Colore, sapore e folklore nella Pasqua ceca

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Tra sacro e profano, le prossime festività sono una prima occasione per una vacanza di primavera in una Repubblica Ceca ora particolarmente verde e accogliente. A risorgere è infatti anche la natura, dopo il letargo invernale. Tradizioni, rituali, mercatini, processioni ma anche passeggiate all’aria aperta che stuzzicano l’appetito, sagre di paese con specialità che inebriano le narici e gustose ricette di stagione che inducono in tentazione…

La quaresima è finita, in tutti i sensi. La Pasqua, soprattutto quest’anno che cade alta, è il via libera per una vacanza in Cechia all’insegna di natura e cultura. Senza prescindere dal culto, le tradizioni pasquali ceche sono uno straordinario mix tra sacro e profano. La Pasqua qui si chiama Velikonoce e rende omaggio alla passione e resurrezione di Cristo, ma dà anche il benvenuto alla primavera. Oggetti-simbolo della Pasqua ceca sono le uova colorate e decorate a mano, ma soprattutto la tipica frusta intrecciata con ramoscelli di salice e nastri variopinti, chiamata pomlazka. La tradizione vuole che a Pasquetta ragazzi e uomini vadano di casa in casa a chiedere un’offerta e colpiscano scherzosamente con la frusta ragazze e donne che, per indurli a smettere, li omaggiano con uova colorate. Qualcuna però non cede al “ricatto” e reagisce versando loro acqua fredda sulla testa. In realtà i colpi di frusta non vogliono essere un atto di violenza, ma al contrario regalare alle donne bellezza e giovinezza per tutto l’anno, o almeno così vuole la tradizione. Un’altra usanza, ancora molto diffusa in certe regioni, è quella dei sonagli di legno. Dal giovedì al sabato Santo i ragazzi girano per le strade facendoli suonare per richiamare la gente in chiesa.
Spendere le vacanze di Pasqua in Cechia significa ammirare la campagna che si veste di nuovo e assistere a rituali di ieri, assaggiare leccornie di stagione, respirare atmosfere intense, approfittare di un vivace calendario culturale, rivivere il passato e godere il presente assecondando il proprio desiderio di sport all’aria aperta o al contrario di relax assoluto…
A contribuire alla nuova, fresca e coloratissima veste di paesi e città sono anche i famosi mercatini di Pasqua, ridondanti di oggetti e prelibatezze tipiche, adornati da alberi addobbati di uova variopinte e cornice di spettacoli, danze e iniziative a tema. I più famosi sono certamente quelli di Praga (7-28 aprile, quello al Castello fino al 5 maggio).
Dopo le penitenze quaresimali, la gastronomia ceca in questo periodo si fa particolarmente tentatrice, con specialità come il beranek (un agnello ricoperto di zucchero o di glassa al cioccolato), la jidase (treccia dolce che simboleggia la corda con cui si impiccò Giuda), il mazanec (piccola pagnotta di pasta lievitata), il pernik (pan di zenzero) e il bozi milosti (che si traduce letteralmente “Grazia di Dio” ed è un dolce fritto e zuccherato). E poiché, come detto, Pasqua è anche un inno alla nuova stagione, in questo periodo in tavola non può mancare il minestrone di verdura primaverile e nella farcitura del pollame sono protagoniste giovani, tenere ortiche.

Non perderti la Danimarca in fiore!

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Metti via sciarpa e cappello… è arrivata la primavera!

Anche se lo spettacolo floreale della primavera varrebbe da solo il viaggio, la Danimarca offre molto altro in questo periodo. Alcune tra le attrazioni più amate stanno per riaprire le loro porte: non solo Tivoli e Bakken (il parco divertimenti più antico del mondo), ma anche il nuovo e divertentissimo parco avventura sugli alberi del Camp Adventure . Fai subito le valigie per godere dello spettacolo da cartolina dei ciliegi in fiore, oppure organizza un viaggio nei prossimi mesi per assistere alla magia della Danimarca che saluta l’inverno!

Lo senti anche tu quel qualcosa di nuovo e bello nell’aria? Colori, profumi, i primi germogli… Sì, la primavera è alle porte!

Non c’è niente di più bello della sensazione di rinascita, di quando le giornate si allungano e il clima diventa sempre più mite, e vedi il mondo attorno a te aprirsi a nuove avventure e brillanti opportunità.

I danesi amano moltissimo la primavera. Dopo un lungo inverno le città prendono vita e i paesaggi si trasformano in una vibrante palette dalle tonalità bellissime. Non stiamo esagerando. E’ proprio così, speciale.

Ma soprattutto non c’è periodo migliore per visitare la Danimarca. Se non ci credi, prova a dare un occhio alle tante cose che puoi fare e vedere in Danimarca in primavera, approfittando magari di uno dei prossimi ponti!

Summer Season at Tivoli Gardens

Certo, lo sappiamo. Tecnicamente stiamo parlando della stagione estiva ai Giardini di Tivoli, ma tutto prende il via in primavera, quando l’iconico parco danese apre le sue porte per la nuova stagione, il 4 aprile. Dopotutto, il Tivoli è una delle attrazioni top della Danimarca, quindi è comprensibile volerselo godere il più possibile.

Con giardini bellissimi, attrazioni e giostre divertenti, per non parlare della Food Hall, il parco Tivoli è assolutamente un must. Non ci si annoia mai, tra divertimenti, musica dal vivo e performance, e con le giornate che si allungano è ancor più piacevole stare seduti all’aperto e rilassarsi nei tranquilli giardini, proprio nel cuore di Copenaghen.

Cherry Blossom in Copenhagen

Ciliegi in fiore!

Non c’è niente di più primaverile di un’esplosione di fiori di ciliegio color rosa brillante. Ci sono molti luoghi in Danimarca dove poter ammirare questi bellissimi fiori. Oltre al Tivoli ti consigliamo anche il meraviglioso viale Bispebjerg Kirkegård, quando i rami carichi di fiori si intrecciano come a creare un tunnel, rosa intenso, sotto cui passeggiare.

 

Sempre a Copenaghen c’è il Parco Langelinie sull’acqua. Lì i fiori di ciliegio spuntano un po’ più tardi rispetto a quelli di Bispebjerg e puoi anche goderti l’annuale Sakura Festival, il 28 e 29 aprile, dove l’Est incontra l’Occidente. Un altro punto di grande interesse è il Giardino Botanico, che vanta un’incredibile varietà di piante e fiori e un eccellente museo. Fuori Copenaghen, la piazza Fredens Torv a Aarhus merita una visita per i suoi alberi in fiore.

Bakken Amusement Park in Denmark

A soli 10 km a nord di Copenaghen si trova Bakken, il parco divertimenti più antico al mondo, attivo da oltre 400 anni. Nascosto nel parco dei cervi e a due passi dalla costa, Bakken è chiuso durante i mesi invernali, mentre con l’arrivo della bella stagione questo straordinario parco divertimenti prende vita con intrattenimenti per tutta la famiglia, tra giostre, concerti e perfino montagne russe in legno. Inoltre potrai approfittarne per fare un giro in carrozza trainata da cavalli nei suggestivi boschi che circondano il parco. Un luogo davvero incantevole! (Apertura il 12 aprile)

Camp Adventure

Il 31 marzo, aprirà in Danimarca la nuova e attesissima torre di controllo, il più grande parco avventura sugli alberi. Situato a Gisselfeld Klosters Skove, a circa un’ora da Copenhagen, il Treetop Experience porta i visitatori verso altezze mai raggiunte prima, con l’aiuto di una passerella lunga 900 metri e una torre centrale alta 45 metri. Il percorso, che parte dal suolo della foresta attraverso le cime degli alberi, culmina in una straordinaria vista a 360° del tipico paesaggio collinare della Zelanda.

Camp Adventure ha pensato anche ai visitatori avventurieri in cerca di nuove sfide. Il parco aprirà anche questa primavera, con 10 corsi di arrampicata che si svilupperanno sia dentro, fuori che intorno al bosco. I corsi sono  rivolti a persone di tutte le età e tutti i livelli di esperienza. Nemmeno la paura delle altezze vi fermerà!

Statue of H.C. Andersen in Odense

Hans Christian Andersen è il famoso scrittore danese di fiabe che ha catturato la nostra immaginazione e riscaldato i nostri cuori per decenni, non ha davvero bisogno di presentazioni. Ma lo sapevi che il 2 aprile è il compleanno di Andersen?

Perché non festeggiare dunque questo giorno speciale con un viaggio nella sua città natale, Odense? Sull’isola di Fionia, Odense è la terza città più grande della Danimarca, sempre più dinamica e ricca di attrazioni ed eventi.

Da non perdere la visita alla casa natale del festeggiato e alla piccola casa d’infanzia, dove H.C. Andersen visse con i suoi genitori dai 2 ai 14 anni, diventata museo nel 1930. La casa presenta stanze molto umili a cui sono legati i ricordi più cari della sua infanzia. Vi troverai forse ispirazione anche tu come Andersen per creare storie così meravigliose…?

Aarlborg Carnival

Per chi ama le feste e gli street party, il Carnevale di Aarlborg è davvero il top.

Aalborg è la quarta città della Danimarca e il suo è il carnevale più grande del Nord Europa, un vero e proprio evento internazionale che mette in mostra le diverse tradizioni carnevalesche di tutto il mondo. Si inizia venerdì 18 maggio con la sfilata che dà il via a una settimana ricca di attività e intrattenimenti. Lì vedrai oltre 60.000 “carnevalisti” sfilare alla Grande Parata e oltre 100.000 spettatori, in una magnifica ondata di colori e creatività.  Ti assicuriamo che sarà un’esperienza davvero unica!

Nasce in Olanda la Dutch Tulip Vodka: una vodka fatta con bulbi di tulipano

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L’elenco delle cose da cui è possibile fare la vodka è lungo: dopo patate e cereali, ora è ancora più lungo, grazie a un imprenditore olandese. E con quali ingredienti si poteva pensare di distillare una nuova vodka, in Olanda? Con bulbi di tulipani, ovviamente! Il creativo dietro questa creazione è Joris Putman, un ex attore bambino di 34 anni, che sta ancora cercando la sua vera vocazione. Putman ha associato la sua bevanda preferita al fiore che rappresenta per eccellenza il suo Paese, così è nata la prima Dutch Tulip Vodka, prodotta da una distilleria fondata ad hoc, la Clusius Craft Distillers.

 

La produzione inizia nel 2017 e l’ingrediente principale è proprio quel bulbo di tulipano creato durante l’impero ottomano, introdotto nei Paesi Bassi nel XVI secolo. Carolus Clusius, medico e botanico, coltivò il fiore esotico nel giardino che curava all’Università di Leida. Quando i ladri rubarono e vendettero bulbi dal suo giardino, inavvertitamente avviarono quella che sarebbe presto divenuta la “bolla dei tulipani”, ovvero la prima bolla speculativa dell’economia moderna. E da Clusius prende il nome la distilleria di Joris Putman che produce la Dutch Tulip Vodka, ovvero vodka da bulbi di tulipano fermentati.

 

Due le varietà di vodka prodotte: la Tulip Vodka Pure è interamente realizzata con acqua e bulbi di tulipano, ben 350 a bottiglia per la precisione. La seconda, la Premium Blend, è combinata con germi di grano e contiene circa 40 bulbi. La Vodka Pure costa € 295, la Premium ovviamente molto meno (€ 48). Le incredibili e inattese note floreali sono incluse nel prezzo.

 

Sostenibilità

Clusius Craft Distillers contribuiscono a un futuro più sostenibile favorendo per prima cosa la crescita dell’agricoltura biologica nel settore dei tulipani olandesi. Come in ogni settore agricolo, dalla coltivazione dei tulipani genera una grande quantità di eccedenze, se non tutti i bulbi di tulipano riescono ad essere venduti al giusto prezzo dopo il raccolto.

 

È tutta una questione di tempistica: “Non produciamo vodka dai rifiuti ma evitiamo gli sprechi”

 

Queste eccedenze costituiscono uno spreco se non possono essere vendute o messe a frutto. Il rischio è addirittura maggiore quando si parla di agricoltura biologica, poiché evitando l’uso di pesticidi, i bulbi non possono essere conservati per molto tempo. Inoltre, l’agricoltura biologica aumenta la possibilità che i fiori nascano con delle forme strane, proprio come succede in natura. Rispetto al commercio di fiori, in cui i tulipani difettosi sono inutilizzabili, per la produzione di vodka non importa se il bulbo dà vita ad un gambo curvo: l’importante è che non sia stato usato alcun pesticida per produrre questi bulbi di tulipano.

 

https://clusiuscraftdistillers.com

Giornata Mondiale della Poesia: a Modena il Festival dedicato il 21 promuove letture nei bar e nelle osterie di tutto il territorio

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In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, giovedì 21 marzo, il Poesia Festival propone letture di versi – a cura di poeti, docenti e scrittori – in numerosi bar, osterie ed enoteche dei nove comuni della provincia di Modena coinvolti nella manifestazione che, quest’anno in settembre, giungerà alla sua quindicesima edizione

Modena, 18 marzo – “Sarebbe, probabilmente, piaciuta molto a Charles Bukowski questa scorribanda poetica nei bar e nelle osterie (ma anche nei ristoranti e nelle pasticcerie), questo modo di far risuonare i versi in luoghi così insoliti e inusuali per la poesia, ma così densi di una socialità feriale, quotidiana, comune“. Così Roberto Alperoli, direttore del Poesia Festival dell’Unione Terre di Castelli, in provincia di Modena, commenta l’iniziativa pensata per giovedì 21 marzo, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia. La manifestazione – che quest’anno in settembre giungerà alla sua quindicesima edizione – propone un modo festoso e antiretorico, dirompente e trasgressivo di celebrare l’importante appuntamento: portare i versi dove non ce lo aspettiamo, fuori da teatri, scuole, sale civiche e biblioteche, piazze e piazzette. Propone di portare la poesia nei bar, nei ristoranti e nelle osterie della provincia di Modena, con letture e brindisi in tutto il territorio del Festival, ovvero i Comuni di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano e Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e Castelfranco Emilia. Tutte le letture – a cura di poeti, scrittori, traduttori e docenti – come, tra gli altri, Alberto Bertoni, professore di Letteratura italiana contemporanea nell’Università di Bologna, inizieranno alle ore 18 
alle 18,30 ci sarà un brindisi collettivo alla poesia.

Un modo per incontrare, per andare a cercare un pubblico nuovo, di non addetti ai lavori, magari lontano dai versi ma non per questo disinteressato – prosegue il direttore del Poesia Festival Roberto Alperoli – Negli spazi dove vive una socialità elementare, magari rustica ma “naturale”, permanente, fatta di abitudini e consuetudini. E forse sarebbe piaciuto anche al Professor John Keating dell’Attimo Fuggente. Anche noi, come lui, ci ostiniamo a credere che “qualunque cosa si dica in giro, poesia e musica possono cambiare il mondo”. Sicuramente possono ingentilirlo, come sempre fa la bellezza“.

In serata poi, presso la Biblioteca di Vignola, in provincia di Modena, a partire dalle ore 21.00 avrà luogo “La polvere è per strisciare, per volare è il cielo. Voci da Spoon River”: recital con voce di Maurizio Cardillo accompagnato al sintetizzatore da Paolo Falasca. A seguire Antonio Tavoni, voce e chitarra, Enrico Pasini, tromba e armonium proporranno “Non al denaro non all’amore né al cielo”: rivisitazione in chiave alt-folk del disco che ha messo in contatto poesia e canzone.

Da ricordare poi che giovedì 21 marzo scade il Bando di gara della prima edizione del Premio di Poesia Under 35 Terre di Castelli, promosso dal Poesia Festival e dal Premio di narrativa Zocca Giovani con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna. Per informazioni e iscrizioni: direzione@poesiafestival.it.

L’iniziativa è realizzata da Poesia Festival grazie al sostegno di Unione Terre di CastelliFondazione di Vignola Regione Emilia Romagna.

 

Per ulteriori informazioni: 

www.poesiafestival.it

In bicicletta alla scoperta del Parco De Hoge Veluwe

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1800 bici bianche a noleggio gratuitamente

Paesaggio naturale: vario, vasto, raro e accessibile

Il parco De Hoge Veluwe è il parco nazionale più grande d’Olanda, situato nella parte settentrionale della regione del Veluwe, vicino ad Arnhem. Il modo migliore per poterlo visitare è in bicicletta, sia con la propria che con quelle bianche messe a disposizione per il noleggio dal parco, percorrendo oltre 40 chilometri di itinerari prestabiliti. Lungo la strada è possibile ammirare il paesaggio, dalle foreste di conifere e brughiere, fino alle distese di sabbia, e con un po‘ di fortuna ci si può imbattere anche nella fauna locale: cervi, cinghiali e caprioli.

Arte e architettura di alto livello

Il parco è parte dell’eredità culturale lasciataci all’inizio del XX secolo dai coniugi Anton ed Helene Kröller-Müller, il cui obiettivo era unire l’arte e la natura in un unico spazio-concetto. Il loro Giardino delle Sculture ne è esempio perfetto: qui si possono osservare opere d’arte eccezionali all’intero dell’ambiente naturale del parco, che copre oltre 25 ettari, con più di 160 sculture di artisti come Auguste Rodin e Henry Moore.

 

Il Museo Kröller-Müller, anch’esso all’interno del parco, è il risultato del lavoro di una vita dei due coniugi, che acquistarono oltre 11.500 opere d’arte, dando così vita a una delle collezioni private più vaste del XX secolo, nonché la seconda più grande al mondo per le opere di Vincent van Gogh, di cui sono infatti esposti 90 dipinti e più di 180 schizzi preparatori. Inoltre, il museo ospita anche opere di famosissimi maestri dell’arte moderna, tra cui Claude Monet, Georges Seurat, Pablo Picasso e Piet Mondriaan. Vengono anche organizzate mostre temporanee, che illustrano le recenti novità e le ultime tendenze del mondo dell’arte.

 

Le bici bianche del parco

Le „White Bikes“, le biciclette a noleggio, sono parte integrante del parco De Hoge Veluwe: possono essere utilizzate gratuitamente dai visitatori, che sono così liberi di muoversi all’interno del parco. Ci sono in totale 1.800 White Bikes a disposizione, distribuite tra i vari punti di deposito, ad esempio presso il Kröller-Müller Museum o nei pressi delle varie entrate principali. Sono disponibili anche biciclette per i bambini.  

Le biciclette sono state progettate con la collaborazione dell’ex ciclista professionista Jack van der Slikke e propongono un design tradizionale, alleggerendosi di ogni accessorio superfluo e rendendole quindi facili e leggere da utilizzare.

https://hogeveluwe.nl

 

LocHal è il “nuovo salotto” di Tilburg L’ex sala delle locomotive rinnovata

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Qui una volta sorgeva uno spazio-officina con pareti alte fino a 18 metri, dove le locomotive venivano riparate: era il 1932. Dal 2019 LocHal Tilburgs è il “nuovo salotto” della cittadina del Brabante Settentrionale, al cui interno si trovano la biblioteca pubblica Midden-Brabant e altri servizi.

 

L’edificio storico ospita infatti una moderna biblioteca pubblica, il Centro per la Cultura e le Arti (Kunstloc Brabant), una sede dell’Ufficio regionale (Brabant C) e una serie di spazi di co-working prenotabili (seats2meet). La caffetteria comprende il bar con piastrelle di ceramica rosso, marrone e oro e il logo LocHal in neon. Sono state riutilizzate in parte le strutture che permettevano di muovere le locomotive: oggi – grazie a una serie di assi e contrappesi – un grande tavolo può diventare una piattaforma o una passerella, con le scale adiacenti a fare da tribuna. Il design dello spazio corrisponde all’idea di uno spazio di lavoro aperto, cooperativo e produttivo: il LocHal stesso è la locomotiva. Un edificio come motore per l’innovazione, dove l’azione comune è la via del futuro.

 

Il rinomato studio Mecanoo architecten ha realizzato gli interni della biblioteca. Le biblioteche e gli ambienti di apprendimento innovativi sono infatti una parte importante dell’ampia opera di Mecanoo, come la biblioteca della Delft University of Technology (1997) e la Library of Birmingham (2013).

 

LocHal, Burgemeester Brokxlaan 1000, 5041 SG Tilburg

 

Ulteriori informazioni: https://lochal.nl/ (olandese); informazioni generali su Tilburg: https://www.visitbrabant.com/en

EXbunker Exhibition Bunker della Seconda Guerra Mondiale ora galleria d’arte

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Nel Wilhelminapark a Utrecht esiste un vecchio bunker della Seconda Guerra Mondiale, oggi riconvertito in spazio espositivo, che ha preso il nome di EXbunker. Ogni mese vi si tengono mostre di arte, performance, installazioni e altre attività d’intrattenimento.

 

La storia

Il bunker era una costruzione in cemento armato, a prova di bomba, adatta a contenere fino a sei persone. Venne edificato nell’ala ovest del Wilhelminapark nel 1943, durante l’ultimo programma di costruzione di bunker, occupando una larga zona del parco e stagliandosi con la sua considerevole mole. Le pareti del bunker sono tutte finite uniformemente, con l’eccezione del muro ad ovest, ricoperto da uno strato più grezzo di cemento, quasi squamato, forse con l’obbiettivo di renderlo meno visibile alla vista, tra le fronde degli alberi del parco. L’accesso al bunker è proprio tramite questa parte ed è direttamente collegato alla strada. Dopo ricerche e misurazioni dettagliate, il bunker nel Wilhelminapark è stato catalogato del tipo 682, un modello molto raro, di cui è l’unico esemplare in Olanda.

 

L’offerta espositiva

Significato storico: si presume che questo bunker sia stato costruito in una foggia originale perché considerato un Commando Bunker, ovvero un bunker di particolare importanza strategica e di grandi dimensioni.

Posizione: al confine con il Wilhelminapark.

Finitura: la parte anteriore è dotata di uno strato di cemento squamoso, destinato a favorirne la mimetizzazione nell’ambiente.

Stato: la costruzione è completamente integra.

 

Il monumento

Il bunker è stato aggiunto dal Comune di Utrecht all’elenco dei monumenti, a causa della sua costruzione particolare e della sua riconoscibilità.

 

Ora in esposizione: “The Last Goodgirl” di Daantje Bons

Dal 2 al 31 marzo “The Last Goodgirl” sarà la mostra in esposizione all’interno delle pareti dell’EXbunker. È il racconto di una giovane donna che non ha ancora gettato la sua sessualità. Viene definita un’esemplare raro, l’ultima brava ragazza rimasta. Ha rispetto di sé, è obbediente e non deve essere censurata perché le sue intenzioni non sono mai volgari. È protetta dal mondo esterno che potrebbe disturbare la sua purezza ed al sicuro all’interno delle mura dell’EXbunker.

L’estetica giocosa e dolce di Daantje Bons attira l’attenzione, ma i contrasti che accompagnano fanno sì che queste immagini restino impresse nella mente. Il valore concettuale del suo lavoro non può essere messo in dubbio dopo la sua vasta formazione: prima all’accademia d’arte SISA ad Anversa e poi alla prestigiosa scuola d’arte AKV-St Joost a Breda. Il suo lavoro è al giorno d’oggi femminista, nel senso che modella la femminilità a modo suo, con umorismo e una dose di provocazione.

Il lavoro di Daantje Bons è stato precedentemente pubblicato su De Volkskrant e NRC Handelsblad. A livello internazionale, il suo lavoro è stato pubblicato su varie riviste ed edizioni online come The Huffington Post, IGNANT, ID Magazine, VOGUE Italia, Kurier, FRAME Magazine e Refinery29.

 

www.daantjebons.com

 

http://exbunker.nl/en

Dordrecht e il Secolo d’Oro olandese: la città culla dei Paesi Bassi

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Il Secolo d’Oro olandese nel XVII secolo, è stato un periodo di grandissimo rilievo per la storia dell’Olanda. Le più ricche città del Paese erano quelle che commerciavano e avevano contatti in tutto il mondo: la loro storia è oggi riconoscibile nel paesaggio urbano. In occasione dei 350 anni dalla morte di Rembrandt, l’Ente Nazionale Olandese per il Turismo e Congressi si pone l’obiettivo di valorizzare storia ed elementi distintivi del Secolo d’Oro.

La “culla” di questo periodo di prosperità fu proprio la città di Dordrecht, poiché in questa cittadina a sud del Paese il Secolo d’Oro ebbe inizio all’alba del XIV secolo, quindi molto prima rispetto al resto dell’Olanda. Correva l’anno 1572 quando la città fu palcoscenico della nascita dell’Olanda come la conosciamo ora, allorché i rappresentanti dei sette dipartimenti dei Paesi Bassi si riunirono nella “prima assemblea degli Stati Liberi”, che si riunì presso „Het Hof van Nederland“ (la Corte d’Olanda). Questo incontro diede slancio allo sviluppo che caratterizzò il periodo successivo e di conseguenza avviò la crescita dell’Olanda attraverso l’innovazione, il commercio, l’immigrazione.

Al Museo di Dordrecht di potrà visitare fino a maggio 2019 una mostra dal titolo „Werk, bid & bewonder“ (“Lavora, prega e ammira” ), dedicata proprio al Secolo d’Oro. Una particolarità di questo periodo fu che i maggiori rappresentanti dell’elite politica e sociale erano calvinisti, per i quali austerità, semplicità e parsimonia rappresentavano i valori più alti. Allo stesso tempo fiorirono l’arte e il commercio e una grande ricchezza si diffuse in tutte le classi sociali, anche in quelle non altissime. La mostra presenta come questi due poli – apparentemente – opposti, sono riusciti a convergere nel 17esimo secolo.

Dordrechts Museum, Museumstraat 40, 3311 XP Dordrecht, Mostra „Work, pray & admire“, fino al 26 maggio, dal martedì alla domenica dalle 11 alle 17; biglietto per adulti 15 Euro, studenti 6 Euro, bambini (fino ai 18 anni compresi) gratis. Ulteriori informazioni possono essere trovate sul sito della mostra: https://www.dordrechtsmuseum.nl/english/ (in inglese)

Praga, Brno e Ostrava: Happening Cities. Le città-palcoscenico dove vivere il cambiamento.

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Sono le grandi città che pulsano di vita, sempre al passo coi tempi. Ospitano grandi eventi, tengono a battesimo le nuove mode e riconvertono quartieri interi al servizio dei giovani e della loro creatività.
Vetrine e fucine al tempo stesso, paradiso pulsante per un pubblico giovane, e non solo all’anagrafe. Un tris perfetto, alla scoperta di Boemia, Moravia e Slesia up-to-date.

Sono le Happening Cities della Repubblica Ceca, le “nuove” destinazioni di un turismo fresco, curioso, partecipe cui testimonianze e cimeli del passato non bastano più. Un turismo giovane dentro, che cerca una cultura a tutto tondo, non solo relegata al passato, ma specchio del presente, alternativa e coraggiosa. Praga, Brno e Ostrava offrono luoghi dove restare sempre connessi, e non solo grazie al wi-fi, con eventi e performance estemporanee di giorno come di notte. Sono qui, accanto a un patrimonio storico indiscutibile e dal fascino intramontabile, le nuove piattaforme della creatività, dalla street art al design di ultima generazione, dall’anima locale a quella multiculturale, dall’espressione individuale al co-working.

Praga
Al di là del Castello, del gotico Ponte Carlo, delle chiese e cattedrali, delle tracce dell’era imperiale di Carlo IV e di quella asburgica, ma anche del regime e del post-comunismo c’è un’altra Praga, in continua evoluzione, dove tutto accade, nasce e si trasforma. Vedere per credere all’Art District 7, moderno polo culturale e artistico disseminato di gallerie, musei, teatri, cinema, club, laboratori, studi multimediali e spazi creativi per ogni espressione artistica, soprattutto quelle alternative e anticonformiste. Tra i suoi fiori all’occhiello, il Metronomo, il centro d’arte moderna DOX, il Mercato di Praga con il Porto di Holesovice, il Palazzo Fieristico con la Galleria Nazionale, il polo creativo Vnitroblock e il cinema OKO.

Brno
Storia ma anche arte ed estro sono le carte vincenti di Brno, capoluogo della Moravia, tra le Città Creative selezionate dall’Unesco. Qui è fervida la produzione moderna in architettura, arte e design. Tra le meraviglie da non perdere in città, l’ineguagliabile Villa Tugendhat, capolavoro funzionalista dell’architetto tedesco Ludwig Miese van der Rohe, che –seguita da altre opere nello stesso stile- all’epoca segnò un salto in avanti nel tempo.
Oggi la città è costantemente un passo avanti, almeno nella zona chill-out di piazza Jakubske, popolata di caffè, bar e locali dallo stile e dalle atmosfere originali. Anche dal punto di vista gastronomico, Brno è considerata un tempio delle sperimentazioni, con una scelta vastissima di ristoranti, bistrot, taverne ed enoteche moderni e curiosi.

Ostrava
Terza città per grandezza del Paese, dopo Praga e Brno appunto, Ostrava è la capitale dell’archeologia industriale ceca, candidata all’iscrizione nella lista dell’UNESCO. I siti minerari e metallurgici del XIX secolo sono stati riconvertiti nell’ottica del design e della didattica, conferendo alla città un volto moderno. Ostrava, un tempo grigia (per le ciminiere) e oggi decisamente cool, vanta un centro piacevole, con una piccola ma vivace movida, locali alla moda, indirizzi di tendenza, festival musicali e culturali di respiro internazionale. Anche i siti minerari Landek Park e Dolni Vitkoviche non sono semplici musei, ma centri pulsanti di musica, creatività e divertimento. La Bolt Tower, che sorge là dove c’era una fornace, svetta su un vasto sito metallurgico dismesso e dietro la sua teoria di luci al neon, nel punto più alto ospita un design caffè panoramico.

Nuovo campeggio sostenibile a Rotterdam: il sonno elevato a fenomeno architettonico

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Dormire è un bisogno primario. Dormire bene è indice di benessere e buona salute. Dormire in un contesto originale e unico al mondo è un’esperienza indimenticabile. Questo è quanto promette il Culture Campsite sostenibile (traducibile con “campeggio culturale”, il che è già una professione d’intenti) di Delfshaven, collocato a dieci minuti dal centro di Rotterdam e a breve distanza dal fiume Maas, che verrà inaugurato ad aprile 2019.

 

È un campeggio, ma le tende sarebbero troppo banali. È un campeggio, ma dimenticatevi docce in comune e camper con la veranda. Perché al Culture Campsite si dorme in quelli che non a caso vengono denominati “oggetti architettonici”, ovvero spazi progettati da artisti vari, designer e architetti, seguendo tutti i criteri di eco-sostenibilità e riciclaggio, circondati da rigogliose piante. Le  12 strutture che compongono il Culture Campsite, che possono accogliere da due a quattro ospiti, hanno ognuna il proprio carattere e sono completamente diverse una dall’altra: si va dallo Sleeping Pod (una sorta di capsula in materiale plastico riciclato, sospesa in alto) al Val Ross (somigliante a una navicella spaziale, come quella dei primi astronauti, con un letto al posto della strumentazione di volo e dei sedili di comando) all’Icosaedro (appunto, un icosaedro, ovvero un poliedro con 20 facce, una delle quali permette di entrarci dentro). Per tranquillizzare i campeggiatori classici, sono comunque disponibili una sala comune e docce/WC.

 

Il Culture Campsite è un’evoluzione del concetto ormai diffuso di Glamping, ma declinato in modo da rappresentare un’esperienza straniate, un dialogo tutto da sperimentare tra visitatore, arte e architettura. A pochi passi dal centro di Rotterdam.