Eurosonic Noorderslag 2017, ossia quello che mi vergogno di scrivere altrove

EBBA 📷 Ben Houdijk

Ieri mentre quello che non è il mio psichiatra ma per una sorta di buco nero dovuto alla ASL di appartenenza è almeno un laureato che dovrebbe capirci cosa stia facendo col mio fisico ha detto “Certo che sua figlia ha davvero un bel lavoro”. Per non peggiorare la mia situazione psichiatrica ho omesso il “sì, ma vieni a vedere il mio conto in banca: queste tre settimane in psichiatria dopo aver perso il bambino hanno fatto sì che non andassi in rosso… mi verrebbe da dire facciamolo più spesso: vitto, alloggio, e droghe psichedeliche che ti fanno sentire intelligente come Gasparri twitter incluso” e invece ho annuito dicendo che si, ma quella seconda delle mmmmh 24? facciamo venti pillole che prendo tutti i giorni, quella che prendo dopo le 13, mi fa sbandare un po’ troppo con quella andatura alla Naomi Campbell quando ancora Briatore la chiamava Naiomi. Ma gli ho detto “Su a lavoro non era un gran problema: tanto erano tutti più ubriachi e fumati di me”. Ha riso, ma era vero. Beati loro eh.

Di codesto ESNS17 mi ricordo che dopo due anni di professionismo ho fatto la mia seconda intervista con un tasso alcolico (n.b. aggiungici 3 pillole in cui si consiglia di non bere) fastidioso: alla fine abbiamo contato che erano 3 birre, 6 bicchieri di champagne e 3 di vino. Non bevevo alcool da agosto. Non ricordo un cazzo dell’intervista ma siamo bellissimi nel selfie e posso dirvi che il gruppo, austriaco, è davvero molto bravo. Fortuna che anche loro sono fuori come un balcone.

Per il resto non so dirvi se mi è piaciuto questo Eurosonic. Anche questanno, come l’anno scorso (no, non come l’anno prima dove si puntava sui maschi tipo Hozier o i gruppi vari) il leit motif doveva essere la figa. Perché suvvia: altro che il focus country. Io faccio così, con un metodo molto scientifico: scorro le foto promo e capisco dove si va a finire. Se l’anno scorso si era al pornosoft qui si era invece tra il 60-80, dalle Kessler alle Suffragette dove gli unici squarci di luci erano le nostre tre italiane. Davvero. Credo che questo 2017 ha portato una qualità italica ad Eurosonic (non vi scrivo Noorderslag, non riuscite a pronunziarla bene come Groningen) che negli ultimi 4 anni non aveva questo livello. E questa rivendibilità perché -ora ho visto che un paio di italiani in più l’hanno scoperto- Eurosonic è lì: è quella cosa che serve a chi fa booking per conoscere quale ovino sta comprando e marchiarlo prima di metterlo nelle lineup quelle che vi fanno strappare i capelli. Il booker ha aggiunto l’ovino che è quello “mh, chiccazzè, ma han detto che è bravo”.

E cosa ho messo per copertina? L’unica foto che non sono riuscita a fare perché il responsabile mi aveva messo dietro a un olandese che per misure aveva le stesse del frigo Smeg in casa al mare di nonna. Ché mi ha chiesto poi pure “è riuscita a fare la foto del MOMENTO PRESS” gli ho risposto “no, ma sono abituata: c’è sempre qualcuno che mi impalla quando serve”.

Tra questa e la battuta per la very special night con Jett Rebel dove ho detto ai 4 olandesi attorno “No, beh, poi in ginocchio per lui non ci sarebbe né soddisfazione né molto da fare” mi sono sentita molto sola nel mio umorismo becero: e dire che quello olandese è simile. E invece.

Dei cantanti, e bravi, ve ne parlerò. Ci sono a parte quelli di due anni fa in uscita adesso che dovrei spingervi tantissimo come avrei dovuto spingere il figliolo di cui ero incinta (mica scemo però, si era fatto tre festival di già, e pure bello comodo) ma quello che volevo scrivervi in questi giorni, appena termino le millemila interviste e cazzi è: io ho un problema. Negli ultimi sei mesi (oddio, se andiamo a vedere bene intorno al momento in cui rimasi incinta. Spero dunque siano gli ormoni) mi sono molto riavvicinata ad alcune posizioni di Matteo Renzi, trovandole accettabili, e a Jett Rebel. Il secondo non lo conoscete, ma ve lo introduco vi dicevo non appena ho tempo. Questo mi ha provocato del vero pudore nelle mie convinzioni, e quasi dispiacere.

E che devo dire invece dei Kensington? Per me loro sono il gruppo migliore del mondo. Li aspetto scazzata perché tardano dentro l’hotel. Vado al bagno, incrocio il tour manager che mi riconosce, mi dice “allora sei tu” e mi abbraccia e mi dice “porto Eloi e Casper eh” e io annuisco. Poi mi arrivano tutti ad abbracciare forte e dici “cazzo, ma perché la band olandese che amo sopra ogni altra cosa ha appena fatto -non sapendo un cazzo di come sta andando ora la mia vita- l’unica cosa che ti aspettavi dal tuo compagno di vita da due anni che invece ha sbroccato come un craxiano al Billionaire?


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