SUMMER SEX TRENDS E LA NUOVA DIETA DEL PIACERE 2017 BY LELO

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LELO, brand di luxury sex toys, sempre al passo con i tempi e precursore delle nuove tendenze, dedica alle mode che impazzano in rete quest’estate una selezione di piccanti oggetti erotici per vivere con libertà e un pizzico di ironia la propria intimità.

1. #Cheekyexploits trend

Su Instagram c’è un hashtag che sta diventando sempre più popolare. Si chiama #cheekyexploits e gli scatti realizzati sono molto… particolari. Sì perché ad un bel paesaggio o a un oggetto di valore, di per sé già ottimi soggetti per le foto, se ne aggiunge un altro decisamente inaspettato: il proprio lato B!

È la rivincita dei sederi, tanto che uno dei trend in ascesa questa estate, che sta conquistando fette di mercato sempre più mainstream, è indubbiamente quello del sesso anale. L’ano è una delle zone più erogene per la presenza di terminazioni nervose ed è anche molto sensibile a qualsiasi tipo di stimolazione: con le dita, con la lingua o più intensamente con un accessorio.

L’uomo non è più l’unico regista, la donna, fornendosi infatti di uno strap-on, può penetrare analmente il proprio partner, creando un interessante ribaltamento delle prospettive. Ma se l’acquisto di uno strap-on non convince, si può sempre utilizzare un vibratore!

Nell’esplorare questa zona, può essere una buona idea affidarsi alle cure di un massaggiatore prostatico, che è disegnato appositamente per raggiungere questa zona nascosta e accarezzarla con il movimento appropriato.

LELO propone una serie di massaggiatori prostatici adatti alla stimolazione maschile e una pletora di oggetti erotici per la coppia: LOKI WAVE e TRANSFORMER di PICOBONG.

LOKI WAVE, con la sua forma affusolata progettata per offrire un’accurata stimolazione esterna e interna, è un potente massaggiatore prostatico in grado di oscillare all’interno per un’intensa stimolazione. A 199 € nei migliori negozi di sex toys o lelo.com/it

 

Nel sesso è importante sentirsi liberi di esprimere i propri desideri, se si è in coppia questo fattore è ancora più importante. Giocare e non accontentarsi di un’esperienza poco appagante sono le regole chiave per un’intimità da 10 e lode.
Ecco dunque che a rendere brioso e intenso il momento dell’amplesso ci pensa TRANSFORMER™ di PICOBONG, il colorato brand giovanile della famiglia LELO. TRANSFORMER™ è l’oggetto per il piacere più flessibile e versatile nella storia della sessualità umana. È un vibratore stile rabbit, un massaggiatore clitorideo, un anello per il pene, un vibratore per il punto G, un massaggiatore per la prostata e ancora di più. In vendita a 99€ presso i migliori rivenditori di sex toys e sul sito LELO.COM.

2. Sex Party trend!

Come ogni ventata di tendenze che si rispetti, l’estate porta con sé la voglia di sentirsi più liberi, vicini al proprio io e alle proprie passioni! Abiti succinti, voglia di trasgressione, corpi rilassati: l’estate è la stagione dedicata al divertimento e alle feste, che da quest’anno stanno diventando sempre più provocanti. L’ultima tendenza, i sex parties, in spiaggia o al chiuso.

Quale che sia il luogo prediletto, i must have secondo LELO sono il cofanetto ADORE ME e INTIMA.

ADORE ME di LELO è un kit del piacere che moltiplica le tue sensazioni mentre limita i tuoi movimenti, per serate all’insegna della passione. Sul sito LELO a 169 €.

 

Il piacere è cieco, coglie chiunque, in qualsiasi momento e parte del corpo. Il potenziale dei giochi erotici diventa infinito con le sfaccettature dei sensi rimasti liberi, un brivido a fior di pelle percorre il corpo allo sfiorare del tocco del partner.
La raffinata benda in seta INTIMA è il modo più elegante di inibire la vista per aumentare la sensibilità al tocco. INTIMA è in vendita a 54,90 € online su lelo.com/it o presso i rivenditori autorizzati.
3.Body Positive trend
Che tu sia aperto a nuove esperienze, o se preferisci fare l’amore seguendo modi più tradizionali, questa estate sii #bodypositive! L’idea di bellezza è incarnata sempre più da corpi veri, autentici nella loro varietà e nei difetti. Da quest’anno la tendenza è essere se stessi al naturale, ma se proprio tenersi in forma è un obbligo, è possibile farlo dimenticandosi le diete drastiche a base di centrifugati di sedano e mela al giorno e concedendosi uno sfizioso buffet a base di… sex toy!

Per la donna sentirsi desiderate è forse il primo e più importante passo per lasciarsi andare prima di avere rapporti sessuali: da sola o con le dolci mani del partner le palline cinesi LUNA Beads™ sono il prodotto ideale per ottenere orgasmi più intensi e duraturi. Disponibili presso i rivenditori autorizzati e online sul sito LELO a 54,90 €.


Diciamo stop alle rinunce estive: via di gelato e fresche cheesecake! Per tagliare le calorie basta dedicarsi a una sana e appagante attività sessuale. Basti pensare che semplicemente togliendosi i vestiti bruciamo in media 12 calorie, salgono tra le 80 e le 110 con 20 minuti di baci e coccole, si raggiungono le 300 calorie con il momento dell’amplesso vero e proprio e culminano con 122 nel momento dell’orgasmo!

Con questi consigli, LELO augura un’estate ricca di passione e travolgente erotismo!

CORSO POLONIA: Incontro sui vini polacchi + degustazione gelato Polonia (22 giugno)

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Scoop of homemade ice cream with cinnamon, apple syrup and spices on metal plate on blue wooden background. Summer food concept.

CORSO POLONIA 2017
15° Festival della Cultura Polacca a Roma

Giovedì 22 giugno 2017 – ore 18.00 

INCONTRO ENOLOGICO
Polonia Di Vino
Vino polacco dalle sponde della Vistola: storia, presentazione e degustazione
a cura di Grzegorz Bojanowicz e Jerzy Zdrzalka

A seguire 
Degustazione di Gelato „Polonia”
Per l’occasione i maestri gelatieri dell’Ateneo del Gelato Italiano prepareranno un gusto ispirato alla Szarlotka, la tradizionale torta di mele polacca

Istituto Polacco – Via Vittoria Colonna 1, Roma

Ingresso libero

 

Storicamente presente fin dai secoli passati sul territorio, il vino della Polonia sta vivendo negli ultimi anni, grazie alla passione di alcuni intraprendenti viticoltori, un periodo di inedito successo. A questo tratto meno noto della tradizione polacca sarà dedicata la serata di giovedì 22 giugno, organizzata in collaborazione con l’Associazione dei Viticoltori della Piccola Polonia (Stowarzyszenie Winiarzy Malopolskich) presso la sede dell’Istituto Polacco di Roma.
La coltivazione di uva e la produzione di vino risale in Polonia al X secolo circa. I primi vigneti, appartenenti alle abazie e ai principi, furono posizionati lungo le sponde del fiume Vistola. A scegliere nel Medioevo tale collocazione erano stati alcuni coltivatori specializzati chiamati dall’estero, i quali sfruttarono l’esperienza acquisita dai Romani e da Carlo Magno nella creazione di vigneti sulle sponde della Mosella e del Reno per importarne la coltivazione anche in Polonia. La presenza del fiume rende qui il clima più mite, e ancora oggi è sulle sponde della Vistola che nascono le numerose aziende agricole nei pressi di Kazimierz Dolny e nella regione della Piccola Polonia.
Grazie all’Associazione dei Viticoltori della Piccola Polonia avremo il piacere di conoscere la storia dei vigneti polacchi, delle aziende e dei prodotti di questa regione così peculiare, i loro abbinamenti classici e quelli più insoliti.

La serata sarà poi allietata da una degustazione di gelato molto particolare da un gusto espressamente preparato dai Maestri Gelatieri dell’Ateneo del Gelato Italiano, prima scuola internazionale di gelateria artigianale nata dalla partnership tra Accademia Nazionale Professioni Alberghiere e Palazzo del Freddo di Giovanni Fassi. Il Gusto “Polonia” – sperimentato per la prima volta come omaggio ai 25 anni di attività dell’Istituto Polacco – si ispira infatti alla Szarlotka, la tradizionale torta polacca a base di frolla, mele e soffice meringa.

Di seguito le aziende e i vini che verranno presentati nel corso della serata:

Azienda Vinicola Widok
Rapossia
Riesling 2016, 11,9% vol. – Vino secco, con un leggero aroma di limoni, mele e albicocche. Molto versatile per gli abbinamenti, si sposa bene con pesce e carne suina.
Tollia 
Gewurztraminer 2016, 12,5% vol. – Vino secco, aromatico con note di lichi e petali di rose. Va abbinato ai paté, alla cucina cinese e a formaggi saporiti.

Azienda vinicola Oblassy Księże
Vitigni dei vini bianchi: Gewurtz Traminer, Pinot Blanc, Seyval Blanc, Hibernal e Chardonnay.
Vitigni dei vini rossi: Zweigeltrebe.
1.
Vino bianco cuvée Pinot Blanc e Hibernal 2016, 12,5% vol. – fresco, minerale dal gusto neutro, ideale con frutti di mare e pesce.
2.
Vino bianco Seyval Blanc 2015, 12,7% vol. – vino secco, aroma di frutta con una leggera nota di ananas, ideale con pesce, pollame e formaggio di capra.

Azienda vinicola Skarpa Dobrska
1.
Vino bianco Riesling 2016, 11,8% vol. – fresco e aromatico, prevalenza di note di acacia e lilium, al palato note di pesca e pompelmo, va servito con salmone, frutti di mare, pollame e formaggio di capra.
2.
Vino bianco Johaniter 2016, 11,8% vol. – fresco e aromatico con riflessi di pistacchio, al bouquet prevalgono note di mela e banana, ideale come aperitivo, accompagna i piatti di verdure, frutti di mare, pesce e pollame.

Azienda vinicola Maja
1.
Vino rosso Pinot Noir 2016, 12,5% vol. –  al naso presenta una leggera nota di frutti di bosco, al palato prevalgono le note di cioccolato e vaniglia; accompagna piatti di selvaggina, primi, formaggi e gulash bovino.
2.
Vino biano Pinot Blanc 2016, 11,5% vol. – vino equilibrato, presenta un basso livello di acidità, leggermente fruttato, pesca con retrogusto di noci, da servire come aperitivo con frutti di mare e pesce.

Corso Polonia, in programma dall’8 al 24 giugno in diverse location della Capitale, è un’iniziativa realizzata dall’Istituto Polacco di Roma in collaborazione con l’Ente Nazionale Polacco per il Turismo.

Maggiori informazioni: 06 36 000 723 segreteria@instytutpolski.org
Sito web ufficiale: http://www.istitutopolacco.it/event/corsopolonia2017/
FB: https://www.facebook.com/istitutopolaccodiroma/

PROCESSI 144: Real Academia de España en Roma presenta le opere finali dei suoi artisti (22 giugno)

Giovedì 22 giugno – ore 20
PROCESSI 144 
mostra-esposizione delle opere di arte figurativa
realizzate dagli artisti-ricercatori dell’Accademia

Ingresso libero

Real Academia de España en Roma
Piazza S. Pietro in Montorio 3 (Gianicolo)
http://www.accademiaspagna.org
https://www.facebook.com/events/936373793132407/

Sono 144 gli anni di attività della Real Academia de España a Roma e 24 gli artisti-ricercatori residenti, vincitori dell’annuale concorso indetto dal Ministero degli Affari Esteri spagnolo, chiamati a realizzare progetti unici sulla penisola italiana ed in particolare sulla città eterna che li ospita: dalla Roma classica a quella contemporanea, in ogni visione, angolo, sfaccettatura, che possa essere spunto e motivo di ispirazione creativa. Per celebrare questa fusione tra storia, cultura, giovani e innovazioni artistiche, l’Accademia è lieta di introdurre nei suoi bellissimi spazi di San Pietro in Montorio a Roma (Gianicolo) una serata finale completamente dedicata al singolo talento creativo dei suoi residenti: si tratta della presentazione ufficiale in Italia dei progetti 2016/2017, che saranno successivamente veicolati a Madrid, a febbraio, in una mostra collettiva espressamente dedicata.
Dalle ore 20, infatti, con ingresso libero ai convenuti, sarà protagonista il pensiero artistico che spazia dalla fotografia al cinema, dal quadro all’oggetto di design raccolto in una esposizione unica nel suo genere dal titolo Processi 144.
Nello specifico, saranno in prima linea le arti visive con i progetti Il grande Banchetto di ROSALÍA BANET, Atmosfere e Meridiani + Water With An Attitude: Le Piene di LAURA F. GIBELLINI, Viaggio a Roma di SANTIAGO GIRALDA, Quaderno di viaggio nell’oltretomba di SANTIAGO LARA, Catábasis, Il progetto cinematografico e pittorico di Jorge Carruana Bances: episodi della diaspora intellettuale cubana tra Spagna e Italia (1968-1997) di SUSET SÁNCHEZ SÁNCHEZ, e Reinterpreta Roma di SANTIAGO YDAÑEZ. Varianti figurative saranno invece rappresentate dall’Audio-Visual concept Tema y variaciones di MERCEDES JAÉN RUIZ, dallo studio sull’Architettura urbana Roma 167/62 di CARLOS HIGINIO ESTEBAN [CARLOS CARTAMA] e nella performance videografica Las sobrantes di ESTÍBALIZ SADABA MURGUÍA. La letteratura costituirà parte dominante ne Ovidio en el Ponto (Ovidio nel Ponto) di JUAN GÓMEZ BÁRCENA, in Continuum di DAVID JIMÉNEZ e nel concept pittorico-letterario Dandy a Roma: nel cuore del Grand Tour di MIKI LEAL. Significativi lavori di archivistica e documentaristica saranno quelli proposti da ESTRELLA TORRICO con le sue Statue parlanti. Antologia di pasquinate romanesche sulla Spagna e da BEATRIZ RUIBAL in ¡Roma 1974. Fotografia e cinema per ricostruire e traslare l’immagine della Roma più autentica segnano gli stili di AITOR LARA (Luce e Ragione Poetica), XOSÉ PRIETO SOUTO (Forme di solidarietà: il tessuto di complicità italiane per l’attivismo culturale spagnolo) e CLAUDIO SOTOLONGO (La carta geografica come metodo per ritrovare gli spazi urbani). In prima linea anche i fumetti “comix” e le graphic novel rispettivamente con i lavori di TYTO ALBA su Fellini, LOS BRAVÚ (DEA GÓMEZ E DIEGO OMIL) con Questo strano flusso, JOAN CASARAMONA GUAL ne Un romanzetto canaglia e ANTONIA SANTOLAYA, artefice di un Graphic novel sugli anni 70 in Italia. Unica parentesi musicale quella rappresentata da ANA LOMBARDÍA con il suo Son Regina, e sono amante, mentre la moda di VICTOR RESCO avrà un suo spazio dedicato, nel Tempietto del Bramante, con la sfilata dal titolo Diaspora, ispirata a matrici surrealiste e costruttiviste su tematiche belliche, in programma il 20 giugno alle ore 21,30. Dulcis in fundo, un progetto che celebra in qualche modo la luce a pochi giorni del solstizio d’estate: Dum lucem habetis / mentre avete la luce / mientras tenéis la luz di IRENE CANTERO diventerà una performance interattiva con il pubblico presente, tra rito e tradizione spagnola, sabato 24 giugno alle 20,30, nella cornice dei giardini dell’Accademia.
Tutti i lavori dei residenti saranno esposti fino a settembre all’interno degli spazi della Real Academia de España en Roma, con ingresso libero – da martedi a domenica -nei seguenti orari: 10-18

PROGRAMMA

Giovedì 22 giugno – ore 20
PROCESSI 144 
mostra-esposizione delle opere di arte figurativa realizzate dagli artisti-ricercatori della Real Academia de España en Roma

Eventi collaterali
Martedì 20 giugno – ore 21,30
DIASPORA – Sfilata di Victor Resco
Sabato 24 giugno – ore 20,30
DUM LUCEM HABETIS / MENTRE AVETE LA LUCE / MIENTRAS TENÉIS LA LUZ – studio fisico-poetico sulla luce, a cura di Irene Cantero

REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA

Dopo 144 anni, la Real Academia de España en Roma continua a rinnovarsi come centro di creazione artistica e di produzione di conoscenza. Un punto d’incontro per gli artisti che sviluppano i loro progetti immersi fra la tradizione di questo complesso monumentale e la costante innovazione di una società globale e tecnologica. 920 borsisti hanno vissuto insieme a Roma, facendo nascere relazioni in un contesto di permanente retro alimentazione che rappresenta uno dei suoi segni d’identità. Da tre anni è stata dotata di un contributo alla produzione da parte dell’Agenzia Spagnola di Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo. Ciò la rende una delle più importanti residenze artistiche della Spagna, simile ad altri centri di creazione di rilevanza internazionale (www.aecid.es/ES/becas-y-lectorados). Dal 1873 l’Accademia ha ricoperto un ruolo fondamentale nella formazione di numerose generazioni di artisti ed intellettuali spagnoli e ibero-americani. Oggi continua a essere uno strumento essenziale della politica culturale estera spagnola. Una piattaforma di proiezione internazionale della creatività che promuove il legame culturale con l’Italia e con il resto d’Europa e l’Ibero-America. Inoltre, può contare su delle infrastrutture per un’offerta culturale diversificata, plurale e per ogni tipo di pubblico, in una posizione eccezionale della città come quella del complesso monumentale di San Pietro in Montorio, nel quale spicca il Tempietto del Bramante, elemento chiave dell’architettura rinascimentale e della storia della Spagna.
Infoline: +39 06 5812806info@accademiaspagna.org

Festival Corso Polonia 2017 a Roma. L’Anno della Vistola

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15a edizione del festival della cultura polacca a Roma
8 giugno – 24 giugno 2017

Festeggia i suoi 25 anni di attività l’Istituto Polacco di Roma e celebra questa ricorrenza con la quindicesima edizione del festival della cultura polacca “Corso Polonia”, in programma a Roma, in diversi luoghi della città, dall’8 al 24 giugno. La tradizionale iniziativa, che spazia tra molteplici contesti e linguaggi culturali, dalle arti figurative allo sport, dalla danza alla musica, dal cinema all’enogastronomia, avrà quest’anno come tema la Vistola, “la Regina dei fiumi” polacchi. Il 2017 è stato infatti proclamato dal Parlamento della Repubblica di Polonia “anno del fiume Vistola” e attorno al ruolo storico e culturale di questo fiume, luogo di nascita e connessione di civiltà, comunità e organizzazioni politiche, da sempre legato in modo particolare alla vita della Polonia, ruoteranno i molteplici appuntamenti in programma.

Ricco il calendario degli eventi: mostre, concerti, spettacoli, film e incontri, attraverso cui conoscere i vari volti di un fiume su cui nacquero le due città più grandi della Polonia, l’antica capitale, Cracovia, e quella attuale, Varsavia. Legati alla prima, si presenteranno la storia del Castello Reale del Wawel, le danze storiche del gruppo “Cracovia Danza” e lo spettacolo per bambini Il drago di Cracovia; di Varsavia si scopriranno invece aspetti inediti, la sua nuova architettura e i progetti urbani che coinvolgono le rive della Vistola. Verrà presentata anche la pittoresca cittadina di Kazimierz Dolny, storico centro artistico della Polonia, e i suoi dintorni, a cui saranno dedicati una mostra pittorica e fotografica e un incontro con alcune Associazioni di Viticoltori nate di recente nel territorio. Lo sport sarà presente con una amichevole gara di canottaggio sul Tevere, che vedrà contrapporsi due associazioni di Roma e di Varsavia. Al cinema verrà poi dedicata un’intera giornata, all’insegna del thriller, con la proiezione di tre film girati in alcune delle più belle città sulla Vistola. Il festival si chiuderà all’aperto, su un barcone sul Tevere, col concerto “Rejs” (La crociera) del dj/vj Mr. Krime, ispirato a un omonimo film di culto in Polonia degli anni Settanta; gran finale, al termine della stessa serata, con i “wianki”, il tradizionale lancio delle ghirlande nel fiume nella notte di San Giovanni.

Il Corso Polonia 2017 è organizzato dall’Istituto Polacco di Roma in collaborazione con l’Ente Nazionale Polacco per il Turismo.

PROGRAMMA:

GIOVEDÌ 8 GIUGNO 2017 – ore 19.00 / ARTE
Istituto Polacco di Roma – Via Vittoria Colonna 1, Roma
Inaugurazione del Festival
“Nella città di Kazimierz Dolny” di Jan Michalak
Fotografie della Vistola dal Museo sulla Vistola di Kazimierz Dolny

SABATO 10 GIUGNO 2017 – ore 17.30
DOMENICA 11 GIUGNO 2017 – ore 11.30 e 17.30 / CORSO BAMBINI – TEATRO, LABORATORI
Teatro San Carlino – Villa Borghese, Roma
Il drago di Cracovia

LUNEDÌ 12 GIUGNO 2017- ore 18.00 / ARTE, MUSICA
Fondazione Pastificio Cerere – Via degli Ausoni 7, Roma
What’s the Weather in Poland?
Incontro con artisti: Alicja Bielawska e Cezary Poniatowski
Dj-set: LUTTO LENTO

MERCOLEDÌ 14 GIUGNO 2017 – ore 18.30 / INCONTRO
Istituto Polacco di Roma – Via Vittoria Colonna 1, Roma
25 anni di ricordi
Festa per i 25 anni dell’Istituto Polacco di Roma

VENERDÌ 16 GIUGNO 2017 – ore 18.00 / ARTE, MUSICA
Fondazione Pastificio Cerere – Via degli Ausoni 7, Roma
What’s the Weather in Poland?
Incontro con artisti: Dominik Ritszel e Jakub Woynarowski
Dj-set: Raffica Soundsystem

VENERDÌ 16 GIUGNO 2017 – ore 19.00 / DANZA, STORIA
Teatro di Villa Torlonia – Via L. Spallanzani, 1, Roma
Storia di un castello – Wawel
A cura di Ojcumiła Sieradzka-Malec
Alla corte della regina
Spettacolo di danza storica della compagnia Cracovia Danza

SABATO 17 GIUGNO 2017 – ore 17.00 / INCONTRO, SPORT, CONCERTO
Reale Circolo Canottieri Tevere Remo – Lungotevere dell’Acqua Acetosa, Roma
Gara dei due fiumi
Concerto della Warsaw Sentimental Orchestra

MERCOLEDÌ 21 GIUGNO 2017 / CONCERTO
MONK – Via Giuseppe Mirri, 35 Roma
Visegrad Random Trip per la Festa Europea della Musica

GIOVEDÌ 22 GIUGNO 2017 – ore 18.00 / INCONTRO ENOLOGICO
Istituto Polacco di Roma – Via Vittoria Colonna 1, Roma
Polonia Di Vino
Vino dalle sponde della Vistola – Storia, presentazione e degustazione

SABATO 24 GIUGNO 2017 – ore 11.00-20.00 / CINEMA
Istituto Polacco di Roma – Via Vittoria Colonna 1, Roma
Giallo sulla Vistola – maratona film
ore 11.00 – colazione al cinema:
L’implicazione (Jacek Bromski, 2011)
ore 15.00 – pomeriggio al cinema:
Nel silenzio della notte (Tadeusz Chmielewski, 1978)
ore 18.00 – apericinema:
11 minuti (Jerzy Skolimowski, 2015)

SABATO 24 GIUGNO 2017 – dalle ore 22.00 / LIVE
Lian Club, Lungotevere dei Mellini 7 (barcone ormeggiato sul fiume)
“Rejs” sul Tevere
Mr Krime – dj, tastiera / Maciej Malinowski – vj / Antonis Skolias – batteria
Gran finale “WIANKI”

Israele meta d’eccellenza per gli independent traveller

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Israele meta d’eccellenza per gli independent traveller

 

Un Paese giovane e trendy:

il viaggio perfetto per backpacker di ogni età 

 

Israele è una destinazione dal cuore pulsante. La vitalità della gente, la ricchezza della sua storia, gli itinerari religiosi, i mercati brulicanti di gente, le spiagge e il deserto: tutto invita alla scoperta di questo Paese, perfetto per gli amanti del turismo indipendente, i cui ingredienti sono la facilità degli spostamenti, i contatti con le persone del luogo e l’alloggio presso strutture comode e easy, quali gli ostelli.

 

ILH – Israel Hostels è una rete di oltre 30 ostelli indipendenti in tutta Israele, dal Mar Rosso nel Sud, alle alture del Golan nel Nord. ILH offre un’ampia gamma di sistemazioni per ogni budget.

La meta si presta ad essere scoperta da un turismo giovane e dinamico, e gli ostelli sono comodi, centrali, economici eppure dotati di WiFi e in linea con gli standard internazionali di pulizia e qualità dei servizi. In due parole:budget-wise e trendy. Inoltre, danno un supporto concreto all’economia locale e favoriscono le relazioni con altri viaggiatori alla scoperta del Paese.

Ai vantaggi logistici e di servizio, va affiancato il valore aggiunto di moltiaspetti sociali dell’ostello: il coinvolgimento dei comuni che li ospitano e come si combinano ai progetti locali per offrire un’esperienza di ospitalità unica per i singoli viaggiatori, come ad esempio escursioni di trekking, programmi di volontourism e molteplici interazioni con membri attivi all’interno delle comunità locali.

 

 

‘Il 70% dei viaggiatori italiani che visita Israele è orientato verso un turismo FIT – Fully Independent Traveller: un trend facilmente spiegabile vista la moltitudine di esperienze facili da organizzare, i collegamenti ben organizzati all’interno del Paese e la sicurezza della meta. – spiega il direttore generale per l’Italia dell’ufficio nazionale israeliano del turismo,Avital Kotzer Adari: – Il mercato italiano è di grande importanza per Israele e l’attrazione che la nostra terra esercita sugli italiani si riconferma forte e in continua crescita’.

Basti pensare che ad aprile 2017 i turisti italiani in Israele sono stati 10.200: il +47% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In totale, il primo quadrimestre del 2017 (gennaio – aprile) ha registrato quota 30.700 gli italiani in arrivo in Israele, in crescita del +34% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

 

 

‘Israele è una destinazione unica: permette di sperimentare tutti gli aspetti di un viaggio: è possibile scoprirla con un itinerario dedicato allo spirito, o allo sport, oppure ancora alla movida, alla scoperta della natura. Il nostro Paese è una meta a cui il mercato italiano regala grandi soddisfazioni con arrivi in crescita e fermento del sistema turistico che la sostiene con nuovi voli e programmazioni in espansione. Un sistema come ILH consente di vivere Israele in modo libero e a contatto diretto con la popolazione: siamo certi che grazie al network il segmento di viaggiatori FIT interessati ad Israele espanderà ulteriormente la sua crescita e sosterrà il dinamismo del Paese’.

 

 

Ori Gonen, coordinatore del network ILH, è a disposizione per maggiori informazioni per illustrare la realtà degli ostelli in Israele che dispongono non soltanto di camerate con letti a castello come nelle strutture più “classiche” appartenenti alla categoria, ma anche di mini-appartamenti adatti a famiglie o giovani coppie; aree comuni dove socializzare interne o esterne, perfino di rooftop; possibilità di organizzare escursioni in bici, nel deserto o nelle caverne; e tanto altro ancora.

 

 

Ori Goren ed Avital Kotzer Adari

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Per maggiori informazioni su Israele visitate il sito go.goisrael.it

1917 – 2017 Ginnika Expo con 500 pezzi rari, un’inedita Storia della Moda, dello Sport e del Costume, per un secolo di Street Culture

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La Storia della Moda, dello Sport e del Costume con
Ginnika Expo
all’Ex Dogana di Roma il 10 e 11 giugno
Un secolo di sneakers, moda e costume in una mostra unica dagli anni Venti a oggi, con speciale omaggio a Michael Jordan e una Hall of Fame degli NBA anni Settanta e Ottanta per oltre 500 pezzi rari e da collezione

Ex Dogana, Viale dello Scalo S. Lorenzo, 10. Ore 12.00 fino a notte inoltrata
Fenomeno di massa e di costume, in occasione di Ginnika 2017, la scarpa da ginnastica, che nella sua accezione di sneaker compie quest’anno un secolo di vita, verrà omaggiata con una vera e propria mostra in cui sarà possibile ripercorrere i passi della storia della moda, dello sport e del costume.
Un’esposizione unica per cultori e curiosi che andrà dalle De Simone chiodate del 1938, alle Valsport “Roma” del 1960 dedicate all’Olimpiadi dello stesso anno e delle Onitsuka Tiger “Mexico 66” del 1966, per proseguire attraverso gli anni ’70 e la rivoluzione apportata al mondo dello sport dalla neonata Nike con i suoi modelli Cortez, Bruin, Blazer e le meno conosciute Astrograbber, per arrivare a concludersi con le Killshot del 1985. I decenni ’70 e ’80, con l’esplosione a livello globale del fenomeno NBA, saranno raccontati attraverso una ricostruzione di un’ipotetica Hall Of Fame: all’interno della expo di Ginnika all’Ex Dogana di Roma verrà ricreato uno spogliatoio da “sogno” dove verranno messi in mostra scarpe, canotte, cimeli ed accessori vari dei giocatori più iconici di quel “fantastico” periodo. Capitolo a parte merita sua “maestà” Michael Jordan. A lui sarà dedicata una sezione specifica, lo spazio Jordan allestito con tutte le sue sneaker dalla prima edizione fino alla numero 23.
Ventitré diversi modelli a cui si aggiungeranno accessori vari ed immagini di repertorio che hanno caratterizzato la carriera del più grande cestista di sempre.
Un tocco di contemporaneità verrà dato attraverso la sezione “collabo”. Nata a fine anni ’90, ma sviluppatasi a partire dai primi anni 2000, la pratica delle collabo ha prodotto alcune delle pietre miliari di questo fantastico business. Patta, Parra, Solebox, Supreme, Fragment Design, Bape, sono solo alcuni dei partner che hanno realizzato sneaker per le grandi major. Sneaker bellissime, limitatissime che negli anni hanno raggiunto prezzi da capogiro nei mercati paralleli frequentati, e animati, da collezionisti e appassionati.
In questa sezione non mancheranno scarpe disegnate e firmate da artisti e musicisti internazionali: da Kanye West e Pharrell, fino a Kaws, Stash, Futura e James Lavelle con il suo progetto U.N.K.L.E. 
Un lavoro di ricerca e recupero di modelli d’epoca reso possibile grazie all’archivio personale di Ginnika e dei membri del suo staff, all’enorme contribuito di Luigi Grottini, pioniere dell’abbigliamento sportivo “made in USA” e a Giancarlo Sisti, ex atleta ed istituzione dell’atletica italiana, che hanno messo a disposizione di Ginnika la loro memoria storica ed i loro pezzi da collezione.

Ingresso diurno 5 euro.
 

Da Kandinsky a Cage: un grande percorso tra arte e musica

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A Palazzo Magnani di Reggio Emilia

UN GRANDE PERCORSO TRA ARTE E MUSICA
Dall’astrattismo spirituale di Wassily Kandinsky al silenzio illuminato di John Cage
Nella mostra Max Klinger, Paul Klee, Arnold Schönberg, Constantin Ciurlionis, Marianne Werefkin, Oskar Fischinger, Fausto Melotti, Nicolas De Staël, Giulio Turcato, Robert Rauschenberg

11 novembre 2017 – 25 febbraio 2018

Mostra a cura di Martina Mazzotta



Dall’11 novembre, a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, ci si immerge in un percorso tra arte e musica che parte da Kandinsky e approda a Cage. Dove le nozioni di interiorità e spiritualità vengono indagate come temi aperti, capaci di raccogliere molte suggestioni.
“A partire dalla fine dell’Ottocento, e poi fino ai giorni nostri, anticipa la curatrice dell’esposizione Martina Mazzotta, si può individuare un filo rosso che pone la musica in connessione con gli sviluppi dell’arte moderna e contemporanea. Non vi è artista che non si sia confrontato, con l’immaterialità dell’arte-sorella, con la sua sovrana indipendenza dal mondo del visibile e dalle finalità riproduttive. Sintomi dell’invecchiamento dell’arte, diceva il filosofo Adorno, sono l’individualismo e il razionalismo sempre più esasperati. Alla musica, allora, va il ruolo di restituire all’arte il suo compito più nobile e antico, quello di divenire sede di idee universali. Negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, soprattutto in ambito germanico, il culto di Goethe, il wagnerismo, le indagini in campo filosofico e scientifico riflettono l’esigenza di una aspirazione all’armonia dell’individuo con il tutto, di una spiritualizzazione del lavoro artistico che produce un forte impatto sulle arti figurative, favorendo il ricorso al modello della musica”.
E’ da queste premesse che prende avvio la mostra “Kandinsky
aCage: Musica e Spirituale nell’Arte”, presentando preziosi bozzetti di opere di Richard Wagner (dell’Archivio Ricordi di Milano), la “Fantasia di Brahms” di Max Klinger e una serie di Lubok, le stampe popolari russe ottocentesche che hanno ispirato la cultura artistica successiva.
Segue un importante nucleo di una cinquantina di opere di Wassily Kandinsky – dipinti, acquerelli, grafiche – provenienti da musei e collezioni private, tra le quali spiccano quelle di carattere eminentemente musicale, come gli acquerelli dipinti per gli spettacoli teatrali “Violett” (del Centro Pompidou, Parigi) e “Quadri di un’Esposizione” sulla musica di Musorgskij (della collezione universitaria del Castello di Wahn, Colonia).
Dal confronto dialettico con un musicista e artista grande come Constantin Ciurlionis, rappresentato in mostra da opere e spartiti provenienti dall’omonimo museo lituano di Kaunas, nonché dalle suggestioni della musica atonale dell’amico Arnold Schöenberg (poi maestro di Cage), celebrato a Palazzo Magnani come pittore con una straordinaria selezione di dipinti del Schöenberg Center di Vienna, Kandinsky giunge intorno al 1910 all’astrattismo spirituale e apre la via al suono interiore dei segni e dei colori, alla continua ascesa verso la libertà della materia. Le espressioni artistiche, ricondotte all’unità del soggetto e al suo ruolo di artefice, spostano l’attenzione sull’interiorità, su quello che Kandinsky chiama das Geistige in der Kunst (lo spirituale nell’arte). La tensione profetica verso l’età dello spirito che anima l’omonimo libro, scritto nel 1909 e poi pubblicato nel 1912, viene drammaticamente negata dall’avvento del primo conflitto mondiale.
La musica resta tuttavia l’ambito privilegiato, nel percorso di Kandinsky come in quello degli altri artisti in mostra, per proseguire verso la via dell’arte astratta, da interpretare anche in senso mistico, antroposofico, religioso e cosmico. La fusione sinestesica e l’empatia (Einfuehlung) che vedono i fruitori coinvolti in un processo ri-creativo dell’opera, rappresentano presupposti fecondi per guidare i visitatori attraverso il percorso della mostra, dove pittura, scultura, teatro, danza e cinema si relazionano alla non-oggettività della musica.
A una sezione su Paul Klee, protagonista imprescindibile in questo contesto, segue un omaggio a Marianne von Werefkin, in collaborazione col Museo d’Arte Moderna di Ascona. La grande pittrice legata a Kandinsky e al Cavaliere Azzurro che fu pioniera nell’affrontare il pensiero artistico come “rivelazione della vita in termini di colore, forma e musica”, senza peraltro mai cedere alla pura astrazione, trova un corrispettivo nel “naturalismo” dell’amico Stravinsky – l’altro protagonista, con Schoenberg, della modernità musicale della prima metà del XX secolo – la cui musica è stata scelta per la visione delle opere dell’artista.
Campane sonore lungo il percorso e video, infatti, consentono di fruire di alcuni nuclei dell’esposizione con accompagnamenti musicali mirati, dei quali il visitatore potrà godere contestualmente e in modo strettamente connesso alla visione delle opere.
La mostra viene animata da brani letterari degli artisti, video e installazioni che invitano a sperimentare in maniera ludica e ricreativa la sinestesia e offrono vere e proprie riscoperte. Come quella della figura di Oskar Fischinger, le cui opere giungono dall’omonimo archivio in California, il quale si ispirò a Kandinsky in maniera multiforme e divenne poi maestro di Cage negli USA, animando tra l’altro “Fantasia” di Walt Disney con la “Toccata con Fuga” di Bach, nella quale molte delle suggestioni della mostra sembrano trovare una sede ideale.
Il percorso prosegue con una selezione di opere di tre artisti particolarmente legati alla musica e alla spiritualità nel secondo Dopoguerra: Nicolas De Staël e Fausto Melotti (entrambi connessi alla figura del collezionista e musicologo Luigi Magnani, proprietario dell’omonimo Palazzo in cui si tiene la mostra) e dei quali vengono presentati e riscoperti preziosi dipinti e sculture musicali (l’“Uccello di Fuoco” di Melotti per esempio, del 1971, non viene esposto da più di tre decenni) e Giulio Turcato, del quale vengono esposti dopo 33 anni acquerelli, maquette, video e musiche di Luciano Berio appartenenti a “Moduli in Viola. Omaggio a Kandinsky”, lo spettacolo realizzato per la Biennale di Venezia del 1984. Un video sperimentale realizzato dallo stesso Berio con Bruno Munari completa la sezione.
La mostra si conclude con un ampio omaggio a John Cage, il musicista pensatore, poeta e artista i cui principi di risonanza interiore e la cui concezione dell’arte come tramite privilegiato di idee universali presenta analogie, rimandi e corrispondenze con la spiritualità kandinskiana. La sezione a lui dedicata si integra con la presenza di opere di altri artisti e si sviluppa attraverso notazioni e documenti audio e video, ma soprattutto attraverso installazioni di grande suggestione che permettono ai visitatori di sperimentare sinesteticamente la poetica cageana. Centrali saranno la ricostruzione di un ambiente anecoico, una “sala del silenzio” nella quale verrà esposta una tela bianca di Robert Rauschenberg, nonché la riproduzione di un teatro che metterà in scena una reinterpretazione in miniatura della composizione per orchestra “Ocean”, durante la quale il visitatore – seduto idealmente nella platea del Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, opportunamente ricreato – sarà avvolto da “onde” musicali provenienti da diversi punti dell’installazione. Presente inoltre lo spartito per pianoforte – il famoso Solo for Piano dal Concert for Piano and Orchestra – che è il capolavoro dell’inventiva di Cage nel campo della notazione musicale.

Palazzo Magnani a Reggio Emilia, che nel 2017 compie venti anni di attività espositiva, è stata la residenza del filantropo, musicologo e collezionista Luigi Magnani. La natura “musicale” della sede – e in generale di tutto il territorio reggiano – conferisce valore e significato alla scelta tematica della mostra.
Anche una delle più importati istituzioni culturali della città, la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, ha deciso di dedicare, nello stesso periodo delle mostra – un momento importante a Wassily Kandinsky. FESTIVAL APERTO 2017 metterà in calendario “Fattore K”, omaggio a Kandinsky, con il 14 ottobre al Teatro Ariosto Ensemble “Giorgio Bernasconi” dell’accademia del Teatro alla Scala, Marco Angius direttore, musiche di Skrjabin, Schoenberg, Webern, Clementi, Donatoni, Stockhausen e l’11 novembre al Teatro Cavallerizza Duo pianistico Emanuele Arciuli – Andrea Rebaudengo, musiche di Skrjabin, Schoenberg, De Hartmann, Debussy, Stravinskij.

Una serie di attività collaterali – concerti, lezioni concerto, conferenze, workshop – realizzate in collaborazione con importanti istituzioni come la Fondazione Nazionale della Danza, oltre ad attività formative e didattiche (in collaborazione con Indaco, Atelier di ricerca musicale ed espressiva e Associazione Stella Maris di Bologna), completeranno e arricchiranno la mostra e l’approfondimento del rapporto tra arte e musica.

La mostra inaugura un’attenzione specifica che la Fondazione Palazzo Magnani riserverà alle persone con disabilità fisica e psichica, in stretta collaborazione con il Progetto Reggio Emilia città senza barriere. Il percorso espositivo sarà arricchito da soluzioni idonee ad una fruizione delle opere secondo modalità facilitate e affiancamento di personale specializzato, nella consapevolezza che l’arte sia via di accesso privilegiata al benessere di tutte le persone.

La mostra è promossa da Fondazione Palazzo Magnani e Skira Editore con la partecipazione di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Comune di Reggio Emilia, Regione Emilia Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Fondazione Cassa di Risparmio Pietro Manodori, Camera di Commercio di Reggio Emilia.
Il progetto a cura di Martina Mazzotta si pregia di un importante Comitato Scientifico, presieduto da Paolo Repetto e composto da curatori e direttori di museo, musicologi, storici dell’arte e filosofi, tra i quali troviamo Michele Porzio e Gillo Dorfles.


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Studenti € 6 (studenti dai 6 ai 18 anni)

ACQUISTO BIGLIETTI ON LINE – DAL 1° LUGLIO
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Ridotto € 12 (Amici della FPM; Amici dei Teatri; militari; over 65; diversamente abile; studenti dai 18 ai 26 anni)
Studenti € 8 (studenti dai 6 ai 18 anni)

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Fondazione Palazzo Magnani –Tel. 0522 454437– 444446 info@palazzomagnani.it

Erik Kessels, “l’ecologista” della Fotografia.

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The Many Lives of Erik Kessels, a cura di Francesco Zanot, aperta a CAMERA dal primo giugno al 30 luglio 2017, è la prima mostra retrospettiva dedicata al lavoro fotografico dell’artista, designer ed editore olandese Erik Kessels.

Come si ricorderà, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, in accordo con i suoi partner principali Intesa Sanpaolo, Eni, Reda e Lavazza, ha imboccato, dall’inizio dell’anno un nuovo corso, affidandosi alla direzione di Walter Guadagnini.

Il primo bilancio del nuovo corso lo traccia il Presidente dell’istituzione Emanuele Chieli che evidenzia “il grandissimo successo della mostra dedicata a Magnum e l’Italia” e sottolinea che “con questa straordinaria mostra di Kessels CAMERA conferma la sua attenzione nei confronti della ricerca più contemporanea, dei linguaggi più diversi attraverso i quali si esprime la ricerca fotografica” dichiarandosi certo che “la mostra di uno dei grandi protagonisti della fotografia europea per il pubblico costituirà una stimolante sorpresa”.

La mostra The Many Lives of Erik Kessels e l’attività espositiva di Camera per il 2017, sono sostenute dalla Compagnia di San Paolo.

In vent’anni di carriera, Kessels si è affermato come riferimento primario e imprescindibile nel campo della cosiddetta ‘fotografia trovata’.
Anziché riprendere nuove immagini, per la maggior parte dei suoi progetti raccoglie fotografie pre-esistenti e le riutilizza come tasselli all’interno di un proprio mosaico. È un fotografo senza macchina né obiettivo: la fotografia nella sua pratica è un ready-made che viene prelevato e ricontestualizzato.
Il risultato è una sorta di ecologia delle immagini, per cui nulla si aggiunge alla enorme quantità di rappresentazioni che ormai affolla il mondo e cresce esponenzialmente ogni giorno, ma al contrario viene recuperato e riciclato soltanto ciò che è già disponibile.

Esposta all’interno dell’intero spazio di CAMERA, The Many Lives of Erik Kessels attraversa l’intera carriera fotografica dell’autore olandese attraverso un articolato percorso che include centinaia di immagini. Ventisette sono in totale le serie presentate, oltre a numerosi libri e riviste pubblicati dall’ormai celebre casa editrice dello stesso Kessels (KesselsKramer Publishing) e da altri editori. In un percorso non-lineare e senza cronologia, si ritrovano lavori monumentali, serie più intime e private, autentiche icone dell’intero universo della ‘fotografica trovata’ così come produzioni recenti e ancora inedite.

Tra i lavori in mostra, per fare alcuni esempi, 24hrs of Photos invade letteralmente lo spazio espositivo con una montagna formata dalle stampe di tutte le immagini, centinaia di migliaia, caricate in un solo giorno su Internet.

My Feet
, maestosa installazione composta esclusivamente dalle immagini dei piedi di chi fotografa, introduce immediatamente i concetti di ripetizione e archiviazione.

Valery
, una donna che per tutta la vita si è fatta fotografare immersa nell’acqua, Oolong, il coniglio equilibrista, e un cane troppo nero per apparire correttamente in fotografia, sono soltanto alcuni dei protagonisti di In Almost Every Picture, ciclo di 14 progetti (fino ad oggi) centrati ogni volta su un soggetto ossessivamente ricorrente.

My Sister
è un video musicato dal compositore giapponese Ryuichi Sakamoto tratto da un home-movie interamente dedicato a una partita di ping-pong tra l’autore e sua sorella, tragicamente scomparsa in un incidente stradale a soli 9 anni.

Album Beauty
è un’intera stanza dedicata al fenomeno degli album di famiglia, tra i soggetti privilegiati da Kessels, che riabilita democraticamente il fotografo amatoriale proiettandolo sotto i riflettori della ricerca artistica.

The Many Lives of Erik Kessels costituisce così a sua volta una grande accumulazione.
Innanzitutto di modalità allestitive: tra immagini incorniciate e scorniciate, appese a parete e sdraiate a terra, light-box, cubi, wallpaper, portaritratti e proiezioni, costituisce allo stesso tempo una sintesi e una de-costruzione di ogni possibile mostra fotografica. E di fotografie, naturalmente: non ci sono generi, autori, epoche, geografie esclusi dall’indagine onnivora di Kessels. Fino agli scarti: anziché essere un’onta da evitare accuratamente, qui l’errore diventa al contrario un elemento attrattivo e significante. È ciò che rende speciale una fotografia. Un segno della sua vitalità. Kessels fruga tra i rifiuti dei fotografi restituendoli allo sguardo collettivo sotto una prospettiva completamente rinnovata. Anche di qui viene l’ironia spesso feroce e dissacrante del suo lavoro. Il riso ha una funzione liberatoria e purificante. Consente a Kessels di andare in profondità, calando ogni ipocrisia ed esprimendo una profonda affezione sia per gli involontari protagonisti del suo pantheon fotografico, sia per la fotografia stessa.

Co-prodotta con NRW-Forum, Düsseldorf, l’esposizione è accompagnata da un libro di 576 pagine pubblicato per questa occasione da Aperture, New York, con testi di Hans Aarsman, Simon Baker, Erik Kessels, Sandra S. Phillips e Francesco Zanot.

Biografia Erik Kessels

Erik Kessels (nato a Roermond, Paesi Bassi, 1966) è un artista, designer e curatore olandese, con un grande interesse per la fotografia. Dal 1996, Kessels è designer dell’agenzia di comunicazione KesselsKramer ad Amsterdam, dove ha lavorato per clienti nazionali e internazionali come Nike, Diesel, J&B Whisky, Oxfam, Ben, Vitra, citizenM e Hans Brinker Budget Hotel. Come artista e curatore di fotografia, Kessels ha pubblicato oltre sessanta libri di immagini recuperate, tra cui Missing Links (1999), The Instant Men (2000), in almost every picture (2001–15), e Wonder (2006). Dal 2000, è editore della rivista alternativa di fotografia Useful Photography. Per il DVD del progetto artistico Loud & Clear, Kessels ha lavorato con artisti quali Marlene Dumas e Candice Breitz. Il suo libro più venduto Failed It! (2016) è una stimolante guida per creativi, studenti e giovani professionisti sull’arte di commettere errori. Scrive regolarmente editoriali per diverse riviste internazionali e ha tenuto lezioni presso il D&AD President’s Lecture e presso numerose conferenze di design a livello internazionale, che vanno da Singapore e Goa, da India a New York, Toronto e Bangkok. Ha insegnato presso la Gerrit Rietveld Academie, Amsterdam; ECAL, Lausanne, Switzerland e la Amsterdam Academy of Architecture, dove ha curato una celebrazione del dilettantismo. Kessels ha prodotto e curato esposizioni come Loving Your Pictures, Use Me Abuse Me, 24hrs in Photos, Album Beauty e Unfinished Father. È stato anche co-curatore dell’esposizione From Here On insieme a Martin Parr, Joachim Schmid, Clément Chéroux e Joan Fontcuberta. Nel 2010 Kessels ha vinto il Premio Amsterdam per le Arti e nel 2016 è stato nominato per il premio del Deutsche Börse Photography Foundation per il suo progetto Unfinished Father.

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
via della Rosine 18,
10123 Torino
www.camera.to

Fiaba: dal 15 al 25 giugno a Modena la quarta edizione del Festival pensato per gli adulti

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Otto giorni densi di appuntamenti, dal giovedì alla domenica, per una manifestazione unica sul territorio nazionale nel suo target di riferimento. Il Festival è infatti pensato per gli adulti, per approfondire la Fiaba attraverso un’indagine intellettuale, antropologica e culturale. Nella suggestiva cornice della storica Villa Sorra di Castelfranco Emilia (Modena) non mancheranno nelle due domeniche momenti anche per i bambini

Conferenze, spettacoli, performance, concerti, mostre d’arte visiva, letture di poesie e narrazione di fiabe in voce semplice, oltre a workshop, tutti ideati ad hoc: questo e tanto altro in programma per la quarta edizione del Festival della Fiaba, da giovedì 15 a domenica 25 giugno a Villa Sorra di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Una manifestazione unica sul territorio nazionale per originalità e target di riferimento, nata da un’idea di Nicoletta Giberti performer e regista che, collaborando con un gruppo di professionisti, ha scelto di indagare attraverso linguaggi eterogenei il genere Fiaba, destinato da tempo unicamente ai bambini.
Iltema caratterizzante di quest’anno sono i “Legami di sangue e Legami di cuore”, declinati e indagati in diversi aspetti e sfumature, a cominciare da una serie di conferenze dedicate: tra gli altri scrittori, pensatori e poeti come SimonLuca Renda, Cristiano Cavina, Michele Collina e Adriana Querzè, oltre a Magda Indiveri, approfondiranno il filo conduttore proposto dal Festival in un ciclo di incontri – a ingresso gratuito – che si svolgeranno ogni sera all’interno della Serra di Villa Sorra.
Tanti gli spettacoli – con un biglietto dal costo variabile e prenotazione obbligatoria – tra cui da non perdere “Troviamo le parole” conMarco Sgarbi e Diana Höbel, già visti insieme con successo nel recente “8558 Hack”, “Immaginario Furioso”, letture dall’Orlando furioso a cura di Giulio Costa accompagnate da una performance di pittura dal vivo di Giacomo Cossio, e “Opera lieve”, un percorso itinerante nel Bosco di Villa Sorra, per uno spettatore alla volta, ideato e diretto da Nicoletta Giberti, direttrice artistica del Festival della Fiaba.
Per quanto riguarda le mostre da ricordare “Nodi”: legami di sangue e legami di cuore in un’installazione site specific di Ersilia Sarrecchia a cura di Andrea Saltini. In un percorso orizzontale una serie di elementi (foto, dipinti, lettere) narrano di un uomo, dei suoi legami e della sua storia. Mentre Giulia Tondelli propone, sempre a cura di Saltini, la personale “Sotto Pelle” (esposizione di pittura), favole liriche e spettacoli incantati, mondi a rovescio dolci e fatali, specchi e simboli del delirante sentire contemporaneo.
La musica sarà protagonista dei “Legami di sangue e Legami di cuore” con concerti dedicati: nel primo weekend quello di Pasquale Mirra, uno dei vibrafonisti più interessanti della scena internazionale, e quello di Giovanni Lami ed Enrico Malatesta tra musica, intervento sonoro e performance. Nel secondo fine settimana invece in programma gli appuntamenti con il duo di Riccardo La Foresta e Luca Perciballi e con ChiaroScuro, ossia Vincenzo Vasi ed Edoardo Marraffa, entrambi dedicati al suono della parola.
E ancora tante le performance realizzate ad hoc per il Festival, come la video proiezione “Itaca” di Vincenzo Picone, i “5 Studi per un Lutto” della danzatrice e performer Elena Annovi, “Il Banchetto di Rosaspina” di e con l’attrice Alessandra Gabriela Baldoni e il poeta Giancarlo Sissa, “Ligeia” dell’attore e regista Marco Casazza. Poi, novità dell’edizione 2017, una serie di Workshop sul teatro e la musica e una nuova sezione, dedicata alla Poesia, nell’ambito della quale è stato aperto il bandoper la prima edizione del Premio Nazionale di Poesia “Pulchra verba”.
A selezionare i componimenti in gara, dedicati a “Legami di sangue e Legami di cuore”, saranno oltre al poeta Giancarlo Sissa – presidente di giuria – Alberto Bertoni, professore ordinario presso Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica, la poetessa Patrizia Dughero e i membri del direttivo Festival della Fiaba Giulio Costa e Nicoletta Giberti. Il nome del vincitore di “Pulchra verba” sarà svelato domenica 18 giugno alle ore 20.00 all’interno della suggestiva Limonaia del Giardino Romantico di Villa Sorra.Otto giorni densi di appuntamenti quindi, in cui ogni sera saranno narrate in voce semplice numerose fiabe, per creare un momento d’incontro oggi più che mai necessario. Perché il Festival nasce per abbattere le frontiere tra le discipline, creare una via per aprire il pensiero, suscitare domande e incontrarsi, in quanto la fiaba, con il suo messaggio sociologico e archetipico, è il canale ideale per indagare le dinamiche umane. Il Festival della Fiaba è una manifestazione rivolta prevalentemente a un pubblico adulto – in quanto le fiabe nascono per gli adulti – ma i bambini saranno accolti con appuntamenti pensati esclusivamente per loro nelle due domeniche, il 18 e 25 giugno.
Il Festival della Fiaba nasce dallo stesso impulso che nel tempo ha mosso l’uomo a raccontare fiabe: l’incontro con il substrato inconscio e l’effetto vivificante che se ne trae, raccontandole, leggendole o semplicemente ascoltandole – spiega Nicoletta Giberti, direttrice artistica e ideatrice della manifestazione – la fiaba è fatta di simboli che si ripetono dalle origini in tutto il mondo, ed è nata per gli adulti, i bambini erano ascoltatori occasionali, di passaggio”.
Ecco allora un Festival unico su tutto il territorio nazionale, che ricrea quello che un tempo veniva definito “focolare”, celebrando il rito della narrazione e predisponendo i suoi visitatori a uno stato di ascolto, perché le fiabe mettono in scena da sempre la stessa storia: l’identificazione del sé. Ogni volta che una fiaba della tradizione viene raccontata, qualcosa di prezioso viene condiviso e compreso da tutti in un’epifania personale e collettiva.
Ogni giorno poi le casette del Giardino della Botteghe, anima pulsante del Festival, apriranno le loro porte per mostrare un luogo del fare, inteso come momento in cui si realizza ciò che prima era un sogno, un’idea e un pensiero immateriale. Ogni abitante delle casette è un artigiano che è stato scelto per la sua capacità di creare con le mani prodotti unici.
Il Festival della Fiaba gode del Patrocinio della Regione Emilia Romagna e dei Comuni di Modena, Castelfranco Emilia, Nonantola e San Cesario sul Panaro, oltre che dell’Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell’Educazione.
Per informazioni, costi degli spettacoli e dettagli sul programma:

www.festivaldellafiaba.com

Il Teatro Straordinario: il primo festival di teatro interattivo. Fonderia delle Arti, 6 e 7 giugno.

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Il Teatro Straordinario
Alla Fonderia delle Arti il 6 e 7 giugno il primo festival di teatro interattivo ed’improvviso
Una produzione Stabile della SITI e Fringe Italia

Fonderia delle Arti, via Assisi 31, Martedì 6 e Mercoledì 7 giugno,
ore 20.30 e 22.00

“Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso”. Gigi Proietti
Dopo una stagione di successi e sold out al Teatro dell’Orologio, Teatro Lo Spazio e Fonderia delle Arti, con centinaiadi spettatori che nel 2017 si son lasciati trasportare e coinvolgere nel grande gioco del teatro interattivo e dell’improvvisazione teatrale, lo Stabile della SITI diretto da Giorgia Mazzucato e Maria Beatrice Alonzi, insieme a Fringe Italia, propone a Roma il primo Festival di Teatro interattivo e d’improvviso: “Il Teatro Straordinario“, il 6 e 7 giugno alla Fonderia delleArti.
Due giornate per scoprire l’arte del teatro interattivo, in cui lo spettatore in maniera “immersiva” diventa parte integrante dello spettacolo, con due progetti che si creeranno sul palco della Fonderia delle Arti nell’immediato della messa in scena: “Tempo”, con il suo provocatorio viaggio nella storia e nel futuro, e “Love_Me”, una storia d’amore perfetta o sbagliata… al confine tra teatro e vita.
Spettacoli che ogni volta si trasformano in esperienza per lo spettatore e l’attore, in un’inedita e reciproca attività esercitata l’uno sull’altro: nessun confine tra platea e palcoscenico, solo la voglia di vivere una nuova storia senza sovrastrutture.
E quindi “Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso”, come disse il Maestro Gigi Proietti.
TEMPO con Marco Allegretti, Maria Beatrice Alonzi, Paolo Berini, Simone Congedo, Simona Faustino Ventapane, Valerio Flamini, Sara Fraietta, Pasquale Guerrera, Silvana Lagrotta, Maria Teresa Robusto,Mauro Vottari. Regia diGiorgia Mazzucato, musiche dal vivo di Dario Giuffrida Il Viaggio nel tempo, il sogno, il desiderio: come raggiungerlo? Immaginate di poter scegliere tra un cast di attori, quello che più vi piaccia. Immaginate di poter scegliere il protagonista dello spettacolo e potergli far fare quello che avreste sempre voluto fare: un viaggio nel tempo, il vostro, deciso da voi. Avete inoltre deciso come il vostro eroe sia in grado di muoversi tra le epoche, e man mano che la storia si sviluppa e vi affezionate a lui, la possibilità di decidere in quale secolo farlo viaggiare. Medioevo? Futuro? Preistoria? Impero romano? Quello che vorrete, accadrà davanti ai vostri occhi.
LOVE_ME con Stefano Buffa, Paola Campagna, Camilla Gerormini, Cristiano Marazzi, Francesca Mareggiato, Nancy Mazzella, Vincenzo Pesce, Francesca Pieraccioli, Giovanni Salvatori, Andrea Vannini. Regia di Giorgia Mazzucato, aiuto regia di Silvana Lagrotta, musiche dal vivo di Dario Giuffrida Due di loro sono in procinto di sposarsi. Ma perchè? Immaginate di poter decidere i loro pregi, i loro difetti, le loro paure. Come si sono conosciuti? Immaginate di potere creare, passo passo, insieme ai protagonisti, la loro storia d’amore. Con quale canzone si sono innamorati? Come è andata la proposta? La storia d’amore che volete vedere. Perfetta o sbagliata. Dipende tutto da voi. Interagendo con gli attori sul palco edeterminando con loro le sorti dei loro personaggi. E alla fine… si sposeranno davvero?
Fonderia delle Arti, via Assisi 31
Martedì 6: ore 20:30 LOVE_ME, ore 22:00 TEMPO
Mercoledì 7: ore 20:30 TEMPO, ore 22:00 LOVE
Biglietto unico per una serata (comprensivo di due spettacoli): 13 euro
Abbonamento ad entrambe le serate del Festival (comprensivo di quattro spettacoli): 18 euro.