Giro d’Europa in base alle torte

Read More

Diciamolo, spesso viaggiamo per una full immersion in una altrui cultura… culinaria. Holidu, il motore di ricerca per case vacanza, ha capito che a noi italiani piace unire le nostre due più grandi passioni: viaggiare e il cibo.E grazie a loro tra poco andremo in alcuni luoghi a voi noti, visto che li abbiamo visitati di recente, per un gustoso approfondimento.

Cosa c’è infatti di più gustoso di una torta: sono  da sempre sinonimo di occasioni speciali, e gioia  di stare insieme. Spesso raccontano proprie storie o

hanno  nomi famosi. Ecco  quindi una personalissima passaggiata nelle  metropoli europee, con qualche dolce consiglio  sui migliori caffè, nei quali assaporare ciascuna  di queste dolcezze culinarie, magari con qualche tè o caffè fumante vista la stagione che andiamo ad affrontare.

Ovviamente  non dovrete  preoccuparvi delle  calorie, abbiamo deciso  di offrirvi anche qualche consiglio  per smaltire la vostra torta, mentre  vi godete la città.

 

Sachertorte  – Vienna, Austria   

In primis non potevamo che citare  Vienna, con la sua fantastica Sachertorte.  La Sacher è la scelta perfetta per tutti gli  amanti del cioccolato ed è una delle specialità  culinarie più famose di Vienna. La leggenda narra  che sia nata nel

1832,  in occasione  di una cena importante  alla corte austriaca. Proprio  quella sera lo chef si ammalò  e quindi toccò al giovane Franz  Sacher, ancora apprendista, occuparsi  del dolce. Si dice che il Cancelliere austriaco  Von Metternich disse “Non farmi vergognare questa sera!”.  Con questa enorme

responsabilità  sulle spalle, Franz  creò quella che oggi  è conosciuta in tutto il  mondo con il nome di Sacher.  Quarant’anni dopo Eduard Sacher,  figlio di Franz, inaugurò il famosissimo Hotel  Sacher a Vienna, dove ancora oggi si può degustare  la migliore Sacher al mondo!

Ingredienti: farina, zucchero, uova,  marmellata alle albicocche e glassa  al cioccolato.

Calorie:  337 kcal/100g

Se  volete  assaggiare  una sacher secondo  la ricetta tradizionale,  il café

Sacher  è il posto  giusto per voi!  Ogni anno, da 180 anni,  vengono vendute ben 360.000  fette di questa fantastica torta.

 

Un  caffé  particolare:

Vollpension  Wien

Se  cercate  un posticino  più economico e  fuori dal comune, il  Vollpension è un must.  Un grazioso locale tutto  al femminile, nel quale è  possibile

assaggiare  diverse torte,  tra cui ovviamente  la Sacher. Costo: 3,90€  a porzione.

 

Come  bruciare  le calorie  della vostra  Sacher:

Dovrete  camminare  ben 96 minuti  oppure esplorare  i bellissimi giardini  del Belvedere, o girare per il  centro storico di Vienna, partendo  dallo Staatsop

er  fino ad  arrivare alla  cattedrale di St.Stephen  e a Schottentor è la zona  perfetta per gli amanti delle  torte.

 

Torta  caprese  – Roma, Italia

Gli  italiani  sono veri  e propri amanti  del cioccolato e delle  torte, per questo è davvero  difficile scegliere una torta nazionale,  ma combinando queste due passioni ecco che  nasce la semplicissima ma straordinaria torta  caprese. Anche se non proprio originaria di Roma,  la torta caprese è un vero classico italiano e prende  il nome dall’isola di Capri. Ci sono diverse storie sulle  sue origini e la leggenda più famosa racconta che una principessa  austriaca,

sposata  con il re  di Napoli, volesse  una Sacher ma lo chef  non ne conoscesse la ricetta. Così  decise di preparare la torta aggiungendo  delle

mandorle,  inventando quindi  la caprese.

Questa  torta senza  farina è davvero  gustosa ed è perfetta  anche per i celiaci.

Ingredienti: Burro,  zucchero, uova, cioccolato,  mandorle Calorie:

418  kcal /  100g

Potete considerare la caffetteria San  Lorenzo: è un paradiso per tutti gli  amanti del cioccolato e offre torta caprese  tradizionale e altri dolci. Potrete avere la vostra  fetta di torta con una tazza di caffè, dalla quale  straborda del cioccolato.

Costo:  8 € a porzione

Un  caffè  particolare: Antico  caffè Greco, Via Condotti

Questa  costosa caffetteria  è la seconda più antica  d’Italia ed è il luogo perfetto  se state cercando un posticino raffinato  per godervi la vostra torta al cioccolato!  Se volete sperimentare quello che Goethe e Joyce hanno  assaggiato, una tappa in questo caffè storico è d’obbligo.

Costo:  12 € a porzione

 

Come  bruciare  le calorie  della vostra  torta caprese: Si  può camminare per circa  120 minuti tra le vie di  Roma, o anche potete visitare

i  Musei  Vaticani  e percorrere  i 7 km delle  stanze, che ospitano  alcuni dei dipinti più  belli del mondo. Roma è  veramente grande e probabilmente  siete curiosi di sapere dove si trovano  i migliori caffé. Due delle zone più dolci  sono certamente Rione I Monti e Rione V Ponte,  dove si può godere di una vista romantica sul Tevere,  mentre assaporate la vostra torta al cioccolato. Un panorama  da togliere il fiato è quello di cui avete bisogno durante la vostra  visita a Roma.

.

Käsekuchen  – Berlino, Germania

La  più antica  ricetta della  Käsekuchen è greca,  ma da quando è comparsa  per la prima volta nel XVI  secolo, questa torta al formaggio  ha conquistato tutti i cuori tedeschi.  Da allora, sono state molte le varietà in  tutto il paese: a volte viene preparata con  un impasto lievitato, con uvetta in formaggio di  cagliata, o con crema. In ogni caso risulta sempre  morbida e deliziosa.

Ingredienti: Crema  al formaggio, uova,  zucchero, farina

Calorie:

152  kcal /  100g

 

Il  richiamo  della tradizione: Cafe  Einstein, Tiergarten

Il  café Einstein  è certamente un classico  quando si tratta della Käsekuchen.  Si tratta di una Kaffeehaus in stile  viennese situato nella zona più tranquilla  della Kurfürstenstraße. Con i suoi splendidi  interni antichi e un ampio giardino per i periodi  estivi, il caffè è costantemente affollato di amanti  di cheesecake, servite da camerieri elegantissimi in bianco e  nero.

Costo:  3 € a porzione

 

Un  caffè  particolare:

Cafe  Dreikäsehoch,  Prenzlauer Berg

Qui  potrete  trovare ben  45 varietà di  Käsekuchen: dalla  classica al marzapane,  passando a quella con frutti  regionali.

Se  volete  una pausa  di lusso potrete  degustare la vostra  cheesecake con un calice  di champagne.

Costo:  3,90 € a  porzione

 

Come  bruciare  le calorie  della vostra  Käsekuchen:

Una  passeggiata  di 44 minuti  è sufficiente per  smaltire le calorie  della vostra cheesecake.  Oppure potrete salire i 300  scalini della Siegessäule (Colonna  della Vittoria), uno dei monumenti più  celebri di Berlino. Qui si può godere, inoltre,  di una vista incredibile. Prenzlauer Berg, ricca di  pasticcerie e caffetterie intime e alla moda, è il posto  perfetto per gli amanti delle torte. L’area attorno alla Kastanienallee  è tutta da scoprire.

 

Tarte  au citron  meringuée – Parigi,  Francia

 

Parigi,  capitale dell’amore  ma anche delle torte:  il dolce più venduto in  Francia è la tarte au citron, anche se  viene rivendicata da molti altri paesi.  Potrebbe essere francese, inglese, americana  o addirittura svizzera, ma

a  noi  piace  pensare  che provenga  da Menton, la  città dei limoni.  Il perfetto equilibrio  tra l’asprezza del limone  e la dolcezza della meringa  ha conquistato il cuore dei nostri  vicini francesi già dal 19esimo secolo,  ed è pronta per conquistare anche noi italiani!

Ingredienti: burro,  limone, zucchero, uova  e farina

Calorie:

284  kcal/100g

 

Il  richiamo  della tradizione: Patisserie  Gérard Mulot

Come  vuole la  tradizione,  le migliori torte  si trovano nelle pâtisseries  di Parigi, tra queste è inclusa  la fantastica pâtisserie Gérard Mulot,  nella quale potrete godervi la vostra tarte  au citron.

Costo:  4€ a porzione

Un  caffé  particolare: Salon  KL Patisserie

Lo  chef  pasticcere  Kevin Lacote  ha reinventato  la famosissima tarte  au citron, creando una  vera e propria opera d’arte.  In questo posticino accogliente  è anche possibile ammirare i pasticceri  al lavoro!

Costo:  6,50 € a  porzione

 

Come  bruciare  le calorie  della vostra  tarte au citron: Vi  serviranno 81 minuti di camminata,  magari lungo la Senna fino alla cima  di Montmartre o nei giardini Tuileries.  Ma, siamo onesti, il modo migliore per bruciare  le calorie

della  vostra tarte  au citron sono  gli scalini, e non  parliamo di scalini qualunque,  ma di quelli famosissimi della Tour  Eiffel. Ci sono tantissimi quartieri parigini  per gli amanti delle torte. Se cercate un posto  esclusivo, le Monnaie può fare al caso vostro! Dall’altro  lato della Senna, nel centro di Parigi, potrete trovare i migliori  caffè nel secondo distretto. Una buona

alternativa  è anche il nono  distretto, in prossimità  del centro città, con una  vasta scelta di caffè più alla  mano.

Cinque alloggi sostenibili nei Paesi Bassi: dall’albergo più green a un ostello in ex container

Read More

Sempre più viaggiatori fanno attenzione al rispetto dell’ambiente anche nei luoghi in cui soggiornano. L’Olanda è un paese che si distingue per la sua sostenibilità in molte aree, una di queste è il turismo. Abbiamo selezionato cinque alloggi che rispettano rispettosi in modo particolare l’ambiente.

 

Rebel rebel hostel

Questo ostello, situato alla periferia di Groningen, è innovativo già dal nome. È la prima sistemazione turistica nella città costruita riutilizzando ex container e sfruttando l’ambiente di una ex fabbrica dello zucchero per costruire questo ostello unico. Dispone di 27 posti letto suddivisi in camere singole e condivise, con un soggiorno destinato esclusivamente alle ragazze e un altro doppio per le coppie che cercano più privacy. Una delle principali iniziative sostenibili dell’albergo è il risparmio idrico, ottenuto attraverso l’uso di speciali soffioni e il riutilizzo dell’acqua della doccia per pulire i bagni. Esso genera inoltre acqua calda grazie a un riscaldatore a pellet, un combustibile rinnovabile al 100% prodotto da scarti vegetali, producendo basse emissioni di CO2.

 

http://rebelrebelhostel.com/

 

Hotel Mary K

Questo hotel accogliente è una scommessa sicura per i viaggiatori che vogliono godersi un soggiorno pieno di fascino a Utrecht. Situato vicino a uno dei suoi canali, ha camere per tutti i gusti, progettato per le persone che viaggiano da sole, coppie o famiglie. Mary K sostiene l’ambiente grazie a numerose misure come l’implementazione di vari sistemi che garantiscono il risparmio di luce e acqua, l’uso di materiali ecocompatibili e mobili di seconda mano, il riciclaggio di tutti i rifiuti e l’uso di carta riciclata nei loro uffici. Inoltre, il cibo e le bevande offerti in hotel sono biologici e provengono tutti da produttori locali. Sia la biancheria da letto che gli asciugamani sono fatti di materiali organici che provengono dal commercio equo e solidale. Le stanze più speciali e spaziose: Studio Suite e Grand Deluxe, dove gli ospiti possono fare un bagno rilassante nel centro della stanza o godersi la vasca idromassaggio.

https://www.marykhotel.com/?lang=en

 

Hotel Court Garden

Situato in una delle zone più alla moda de l’Aia, il Zeeheldenkwartier, questo hotel è stato il primo a ricevere il riconoscimento per la sua sostenibilità dal Ministero dell’Ambiente olandese; E’ stato progettato in modo totalmente ecologico, riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente. Tra le molteplici misure adottate per raggiungere questo obiettivo: l’uso di energia pulita in tutto l’hotel e l’utilizzo di materiali che garantiscono l’isolamento totale dell’edificio, risparmiando così sull’aria condizionata. Vengono inoltre adottate misure che consentono il risparmio di luce e acqua, come l’utilizzo di lampadine a LED, sensori di movimento e una pompa di riscaldamento a gas. Infine, il suo ristorante offre prodotti esclusivamente biologici e del commercio equo e solidale. Il Court Garden è anche impegnato nella mobilità sostenibile, con un servizio di noleggio biciclette per i suoi ospiti.

 

https://www.hotelcourtgarden.nl/en/

 

Hotel Jakarta

Sia il suo nome che la sua decorazione interna evocano l’era degli scambi tra l’Indonesia e l’Olanda. L’Hotel Jakarta è un’oasi nel centro di Amsterdam e si trova proprio nel luogo in cui le navi olandesi partivano per le Indie Orientali. Proclamato come il più verde degli hotel olandesi, grazie alla collaborazione con il giardino botanico di Amsterdam (Hortus Botanicus), dispone infatti di un cortile interno popolato da piante provenienti dall’Asia. Inoltre, l’edificio genera autonomamente tutta l’energia di cui ha bisogno attraverso varie fonti all’interno e intorno all’edificio. L’hotel è stato costruito principalmente con legno naturale e vetro, materiali che per la maggior parte possono essere smantellati e riciclati. Esso dispone inoltre di numerose misure di risparmio energetico, utilizzando l’acqua piovana per irrigare il giardino interno e pannelli fotovoltaici per generare energia elettrica. Infine, lo staff dell’hotel indossa le uniformi disegnate da By Rockland | HACKED realizzate con materiali esclusivamente ecologici.

 

https://hoteljakarta.amsterdam/en/

 

Hotel New York

Stare all’Hotel New York di Rotterdam è come fare un viaggio nella storia, essendo stato la sede dell’ex ufficio della Holland America Line. Proprio da qui partirono molti emigranti per il Nord America all’inizio del XX secolo alla ricerca di una vita migliore. L’hotel, situata nella zona Kop van Zuid, dispone di 72 camere, due delle quali situate nelle torri dell’edificio e un’altra sul tetto dell’hotel che include una terrazza privata. Tutte con vista sul fiume Mosa o sul molo Wilheminapier. Ma questo storico hotel garantisce non solo una delle migliori viste della città di Rotterdam, ma anche un’attività che rispetta l’ambiente. Infatti, è stato premiato con la “chiave verde”, uno dei premi di sostenibilità più apprezzati per le strutture turistiche. Tra le altre misure, l’Hotel New York dispone di punti di ricarica per auto elettriche, sistemi speciali per risparmiare acqua nelle docce e un piano di illuminazione personalizzato che riduce il consumo di elettricità. L’hotel dispone anche di un programma di stampa di documenti sostenibili.

 

https://hotelnewyork.nl/

Le terrazze più cool sui tetti delle città olandesi: i posti migliori per godersi panorami strepitosi

Read More

WT Urban Kitchen | Utrecht

 

Per pranzare o cenare ad alto livello (in tutti i sensi) si può optare per la Watertoren Urban Kitchen di Utrecht. Un’antica torre dell’acqua alta 37 metri che risale all’inizio del secolo scorso. Dalla singolare forma di una mazza da baseball, oggi ospita uno dei più rinomati e panoramici ristoranti della città, il “WT Urban Kitchen”. Non appena il cibo ordinato arriverà sulla tavola si porrà la scelta più difficile: dare più attenzione al cibo o alla vista straordinaria?

 

Maggiori informazioni https://wturbankitchen.nl/

 

The Suicide Club | Rotterdam

 

Anche dalla terrazza del The Suicide Club si può godere una bellissima vista fino alle prime ore del mattino. Questa volta su Rotterdam. La terrazza, chiamata Cloud 8, è accogliente e il bar offre ottimi cocktail, con la possibilità del barbecue e di tanti salottini appartati. Sicuramente uno dei luoghi più interessanti di Rotterdam!

Maggiori informazioni http://www.thesuicideclub.nl/

 

VANE | Eindhoven

Il nuovo NH Collection-Hotel all’interno della Torre Groene Toren di Eindhoven è stato inaugurato il 1° settembre. All’ultimo piano si trova il cocktail bar VANE, dove lo chef Casimir Evens e la regina dei cocktail Tess Posthumus detengono lo scettro. Il nome VANE deriva da “banderuola”, per via della costante “brezza” al 14 esimo piano.

Maggiori informazioni https://www.vane-eindhoven.nl/

 

Op de dak | Rotterdam

 

Molto probabilmente questo è il tetto più green dei Paesi Bassi. Il menù che il ristorante Op de Dak serve è composto da ingredienti provenienti da agricoltori locali e da fattorie urbane e soprattutto dal proprio orto che si trova sullo stesso tetto della terrazza in cui vi trovate. Veramente chilometro zero! Posto trendy, cibo buono e personale cortese. Cos’altro si può volere?

 

Maggiori informazioni http://ophetdak.com/

 

The Penthouse | L’Aia

 

Con i suoi 135 metri di altezza, The Penthouse è più alto del ristorante della Torre Eiffel, e naturalmente il più alto dei Paesi Bassi! Questa torre de L’Aia si ispira a Manhattan e ha una vista di tutto rispetto. Stappa una bottiglia di champagne nello Sky Bar di questo ristorante e goditi i metri da alta quota.

 

Maggiori informazioni: https://www.thepenthouse.nl/

24-36 ore a Roma: ecco cosa fare

Read More

Probabilmente Roma è una di quelle pochissime città che non basterebbe una vita intera per girarla tutta. Figuriamoci quindi fare una mini guida per consigliare qualcosa da vedere in 24-36 ore.

 

Io ad esempio vi consiglierei di prendere per un paio di notti un hotel, e a tal proposito devo dire che con Best Western in Italia mi sono sempre trovata bene perché sono comodi, in centro e affidabili… quindi è davvero il primo consiglio che mi sovviene per un hotel a Roma.

 

Poiché il tempo si perde facilmente alzatevi presto e iniziate la giornata con qualche “teatro dal vivo” passeggiando per le strade della Città Eterna intorno al vostro albergo, mentre Roma si risveglia in un altro giorno. Le consegne sono in corso; i romani con le prime chiamate sono al lavoro, e i famosi gatti della città sono in cerca di una testa di pesce. Questa passeggiata può acclimatarvi più velocemente di ogni altra cosa ai luoghi, ai suoni e agli odori di questa antica capitale, un tempo sede di uno dei regni più potenti del mondo, con molti ricordi del suo periodo d’oro. Questa passeggiata vi porterà al centro prima di prendere un taxi, prendere un autobus o salire a bordo della metropolitana per un giro alla prima attrazione del nostro tour.

 

Ma prima, vi suggeriamo di fare colazione in un caffè romano. Non importa quale sia. In quasi tutte le strade di Roma, ne troverete una. Sedetevi e guardate la gente mentre gli avventori seguono lo stesso vostro lento rituale.

 

Se avete solo 1 giorno, considerate la possibilità di rifiutare la Roma imperiale (per quanto sia difficile da fare) e scegliete invece di esplorare San Pietro e il Vaticano. La scelta è vostra. Condurremo il primo giorno con la Roma imperiale, salvando il secondo giorno per il Vaticano e San Pietro. Ma, se lo desiderate, potete invertire questi itinerari, naturalmente. Continue reading “24-36 ore a Roma: ecco cosa fare”

La foresta Waterloopbos: 30 importanti progetti di ingegneria idraulica in un bosco

Read More

Nel bosco acquatico Waterloopbos nella provincia settentrionale del Flevoland, si passeggia tra 30 grandi opere d’ingegneria idraulica che hanno reso famosa in tutto il mondo la conoscenza olandese in questo settore.

Nato in passato per ospitare una serie di istallazioni di ingegneria idraulica, oggi nel Waterloopbos, letteralmente Bosco Acquatico, si può passeggiare tra una trentina di modelli in scala di progetti idrologici realizzati da ingegneri olandesi in tutto il mondo da Rotterdam alla Danimarca fino alla Libia. Tra i modelli visibili si trovano le opere del Deltawerk, il progetto di salvaguarda del Delta della Schelda, il porto di Vlissingen e molti alti grossi progetti. Per anni, il Laboratorio Olandese di Ingegneria Idraulica ha condotto qui tutti i test sulla gestione delle risorse idriche, le ricerche sulle dighe, le coste e i porti. Così è nata la fama dell’Olanda nel campo delle risorse idriche, riconosciuta a livello internazionale. Ogni sentiero nel bosco acquatico riporta descrizioni in inglese che illustrano al meglio le note capacità pioneristiche degli ingegneri olandesi. Il 27 settembre all’interno del Waterloopbos verrà inoltre inaugurato il più grande progetto sinora creato per il piano di salvaguardia del Delta della Schelda: un colosso di cemento lungo 200 metri è stato trasformato da artisti in una delle più grandi opere d’arte del paese. Il lavoro monumentale, originariamente chiamato Deltagoot, era nato per testare l’effetto delle correnti d’acqua su dighe, dune e frangiflutti.

 

Il Waterloopbos è stato il primo bosco nato sul fondo dell’ex Mare del Zuiderzee, una volta prosciugato. Fu infatti nel 1942 che l’ultima barca navigò in questo luogo che, in seguito alla bonifica, venne trasformato in un polder. Subito dopo iniziarono a piantare alberi, che grazie al terreno fertile e all’abbondante acqua, crebbero velocemente e divennero presto un bosco, oggi una bellissima riserva naturale che fa da sfondo a questi singolari modelli idrologici.

Nel 2019 verrà creata un’applicazione che consentirà ai visitatori di creare un percorso tematico personalizzato mentre nel 2020 il centro visitatori verrà rinnovato con l’aggiunta di una sezione multimediale informativa e l’ampiamento dell’area di ristorazione.

 

www.toerismeflevoland.nl

Il percorso dei mulini lungo il fiume Zaan: dove tradizione, cultura e natura si uniscono

Read More

Un percorso di soli 8,5 km ma ricchissimo di luoghi unici e caratteristici. Ad iniziare dalla bellissima Zaanse Schans, dove i mulini di varie tipologie si alternano a piccole antiche case in legno, giardini fioriti e fattorie artigianali specializzate nella produzione di zoccoli di legno e di deliziosi formaggi tipici.

Il primo dei mulini visitabili si chiama De Kat (Il Gatto) ed è stato costruito nel 1664. Dopo tanti secoli, gode ancora di ottima salute e ogni giorno produce vernici e pigmenti di alta qualità che riforniscono artisti e restauratori di tutto il mondo.

 

Continuando lungo il piccolo sentiero lungo il fiume Zaan vi imbatterete nel mulino De Huisman che vi permetterà di fare un tuffo nel passato quando, grazie alla Compagnia delle Indie, tanti prodotti esotici arrivavano nel paese. Una volta entrati sentirete ovunque un delizioso profumo di spezie tropicali proveniente dalle tre paia di macine che grazie al vento sono attive ogni giorno. Pannelli informativi e degustazioni completeranno questa singolare visita.

Ma non solo mulini, a Zaanse Schans potrete visitare anche antichi laboratori artigianali come per esempio quello per la lavorazione del peltro, oppure un antico forno dove potrete acquistare tanti dolci tipici olandesi e le caramelle tradizionali al gusto di liquirizia salata e di cannella dolce. Questo percorso ad anello vi porterà poi alla diga di Enge Wormer, al Kalverpolder e alle torbiere di Haaldersbroek. Dall’altro lato del canale troverete invece i vecchi polder di Wormer e Jisperveld. Ritornati al punto di partenza avrete l’opportunità di passeggiare tra le case storiche in legno fino ad entrare nei piccoli deliziosi giardini aperti al pubblico. I più attenti noteranno un piccolo dettaglio: la fine ghiaia dei sentieri tra le aiuole di bosso, è formata da conchiglie triturate: la maniera tradizionale per un riciclaggio intelligente di un prodotto in esubero! La passeggiata è anche l’occasione per fare una sosta assaggiando le deliziose pannekoeken, più larghe di un pancake e più spesse di una crepe rappresentano uno dei cibi tradizionali olandesi declinabili in maniera dolce, con burro e sciroppo d’acero, o salata, con bacon e ovviamente il tradizionale formaggio olandese.

 

Un’occasione unica per ritornare indietro nel tempo e rivivere l’atmosfera del 18esimo e 19esimo secolo! Man mano che ci si avvicina in bicicletta si potranno già scorgere le pale dei mulini a vento che trasformano l’ampio paesaggio agricolo in lontananza. Tra i prati che circondano il villaggio è possibile avvistare vari uccelli, come la pittima, la pettegola, la pavoncella e la goletta. Cultura, tradizione e natura si uniscono in uno dei percorsi più belli del paese.

‘Masterly The Hague’, i maestri del passato ispirano gli artisti di oggi

Read More

Famosi designer e scultori presentano a L’Aia le loro interpretazioni dei maestri olandesi

 

L’Olanda ha un nuovo evento culturale: Masterly The Hague. Un festival che d’ora in avanti si terrà ogni anno, dove gli storici capolavori olandesi incontrano il Dutch design contemporaneo. Nella città reale L’Aia, capitale amministrativa e politica, tre edifici monumentali affacciati sul centralissimo laghetto “Hofvijver” ospiteranno questo nuovo evento culturale dal 20 al 23 settembre.

“Prinsjesdag” in grande stile

Intorno alla data del Prinsjesdag, la tradizionale apertura del Parlamento il terzo martedì di settembre, questi edifici aprono le loro porte al pubblico e durante quattro giorni 25 delle loro splendide sale diventeranno il luogo dove celebrare la bellezza e l’artigianato. L’iniziatrice Nicole Uniquole ha invitato 55 tra designer contemporanei, fotografi e artisti a scegliere un’opera di un antico maestro come ispirazione per creare così un lavoro di design contemporaneo.

Quattro giorni di festa

L’evento non prevede solamente l’esposizione di queste nuove opere di designer contemporanei, fotografi e artisti poste accanto alle loro muse ispiratrici, ma anche l’opportunità di incontrare gli autori di queste opere. Ai visitatori viene offerta una prospettiva unica sulla bellezza e l’artigianato esplorando la visione moderna dei dipinti storici da parte di questi artisti contemporanei.

Nuovi maestri nel nuovo Secolo d’Oro

Questo pas de deux di antico e moderno genera alcune intuizioni sorprendenti sulla bellezza dell’arte. Per esempio, la haute couture dei fashion designer Viktor & Rolf crea un affascinante connubio con il quadro di Michiel van Mierevelt dove vennero dipinte l’armatura e lo splendido colletto di Frederik Hendrik prima che quest’ultimo diventasse Principe d’Orange nel 1625. I giganteschi fiori di metallo di Linda Nieuwstad paiono rispecchiarsi nelle rose del ritratto dipinto nel diciassettesimo secolo da Jurriaan Ovens di Lucia Wybrands, allora la donna più ricca di Amsterdam. La coppia di fotografi Petra e Erik Hesmerg presentano alcuni dei loro lavori accanto ad una bellissima natura morta di J. M. Sartory, artista di cui si sconoscono solo pochissime opere.

Grande magazzino culturale temporaneo

Quando il tappeto rosso si aprirà su Lange Vijverberg, al pubblico verrà presentata un’ampia gamma di opere artistiche e culturali tra cui dipinti inediti delle collezioni del Dr Abraham Bredius, della galleria Hoogsteder & Hoogsteder e dell’artista Cornelis Kruseman. Tutto il design olandese esposto in mostra è in vendita.

www.masterlythehague.com

Un festival musicale nella pittoresca cornice di Utrecht “Le Guess Who?”, oltre 150 performance

Read More
2017-11-11_LGW_Juri-Hiensch_MG_0904

Le Guess Who? La cui dodicesima edizione si terrà dall’8 all’11 novembre 2018 nella città di Utrecht, è un festival musicale internazionale dedicato ai suoni globali in grado di attraversare i confini di tutto il pianeta.

Per quattro giorni l’evento s’impossesserà del centro della città con oltre 150 performance che elettrizzeranno la scena di teatri, chiese, gallerie e magazzini. Si terranno anche eventi collaterali con musica, film, arte visiva, fotografia e mercati nei cafè, hotel, ristoranti, piazze e negli angoli nascosti di tutta la città.

 

Il festival pone l’attenzione su artisti che esplorano ed espandono i confini musicali, inserendo in programma stili diversi da quelli occidentali, musica jazz, folk, ambient, drone fino al pop e rock contemporaneo, anche mischiando questi generi tra loro.

 

Tra i musicisti in programma ci saranno il jazzista etiope Hailu Mergia, le icone del grunge di Seattle Mudhoney, il reggaeton sperimentale del dominicano Kelman Duran, il funk sudanese futuristico dei The Scorpios e molti altri, tra cui una performance del rinomato musicista indiano Anoushka Shankar, insieme all’austriaco Manu Delago e con 27 membri della sezione archi della Metropole Orkest.

 

Altra novità del festival sarà ‘Reaching For Indigo: Gaia Infinitus’: per la prima volta la musicista Haley Fohr di Circuit des Yeux si esibirà insieme ad alcuni membri della Netherlands Philharmonic Orchestra, con composizioni inedite.

 

Le Guess Who? darà inoltre luce a due nuovi progetti: il primo è una collaborazione tra il gruppo musicale Jerusalem In My Heart ed un’orchestra orientale di Beirut nell’adattamento dell’opera classica egiziana “Ya Garat Al Wadi” (1928).

 

Nel corso degli anni Le Guess Who? è diventato uno dei principali festival internazionali, rinomato per la sua innovativa proposta musicale. I biglietti sono stati venduti in 58 paesi diversi, tra cui la quasi totalità dell’Europa, così come in Messico, Libano, Giappone, Egitto, India e Corea del Sud.

 

Per maggiori informazioni: www.leguesswho.com

Non c’è birra strepitosa senza luppolo favoloso. Viaggio a Zatec, là dove sbocciano fiori di alta qualità per le bionde più famose, e genuine, del globo. La Pilsner e la Budweiser Budvar.

Read More

Se lo chiedono in tanti quale sia il segreto della birra ceca, tanto buona e tanto originale da aver scatenato in tutto il mondo la moda della bionda. Non solo nell’antichità è stato “rubato” ai mastri birrai cechi il segreto della birrificazione lager chiara, ma Pilsner Urquell e Budvar sono etichette richiestissime ovunque. Bè, tutto è partito da un luppolo speciale… coltivato a Zatec, cittadina carica di fascino e storia che piacerà a tutti, astemi compresi.

Immersa in una regione fertile e verde, che per la sua tipicità è richiestissima come set cinematografico, Zatec è una meta imperdibile del distretto di Louny, in Boemia. E’ famosa soprattutto per il luppolo di straordinaria qualità che qui si coltiva e che è ingrediente principale della straordinaria birra ceca, rinomata in tutto il mondo e prodotta qui fin dai tempi antichi (come testimonia, tra l’altro, il rinvenimento in città della tomba del più vecchio birraio ceco). Tra gli Anni ’20 e ’30, il birrificio locale viveva il suo periodo di massima produzione e gloria, spiccando tra i più moderni del Paese.

Un tempio della birra e del luppolo
Oggi alla birra ricavata dall’eccellente luppolo di Zatec, esportato ovunque, è dedicato l’Hop and Beer Temple, nel cuore della città. Tempio della birra di nome e di fatto, la struttura –una sorta di oasi-avventura dedicata al mondo brassicolo- più che un “semplice” boccale di birra, eventualmente accompagnato da specialità gastronomiche nella birreria-ristorante, offre un’esperienza davvero unica. La caccia al tesoro, il laboratorio degli alchimisti, la casa degli specchi, il faro del luppolo con splendida vista sulla città già dall’ascensore 3D, un fiume di birra virtuale da guadare, un percorso con imbracatura all’interno di una ciminiera, il labirinto tra i sacchi di luppolo, il museo dedicato alla coltivazione del cosiddetto oro verde dal Medioevo a oggi e lo straordinario orologio astronomico del luppolo… E per i più piccoli, parco giochi, play area e viaggio su mini-trattori attraverso la ricostruzione in miniatura di Zatec. Non molto lontano, nel parco del monastero, ecco altre sorprese: un mini zoo, un orto officinale, la fontana dell’Ordine dei Cavalieri del Luppolo, un campo di luppolo ormai storico e il museo di Homolupulus, la mitica nazione della birra e del luppolo…

I dintorni
Zatec ha conservato tutto il suo fascino e in ogni angolo traspaiono la sua storia e la sua vocazione per birra e luppolo. Città regale perfettamente conservata, sfoggia un alto numero di luppoliere ed essicatoi. Anzi, di questi ultimi si ha qui la massima concentrazione al mondo. Li si riconosce dai tetti rossi e le alte ciminiere. Da vedere nei dintorni, il castello rococò di Steknik e naturalmente Louny, capoluogo del distretto, particolarmente interessante per le architetture della Prima Repubblica. Segnaliamo la Kotera Colony, quartiere residenziale e verdissimo disegnato da Jan Kotera agli inizi del XX secolo per i ferrovieri e le loro famiglie e costruito solo in parte per mancanza di fondi.

Le lezioni magistrali del Festival filosofia 2018: pratiche di verità

Read More
FESTIVAL FILOSOFIA 2017photo © Serena Campanini
Nelle piazze e nei cortili del festival si discuterà del carattere singolare-plurale delle forme di verità, esplorandone soprattutto le pratiche, tra prove e testimonianze, confessioni e falsità, nei luoghi emblematici dell’archivio, del laboratorio, del tribunale e del web

Il tema verità – preso come costitutivamente singolare-plurale – intende farne emergere il carattere pratico e provvisorio. Invenzione della filosofia per eccellenza, il discorso sul vero riguarda le scienze, di cui verrà segnalata la natura storica e in continua trasformazione, e investe la politica, perché tra verità e potere sorgono la questione del pluralismo e della credibilità di saperi e informazioni. Si indagherà inoltre l’esigenza di verità nell’esperienza individuale, dove la credenza nel vero oscilla tra coraggio della testimonianza e bisogno di rassicurazione.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti.

1. Forme di verità
La prima pista affronta differenti declinazioni dell’idea di verità nella discussione filosofica, partendo – con Massimo Cacciari – dalla nozione stessa di “aletheia”, cioè il modo in cui i greci formulavano la “via degli uomini” al vero, presi tra incertezza e decisione. Gli farà da contrappunto Emanuele Severino, che discuterà il rapporto tra verità e contraddizione per mostrare l’innegabilità del vero, mentre Massimo Recalcati – in una disamina della figura di Edipo – si occuperà di una forma arcaica di “aletheia”, fondata sull’enigma e l’oracolo, e delle sue implicazioni. Wolfram Eilenberger, nel prisma di autori come Wittgenstein e Heidegger, tratterà la crisi delle relazioni tra linguaggio e realtà che a lungo sono state paradigma della verità come corrispondenza.
Carlo Sini mostrerà viceversa che la pratica della verità è inscindibile dall’esperienza dell’errore e per certi versi vi coincide.
Al carattere singolare-plurale di uno dei pensieri razionali per eccellenza, quello matematico, è dedicato l’intervento di Paolo Zellini, che conduce a una riflessione sui fondamenti e sulle contingenze del sapere. Di unità del pensiero e pluralità dei saperi si occuperà Marc Augé (membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia), mentre il rapporto tra certezza e dubbio, verità e scetticismo, sarà declinato sul piano morale dalle lezioni di Roberta De Monticelli (che proporrà la consistenza dei valori) e Gustavo Zagrebelsky (che farà l’elogio della cruciale virtù democratica del dubbio).
All’idea recente e problematica di “post-verità” è dedicato l’intervento di Maurizio Ferraris, che ne mostrerà la correlazione con la cultura post-moderna, indicandone possibili vie d’uscita.

2. Prove e testimonianze
Il secondo filone riguarda una caratteristica essenziale dei discorsi di verità, che chiedono di venire messi alla prova secondo modi e procedure condivisi. È questa la ragion d’essere della ricerca scientifica, il cui impatto pubblico è sotto gli occhi di tutti, ma che deve contemperare accessibilità democratica e accreditamento delle teorie. Michele De Luca ne ricostruirà ragioni e prospettive. La complessità della prova in ambito scientifico emergerà nel dibattito tra Lucia Votano e Antonio Zoccoli (moderati da Marco Cattaneo), che mostreranno come in fisica i ricercatori vadano in cerca di “rivelazioni”, seguendo tracce di interazioni tra particelle che non sono di per sé osservabili, ma di cui si possono osservare i prodotti (in collaborazione con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).
Ragionamento trasversale alle discipline, la questione della prova è fondamentale non solo in laboratorio, ma anche in un altro luogo dove la verità viene messa in gioco, ossia il tribunale: Luigi Ferrajoli farà vedere come la verità processuale sia raggiunta attraverso un confronto tra prove di cui sia garantita la confutabilità. Come indicherà Christian Delage attraverso i casi di alcuni celebri processi internazionali (da Norimberga al Tribunale internazionale de L’Aja), il tema dell’attendibilità è particolarmente delicato nel caso di prove audiovisive, per le quali la questione della manipolabilità e i sospetti di messa in scena richiedono specifici meccanismi di verifica.
Ciò conduce alle analogie e alle differenze tra verità processuali e verità storiche, segnalando soprattutto l’uso controverso che si fa dei fenomeni storici, tenendo presente, come mostrerà Luciano Canfora, che la fabbrica dei falsi, nella documentazione, è sempre in attività. Il dilagare di opinioni negazionistiche, ormai non tanto negli ambienti di ricerca, quanto nei media online, è fenomeno cui si risponde con una rinnovata attenzione all’affidabilità delle prove: ne discuteranno Annette Wieviorka, in un intervento sull’impegno alla trasmissione della testimonianza, e Marcello Flores, che ricostruirà una mappa globale dei negazionismi.
Una delle esigenze di prova che maggiormente pervadono l’attuale fase dei rapporti tra politica e comunicazione – dovuta alle trasformazioni tecnologiche e ai social media – è il cosiddetto “fact checking”: Anna Maria Lorusso ne mostrerà la complessità, da sciogliere con una versione della verità fondata sui criteri di accuratezza e affidabilità.
“Filo-logia”, cioè amore per il “logos” e la parola, per la prova e l’argomentazione, è d’altronde, come sosterrà Ivano Dionigi, ben più che una disciplina, ma un vero e proprio compito di ricerca, di cittadinanza e di umanità.

3. Opinioni pubbliche
La terza pista tematica riguarda il rapporto diretto tra verità e politica. Complessivamente, il processo della modernità può essere letto come un passaggio (o meglio, l’esigenza di un passaggio) dall’opacità alla trasparenza. La politica nata nel segreto degli appartamenti privati del Principe, dove si macchinavano le ragion di Stato (gli arcana imperii di cui ricostruirà un’interpretazione allargata Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia), dovrebbe farsi trasparente, mentre il Palazzo del potere, immaginato di cristallo, dovrebbe porsi allo sguardo dei cittadini. Mai pienamente realizzata, questa fuoriuscita implica pluralismo e reciproco riconoscimento nella sfera pubblica (ne discuterà Julian Nida-Rumelin nella “Lectio Gruppo Hera”), in forme per le quali il riconoscimento del molteplice e delle differenze deve accogliere le ragioni della disputa senza degradare nell’inimicizia: ne parleranno rispettivamente Antonella Besussi e Roberto Esposito.
All’opacità del potere totalitario e post-democratico, che come mostrerà Simona Forti istituzionalizza la menzogna, si contrappone l’ideale di una verità pubblica che valga addirittura come diritto di cittadinanza: Franca D’Agostini presenterà la sfida di questa generazione avanzata di diritti “aletici” per cui i cittadini possano interagire con istituzioni e sorgenti d’informazione la cui affidabilità sia stata validata a monte.
Uno dei terreni in cui l’attendibilità delle fonti e l’affidabilità delle sorgenti è straordinariamente attuale – anche per via delle epocali trasformazioni mediatiche – è quello dell’informazione, di cui Armando Torno discuterà il futuro e il rapporto con la politica (“Lectio Confindustria Emilia”), mentre alla propaganda sui nuovi media – cui corrisponde una trasformazione del linguaggio emotivo e suasorio – è dedicata la lezione di Giuseppe Antonelli.
La formazione delle opinioni è d’altronde sempre un fatto di credenze più o meno condivise e argomentate (ne parlerà Dan Sperber). Tra realtà e percezione – come nel caso dei dati statistici sui più rilevanti fenomeni sociali – vige del resto una cronica sfasatura, dovuta non solo all’analfabetismo numerico di cui soffre l’opinione pubblica o alle strumentalizzazioni del sistema mediatico, ma alla natura stessa del dato, che occorre contestualizzare perché sia eloquente, come mostrerà Nando Pagnoncelli (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”).

4. Menzogne, finzioni, falsificazioni
La quarta pista di lavoro è dedicata alla connessione stretta e fertile tra vero e falso, di cui occorre sottolineare la dimensione creativa e produttiva, emancipatoria e demitizzante, segnalando anche i transiti continui tra l’uno e l’altro, oltre ogni lettura binaria. Jean-Luc Nancymostrerà come vi sia un carattere veritiero della menzogna, mentre Andrea Tagliapietra risalirà alle origini evoluzionistiche dei comportamenti mimetici e ingannevoli (come quelli delle prede per difendersi dai cacciatori), per far vedere come si ritrovi qui una storia naturale dell’intelligenza. La stessa memoria – come sosterrà Alberto Oliverio – produce falsi ricordi i cui effetti sono nondimeno reali, mentre l’universo della fantasia e dell’immaginazione elabora realtà dotate di una loro consistenza che sfuggirebbe alla visione minima di una “corrispondenza coi fatti”: è vero per il sogno, che sarà al centro delle riflessioni e dei racconti di Stefano Massini, così come per l’iconografia, di cui parlerà Maria Bettetini.
L’inconscio stesso – continente opaco che caratterizza la nostra psiche – possiede ed esprime una sua verità, come mostrerà Umberto Galimberti, mentre la “falsa coscienza” ha un rilievo pubblico evidente nel nuovo rapporto tra intellettuali e potere, nel rinnovamento del cinismo di cui tratterà Peter Sloterdijk.
I confini tra verità e bugie dipendono dalle relazioni, come farà vedere Silvia Vegetti Finzi in una lezione sul rapporto comunicativo tra adulti e bambini.
A due figure iconiche della bugia e della menzogna – di cui verranno tratteggiati i complessi contorni – sono dedicate le lezioni di Piero Boitani e Daniela Marcheschi, che si occuperanno rispettivamente di Ulisse e Pinocchio.

5. “Tutta la verità, nient’altro che la verità”
La quinta pista ruota attorno al rapporto tra dire e fare, per discutere la complessità del dire il vero. Inscritto nel canone morale fin dal Decalogo secondo il precetto del “non pronunciare falsa testimonianza” (di cui parlerà Enzo Bianchi), il tema della sincerità privata e della verità pubblica (che Salvatore Natoli delineerà nei termini della “parresia”), implica un impegno di coraggio personale, come sosterrà Remo Bodei. Occorre anche tenere presente che sincerità e trasparenza non significano “dire tutto”, come farà vedere Michela Marzano (Lectio “Coop Alleanza 3.0”).
Se il regime della confessione è in ogni caso una costruzione culturale, nel corso della storia esso ha preso forme istituzionali in cui presunte dichiarazioni di verità sono state estorte con la violenza e la costrizione: non solo nel passato inquisitoriale di cui discuterà Adriano Prosperi, ma anche nel presente in cui si ricorre ancora alla tortura, perfino in sistemi democratici, come mostrerà Donatella Di Cesare.

6. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico presentano le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema verità.
Mauro Bonazzi discuterà il movimento sofistico, per illustrare la rilevanza intellettuale e politica di questi professionisti del linguaggio e della verità, mentre Maria Michela Sassi, commentando la “Apologia di Socrate” di Platone, presenterà il caso più emblematico – e per molti versi fondativo – di dissidio tra filosofia e polis in nome della libera espressione della verità. Sempre in campo antico, Enrico Berti dedicherà la sua lezione alla “Metafisica” di Aristotele, l’opera in cui emerge una delle più articolate teorie della, e delle, verità.
Nel passaggio alla modernità, Tullio Gregory (membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia) mostrerà il fondamento teologico del razionalismo cartesiano in una lettura serrata delle “Meditationes de prima philosophia” di Cartesio, dove si presenta il tema dell’inganno dei sensi e la figura del genio maligno. Carlo Galli, viceversa, attraverso il “Leviatano” di Thomas Hobbes farà emergere la visione per cui l’autorità stabilisce i confini della verità.
   Giuliano Campioni analizzerà lo scritto di Nietzsche “Su verità e menzogna in senso extramorale”, per molti versi la piattaforma girevole che immette all’intera filosofia del Novecento. Judith Revel, d’altra parte, attraverso i testi foucaultiani de “Il coraggio della verità”, ricostruirà la teoria della parresia con cui il filosofo francese ha posto l’idea delle pratiche di verità al centro del suo pensiero.

Il programma collaterale con mostre, installazioni, musica e narrazioni: invenzioni di verità
Il programma collaterale con mostre, 
installazioni, musica e narrazioni: invenzioni di veritàUn nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 14 al 16 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

1. Forme di verità
Il carattere pratico e mutevole della verità viene esibito in esposizioni e messe in scena, tra ricerca, scienza e finzione

La relatività della verità e al tempo stesso l’assoluta dipendenza dalla percezione di ogni individuo vengono alla ribalta attraverso le installazioni e le opere di Sidival Fila nella mostra in dialogo con gli spazi architettonici e pittorici più prestigiosi del Palazzo Ducale di Sassuolo: “Prospettive relative. Opere e installazioni site-specific a Palazzo Ducale” (curatori: Martina Bagnoli, Gianfranco Ferlisi, a cura di: Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Emilia Area Centro, presentazione: sabato 15 ore 18.30 alla presenza dell’artista e dei curatori).
La video-installazione di Gianfranco Baruchello “Doux comme saveur (A partire dal dolce), 1978” ha origine a partire da un progetto dell’artista sulla relatività del percepire e sul sapore dolce, con interviste a filosofi, critici, poeti e artisti della grande cultura francese: nel prisma del gusto, l’estetica incontra i sensi e la memoria (Modena, Mata – Ex Manifattura Tabacchi, presentazione: sabato ore 18.30 con l’autore, Carla Subrizi e Gianfranco Maraniello, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, con: MART museo e Fondazione Baruchello).
Se la verità è inseparabile dalla relatività, dalla finzione e dalla percezione, lo è altrettanto dal ruolo indagatore ed esplorativo della ricerca del sapere rappresentato dalle scienze. Nel campo della medicina, il rapporto tra le scienze e la ricerca della verità è messo in luce dalla mostra “Berengario da Carpi. Il medico del Rinascimento” (Carpi, Produzione: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 14 ore 19) che porta in scena, con installazioni, bassorilievi, volumi e disegni, la scoperta del corpo come macchina.
Che le teorie scientifiche e le istanze di verità richiedano sempre un momento storico capace di accoglierle e comprenderle risulta evidente anche dai ripensamenti, dubbi e scoperte dell’inventore del cannocchiale, presentati in “Abolire il cielo. Galileo e la verità” attraverso un percorso di musica e letture (Carpi, Auditorium Loria, sabato 15 ore 19, domenica 16 ore 19, a cura di Biblioteca multimediale A. Loria e Teatro Comunale di Carpi, Istituto Musicale Vecchi-Tonelli di Modena).
A rappresentare in musica il gioco tra verità e finzione, tra quel che si sente e quel che sta in mezzo alle righe di un pentagramma, è anche l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna con il concerto-spettacolo “Il canto delle sirene. Quando la musica ha soccorso l’umanità”che alterna momenti di ascolto a momenti di partecipazione attiva in Piazzale della Rosa domenica 16 alle ore 21 (Sassuolo, produzione: Fondazione Arturo Toscanini).
Sempre sul filo dei rapporti tra verità scientifiche e messe in scena, l’installazione “Multiverse. Alla ricerca della verità dell’universo” racconterà la nascita e la morte di infiniti universi paralleli in un’esperienza immersiva offerta agli spettatori che entreranno nella Chiesa di San Nicolò del Complesso Sant’Agostino di Modena (a cura di: fuse*, BDC – Bonanni Del Rio Catalog, produzione: Fondazione CR di Modena, in collaborazione con: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 19).
Una delle più articolate modalità dell’aletheia in epoca arcaica è l’oracolo, quella forma di svelamento del futuro e scioglimento degli enigmi raccontata da Valerio Massimo Manfredi in “Delfi. Santuario oracolare di Apollo” (Carpi, Piazza Martiri, sabato 15 ore 22).
In un live appositamente realizzato per il festivalfilosofia “Tutta l’umanità ne parla. Verità”RAI Radio 3 avrà ospiti d’eccezione, niente meno che i filosofi che hanno segnato la storia delle discussioni intorno al concetto di verità (Modena, Piazza Roma, sabato 15 ore 20.15, un programma di: Edoardo Camurri e Michele Demieri, con: Edoardo Camurri e Pietro Del Soldà).
Nel mondo cinematografico, la verità si scontra inevitabilmente con il mezzo filmico, menzognero per natura. “Non è l’Ennesimo festivalfilosofia”, sabato 15 alle ore 21 a Sassuolo, offre una selezione di cortometraggi cui sarà assegnata la Menzione speciale della sezione “verità” dell’Ennesimo film festival (Crogiolo Marazzi, a cura di Tilt Associazione Giovanile – Ennesimo Film Festival).
I lavori di Valeria Manfredda, Umberto Fascio e le esecuzioni musicali di Altre Voci Ensemble diretto da Luca Benatti in “Il vero è stropicciato. L’arte di piegare, e di spiegare” propongono di svelare la verità nascosta della materia, oggetto non solo della scienza, e rendere inedito e sorprendente anche il frammento dell’oggetto più semplice o della creatura più comune (Modena, Galleria ArteSì, curatrice: Cristina Muccioli, presentazione: sabato 15 ore 18.30 alla presenza di artisti e curatrice). I “frammenti” di Riccardo Angelini sono invece ricordi fissati sulla carta che l’artista trasforma in residuo irrintracciabile, nel tentativo di ricercare la verità della materia nell’informe: “Frammenti. Ricerca dell’informe” (Modena, ROPE, curatrice: Federica Petricca, produzione: ROPE Contemporary Art Gallery, presentazione: sabato 15 ore 18 alla presenza dell’artista e della curatrice).
La scena originaria del rapporto tra verità e credenza è ricreata nello studio-laboratorio di Laura Tarugi attraverso un richiamo al mito platonico della caverna, con l’utilizzo di rete metallica, fiamme e ombre proiettate sul muro dall’installazione: “Fiamme nella caverna. Un’installazione sul mito platonico” (Modena, Studio Torti 10, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza dell’artista).
Tra verità e credenza, il terzo elemento fondante da includere è la realtà: alla sua consistenza e al carattere illusorio della pittura è dedicata la collettiva “Iperrealtà. Livelli di verità nell’arte iperrealista” (Modena, Abate Road 66, a cura di Gennaro Graziano, produzione: Abate Road 66), mentre approfondiscono il ruolo di svelamento delle verità in fotografia De Filippo, Malagoli, Rapanà, Righi, Rossi in “Aletheia. Tra luce e ombra” (Modena, Teatro Guiglia, curatore: Gianni Rossi, a cura di: Fotoclub Colibrì BFI di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 17 alla presenza degli artisti e del curatore).
Le sfuggenti figure di Juan Eugenio Ochoa oscillano tra consistenza ed evanescenza, realtà fantasmatica e concretezza: nella mostra “Svelare”, sottili immagini evocative appaiono dalla particolare tecnica di asportazione del colore, attraverso un percorso di stratificazioni materiche, visive e artifici acustici (Sassuolo, Mazzini 43, presentazione: venerdì 14 ore 17 con happening musicale a cura di Nicolas Poddesu e DJ set di Andrea Nocetti, curatrici: Giulia Caverni, Chiara Soldati, in collaborazione con: White Side Studio).

2. Prove e testimonianze
Le prove cui è sottoposta la verità tra indizi e verifiche diventano materia di rappresentazione, narrazione e gioco

In “Il condannato. Cronache di un sequestro”Ezio Mauro ricostruisce la vicenda del rapimento di Aldo Moro in una storia per parole e immagini che – attraverso volti e luoghi, prime pagine e fotografie – costituisce una cronaca di quel drammatico periodo, quanto di più vicino si possa immaginare al racconto dei fatti (Modena, Piazza Grande, venerdì 14, ore 22).

La forma oracolare che procede per indizi e la credulità degli uomini sono oggetto della lettura che Angela Finocchiaro farà del testo di Friedrich Dürrenmatt: “L’oracolo svelato. Angela Finocchiaro legge La morte della Pizia” (Modena, Piazza Roma, sabato 15 ore 21, a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini, in collaborazione con: Associazione culturale Accademia della Crucca), che mette in caricatura un mito fondante della cultura occidentale.
Nel dipinto “Clio, musa della storia” emerge l’iconografia della verità storica, non solo monumento duraturo del passato, ma anche “luce di verità”, attraverso la mostra: “Allegoria della Storia. Di fronte a un’opera di Jean Boulanger” (Modena, Via Scudari 9, curatrice: Lucia Peruzzi, produzione: La Galleria. Collezione e Archivio Storico di BPER Banca, presentazione: venerdì 14 ore 16 alla presenza della curatrice).
Alla dimostrazione dell’elettricità come proprietà intrinseca alla materia è dedicata l’esposizione “Il tavolo della verifica. Ampère e le forze della materia” (Modena, Palazzo dei Musei – Musei Civici, curatore: Lorenzo Lorenzini, a cura di: Musei Civici, presentazione: venerdì 14 ore 17.30): la collezione di strumenti scientifici del museo permetterà di provare e verificare i fenomeni fondamentali dell’elettromagnetismo. La dinamo elettrica di Marianini, l’accendilume di Volta, il tavolo dimostrativo delle leggi elettromagnetiche di Ampère, saranno al centro di vivaci laboratori condotti da studenti e docenti dell’Istituto Tecnico Industriale E. Fermi in “Alta tensione. Esperimenti e dimostrazioni sull’elettromagnetismo” (Modena, Palazzo dei Musei, a cura di: Dida, laboratorio didattico, sabato 15 ore 15-19, domenica 16 ore 10-19), mentre la narrazione per bambini e famiglie di Marco Bertarini “La verità è un lampo” racconterà come le verità arrivino inaspettate, attraverso scoperte o invenzioni considerate prima incredibili o impensabili (Modena, Palazzo dei Musei, a cura di: Dida, laboratorio didattico, venerdì 14 ore 21).
Il Teatro Anatomico del Complesso Sant’Agostino di Modena è sede di due mostre: una, nata per questo spazio all’interno del più ampio progetto Les Gares, espone il lavoro di Carlo Benvenuto sulla follia della verità, che prova a differire la naturale decadenza delle cose nel tentativo di fissarle immutate: “Gare de Moi. Ossessioni di verità” (curatrici: Chiara Ianeselli, Elena Corradini, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza di artista, curatrici ed Emilio Mazzoli); l’altra, “Medicamento o veleno? Tradizione e usi terapeutici delle piante nella collezione Franchini”, esibirà il rapporto tra culture scientifiche e pratiche curative (curatori: Stefania Benvenuti, Elena Corradini, Rita Maramaldo, Ciro Tepedino, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con: Società Naturalisti e Matematici di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza dei curatori). Anche la Farmacia del Complesso ospita un’esposizione con carte e documenti relativi alle cure e alla salute pubblica, dove gli orti cittadini divengono laboratori: “Medicamento o veleno? L’uso delle erbe nella magia e nella medicina” (curatrici: Franca Baldelli, Maria Chiara Gallina, produzione: Fondazione CR di Modena, Archivio storico del Comune di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 19).
La mostra “Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza”, a cura di Pleiadi Emilia, conduce il visitatore in uno dei luoghi in cui è in gioco il significato di verità: il laboratorio scientifico. Attraverso il percorso espositivo, il visitatore ha la possibilità di trasformarsi in scienziato, osservatore o studioso, svelando falsi miti o trovando le conferme celate nelle immagini delle collezioni del Museo della Figurina (Palazzo Santa Margherita – Museo della Figurina, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18). Completa l’esposizione l’omonimo laboratorio che prevede l’utilizzo di installazioni scientifiche con il supporto di un divulgatore di Pleiadi Emilia: Attività sperimentali al Museo della figurina (sabato 15 ore 15-19, domenica 16 ore 9-13).
Con l’esperimento “La scommessa del cubo di ghiaccio. L’efficienza energetica alla prova dei fatti”, tra giochi e informazioni, il pubblico potrà approfondire il tema del risparmio energetico e misurarlo sul campo con piccoli esperimenti di “fact checking” (Modena, Piazza Matteotti, venerdì, sabato e domenica ore 15-19, a cura di: Gruppo Hera e Comune di Modena, con il sostegno di: AESS e CasaClima).
Ai Musei di Palazzo dei Pio a Carpi, non sono le pratiche scientifiche ad essere oggetto della memoria storica ma quelle di un’artista: la mostra “Giacomo Gasparini. La verità di un artista, le tracce dell’uomo” delineerà il profilo del cartellonista e scultore di origini carpigiane, per il quale la burla e il gioco della beffa erano intese come strumento di verità, ai tempi del regime fascista (Sala Khaled al-Asaad, a cura di: Musei di Palazzo dei Pio, Teatro Comunale di Carpi, Biblioteca Il Falco Magico, presentazione: venerdì 14 ore 21 presso Sala delle Vedute). Accompagnerà la mostra lo spettacolo di letture e musiche “Partitura incompiuta. Sulla vita di Giacomo Gasparini” venerdì 14 alle ore 21 nella Sala delle Vedute dei Musei (produzione: Teatro Comunale di Carpi). Un altro spettacolo di letture, brani musicali e testimonianze rievoca la memoria e della vita e della scrittura di una grande donna che fu rinchiusa nei campi di concentramento nazisti: “Etty Hillesum. Testimone per il nostro tempo”, sabato 15 ore 21 a Modena (Teatro San Carlo, a cura di: Associazione di Volontariato “Ho Avuto Sete” e Centro culturale F.L. Ferrari).
A Carpi e a Modena due mostre e un laboratorio sono dedicati alla crittografia, segnalando i sensi enigmatici ed enigmistici della verità: “Taci! La verità ci porterà alla vittoria” presenta locandine, manifesti, documenti crittografati, un cifrario antico e alcuni volantini storici, con uno spazio dedicato a giochi interattivi di enigmistica e crittografia (Carpi, Archivio Storico Comunale, a cura di: Archivio Storico Comunale e Centro Etnografico di Carpi, presentazione: venerdì 14 ore 18). Rafforza la parte ludica e interattiva dell’esposizione il laboratorio per tutti, a cura dello stesso Archivio Storico Comunale: “Woquini. Trova la cifra! Giochi enigmistici e crittografici” (sabato 15 ore 17, domenica 16 ore 11 e 17). La personale di Annabel Elgar “The Dust in my Pocket. Tracce, indizi, enigmi” (curatrice: Marcella Manni, produzione: Metronom”luccicante della Luna, negli Stati Uniti degli anni ’50 e ’60. Un’altra personale, quella di Silvia Mangosio, utilizza immagini del proprio archivio e la manipolazione del mezzo fotografico, mescolando verità e finzione, vecchie foto e nuovi scatti, per creare un diverso flusso di eventi: “Approssimazione al presente” (Galleria Gate 26A e OM Studio, a cura di: GATE 26A, presentazione: sabato 15 ore 18 alla presenza dell’artista).

3. Opinioni pubbliche
Le parole della propaganda e le false informazioni si comprendono e si svelano non solo con gli argomenti, ma anche facendone uno spettacolo

Politica, società, attualità, conflitti tra personaggi appartenenti a fazioni politiche opposte, costruzione e decostruzione di stereotipi, archetipi, cliché saranno oggetto dell’ibrido comico a metà tra lo spettacolo teatrale e l’happening anarchico de Il terzo segreto di satira in “Veri, falsi e finti. Un happening tra web e teatro”, in Piazza Martiri a Carpi, venerdì 14 ore 22.
In occasione del 70° anniversario delle elezioni del 1948, la Biblioteca Poletti e l’Archivio storico di Modena hanno ideato un progetto espositivo congiunto sulla propaganda elettorale della neonata Italia repubblicana, mettendo in luce il pluralismo delle verità discordanti e contrapposte di quel cruciale momento storico: “1948 Italia al bivio. Verità e menzogne di una repubblica inquieta” (Palazzo dei Musei, curatrici: Maria Elisa Della Casa, Franca Baldelli, a cura di: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale). In occasione della presentazione della mostra si terrà la prima di varie performance satirico-elettorali su bugie e verità, tra i primordi dell’Italia repubblicana e un ipotetico futuro, con gli attori di ERT Fondazione: “Propaganda: comizi sinceri” presso la Biblioteca Poletti, venerdì 14 alle ore 18 (le altre performance: venerdì 14 ore 19 e 20, domenica 16 ore 17; 18; 19, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale). ERT Fondazione animerà anche gli spazi dell’Archivio Storico, con 3 micro-corsi-satirici studiati all’uopo sulle diverse forme di indottrinamento dell’attivista, partendo da casi storici, in “Propaganda: istruzioni per l’uso” (venerdì 14 ore 18.30; 19.30; 20.30, domenica 16 ore 17.30; 18.30; 19.30). Affiancherà la mostra il laboratorio di fact checking “Vero o fake?” (sabato 15 ore 19-21 e domenica 16 ore 10.30-12.30, ideazione e conduzione di Daniel Degli Esposti e Paola Gemelli, Palazzo dei Musei – Archivio Storico, in collaborazione con: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale).
Al Teatro Storchi di Modena la mise en espace con gli attori di ERT Fondazione darà vita, sabato 15 ore 22, alla favola satirica di George Orwell: “La fattoria degli animali (ovvero la verità secondo i suini)”, in una divertita e feroce disamina su come i più buoni intenti si possano camuffare nella peggiore tirannia, tra manipolazioni e ribaltamenti di verità. Dalla satira si passa alle bufale in un’altra fattoria, quella McKenzie, con la mostra “Lupo Alberto: Materia Oscura”, nella Sala archi del Complesso San Filippo Neri, che esporrà l’intera storia “Materia oscura”, creata da Silver e Francesco Artibani per la rivista Comics&Science 2016 (curatore: Enrico Valbonesi, a cura di: Pensieri A Fumetti -PAF!-, in collaborazione con Comics&Science, CNR Edizioni, Symmaceo Communications, presentazione: sabato 15 ore 17 alla presenza dell’artista e del curatore).
In chiave non favolistica ma realisticamente attuale, i tre giorni del festivalfilosofia saranno l’occasione per verificare la propria capacità di riconoscere le bufale sull’Europa, con immagini, quiz e una mostra dedicata alla campagna delle istituzioni europee #UEverofalso, in “Sarà vero? Leggende metropolitane a marchio UE” (Galleria Europa, a cura di: Comune di Modena – Europe Direct Modena, con il sostegno di: Rappresentanza in Italia della Commissione europea – Ufficio regionale di Milano).
La manipolazione della verità è ancora oggi un importante strumento di potere, con storie ricoperte da strati di menzogne, il cui svelamento è ancora lontano: è il caso della strage della Palestra della Scuola di Beslan, testimoniata dal reportage di Luigi Ottani nell’esposizione “Ricordo Beslan. Una storia di pretesti e bugie”, in cui le fotografie di Ottani entrano in fertile dialogo con due opere di Brunivo Buttarelli (Sassuolo, Villa Giacobazzi, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, presentazione: venerdì 14 ore 18 alla presenza dell’autore e con letture di Roberta Biagiarelli). Per comprendere i meccanismi di accertamento della verità e della definizione della giustizia, istruttori Nazionali D.I.U., esperti di diritto e educatori specializzati in role-playing allestiranno il laboratorio “Processo con giuria. Un gioco di ruolo sul Tribunale Penale Internazionale”: i partecipanti impersoneranno giurie popolari, giornalisti od osservatori di autentici processi penali internazionali, più o meno conosciuti dall’opinione pubblica (Parco Vistarino, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, venerdì 14 ore 16-19, sabato 15 ore 10-13; 15.30-19, domenica 16 ore 10-13; 15.30-19).

4. Menzogne, finzioni, falsificazioni
Tra vero e falso esiste una connessione stretta e fertile, di cui si sottolinea la dimensione creativa e produttiva, emancipatoria e demitizzante, segnalando anche i transiti continui tra l’uno e l’altro

I trucchi e le falsificazioni della comunicazione e della politica sul web saranno sbeffeggiati da Makkox in un pirotecnico intervento tra cartoon e commenti (Modena, Piazza Grande, sabato 15 ore 22).
In uno spettacolo che si preannuncia esilarante, “Chi ha incastrato la verità?”, Neri Marcorè e David Riondino andranno in scena a Sassuolo, Piazza Garibaldi, venerdì 14 alle ore 22.
Sempre a Sassuolo, in Piazzale della Rosa, Amanda Sandrelli in “Pinocchio” racconta, accompagnata da un ensemble strumentale, le avventure del celebre burattino, partendo dalla pancia del Pescecane (sabato 15 alle ore 22).
La dissoluzione tra la realtà e la sua simulazione nella società contemporanea è il tema delle opere video di Jon Rafman in “Il viaggiatore mentale”: in questa prima in Italia, l’artista canadese mette in scena una rete di proiezioni che confondono i confini esistenti tra analogico e virtuale, corpi e protesi tecnologiche, da cui emerge l’ambiguità della rete, con le sue apparenti promesse di libertà e la sua realtà claustrofobica (Modena, Palazzina dei Giardini, curatrice: Diana Baldon, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18).
La conversazione tra Jon Rafman e Diana Baldon, “Antropologia del mondo virtuale”, permetterà di approfondire la visione dell’artista canadese sulla fusione sempre più indistinta nella società contemporanea tra la realtà e la sua rappresentazione virtuale (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, sabato 15 alle ore 22.30, produzione: Fondazione Modena Arti Visive).
Le opere multimediali di Ryoichi Kurokawa (che si muove tra installazione, suoni, video, fotografia) mostrano i cambiamenti dei modi in cui lo spettatore percepisce il reale, tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, in una “al-jabr / algebra” che suggerisce anche affascinanti parallelismi col mondo interiore (Modena, Palazzo Santa Margherita – Galleria Civica, a cura di: NODE festival, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18).
Alle trappole dello sguardo che ci fanno credere di vedere qualcosa, quando invece vediamo qualcos’altro, è dedicata la mostra “Stagioni. Inganni arcimboldeschi” di Bertozzi&Casoni che, seguendo ispirazioni arcimboldesche, propongono veri e propri inganni dello spirito, con opere che paiono ritratti ma sono ortaggi, e anzi paiono ortaggi ma sono ornamenti in ceramica (Sassuolo, Museo Bertozzi&Casoni).
Con la mostra di Wainer Vaccari, viceversa, le personalità di protagonisti della cultura e della società vengono colte con pochi segni che ne restituiscono il carattere, segni e linee che tratteggiando un contorno diventano filo di Arianna per un viaggio interiore: “I segni dentro. Ritratti”(Sassuolo, Galleria Paggeriarte, produzione: Comune di Sassuolo e festivalfilosofia, curatore: Stefano Bulgarelli, presentazione: venerdì 14 ore 19.30 alla presenza dell’artista).
Alle trappole dello sguardo che ci fanno credere di vedere qualcosa, quando invece vediamo qualcos’altro, è dedicata la mostra “Stagioni. Inganni arcimboldeschi” di Bertozzi&Casoni che, seguendo ispirazioni arcimboldesche, propongono veri e propri inganni dello spirito, con opere che paiono ritratti ma sono ortaggi, e anzi paiono ortaggi ma sono ornamenti in ceramica (Sassuolo, Museo Bertozzi&Casoni).
Analogamente, gli oggetti di design in plastica con cui Paolo Credi allestisce la mostra “Vera plastica” potrebbero parere copie posticce, mentre invece sono “originali” in cui la plastica, da emblema del falso, si presenta nella sua nuda verità (Modena, Consorzio creativo, in collaborazione con: WunderKammer Associazione culturale e Collettivo HPO, presentazione: sabato 15 ore 18.30).
Un esercizio ludico dello sguardo, scanzonato ma acuto, che mette in gioco il rapporto tra arte e verità, è quello di “Autentico o copia? L’opera d’arte e l’immagine riproduttiva ad alta definizione”, ideato e allestito presso la Galleria Estense di Modena: uno dei dipinti nella sala dei ritratti della Galleria sarà infatti sostituito con una sofisticata riproduzione. Sarà compito del pubblico dire qual è (Modena, Galleria Estense, curatrice : Martina Bagnoli).
Un sofisticato gioco di apparenze e trasfigurazioni si sviluppa anche in “Niente è come sembra”, spettacolo di ombre e illusioni con Clementina Mingozzi e Tatsunori Kano che propone movimenti di silhouette e letture di haiku (Modena, Biblioteca Delfini, domenica 16 ore 17.30). Gli farà da complemento l’omonimo laboratorio di papirografia con Clementina Mingozzi (Modena, Biblioteca Delfini, sabato 15 ore 16 e 17.30, domenica 16 ore 16).
Il gioco dell’originale e della copia, della fedeltà e della libertà, dell’autenticità e della maniera, è variamente declinato in diversi appuntamenti musicali, a partire dallo spettacolo di musiche e parole “FalsoPiano”, con cui gli Amici della musica di Modena propongono modi per riconoscere lo stile, capire l’originale o creare un falso, in un andirivieni spesso irriverente orchestrato dallo scrittore Giulio Mozzi, il compositore Nicola Straffelini e il pianista Francesco Bergamasco (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, venerdì 14 ore 21). La contrapposizione quasi ideologica tra approccio tradizionale e nuove pratiche di esecuzione è esemplificata nel concerto “Musica allo specchio. All’antica o alla moderna?”, dove, attraverso esecuzioni dei trii d’archi di Boccherini, si mostrerà come certe composizioni di repertori sono guidate dall’idea della “vera intenzione dell’autore” (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, sabato 15 ore 21, a cura di: Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense). Un’anteprima modenese anticiperà il debutto alla Carnegie Hall di New York in ottobre del concerto “Dal Lied von der Erde” di Mahler nella trascrizione di Marco Tutino: l’esecuzione, con l’Orchestra Mo Mus, solleverà interrogativi su quanto di “falso” o di “reinventato” c’è nella trascrizione del classico (Modena, Teatro Comunale “L. Pavarotti”, domenica 16 ore 21, a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia – Sede di Modena).
Proiezioni sulla facciata della Chiesa di Sant’Agostino permetteranno di far rivivere il sontuoso decoro provvisorio con cui essa fu ornata nel 1659, trasfigurando la sua “vera” architettura: “Verità di facciata. Abbellimenti «finti, ed imaginari» per la chiesa di Sant’Agostino”; durante le proiezioni verranno condotte delle visite guidate (a cura di: Fondazione CR di Modena, venerdì 14 ore 21.30-23, sabato 15 ore 21.30-23).
All’enorme ricchezza simbolica del pensiero medievale nel quale “il fantastico” riveste un ruolo primario per la ricerca della verità, è dedicata la mostra “Medioevo fantastico. Livelli di realtà nell’iconografia”, che propone codici dell’XI-XII secolo e videoproiezioni (Musei del Duomo, curatrici: Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana e Diana Marchi, a cura di: Musei del Duomo, presentazione: venerdì 14 ore 16.30 alla presenza delle curatrici).
La finzione, come nel caso del fantastico, può celare un’illusione e lasciare l’interrogativo sulla “verità” delle forme. “Nell’occhio di chi guarda. Antropomorfismi, anamorfosi e altre illusioni” mette in mostra una rara collezione di più di 100 fogli volanti pubblicitari e una preziosa raccolta di immagini anamorfiche, opera del bolognese Giuseppe Missirini, che necessitano di uno specchio convesso per rendersi comprensibili (Galleria d’Arte La Darsena, curatori: Angela Balestri e Siro Leonelli, presentazione: venerdì 14 ore 17).
Tra degustazioni narrativo-sensoriali, esposizioni e narrazioni, i laboratori a cura del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena forniranno gli strumenti necessari per distinguere il prodotto autentico dalle tante imitazioni e contraffazioni di uno dei simboli dell’eccellenza italiana nel mondo: “Autentico all’origine. Come riconoscere l’Aceto Balsamico di Modena IGP” (Modena, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, sabato 15 ore 11-13; 16.30-19.30, domenica 16 ore 11-13).
Il progetto di Oscar Baccilieri, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, si collega alla problematica del falso nell’arte e al suo aspetto creativo, attraverso l’abbinamento di opere contraffatte ed elaborazioni personali: “Il plagio del falso. Cortocircuiti dell’autenticità” (Artekyp Open Studio, produzione: Artekyp Open Studio, presentazione: venerdì 14 ore 18 alla presenza di artista e curatori).
Il cinema è, per antonomasia, arte della finzione, della mistificazione e dell’inganno. Fin dalle sue origini ha dovuto confrontarsi con questa doppia identità. Cercare di illustrare, di riprodurre il “vero” tramite un artificio tecnico. La rassegna “Falso d’autore: il cinema e l’illusorietà del vero” (Biblioteca Loria – Auditorium), a cura della Biblioteca multimediale A. Loria di Carpi, propone venerdì 14 alle ore 20.30 la storia di un padre di famiglia licenziato e costretto a mentire in “A tempo pieno” di Laurent Cantet (Francia 2001, 133′); alle ore 22.45 “Good bye Lenin!” di Wolfgang Becker (Germania 2003, 118’) racconta la messinscena di un muro di Berlino mai crollato nella Germania dell’Est del 1989. Sabato 15 alle ore 21 “La donna che visse due volte” di Alfred Hitchcock (USA 1958, 128’, versione restaurata), conduce lo spettatore in un vortice di delitti, inganni, finzioni; alle ore 23.15 “Mr. Klein” di Joseph Losey (Francia 1976, 125’, per gentile concessione di Titanus S.p.A), narra le vicissitudini di un alsaziano agiato che finisce in trappola nella Francia di Pétain, in un drammatico gioco di scambi.
L’inganno non ha a che fare solo con le bugie: esiste un “inganno dei sensi” utilizzabile per scopi scientifici. Due laboratori a cura della Fondazione ANT Italia Onlus permetteranno ai partecipanti di fare esperienza di una tecnologia innovativa, interattiva e immersiva, sulla base del progetto The Look of Life, rivolto ai pazienti oncologici per alterare la percezione del dolore: “Possiamo ingannare il dolore? La gestione attraverso la realtà virtuale” (Palazzo Universitario sede del Rettorato, in collaborazione con: Polo Museale Unimore, venerdì 14 ore 15-19, sabato 15 ore 15-19).
All’inganno mimetico di piante e insetti sono dedicati i laboratori creativi e scientifici dell’Orto Botanico: con la guida di esperti entomologi, un viaggio tra esemplari vivi d’insetti foglia e stecco attende i partecipanti di “Veri insetti finte foglie” (a cura di: Gruppo Modenese Scienze Naturali, produzione: Orto Botanico, venerdì 14 ore 16-19, sabato 15 ore 10-13; 16-19, domenica 16 ore 10-13; 16-19), mentre i bambini dai 6 agli 8 anni potranno dare la caccia ai Lithops, piccole succulenti dette anche piante-sasso per le loro capacità mimetiche “Piante che si credono sassi” (a cura di: G. Bosi, G. Barbieri, P. Torri, produzione: Orto Botanico, DSV, UNIMORE, venerdì 14 ore 16, sabato 15 ore 10, domenica 16 ore 10; 16; 17.30) e i ragazzi dai 9 ai 12 anni indagheranno diversi elementi vegetali con la successione occhio-lente-microscopio, per rivelare la complessità del mondo verde: “Piante senza veli” (venerdì 14 ore 17.30, sabato 15 ore 11.30; 16; 17.30, domenica 16 ore 11.30).
Villa Giacobazzi e Parco Vistarino diventano un paese di meraviglie con una serie di iniziative imperniate sulla storia di Alice, modello esemplare di paradossi e illusioni: così nei laboratori de “Il mondo alla rovescia” (a cura di: Centro per le Famiglie e Servizi Educativi del Comune di Sassuolo, sabato 15 ore 9.30-12.30; 15-19, domenica 16 ore 9.30-12.30; 15-19) e in “Verità delle meraviglie. Alice in villa”, un percorso di teatro sensoriale con attori che interpreteranno alcuni dei personaggi più significativi del romanzo di Lewis Carroll, sul sottile confine tra sogno e realtà (a cura di: Biblioteca dei Ragazzi Leontine e Associazione Culturale Quinta Parete, venerdì 14 ore 16.30 e 17.30, sabato 15 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30, domenica 16 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30).

5. “Tutta la verità, nient’altro che la verità”
Paradossi dell’attore, tragedie dell”nganno, regimi della confessione, grandi e piccole bugie mostrano che la verità non è mai tutta

In un pungente spettacolo Martina Dell’Ombra racconterà come è diventata quello che è: la Roma dei Parioli e delle grandi feste ma anche del degrado e del razzismo sono lo sfondo nel quale Martina plasma la propria identità, sulla cui verità, tuttavia, comincia a sorgere più di un dubbio…: “Vera come un fake” (Modena, Piazza Roma, venerdì 14 ore 21).
Nell’epoca dei selfie l’autoritratto non passa di moda. Concita De Gregorio in “Autoritratti. Sincerità e reputazione in fotografia” presenta un percorso narrativo e critico che attraversa i lavori di alcune grandi fotografe contemporanee, con l’obiettivo di riconciliare rappresentazione e autenticità (Modena, Piazza Grande, domenica 16 ore 21).
I toni drammatici dell’inganno spiccano in “Tutto è in lui bugiardo”, lo spettacolo di Modena Città del Bel Canto che, con gli allievi di Raina Kabaivanska, mette in scena una prova della celebre ultima scena dell’Otello di Verdi (regia di Enrico Stinchelli, Modena, Teatro Comunale L. Pavarotti, sabato 15 ore 21, produzione: FCRMO).
Paola Zannoner in “Raccontare o mentire? Confessioni di adolescenti” narra gli adolescenti e le loro confessioni: membri indivisibili di un’unica tribù, alla ricerca della loro identità e della loro verità (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, venerdì 14 ore 22.30, conduce: Agata Diakoviez, a cura di: Biblioteca Delfini, Festival Passa la Parola, Castello di Carta, CSI Modena).
Una serie di appuntamenti ruota attorno al tema della confessione nei contesti inquisitoriali, dove è evidente che alla mancanza di verità di dichiarazioni estorte con la costrizione si aggiunge, per chi sa leggere tra le righe, la testimonianza di protagonisti rimasti senza voce nella storia. Così per la mostra “Il giudice e la strega”, prodotta dall’Archivio di Stato di Modena, che presenta preziosi documenti di processi inquisitoriali (curatrici: Maria Carfì, Lorenza Iannacci e Annalisa Sabattini, con il coordinamento di Patrizia Cremonini, produzione: MIBACT – Archivio di Stato di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 15.30), come per il reading “Verità estorte. Streghe e inquisitori” che mette in scena alcune delle storie presenti nell’Archivio (a cura di: Il leggio, Modena, Archivio di Stato, venerdì 14 e sabato 15, ore 19). Analogamente, la mostra “Colpevoli di innocenza” di Ersilia Sarrecchia ricostruirà figure di donne accusate di stregoneria attraverso dipinti, fotografie e libri antichi (Modena, Laranarossa Gallery, a cura di: Andrea Saltini). A una celebre vittima dell’Inquisizione, Giovanna d’Arco, e alla trasposizione cinematografica che ne ha fatto Theodor Dreyer, è dedicata la sonorizzazione live a cura degli allievi e musicisti tutor di Soundtracks: “La Passione di Giovanna d’Arco” (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, sabato 15 ore 20.30, special guest: Enrico Gabrielli a cura di: Centro Musica del Comune di Modena, Associazione culturale MUSE).
L’esposizione di Alberta Pellacani “METAMORFOSI 46” trasforma la Sala Espositiva della Biblioteca multimediale A. Loria in uno spazio scenico, con ritratti, immagini, oggetti e il video NEVI (ITA/2018), che ci restituisce una verità nascosta e supera ogni travestimento affrontando la metamorfosi completa insieme a tutti i 46 cromosomi (in collaborazione con: Biblioteca multimediale A. Loria). Sabato 15 alle ore 22 e alle ore 23 animerà lo spazio scenico della Sala Espositiva la performance omonima Un genere di verità, con Barbara Corradini, Neviana Calzolari, Gea Rambelli, al pianoforte Laura Elmi (a cura di: Alberta Pellacani e Barbara Corradini, in collaborazione con: Biblioteca multimediale A. Loria).
Alla maschera della bugia per eccellenza, Pinocchio, è dedicato lo spettacolo “Bugie ad arte. Pinocchio e altri mentitori”, messo in scena da una compagnia studentesca formata per l’occasione grazie a una collaborazione tra STED Modena e festivalfilosofia (Modena, Ostello San Filippo Neri, sabato 15 ore 18 e domenica 16 ore 16, regia: Tony Contartese e Marco Marzaioli). Anche il Castello dei ragazzi di Carpi propone un programma tutto incentrato sul tema della bugia, e in particolare delle bugie dei bambini e dei ragazzi. Perno ne sono le storie di Benjamin Chaud e Davide Calì, le cui tavole sono esposte nella mostra “Le bugie con le gambe lunghissime” (Carpi, Torre dell’uccelliera, in collaborazione con Hamelin). Nel Cortile del Ninfeo un laboratorio con Davide Calì (“Non ho fatto il mio fumetto perché…”, domenica 15 ore 16-19) e narrazioni a cura del Teatro dell’Orsa (“Non raccontarmi storie”, sabato 15 e domenica 16 ore 16-19), circumnavigano i temi della mostra, così come fa, nello stesso luogo, il laboratorio per aspiranti bugiardi “La verità sulle mie incredibili vacanze” (sabato 15 e domenica 16 ore 16-19). Geppetti in erba, infine, potranno costruire bugie e burattini in “Pinocchi col naso allungabile”, laboratorio che si tiene presso la Biblioteca Il falco magico (sabato 15 ore 17.30 e domenica 16 ore 16 e 17.30).
Testimonianze di reclusione oltre il regime di confessione sono quelle colte nella mostra fotografica “Oltre la confessione” di Francesco Cocco (Modena, Complesso Sant’Agostino, a cura di: Camera penale di Modena “Carl’Alberto Perroux”, Associazione Porta Aperta).
Che la verità sia un impegno, una passione che talvolta passa anche attraverso la menzogna, è il tema del concerto “Per amor di verità”, messo in scena dal Gruppo corale “Ologramma” (Modena, Piazza Roma, domenica 16 ore 18, produzione: Istituto MEME Modena, CEMU Centro Europeo Musicoterapia, UPGB Università Popolare “Gregory Bateson” Modena).
Spesso, la verità non è quella che sembra, e può essere molto fastidiosa o urtante… La rassegna cinematografica curata da Alberto Morsiani, “La verità mi fa male, lo so…”, mette alla prova la pretesa oggettività del documentario: venerdì 14, alle ore 20.30, “Lascia stare i santi”di Gianfranco Pannone (Italia 2016, 75′) indaga la verità sul sacro oggi in Italia e prevede un incontro con il regista; alle ore 22.15 “A German life” di Christian Krönes, Olaf S. Müller (Austria 2016, 107′) interroga Brunhilde Pomsel, 105 anni, segretaria di Goebbels, sul nazismo e la guerra totale. Sabato 15, alle ore 21, “Il pugile del Duce” di Tony Saccucci (Italia 2016, 65′) racconta l’incontro del 1928 tra Bosisio e Jacovacci per il titolo europeo di pugilato, nell’Italia fascista di cui l’Istituto Luce diffondeva la propaganda; alle 22.15 è proposto il documentario vincitore del Sundance Film Festival, “All these sleepless nights” di Michal Marczak (Wszystkie nieprzespane noce, Pol/Gb 2016, 100′), sui giovani nella Varsavia di oggi. Domenica 16, alle ore 18.30, “Icaros – a vision” di Leonor Caraballo, Matteo Norzi (Usa/Perù 2018, 91′) presenta un viaggio tra gli psiconauti di un centro di medicina tradizionale in Amazzonia, sulle pratiche sciamaniche; alle ore 20.15 “Strane straniere” di Elisa Amoruso (Italia 2016, 70′) va oltre la retorica sull’immigrazione, proponendo una verità che si incide sul corpo.
Roberta Giallo in “Verità e sentimento” esegue dal vivo il proprio repertorio cantautorale in un concerto a Carpi, sabato 15 alle ore 23.30 (Piazzale Re Astolfo, in collaborazione con: Avanzi di Balera).

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

I comunicati stampa e le fotografie ad alta risoluzione relative al festivalfilosofia si possono scaricare dal sito www.festivalfilosofia.it