Sfilata di gondole a Giethoorn: il villaggio senza strade in festa

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Come ogni anno, l’ultimo sabato del mese di agosto, il famoso “villaggio senza strade” di Giethoorn, nella provincia orientale dell’Overijssel, ospita la competizione “Gondelvaart”, una sfilata di gondole decorate ognuna con un proprio tema. Durante la stessa settimana vengono inoltre organizzati numerosi eventi che ravvivano la cittadina e accrescono la fama regionale e nazionale dell’evento che attira ogni anno più di 10,000 visitatori.

 

“Gondelvaart Giethoorn” è una cornice di case, giardini e ponti illuminati ed una sfilata di gondole vivacemente decorate, alcune trainate anche dai più giovani, immerse in un vario programma di musica ed intrattenimento.

 

Quest’anno la sfilata avrà luogo sabato 25 agosto alle ore 20:00 e partirà da via Maaiensteeg. Tuttavia, la cittadina sarà già attiva dalle ore 16:00, quando intrattenimenti vari inizieranno ad animare il centro. Questo è il momento più bello per godersi la cittadina e fare una passeggiata lungo i suoi numerosi canali, godendosi l’atmosfera suggestiva dell’apertura dell’evento. Dalle 18:00 in poi, il programma si infittisce e saprà mettere di buon umore tutti i presenti, con performance di musica live presso i ristoranti pronti ad accogliere i clienti per cena, prima che la gara inizi. Le gondole partiranno alle 20:00 da via Maaiensteeg nella zona Sud di Giethoorn e attraverseranno i canali del villaggio fino a raggiungere, intorno alle 23:00, il punto di arrivo: Binnenpad 5.

 

L’evento è una celebrazione storica che risale agli inizi del XX secolo, quando, in occasione del primo giorno di scuola, i bambini andavano a lezione travestiti a bordo di barche illuminate. Nel 1929 i canali vennero dragati e un anno dopo la sfilata di gondole divenne una competizione tra gli abitanti del villaggio. Fu così che nacque questo evento di ricorrenza annuale.

 

La cittadina di Giethoorn, con i suoi canali, rappresenta il rapporto indissolubile dell’Olanda con l’acqua: da secoli infatti gli olandesi convivono e lottano contro l’acqua. Questo legame fondamentale lo ritroviamo nella campagna “Olanda, terra d’acqua” ideata dall’Ente Nazionale Olandese per Turismo e Congressi (NBTC). Sul sito www.holland.com/olanda-terra-dacqua, i visitatori possono trovare informazioni su tutte le attrazioni che hanno come protagonista l’acqua, dai mulini secolari fino alle moderne opere d’ingegneria idraulica.

 

Tariffe

 

Fino ai 3 anni: GRATIS

Dai 4 ai 12 anni: € 2 a persona

Dai 13 anni in su: € 5 a persona

 

I biglietti d’ingresso, accompagnati da un opuscolo dell’evento, sono acquistabili direttamente sul posto.

 

http://www.gondelvaartgiethoorn.nl/

Il campionato delle sculture di sabbia per la prima volta in Olanda

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Il Campionato Mondiale delle Sculture di Sabbia 2018 (The Sand Sculpting World Championship) si terrà quest’anno a L’Aia nella centralissima via “Lange Voorhout”. Qui i visitatori avranno l’occasione di ammirare fino al 19 agosto i capolavori di sabbia creati da 9 grandi artisti internazionali. Ad ospitare questo campionato che si tiene ogni 3 anni, è stata scelta per la prima volta una città olandese, in occasione dei festeggiamenti dei 200 anni della località balneare di Scheveningen, la rinomata spiaggia de L’Aia.

 

Le sculture saranno 9, con un’altezza che va dai 4 ai 5 metri e realizzate con ben 40.000 kg di sabbia, create da 9 artisti selezionati dalla World Sand Sculpting Academy WSSA. Ogni artista seguirà il proprio disegno, basandosi sul tema centrale “200 anni di mare, sabbia e …”, ma oltre al tema dell’anno, gli artisti avranno anche la libertà di dare sfogo alla propria fantasia, inventiva e creatività. Ogni scultura avrà pertanto la propria storia da raccontare.

Gli artisti provengono dal Giappone, Gran Bretagna, Canada, Irlanda, Italia, Messico, Repubblica Ceca, Singapore e Stati Uniti.

Le sculture potranno essere visitate gratuitamente fino al 19 agosto, sia di giorno che di sera, quando le creazioni verranno illuminate da grandi artisti della luce.

 

Per chi poi desiderasse sapere di più sulla storia dell’evento e sugli artisti partecipanti, verranno effettuati dei tour guidati su richiesta. Il costo è di €6 a persona per gli adulti e €3 per i bambini dai 6 ai 12 anni. La quota minima per poter organizzare il tour è di €24, dunque il prezzo a persona si alzerà se non verranno raggiunte le 4 persone. Il tour può avere un massimo di 15 partecipanti; in caso di gruppi più numerosi, verranno messe a disposizione più guide.

 

200 anni di spiaggia

Circa 200 anni fa Jacobus Pronk costruì il primo stabilimento balneare di Scheveningen, una piccola costruzione in legno contenente quattro vasche con acqua di mare. Ciò fece di Scheveningen la prima stazione balneare nei Paesi Bassi. L’intera città festeggerà quest’anno con festival, mostre e spettacoli ed eventi importanti quali l’arrivo della gara velica internazionale Volvo Ocean Race e il Campionato delle Sculture di Sabbia. Per il programma degli eventi consultare il sito www.feestaanzee.nl

 

www.zandsculpturendenhaag.nl

 

La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. “Printing Revolution 1450-1500”, dal 1 settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana

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La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. “Printing Revolution 1450-1500”, dal 1 settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana
La mostra documenta l’impatto della rivoluzione della stampa sullo sviluppo economico e sociale della prima Europa moderna. Un percorso di scoperta attraverso strumenti digitali e metodi di comunicazione innovativi, che permettono di documentare e rendere accessibili decine di migliaia di dati raccolti da un ampio network internazionale – coordinato dal progetto 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford – in anni di rigorose ricerche

Un’invenzione non è una rivoluzione, ma solo l’inizio di un percorso. La stampa con blocchi di legno debuttò in Cina nel IX secolo; 400 anni dopo, la stampa a caratteri mobili di metallo cominciò a essere usata in Corea, ma fu in Europa che la stampa divenne una rivoluzione, perché è qui che modificò radicalmente la vita di ogni giorno. Fino al 1450 circa i libri erano scritti a mano, ma nel 1455 venne stampata la Bibbia di Gutenberg a Magonza, cambiando la società per sempre. Nei 50 anni successivi milioni di libri a stampa circolarono in tutta Europa, mezzo milione di essi sopravvive ancora oggi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Una ricerca ha rintracciato 50mila di questi libri sparsi oggi tra 360 biblioteche europee e americane con la collaborazione di oltre 130 editors.

Dai dati raccolti durante la ricerca nasce la mostra “Printing Revolution 1450-1500. I 50 anni che hanno cambiato l’Europa”, che verrà presentata dal 1 settembre 2018 al 7 gennaio 2019 al Museo Correr di Venezia, con una sezione alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (qui fino al 30 settembre). L’esposizione è il risultato di un grande progetto di ricerca europeo che usa i libri come fonte storica: basato all’Università di Oxford, alla British Library, a Venezia, e finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, il 15cBOOKTRADE applica le tecnologie digitali alle fonti storiche ampliando la capacità di comprendere la rivoluzione della stampa: è diretto dall’italiana Cristina Dondi, professoressa del Lincoln College di Oxford, che è anche curatrice di questa mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – Biblioteca del Museo Correr, la Biblioteca Nazionale Marciana e in partnership con Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Venice in Peril, l’Ambasciata d’Italia a Londra, Fedrigoni, la Fondazione Giorgio Cini, e la Scuola Grande di San Rocco.

Attraverso una decina di sezioni, l’esposizione mette in evidenza come nel 1500 in Europa ci fossero milioni di libri, non solo per le élite, come comunemente si ritiene, ma per “tutti”, con una vasta produzione per la scuola. La rivoluzione della stampa è una delle colonne portanti dell’identità europea perché si è tradotta in alfabetizzazione diffusa, promozione del sapere, formazione di un patrimonio culturale comune. In quei primi decenni (dal 1450 al 1500) la stampa coincise con la sperimentazione e l’intraprendenza. I libri a stampa furono il prodotto di una nuova collaborazione tra diversi settori della società: sapere, tecnologia e commercio. Anche la Chiesa comprese immediatamente l’enorme potenzialità dell’invenzione e ne divenne precoce promotrice. Le idee si diffusero veloci come mai prima. Ora si è in grado di tracciarne la circolazione seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.

Il 15cBOOKTRADE è il primo progetto ad aver pensato e realizzato la visualizzazione scientifica del movimento dei libri attraverso lo spazio e il tempo. L’équipe – composta da quasi tutti ricercatori italiani, nonostante la sede sia a Oxford – da anni mappa la diffusione e l’uso dei libri pubblicati agli albori della stampa nella seconda metà del Quattrocento, i cosiddetti incunaboli: a oggi ha coperto il 10% del mezzo milione di volumi sparsi in circa quattromila bibliotece europee e americane. Il risultato di questo lavoro è un enorme database che traccia la circolazione dei libri, le loro rotte e i loro possessori fra Europa e Stati Uniti, attraverso i secoli: basta inserire nel software il titolo di un libro e sullo schermo compare su mappa tutto il suo percorso, dal luogo in cui fu stampato a quello in cui ora si conserva; oppure, inserendo il nome di un possessore sullo schermo compaiono simultaneamente i tragitti di tutti i libri che possedette, che ricostruiscono virtualmente la sua biblioteca.

“Ogni libro racconta una storia che va al di là delle parole che si leggono in esso: storie delle persone che l’hanno usato, delle annotazioni e disegni lasciati nei margini. Se un libro racconta una storia, migliaia di libri fanno la storia – spiega Cristina Dondi, direttrice del progetto 15cBOOKTRADE e curatrice della mostra – Nei loro 500 anni di storia gli oltre 50 mila libri che abbiamo analizzato hanno circolato in tutto il mondo, disseminando tracce del loro movimento. Abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa per ripercorrere questo movimento nel tempo e nello spazio e costruito un grande database che contiene decine di migliaia di records. Ora, per la prima volta, inseguendo i libri, possiamo tracciare la circolazione delle idee e del sapere che contengono”.

In occasione della chiusura del progetto 15cBOOKTRADE verrà inoltre organizzato a Palazzo Ducale, dal 19 al 21 settembre, il Convegno Printing Revolution 1450-1550, che vedrà  impegnati oltre 40 relatori. Alla conferenza, che intende portare un contributo fondamentale e innovativo alla storia economica e sociale di un periodo chiave di transizione che fu testimone della rapida crescita della produzione e consumo del libro, è prevista una lectio magistralis  dell’On. Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali e del Turismo 2014-18) e la presenza del Prof. Martin Stokhof, Vice Presidente del Consiglio Europeo delle Ricerche (Scienze sociali e umanistiche), del Prof. Massimo Inguscio, Presidente del CNR e di Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Raffaele Trombetta.

I contenuti della mostra: mappe digitali, videostorie, libri storici
Ciò che rende originale questa mostra è l’incontro di cultura umanistica e sapere scientifico-tecnologico. E così, accanto a decine di libri a stampa del ‘400 provenienti dalle collezioni della Biblioteca del Museo Correr e della Biblioteca Nazionale Marciana, vengono presentate centinaia di immagini digitali da biblioteche europee e americane oltre a strumenti innovativi che consentono di tracciare la circolazione dei volumi, seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.
Tra questi, numerose mappe con funzioni diverse: in particolare, l’Atlante delle prime stampe (curato da Gregory Prickman, nuovo Direttore della Folger Shakespeare Library di Washington) visualizza su mappe GIS sia tutti i luoghi di stampa in Europa, sia dove sono oggi i 500.000 incunaboli che ancora sopravvivono.
Il Venice Time Machine (diretto da Frédéric Kaplan dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne) fornisce una versione digitale della famosa Pianta di Venezia del De Barbari (1500) sulla quale sono tracciate le oltre 200 officine di stampa della città, mostrando il legame di tanti stampatori alle confraternite a cui appartenevano, ai colleghi con i quali collaboravano, ai libri che insieme producevano: ciò che fece di Venezia la principale città europea di produzione e distribuzione dei primi libri a stampa.
E poi, decine di videostorie che approfondiscono tematiche diverse, tra cui: i libri più stampati nel ‘400, i più venduti e più distrutti, il rapporto tra il costo dei libri e il costo della vita, con le prove che i libri a stampa diventano presto alla portata di quasi tutti (i prezzi di migliaia di libri sono comparati al costo del cibo, salari, e altri beni di consumo), il ruolo fondamentale della Chiesa nella promozione della stampa, donne autrici e tipografe, i libri letti da Leonardo da Vinci, la circolazione di libri fondamentali come la Bibbia di Gutenberg, e la ricostruzione virtuale della collezione ora dispersa di San Giorgio Maggiore di Venezia. Ma anche le prime forme di abuso del nuovo mezzo di comunicazione di massa. Senza dimenticare torchi e materiale per la stampa, portati alla mostra dalla Tipoteca di Cornuda.
Ad ogni sezione il visitatore è stimolato a mettere in relazione quanto presentato con la rivoluzione digitale in corso.

Video promozionale a questo link 

Un Hotel per Millennials a Rotterdam Al CityHub tecnologia e comfort a buon prezzo

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L’hotel CityHub, vincitore del riconoscimento “Miglior concept innovativo per hotel” nel 2016, ha ora aperto anche a Rotterdam, in una delle vie più trendy e vivaci: la Witte de Withstraat.

Con i suoi 126 posti letto futuristici, una hall digitalizzata e un’app che guida i viaggiatori per la città, CityHub soddisfa pienamente i bisogni delle nuove generazioni che preferiscono risparmiare nell’alloggio e piuttosto spendere in esperienze che lasciano un segno. Esplorare, socializzare con gente locale e condividere in tempo reale: Rotterdam è la città ideale per i Millennials, ed è per ciò che è stata scelta come sede della seconda apertura dell’innovativo CityHub. Un concept destinato a diffondersi presto in tutto il mondo.

 

Le origini

CityHub è una start-up di successo ideata da due compagni di liceo, Sem Schuurkes (34) e Pieter van Tilburg (32), nata con l’obiettivo di trovare un’alternativa alla tradizionale esperienza d’hotel che andasse a favore delle esigenze contemporanee e delle possibilità tecnologiche, al fine di rendere i city-break più accessibili ai giovani.

 

La loro idea nacque proprio durante un viaggio: Schuurkes e Van Tilburg non riuscivano infatti a trovare nulla che soddisfacesse pienamente le loro aspettative, notando la completa assenza di una “mezza misura” tra hotel e ostelli. Fu questa infatti la scintilla che accese la loro ispirazione: creare  CityHub che unisce la privacy ed il comfort di un hotel con lo stile comune e i prezzi accessibili degli ostelli. Pensato in particolare per per la nuova generazione di viaggiatori dai 20 ai 35 anni, desiderosa di esperienze di viaggio personalizzate, alla costante ricerca di consigli di locali per poter godere al meglio la città.

 

Dormire in un Hub e rilassarsi nel Hangout

Costruito all’interno di un edificio storico nella via Witte de Withstraat, l’hotel offre 126 stanze dal design raffinato chiamate “Hub”. Ogni Hub è provvisto di letto matrimoniale, WiFi, luci dall’intensità personalizzabile e dispositivi musicali Bluetooth. Grazie ad un braccialetto, i visitatori possono fare check-in e servirsi al bar da soli. Viaggiare non è mai stato così semplice.

 

Vivere Rotterdam come un locale

Durante il soggiorno, a qualsiasi ora o ovunque si trovino, gli ospiti potranno chiedere consigli ai CityHosts, dei giovani disponibili 24h su 24 attraverso l’app CityHub oppure incontrarli di persona presso lo spazio Hangout dell’hotel. Esperti di Rotterdam in ogni sua sfaccettatura, questi ragazzi sono la chiave per scoprire la città, le migliori feste e i luoghi più “in” ancora sconosciuti ai turisti.

 

L’app CityHub ed il WiFi-to-go

L’accesso esclusivo alla app CityHub consente ai viaggiatori di consultarne la guida interattiva ed interagire con altri ospiti dell’hotel per incontrarsi o scambiarsi le nuove scoperte. L’app funge anche da telecomando per regolare diverse funzioni della stanza: l’illuminazione, la sveglia e la selezione di musica da riprodurre. In aggiunta, CityHub offre il WiFi-to-go: un router portatile che garantisce l’accesso ad internet in ogni punto di Rotterdam, per poter controllare in tempo reale tutti gli eventi e le novità della città.

 

CityHub Rotterdam è stato ufficialmente aperto il 20 aprile 2018. Il prezzo di un Hub (per due persone) parte dai 40€ a notte e può essere prenotato su www.cityhub.com/rotterdam

 

Indirizzo

Witte de Withstraat 87,

3012 BN Rotterdam

 

ACTION <-> REACTION 100 anni di arte cinetica a Rotterdam

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Futurisme : "Compenetrazione iridescente n. 7" Detrempe sur carton de Giacomo Balla (1871-1958) 1912 Dim. 77x77 cm Turin, Civica Galleria d' Arte Moderna e Contemporanea ©Luisa Ricciarini/Leemage ©ADAGP (Tel.: 33+ 01 43 59 09 79)

Questo autunno, il museo Kunsthal Rotterdam ospiterà dal 22 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 una grande rassegna di arte cinetica, un movimento artistico del 20esimo secolo focalizzato su luce e movimento. L’esposizione dal titolo “Action <-> Reaction” è composta dalle opere di un’ottantina dei più famosi artisti che diedero un contributo importante allo sviluppo dell’arte cinetica. Nel 2018, a più di 100 anni dalla nascita di questo movimento artistico, in stretta collaborazione con la “Réunion des musées nationaux-Grand Palais” di Parigi, la Kunsthal presenta questa impressionante retrospettiva che posiziona l’arte cinetica di ieri nel contesto delle arti performative di oggi. Essa offre ai visitatori l’opportunità di sperimentare una forma d’arte che coinvolge tutti i sensi, sentendo, guardando, annusando, ascoltando e sperimentando i ritmi, i flash, le vibrazioni, le instabilità e i campi di forza fino al cosmo. L’esposizione è un revival della mostra di successo “Dynamo” tenutasi a Parigi nel 2013, ed è realizzata in stretta collaborazione con il Grand Palais di Parigi.

 

Con più di novanta opere d’arte, suddivise in 12 temi (luce, movimento, struttura, ritmo, radiazioni, vibrazioni, instabilità, spazialità, turbinii, immaterialità, campi di forza e cosmo), l’esposizione mostrerà una grande retrospettiva dell’arte cinetica, includendone la storia, gli aspetti e le prospettive che rendono cinetica quest’arte. Tutte le opere d’arte si rivolgono ai vari sensi e come risultato dell’interazione con lo spettatore, può portare a percezioni straordinarie. Nella mostra gli artisti John Armleder, Pol Bury, Alexander Calder, Jan van Munster, Ann Veronica Janssens, Philippe Decrauzat, Jeppe Hein, Anish Kapoor, Zilvinas Kempinas, Frantisek Kupka, Yayoi Kusama, Julio Le Parc, Francois Morellet, Jesus Rafael Soto e molti altri, saranno rappresentati a pieno delle loro opere.

 

Highlights

Protagoniste della mostra sono le innumerevoli opere capaci di creare illusioni ed allucinazioni. Tra le tante rappresentazioni, tre sono quelle assolutamente da non perdere: “Mechanisches Ballet” di Heinz Mack, il cui modello esisteva già da tempo, ma che è stato realizzato solo ora per la prima volta e sarà presentato in anteprima mondiale proprio a Rotterdam; “Blaues Segel” dell’artista tedesco Hans Haacke, rappresentata da un pezzo di stoffa blu che ondeggia secondo il moto dell’aria spinta da un ventilatore, una realizzazione che crea sculture di immagini dalla delicata astrattezza; e infine, “Chromosaturation” di Carlos Cruz-Diez, un capolavoro di spazi illuminati da luci artificiali di soli 3 colori, il quale immerge lo spettatore in un’esperienza quasi tangibile, scaturita da un’intensa e rivisitata percezione del colore.

 

Percezione

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre l’arte combatteva per la propria autonomia, l’arte cinetica acquista un ruolo fondamentale nel concetto di smaterializzazione. L’arte, infatti, diventa realmente tale solo quando è vista o sperimentata dal suo spettatore. Nell’attuale era post-moderna, dove le arti performative sono sempre più importanti e tutti i sensi sono coinvolti, le esperienze di vista e movimento giocano così un ruolo centrale in molte pratiche artistiche. Ragione in più, quindi, per programmare un’esposizione come Action <-> Reaction.

https://www.kunsthal.nl/en/home/plan-your-visit/exhibitions/action-reaction/

Il castello De Haar di Utrecht: passeggiando tra panorami d’epoca

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Kasteel De Haar è il più grande castello d’Olanda situato nel paesino di Haarzuilens, poco lontano dalla città di Utrecht.  Da oggi è stato creato un itinerario scenografico percorribile a piedi intorno al castello lungo circa 10 km. Il tour inizia dal paesino di Haarzuilens e in 2 ore e mezzo, si attraversa il polder attorno al paesino per poi proseguire lungo un frutteto e arrivare in una zona ricca di specchi d’acqua e prati verdi chiamata Harrijnse Plas. Il tour continua poi attraverso il parco del castello, realizzato intorno al 1900 in stile inglese, dove si possono ammirare 7000 alberi che decorano i bellissimi giardini, piantati a suo tempo dal Barone Etienne.

Il punto di partenza e di arrivo del tour è la fattoria Geertje’s Hoeve, e qui la sosta è d’obbligo. Infatti, dopo la lunga camminata, ci si potrà rilassare prendendo un buon caffè o gustando i piatti locali nel ristorante, godendosi il giardino della fattoria con i suoi numerosi animali.

Le origini del castello risalgono al quattordicesimo secolo, ma tra il 1892 al 1912 l’edificio venne ricostruito in stile neogotico da Pierre Cuypers, sotto incarico del barone Étienne van Zuylen van Nyevelt van de Haar. Pierre Cuypers, già famoso per aver progettato il Rijksmuseum e la stazione centrale di Amsterdam, per il Castello De Haar diede il meglio di sé. Infatti, non si limitò a rinnovarne l’architettura, ma progettò anche gli interni, i giardini, la cappella e il paesino limitrofo di Haarzhuilens, creando così un vero e proprio “mondo a sé stante”, in armonia con tutto il paesaggio.

La ristrutturazione di Haarzuilens non fu casuale: all’epoca, in accordanza con i cittadini, il barone Étienne decise di spostare il paesino dagli immediati pressi del castello, facendolo ricostruire completamente un chilometro più ad est. Questo spostamento creò nuovo spazio presso il castello, che venne poi sfruttato per creare i meravigliosi giardini romani, ammirabili oggi grazie alla buona riuscita di questo ambizioso progetto.

https://www.kasteeldehaar.nl/english/about-de-haar-castle/

VISSCH, il Festival del pesce nel porto di Scheveningen

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Il festival VISSCH è un evento culinario che si tiene ogni anno nel porto di Scheveningen, la località balneare più famosa d’Olanda. Il festival è un invito a provare i numerosi piatti di pesce della zona come le ostriche, l’aringa ma anche altri pesci più esotici. Oltre ad assaggiare i prodotti del Mare del Nord, durante il festival si potrà imparare come sfilettare il pesce, salire sui tradizionali pescherecci olandesi e addirittura ascoltare i pescatori raccontare le loro straordinarie avventure.

I partecipanti potranno inoltre partecipare a workshop, assistere a dimostrazioni e concerti di DJ e pop band locali.  La location del festival, con la bellissima vista sul porto, le barche e il mercato del pesce, offre l’opportunità di vivere in pieno l’unicità di Scheveningen. Non resta dunque che partecipare al VISSCH festival per provare di persona tutto ciò che il mare ha da offrire.

 

L’evento si tiene proprio al mercato del pesce nel tipico villaggio di Scheveningen: al suo interno, bancarelle e camioncini ricolmi di squisitezze si snodano tra panche e tavolini su cui sedersi a godere del buon cibo. L’entrata al festival è gratuita!

 

Il porto di Scheveningen

Il porto di Scheveningen è sempre in piena attività: a movimentare le giornate sono i suoi numerosi pescherecci, che giornalmente pescano nel Mare del Nord, il tipico mercato del pesce, gli yacht che attraccano nel porticciolo e i visitatori che passeggiano lungo il molo alla ricerca di uno dei numerosi ristoranti e caffè. Il porto, oltre ad essere un centro per il commercio del pesce, è diventato pertanto anche luogo ideale per gli amanti della buona cucina.

 

http://vissch.nl/

Maastricht come un ristorante all’aperto: la più grande festa culinaria dei Paesi Bassi

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Maastricht Marketing/Sarah Leonara

Dal 23 al 26 agosto Maastricht, la capitale culinaria dei Paesi Bassi, si trasformerà nel più grande ristorante all’aperto dei Paesi Bassi sulla centralissima piazza Vrijthof. Questo evento culinario che si tiene ogni anno dal 1981, vedrà quest’anno la 37a edizione. Il nome dell’evento “‘t Preuvenemint” deriva dalle parole “preuve” (provare) e evenemint (evento) nella lingua originale della città. Per 4 giorni i visitatori assaggeranno le prelibatezze preparate dai ristoranti della città che verranno servite in 30 stand culinari; dal “Stockbrot” (un impasto simile a quello del pane, avvolto attorno ad uno stecco e cotto sul fuoco) fino ai piatti più esclusivi. Oltre agli stand, la piazza Vrijthof ospiterà, proprio ai piedi della Basilica San Servatius, musica live che diletterà le giornate di questo evento culinario. Per l’occasione, gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Maastricht hanno ideato una nuova valuta, i “Preuvenlappen” che i partecipanti dovranno utilizzare per poter assaggiare i numerosi piatti.

 

Orari di apertura: giovedì 18:00-01:00, venerdì 16:00-02:00, sabato 14:00-02:00 e domenica 12:00-24:00

 

Maggiori informazioni: https://www.visitmaastricht.com/events-calendar/3764377101/t-preuvenemint

Le lezioni magistrali del Festival filosofia 2018: pratiche di verità

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FESTIVAL FILOSOFIA 2017photo © Serena Campanini
Nelle piazze e nei cortili del festival si discuterà del carattere singolare-plurale delle forme di verità, esplorandone soprattutto le pratiche, tra prove e testimonianze, confessioni e falsità, nei luoghi emblematici dell’archivio, del laboratorio, del tribunale e del web

Il tema verità – preso come costitutivamente singolare-plurale – intende farne emergere il carattere pratico e provvisorio. Invenzione della filosofia per eccellenza, il discorso sul vero riguarda le scienze, di cui verrà segnalata la natura storica e in continua trasformazione, e investe la politica, perché tra verità e potere sorgono la questione del pluralismo e della credibilità di saperi e informazioni. Si indagherà inoltre l’esigenza di verità nell’esperienza individuale, dove la credenza nel vero oscilla tra coraggio della testimonianza e bisogno di rassicurazione.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti.

1. Forme di verità
La prima pista affronta differenti declinazioni dell’idea di verità nella discussione filosofica, partendo – con Massimo Cacciari – dalla nozione stessa di “aletheia”, cioè il modo in cui i greci formulavano la “via degli uomini” al vero, presi tra incertezza e decisione. Gli farà da contrappunto Emanuele Severino, che discuterà il rapporto tra verità e contraddizione per mostrare l’innegabilità del vero, mentre Massimo Recalcati – in una disamina della figura di Edipo – si occuperà di una forma arcaica di “aletheia”, fondata sull’enigma e l’oracolo, e delle sue implicazioni. Wolfram Eilenberger, nel prisma di autori come Wittgenstein e Heidegger, tratterà la crisi delle relazioni tra linguaggio e realtà che a lungo sono state paradigma della verità come corrispondenza.
Carlo Sini mostrerà viceversa che la pratica della verità è inscindibile dall’esperienza dell’errore e per certi versi vi coincide.
Al carattere singolare-plurale di uno dei pensieri razionali per eccellenza, quello matematico, è dedicato l’intervento di Paolo Zellini, che conduce a una riflessione sui fondamenti e sulle contingenze del sapere. Di unità del pensiero e pluralità dei saperi si occuperà Marc Augé (membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia), mentre il rapporto tra certezza e dubbio, verità e scetticismo, sarà declinato sul piano morale dalle lezioni di Roberta De Monticelli (che proporrà la consistenza dei valori) e Gustavo Zagrebelsky (che farà l’elogio della cruciale virtù democratica del dubbio).
All’idea recente e problematica di “post-verità” è dedicato l’intervento di Maurizio Ferraris, che ne mostrerà la correlazione con la cultura post-moderna, indicandone possibili vie d’uscita.

2. Prove e testimonianze
Il secondo filone riguarda una caratteristica essenziale dei discorsi di verità, che chiedono di venire messi alla prova secondo modi e procedure condivisi. È questa la ragion d’essere della ricerca scientifica, il cui impatto pubblico è sotto gli occhi di tutti, ma che deve contemperare accessibilità democratica e accreditamento delle teorie. Michele De Luca ne ricostruirà ragioni e prospettive. La complessità della prova in ambito scientifico emergerà nel dibattito tra Lucia Votano e Antonio Zoccoli (moderati da Marco Cattaneo), che mostreranno come in fisica i ricercatori vadano in cerca di “rivelazioni”, seguendo tracce di interazioni tra particelle che non sono di per sé osservabili, ma di cui si possono osservare i prodotti (in collaborazione con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).
Ragionamento trasversale alle discipline, la questione della prova è fondamentale non solo in laboratorio, ma anche in un altro luogo dove la verità viene messa in gioco, ossia il tribunale: Luigi Ferrajoli farà vedere come la verità processuale sia raggiunta attraverso un confronto tra prove di cui sia garantita la confutabilità. Come indicherà Christian Delage attraverso i casi di alcuni celebri processi internazionali (da Norimberga al Tribunale internazionale de L’Aja), il tema dell’attendibilità è particolarmente delicato nel caso di prove audiovisive, per le quali la questione della manipolabilità e i sospetti di messa in scena richiedono specifici meccanismi di verifica.
Ciò conduce alle analogie e alle differenze tra verità processuali e verità storiche, segnalando soprattutto l’uso controverso che si fa dei fenomeni storici, tenendo presente, come mostrerà Luciano Canfora, che la fabbrica dei falsi, nella documentazione, è sempre in attività. Il dilagare di opinioni negazionistiche, ormai non tanto negli ambienti di ricerca, quanto nei media online, è fenomeno cui si risponde con una rinnovata attenzione all’affidabilità delle prove: ne discuteranno Annette Wieviorka, in un intervento sull’impegno alla trasmissione della testimonianza, e Marcello Flores, che ricostruirà una mappa globale dei negazionismi.
Una delle esigenze di prova che maggiormente pervadono l’attuale fase dei rapporti tra politica e comunicazione – dovuta alle trasformazioni tecnologiche e ai social media – è il cosiddetto “fact checking”: Anna Maria Lorusso ne mostrerà la complessità, da sciogliere con una versione della verità fondata sui criteri di accuratezza e affidabilità.
“Filo-logia”, cioè amore per il “logos” e la parola, per la prova e l’argomentazione, è d’altronde, come sosterrà Ivano Dionigi, ben più che una disciplina, ma un vero e proprio compito di ricerca, di cittadinanza e di umanità.

3. Opinioni pubbliche
La terza pista tematica riguarda il rapporto diretto tra verità e politica. Complessivamente, il processo della modernità può essere letto come un passaggio (o meglio, l’esigenza di un passaggio) dall’opacità alla trasparenza. La politica nata nel segreto degli appartamenti privati del Principe, dove si macchinavano le ragion di Stato (gli arcana imperii di cui ricostruirà un’interpretazione allargata Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia), dovrebbe farsi trasparente, mentre il Palazzo del potere, immaginato di cristallo, dovrebbe porsi allo sguardo dei cittadini. Mai pienamente realizzata, questa fuoriuscita implica pluralismo e reciproco riconoscimento nella sfera pubblica (ne discuterà Julian Nida-Rumelin nella “Lectio Gruppo Hera”), in forme per le quali il riconoscimento del molteplice e delle differenze deve accogliere le ragioni della disputa senza degradare nell’inimicizia: ne parleranno rispettivamente Antonella Besussi e Roberto Esposito.
All’opacità del potere totalitario e post-democratico, che come mostrerà Simona Forti istituzionalizza la menzogna, si contrappone l’ideale di una verità pubblica che valga addirittura come diritto di cittadinanza: Franca D’Agostinipresenterà la sfida di questa generazione avanzata di diritti “aletici” per cui i cittadini possano interagire con istituzioni e sorgenti d’informazione la cui affidabilità sia stata validata a monte.
Uno dei terreni in cui l’attendibilità delle fonti e l’affidabilità delle sorgenti è straordinariamente attuale – anche per via delle epocali trasformazioni mediatiche – è quello dell’informazione, di cui Armando Torno discuterà il futuro e il rapporto con la politica (“Lectio Confindustria Emilia”), mentre alla propaganda sui nuovi media – cui corrisponde una trasformazione del linguaggio emotivo e suasorio – è dedicata la lezione di Giuseppe Antonelli.
La formazione delle opinioni è d’altronde sempre un fatto di credenze più o meno condivise e argomentate (ne parlerà Dan Sperber). Tra realtà e percezione – come nel caso dei dati statistici sui più rilevanti fenomeni sociali – vige del resto una cronica sfasatura, dovuta non solo all’analfabetismo numerico di cui soffre l’opinione pubblica o alle strumentalizzazioni del sistema mediatico, ma alla natura stessa del dato, che occorre contestualizzare perché sia eloquente, come mostrerà Nando Pagnoncelli (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”).

4. Menzogne, finzioni, falsificazioni
La quarta pista di lavoro è dedicata alla connessione stretta e fertile tra vero e falso, di cui occorre sottolineare la dimensione creativa e produttiva, emancipatoria e demitizzante, segnalando anche i transiti continui tra l’uno e l’altro, oltre ogni lettura binaria. Jean-Luc Nancy mostrerà come vi sia un carattere veritiero della menzogna, mentre Andrea Tagliapietra risalirà alle origini evoluzionistiche dei comportamenti mimetici e ingannevoli (come quelli delle prede per difendersi dai cacciatori), per far vedere come si ritrovi qui una storia naturale dell’intelligenza. La stessa memoria – come sosterrà Alberto Oliverio – produce falsi ricordi i cui effetti sono nondimeno reali, mentre l’universo della fantasia e dell’immaginazione elabora realtà dotate di una loro consistenza che sfuggirebbe alla visione minima di una “corrispondenza coi fatti”: è vero per il sogno, che sarà al centro delle riflessioni e dei racconti di Stefano Massini, così come per l’iconografia, di cui parlerà Maria Bettetini.
L’inconscio stesso – continente opaco che caratterizza la nostra psiche – possiede ed esprime una sua verità, come mostrerà Umberto Galimberti, mentre la “falsa coscienza” ha un rilievo pubblico evidente nel nuovo rapporto tra intellettuali e potere, nel rinnovamento del cinismo di cui tratterà Peter Sloterdijk.
I confini tra verità e bugie dipendono dalle relazioni, come farà vedere Silvia Vegetti Finzi in una lezione sul rapporto comunicativo tra adulti e bambini.
A due figure iconiche della bugia e della menzogna – di cui verranno tratteggiati i complessi contorni – sono dedicate le lezioni di Piero Boitani e Daniela Marcheschi, che si occuperanno rispettivamente di Ulisse e Pinocchio.

5. “Tutta la verità, nient’altro che la verità”
La quinta pista ruota attorno al rapporto tra dire e fare, per discutere la complessità del dire il vero. Inscritto nel canone morale fin dal Decalogo secondo il precetto del “non pronunciare falsa testimonianza” (di cui parlerà Enzo Bianchi), il tema della sincerità privata e della verità pubblica (che Salvatore Natoli delineerà nei termini della “parresia”), implica un impegno di coraggio personale, come sosterrà Remo Bodei. Occorre anche tenere presente che sincerità e trasparenza non significano “dire tutto”, come farà vedere Michela Marzano (Lectio “Coop Alleanza 3.0”).
Se il regime della confessione è in ogni caso una costruzione culturale, nel corso della storia esso ha preso forme istituzionali in cui presunte dichiarazioni di verità sono state estorte con la violenza e la costrizione: non solo nel passato inquisitoriale di cui discuterà Adriano Prosperi, ma anche nel presente in cui si ricorre ancora alla tortura, perfino in sistemi democratici, come mostrerà Donatella Di Cesare.

6. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico presentano le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema verità.
Mauro Bonazzi discuterà il movimento sofistico, per illustrare la rilevanza intellettuale e politica di questi professionisti del linguaggio e della verità, mentre Maria Michela Sassi, commentando la “Apologia di Socrate” di Platone, presenterà il caso più emblematico – e per molti versi fondativo – di dissidio tra filosofia e polis in nome della libera espressione della verità. Sempre in campo antico, Enrico Berti dedicherà la sua lezione alla “Metafisica” di Aristotele, l’opera in cui emerge una delle più articolate teorie della, e delle, verità.
Nel passaggio alla modernità, Tullio Gregory (membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia) mostrerà il fondamento teologico del razionalismo cartesiano in una lettura serrata delle “Meditationes de prima philosophia” di Cartesio, dove si presenta il tema dell’inganno dei sensi e la figura del genio maligno. Carlo Galli, viceversa, attraverso il “Leviatano” di Thomas Hobbes farà emergere la visione per cui l’autorità stabilisce i confini della verità.
   Giuliano Campioni analizzerà lo scritto di Nietzsche “Su verità e menzogna in senso extramorale”, per molti versi la piattaforma girevole che immette all’intera filosofia del Novecento. Judith Revel, d’altra parte, attraverso i testi foucaultiani de “Il coraggio della verità”, ricostruirà la teoria della parresia con cui il filosofo francese ha posto l’idea delle pratiche di verità al centro del suo pensiero.

Il programma collaterale con mostre, installazioni, musica e narrazioni: invenzioni di verità
Il programma collaterale con mostre, installazioni, musica e narrazioni: invenzioni 
di veritàUn nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 14 al 16 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

1. Forme di verità
Il carattere pratico e mutevole della verità viene esibito in esposizioni e messe in scena, tra ricerca, scienza e finzione

La relatività della verità e al tempo stesso l’assoluta dipendenza dalla percezione di ogni individuo vengono alla ribalta attraverso le installazioni e le opere di Sidival Fila nella mostra in dialogo con gli spazi architettonici e pittorici più prestigiosi del Palazzo Ducale di Sassuolo: “Prospettive relative. Opere e installazioni site-specific a Palazzo Ducale” (curatori: Martina Bagnoli, Gianfranco Ferlisi, a cura di: Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Emilia Area Centro, presentazione: sabato 15 ore 18.30 alla presenza dell’artista e dei curatori).
Se la verità è inseparabile dalla relatività, dalla finzione e dalla percezione, lo è altrettanto dal ruolo indagatore ed esplorativo della ricerca del sapere rappresentato dalle scienze. Nel campo della medicina, il rapporto tra le scienze e la ricerca della verità è messo in luce dalla mostra “Berengario da Carpi. Il medico del Rinascimento”(Carpi, Produzione: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 14 ore 19) che porta in scena, con installazioni, bassorilievi, volumi e disegni, la scoperta del corpo come macchina.
Che le teorie scientifiche e le istanze di verità richiedano sempre un momento storico capace di accoglierle e comprenderle risulta evidente anche dai ripensamenti, dubbi e scoperte dell’inventore del cannocchiale, presentati in “Abolire il cielo. Galileo e la verità” attraverso un percorso di musica e letture (Carpi, Auditorium Loria, sabato 15 ore 19, domenica 16 ore 19, a cura di Biblioteca multimediale A. Loria e Teatro Comunale di Carpi, Istituto Musicale Vecchi-Tonelli di Modena).
A rappresentare in musica il gioco tra verità e finzione, tra quel che si sente e quel che sta in mezzo alle righe di un pentagramma, è anche l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna con il concerto-spettacolo “Il canto delle sirene. Quando la musica ha soccorso l’umanità” che alterna momenti di ascolto a momenti di partecipazione attiva in Piazzale della Rosa domenica 16 alle ore 21 (Sassuolo, produzione: Fondazione Arturo Toscanini).
Sempre sul filo dei rapporti tra verità scientifiche e messe in scena, l’installazione “Multiverse. Alla ricerca della verità dell’universo” racconterà la nascita e la morte di infiniti universi paralleli in un’esperienza immersiva offerta agli spettatori che entreranno nella Chiesa di San Nicolò del Complesso Sant’Agostino di Modena (a cura di: fuse*, BDC – Bonanni Del Rio Catalog, produzione: Fondazione CR di Modena, in collaborazione con: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 19).
Nel mondo cinematografico, la verità si scontra inevitabilmente con il mezzo filmico, menzognero per natura. “Non è l’Ennesimo festivalfilosofia”, sabato 15 alle ore 21 a Sassuolo, offre una selezione di cortometraggi cui sarà assegnata la Menzione speciale della sezione “verità” dell’Ennesimo film festival (Crogiolo Marazzi, a cura di Tilt Associazione Giovanile – Ennesimo Film Festival).
I lavori di Valeria Manfredda, Umberto Fascio e le esecuzioni musicali di Altre Voci Ensemble diretto da Luca Benatti in “Il vero è stropicciato. L’arte di piegare, e di spiegare” propongono di svelare la verità nascosta della materia, oggetto non solo della scienza, e rendere inedito e sorprendente anche il frammento dell’oggetto più semplice o della creatura più comune (Modena, Galleria ArteSì, curatrice: Cristina Muccioli, presentazione: sabato 15 ore 18.30 alla presenza di artisti e curatrice). I “frammenti” di Riccardo Angelini sono invece ricordi fissati sulla carta che l’artista trasforma in residuo irrintracciabile, nel tentativo di ricercare la verità della materia nell’informe: “Frammenti. Ricerca dell’informe” (Modena, ROPE, curatrice: Federica Petricca, produzione: ROPE Contemporary Art Gallery, presentazione: sabato 15 ore 18 alla presenza dell’artista e della curatrice).
La scena originaria del rapporto tra verità e credenza è ricreata nello studio-laboratorio di Laura Tarugi attraverso un richiamo al mito platonico della caverna, con l’utilizzo di rete metallica, fiamme e ombre proiettate sul muro dall’installazione: “Fiamme nella caverna. Un’installazione sul mito platonico” (Modena, Studio Torti 10, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza dell’artista).
Tra verità e credenza, il terzo elemento fondante da includere è la realtà: alla sua consistenza e al carattere illusorio della pittura è dedicata la collettiva “Iperrealtà. Livelli di verità nell’arte iperrealista” (Modena, Abate Road 66, a cura di Gennaro Graziano, produzione: Abate Road 66), mentre approfondiscono il ruolo di svelamento delle verità in fotografia De Filippo, Malagoli, Rapanà, Righi, Rossi in “Aletheia. Tra luce e ombra” (Modena, Teatro Guiglia, curatore: Gianni Rossi, a cura di: Fotoclub Colibrì BFI di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 17 alla presenza degli artisti e del curatore).

2. Prove e testimonianze
Le prove cui è sottoposta la verità tra indizi e verifiche diventano materia di rappresentazione, narrazione e gioco
La forma oracolare che procede per indizi e la credulità degli uomini sono oggetto della lettura che Angela Finocchiaro farà del testo di Friedrich Dürrenmatt: “L’oracolo svelato. Angela Finocchiaro legge La morte della Pizia” (Modena, Piazza Roma, sabato 15 ore 21, a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini, in collaborazione con: Associazione culturale Accademia della Crucca), che mette in caricatura un mito fondante della cultura occidentale.
Nel dipinto “Clio, musa della storia” emerge l’iconografia della verità storica, non solo monumento duraturo del passato, ma anche “luce di verità”, attraverso la mostra: “Allegoria della Storia. Di fronte a un’opera di Jean Boulanger”(Modena, Via Scudari 9, curatrice: Lucia Peruzzi, produzione: La Galleria. Collezione e Archivio Storico di BPER Banca, presentazione: venerdì 14 ore 16 alla presenza della curatrice).
Alla dimostrazione dell’elettricità come proprietà intrinseca alla materia è dedicata l’esposizione “Il tavolo della verifica. Ampère e le forze della materia” (Modena, Palazzo dei Musei – Musei Civici, curatore: Lorenzo Lorenzini, a cura di: Musei Civici, presentazione: venerdì 14 ore 17.30): la collezione di strumenti scientifici del museo permetterà di provare e verificare i fenomeni fondamentali dell’elettromagnetismo. La dinamo elettrica di Marianini, l’accendilume di Volta, il tavolo dimostrativo delle leggi elettromagnetiche di Ampère, saranno al centro di vivaci laboratori condotti da studenti e docenti dell’Istituto Tecnico Industriale E. Fermi in “Alta tensione. Esperimenti e dimostrazioni sull’elettromagnetismo” (Modena, Palazzo dei Musei, a cura di: Dida, laboratorio didattico, sabato 15 ore 15-19, domenica 16 ore 10-19), mentre la narrazione per bambini e famiglie di Marco Bertarini “La verità è un lampo” racconterà come le verità arrivino inaspettate, attraverso scoperte o invenzioni considerate prima incredibili o impensabili (Modena, Palazzo dei Musei, a cura di: Dida, laboratorio didattico, venerdì 14 ore 21).
Il Teatro Anatomico del Complesso Sant’Agostino di Modena è sede di due mostre: una, nata per questo spazio all’interno del più ampio progetto Les Gares, espone il lavoro di Carlo Benvenuto sulla follia della verità, che prova a differire la naturale decadenza delle cose nel tentativo di fissarle immutate: “Gare de Moi. Ossessioni di verità” (curatrici: Chiara Ianeselli, Elena Corradini, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza di artista, curatrici ed Emilio Mazzoli); l’altra, “Medicamento o veleno? Tradizione e usi terapeutici delle piante nella collezione Franchini”, esibirà il rapporto tra culture scientifiche e pratiche curative (curatori: Stefania Benvenuti, Elena Corradini, Rita Maramaldo, Ciro Tepedino, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con: Società Naturalisti e Matematici di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza dei curatori). Anche la Farmacia del Complesso ospita un’esposizione con carte e documenti relativi alle cure e alla salute pubblica, dove gli orti cittadini divengono laboratori: “Medicamento o veleno? L’uso delle erbe nella magia e nella medicina” (curatrici: Franca Baldelli, Maria Chiara Gallina, produzione: Fondazione CR di Modena, Archivio storico del Comune di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 19).
La mostra “Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza”, a cura di Pleiadi Emilia, conduce il visitatore in uno dei luoghi in cui è in gioco il significato di verità: il laboratorio scientifico. Attraverso il percorso espositivo, il visitatore ha la possibilità di trasformarsi in scienziato, osservatore o studioso, svelando falsi miti o trovando le conferme celate nelle immagini delle collezioni del Museo della Figurina (Palazzo Santa Margherita – Museo della Figurina, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18). Completa l’esposizione l’omonimo laboratorio che prevede l’utilizzo di installazioni scientifiche con il supporto di un divulgatore di Pleiadi Emilia: Attività sperimentali al Museo della figurina (sabato 15 ore 15-19, domenica 16 ore 9-13).
Ai Musei di Palazzo dei Pio a Carpi, non sono le pratiche scientifiche ad essere oggetto della memoria storica ma quelle di un’artista: la mostra “Giacomo Gasparini. La verità di un artista, le tracce dell’uomo” delineerà il profilo del cartellonista e scultore di origini carpigiane, per il quale la burla e il gioco della beffa erano intese come strumento di verità, ai tempi del regime fascista (Sala Khaled al-Asaad, a cura di: Musei di Palazzo dei Pio, Teatro Comunale di Carpi, Biblioteca Il Falco Magico, presentazione: venerdì 14 ore 21 presso Sala delle Vedute). Accompagnerà la mostra lo spettacolo di letture e musiche “Partitura incompiuta. Sulla vita di Giacomo Gasparini” venerdì 14 alle ore 21 nella Sala delle Vedute dei Musei (produzione: Teatro Comunale di Carpi). Un altro spettacolo di letture, brani musicali e testimonianze rievoca la memoria e della vita e della scrittura di una grande donna che fu rinchiusa nei campi di concentramento nazisti: “Etty Hillesum. Testimone per il nostro tempo”, sabato 15 ore 21 a Modena (Teatro San Carlo, a cura di: Associazione di Volontariato “Ho Avuto Sete” e Centro culturale F.L. Ferrari).
A Carpi e a Modena due mostre e un laboratorio sono dedicati alla crittografia, segnalando i sensi enigmatici ed enigmistici della verità: “Taci! La verità ci porterà alla vittoria” presenta locandine, manifesti, documenti crittografati, un cifrario antico e alcuni volantini storici, con uno spazio dedicato a giochi interattivi di enigmistica e crittografia (Carpi, Archivio Storico Comunale, a cura di: Archivio Storico Comunale e Centro Etnografico di Carpi, presentazione: venerdì 14 ore 18). Rafforza la parte ludica e interattiva dell’esposizione il laboratorio per tutti, a cura dello stesso Archivio Storico Comunale: “Woquini. Trova la cifra! Giochi enigmistici e crittografici” (sabato 15 ore 17, domenica 16 ore 11 e 17). La personale di Annabel Elgar “The Dust in my Pocket. Tracce, indizi, enigmi” (curatrice: Marcella Manni, produzione: Metronom”luccicante della Luna, negli Stati Uniti degli anni ’50 e ’60. Un’altra personale, quella di Silvia Mangosio, utilizza immagini del proprio archivio e la manipolazione del mezzo fotografico, mescolando verità e finzione, vecchie foto e nuovi scatti, per creare un diverso flusso di eventi: “Approssimazione al presente” (Galleria Gate 26A e OM Studio, a cura di: GATE 26A, presentazione: sabato 15 ore 18 alla presenza dell’artista).

3. Opinioni pubbliche
Le parole della propaganda e le false informazioni si comprendono e si svelano non solo con gli argomenti, ma anche facendone uno spettacolo

Politica, società, attualità, conflitti tra personaggi appartenenti a fazioni politiche opposte, costruzione e decostruzione di stereotipi, archetipi, cliché saranno oggetto dell’ibrido comico a metà tra lo spettacolo teatrale e l’happening anarchico de Il terzo segreto di satira in “Veri, falsi e finti. Un happening tra web e teatro”, in Piazza Martiri a Carpi, venerdì 14 ore 22.
In occasione del 70° anniversario delle elezioni del 1948, la Biblioteca Poletti e l’Archivio storico di Modena hanno ideato un progetto espositivo congiunto sulla propaganda elettorale della neonata Italia repubblicana, mettendo in luce il pluralismo delle verità discordanti e contrapposte di quel cruciale momento storico: “1948 Italia al bivio. Verità e menzogne di una repubblica inquieta” (Palazzo dei Musei, curatrici: Maria Elisa Della Casa, Franca Baldelli, a cura di: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale). In occasione della presentazione della mostra si terrà la prima di varie performance satirico-elettorali su bugie e verità, tra i primordi dell’Italia repubblicana e un ipotetico futuro, con gli attori di ERT Fondazione: “Propaganda: comizi sinceri” presso la Biblioteca Poletti, venerdì 14 alle ore 18 (le altre performance: venerdì 14 ore 19 e 20, domenica 16 ore 17; 18; 19, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale). ERT Fondazione animerà anche gli spazi dell’Archivio Storico, con 3 micro-corsi-satirici studiati all’uopo sulle diverse forme di indottrinamento dell’attivista, partendo da casi storici, in “Propaganda: istruzioni per l’uso” (venerdì 14 ore 18.30; 19.30; 20.30, domenica 16 ore 17.30; 18.30; 19.30). Affiancherà la mostra il laboratorio di fact checking “Vero o fake?” (sabato 15 ore 19-21 e domenica 16 ore 10.30-12.30, ideazione e conduzione di Daniel Degli Esposti e Paola Gemelli, Palazzo dei Musei – Archivio Storico, in collaborazione con: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale).
Al Teatro Storchi di Modena la mise en espace con gli attori di ERT Fondazione darà vita, sabato 15 ore 22, alla favola satirica di George Orwell: “La fattoria degli animali (ovvero la verità secondo i suini)”, in una divertita e feroce disamina su come i più buoni intenti si possano camuffare nella peggiore tirannia, tra manipolazioni e ribaltamenti di verità. Dalla satira si passa alle bufale in un’altra fattoria, quella McKenzie, con la mostra “Lupo Alberto: Materia Oscura”, nella Sala archi del Complesso San Filippo Neri, che esporrà l’intera storia “Materia oscura”, creata da Silver e Francesco Artibani per la rivista Comics&Science 2016 (curatore: Enrico Valbonesi, a cura di: Pensieri A Fumetti -PAF!-, in collaborazione con Comics&Science, CNR Edizioni, Symmaceo Communications, presentazione: sabato 15 ore 17 alla presenza dell’artista e del curatore).
In chiave non favolistica ma realisticamente attuale, i tre giorni del festivalfilosofia saranno l’occasione per verificare la propria capacità di riconoscere le bufale sull’Europa, con immagini, quiz e una mostra dedicata alla campagna delle istituzioni europee #UEverofalso, in “Sarà vero? Leggende metropolitane a marchio UE” (Galleria Europa, a cura di: Comune di Modena – Europe Direct Modena, con il sostegno di: Rappresentanza in Italia della Commissione europea – Ufficio regionale di Milano).
La manipolazione della verità è ancora oggi un importante strumento di potere, con storie ricoperte da strati di menzogne, il cui svelamento è ancora lontano: è il caso della strage della Palestra della Scuola di Beslan, testimoniata dal reportage di Luigi Ottani nell’esposizione “Ricordo Beslan. Una storia di pretesti e bugie”, in cui le fotografie di Ottani entrano in fertile dialogo con due opere di Brunivo Buttarelli (Sassuolo, Villa Giacobazzi, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, presentazione: venerdì 14 ore 18 alla presenza dell’autore e con letture di Roberta Biagiarelli). Per comprendere i meccanismi di accertamento della verità e della definizione della giustizia, istruttori Nazionali D.I.U., esperti di diritto e educatori specializzati in role-playing allestiranno il laboratorio “Processo con giuria. Un gioco di ruolo sul Tribunale Penale Internazionale”: i partecipanti impersoneranno giurie popolari, giornalisti od osservatori di autentici processi penali internazionali, più o meno conosciuti dall’opinione pubblica (Parco Vistarino, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, venerdì 14 ore 16-19, sabato 15 ore 10-13; 15.30-19, domenica 16 ore 10-13; 15.30-19).

4. Menzogne, finzioni, falsificazioni
Tra vero e falso esiste una connessione stretta e fertile, di cui si sottolinea la dimensione creativa e produttiva, emancipatoria e demitizzante, segnalando anche i transiti continui tra l’uno e l’altro

I trucchi e le falsificazioni della comunicazione e della politica sul web saranno sbeffeggiati da Makkox in un pirotecnico intervento tra cartoon e commenti (Modena, Piazza Grande, sabato 15 ore 22).
La dissoluzione tra la realtà e la sua simulazione nella società contemporanea è il tema delle opere video di Jon Rafman in “The Mental Traveller”: in questa prima in Italia, l’artista canadese mette in scena una rete di proiezioni che confondono i confini esistenti tra analogico e virtuale, corpi e protesi tecnologiche, da cui emerge l’ambiguità della rete, con le sue apparenti promesse di libertà e la sua realtà claustrofobica (Modena, Palazzina dei Giardini, curatrice: Diana Baldon, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18).
Le opere multimediali di Ryoichi Kurokawa (che si muove tra installazione, suoni, video, fotografia) mostrano i cambiamenti dei modi in cui lo spettatore percepisce il reale, tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, in una “al-jabr / algebra” che suggerisce anche affascinanti parallelismi col mondo interiore (Modena, Palazzo Santa Margherita – Galleria Civica, a cura di: NODE festival, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18).
Alle trappole dello sguardo che ci fanno credere di vedere qualcosa, quando invece vediamo qualcos’altro, è dedicata la mostra “Stagioni. Inganni arcimboldeschi” di Bertozzi&Casoni che, seguendo ispirazioni arcimboldesche, propongono veri e propri inganni dello spirito, con opere che paiono ritratti ma sono ortaggi, e anzi paiono ortaggi ma sono ornamenti in ceramica (Sassuolo, Museo Bertozzi&Casoni).
Con la mostra di Wainer Vaccari, viceversa, le personalità di protagonisti della cultura e della società vengono colte con pochi segni che ne restituiscono il carattere, segni e linee che tratteggiando un contorno diventano filo di Arianna per un viaggio interiore: “I segni dentro. Ritratti” (Sassuolo, Galleria Paggeriarte, produzione: Comune di Sassuolo e festivalfilosofia, curatore: Stefano Bulgarelli, presentazione: venerdì 14 ore 19.30 alla presenza dell’artista).
Analogamente, gli oggetti di design in plastica con cui Paolo Credi allestisce la mostra “Vera plastica” potrebbero parere copie posticce, mentre invece sono “originali” in cui la plastica, da emblema del falso, si presenta nella sua nuda verità (Modena, Consorzio creativo, in collaborazione con: WunderKammer Associazione culturale e Collettivo HPO, presentazione: sabato 15 ore 18.30).
Un sofisticato gioco di apparenze e trasfigurazioni si sviluppa anche in “Niente è come sembra”, spettacolo di ombre e illusioni con Clementina Mingozzi e Tatsunori Kano che propone movimenti di silhouette e letture di haiku (Modena, Biblioteca Delfini, domenica 16 ore 17.30). Gli farà da complemento l’omonimo laboratorio di papirografia con Clementina Mingozzi (Modena, Biblioteca Delfini, sabato 15 ore 16 e 17.30, domenica 16 ore 16).
Il gioco dell’originale e della copia, della fedeltà e della libertà, dell’autenticità e della maniera, è variamente declinato in diversi appuntamenti musicali, a partire dallo spettacolo di musiche e parole “FalsoPiano”, con cui gli Amici della musica di Modena propongono modi per riconoscere lo stile, capire l’originale o creare un falso, in un andirivieni spesso irriverente orchestrato dallo scrittore Giulio Mozzi, il compositore Nicola Straffelini e il pianista Francesco Bergamasco (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, venerdì 14 ore 21). La contrapposizione quasi ideologica tra approccio tradizionale e nuove pratiche di esecuzione è esemplificata nel concerto “Musica allo specchio. All’antica o alla moderna?”, dove, attraverso esecuzioni dei trii d’archi di Boccherini, si mostrerà come certe composizioni di repertori sono guidate dall’idea della “vera intenzione dell’autore” (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, sabato 15 ore 21, a cura di: Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense). Un’anteprima modenese anticiperà il debutto alla Carnegie Hall di New York in ottobre del concerto “Dal Lied von der Erde” di Mahler nella trascrizione di Marco Tutino: l’esecuzione, con l’Orchestra Mo Mus, solleverà interrogativi su quanto di “falso” o di “reinventato” c’è nella trascrizione del classico (Modena, Teatro Comunale “L. Pavarotti”, domenica 16 ore 21, a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia – Sede di Modena).
Proiezioni sulla facciata della Chiesa di Sant’Agostino permetteranno di far rivivere il sontuoso decoro provvisorio con cui essa fu ornata nel 1659, trasfigurando la sua “vera” architettura: “Verità di facciata. Abbellimenti «finti, ed imaginari» per la chiesa di Sant’Agostino”; durante le proiezioni verranno condotte delle visite guidate (a cura di: Fondazione CR di Modena, venerdì 14 ore 21.30-23, sabato 15 ore 21.30-23).
All’enorme ricchezza simbolica del pensiero medievale nel quale “il fantastico” riveste un ruolo primario per la ricerca della verità, è dedicata la mostra “Medioevo fantastico. Livelli di realtà nell’iconografia”, che propone codici dell’XI-XII secolo e videoproiezioni (Musei del Duomo, curatrici: Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana e Diana Marchi, a cura di: Musei del Duomo, presentazione: venerdì 14 ore 16.30 alla presenza delle curatrici).
La finzione, come nel caso del fantastico, può celare un’illusione e lasciare l’interrogativo sulla “verità” delle forme. “Nell’occhio di chi guarda. Antropomorfismi, anamorfosi e altre illusioni” mette in mostra una rara collezione di più di 100 fogli volanti pubblicitari e una preziosa raccolta di immagini anamorfiche, opera del bolognese Giuseppe Missirini, che necessitano di uno specchio convesso per rendersi comprensibili (Galleria d’Arte La Darsena, curatori: Angela Balestri e Siro Leonelli, presentazione: venerdì 14 ore 17).
Il progetto di Oscar Baccilieri, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, si collega alla problematica del falso nell’arte e al suo aspetto creativo, attraverso l’abbinamento di opere contraffatte ed elaborazioni personali: “Il plagio del falso. Cortocircuiti dell’autenticità” (Artekyp Open Studio, produzione: Artekyp Open Studio, presentazione: venerdì 14 ore 18 alla presenza di artista e curatori).
L’inganno non ha a che fare solo con le bugie: esiste un “inganno dei sensi” utilizzabile per scopi scientifici. Due laboratori a cura della Fondazione ANT Italia Onlus permetteranno ai partecipanti di fare esperienza di una tecnologia innovativa, interattiva e immersiva, sulla base del progetto The Look of Life, rivolto ai pazienti oncologici per alterare la percezione del dolore: “Possiamo ingannare il dolore? La gestione attraverso la realtà virtuale” (Palazzo Universitario sede del Rettorato, in collaborazione con: Polo Museale Unimore, venerdì 14 ore 15-19, sabato 15 ore 15-19).
All’inganno mimetico di piante e insetti sono dedicati i laboratori creativi e scientifici dell’Orto Botanico: con la guida di esperti entomologi, un viaggio tra esemplari vivi d’insetti foglia e stecco attende i partecipanti di “Veri insetti finte foglie” (a cura di: Gruppo Modenese Scienze Naturali, produzione: Orto Botanico, venerdì 14 ore 16-19, sabato 15 ore 10-13; 16-19, domenica 16 ore 10-13; 16-19), mentre i bambini dai 6 agli 8 anni potranno dare la caccia ai Lithops, piccole succulenti dette anche piante-sasso per le loro capacità mimetiche “Piante che si credono sassi” (a cura di: G. Bosi, G. Barbieri, P. Torri, produzione: Orto Botanico, DSV, UNIMORE, venerdì 14 ore 16, sabato 15 ore 10, domenica 16 ore 10; 16; 17.30) e i ragazzi dai 9 ai 12 anni indagheranno diversi elementi vegetali con la successione occhio-lente-microscopio, per rivelare la complessità del mondo verde: “Piante senza veli” (venerdì 14 ore 17.30, sabato 15 ore 11.30; 16; 17.30, domenica 16 ore 11.30).
Villa Giacobazzi e Parco Vistarino diventano un paese di meraviglie con una serie di iniziative imperniate sulla storia di Alice, modello esemplare di paradossi e illusioni: così nei laboratori de “Il mondo alla rovescia” (a cura di: Centro per le Famiglie e Servizi Educativi del Comune di Sassuolo, sabato 15 ore 9.30-12.30; 15-19, domenica 16 ore 9.30-12.30; 15-19) e in “Verità delle meraviglie. Alice in villa”, un percorso di teatro sensoriale con attori che interpreteranno alcuni dei personaggi più significativi del romanzo di Lewis Carroll, sul sottile confine tra sogno e realtà (a cura di: Biblioteca dei Ragazzi Leontine e Associazione Culturale Quinta Parete, venerdì 14 ore 16.30 e 17.30, sabato 15 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30, domenica 16 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30).

5. “Tutta la verità, nient’altro che la verità”
Paradossi dell’attore, tragedie dell”nganno, regimi della confessione, grandi e piccole bugie mostrano che la verità non è mai tutta

In un pungente spettacolo Martina Dell’Ombra racconterà come è diventata quello che è: la Roma dei Parioli e delle grandi feste ma anche del degrado e del razzismo sono lo sfondo nel quale Martina plasma la propria identità, sulla cui verità, tuttavia, comincia a sorgere più di un dubbio…: “Vera come un fake” (Modena, Piazza Roma, venerdì 14 ore 21).
I toni drammatici dell’inganno spiccano in “Tutto è in lui bugiardo”, lo spettacolo di Modena Città del Bel Canto che, con gli allievi di Raina Kabaivanska, mette in scena una prova della celebre ultima scena dell’Otello di Verdi (regia di Enrico Stinchelli, Modena, Teatro Comunale L. Pavarotti, sabato 15 ore 21, produzione: FCRMO).
Una serie di appuntamenti ruota attorno al tema della confessione nei contesti inquisitoriali, dove è evidente che alla mancanza di verità di dichiarazioni estorte con la costrizione si aggiunge, per chi sa leggere tra le righe, la testimonianza di protagonisti rimasti senza voce nella storia. Così per la mostra “Il giudice e la strega”, prodotta dall’Archivio di Stato di Modena, che presenta preziosi documenti di processi inquisitoriali (curatrici: Maria Carfì, Lorenza Iannacci e Annalisa Sabattini, con il coordinamento di Patrizia Cremonini, produzione: MIBACT – Archivio di Stato di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 15.30), come per il reading “Verità estorte. Streghe e inquisitori” che mette in scena alcune delle storie presenti nell’Archivio (a cura di: Il leggio, Modena, Archivio di Stato, venerdì 14 e sabato 15, ore 19). Analogamente, la mostra “Colpevoli di innocenza” di Ersilia Sarrecchia ricostruirà figure di donne accusate di stregoneria attraverso dipinti, fotografie e libri antichi (Modena, Laranarossa Gallery, a cura di: Andrea Saltini). A una celebre vittima dell’Inquisizione, Giovanna d’Arco, e alla trasposizione cinematografica che ne ha fatto Theodor Dreyer, è dedicata la sonorizzazione live a cura degli allievi e musicisti tutor di Soundtracks: “La Passione di Giovanna d’Arco” (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, sabato 15 ore 20.30, special guest: Enrico Gabrielli a cura di: Centro Musica del Comune di Modena, Associazione culturale MUSE).
Alla maschera della bugia per eccellenza, Pinocchio, è dedicato lo spettacolo “Bugie ad arte. Pinocchio e altri mentitori”, messo in scena da una compagnia studentesca formata per l’occasione grazie a una collaborazione tra STED Modena e festivalfilosofia (Modena, Ostello San Filippo Neri, sabato 15 ore 18 e domenica 16 ore 16, regia: Tony Contartese e Marco Marzaioli). Anche il Castello dei ragazzi di Carpi propone un programma tutto incentrato sul tema della bugia, e in particolare delle bugie dei bambini e dei ragazzi. Perno ne sono le storie di Benjamin Chaud e Davide Calì, le cui tavole sono esposte nella mostra “Le bugie con le gambe lunghissime” (Carpi, Torre dell’uccelliera, in collaborazione con Hamelin). Nel Cortile del Ninfeo un laboratorio con Davide Calì (“Non ho fatto il mio fumetto perché…”, domenica 15 ore 16-19) e narrazioni a cura del Teatro dell’Orsa (“Non raccontarmi storie”, sabato 15 e domenica 16 ore 16-19), circumnavigano i temi della mostra, così come fa, nello stesso luogo, il laboratorio per aspiranti bugiardi “La verità sulle mie incredibili vacanze” (sabato 15 e domenica 16 ore 16-19). Geppetti in erba, infine, potranno costruire bugie e burattini in “Pinocchi col naso allungabile”, laboratorio che si tiene presso la Biblioteca Il falco magico (sabato 15 ore 17.30 e domenica 16 ore 16 e 17.30).
Testimonianze di reclusione oltre il regime di confessione sono quelle colte nella mostra fotografica “Oltre la confessione” di Francesco Cocco (Modena, Complesso Sant’Agostino, a cura di: Camera penale di Modena “Carl’Alberto Perroux”, Associazione Porta Aperta).
Che la verità sia un impegno, una passione che talvolta passa anche attraverso la menzogna, è il tema del concerto “Per amor di verità”, messo in scena dal Gruppo corale “Ologramma” (Modena, Piazza Roma, domenica 16 ore 18, produzione: Istituto MEME Modena, CEMU Centro Europeo Musicoterapia, UPGB Università Popolare “Gregory Bateson” Modena).
Spesso, la verità non è quella che sembra, e può essere molto fastidiosa o urtante… La rassegna cinematografica curata da Alberto Morsiani, “La verità mi fa male, lo so…”, mette alla prova la pretesa oggettività del documentario: venerdì 14, alle ore 20.30, “Lascia stare i santi” di Gianfranco Pannone (Italia 2016, 75′) indaga la verità sul sacro oggi in Italia e prevede un incontro con il regista; alle ore 22.15 “A German life” di Christian Krönes, Olaf S. Müller (Austria 2016, 107′) interroga Brunhilde Pomsel, 105 anni, segretaria di Goebbels, sul nazismo e la guerra totale. Sabato 15, alle ore 21, “Il pugile del Duce” di Tony Saccucci (Italia 2016, 65′) racconta l’incontro del 1928 tra Bosisio e Jacovacci per il titolo europeo di pugilato, nell’Italia fascista di cui l’Istituto Luce diffondeva la propaganda; alle 22.15 è proposto il documentario vincitore del Sundance Film Festival, “All these sleepless nights” di Michal Marczak (Wszystkie nieprzespane noce, Pol/Gb 2016, 100′), sui giovani nella Varsavia di oggi. Domenica 16, alle ore 18.30, “Icaros – a vision” di Leonor Caraballo, Matteo Norzi (Usa/Perù 2018, 91′) presenta un viaggio tra gli psiconauti di un centro di medicina tradizionale in Amazzonia, sulle pratiche sciamaniche; alle ore 20.15 “Strane straniere” di Elisa Amoruso (Italia 2016, 70′) va oltre la retorica sull’immigrazione, proponendo una verità che si incide sul corpo.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

LELO festeggia 15 anni e lancia l’esclusiva Anniversary Line

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Tutto inizia con un pizzico di volontà e desiderio. Abbasso la timidezza, la storia umana si legge come la storia del desiderio. Le persone hanno esplorato la sessualità sin dalla notte dei tempi e, a quanto pare, i sex toy circolano da molto molto tempo. Il loro passato offre uno sguardo inedito, a volte umoristico e misterioso nella psiche umana.

 

Desiderio e inibizione, quando combinati assieme, accendono le parti fisiche e psicologiche più potenti dell’uomo, che possono rivelare svolte inattese. Risulta allettante quando la mente suggerisce di fermarsi, ma il corpo implora di continuare.

 

Qui entra in scena LELO.

 

L’obiettivo di LELO era – ed è – semplice: migliorare anche per un po’ la vita delle persone. La sua missione era quella di rivoluzionare l’industria dei sex toy. Per oltre un decennio, LELO è cresciuto progressivamente grazie alla propria eredità costruita su qualità, lusso e piacere. Oggi è un’antologia vivente per alcuni dei giocattoli più travolgenti del mondo.

 

Per l’occasione, questa divampante passione sarà racchiusa in uno scrigno, ma solo per un breve periodo! La collezione del 15 ° Anniversario in edizione limitata di LELO è un set come nessun altro ad oggi, disponibile dal 20 giugno. Questa linea unica contiene 12 oggetti di piacere elettrizzanti ed eleganti che manderanno letteralmente in visibilio le più intime fantasie!

 

Impreziosito dalla raffinata fantasia LELO, in silicone 100% sicuro per il corpo e disponibile sia in zinco nero sia in oro rosa 18 carati – questi 12 sex toy in edizione limitata faranno impazzire la tua immaginazione. L’Anniversary Line in edizione limitata di LELO viene venduta per 2.500 € per la collezione in nero, solo 800 pezzi disponibili, e 10.000 € per la collezione in rosa, solo 200 pezzi disponibili.

 

Questa Anniversary Line di lusso sintetizza tutto ciò che LELO ha trasmesso all’industria del piacere: un nuovo livello di lusso per prodotti di questo genere, suscitando curiosità e/o desiderio nei clienti.

 

Ma non farti ingannare pensando che questi oggetti siano solo dei supplementi alla tua camera da letto. Il design di LELO è bellissimo all’esterno, ma si estende anche all’ingegneria intelligente all’interno, coronando l’Anniversary Line come l’ennesimo successo: una celebrazione esclusiva di tutto ciò che il brand rappresenta, la sua storia e l’impegno per un futuro ricco di rivoluzionarie innovazioni.

 

 

È la curiosità a guidarti fino a qui!

 

Ogni avventura inizia con l’apertura di una porta… o di una scatola. E quella di LELO sarà l’unica con cui vorrete trascorrere del tempo. Rosea come le guance dopo l’afflusso di sangue, o nera come una notte senza luce, i prodotti proposti sono già pronti a condurti nel piacere più audace.

 

Dal tocco leggero di Cannes Feather sulla coscia a quello deciso del frustino telescopico Hertz che stuzzica la fantasia, passando dalla Kie Eye Mask per liberarsi da tutte le catene nell’oscurità delle proprie mura di casa. Tutto dipende interamente da te. Hai il coraggio di seguire i tuoi istinti?

 

Inizia subito la tua discesa verso il mondo del piacere.

 

Un solo pensiero sbarazzino può accendere la tua anima con il desiderio di esplorare ciò che mai avresti immaginato: lasciati legare, stuzzicare e molto altro ancora. Tutto ciò che serve è… un piccolo passo.

 

“Cannes Feather Teaser” –  Accarezzami dolcemente.

Dall’unione tra le lussuriose piume e un manico lucido a sfera, questo piumino invita elegantemente a ménage delicati, sensuali e seducenti. Stuzzicherai il tuo viaggio verso l’estasi con il tocco più vivace che abbia mai provato.

 

“Hertz Telescopic Crop” Ai tuoi ordini, mio signore.

Prendi il pieno controllo durante una sensuale sculacciata con questo erotico frustino telescopico. Offre resistenza e flessibilità, per stuzzicare il tuo partner con un tocco deciso. Apri le parte a un mondo di piaceri e sperimenta un nuovo livello di intimità, più selvaggio della tua stessa immaginazione.

 

“Elena Shackles”Stimola I tuoi sensi.

Concediti le tue più profonde fantasie di “resa e controllo” con queste catene eleganti. Amplificando i sensi durante l’atto, la potente combinazione di desiderio e moderazione ti inviterà a chiederne di più.

 

La curiosità ti ha portato qui con gli occhi spalancati, ma la vera scoperta implica peccare con ognuno dei tuoi sensi.

 

“Kie Eye Mask” L’amore è cieco.

Amplifica il tatto con questa seducente maschera per gli occhi, che dà mistero e piacere ai tuoi momenti più intimi. Lasciati incantare da questa elegante benda regolabile che offre sensi intensi e un potenziale illimitato per notti di passione.

 

“Volone Massager”– Sotto-missione impossibile.

Questo vibratore elegantemente stravagante è un modo innovativo per dare piacere alla tua vita intima. Con otto varianti nell’inclinazione della punta tra cui scegliere, questa miscela di intensità e carica erotica ti farà completamente ripiegare su te stessa.

 

“Jarlsgatan Flogger”Provocami.

Si apre una finestra verso piaceri nuovi e più intensi. Questo elegante “gatto a nove code” presenta nappe in pelle scamosciata morbide ed elastiche che sono perfette per offrire una delicata punizione. Abbandona il tuo controllo e immergiti in un mondo di nuove sensazioni e possibilità.

 

 

Hai il coraggio di seguire il sentiero ribelle? Più vai avanti e più proverai sollievo e pizzicorio in egual misura.

 

“Sense Dual Massager” Piacere incontrollabile.

Spingi il tuo piacere al limite con questo massaggiatore a doppia azione, così bello da portarti in estasi. Con otto diverse impostazioni di vibrazione, assaporerai uno squisito orgasmo interno ed esterno, assicurandoti ondate di piacere. Resterai senza parole.

 

“Rio Spanker”Ti sfido.

Amante delle sculacciate? Sperimenta cinquanta sfumature di preliminari con questo erotico oggetto del piacere. Offrendo un approccio più audace all’intimità, l’elegante bacchetta in pelle è perfetta per scatenare un’audace avventura tra le lenzuola (ma anche sopra, o fuori!). Scatena un mondo di possibilità di giochi di ruolo con un semplice movimento del polso.

 

“Fontanoso Graduating Beads” Piacere sotto esame.

Se sei in cerca di progressive sensazioni di piacere, le palline graduate offrono una miscela di piacere e stimolazione diversa da qualsiasi altra tu abbia mai provato prima. Puntando ad ognuna delle tue zone erogene, grazie alla morbida e flessibile consistenza del silicone, ti immergerai in un mondo intenso ed euforico.

 

L’eterea sensazione incorporea

 

Ecco la ricompensa conferita a coloro che sono disposti a cercarla – e che sono disposti a lasciare che il loro desiderio li inghiottisca completamente.

 

“The Ax Multi-Massager” Il capolavoro del sesso.

Sperimenta il totale dominio con questo multi-massaggiatore che vibra internamente ed esternamente allo stesso tempo, stuzzicando diverse angolazioni per una nuova dimensione sessuale. Progettato per migliorare le sensazioni per le coppie o da soli, il potente “Ax” ti lascerà senza fiato e implorerai di più.

 

 

 

“Stureplan Plug”Piacere che non potrai tenere nascosto.

Perfetto per un appagamento personale o per un piacere condiviso, questo lussuoso dilatatore farà tremare il tuo corpo con puro piacere. Caratterizzato da un design morbido e flessibile, il brivido erotico di un saluto da dietro ti trasporterà in un viaggio.

 

“Dot Ben Wa Balls” Perdere la testa, con totale controllo.

Il percorso più raffinato per aumentare la sensibilità sessuale passa da queste lussuriose palline, che aggiungono un tocco di classe alla tua intimità. Rafforza il tuo piacere e goditi orgasmi più lunghi e intensi con questo sex toy dal design flessibile.

 

 

Per ulteriori informazioni e per tutte le specifiche clicca su www.lelo.com/it/anniversary-line.