Voglio fare foto ai concerti: mi conviene, nel 2017? No.

JP Cooper - ESNS2017- ph. Francesca Fiorini Mattei

Mi dispiace, ma ho voglia di spezzarvi dei sogni e rusparvi delle aspettative. O perlomeno è uno di quei post come qui ce ne sono molti che è della serie “non fate come me: vivete meglio”.

Adesso vi faccio la versione condensata: ciao, ho ventanni e mi garba tantissimo la musica live e fotografare come te mi piacerebbe moltissimo. Come posso iniziare? Che cosa posso aspettarmi?

Anzitutto la passione che hai è molto bella. Devo dirti una cosa: se hai un gruzzolo da scialare, tempo da perdere e non ti incazzi o offendi facilmente puoi considerare di iniziare il percorso, che comunque ti darà notevoli problemi nel cammino. Se no: stanne fuori che si vive meglio, giuro.

Ti parlo di me: ho iniziato a fotografare perché amica che lo faceva per la mia ezine è rimasta incinta, e da lì si è dileguata. Pensai “e ora chi mi fa le foto?”. Perché, come dire: le webzine non possono pagare, è difficile. Non pagano le testate giornalistiche e le cartacee millantando problemi di budget, se vi dico le spese che ho io in un anno per tenere un blog e una webzine capirete che spesso è già tanto non chiedere soldi in giro. No: sulla internet non è tutto gratis e se è gratis significa che non ti stanno facendo un favore, ma stanno rivendendo te come prodotto.

Ho continuato perché la mia depressione mi aveva reso non solo un vegetale, non solo i miei attacchi di panico mi creavano problemi anche per uscire a comprare il pane: ma proprio perché in depressione le tue capacità psicofisiche vanno a schifìo. Focalizzarmi sul creare delle immagini e cercare di tenermi pronta per i primi dieci minuti di concerto cercando di fare cose buone mi ha aiutato a gestire ansia e tante altre problematiche. Mi ci son curata, posso dire. Quindi anche quando ci ho rimesso soldi o sono andata a pari tra spese e pagamenti ricevuti ci ho guadagnato in salute. Ma questo è il mio caso: credo di essere l’1% di tutto il mondo, anche perché per fare il fotografo devi avere un po’ di ego ben sviluppato (cosa che a me manca cronicamente)

Che prospettive ci sono ora come ora? Nessuna. Il più grande blog di musica italiano di una piattaforma di nanopublishing sta tagliando i collaboratori. Molte testate web tagliano su cose che fanno molti meno ingressi del pubblicare uno screenshot del culo di Belen da instagram. Altre testate musicali ti dicono “non c’è budget” e quindi loro sì hanno incassi pubblicitari e tutto: ma in caso preferiscono pagare (poco) gli articolisti e dire ai fotografi che non c’è budget (e se ti rifiuti c’è la “foto del fan” via social e in caso sennò una foto mandata dall’ufficio stampa. Sei un numero, non sei considerato un artista come in altri Paesi)

Vedi qui: sopra RS versione italiana usa una foto posata da “ufficio stampa”, sotto RS internazionale paga una foto al fotografo e mette correttamente i credits al professionista (da un post di ieri di un collega fotografo italiano)

Non che in altri Paesi vada meglio: da questa estate Spin magazine in primis inizia ad usare gli screenshot dei webcast dei festival (ottimo quando una band ha delle foto policy -ne parleremo dopo- da paranoia, meno buono quando pur di non pagarti la foto facciano codesta cosa), e in posti dove si pagava -leggi Olanda- ormai il rapporto pagati-nonpagati è passato da 10-3 a 10-8. Devo aprire un’altra digressione: nessun committente italiano mi ha mai pagata. Ho avuto soldi olandesi, americani, austriaci, tedeschi. Mai italiani. Non solo perché in Italia ormai ci sono colleghi bravissimi e professionali che vengono considerati il top e ormai si preferisce andare sul sicuro (anche se, non lo dico contro il collega ma contro la scelta delle redazioni, vedere le foto della stessa persona in 70 diversi articoli per un live è un po’ una scelta non vincente, ma qui entriamo in un discorso di etica giornalistica che toccherò un altro giorno, visto che ho strumenti per giudicare anche quello essendo stata prima in quel gruppo e poi fotografa) ma anche perché, vedi il raffronto tra le edizioni di RS con la notizia su Liam sopra, se è possibile non ti pagano.

Per la stessa cosa: sono stata fortunata a fare esperienza estera ed avere committenti esteri. Ma non saprei consigliarvi come fare visto che sono state botte di fortuna, passaparola, essere al momento giusto nel posto giusto. Ma in Italia mi butta malissimo, eh.

Un’altra brutta pratica che si sta consolidando negli ultimi due anni è l’approvazione lista fotografi la mattina per la sera. Credo sia orrenda anche per i poveri PR delle booking agency che debbano giostrarsi con questa cosa: in pratica band X si esibisce martedì alle 21 a Milano. L’agenzia di concerti alle 11 riceve la lista dei fotografi che il management (o l’etichetta) decide di approvare e per quell’ora ti arriva la notizia che alle 20 devi essere lì per fotografare. Vi ricordo che in alcuni casi sei scortato verso l’uscita dopo aver fotografato le prime tre canzoni (o anche meno). Una volta mi è capitata questa conferma la mattina per la sera, con sotto la postilla “dopo la terza la band ha detto raus“.

Tutte queste considerazioni sono al netto delle incazzature tecniche: spesso non ti viene detto che non c’è spazio per fotografare, spesso le persone in prima fila ti mandano a cagare perché “gli stai davanti” (l’anno scorso a Festareggio una vecchia mi ha dato un’ombrellata nella schiena a tal riguardo), spesso i tecnici al mixer ti mandano affanculo perché *loro* stanno lavorando e non vogliono che ti avvicini alle apparecchiature (ma loro ti stanno spintonando e con te la tua attrezzatura che non è che costa meno), spesso non ti dicono che c’è un contratto o da dove ti manderanno a fare le foto, o un artista ti butta addosso alla macchina dell’acqua, o ti sputa, o scende nel pit e ti ammolla un paio di pugni (ho dato tutti e tre). Può capitare benissimo che fotografi benissimo solo il culo di un artista per le tre canzoni consentite, o che nelle prime tre canzoni ci sono le luci da caro estinto e poi improvvisamente delle luci così smarmellate che riesci a vedere anche dalla 20esima fila i punti neri del batterista.

Questo paragrafo sopra sono considerazioni di scazzo minore: tolta la storia dei contratti che sei costretto a firmare. Qui sono un po’ cazzi e la situazione è al limite del LOL. Spiego: credo fosse il 2014 e fotografo un artista in due Paesi differenti, uno sono i Paesi Bassi e l’altro è la Serbia. Nel secondo il management, con un po’ di imbarazzo del team del festival, ci prospetta un contratto che non è poi così cattivo… ma che in pratica ti proibisce soprattutto la vendita della foto per merchandize e di venderla a testate diverse da quella per cui sei accreditato al festival. Questa è la formula base dei contratti, assieme a piccole paranoie come “non usarle nei social media”. Il brutto è quando molti se ne escono con: a) tutti i diritti sono i miei b) carichi le foto che hai fatto sul mio server e poi vediamo, ché se mi piacciono poi le uso pure e a te non do un soldo c) se qualcosa non va ti posso togliere la SD card, gné gné d) contratti come questo dei Guns’n’Roses.

L’unico Paese dove si è fatto qualcosa contro questo scandalo dei diritti rubati ai fotografi è stata la Norvegia: si sono messi d’accordo e hanno detto “assì? ora non viene più nessuno a fotografare e col cazzo che hai un evento coperto da qualcuno. Puppa”. Essendo così corpo unico l’han spuntata. Non vorrei dire ma credo che in altri posti con la cultura del poter fregare qualcunaltro non riusciremo mai a farlo, visto che c’è qualche deficiente che si crede sempre più furbo degli altri e non ha voglia di lottare per non essere zerbinato.

Capite quindi che a molte testate conviene più una foto *dal web*: non pagano fotografo, non hanno cazzi per i contratti, scelgono le condizioni di luce migliori, beccano circa 100 condivisioni social in più perché la persona che viene scelta con la sua foto fatta dal telefonino, poi tanto ormai quando mandate le foto anche in redazione ti croppano i crediti, te la piallano con dei filtri, non hanno rispetto per quello che hai fatto… e stranamente anche quando mandi 5 foto da scegliere sceglieranno sempre la più brutta.

L’anno scorso una ragazza, già conosciuta a dei live, vedendo con chi collaboravo mi disse “ah, posso collaborare con te? perché *webzine a cui danno molte anteprime* oltre a non pagarmi, quando sono andata a talfestival e ho avuto problemi con la fotocamera mi ha anche trattata malissimo!”. Quando le ho detto che per Lost in Groove non c’erano problemi, anche se pure lì non abbiamo fondi (vedi sopra), ma se le serviva per esperienza e finché se la sentiva di collaborare poteva farlo comodamente e i pass per averli non c’erano problemi mi rispose: “ah ma no, ma chi la conosce?”. Evvabè.

Non fate come lei, tornando a bomba al topic del post: piuttosto datevi alla tassidermia. Secondo me da maggiori soddisfazioni.

[ho omesso dati, fatti, nomi e scazzi vari. Ne avrei da dire, ma qui ci leggono tutti e fa troppo caldo per litigare]


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