Da Willem Van Toorn a Guccini, da Cacciari a Morgan, dalla Valduga a Muburutu, da Griminelli alla Lamarque: ecco Poesia Festival 2017

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Dal 18 al 24 settembre la poesia sarà protagonista nei borghi antichi di nove comuni modenesi. Grandi autori, capeggiati dall’ospite straniero Willem Van Toorn, e giovani promesse testimonieranno la grande vitalità della poesia oggi. Insieme a loro, per citarne solo alcuni, Patrizia Valduga, Gianni D’Elia, Vivian Lamarque, Roberto Mussapi, Francesco Scarabicchi, Nino De Vita. Saliranno sui palchi anche artisti del calibro di Guccini, Griminelli e Morgan per oltre 30 eventi in sette giorni, tutti gratuiti

Ancora una volta il Poesia Festival invaderà pacificamente la provincia modenese che si adagia ai piedi del primo Appennino con la sua tredicesima edizione. Dal 18 al 24 settembre nove comuni del modenese saranno lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna d’inizio autunno dedicata alla poesia e alle sue contaminazioni con le altri arti. Un coro di voci diverse che testimoniano quanto la poesia sia uno strumento prezioso e malleabile, in grado di parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo.
I poeti Patrizia Valduga, Willem Van Toorn, Vivian Lamarque, Gianni D’Elia, Roberto Mussapi, Francesco Scarabicchi, Silvia Bre, Rosita Copioli, Nino De Vita, Franco Arminio, artisti comeFrancesco GucciniMorganAndrea GriminelliElisabetta PozziWillie Peyote o grandi intellettuali come Massimo Cacciari e Sergio Zavoli  concorreranno a dar voce al nostro tempo in una cornice che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.
Ad accendere le luci dei nove comuni modenesi coinvolti nel festival, mercoledì 20 settembre alle ore 21 al Teatro Fabbri di Vignola, una grande inaugurazione con la poetessa Patrizia Valduga che leggerà i suoi versi estrosi e multiformi; a seguire la lezione magistrale del filosofoMassimo Cacciari che rifletterà a tutto tondo sui rapporti tra la poesia e le altre arti; chiuderà la serata il concerto di uno dei flautisti più celebrati del mondo, Andrea Griminelli,accompagnato dal chitarrista Andrea Candeli. Nella sua carriera Griminelli ha suonato al fianco di stelle del calibro di Luciano Pavarotti, Sting, Andrea Bocelli ed Elton John.
Altro appuntamento da non perdere è l’incontro previsto per venerdì 22 settembre sempre a Vignola alle 17 e 30, intitolato “Dialogo sulla poesia europea” che avrà per protagonisti il massimo poeta olandese, Willem Van Toorn e il nostro Sergio Zavoli. A loro il compito di confrontarsi su un tema scottante e attuale come quello dell’Europa, del suo passato e del suo futuro e di rispondere alla domanda se esista o no una poesia europea che unisce i popoli e le lingue al di là delle frontiere, leggendo anche i loro testi.
Poi toccherà alla canzone d’autore e al rap “d’autore” raccontare il fil rouge con la poesia; lo faranno Francesco Guccini e Muburutu, il rapper più letterario d’Italia, sempre venerdì 22 settembre a Castelfranco Emilia alle ore 21. Linguaggi diversi, tra tradizione e innovazione, alla ricerca di nuovi ritmi e stili che cercheranno di fare il punto sul rapporto fra poesia a musica oggi. Ancora rap, questa volta più cinico e ironico, con il concerto di Willie Peyote previsto sabato 23 settembre a Castelnuovo Rangone.
Il rapporto fra la musica e la parola sarà protagonista anche nella domenica conclusiva del festival, dedicata a “John Lennon. La musica, l’arte, la poesia”. Si parte al pomeriggio con la conversazione fra il giornalista di Repubblica Michele Smargiassi e Antonio Taormina, curatore dell’antologia di scritti di John Lennon “Immagina” che raccoglie brani di prosa, poesia e disegni tratti dagli unici due libri pubblicati in vita da John Lennon, scritti mentre i Beatles stava diventando un fenomeno culturale planetaria. A seguire, il gruppo di attori che da anni accompagnaClaudio Longhi farà una lettura scenica tratta da “Immagina”, dando vita a un mondo fantastico, grottesco, a volte malinconico, capace di accendersi di rabbia e tenerezza e di lasciarsi contaminare dagli echi della politica, dell’amore e della musica. Chiuderanno la serata e saluteranno l’edizione 2017 di Poesia Festival, i Beatbox, la cover band dei Beatles più famosa d’Europa che farà rivivere l’energia esplosiva del quartetto di Liverpool non solo con le note musicali ma anche con gli strumenti d’epoca e i vestiti dei quattro baronetti, nel cinquantesimo anniversario di “Sgt. Pepper”.
Sempre fra musica e parola si colloca anche la conversazione fra Morgan e il giornalista del Resto del Carlino Leo Turrini,prevista sabato 23 a Vignola. Ad aprire una serata che si annuncia imperdibile sarà il poeta Gianni D’Elia con letture di poesie dedicate alla nostra nazione, “All’Italia: poesie civili da Dante a oggi”. Poi toccherà al vulcanico cantante e musicista italiano, fondatore dei Bluvertigo, suonare e cantare e raccontare il suo rapporto con l’Italia, con il mondo dello spettacolo, con la parola. Sempre Leo Turrini, nell’antemprima di lunedi 18 settembre a Castelnuovo Rangone, racconterà la vita del Drake e l’epica della velocità nella poesia italiana del Novecento assieme ai poeti BertoniAlperoliRentocchinie al critico letterario Galaverni.
Dallo scorso anno si rinnova l’appuntamento ‘al femminile’ con le autrici italiane di poesia: quest’anno, sabato 23 a Levizzano, toccherà aSilvia BreNina Nasilli e Luigia Sorrentino per la prima volta su un palco insieme. Un’altra donna protagonista al Poesia Festival sarà Vivian Lamarque, sempre lo stesso giorno a Castelnuovo Rangone, poetessa in grado di toccare corde profonde e vive in tutti noi grazie al suo percorso dentro alle tematiche familiari.
E ancora, poesia dialettale di alto livello quella che sarà di scena a Levizzano Rangone sabato 23, grazie al siciliano Nino De Vita, al trevigianoFabio Franzin e al brianzolo Dome Bulfaro. Quest’ultimo sarà anche il maestro di cerimonia per una novità del Poesia Festival 2017, il campionato italiano di Slam Poetry, “Castelli Poetry Slam” che avrà per protagonisti Nicolas Cunial, Eugenia Gallim Sergio Garau, Francesca Gironi, Simone Sovogin, Julian Zhara. Sarà il pubblico a decretare il vincitore di questa forma poetica, nata dalla strada come il rap, che utilizza una recitazione a ritmo serrato.
Chiudiamo questa carrellata sulla manifestazione con un importante appuntamento intitolato “L’Alzheimer: la malattia, la cura, l’amore, la poesia”, che vuole indagare la dimensione sanitaria, sociale e anche poetica di un male dei nostri giorni. A questo incontro tra scienza e poesia, tra dolore e ricordi, parteciperanno il presidente della società italiana di Gerontologia e Geriatria, Marco Trabucchi, il giornalista Michele Farina, autore del libro “Quando andiamo a casa? Mia madre e il viaggio per comprendere l’Alzheimer. Un ricordo alla volta”, Franca Grisoni, curatrice dell’antologia “Alzheimer d’amore. Poesie e meditazioni su una malattia” e i poeti Vivian LamarqueAlberto Bertoni e Davide Rondoni.
Quando: dal 18 al 24 settembre 2017
Dove: Unione Terre di Castelli – (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e Guiglia) e il comune di Castelfranco Emilia
Promotori istituzionali: Unione Terre di Castelli, Fondazione di Vignola, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Comune di Castelfranco Emilia
Sostenitori: Regione Emilia-Romagna, Provincia di Modena
Con la collaborazione di Università di Bologna
Organizzazione: Ass. Laboratorio Musicale del Frignano
Sponsor: Gruppo Hera, Magni telescopic Handlers, Coop Alleanza 3.0, Gruppo Cremonini, Salumi Villani, Bper Banca, Aitec, Aton Green Storage
Comitato scientifico Poesia Festival:
Roberto Alperoli (direttore)
Alberto Bertoni
Roberto Galaverni
Emilio Rentocchini
Andrea Candeli (direttore di produzione)
Per informazioni e dettagli sul programma www.poesiafestival.it

Voglio fare foto ai concerti: mi conviene, nel 2017? No.

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JP Cooper - ESNS2017- ph. Francesca Fiorini Mattei

Mi dispiace, ma ho voglia di spezzarvi dei sogni e rusparvi delle aspettative. O perlomeno è uno di quei post come qui ce ne sono molti che è della serie “non fate come me: vivete meglio”.

Adesso vi faccio la versione condensata: ciao, ho ventanni e mi garba tantissimo la musica live e fotografare come te mi piacerebbe moltissimo. Come posso iniziare? Che cosa posso aspettarmi?

Anzitutto la passione che hai è molto bella. Devo dirti una cosa: se hai un gruzzolo da scialare, tempo da perdere e non ti incazzi o offendi facilmente puoi considerare di iniziare il percorso, che comunque ti darà notevoli problemi nel cammino. Se no: stanne fuori che si vive meglio, giuro.

Ti parlo di me: ho iniziato a fotografare perché amica che lo faceva per la mia ezine è rimasta incinta, e da lì si è dileguata. Pensai “e ora chi mi fa le foto?”. Perché, come dire: le webzine non possono pagare, è difficile. Non pagano le testate giornalistiche e le cartacee millantando problemi di budget, se vi dico le spese che ho io in un anno per tenere un blog e una webzine capirete che spesso è già tanto non chiedere soldi in giro. No: sulla internet non è tutto gratis e se è gratis significa che non ti stanno facendo un favore, ma stanno rivendendo te come prodotto.

Ho continuato perché la mia depressione mi aveva reso non solo un vegetale, non solo i miei attacchi di panico mi creavano problemi anche per uscire a comprare il pane: ma proprio perché in depressione le tue capacità psicofisiche vanno a schifìo. Focalizzarmi sul creare delle immagini e cercare di tenermi pronta per i primi dieci minuti di concerto cercando di fare cose buone mi ha aiutato a gestire ansia e tante altre problematiche. Mi ci son curata, posso dire. Quindi anche quando ci ho rimesso soldi o sono andata a pari tra spese e pagamenti ricevuti ci ho guadagnato in salute. Ma questo è il mio caso: credo di essere l’1% di tutto il mondo, anche perché per fare il fotografo devi avere un po’ di ego ben sviluppato (cosa che a me manca cronicamente)

Che prospettive ci sono ora come ora? Nessuna. Il più grande blog di musica italiano di una piattaforma di nanopublishing sta tagliando i collaboratori. Molte testate web tagliano su cose che fanno molti meno ingressi del pubblicare uno screenshot del culo di Belen da instagram. Altre testate musicali ti dicono “non c’è budget” e quindi loro sì hanno incassi pubblicitari e tutto: ma in caso preferiscono pagare (poco) gli articolisti e dire ai fotografi che non c’è budget (e se ti rifiuti c’è la “foto del fan” via social e in caso sennò una foto mandata dall’ufficio stampa. Sei un numero, non sei considerato un artista come in altri Paesi)

Vedi qui: sopra RS versione italiana usa una foto posata da “ufficio stampa”, sotto RS internazionale paga una foto al fotografo e mette correttamente i credits al professionista (da un post di ieri di un collega fotografo italiano)

Non che in altri Paesi vada meglio: da questa estate Spin magazine in primis inizia ad usare gli screenshot dei webcast dei festival (ottimo quando una band ha delle foto policy -ne parleremo dopo- da paranoia, meno buono quando pur di non pagarti la foto facciano codesta cosa), e in posti dove si pagava -leggi Olanda- ormai il rapporto pagati-nonpagati è passato da 10-3 a 10-8. Devo aprire un’altra digressione: nessun committente italiano mi ha mai pagata. Ho avuto soldi olandesi, americani, austriaci, tedeschi. Mai italiani. Non solo perché in Italia ormai ci sono colleghi bravissimi e professionali che vengono considerati il top e ormai si preferisce andare sul sicuro (anche se, non lo dico contro il collega ma contro la scelta delle redazioni, vedere le foto della stessa persona in 70 diversi articoli per un live è un po’ una scelta non vincente, ma qui entriamo in un discorso di etica giornalistica che toccherò un altro giorno, visto che ho strumenti per giudicare anche quello essendo stata prima in quel gruppo e poi fotografa) ma anche perché, vedi il raffronto tra le edizioni di RS con la notizia su Liam sopra, se è possibile non ti pagano.

Per la stessa cosa: sono stata fortunata a fare esperienza estera ed avere committenti esteri. Ma non saprei consigliarvi come fare visto che sono state botte di fortuna, passaparola, essere al momento giusto nel posto giusto. Ma in Italia mi butta malissimo, eh.

Un’altra brutta pratica che si sta consolidando negli ultimi due anni è l’approvazione lista fotografi la mattina per la sera. Credo sia orrenda anche per i poveri PR delle booking agency che debbano giostrarsi con questa cosa: in pratica band X si esibisce martedì alle 21 a Milano. L’agenzia di concerti alle 11 riceve la lista dei fotografi che il management (o l’etichetta) decide di approvare e per quell’ora ti arriva la notizia che alle 20 devi essere lì per fotografare. Vi ricordo che in alcuni casi sei scortato verso l’uscita dopo aver fotografato le prime tre canzoni (o anche meno). Una volta mi è capitata questa conferma la mattina per la sera, con sotto la postilla “dopo la terza la band ha detto raus“.

Tutte queste considerazioni sono al netto delle incazzature tecniche: spesso non ti viene detto che non c’è spazio per fotografare, spesso le persone in prima fila ti mandano a cagare perché “gli stai davanti” (l’anno scorso a Festareggio una vecchia mi ha dato un’ombrellata nella schiena a tal riguardo), spesso i tecnici al mixer ti mandano affanculo perché *loro* stanno lavorando e non vogliono che ti avvicini alle apparecchiature (ma loro ti stanno spintonando e con te la tua attrezzatura che non è che costa meno), spesso non ti dicono che c’è un contratto o da dove ti manderanno a fare le foto, o un artista ti butta addosso alla macchina dell’acqua, o ti sputa, o scende nel pit e ti ammolla un paio di pugni (ho dato tutti e tre). Può capitare benissimo che fotografi benissimo solo il culo di un artista per le tre canzoni consentite, o che nelle prime tre canzoni ci sono le luci da caro estinto e poi improvvisamente delle luci così smarmellate che riesci a vedere anche dalla 20esima fila i punti neri del batterista.

Questo paragrafo sopra sono considerazioni di scazzo minore: tolta la storia dei contratti che sei costretto a firmare. Qui sono un po’ cazzi e la situazione è al limite del LOL. Spiego: credo fosse il 2014 e fotografo un artista in due Paesi differenti, uno sono i Paesi Bassi e l’altro è la Serbia. Nel secondo il management, con un po’ di imbarazzo del team del festival, ci prospetta un contratto che non è poi così cattivo… ma che in pratica ti proibisce soprattutto la vendita della foto per merchandize e di venderla a testate diverse da quella per cui sei accreditato al festival. Questa è la formula base dei contratti, assieme a piccole paranoie come “non usarle nei social media”. Il brutto è quando molti se ne escono con: a) tutti i diritti sono i miei b) carichi le foto che hai fatto sul mio server e poi vediamo, ché se mi piacciono poi le uso pure e a te non do un soldo c) se qualcosa non va ti posso togliere la SD card, gné gné d) contratti come questo dei Guns’n’Roses.

L’unico Paese dove si è fatto qualcosa contro questo scandalo dei diritti rubati ai fotografi è stata la Norvegia: si sono messi d’accordo e hanno detto “assì? ora non viene più nessuno a fotografare e col cazzo che hai un evento coperto da qualcuno. Puppa”. Essendo così corpo unico l’han spuntata. Non vorrei dire ma credo che in altri posti con la cultura del poter fregare qualcunaltro non riusciremo mai a farlo, visto che c’è qualche deficiente che si crede sempre più furbo degli altri e non ha voglia di lottare per non essere zerbinato.

Capite quindi che a molte testate conviene più una foto *dal web*: non pagano fotografo, non hanno cazzi per i contratti, scelgono le condizioni di luce migliori, beccano circa 100 condivisioni social in più perché la persona che viene scelta con la sua foto fatta dal telefonino, poi tanto ormai quando mandate le foto anche in redazione ti croppano i crediti, te la piallano con dei filtri, non hanno rispetto per quello che hai fatto… e stranamente anche quando mandi 5 foto da scegliere sceglieranno sempre la più brutta.

L’anno scorso una ragazza, già conosciuta a dei live, vedendo con chi collaboravo mi disse “ah, posso collaborare con te? perché *webzine a cui danno molte anteprime* oltre a non pagarmi, quando sono andata a talfestival e ho avuto problemi con la fotocamera mi ha anche trattata malissimo!”. Quando le ho detto che per Lost in Groove non c’erano problemi, anche se pure lì non abbiamo fondi (vedi sopra), ma se le serviva per esperienza e finché se la sentiva di collaborare poteva farlo comodamente e i pass per averli non c’erano problemi mi rispose: “ah ma no, ma chi la conosce?”. Evvabè.

Non fate come lei, tornando a bomba al topic del post: piuttosto datevi alla tassidermia. Secondo me da maggiori soddisfazioni.

[ho omesso dati, fatti, nomi e scazzi vari. Ne avrei da dire, ma qui ci leggono tutti e fa troppo caldo per litigare]

Ci sono false review su Booking.com? Probabilmente sì.

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Dunque, negli anni passati non avendo una continuità di lavoro ho accumulato nuove e mirabolanti competenze nel sottobosco dell’internet. Posso dire, non come il ciarlatano fuffaro medio che dice che è un insider e che le cose vanno *per forza* così, di aver vissuto e nasato molti meccanismi di scam dall’altra parte, non quella delle persone che le subiscono.

Tra queste esce fuori

Sì, è vero. Tripadvisor spesso è il male. Anche perché recensiscono molti più analfabeti funzionali e molte persone che non sono mai entrate in un posto soltanto per manifestare antipatia verso i gestori.

Ma andiamo al punto. Tre anni fa mi sono imbattuta in questa task di lavoro mentre facevo soltanto il mio solito supporto di social media management e di promozione turistica:

Credo che sia abbastanza chiara come sia la pratica. A me schifò e fece venire il mal di testa perché siamo ben oltre alla recensione che dice “Bello ma non ci vivrei” o “I camerieri sono cafoni!”. Qui si tratta di una vera e propria truffa, con terze parti (un sito di prenotazione alberghiera che non ci mette tanti complimenti a buttarti via se non sei professionale) coinvolte. Poi: io sono una persona seria, altri no. Infatti il ranking delle due strutture… -che non sono proprio bellissime eh!- è a tuttoggi piuttosto altino grazie a molte recensioni entusiastiche nelle passate stagioni.

La risposta di alcuni sotto il thread di un mio contatto è stata: “eh ma così gli applicano una commissione”.

Cosa volete sia una commissione percentuale in un giorno in cui l’albergatore abbasserà il prezzo al minimo proprio per pagare il meno possibile e avere delle recensioni che alzeranno il suo ranking e quindi moltiplicheranno il suo guadagno?

Cosa potreste fare per non cadere nell’intoppo? Beh: la legge dei grandi numeri chi ha tantissime recensioni con poche note stonate è un professionista che non ha usato questa pratica. Confrontate, specie se non sono alberghi o strutture che usate per un roadtrip ma per una vacanza lunga, le diverse piattaforme alberghiere e anche i diversi siti di recensione. E dulcis in fundo: prendete con le pinze recensioni entusiastiche sia nella vostra lingua che in plain english che siano molto lunghe. Molto probabilmente quelle possono essere meno veritiere di quelli che hanno scritto “bello, ma manca il bidet”, per capirci.

[mi metto a disposizione di booking.com nel caso volesse approfondire. Io per aver rifiutato pratiche del genere persi un bundle di lavoro da 5-700 euro, quindi capite che non è un furbetto soltanto]

I 19 mulini pittoreschi di Kinderdijk; patrimonio mondiale dell’UNESCO

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In una zona ricca d’acqua, situata nei pressi dell’antica città di Dordrecht e del parco nazionale “De Biesbosch”, si trova il suggestivo borgo di Kinderdijk: 19 mulini, oltre a idrovore, chiuse e bacini, inseriti in un contesto paesaggistico tipicamente olandese. Un vero spettacolo che, non a caso, è annoverato nell’elenco dei siti patrimonio mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

I mulini, disposti uno di fronte all’altro, creano uno spettacolo di stampo decisamente olandese, testimone di come il popolo di questa terra interagisce con l’acqua dominandola.

Un esempio di come gli olandesi gestiscono le risorse idriche.

La maggior parte dei mulini collettori fu costruita tra il 1738 e il 1740, con lo scopo di mantenere asciutto il territorio sotto il livello dell’acqua dell’Alblasserwaard. Tuttavia, già prima di allora esistevano mulini che servivano al prosciugamento dell’acqua dai polder. È possibile visitare ancora due di questi mulini e un’idrovora a vapore oggi in disuso.

Il borgo di Kinderdijk – che in quegli anni si chiamava ancora Elshout –, con i suoi tanti corsi d’acqua, dighe, mulini e chiuse, è testimone di come gli olandesi, da circa 1000 anni, affrontano la potenza dell’acqua sfruttandola a proprio vantaggio.

In tempi più recenti la funzione dei mulini è stata rilevata dagli impianti idrovori. Prima tra tutti, l’idrovora a vapore di Wisboom, in cui oggi è stato predisposto un centro visitatori e che ospita all’interno un impianto idrovoro diesel e uno elettrico.

Per chi visita Kinderdijk si consiglia una visita all’interno dei due mulini museo e guardare il filmato dell’idrovora di Wisboom. All’interno delle officine del mulino sono inoltre disponibili guide che spiegano il funzionamento e la manutenzione dei mulini.

Cosa vedere e cosa fare

In bicicletta tra mulini e borghi idilliaci.

La bicicletta è il modo più bello per raggiungere Kinderdijk. Si può percorrere lo splendido itinerario ciclabile della “Molenroute” (l’itinerario dei mulini), che consente di ammirare idilliaci borghi secolari, antichi mulini e un paesaggio unico.

A piedi al Mulino storico di Nederwaard.

Assolutamente da non perdere è la splendida passeggiata lungo i mulini della Kinderdijk. Nel Mulino storico di Nederwaard, i visitatori possono osservare come funzionano e come vengono costruiti e mantenuti in efficienza i mulini a vento.

Navigare lungo i mulini di Kinderdijk.

Chi desidera ammirare i mulini dall’acqua – un’esperienza da non farsi certamente sfuggire – può optare per un giro sul Canal Hopper “Prins Friso”, che dà la possibilità di salire e scendere in quattro diversi punti del percorso: il giro dura circa mezz’ora.

www.kinderdijk.nl

A Rotterdam, il primo deposito d’arte aperto al pubblico nel mondo

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Sono iniziati i lavori del Collectiegebouw: è questo il nome del primo deposito di opere d’arte aperto al pubblico, nel mondo. È noto che solo una parte del patrimonio artistico mondiale è esposto nei musei accessibili al pubblico: molte opere, anche di artisti ragguardevoli, non trovano adeguato spazio e finiscono nei magazzini dei musei stessi, dagli Uffizi di Firenze al Prado di Madrid al Mauritshuis de L’Aja. Il principale museo di Rotterdam, il Boijmans van Beuningen, ha colto questa opportunità e ha presentato il progetto Collectiegebouw, il primo deposito di opere d’arte aperto al pubblico.

Progettato dall’architetto Winy Maas, del rinomato studio MVRDV (come il Markthal, altro edificio creato da MVRDV a Rotterdam), avrà un aspetto e dimensioni tali (oltre 40 metri di altezza, collocato nel Museumspark, accanto al museo Boijmas van Beuningen) da non lasciare indifferenti. “Non esiste niente di paragonabile al mondo” sostiene Sjarel Ex, direttore del Boijmas van Beuningen, che ha supervisionato l’operazione, che aggiunge: “Con l’arrivo del Collectiegebouw ci avviciniamo alle collezioni del futuro: i musei verranno visitati in forme e modalità sempre nuove”. Il vice sindaco di Rotterdam, Aadrian Visser: “La presenza del deposito rinforza il carattere del Museumspark e contribuisce inoltre ravvivare il centro città. È altrettanto importante che la collezione d’arte, appartenente alla nostra città, sia preservata e accessibile a tutti.”

Il Collectiegebouw sarà organizzato in modo diverso dall’adiacente museo, non ci sarà un’esposizione, ma il visitatore potrà immergersi da solo o accompagnato da una guida nelle 70.000 opere d’arte accessibili. Ci sarà inoltre la possibilità di scoprire le origini, la conservazione e il restauro delle opere d’arte. Ai 300.000 visitatori che il Boijmas van Beuningen attira già annualmente, se ne aggiungeranno 90.000 col Collectiegebouw.

L’itinerario aperto al pubblico attraversa l’edificio, cominciando dall’entrata nel giardino delle sculture per poi terminare nella terrazza sul tetto. Nel Collectiegebouw sono previsti quattro atelier, comprendenti il restauro professionale, delle cabine cinema, uno spazio educativo. Una parte del deposito (circa 1.900 m2) sarà destinato a collezionisti privati. L’accesso alla terrazza sul tetto sarà libero.

www.depot.boijmans.nl/

Nuova Nissan Micra

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Buzzoole
La nostra automobile è spesso lo specchio della nostra personalità e dei nostri gusti, sia nel bene che nel male. No, non sono qui per farvi le pulci sullo stato di tenuta giornaliero della vostra auto: anche nella mia spesso ci sono briciole e bottiglie d’acqua vuote! Parlo di quanto la macchina, posto dove ormai causa code e pendolarismi passiamo tantissimo tempo, sia importante averla a nostra misura e gusto.La nuova Nissan Micra è una opzione vincente con 3 motorizzazioni, 5 allestimenti, 10 colori esterni e le 110 combinazioni di personalizzazioni per esterni e interni. Nuova Micra è disponibile nella struttura a cinque varianti Nissan che include Visia, Visia+, Acenta, N-Connecta e Tekna, diversi colori (io mi sono innamorata del vibrante Energy orange) e anche altre diverse personalizzazioni che potete provare nel configuratore QUI. Inoltre, per rendere tutta la vostra “fatica” nel configurare la vostra auto dei sogni molto tangibile, presso tutte le concessionarie Nissan, grazie ad un innovativo processo di vendita e alla tecnologia di realtà virtuale, indossando un visore Oculus, i clienti possono già vedere Nuova Micra, provare l’emozione di trovarsi a bordo della vettura con visione a 360 gradi e scoprire contenuti di prodotto anche di tipo interattivo.Cosa aspettate? provate anche voi la vostra configurazione ideale di #NissanMICRA ! I viaggi in macchina devono essere un piacere :)

Primo itinerario turistico nella provincia del Flevoland

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Il nuovo itinerario nella provincia olandese del Flevoland collega le città di Lelystad ad Almere, una valida alternativa per i turisti all’autostrada A6. La ‘Route Touristique Flevoland’ può essere percorsa in due sensi diversi: partendo da Lelystad verso Almere e viceversa. Il percorso attraversa le principali attrazioni che offre la provincia: l’area naturalistica dell’Oostvaardersplassen, alcune spiaggie, la stazione di pompaggio De Blocq van Kuffeler, l’outlet Batavia Stad e il bosco Belevenissenbos. Con questo nuovo percorso i viaggiatori possono scoprire questa provincia in modo alternativo e originale.

Durante il tragitto si possono godere numerosi panorami del Markermeer e altre riserve naturali. Al momento la route è disponibile su applicazione scaricabile dal sito www.RouteTouristique.nl in tre lingue: inglese, tedesco e olandese.

Le cosiddette “Routes Touristiques” sono un fenomeno già conosciuto in Francia, dove sono stati tracciati interessanti percorsi come alternativa  alle strade principali che permettono di scoprire le bellezze della provincia.

Per maggiori informazioni: www.toerismeflevoland.nl

Early Droog: una mostra sui primi anni di Droog Design

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inv.nr. 28186 Remy, Tejo (Nijmegen 1960 - ) Ladenkast 'You can't lay down your memory' 1991 esdoorn, berkentriplex en diverse houtsoorten, ijzer beslag en juten band 120 x 110 x 66 cm Collectie Centraal Museum, Utrecht; aankoop 1997 Image & copyrights CMU/ Ernst Moritz 2012-08

Dal 22 settembre al 3 dicembre 2017 il Centraal Museum di Utrecht presenta cinquanta pezzi con la temporanea “Early Droog: i primi anni di Droog Design”.
Il Centraal Museum acquistò i primi oggetti Droog Design vent’anni fa. Oggi possiede la più grande collezione museale al mondo di oggetti Droog Design. Allo stesso tempo, l’anno 2017 segna 100 anni di De Stijl, celebrato in tutto il paese con il tema “Da Mondriaan a Dutch Design”. 
Due buone ragioni per visitare la mostra “Early Droog: i primi anni di Droog Design”. 
Droog Design è un famoso collettivo di designer olandesi che progetta e produce articoli di arredamento e prodotti di design industriale. Ha reso celebri designer come Marcel Wanders, Hella Jongerius, Tejo Remy, Richard Hutten e Jurgen Bey. Droog Design è stato fondato ad Amsterdam nel 1994 da Renny Ramakers e Gijs Bakker, dopo che i due avevano ottenuto un riscontro positivo in occasione di una esposizione di prodotti di giovani designer, durante il Salone Internazionale del Mobile di Milano. I disegni di Ramakers e Bakker, risalenti a quegli anni, sono innovativi e originali, con elementi di sorpresa e di umorismo, essendo questa la mentalità che il collettivo esprimeva nella selezione di oggetti. Droog Design è stato rapidamente associato al termine “Dutch Design”, non sempre giustificato perché le collaborazioni con designer non olandesi sono state numerose. Tuttavia, il collettivo ha contribuito in maniera significativa alla diffusione della nozione di Dutch Design, che è ormai diventato un marchio di qualità, riconosciuto in tutto il mondo.
Ulteriori informazioni:
www.centraalmuseum.nl
Indirizzo: Agnietenstraat 1, 3512 XA Utrecht
telefono: +31 (0)30 2362362
email: info@centraalmuseum.nl
contatto per la stampa: pers@centraalmuseum.nl

Una mostra dedicata al film “Loving Vincent”, il primo film di animazione basato sui quadri di Van Gogh

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Dal 14 ottobre, il Noordbrabants Museum di Den Bosch dedicherà un’esposizione alla famosa pellicola di animazione “Loving Vincent”, offrendo un punto di vista molto speciale, da dietro le quinte, su come è stato realizzato il film. “Loving Vincent”, che uscirà in tutto il mondo il prossimo autunno, è il primo film di animazione dipinto e prodotto ispirandosi alle opere di Van Gogh. Alla sua realizzazione hanno partecipato oltre 125 artisti che hanno dato vita al famoso pittore con le sue pennellate, dipingendo a mano tutti i fotogrammi della pellicola. Tutti i fotogrammi sono dipinti a mano, ogni secondo di film contiene almeno dodici tele. Gli autori Hugh Welchman e Dorota Kobiela di Breakthru Productions hanno impiegato quattro anni per la realizzazione di questo film.
“Loving Vincent. La mostra” raccoglie 70 fra i dipinti utilizzati nella sequenza di animazione ed è attualmente l’unica esposizione dedicata al film e alla sua realizzazione. Oltre a vedere una parte della pellicola, i visitatori proveranno l’emozione di entrare dentro un quadro di Van Gogh attraverso uno schermo. Senza dubbio la visita alla mostra del Noordbrabants arricchirà l’esperienza della visione del film. Rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2018 e può essere completata da una visita alle sale dell’esposizione permanente del museo dedicate a Van Gogh e al suo periodo nella provincia del Brabante. Tutte le opere esposte sono state realizzate a Nuenen, dove Van Gogh trascorse il periodo più lungo della sua vita artistica.

In occasione dell’uscita del film di animazione Loving Vincent, l’Olanda, il paese natale di Vincent van Gogh, organizza una serie di eventi e mostre incentrati sul film, sull’opera e sulla vita del famoso pittore.

Nella vicina provincia del Gelderland, a circa 70 chilometri ad est di Amsterdam, la première di Loving Vincent avrà luogo il 19 ottobre. Presso il Cinemec Ede, nei pressi dell’eccezionale Kröller-Müller Museum nel Parco nazionale De Hoge Veluwe, verrà presentata una piccola selezione delle 1400 opere realizzate appositamente per il film. “Le opere sono troppo belle per non essere mostrate al pubblico del film”, sottolinea Lies Boelrijk del Museo Kröller-Müller. Questo museo immerso nella natura ospita la seconda più grande collezione di opere di Van Gogh al mondo. Qui vengono esposti anche alcuni dei famosi quadri che prendono vita nel film Loving Vincent, come ad esempio ‘Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles’, ‘Seminatore al tramonto’, ‘Il ponte di Langlois’ e ‘Il postino Joseph Roulin’, uno dei personaggi principali del film di animazione.

Informazioni: www.hetnoordbrabantsmuseum.nl/topmenu/english/

A l’Aia varie realtà culinarie riunite nel nuovo Hofhouse

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Nel cuore della città diplomatica, accanto alla stazione centrale di Den Haag, è stato appena inaugurato un nuovo centro dal nome ‘Hofhouse’dove si riuniscono differenti realtà culinarie. Questo nuovo luogo trendy offre otto esperienze culinarie diverse, di cui sei fisse: SLA, Toastable, Mad Mex, Noomi, Burgerz e Da Portare VIA. Ad aggiungersi anche due ristoranti pop-up che cambiano in base alla stagione.

Hofhouse è un ritrovo innovativo, spazioso e luminoso, dove gustare svariate prelibatezze, dalla colazione fino all’aperitivo o la cena. Seduti ad un unico tavolo, è possibile ordinare pietanze di ristoranti diversi in base alle proprie esigenze. Così si possono assaggiare le patatine fritte di Burgerz, le pizzette dell’italiano Da Portare VIA, le tortilla con salse piccanti del messicano MadMex ed i bocconcini asiatici di Noomi. All‘hotspot non poteva mancare un grande bar dove ordinare birre artigianali, cocktail e vini pregiati.

Di Hofhouse colpisce anche l’aspetto architettonico: le sue pareti sono infatti interamente di vetro, particolarità che fa di questo luogo una serra luminosa con uno spazio di ben 1000m2 con tanto di terrazza all‘aperto. I coperti del locale sono circa 350 ma il cibo è anche d’asporto.

Al momento i 2 indirizzi pop up sono: ” Lekkernijs”, per gustare „gelati del futuro“ e dove, grazie ad una tecnica speciale con l’azoto, i frullati di frutta vengono trasformati in gelato e cocktail a base di sorbetto. Il secondo pop-up store è invece dedicato al pesce: presso lo stand di Zilt en Zalig si possono assaporare le ostriche durante la stagione estiva.

 

Ulteriori informazioni

Orari di apertura:
Lunedì-mercoledì 07:30-21:30
Giovedì-venerdì: 7:30-23:00
Sabato: 09:00-23:00
Domenica: 10:00-21:30
Indirizzo : Rijnstraat 10, 2515 XP Den Haag
Website : www.hofhouse.nl
Facebook : www.facebook.com/HofhouseDenHaag
Instagram : www.instagram.com/hofhouse_denhaag