Edizioni BMS pubblica il libro I 100 MIGLIORI DISCHI BLACK METAL a dicembre

Edizioni BMS pubblica i I 100 MIGLIORI DISCHI BLACK METAL, a cura di Stefano Cerati, Roberto D’Errico e Barbara Francone. Il libro sarà disponibile dal 10 dicembre.
E’ possibile pre-ordinarlo al costo di 10 € spese di spedizione incluse qui.

Il black metal ha avuto una rilevanza tale nella storia del rock che è anche difficile considerarlo solo un sottogenere del metal. Ha una dignità propria e caratteristiche etiche e attitudinali che lo staccano nettamente da qualsiasi altra forma di musica estrema, anche se i primi semi sono germogliati dal metal classico degli anni ’80, dal thrash, ma anche dall’ala più estrema del punk.

Il movimento in sé è importante e unico per due fondamentali motivi: è stato l’unico fenomeno rock di una certa rilevanza mondiale che non sia stato originato in una terra anglofona, Regno Unito, USA o Australia. Inoltre è stato il genere che ha portato i confini dell’estremismo e della sperimentazione talmente in là da non potere ipotizzare di poter spostare l’asticella più in alto.

Nonostante il black metal sia nato, germogliato e proliferato soprattutto in Scandinavia, i suoi semi malefici si sono sparsi in tutto il mondo, in Germania, Francia, in Italia, nell’Europa dell’Est ed hanno attecchito anche in Paesi insospettabili come il Giappone. Discorso a parte bisogna fare per gli Stati Uniti che nella fase di esposizione acuta del fenomeno sono stati piuttosto defilati per poi esplodere a livello di interesse e di numero di band con una nuova ondata che infatti è stata denominata USBM, United States Black Metal.

Oggi il black metal è ancora una delle scene più vitali del metal proprio perché i musicisti del genere hanno mantenuto un’attitudine radicale verso la sperimentazione, un coraggio e un’innovazione che non si ritrovano in altri generi più cristallizzati ed omogeneizzati. Ed è questa onestà artistica di fondo, unita ad una personalità di frontiera piuttosto anticonformista che ha permesso al black metal di resistere per trent’anni e di essersi guadagnato il rispetto e l’ammirazione di una folta legione di fan che va ben al di là del semplice gusto musicale.

Sicuramente non è una musica per tutti, così è sempre stato e così dovrebbe sempre essere.


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