Gli Architects e la sicurezza per le donne ai festival

Con Lost in Groove siamo stati (grazie ancora a Saar de Graaf) anche al Lowlands questanno. Abbiamo prodotto queste photogallery (day one, day two, day three) e ho scritto due note senza accennare a commenti personali visto che non c’era un inviato lì e non potevamo sapere esattamente come andavano le cose.

In questo festival ci sono state ovviamente altre cose da raccontare, ma per il taglio che ho voluto dare alla “mia” webzine la polemichetta o la ricerca del like a tutti i costi, anche se mi garantirebbe share sui social, retweet, indignazioni, pacche sulle spalle, aumento di ranking, seo priapizzata etc etc. Sì, in questa ottica posso risultare poco furba, lo so.

Non mi appartiene perché se voglio scrivere qualcosa ho questo spazio, me ne assumo le responsabilità io e non tiro nella merda un collettivo di persone. E’ una mia scelta. Non sto giudicando quelli che lo fanno, ciascheduno ha i suoi metodi. Ma quando mi insegnarono l’abc del giornalismo i metodi erano diversi e ora fatico un po’ a capire come siano cambiati solo per venire incontro a logiche da socialino.

Il punto del mio post, dopo questa noiosa premessa, è uno: sono stati dedicati tantissimi post contro quello che è successo al Bravalla (sono due anni che al festival svedese si sono contati più stupri di biciclette rubate a Milano in un anno) tanto che alcuni artisti sapendolo a posteriori si sono inorriditi e gli organizzatori sono stati costretti a dire che non ci sarà una edizione 2018. Dicendo “oh, al massimo apriamo per sole donne”.

Non è che sia una soluzione eh, perché ok… almeno non hai noie lì per lì: ma per tornare a casa prendi il treno e vuoi che una testa di cazzo non si apposti con la mano sulla patta nel primo vagone sapendo che ci saranno tante ragazze lì sopra? Deve cambiare qualcosa più concretamente.

Fatto: gli Architects stavano suonando al Lowlands. Il cantante vede un molestatore tra la folla, interrompe il concerto e gli fa il culo a strisce.

‘So, i’ve been going over in my fckng mind about whether I should say something about what I saw during that last song….’. Poi continua Sam Carter con “I saw a girl crowdsurfing over here, and I’m not going to fucking point the piece of shit out who did it, but I saw you fucking grab at her boob. It is fucking disgusting, and there is no place for that shit. It’s not your fucking body, and you do not grab at someone, not at my fucking show. So if you feel like doing that again, walk out there [outside the tent], and fuck off and don’t come back.”

C’è nulla di eroico. Ma ha fatto il suo dovere. Il giorno successivo anche Frank Carter ha ribadito una cosa che non è nuova nei suoi show. Ossia creare un ambiente sereno in cui le donne possano divertirsi ai suoi concerti e fare crowdsurfing in “sicurezza”.

Kerrang è l’unica testata che ha scritto bene e estensivamente di tutto questo, anche perché Architects e Frank Carter sono parte della musica di cui trattano abitualmente.

Il problema di cercare di addolcire ogni comportamento borderline con “ah ma è colpa di alcool e droga” con me non ha mai attaccato. Vi faccio un esempio. Quando abbiamo studiato la segale cornuta e quindi anche l’LSD a farmacognosia la professoressa ci disse “ok, se lo prende uno che è tifoso di calcio avrà allucinazioni relate magari alla sua squadra. Come quando nel medioevo la consumavano non sapendolo le monache o i frati e vedevano un po’ la Madonna ovunque”.

Purtroppo in tutta la società occidentale è stata fatta passare come goliardia questa cosa riassumibile in rompere le scatole a una ragazza. Non dite che è un problema maschile, ma anche femminile: quante donne scrivono commenti schifosi ogni volta che qualcuna viene stuprata? Puntacazzinando su come fosse vestita o come certe cose non vadano fatte se si è una femmina. Peccato che le loro genitrici non abbiano insegnato loro il rispetto per altri esseri umani al di là delle varie distinzioni di genere che possano essere fatte.

Grazie comunque perché il ruolo degli artisti nella società moderna è importantissimo. Inutile dirvi però che i cambiamenti nella società partono anche da voi: non nascondere la testa come struzzi, impegnarsi incanalando l’indignazione in modo giusto, difendere qualcuno quando capita qualcosa anche partendo dal principio “ehy! può capitare a me/a mia sorella/alla mia famiglia” già andrebbe molto bene.


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