Le belle (o non belle) esperienze in B&B

Privatzimmer Langthaler

Quando ero nei dintorni di Melk (sapete che ogni anno vado al Frequency Festival e non ce la faccio proprio a pensarmi in tenda, specie da quando ho l’attrezzatura fotografica che non lascio mai neppure nelle camere, figurati se in tenda) ho letto su facebook la disavventura in un B&B sardo di una coppia di amici. Che erano rimasti delusi dalla struttura, dalla scortesia della padrona, dalla mancanza di ricevuta fiscale (ahi ahi), la colazione fatta con le briochine del discount. E con tanto della signora che faceva l’arrogante al telefono chiedendo di cambiare la recensione.

Io, stavo in un posto bellissimo e con la ricevuta fiscale in tasca (visto che avevo chiesto di pagare tutto subito) e ok, mi sentivo fortunata.

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Orbene, dopo essermi trovata malissimo in altre strutture della zona in questi anni (vedi questo post, e vedi le mie review schifate su tripadvisor per l’hotel Orange Wings di Krems) ho scoperto che spostandomi verso Melk c’era qualcosa da scegliere: ho trovato su booking.com il Privatezimmer Langthaler. Il link, tranquilli, rimanda a una pagina di google (non ci guadagno un centesimo) ma devo dire che ad appena 28 euro più delle sistemazioni precedenti ho avuto:

Parcheggio comodissimo

Posizione silenziosissima

Uso di angolo cottura (anche perché, diceva la signora, avendo la camera più piccina ne avevo ben donde)

Colazione freschissima tutte le mattine con prodotti genuini e locali

Pulizia quotidiana della stanza, letto buono, bagno in muratura (oddio, unico contro: l’aspiratore poteva essere meglio)

Wifi reattivo

Il punto è: la internet è collaborativa. Potete leggere molte recensioni. Già vi spiegai come si sgamano quelle false su tripadvisor e occhio che ci possono essere addirittura sui siti di booking (le strutture che non chiedono pagamento anticipato falsano le recensioni così: ti invitano a prenotare mettendo la tua carta e la data di scadenza sbagliata. Poi ti pagano per la recensione falsa a 5 stelle lasciata).

 

Andate sui social come google maps, facebook, twitter e soprattutto instagram e testate con mano prima cosa si dice.


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