Gusto e leggerezza con Philips Air Fryer

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Cosa ci ricordano le Feste Natalizie? Dai: ammettiamolo. In primis quelle abbuffate pantagrueliche con tanto di avanzi che durano fino all’Epifania (e conseguente transumanza di tutti in palestra, pieni di sensi di colpa). E soprattutto la fiera di tutte le salse, dolci, fritti, sughi che dovremmo consumare con moderazione li ritroviamo tutti concentrati in pochi pasti. Bisognerebbe arrivare allenati: intendo col mangiare in leggerezza ma con gusto. Non parlo di insalatine e acai bowl.

Parlo di trovare un modo per cucinare il cibo gustoso ma anche sano, grazie agli strumenti giusti.

Ad esempio, Philips, (brand a cui sono molto affezionata anche per la linea dedicata alla bellezza e ai più piccoli) ha sviluppato degli elettrodomestici innovativi che ci permettono di mangiare bene senza rinunciare a qualche sfizio. In questo caso specifico, mi riferisco alla friggitrice ad aria calda: nella nostra cucina può aiutarci a preparare pasti e sfizi in modo gustoso e leggero senza danneggiare la nostra salute.

 


Ho scoperto questo tipo di friggitrici (anche se chiamarle così potrebbe risultare riduttivo) su internet e sono rimasta molto incuriosita dal fatto che potessero friggere senza olio o con al massimo un cucchiaio. Devo dire che le aspettative sono state ampiamente ripagate in quanto oltre a cucinare con tempistiche nettamente inferiori rispetto a quelle di un forno tradizionale anche ventilato, quindi con conseguente risparmio di tempo e di energia elettrica, i piatti cucinati risultano croccanti all’esterno e ben cotti al suo interno senza venire bruciati. Una volta in funzione c’è da sottolineare anche il fatto che l’apparecchio non sia per niente rumoroso, si sente solo l’azionamento della ventola che però non arriva mai a livelli eccessivi. La pulizia è molto semplice perché basta estrarre il cestello e il contenitore e procedere alla loro pulizia sotto acqua o addirittura in lavastoviglie. mi sento di consigliare vivamente l’acquisto di questo tipo di prodotti ed in particolar modo questo modello che per il modo in cui è costruito (sembra un piccolo parallelepipedo nero lucido) risulta essere anche un elemento di arredo per la zona cucina.

Tanto gusto e nessuna ansia per la vostra linea e salute fisica.
L’estetica è ottima e in vista su un mobiletto è bella da vedere. Cosa da non sottovalutare visto che ormai le nostre piccole cucine sono pieni di elettrodomestici!

Quest’anno, LELO ha pensato proprio a te e al regalo perfetto da mettere sotto l’albero!

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Il Natale è alle porte e trovare il regalo perfetto per te o per il tuo partner è fondamentale! Hai pensato di optare per un gift piccante, che ti possa soddisfare al 100%? Quest’anno scopri il magico mondo LELO: tra accessori e prodotti per il piacere intimo siamo certi che sarà un caldo Natale. Scopri l’estasi di scartare un pack LELO e parti per un viaggio verso un lusso intimo e discreto.

 

E dopo lo stupore… il desiderio di fare uso del regalo! LELO ti suggerisce tantissimi spunti per trascorrere le feste in modo piccante e romantico.

 

Per massaggi dolci, ma birichini

Crea l’atmosfera giusta, con le candele profumate FLICKERING TOUCH che sciogliendosi diventano un olio setoso per massaggi. Realizzate con ingredienti assolutamente naturali, come cera di soia, burro di Karité e olio di albicocca, sono disponibili in 3 profumazioni: Vaniglia e Crema di Cacao, Pero Alpino e Legno di Cedro, Pepe Nero e Melograno.

 

Per la coppia

In due è meglio: lo sa bene anche LELO che propone accessori sensuali per dare pepe all’intimità.  

Riscopri la magia di una vibrazione intensa con TIANI 2, lo speciale massaggiatore per la coppia, che, grazie alla tecnologia SenseMotion™, permette di modificare le sensazioni durante il rapporto attraverso i movimenti del telecomando.

 

Per lei

Ma se preferisci divertirti in solitaria, dovresti proprio abbandonarti alle languide carezze vibranti di ORA 2, il pluripremiato vibratore per sesso orale, così bello da sembrare un addobbo natalizio.

 

Per lui

Non sarà la classica stellina di Natale, ma saprà accendere anche il desiderio più nascosto. Per un piacere tutto al maschile HUGO è un massaggiatore prostatico dotato di telecomando che rappresenta un modo tutto nuovo di pensare il piacere maschile. Con due potenti motori vibranti, alla base e sulla punta, HUGO ha una forma slanciata creata per l’orgasmo prostatico più intenso e duraturo.

 

Anche queste festività LELO ti farà cantare di gioia! Lasciati tentare dalle offerte speciali! Solo su: www.lelo.com/it/holiday-promotion

 

Auguri vibranti da LELO.

 

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Come avere una casa pulita a prova di bambino!

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Post in collaborazione con Philips

 

Ebbene sì: arriva il momento della vita della vostra prole in cui inizia ad esplorare casa. Parlo di gattonare o camminare. E insomma, anche se siamo amici del pulito non è mai davvero così pulito per terra (e negli angoli, e sotto posti che boh, ok che ci va il gatto ma mai avresti pensato che anche tuo figlio davvero non volesse andarci). Ma cosa fare per limitare un po’ i danni affinché il proprio piccolino non si muova in una nuvola di polvere?

 

Philips ha ideato un aiuto utile, leggero e maneggevole: la sua scopa elettrica senza fili ciclonica.

 

Davvero un prodotto da provare, le premesse sono molte, le caratteristiche lo rendono un valido alleato per la pulizia di casa. La batteria ha una durata di circa un’ora, così non devi preoccuparti che si scarichi e magari puoi approfittarne per caricarla direttamente di notte.
Le luci led sono il top, un particolare che arricchisce ulteriormente la tecnologia di questa scopa elettrica…. aiutano a vedere la polvere nascosta e addirittura polvere che credevo aver tolto lavando i pavimenti.
Con un click si trasforma in un utilissimo aspirabriciole (anche il vostro pupo è in fase sbriciolamento biscotti? Ecco.)
Pienamente soddisfatta di tutte le caratteristiche: ogni dettaglio è stato studiato per renderlo un aiuto nelle faccende quotidiane facilitandole senza spreco di tempo e di energia.

Per il resto un prodotto fantastico, innovativo, tecnologico, all’avanguardia!

 

Un occhio alle offerte internet casa: parliamo di Eolo

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Fine anno è sempre con lo spettro delle rimodulazioni economiche: e non solo noi blogger sappiamo quanto sia difficile far quadrare il tutto tra qualità e buon prezzo.

 

Recentemente ho deciso di cambiare la mia offerta internet per spendere meno e avere una rete più affidabile.

 

In tempi di libero mercato e di concorrenza vi è ormai un’ampia scelta di offerte per collegarsi a Internet. Navigare sul web è ormai una necessità per cui quasi tutti ormai dispongono di una connessione in casa, per svolgere qualsiasi genere di attività. Come noto però la rete nel nostro Paese non è del tutto uniforme: vi sono infatti zone ancora coperte in maniera non del tutto efficiente.

 

Ci affanniamo quindi un po’ a cercare le migliori offerte internet casa, tra cui direi che in questo momento.Mentre cercavo una nuova offerta internet casa mi sono imbattuta in spicca EOLO, un operatore di telecomunicazioni specializzato in banda larga che utilizza la tecnologia via radio per portare internet ad alta velocità anche nelle zone più remote del Nord e Centro Italia, contrariamente agli altri operatori che si concentrano solo sulle grandi città.

 

Sul sito della compagnia è possibile inoltre trovare tutte le offerte internet casa e le informazioni necessarie e utili per attivare il servizio e verificare la copertura nella propria zona e attivare il servizio. Inoltre, e iI prezzi sono davvero molto interessanti e convenienti. Io sto considerando di passare ad EOLO, e voi?

Hradec Kralove e i suoi palazzi: il gran salotto funzionalista della Repubblica Ceca.

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Una perla boema poco conosciuta al turismo italiano, capolavoro di architettura e di urbanistica firmato dalle archistar del funzionalismo. Un progetto visionario per una città moderna e funzionale, firmato da Josef Gocar e realizzato in collaborazione con il suo maestro Jan Kotera e il meglio degli architetti e degli artisti dell’epoca.

Capoluogo della Regione e del distretto omonimi, nella Boemia nordorientale, Hradec Kralove è un gioiello da scoprire. Un esempio straordinario di concretizzazione dei dettami del funzionalismo, moderno indirizzo di architettura e design che sposa l’aspetto estetico a quello pratico. Durante la ricostruzione nel primo dopoguerra il funzionalismo ha lasciato in Repubblica Ceca importanti tracce, sparse in lungo e in largo per il Paese. A meno di 100 chilometri da Praga, alla confluenza dei fiumi Elba e Orlice, Hradec Kralove ha completamente cambiato il proprio volto, in nome del funzionalismo. Sullo sfondo di architetture gotiche, rinascimentali e barocche, si è imposta una città moderna che vive la propria epoca d’oro proprio dopo la prima Guerra Mondiale, quando occorreva ripianificare il territorio e le idee innovative erano benvenute. Ecco allora farsi avanti con un visionario piano regolatore per la città l’architetto locale Josef Gocar, allievo di Jan Kotera e tra i più significativi rappresentanti dell’arte europea d’avanguardia.

Cerchi concentrici, come a Vienna
Ne è nato un impianto urbano unico in Repubblica Ceca, a cerchi concentrici, ispirato a quello di Vienna, dall’aspetto armonioso ed elegante –tanto da far meritare al centro di Hradec Kralove il soprannome di “salotto della Repubblica”- che alterna ampi viali, edifici monumentali e spazi verdi. Tutto quello che c’è da vedere della moderna città è raccolto lungo un bellissimo viale pedonale, lungo 3,5 chilometri e contrassegnato da 11 tappe imperdibili: il museo, le chiese, il giardino d’inverno, la scalinata, la scuola, la spa, la centrale elettrica, il palazzo di giustizia e la stazione ferroviaria. Tutto quel che serve, tutto a portata di mano (o meglio di piedi) e con un risultato estetico di tutto rispetto.

Utile, ma anche bello
Funzionalista convinto, Gocar nella ristrutturazione di piazze, complessi scolastici, sedi rappresentative e palazzi istituzionali decide di non sacrificare il Bello alla praticità. Il suo complesso di scuole primarie e secondarie -dal kindergarten al college- con impianti ricreativi e sportivi è un vero e proprio esordio in Repubblica Ceca. Precursore dei tempi, il progetto è ancora di estrema attualità e assolutamente adeguato alle moderne esigenze educative e aggregative.
La Galleria d’arte moderna di Hradec Kralove, il cui edificio in Art Nouveau è già un capolavoro di per sé, ospita una collezione unica in Repubblica Ceca, con opere del periodo compreso tra i due conflitti mondiali e straordinari esempi di cubismo ceco e surrealismo tra gli Anni ‘20 e ’70. All’interno di un monumentale edificio liberty, progettato da Gocar con una singolare planimetria che ricorda le chiese medievali a pianta a croce latina, ecco anche il Museo della Boemia orientale, con imponenti collezioni archeologiche, scientifiche e storiche.
Piazza Masaryk rappresenta perfettamente il concetto funzionalista di area urbana di Gocar. Tra gli interventi principali, la modifica della facciata dell’ex sede di Anglobanka e la commissione di una statua di Masaryk (fondatore e primo presidente della Cecoslovacchia) allo scultore Otto Gutfreund.

“Deviazioni sul tema”
Chi è arrivato fin qui, dopo aver visto anche i grandi magazzini Wenke a Jaromer, non può non mettere in conto una deviazione nella vicina regione di Pardubice, a caccia di altri gioielli firmati Gocar. Come i monumentali edifici industriali dei Winternitz Mills sulle rive del Chrudimka, i palazzi della ex Anglobanka e della Casa Distrettuale (oggi centro commerciale) sulla piazza del capoluogo, lo stabilimento termale cubista di Lazne Bohdanec.

Dordrecht: la culla del Secolo d’oro olandese

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Dordrecht, antica città con una storia ricca e ancora ben tangibile. Durante il Medioevo la città salì alla ribalta trasformandosi in un punto nevralgico commerciale e governativo per tutta la regione. Grazie al suo precoce sviluppo, per Dordrecht il Secolo d’Oro ebbe inizio già a partire dal quattordicesimo secolo, prima ancora che nel resto del paese. La città fu anche testimone della nascita dei Paesi Bassi nella sua forma moderna: nel 1572 si tenne infatti “La prima assemblea degli stati liberi”, tenutasi nella Corte dei Paesi Bassi (‘Het Hof van Nederland’), un ex monastero agostiniano. Questo evento importantissimo segnò l’inizio della Repubblica indipendente dei Paesi Bassi, predecessore del paese che noi oggi conosciamo. L’assemblea pose anche le basi per lo sviluppo di un periodo floridissimo, il Secolo d’oro per l’appunto. Per Dordrecht questo fu però il punto di fine del proprio periodo di benessere, poiché molte altre città la superarono in grandezza ed importanza. Oggi il palazzo ‘Het Hof van Nederland’ ospita un museo interattivo dove i visitatori possono scoprire di più riguardo a questo evento storico e all’importanza di Dordrecht nel passato. La città fu anche la patria di moltissimi maestri della pittura olandese, come numerosi degli allievi di Rembrandt, come Aelbert Cuyp, Nicolaes Maes, Aert de Gelder, Samuel van Hoogstraten e Ferdinand Bol. Molti dei loro lavori si trovano oggi nella collezione del Museo di Dordrecht.

Dordrechtsmuseum

In occasione dell’anno tematico Rembrandt e il Secolo d’oro, dall’11 novembre 2018 al 26 maggio 2019, il Museo di Dordrecht presenta la mostra: “Work, pray and admire – un nuovo sguardo su arte e calvinismo”.

Una mostra per approfondire la conoscenza artistica di questo periodo storico, conoscere di più riguardo al legame tra arte e calvinismo e sfatare alcuni dei miti più persistenti sul calvinismo. Oltre ai dipinti si può scoprire di più riguardo a musica, letteratura e architettura ecclesiastica ed osservare opere di grandi pittori dal 17° fino al 20° secolo, come Rembrandt van Rijn, Ferdinand Bol, Vincent van Gogh, Piet Mondriaan e Theo van Doesburg.

Museo di Dordrecht

Il museo di Dordrecht è uno dei più importanti musei di belle arti d’Olanda, grazie ad un’imponente collezione di dipinti olandesi dal 16° secolo fino ad oggi. Dordrecht ha avuto un ruolo molto importante durante il Secolo d’oro, pertanto ottima occasione per visitare il museo e allo stesso tempo passeggiare e scoprire il centro di Dordrecht, per una giornata all’insegna della storia.

www.dordrechtsmuseum.nl

 

L’Aia La città reale affacciata sul mare

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Casa del famoso quadro di Vermeer “La Ragazza con l’Orecchino di Perla”, L’Aia è incredibilmente ricca di cultura e storia: da una fusione tra antichi maestri e modernità, dai negozi ai sontuosi palazzi, dalla cucina internazionale ai prodotti tipici, la città ha moltissimo da offrire. Tratto inconfondibile è il suo skyline, che combina la modernità dei nuovi edifici con i bellissimi palazzi storici del centro città. Durante il Secolo d’Oro, L’Aia fu una città importante anche per la pittura: molti maestri olandesi, come Jan van Goyen, Paulus Potter e Jan Steen abitarono e lavorarono qui. Constantijn Huygens, architetto, diplomatico e compositore, nonché uno dei più grandi poeti del periodo, fu un altro illustre cittadino. Il Museo Mauritshuis, situato nel cuore della città in prossimità degli edifici del Parlamento, ospita alcuni dei dipinti più importanti del Secolo d’Oro; Capolavori quale “Lezione di anatomia del dottor Tulp” di Rembrandt e “Veduta di Delft” di Vermeer, sono annoverati tra i pezzi della collezione permanente del museo, all’intero delle sue sontuose sale del diciassettesimo secolo.

Museo Mauritshuis

Rembrandt at the Mauritshuis, dal 31 gennaio al 15 settembre 2019

Johan Maurits: immagine e percezione, dal 4 aprile al 7 luglio del 2019

Nicolaes Maes, dal 17 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020

Il museo Mauritshuis a L’Aia possiede una delle più importanti collezioni di dipinti di Rembrandt in Olanda, seconda solo a quella del Rijksmuseum di Amsterdam. Nell’anno tematico dedicato al famoso pittore e al Secolo d’oro, dal prossimo 31 gennaio fino al 15 settembre, il museo espone i 18 dipinti acquisiti come autentici Rembrandt all’interno della mostra “Rembrandt at the Mauritshuis”. Tra questi spiccano capolavori assoluti quali “Lezione di anatomia del dottor Tulp”, “Saul e Davide” e l’ultimo Autoritratto realizzato nel 1669.

Per la prima volta da quando è stata inaugurato, il museo Mauritshuis espone l’intera collezione dei dipinti di Rembrandt e per ogni opera viene narrata la storia straordinaria della sua acquisizione da parte del museo. Da chi è stata scoperta, comprata ed esaminata la tela?

Qual è la differenza tra un Rembrandt autentico e un’imitazione? La collezione del museo Mauritshuis vanta undici dipinti incontestabilmente attribuibili alla mano del grande maestro. Dopo uno studio approfondito, rimangono ancora dubbi sul fatto che l’autore di altri due dipinti sia effettivamente Rembrandt piuttosto che un suo allievo. Visitando la mostra “Rembrandt at the Mauritshuis” si ha l’opportunità di scoprire cosa rende un Rembrandt un vero Rembrandt e comprendere come la percezione delle opere dell’autore sia cambiata enormemente con il passare del tempo.

Il museo Mauritshuis presenterà, dal 4 aprile al 7 luglio del 2019, una mostra incentrata sull’immagine e sulla vita di Johan Maurits di Nassau-Siegen (1604-1679), da cui il museo prende nome. La mostra, intitolata “Johan Maurits: immagine e percezione”, getterà luce su vari aspetti di questo personaggio storico, dalla sua reputazione come governatore del Brasile olandese nel sedicesimo secolo fino a riletture contemporanee del suo operato, invitando anche i visitatori a pensare e condividere una loro interpretazione sul tema.

Dal 17 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 verrà invece proposta una retrospettiva sul pittore Nicolaes Maes, uno degli allievi più prominenti di Rembrandt. Questa è la prima retrospettiva su questo artista originario di Dordrecht. Maes iniziò la sua carriera di pittore dipingendo rappresentazioni dalla Bibbia, in cui l’influenza del maestro Rembrandt è chiaramente visibile. Negli anni seguenti dipinse scene più intime di vita quotidiana aventi molto spesso come protagoniste figure femminili impegnate nei lavori domestici. Dal 1660 Maes sviluppò poi uno stile ritrattistico elegante che divenne subito molto richiesto tra i suoi clienti, sia a Dordrecht che ad Amsterdam. Esponendo più di trenta dipinti, la mostra al Mauritshuis dona un’ampia prospettiva su tutti gli aspetti dell’opera di Maes.

www.mauritshuis.nl

 

Haags Historisch Museum

Golden Age in The Hague, dal 28 aprile all’8 settembre 2019

“Golden Age a L’Aia”, dal 28 aprile all’8 settembre 2019 Durante il Secolo d’oro l’Aia non rappresentava solo il centro del potere e della politica dei Paesi Bassi. Gli Orange, i reggenti dal grande potere, vivevano in questa città. Intorno al il Binnenhof, il più antico centro governativo del mondo, sorgevano sontuosi palazzi per diplomatici e ricchi cittadini. La mostra si concentra sulla società de l’Aia di quei tempi, soffermandosi sulle differenze tra la nostra immagine e la realtà. Era tutto davvero così “d’oro” come sembra?

www.haagshistorischmuseum.nl

 

Delft La città di Vermeer e della porcellana

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Passeggiando a fianco degli antichi canali del centro storico di Delft sembra di essere trasportati nel Secolo d’Oro. In quel periodo la città fu centro di ritrovo per moltissimi artisti e studiosi: da Vermeer a Pieter de Hooch, dallo scienziato Anthony van Leeuwenhoek al giurista Hugo de Groot. Le sue famose ceramiche hanno contribuito a renderla un centro di commercio prosperoso, facendo del prodotto un marchio famoso in tutto il mondo anche oggi.

Museum Prinsenhof

Esattamente 450 anni fa iniziò la Guerra d’Indipendenza dei Paesi Bassi dagli Spagnoli (1568-1648), nota anche come “la Guerra degli ottant’anni” che portò al formale riconoscimento dell’indipendenza dei Paesi Bassi. Guglielmo d’Orange, noto anche come Guglielmo il Taciturno, nonché il “padre della patria”, si rifugiò dietro le mura della sicura Delft, precisamente nel Prinsenhof, oggi diventato il Museo Prinsenhof, dove visse e lavorò e dove diresse l’insurrezione contro gli spagnoli. Il 10 luglio 1584 il Museo fu teatro di uno degli eventi più importanti e tragici della storia dei Paesi Bassi. Fu proprio nell’attuale Museo Prinsenhof di Delft che venne ucciso Guglielmo d’Orange da Baldassarre Gerard. Lo testimoniano i fori di proiettile ancora visibili in uno dei muri del museo.

Visitando la mostra “Guglielmo d’Orange è qui”, al Museo Prinsenhof fino al 3 marzo 2019, si fa un passo indietro nel tempo seguendo le orme di questo personaggio fondamentale per i Paesi Bassi. Si vedono le stanze nelle quali ha vissuto, lavorato e preso decisioni importanti. Si comprende il ruolo fondamentale che ha giocato nella rivolta contro i governanti spagnoli durante i suoi anni a Delft e qual è stata la sua influenza per l’Olanda odierna.  Nella mostra ci si trova inoltre di fronte a una serie di tesi e ideali di Guglielmo d’Orange, la cui storia oltre ad essere molto attuale, dà anche molti spunti di riflessione.

Per la mostra, il Museo Prinsenhof ha preso in prestito svariati ritratti da diverse collezioni. Uno dei pezzi più importanti è il ritratto di Luisa Giuliana, una delle figlie di Guglielmo d’Orange e madre del Re d’inverno, Federico V del Palatinato. Per la prima volta dopo molto tempo, Luisa Giuliana si ricongiunge con sua madre e terza moglie di Guglielmo d’Orange, Carlotta di Borbone. E tutto questo avviene nel posto in cui Luisa era nata e dove entrambe avevano vissuto. I dipinti fanno parte di una serie di ritratti di famiglia creati da Daniël van den Queborn, successivamente finiti in diverse collezioni.

Il prossimo anno, dal 19 ottobre 2019 fino al 16 febbraio 2020, nel Museo Prinsenhof Delft sarà possibile visitare anche la prima retrospettiva, organizzata nei Paesi Bassi, del famoso pittore del XVII secolo Pieter de Hooch (1629 – 1684).

Il titolo della mostra è “Pieter de Hooch a Delft. Oltre l’ombra di Vermeer”. Con questa prima retrospettiva nella sua città, Pieter de Hooch riceve finalmente l’attenzione che merita, data la sua rilevanza come pittore. Dopo Johannes Vermeer, Pieter de Hooch è considerato a livello internazionale il pittore più famoso nella Delft del XVII secolo. Al centro della mostra, prevista per il 2019-2020, ci saranno i quadri che Pieter de Hooch ha realizzato a Delft (ca. 1652-1660): le opere con i cortili e gli interni più belli ritornano nella città in cui sono stati dipinti quasi 400 anni fa.

Capolavori provenienti da collezioni internazionali, mai visti finora nei Paesi Bassi Sono circa 30 i capolavori di Pieter de Hooch che arriveranno a Delft dai principali musei europei e americani. Tra questi ci sono molti dipinti famosi che non sono mai stati esposti (oppure lo sono stati molto tempo fa) nei Paesi Bassi, come “Donna e serva in un cortile” del Museo di Stato dell’Hermitage (San Pietroburgo) e “Cortile di una casa a Delft” della National Gallery (Londra). Si aggiungono inoltre opere in prestito da musei come il Museo Thyssen-Bornemisza (Madrid), la Kunsthaus di Zurigo e la National Gallery of Art (Washington). Tra queste è da segnalare il capolavoro straordinario “Giocatori di carte in un interno” dalla Royal Collection britannica. La mostra include inoltre opere in prestito dalla Mauritshuis, dal Museo Boijmans Van Beuningen, dal Museo di Amsterdam e naturalmente dal Rijksmuseum, che vanta una delle più ampie collezioni di De Hooch al mondo.

“Nel 2019 offriremo a Pieter de Hooch il podio che merita esponendo a Delft i suoi quadri più belli. Le 30 opere esposte offriranno ai visitatori un’opportunità unica per studiare nel dettaglio lo stile e il linguaggio visivo di Pieter de Hooch. È la prima volta che un simile numero di capolavori di De Hooch ritorna nella “sua” Delft, dove quasi 400 anni fa ha raffigurato i cortili e gli interni più belli della città. Diventa così possibile vivere l’atmosfera del XVII secolo tipica di Delft, con edifici e chiese straordinari”.

Janelle Moerman, direttrice del Museo Prinsenhof Delft

Dal 2017, in preparazione alla mostra, sono state realizzate diverse ricerche combinate: ricerche di tipo storico-artistico, sulle tecniche e sui materiali e sugli aspetti topografici dell’opera di Pieter de Hooch, una ricerca in archivio e infine una ricerca storica sulla rivalutazione del pittore. Per queste ricerche il Museo Prinsenhof Delft collabora con il Rijksmuseum, con l’Università TU di Delft, con un archivista e storico dell’arte e uno storico dell’architettura. Nella mostra saranno presentati i risultati delle diverse ricerche, con una descrizione dettagliata nel catalogo dell’esposizione.

La ricerca in ambito tecnico e sui materiali condotta da restauratori e ricercatori del Rijksmuseum si concentra su sei dipinti di Pieter de Hooch provenienti dalla collezione del museo, opere che risalgono al periodo compreso tra il 1650 e il 1670 circa. Per ampliare il gruppo di quadri oggetto della ricerca, sono in fase di studio anche i dipinti del Museo Boijmans Van Beuningen, della Gemäldegalerie der Academie der Bildenden Künste (Vienna), della Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe e di una collezione privata. La ricerca promette di fornire nuovi spunti in ambito storico-artistico, in ambito tecnico e sui materiali dell’opera del pittore di Delft.

http://prinsenhof-delft.nl/en-english

Amsterdam La capitale del Secolo d’Oro

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Amsterdam non è solo la capitale dei Paesi Bassi, ma anche quella del Secolo d’oro nel 1600.

Edifici che si affacciano sui canali, musei pieni di tesori inestimabili, questa è l’essenza della città. Il Diciassettesimo secolo vide Amsterdam emergere come uno dei centri economici e commerciali più prosperosi del mondo. Con il fiorente commercio arrivò anche un maggiore benessere, e di conseguenza fiorirono le arti e le scienze. Amsterdam diventò in breve tempo un vibrante centro di cultura che ancora oggi non ha perso questo fascino. Molti dei risultati di questa fiorente rivoluzione artistica sono proprio i dipinti dei maestri olandesi: la bellezza e la profondità dei ritratti di scene di vita e di persone ammirati ancora oggi.

Rijksmuseum, Amsterdam

Tutti i Rembrandt”, dal 15 febbraio al 10 giugno 2019

“Rembrandt-Velázquezdall’11 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020

350 anni dopo la sua morte il Rijksmuseum di Amsterdam celebra Rembrandt con grandi mostre; Si potrà visitare la più grande collezione di dipinti del pittore in una sola mostra e scoprire perché Rembrandt è ancora oggi uno dei più grandi artisti al mondo durante l’anno tematico Rembrandt e il Secolo d’oro.

Durante la prima metà dell’anno il Rijksmuseum inizia in grande stile con la mostra “Tutti i Rembrandt”, dal 15 febbraio al 10 giugno 2019. Per la prima volta in assoluto il museo mostra contemporaneamente e in una sola mostra tutte le opere di Rembrandt presenti nella sua collezione. Ben 22 dipinti, 60 disegni e 300 stampe da ammirare. Il Rijksmuseum ha la più grande e importante collezione di Rembrandt al mondo. Per questo motivo la mostra “Tutti i Rembrandt” è un’occasione unica per ammirare al contempo i suoi autoritratti intimi, le grandiose scene e straordinari schizzi e per scoprire perché ancora oggi Rembrandt è uno dei maggiori artisti al mondo.

Nell’autunno 2019, dall’11 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 si avrà la possibilità di ammirare le grandi opere dei maestri olandesi e spagnoli del Secolo d’oro durante la mostra “Rembrandt-Velázquez”. Grazie ad una collaborazione unica con il Museo del Prado di Madrid, si potranno vedere per la prima volta dipinti di maestri spagnoli come Velázquez, Murillo e Ribera al fianco dei maestri olandesi Rembrandt, Vermeer e Hals e comprendere le differenze di pensiero tra Spagna e Olanda in ambito di religione, bellezza ed emozioni. Un vero must per gli amanti dell’arte del Secolo d’oro!

www.rijksmuseum.nl

 

Casa Museo di Rembrandt, Amsterdam

“Rembrandt in Paris” fino al 6 gennaio 2019

Ispirati da Rembrandt7 giugno al 1° settembre 2019

“LABoratory Rembrandt” 21 settembre 2019 a febbraio del 2020

Tra le mostre che la Casa Museo Rembrandt propone in occasione dell’anno tematico, ci sarà l’esposizione “Rembrandt in Paris” in corso fino al 6 gennaio 2019, che illustra l’influenza che il maestro olandese ebbe sui pittori francesi dell’avant-garde e dell’Impressionismo.

La rete sociale di Rembrandt, 1 febbraio – 19 maggio 2019

Altra iniziativa del 2019 dedicata a Rembrandt e al Secolo d’oro è la mostra incentrata sulla rete sociale del pittore. In questa esposizione, l’attenzione è rivolta ai contatti dell’artista e al ruolo che svolgevano nell’ambito della sua vita e del suo lavoro. Oltre allo spiccato talento artistico, infatti, Rembrandt possedeva la capacità di mantenere solide relazioni sociali.

Come si addice a chi sa gestire sapientemente numerose conoscenze interpersonali, Rembrandt sfruttò in modo consapevole le sue relazioni sociali allo scopo di trarne vantaggi a livello sia finanziario che artistico.

Grazie alla mostra sarà possibile addentrarsi nella vita sociale di Rembrandt attraverso alcuni ritratti dei suoi conoscenti, come ad esempio l’amico di gioventù Jan Lievens e l’intenditore d’arte Jan Six. Un aspetto sorprendente è lo stile informale dei dipinti, dei disegni e delle stampe, tra cui vi sono opere di Rembrandt raramente o mai esposte prima d’ora in Olanda.   

Dal 7 giugno al 1° settembre 2019 la mostra “Ispirati da Rembrandt” metterà in mostra alcuni dei pezzi più importanti della collezione del museo, tra cui dipinti del maestro olandese e di altri pittori da lui influenzati, come Degas e Picasso.

“LABoratory Rembrandt” si terrà invece dal 21 settembre 2019 a febbraio del 2020 e trasformerà l’atelier dell’artista in un workshop, dove nuovi spunti e studi verranno rivelati riguardo alle sue opere.

https://www.rembrandthuis.nl/en/

 

Archivi Civici Amsterdam

Rembrandt Privé, dal 7 dicembre 2018 – 7 aprile 2019

Chi era l’uomo dietro l’artista? Visitando la mostra Rembrandt Privé, allestita presso l’Archivio Civico di Amsterdam, si possono scoprire aspetti della vita personale del grande maestro della pittura fino ad oggi ancora sconosciuti. Nell’ambito di questa straordinaria esposizione vengono presentati documenti originali del diciassettesimo secolo grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia.

Storie personali di Rembrandt

Rembrandt ha vissuto gran parte della sua vita ad Amsterdam e, oltre a meravigliose opere d’arte, ha lasciato molte tracce negli archivi. Numerosi documenti originali del diciassettesimo secolo sono conservati presso l’Archivio Civico di Amsterdam. Notizie riguardanti il lavoro e i committenti dell’artista, i suoi figli, le donne della sua vita, fino ai problemi economici sono reperibili negli archivi. Si tratta di un vero e proprio tesoro di informazioni che, grazie alle tecnologie moderne, puó finalmente essere condiviso con il pubblico.

Documenti straordinari portati alla luce

I documenti risalenti all’epoca di Rembrandt sono spesso difficili da leggere e da interpretare. Tuttavia, grazie alla tecnologia della realtà aumentata, tali documenti vengono fatti rivivere con l’ausilio di immagini, suoni e opere d’arte provenienti, tra l’altro, dal Rijksmuseum e dalla Casa Museo di Rembrandt. Viene data voce alle persone che raccontano le storie custodite nei documenti. In questo modo la mostra Rembrandt Privé presenta un quadro molto intimo della vita di Rembrandt e illustra fatti tratti dagli archivi, fino ad ora sconosciuti.

www.amsterdam.nl/

 

Museo Nazionale Marittimo

Per tutto il 2019 al Museo Marittimo di Amsterdam si terrà la mostra ‘Dare to Discover’, un’esperienza di realtà virtuale che trasporta i visitatori nella Amsterdam navale del Diciassettesimo secolo, quando i Paesi Bassi erano un’indiscussa potenza mondiale dei mari.

www.hetscheepvaartmuseum.com

Leeuwarden La capitale della Frisia e l’amore nel Secolo d’Oro

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Friesmuseum

Quali erano le usanze in fatto di corteggiamento e matrimonio durante il Secolo d’oro? La mostra “Rembrandt e Saskia: amore e matrimonio nel Secolo d’oro“, allestita presso il Fries Museum di Leeuwarden, dal 24 novembre 2018 fino al 7 marzo 2019, è incentrata sulle usanze legate al matrimonio in uso nel diciassettesimo secolo, dal corteggiamento fino al periodo successivo allo sposalizio. Il filo conduttore dell’esposizione è la storia d’amore tra Rembrandt e la moglie frisona Saskia.

Rembrandt convolò a nozze nel 1634 con Saskia van Uylenburgh, l’amore della sua vita, nella parrocchia di Sant’Anna in Frisia. Probabilmente si trattò di uno sposalizio molto sfarzoso. Gli straordinari oggetti esposti lasciano intuire come si svolgeva un matrimonio dell’alta società nel Secolo d’oro. Ritratti e oggetti personali, quali guanti da sposa, fedi nuziali e un letto del diciassettesimo secolo, raccontano una storia tangibile e personale. La mostra dedica inoltre particolare attenzione alla Frisa, terra natale di Saskia.

Per la mostra il Fries Museum ha appositamente commissionato il restauro di alcuni ritratti di matrimonio, per mettere nuovamente in risalto alcuni dettagli, come ad esempio le fedi nuziali. In quell’epoca, chi se lo poteva permettere, incaricava artisti di dipingere scene del matrimonio come una sorta di reportage. Nell’ambito della mostra è possibile osservare anche alcuni di questi dipinti, dai quali si evince che i matrimoni del diciassettesimo secolo non erano poi molto diversi da quelli odierni.

La vita coniugale del pittore e dell’adorata consorte viene raccontata attraverso disegni che raffigurano momenti di intimità, acqueforti e dipinti di Rembrandt dal contenuto personale. La felicità di Rembrandt e Saskia durò solo dieci anni. Saskia morì infatti di malattia poco prima del suo trentesimo compleanno. Dei quattro figli avuti dalla coppia solo Titus sopravvisse, mentre gli altri morirono poco dopo la nascita, un fatto purtroppo piuttosto normale nel diciassettesimo secolo. La mostra dedica spazio anche a questo tragico aspetto della vita dei due sposi. Lettere, epitaffi e poesie testimoniano in modo commovente il dolore arrecato da tali eventi.

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