, curatore: Leo Turrini, Produzione: Museo della Figurina e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).

Nella piazza della Manifattura le figurine sono ancora protagoniste con i giochi di “CeloCeloManca. Campionato di figurine”, un vero e proprio villaggio dove cimentarsi in gare di lancio in impianti appositamente ideati o partecipare a quiz per mettere alla prova la propria scienza sportiva. Ci si iscrive sul posto e chi vuole può anche far passare di mano in mano i doppioni per un gigantesco “CeloCeloManca” con le figurine più famose del mondo (Modena, Manifattura Tabacchi, Piazza delle Paltadore, venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 10-13 e 15-19, in collaborazione con: Panini spa).

Storie di imprese agonistiche che hanno oltrepassato l’ambito puramente sportivo sono quelle raccontate, tra narrazione e musica, nel concerto “Invictus. Correndo controvento”, con i cinquanta professori dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna diretta da Alessandro Nidi, e le voci di Marco Caronna e Mascia Foschi. Con le musiche di Chico Buarque De Hollanda, Francesco De Gregori, Paolo Conte, Sheryl Crow, Fabrizio de Andrè, si incontrano le vicende di un puglie zingaro che ha sfidato il nazismo, di una mezzofondista algerina che correva a gambe nude contro l’integralismo islamico o l’epopea degli invincibili Springboks campioni del mondo di rugby nel 1995. E poi si racconta l’impresa titanica di Alex Zanardi, che ha concluso una maratona a forza di braccia dopo un guasto alla sua handbike (Sassuolo, Piazzale della Rosa, sabato 17 settembre, ore 22, a cura di: Fondazione Arturo Toscanini).

La Compagnia Teatri d’imbarco promette al pubblico un “Avventuroso viaggio a Olimpia”: sarà una nave del tempo a trasportare i protagonisti fino nell’antica Grecia, in quella Olimpia dove per dodici secoli si sono celebrate le gare più incredibili del mondo. Nell’epico racconto di Andrea Zorzi, campione di pallavolo e ormai attore a tutto tondo, e della sua compagna di avventure Beatrice Visibelli, riemergono storie di glorie, cimenti e vittorie, mentre l’atletismo dei danzatori dell’Accademia Kataklò ripropone la folgorante bellezza del corpo in movimento (Carpi, Piazza Martiri, domenica 18 settembre, ore 21).

Altre storie di sport e di miti legati alla competizione, alla sfida, alla prova o all’impresa sono quelle raccontate per un pubblico di bambini e ragazzi in “Mitico! Le imprese sportive tra fiaba, mito e realtà”, lo spettacolo con attori e burattini che la Compagnia Teatro Verde mette in scena domenica 18 settembre alle 16,30 (Modena, Palazzo Santa Margherita, Biblioteca Delfini).

Campione sportivo per caso è invece lo Charlot protagonista del mediometraggio “The Champion”, in cui la maschera di Chaplin si improvvisa sparring partner per sfuggire alla fame e arriva infine, con uno stratagemma, a contendere il titolo al campione del mondo. Una sonorizzazione live nell’ambito del progetto Soundtracks 2016, con special guest Gianluca Petrella, ne punteggerà musicalmente le gag (Modena, Palazzo Santa Margherita, Chiostro, sabato 17 settembre, ore 22, a cura di: Centro Musica Modena).

Varie iniziative a cura del Centro Sportivo Italiano animeranno il Complesso San Filippo Neri nel segno dello sport e della sua tendenza al miglioramento di sé. Lo spettacolo di danza aerea “Antagonistes”, di Equilibra, indicherà l’aspirazione antigravitazionale che avvicina la danza al volo (sabato 17 settembre, ore 21). Le narrazioni de “Il libro degli eroi” (con Martina Rigoni) racconteranno storie in cui non conta arrivare primi, ma raggiungere il traguardo che ci si è dati. Laboratori per bambini di varie età, dai piccolissimi fino ai ragazzi di 12 anni, vivacizzeranno i tre giorni (nella fascia oraria 16-19) proponendo la costruzione di fiaccole olimpiche, disegni acrobatici sospesi da terra ed esercizi a corpo libero su un morbido tappetone.

La mostra di Laura Tarugi “La vita in scala. Ascese e discese” presenta un’installazione di sette scale realizzate in filo di ferro cotto, ciascuna di sette gradini, simbolo del desiderio di elevazione e della tensione verticale delle pratiche umane, che esprimono anche la fatica dell’esercizio antigravitazionale (Modena, Galleria Carteria +, curatrici: Chiara Gibertini, Francesca Novi e Luana Ottani).

Oltre 2 milioni di presenze in 15 anni: il Festivalfilosofia dà i numeri
Oltre 2 milioni di presenze in 15 anni: il Festivalfilosofia dà i numeriDue milioni e 60 mila presenze dal 2001 al 2015, 2.336 eventi in tutto. Quindici anni con risultati da record per una grande iniziativa di pedagogia pubblica e di comunicazione moderna dei saperi, che porta la filosofia nelle piazze delle tre città emiliane, con importanti ricadute culturali e sociali, ma anche economiche

Dalle 34 mila presenze del 2001 alle oltre 206 mila del 2015: un pubblico sempre più numeroso per assistere a un programma sempre più ricco. I numeri lo confermano: la prima edizione del festivalfilosofia proponeva 98 iniziative, lo scorso anno – quindicesima edizione – gli eventi sono stati complessivamente 204 per una manifestazione che ha importanti ricadute non solo culturali e sociali,  ma anche economiche, con un impatto diretto di oltre 3 milioni di euro.

Era il settembre 2001 quando debuttava il festivalfilosofia, il primo caso europeo di festival filosofico in senso proprio. Avviata per iniziativa di un Comitato di Enti locali, poi costituitisi in Consorzio, la manifestazione propone una formula, sostanzialmente inalterata nelle quindici edizioni realizzate, imperniata su un tema che muta ogni anno e ispira tutte le iniziative in programma. Le parole scelte per ciascuna edizione hanno sempre individuato concetti chiave della tradizione filosofica e al tempo stesso questioni calde dell’esperienza contemporanea, come felicità e vita, bellezza e umanità,fantasia e comunità, cose e amare, fino alle ultime due edizioni, dedicate rispettivamente alla gloria e all’ereditare.

Dalla prima edizione sono stati realizzati oltre 2.300 eventi: tra questi ben 638 lezioni magistrali, che hanno visti protagonisti 307 filosofi, di cui 63 stranieri. Sono proprio le lezioni magistrali il cuore del programma, con i maggiori pensatori contemporanei, italiani e stranieri, che presentano la propria tesi e rispondono a domande del pubblico. Nella sezione delle lezioni dei classici, invece, studiosi di spicco commentano le opere che hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti nella storia del pensiero occidentale.

Un vasto programma di iniziative declina poi il tema nei diversi ambiti della creazione, per sottolineare la stretta connessione tra forme dell’esperienza, dell’arte e del pensiero. Fino ad ora sono stati 1.949 gli eventi del programma creativo: spiccano le 455 mostre e installazioni e gli oltre 300 tra concerti e spettacoli dal vivo, cui si devono aggiungere oltre 100 letture e conversazioni (114) e più di 200 film. Le attività per bambini e ragazzi sono state finora complessivamente 480.
Il festival si presenta anche come occasione per condividere i piaceri della buona tavola. Tullio Gregory firma la sezione “cucina filosofica” fin dalla prima edizione: dal 2001 il filosofo e gourmet ha ideato ben 118 menù filosofici a tema.

Quanto ai dati di pubblico, si è giunti a un totale di oltre 2.060.000 presenze complessive nelle prime 15 edizioni. Nel 2015, se si sommano i partecipanti alle iniziative del programma con i dati delle aperture straordinarie che saldano agli appuntamenti del festival alcune sedi di particolare rilevanza artistica, le presenze complessive sono salite a 217 mila, a conferma della fortunata complementarietà tra evento e patrimonio.

I dati qualitativi, poi, desumibili anche dalla tesi di dottorato discussa da Maria Giovanna Manni presso la Fondazione Marco Biagi di Modena nel 2015, confermano il carattere nazionale e internazionale del festivalfilosofia: oltre la metà dei partecipanti arriva ogni anno da fuori provincia, soprattutto dal centro nord, ma con presenze significative anche dal sud e dalle isole e un numero crescente di presenze dall’estero. In sensibile aumento soprattutto i giovani, che costituiscono ormai quasi il 25% del pubblico. L’età media dei partecipanti è di 44 anni e il livello di scolarizzazione del pubblico risulta molto alto. Quasi il 60% ha una laurea, benché non si tratti di un pubblico di settore: più di una persona su sei non ha mai studiato filosofia, mentre il 30% di chi l’ha studiata lo ha fatto solo a scuola e non all’università.

La permanenza media si attesta intorno ai 2,54 giorni, dunque sono pochi i visitatori che si fermano un giorno soltanto: un partecipante su tre si ferma anche a dormire generando un impatto economico diretto sul territorio di oltre 3 milioni di euro.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it


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