3-4-5-6 ottobre torna a Bologna il Finger Food Festival

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Dal 3 al 6 ottobre torna a Bologna il Finger Food Festival.

Nata 4 anni fa, la manifestazione itinerante dedicata alle eccellenze del cibo di strada e delle birre artigianali torna anche quest’annoai giardini del Parco della Zucca, nel cuore della Bolognina, per chiudere il suo “tour” annuale

“Il festival – spiega l’organizzatore Lele Roveri – è qui al Parco della Zucca da tre anni, dove abbiamo apprezzato l’affetto e il calore dei suoi residenti, e qui abbiamo voluto rimanere ancora una volta, aspettando di tornare alla Tettoia Nervi”.

Dopo aver battuto ogni record di presenze nelle città toccate dalla manifestazione, il Finger Food Festival si appresta dunque a celebrare a Bologna la fine dell’estate. Sarà una grande festa, dove i veri protagonisti saranno ancora una volta i piatti delle tradizioni regionali italiane e straniere con le migliori birre artigianali, insieme a tanta buona musica dal vivo.

Gli arrosticini abruzzesi, l’asado argentino, le olive ascolane, gli hamburger di chianina dell’Appennino centrale, i pani ca’ meusa e le arancine palermitane, la mozzarella di bufala campana: nel viaggio di sapori del Finger Food Festival ci sarà solo l’imbarazzo della scelta. E non mancheranno alcune new entry, come la cucina thailandese e l’hot dog bolognese, vera bomba a base di salsiccia alla brace ricoperta di friggione.

E come da tradizione, ad accompagnare le degustazioni è prevista una ricca programmazione musicale a cura di Estragon Club che porterà sul palco il meglio della world music in circolazione, come Jakinta & Metissound, Eusebio Martinellai Gipsy Orkestar eCyco & Mama Africa.

Per tutti i buongustai e per coloro che già sentono la nostalgia dell’estate, l’appuntamento è dunque al Parco della Zucca da giovedì 3 a domenica 6 ottobre.

L’ingresso è gratuito.

Di seguito orari e programma:

-Giovedì 03/10: aperto dalle 19.00 alle 24.00

ore 21,30 band da definire

-Venerdì 04/10: aperto dalle 18.00 alle 24.00

ore 21,30: live Jakinta & Metissound

-Sabato 05/10: aperto dalle 12.00 alle 24.00

ore 21,30: live Eusebio Martinelli Gipsy Orkestar

-Domenica 06/10: aperto dalle 12.00 alle 23.00

ore 19,30: live Cyco & Mama Africa

Per aggiornamenti e informazioni è possibile consultare la pagina FB “Finger Food Festival” e l’evento “Finger Food Festival Bologna” – fingerfoodfestival@gmail.com

Timothy Radcliffe domani a Bologna per il Festival Francescano

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Già Maestro generale dei domenicani (l’Ordine dei Frati Predicatori), padre Radcliffe è uno degli autori cattolici più autorevoli a livello internazionale: domani in Piazza Maggiore a Bologna affronta molte delle questioni scottanti sollevate dal confronto tra modernità e fede cristiana, tra credenti e non credenti. Chiude la giornata il dialogo tra tecnologia ed etica con il francescano Paolo Benanti e il matematico Giuseppe O. Longo

Come dialoghiamo? E’ la domanda che apre la terza giornata del Festival Francescano: risponde domenica l’antropologo Marco Aime, che descrive la “polis” del XXI secolo dove relazioni e rituali depositari di una memoria condivisa sono indeboliti; il colpo decisivo è arrivato dalla rete, con le sue comunità virtuali in cui velocità, tweet e like hanno sostituito qualità conversazione, amicizia (“Strade che si incrociano, vite che si incontrano”, ore 10, Piazza Maggiore).
La nostra società è percorsa da una feroce islamofobia: l’islamologo cristiano don Valentino Cottini e l’Imam delle Comunità Islamiche del Veneto Kamel Layachi affrontano i temi trasversali del dialogo tra le due religioni: pace, giustizia e convivenza civile (“Dialoghi fraterni”, ore 11, Palazzo d’Accursio, Cappella Farnese).
“A ritrovar le storie” è uno spettacolo del Teatro dell’Orsa sul potere delle storie che a partire dalle 11 anima Piazza Re Enzo: nel paese di Tarot le parole si sono rimpicciolite, le bocche sono mute; ma un giorno arriva un saltimbanco: ha con sé la capacità di ascolto e uno strano carretto, in grado di riaccendere memorie (“A ritrovar le storie”, ore 11, Piazza Re Enzo).
Nel mondo di oggi è possibile instaurare un dialogo tra credenti e non credenti? Tra chi è fermo nella fede e chi diffida della Chiesa? Il domenicano Timothy Radcliffe mostra quanto queste il confronto tra cristiani e non credenti non sia solo necessario, ma possa essere fonte di gioia e fecondità per la Chiesa stessa. Perché la Parola è dialogo costante tra Dio e l’umanità (“Il dialogo creativo: conversazioni tra cristiani e non credenti” ore 16, Piazza Maggiore).
Parlando di intelligenza artificiale, cibernetica e nuove frontiere tecnologiche, il teologo fra Paolo Benanti e il matematico Giuseppe O. Longo cercano di confrontarsi, per capire se l’uomo ancora in grado di trovare la bussola per orientare i propri passi (“Scienza vs Etica”, modera Barbara Carfagna, ore 18, Piazza Maggiore).

MYSOCIALPET: una caccia al tesoro per la Milano Pet Week

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Il tempo che si trascorre con i propri amati animali non è mai abbastanza. Le cose più semplici diventano speciali se condivise con i propri pet. Una passeggiata al parco, una corsa in riva al mare… sono momenti unici per accrescere l’intesa con il proprio cane.

 

Ed è proprio pensando agli amanti dei cani che, in occasione della Milano Pet Week dal 28 settembre al 5 ottobre, MYSOCIALPET ha organizzato un evento imperdibile: il ritrovo è domenica 29 settembre ai Giardini Pubblici di Porta Venezia a Milano, dove prenderà il via la prima caccia al tesoro dedicata ai nostri amici a 4 zampe e ai loro padroni, che potranno lanciarsi in una competizione che metterà alla prova il loro affiatamento e lo spirito di collaborazione.

 

L’evento sarà organizzato in due turni, con ritrovo alle ore 9:00 per il primo e alle ore 14:30 per il secondo, partirà dai Giardini Pubblici presso il gazebo MySocialPet Store e terminerà al Parco Sempione, dove verrà decretato il vincitore delle magnifiche cucce in palio. Prove interattive, di mobilità e di olfatto diventeranno il pretesto per testare non solo la destrezza del cane, ma anche il livello di complicità con il proprio padrone. La premiazione avverrà allo stand MYPETCLINIC durante la Pets In the City di FieraMilanoCity dal 4 al 6 ottobre, giorno e orario saranno comunicati ai vincitori.

 

Per poter partecipare alla caccia al tesoro bisogna compilare entro il 25 settembre l’iscrizione sul portale https://www.petsinthecity.it/eventi/caccia-al-tesoro-by-mysocialpet/, oppure presso le cliniche di Milano e Gallarate.  Per tutte le informazioni scrivere a petweek@mysocialpetstore.it.

 

MYPETCLINIC, il network italiano di cliniche veterinarie che punta ad accrescere il benessere e la salute di tutti gli animali da compagnia, non poteva mancare alla Milano Pet Week. Infatti, la sua mission è quella di offrire servizi customer care per assistere il cliente e gli adorati animali prima, dopo e durante la prestazione veterinaria, non solo con la consulenza e l’appoggio di medici specializzati, ma anche attraverso la community  Mysocialpet.it che promuove eventi e iniziative dedicate alle persone e ai loro animali da compagnia.

Al via domani la mostra dei Sony World Photography Awards alla Villa Reale di Monza Apertura dal 13 settembre al 3 novembre

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Dal 13 settembre al 3 novembre 2019 torna in Italia grazie a Sony la mostra dei Sony World Photography Awards che permette di ammirare le fotografie vincitrici e finaliste del concorso fotografico più eterogeneo al mondo.

L’evento è ospitato anche quest’anno dalla prestigiosa Villa Reale di Monza, dove la mostra è stata presente dal 2017, registrando negli anni un interesse crescente da parte dei visitatori.

Il concorso, giunto alla dodicesima edizione, ha raggiunto quest’anno un nuovo record, con 326.997 candidature presentate da fotografi originari di 195 Paesi e territori.
Il risultato è una bellissima panoramica delle migliori opere contemporanee realizzate negli ultimi 12 mesi, che il pubblico italiano potrà ammirare nella sua interezza.

Sono davvero orgoglioso di questo incarico: curare per la quarta volta l’edizione italiana dei Sony World Photography Awards è per me motivo di grande soddisfazione. Ho visto, anno dopo anno, un incremento di partecipazione e della qualità delle proposte. Tre anni fa ho avuto il privilegio di essere parte della giuria e posso testimoniare della passione e della competenza dei membri dello staff e della giuria. La caratura internazionale di questa manifestazione non ha concorrenti e visitare questa mostra è per tutti l’occasione di conoscere e approfondire le tematiche più avvincenti che riguardano il nostro mondo e gli uomini e le donne che lo abitano. Questa edizione è ancora più attesa perché il titolo di Fotografo dell’Anno, il più ambito del concorso, è stato assegnato al fotoreporter italiano Federico Borella”, commenta Denis Curti, curatore della mostra in Italia. “La serie intitolata Five Degrees, presentata per la categoria Documentario, indaga la piaga dei suicidi maschili nella comunità agricola di Tamil Nadu, nel sud dell’India, colpita dalla più grave siccità degli ultimi 14 anni. La potenza delle immagini di questi reportage è travolgente e stupisce per l’attenzione e la sensibilità con cui è raccontata una realtà molto complessa. Il valore documentaristico degli scatti di Federico Borella emerge non solo attraverso i soggetti, ma anche nella varietà della tecnica utilizzata che spazia dal ritratto alla natura morta alle vedute aeree e di paesaggio”.

Il titolo di Fotografo dell’Anno quest’anno è stato assegnato a Federico Borella, che ha esplorato l’impatto dei cambiamenti climatici sulla regione agricola e sulla comunità di Tamil Nadu, nel sud dell’India, colpita dalla più grave siccità degli ultimi 140 anni: “Senza un intervento mirato delle istituzioni, il surriscaldamento globale farà aumentare il numero di suicidi in tutta l’India”, ha dichiarato. “L’impatto dei cambiamenti climatici si ripercuote sul benessere a livello globale, oltrepassando i confini dell’India e rappresentando una minaccia per tutta l’umanità. Grazie a questo lavoro ho avuto la possibilità di essere testimone di questa realtà e di documentarla come fotoreporter”.

Tra i vincitori si sono distinti altri quattro fotografi italiani che hanno conquistato riconoscimenti importanti nell’ambito del concorso Professionisti.

Alessandro Grassani è il vincitore della categoria Sport con la serie “Boxing Against Violence: The Female Boxers of Goma”, che racconta come la box rappresenti un mezzo di sostegno e un luogo sicuro per molte donne a Goma (provincia di Kivu Nord, Repubblica Democratica del Congo). “Queste donne provengono da contesti sociali differenti, tutte hanno un passato e un presente diverso; alcune provengono dalla strada e sono state vittime di terribili violenze, mentre altre hanno casa e affetti, alcune sognano di diventare campionesse di boxe un giorno, mentre altre pensano solo a sopravvivere” ha commentato Grassani.

Il duoformato da Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinini ha trionfato nella categoria Scoperta con la serie “Güle Güle”, che in turco significa “arrivederci”, dedicata a Istanbul e agli aspetti più caratteristici della città. “Il nostro lavoro – ha detto la coppia – racconta la storia di una città e di un paese intero in transizione sociale, politica ed economica. Questo è il terzo capitolo dedicato a città in cambiamento, poiché abbiamo già fatto Napoli e Roma. Questi luoghi vivono un momento di ambiguità, incertezza e insicurezza che porta alla creazione di microcosmi di persone che resistono, ognuno a modo proprio, alla gentrificazione all’interno di realtà specifiche, come quella omosessuale, curda, dei rifugiati siriani e dei ragazzi di strada”.

Massimo Giovannini si è aggiudicato il 2° posto nella categoria Ritratto con “Henkō”, parola giapponese che significa “cambiamento” e “luce variabile e insolita”, attraverso cui affronta il tema della luce e di come possa alterare la prospettiva degli oggetti. Il fotografo ha spiegato lo scopo del suo progetto: “Volevamo far sì che lo spettatore avesse un attimo di smarrimento e dubbio guardando i soggetti, e capisse che la differenza e confine che c’è tra uomo e donna, bianco e nero, è veramente e solamente nella nostra testa: è qualcosa che viene da noi, un preconcetto”.

Il National Award, invece, è andato a Nicola Vincenzo Rinaldi, appassionato di street photography, grazie all’immagine dal titolo The Hug che, come l’artista stesso spiega, “ritrae un abbraccio avvolgente: solo i piedi sfuggono alla stretta”. E infatti, ancora Rinaldi racconta come lo scatto non sia stato immediato poiché “a prima vista, non avevo capito che vi fossero due persone. Solo spostandomi ho notato i due piedi intrecciati. Si tratta quindi di un momento di intimità particolare, un abbraccio su uno sfondo infinito che dà un certo senso di libertà e speranza condivisa”.

“Il talento di fotografi esordienti e professionisti, di appassionati e di studenti che si affacciano per la prima volta al mondo della fotografia continua a stupire la giuria dei Sony World Photography Awards, che si conferma essere uno dei concorsi fotografici più apprezzati e seguiti al mondo”, afferma Takayuki Suzuki, Country Head di Sony in Italia. “Gli scatti proposti costituiscono testimonianze preziose del nostro tempo perché racchiudono storie che non conosciamo e che meritano di essere raccontate e condivise. Siamo particolarmente orgogliosi dei riconoscimenti conquistati ogni anno, e mai come in questa edizione, dai fotografi italiani grazie al valore culturale e all’eccellenza tecnica che distinguono le loro opere. È tuttavia importante sottolineare la natura internazionale del concorso, aspetto che Sony desidera valorizzare attraverso le tappe locali di un tour globale che permette a un pubblico sempre più vasto di ammirare le fotografie premiate. E ricordare che Sony World Photography Awards rappresenta solo uno dei modi, sebbene sicuramente tra i più importanti, con cui Sony si impegna a sostenere il mondo della fotografia, attraverso la continua innovazione tecnologica da un lato e un supporto fattivo al lavoro dei fotografi di ogni livello dall’altro. Il premio, infatti, rappresenta una piattaforma internazionale di grande visibilità che ci auguriamo possa aprire per vincitori e finalisti nuove opportunità di lavoro”.

Attilio Navarra, Presidente di Italiana Costruzioni, ha commentato con soddisfazione “Villa Reale di Monza è senza dubbio la scenografia più preziosa entro la quale valorizzare il contenuto degli scatti fotografici premiati per aver dato espressione e interpretazione alle vite e alle problematiche che interessano l’intero pianeta attraverso generi e tematiche diverse. Siamo molto orgogliosi di poter ospitare per il 3° anno consecutivo la mostra dei Sony World Photography Awards, a conferma del ruolo centrale di Villa Reale nella vita culturale non solo di Monza, ma anche di Milano e provincia”.

Dal 4 giugno 2019 sono aperte le iscrizioni per l’edizione 2020 dei Sony World Photography Awards che vede due grandi novità, l’aggiunta al concorso Professional della categoria Ambiente, che sottolinea il valore di questo argomento per gli artisti contemporanei, e un nuovo format per il concorso Youth, pensato per coinvolgere e premiare i fotografi in erba di ogni parte del mondo.

Approfondimenti su http://www.worldphoto.org/.

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Info mostra

Sony World Photography Awards

Villa Reale di Monza, viale Brianza 1 – Monza

Orari

Da martedì a domenica: 10.00 – 19.00

La biglietteria chiude un’ora prima.

Lunedì Chiuso

Prezzi Biglietto

Intero: € 10

Ridotto: € 8 (Over 65, insegnanti, under 25, tesserati FAI, ARCI, ACI, Touring Club, BNL dipendenti, Associati Confindustria Monza e Brianza)

Ridotto speciale: € 4 (bambini dai 6 ai 17 anni).

Cumulativo (Appartamenti Privati + mostra Sony Word Photography Awards)

Intero: € 18.

Ridotto: € 15 (Over 65, insegnanti, under 25, tesserati FAI, ARCI, ACI, Touring Club, BNL dipendenti, Associati Confindustria Monza e Brianza).

Ridotto Speciale: € 6 (bambini dai 6 ai 17 anni).

Promozione famiglia: applicabile a famiglie (2 adulti +2 o più bambini dai 6 ai 17 anni, il secondo adulto paga la tariffa bambino ridotto speciale.

Gratuito per: bambini minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore, 2 insegnanti per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche, tesserati ICOM, tesserati Abb. Musei.

Informazioni e prenotazioni

Call center: 039.2240024

(Attivo lunedì-venerdì, ore 9-18. Sabato, ore 9-13. Non attivo domenica e festivi)

Mail: villarealemonza@bestunion.com

La Rocca di Vignola ospita l’arte contemporanea di Sabrina Muzi

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Fino al 26 aprile 2020 la Fondazione di Vignola ospita “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”, una rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini tra le mura della storica Rocca. Dopo Marina Fulgeri è la volta, a partire da sabato 21 settembre e fino al 10 novembre, di Sabrina Muzi. Seguiranno, nei prossimi mesi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri

La quattrocentesca Rocca di Vignola, in provincia di Modena, continua ad essere “abitata” dall’arte contemporanea: il secondo appuntamento di “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”– la rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini realizzata dalla Fondazione di Vignola – prosegue conl’intervento di Sabrina Muzi e il suo SHĀN [cap. 2] a partire da sabato 21 settembre alle ore 11.30.
“Si tratta di un progetto realizzato durante una residenza in un piccolo villaggio cinese ai piedi della Grande Muraglia e presentato durante l’Artweek bolognese– spiega la curatrice – che qui si presenta in una nuova veste“. Oggetto del lavoro della Muzi è la montagna (Shān in cinese), dipinta ad acquerello su lunghi fogli verticali di carta di riso e su sottili carte cinesi, le cui stratificazioni seriali e le trasparenze restituiscono un luogo di sovrapposizioni temporali e spaziali.
Questo laboratorio di arte contemporanea, che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, operazione culturale pensata per valorizzare uno dei nostri monumenti più importanti – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignola – dopo la riuscita sperimentazione dei primi mesi, prosegue adesso con Sabrina Muzi che sovrapporrà paesaggi e monumenti, consentendoci una nuova lettura delle Sale delle Colombe, del Padiglione e dei Cani della nostra Rocca“.
Shān è un’immagine icona che reiterata come un mantra si carica di forza simbolica divenendo emblema di un archetipo e testimone di un luogo e delle sue trasformazioni. A introdurre il lavoro, una nuova opera che sgorga dal camino della Sala delle Colombe e tende verso il centro della stanza. Al primo piano il nucleo principale del lavoro, l’installazione di carte sospese, le foto verticali montate su seta e le bacheche di disegni. Il progetto si concretizza in un’architettura del paesaggio e il video proiettato nella Sala dei Cani, in cui la magnifica decorazione sembra esaltarne la visione, la pone in relazione con una forma antropomorfa: due corpi entrano in risonanza, quello umano e quello della montagna, ponendo le basi per una nuova indagine percettiva sul paesaggio.
(www.sabrinamuzi.it Vedi Scheda all’interno del Press kit).
Dopo il successo di “Self expression” di Marina Fulgeri, la rassegna “Ora più rada ora più densa” in seguito alla Muzi vedrà alternarsi altri due interventi espositivi. Dal 14 dicembre al 2 febbraio 2020 sarà la volta diAlessandro Moreschini, con“Beata solitudo”, il cui obiettivo è quello di ritrovare una condizione per orientarci nell'”inquinamento immaginifico” prodotto dall’Horror Plenida cui ci metteva in guardia  Gillo Dorfles (www.alessandromoreschini.it). Mentre a chiuderela rassegnasaranno Linda Rigotti Giorgia Valmorri con “Da dentro“, dal 7 marzo al 26 aprile 2020. L’architettura si sgretola e diventa memoria, nomadismo e mutazione, svincolata dalla necessità di fissarsi in una struttura saldamente ancorata al terreno, è contro-architettura (www.lindarigotti.tumblr.comwww.giorgiavalmorriart.tumblr.com).
 
Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini
Sabrina Muzi – SHĀN [cap. 2]
Inaugurazione: 21 settembre alle ore 11.30
Periodo: 21 settembre – 10 novembre
Orari: fino al 30 settembre dal martedì alla domenica 10.00-13 / 15.30 – 19.00
dal 1 ottobre dal martedì alla domenica 9.00-13 / 15.30 – 18.00
CHIUSO IL LUNEDI
Rocca di Vignola, Piazza dei Contrari, 4, Vignola (Modena)
Tel. 059.775246
In collaborazione con
Wunderkammer associazione culturale 

Nasce TicketAppy: a Roma il biglietto Metro e Bus è sullo smartphone

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Semplificare il quotidiano, risparmiare tempo, evitare lo stress e ridurre lo spreco di carta: da oggi a Roma arriva TicketAppy, la prima app per comprare ogni genere di biglietto o abbonamento ATAC direttamente dallo smartphone.

Un passo in avanti per rendere Roma sempre più “smart” e attenta all’ambiente, più vivibile e semplice per l’oltre milione e mezzo di viaggiatori che quotidianamente usufruisce dei mezzi pubblici.

Una risorsa unica da tenere a “portata di smartphone” per poter vivere la città in leggerezza, con un utilizzo semplice e intuitivo.

Accessibile a tutti, TicketAppy consente di acquistare tutti i principali titoli di Atac e di attraversare i tornelli della metropolitana semplicemente scansionando il QR Code mostrato sullo schermo del telefono.

A realizzare TicketAppy è stato il pluripremiato team della XAOS systems, uno dei fiori all’occhiello della produzione e ideazione tecnologica italiana, già campione di download con ParkAppy, il sistema di pagamento strisce blu attivo a Roma, Torino, Bologna, Napoli e altre città italiane.

“La tecnologia incontra e sposa la vita quotidiana e sempre di più l’ambiente. In quest’ottica, da sviluppatori, la nostra attenzione è sull’uomo, sul digitale che può migliorare quella qualità della vita che parte dalle piccole azioni quotidiane” ha dichiarato Alessandro Laurienzo CEO di XAOS.

Il Biglietto Integrato a Tempo si può attivare indicando il tipo di mezzo su cui si deve salire, oppure acquistando direttamente il biglietto da 24, 48 o 72 ore oppure l’abbonamento mensile personale senza alcun costo aggiuntivo rispetto al prezzo del titolo di viaggio.

Non solo, i biglietti possono anche essere acquistati e utilizzati successivamente, all’occorrenza, tenendoli sempre a portata di mano nel portafogli virtuale di TicketAppy.

TicketAppy, progetto di RedLab Technologies, aggiunge, dopo PakAppy, sistema per il pagamento dei parcheggi, un ulteriore step alle soluzioni dedicate alla mobilità cittadina.

“Tutte le soluzioni RedLab sono contraddistinte da una grande facilità d’uso e praticità che ne hanno permesso un’ampia distribuzione” ha dichiarato Claudio Scaffidi CEO di RedLab.

App scaricabile da www.ticketappy.com

La Via dei Bambini in Repubblica Ceca

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Se pensate che in Repubblica Ceca ci siano solo vecchie pietre e noiosi musei, vi sbagliate di grosso. Arte, architettura, storia, svago e sport sono sempre declinati in formato famiglia. Accanto a grandi parchi verdi dove dedicarsi ad attività open air, anche funambolesche, castelli fatati, vecchi treni a vapore, laboratori per piccoli scienziati pazzi, mondi vecchi e nuovi da esplorare, itinerari dedicati. La vacanza in Cechia, indipendentemente dall’età anagrafica, può essere sempre vissuta con gli occhi, curiosi ed entusiasti, dei più piccoli.

Ce n’è davvero per tutti i gusti e le aspirazioni. Piccoli scienziati, esploratori, avventurieri, naturalisti, possono cimentarsi con le proprie passioni, apprendendo attraverso il gioco. La noia in Repubblica Ceca è bandita e ogni gita si trasforma in un’avventura indimenticabile. L’intero territorio offre spunti irresistibili per giornate in famiglia dense di emozioni. Regione per Regione, dalle città alla campagna, dalla pianura alla montagna, dal passato al futuro, la Via dei Bambini è una tentazione per tutti, adulti compresi, che non solo faranno felici i propri piccoli, ma ritorneranno anche loro un po’ bambini. Vi proponiamo quindi un itinerario modulabile e personalizzabile, attraverso l’intero Paese e attraverso mondi tutti diversi e curiosi.

Praga senza età
Nella capitale la prima, grande attrazione per un pubblico dai 0 ai 99 anni è certamente il famoso Zoo di Praga, tra i più belli del mondo. In diverse ambientazioni vivono poco meno di 690 specie animali, tra cui il rarissimo gaviale del Gange: un tipo di coccodrillo, unico sopravvissuto della famiglia dei Gavialidi, stanziato esclusivamente in India e in Nepal. Quello di Praga è l’unico zoo europeo a ospitarne degli esemplari. Con ben 12 padiglioni e oltre 150 esposizioni, il giardino zoologico vanta tra gli altri anche il Children’s Zoo: un’area speciale dove i cuccioli di uomo entrano in contatto con gli animali domestici e imparano a prendersene cura. Niente male nemmeno la Riserva Bororo, area gioco le cui ambientazioni si ispirano alla Foresta Amazzonica. Inoltre, all’interno del parco è possibile percorrere un sentiero geologico lungo il quale i piccoli possono scavare in cerca di riproduzioni perfette di antichi fossili.
Dai miracoli della natura a quelli dell’uomo. Al Museo Nazionale della Tecnologia, una serie di esposizioni interattive permettono di scoprire i segreti nascosti dietro le tante conquiste tecnologiche dell’uomo, a partire dalle numerose macchine di uso quotidiano cui non sapremmo più rinunciare ma che a qualcuno un tempo toccò inventare. Dal funzionamento della lavatrice a quello della macchina fotografica, dal televisore all’aeroplano, i piccoli –ma sicuramente anche i grandi- resteranno a bocca aperta.
Per toccare il cielo con un dito basta invece prendere la funicolare che conduce in cima alla collina di Petrin e qui arrampicarsi in vetta alla Tour Eiffel ceca, copia perfetta seppur in scala ridotta di quella francese. Dai suoi 66 metri di altezza (niente paura, se preferite c’è l’ascensore!) si gode di un panorama letteralmente mozzafiato sulla città e i suoi dintorni. Accanto alla torre panoramica, anche un castello in miniatura, con tanto di labirinto degli specchi…
Sempre a Praga, nel quartiere Smichov, i piccoli visitatori dai 4 anni in su non vorranno perdersi il Regno delle Ferrovie: i ragazzini si entusiasmano per i modellini di treni e di automobili che si danno la precedenza agli incroci, per l’alternarsi della modalità giorno e della modalità notte o per le miniature di edifici importanti. E’ persino possibile pilotare i treni, mentre i più piccoli impazziscono per lo spazio loro dedicato con i trenini Lego.
Ciack, si gira. Al Karel Zeman Museum, i bambini possono emulare le avventurose peripezie del Barone di Munchausen e scoprire i segreti della regia di film d’azione. Proiezioni, postazioni interattive, effetti speciali, suggestioni ed escamotage virtuali rendono il tutto assolutamente verosimile.

Boemia centrale: parchi per tutti i gusti
C’è tanto da vedere, e da fare, nel cuore della Regione attorno alla capitale. Parchi verdi, di divertimento, avventura e acquatici… un vero spasso per tutti, grandi e piccini.
Avete mai visto uno stagnino all’opera? Vi aspetta al Botanicus di Ostrá, un villaggio dove risprofondare nelle atmosfere medievali, assistere a dimostrazioni di antichi mestieri e addirittura provare a cimentarvicisi. La situazione è talmente realistica, che occorre innanzitutto cambiare le corone ceche in groat, le antiche monete britanniche, unica valuta accettata in questa bolla sospesa nel tempo. Vi basteranno pochi spiccioli per provare la caccia all’oro, produrre un foglio di carta o creare una saponetta alle erbe. E a proposito di erbe, potrete godervi un pranzo sano a chilometro zero, a base di prodotti dell’orto locale. Per digerire, una bella passeggiata nei giardini ben curati, dove un labirinto verde aspetta i bambini. E nel weekend, ci sono anche gli artisti di strada!
Un bel viaggio nel passato, anche se non tropo lontano, è anche l’invito del museo all’aria aperta Vysoký Chlumec, perfetto per i bambini a partire dai 6 anni. Qui sono state reimpiantate case e fattorie tipiche di qualche secolo fa, provenienti dall’intera regione di Pribram e rappresentative di come si viveva e lavorava un tempo in campagna. Oltre a una ricca collezione di attrezzi antichi, la ricostruzione di ambientazioni uniche: dalle vecchie cucine tutte annerite dove si cucinava e si affumicava sul grande focolare aperto, fino al mulino a pietra dove si macinavano i cereali. Spesso, ad animare il grande villaggio sono feste dedicate al folklore e all’artigianato locali.
Al Mirakulum Park, i sogni dei bambini diventano realtà. Ad attenderli è un vero e proprio regno della fantasia, con tanto di castello… Ma attenzione, potrebbe non essere accessibile a tutti. I piccoli avventurieri dovranno raggiungere le sue 8 torri lungo percorsi arditi: tunnel, ponti di corda, cunicoli sotterranei e scale a pioli. E le sfide nel regno non finiscono mai: labirinti, una città sugli alberi, scivoli ecc. In estate, poi, c’è il parco acquatico con tante attrazioni. Per i più piccoli, ci sono un’enorme sabbiera in cui giocare e uno zoo interattivo.
Un vero e proprio tuffo nel divertimento vi attende invece all’Aquapalace Praha, il più grande di tutta l’Europa Centrale. Un luogo rinfrescante, rilassante ma anche e soprattutto elettrizzante. Qui le sfide adrenaliniche nell’acqua non mancano: scivoli ripidissimi e lunghissimi (è qui quello più lungo del Paese), coperti e scoperti, a spirale… Per non parlare delle onde artificiali. A incombere sul Palazzo del Tesoro c’è persino un galeone dei pirati. Non mancano nemmeno l’Acquario e il Centro Wellness.
Infine, per piccole romantiche e piccoli avventurosi, ecco anche un castello vero: quello di Loučeň, tra le residenze della stirpe Thurn und Taxis. A condurre le visite guidate saranno la Principessa Carolina o la Principessa Marie, oppure un loro valletto. Tra una tavola imbandita e la camera dei giochi, bisognerà cercare il gatto di casa che si è smarrito, individuare i passaggi segreti del castello, scoprire che cosa si nasconde nelle soffitte e superare i vari labirinti dei giardini reali. E chissà, magari potreste capitare proprio durante una delle tante feste organizzate a corte…

Boemia meridionale: avventure e acquolina
Dimenticate cellulare, Ipad e consolle… qui la sfida è a mani nude. Nei monasteri di Český Krumlov siete chiamati a provare a scrivere non schiacciando un tasto ma destreggiandovi con una vera penna d’oca e l’inchiostro del calamaio, non a sparare con armi virtuali ma a improvvisarvi alchimisti mescolando la vostra personalissima pozione, non a indossare occhiali 3D ma a riscoprire la bellezza dei giocattoli di un tempo. Niente paura però: un po’ di (sana) tecnologia c’è anche qui, per aiutarvi tramite postazioni interattive a rivivere epoche passate e praticare mestieri dimenticati. Ammodernati a dovere, i tre monasteri di Český Krumlov riescono a incantare e coinvolgere le nuove generazioni, senza tradire le vecchie tradizioni. Un percorso culturale e didattico ben studiato, svela non solo la storia passata ma anche il modus vivendi dei monaci e le meraviglie del Medioevo. Tantissimi, poi, i laboratori per bambini, che si improvvisano vetrai, sarti, calzolai, vasai, panificatori, cuochi e persino rilegatori di libri.
Se volete far felici i vostri piccoli, non potete mancare una visita allo Zoo di Hluboká, che è anche centro recupero animali. Sono ben 2500 quelli ospitati qui, provenienti da tutta Europa e dal mondo, alloggiati in habitat il più possibile simili a quelli originari. Per un’esperienza completa di avvicinamento alla fauna, lo zoo consente ai piccoli di accudire e nutrire alcuni animali, imparare le abitudini di quelli selvatici grazie a un’area didattica interattiva, osservare quelli notturni durante speciali tour by night. Grazie a un ponticello di legno sullo stagno, si possono ammirare anche pesci e anatre. Per non tralasciare proprio nessuno, infine, c’è un museo con scheletri di specie da tempo estinte.
Stanchi di fare “semplicemente” gli spettatori? Avventure e grandi scoperte attendono i piccoli curiosi al Parco Zeměráj. Un parco naturale pieno zeppo di sorprese: un’area archeologica, un borgo medievale, un labirinto di legno, un intero villaggio di giochi, caccia al tesoro, tiro con l’arco, un sentiero da percorrere rigorosamente a piedi nudi e giochi acquatici.
Per gli artisti in erba, ecco la Sladovna Písek Malthouse. Si tratta di un antico edificio un tempo adibito alla produzione del malto e poi caduto in disgrazia, oggi restaurato e trasformato in una galleria d’arte per bambini e ragazzi. Qui le mostre non sono solo da guardare: è obbligatorio toccare e interagire! Niente lunghe e noiose didascalie, ma percorsi ludici e interattivi che coinvolgono anche i più piccoli. Attraverso le immagini, il colore, le seduzioni e le suggestioni i visitatori usciranno con un concetto nuovo e soprattutto entusiasmante di quello che è l’arte. Oltre alle esposizioni permanenti, la galleria ospita continui eventi.
Per prendere i vostri cuccioli per la gola, infine, ecco i Musei della Cioccolata e del Marzapane, rispettivamente nei centri di Tábor e Třeboň (a un’ora di auto l’uno dall’altro). Un filo di acquolina lega queste due città, dove sono di casa altrettante specialità, perfette da degustate sia singolarmente che in abbinata. In entrambi i musei, i visitatori non si limitano a osservare, deglutire e assaggiare, ma si improvvisano pasticceri, grazie a speciali laboratori di lavorazione delle due materie prime.

Parco Nazionale di Šumava (Selva Boema): a tutta natura
Al confine con la Germania, la Selva Boema è una sconfinata area verde protetta dove far conoscere la natura ai vostri bambini, dal didentro, direttamente sul campo. Due i centri visitatori del Parco: uno a Srní e uno a Kvilda. Nel primo si impara tutto sui lupi e le loro abitudini. Da un ponte a 3-4 metri dal suolo si osservano i predatori raccolti in branco dentro un recinto. Un sentiero didattico con pannelli illustrativi descrive fauna e flora locali. Nel secondo centro è invece protagonista il cervo, cui sono dedicati pannelli illustrativi, sentieri didattici, punti d’osservazione e materiali multimediali. Anche gli altri animali selvatici e il loro habitat vengono spiegati ai bambini.
Dove trovare creature fantastiche fuori da mondi fantastici? Qui, nella Selva Boema che pare essere popolata di elfi, spiritelli e altre magiche creature. Questi e altri bizzarri personaggi abitano il Fairy-Tale Cottage.
L’Active Park di Lipno è perfetto per piccoli (e grandi) scatenati. Qui si può praticare ogni tipo di sport e lanciarsi in diverse avventure. Ci sono il parco delle corde, quello per le peripezie in bici, una pista per bob estivo, un fantastico parco giochi interamente in legno, un percorso sospeso tra gli alberi che culmina in una grande torre panoramica, realizzata con una grande spirale in legno, il cui culmine offre una vista mozzafiato.
Per piccoli cavalieri e piccole principesse ecco anche un maniero tutto vero… Speciali visite guidate a misura di bambino svelano tutti i segreti del castello di Kašperk, spesso utilizzato anche come set cinematografico. I piccoli scoprono che cosa significava essere allevati come nobili, come si svolgevano le danze e i giochi di un tempo, quali erano i giocattoli a corte e come indossare un’armatura. Nel frattempo, mamma e papà possono concedersi un tuffo nella storia. Poi ci si ritrova tutti insieme nel cortile del castello per una golosa merenda medievale, a chilometro zero.

Boemia occidentale: marionette, fiabe, boschi incantati e adrenalina
Emozioni per tutti a Ovest di Praga, in particolare nella zona tra Pilsen –patria dell’omonima, celebre birra- e la Foresta dell’Alto Palatinato. Romanticoni, sognatori, aspiranti scienziati e temerari avranno un bel daffare da queste parti…
Techmania, a Pilsen, è un avveniristico centro scientifico, dove la matematica e la fisica diventano un gioco letteralmente da ragazzi. Qui non solo è possibile, ma doveroso toccare tutto, esplorare, sperimentare… Divertendosi, i bambini scoprono tutti i segreti della natura e della scienza. Per esempio, imparano come funzionano il sottovuoto, la scossa elettrica, il forno a microonde, quante calorie il giorno si consumano con un lavoro sedentario e uno faticoso. C’è uno spazio anche per i piccolissimi, dove fare esperienze e giochi sensoriali con vari materiali. Non manca nemmeno il Water World, da cui è impossibile uscire asciutti! Grazie alla mostra “Il futuro nel piatto”, i piccoli familiarizzano con il cibo, i suoi valori nutrizionali e apprendono i principi di una corretta alimentazione. Vietato, infine, andarsene senza aver visitato il planetario 3D.
Dopo tanta scienza, sempre a Pilsen, ecco un po’ di sana, vecchia “magia”. Il Museo delle Marionette, ospita oltre 300 esemplari di splendidi pupazzi con i fili, la cui antica produzione è tra i vanti artigianali di Praga e di tutta la Cechia. Ce n’è davvero di tutte le epoche e di tutti i tipi. Non mancano ovviamente spettacoli animati, lezioni su come si manovrano le marionette e la possibilità di improvvisare una storia dietro il micro-sipario.
Nei dintorni di Pilsen, all’Offpark Sušice, i più scatenati (comunque a partire dai 6 anni) saranno travolti da un’ondata di adrenalina pura. Ci sono spazi e sfide per tutte le età. C’è da arrampicarsi, lanciarsi con le corde, correre, saltare, attraversare ponti traballanti, dondolare nel vuoto e persino fare rafting sul fiume. Gli adulti possono anche sfidarsi a paintball.
Al castello di Švihov e nei suoi dintorni ci si può muovere sulle orme di Cenerentola. E’ stato infatti girato qui il film-tv “Tre nocciole per Cenerentola”, insolita versione della celebre fiaba di Perrault, in cui la ragazza vessata dalle odiose sorellastre è una cacciatrice, vive ai margini del bosco e qui trova non solo il principe ma anche tre nocciole magiche che la aiuteranno. Le visite al castello dedicate ai bambini sono particolarmente suggestive e c’è persino la possibilità di noleggiare costumi d’epoca o di mettersi alla prova con arco e frecce… Nei dintorni del maniero, un sentiero di circa 3,5 chilometri (percorribile eventualmente con le biciclette offerte a noleggio) conduce sempre sulle orme dell’antica favola e della sua rivisitazione cinematografica.
Altro castello, altre avventure. A quello di Velhartice si possono provare antiche armi da difesa come l’arco, il trabocco, la balestra. Ma anche giocare a scacchi, birilli russi e a risolvere enigmi. In particolari occasioni, poi, il castello risprofonda nel Medioevo allestendo un vero e proprio campo militare, proponendo non solo la cucina dell’epoca ma anche giochi e tenzoni dimenticati, nonché raccontando gli antichi mestieri, come per esempio quello del cerusico, una specie di antenato del chirurgo.

Karlovy Vary: a tutta salute (e divertimento)
Sempre in Boemia occidentale, una nota a parte merita il territorio, verdissimo, attorno a Karlovy Vary, perla termale rinomata in tutto il mondo fin dai tempi antichi per le sue acque benefiche. Se mamma e papà desiderano regalarsi coccole e benessere tra bagni termali e Spa di ottimo livello, i bambini non devono rinunciare al divertimento. Insieme, grandi e piccini, possono intraprendere per esempio i 24 chilometri di itinerari cicloturistici disegnati tra le montagne e nel grande parco intorno a Jáchymov. Il percorso Azur, in particolare, è dedicato ai piccoli biker e ai principianti e una comoda seggiovia conduce alla partenza. Per una scossa di adrenalina, invece, ecco il parco delle funi di Svatý Linhart, con diversi percorsi e sfide per piccoli (e grandi) temerari. Il centro si trova a un soffio dalla foresta protetta di Linhart, dove ammirare in libertà cervi, daini e cinghiali.
Da vedere, il Boehminium: un parco in miniatura dove visitare l’intera Repubblica Ceca con le sue principali attrazioni in pochi passi. Tra i 5 parchi del suo genere più grandi d’Europa, sfoggia 75 siti cechi in versione mignon. Alla curiosità e allo stupore per i piccoli visitatori si aggiunge l’emozione di non essere affatto piccoli: anche i bambini qui sono (quasi) come Gulliver e si muovono con passi ciclopici tra monumenti-cameo. A seconda del periodo dell’anno, poi, si può incappare in uno dei numerosi eventi tra il fiabesco e il folkloristico organizzati nel parco.
Nella Fattoria didattica Bernard se ne vedono davvero di tutti i colori. Si perché qui, oltre a familiarizzare con animali da cortile e da stalla, ci si trasforma in artigiani provetti. I bambini possono disegnare e confezionare magliette personalizzate, produrre candele e saponette profumate, scoprire la delicata arte dell’ebanista o apprendere il mestiere dell’apicoltore.
Un percorso guidato dedicato espressamente ai bambini, con tanto di materiale a tema fiabesco confezionato ad hoc, entusiasma i piccoli visitatori dei castelli di Becov nad Teplou. I manieri sono infatti due, intervallati da splendidi giardini e collegati da un tunnel. Alla fine del tour i bambini potranno fare una riflessione su quanto appreso sulle dimore, i loro abitanti, gli usi e i costumi dell’epoca e riceveranno non solo un attestato di partecipazione ma persino il “titolo nobiliare” ad honorem. Da non perdere nemmeno il vicino orto botanico, dove non solo ammirare le varie specie coltivate ma anche partecipare a laboratori creativi con materiali naturali.

Boemia settentrionale: tutti in fattoria!
In Boemia nordoccidentale, ai piedi dei bellissimi Monti Metalliferi, i vostri piccoli imparano a conoscere, apprezzare e rispettare la terra “a tutto tondo”: fattorie biologiche, sconfinati spazi verdi dove giocare, oscure miniere da esplorare… il mondo è davvero fantastico.
La missione dell’Eco-Fattoria Klouček a Klíny è quella di sensibilizzare fin da piccoli all’ecologia e al rispetto del pianeta. Qui si recuperano i mestieri e i metodi produttivi di una volta, decisamente ecosostenibili. I bambini apprendono come cardare la lana, usare l’arcolaio e manovrare un telaio. Oppure trasformano la cera d’api in profumate candele.
Sempre a Klíny ecco uno straordinario complesso sportivo all’aperto, pensato appositamente per i bambini con attrazioni ma anche servizi su misura per famiglie. Ci sono scivoli, funi, trampolini, pareti da arrampicata, taboga, bike-park e tanto altro. Volendo, i piccoli possono essere affidati a istruttori esperti.
Le miniere di argento e rame di Hora Svaté Kateřiny sono ormai in disuso, ma continuano a sfoggiare il loro misterioso fascino al pubblico, che può visitare gli antichi cunicoli. Le gallerie sono ben 64. Quando ne avrete abbastanza del buio e degli spazi angusti del sottosuolo, tornate alla luce e regalatevi il panorama sconfinato offerto dalla torre Hláska.
Nell’era dei videogame e di Internet, chi non prova almeno un po’ di nostalgia per i cari, vecchi giocattoli in legno? Forse solo chi non li ha mai conosciuti o maneggiati. Rimediate subito portando i vostri figli in visita alla NBW, antica fabbrica locale ancora in attività. E’ possibile persino provare a lavorare il legno e produrre un proprio manufatto.
I più piccoli impazziranno alla fattoria Selský dvůr, popolata da cavalli, pony, asini, capre, pecore, maiali e conigli… Ai bambini viene insegnato come sellare un cavallo, vengono mostrate le scuderie e proposto il battesimo della sella.
Diversi spunti anche nella zona di Česká Lípa e dei Monti Jizera: lo Zoo di Liberec, famoso per le sue tigri bianche e altri animali rari; il centro scientifico iQLandia dove fare esperimenti, apprendere giocando e persino indossare i panni di un astronauta; il centro sportivo e ricreazionale Vrchbela con percorsi didattici, pista di pattinaggio e persino tre splendidi castelli in miniatura; il parco acquatico Staré Splavy con le sue atmosfere caraibiche e infine la fabbrica del vetro di Ajeto dove ammirare tutte le fasi della produzione e partecipare a quella “magica” della soffiatura.
Per una eccitante vacanza a tutta natura consigliamo infine il cosiddetto Paradiso Boemo, splendida area protetta e sotto l’egida Unesco. Qui gli agenti atmosferici hanno scolpito nel tempo dei veri e propri capolavori geologici nelle rocce di arenaria. Ognuno può leggere nei pinnacoli volti umani, animali e statue; nessuno può negare l’eccezionalità e la magia di questi luoghi.
Passa di qui anche la Greenway Jizera, la ciclovia di 190 km che parte dalla sorgente del Jizera al confine polacco e conduce fino al punto in cui si getta nell’Elba, nei pressi di Praga. Il tratto Malá Skála-Turnov è particolarmente affascinante. Il paesaggio qui è dolcemente ondulato e quindi l’itinerario è fattibile anche per i bambini, in ogni caso si può optare per percorrerlo in battello, sul fiume. Lungo il percorso incontrerete comunque scorci indimenticabili, antichi castelli, ruderi affascinanti e borghi rurali dalle architetture tipiche.
Il parco avventura Šťastná země propone sfide per tutti i gusti: pareti da arrampicata, trampolini, teleferica, un geoparco nascosto nel bosco, minizoo e persino un modellino in legno d’acacia del Castello Trosky.
“La città delle fiabe” è il nome di un festival in calendario ogni anno la seconda settimana di settembre a Jičín, dove trascorse l’infanzia un celebre autore di favole ceco (Václav Čtvrtek). In quell’occasione, la città è in mano ai bambini. In programma incontri, giochi, laboratori, spettacoli e tanto altro. In città c’è anche il Museo dei Giocattoli.
Nei castelli di Staré Hrady, un mondo fatato aspetta i vostri figli. Ma attenzione ai draghi! Ce ne sono più di 30 tipi in agguato. Non mancano nemmeno elfi, nani, spiritelli, streghe e altre creature.

Boemia orientale: paesaggi vertiginosi
Chi considera la montagna noiosa e monotona, qui avrà di che ricredersi. A parte la varietà di paesaggi, lo spettacolo della natura e il clima salubre, tra la corona di monti della Boemia orientale si nascondono attrazioni inattese, per tutta la famiglia. I Monti Giganti, un capolavoro della natura vasto 361 chilometri quadrati, sono solcati da sentieri-avventura a più tappe, lungo i quali anche la camminata diventa un gioco. Il più avventuroso è però certamente il Tree Top Trail nel Parco Nazionale dei Monti Krkonoše, bellissimo percorso di un chilometro e mezzo tra le chiome degli alberi, sospeso a 24 metri d’altezza. Il tour (per i più pigri) culmina ai piedi di una fantastica torre panoramica in legno, a spirale, alta 45 metri. Il percorso, tra l’altro, è accessibile davvero a tutti, in quanto privo di barriere architettoniche.
E’ molto più di un semplice zoo quello di Dvůr Králové. Si tratta infatti di un vero e proprio Safari Park, dove è possibile incontrare fino a 2.500 animali in un solo giorno. Basta noleggiare una macchina attrezzata e avventurarsi. Non mancano un parco di funi, la possibilità di improvvisarsi ranger del parco e di dormire all’aperto o in bungalow, per ascoltare i suoni notturni della Savana.
Il parco avventura Pecka conduce i piccoli direttamente dentro la natura. Qui si osservano le formiche giganti, le favolose corna ramificate dei cervi, l’anatomia di una vipera e altre meraviglie, dislocate in tre diverse aree tematiche.
Nella regione è ampia la scelta di resort alpini che garantiscono, oltre ad atmosfere uniche, attività per tutta la famiglia, tutti i gusti e tutte le stagioni: sport, escursioni, laboratori creativi e didattici, piscina, scuola di sci, avventure.

Hradec Králové: fascino antico
Sempre in Boemia orientale, la regione di Hradec Králové è un grande libro di storia aperto a tutti. Qui non occorre studiare, basta muoversi tra le meraviglie architettoniche e storiche del territorio per respirare aria d’altri tempi, resa ancora più magica da racconti favolosi e personaggi fiabeschi. La città è a misura di famiglia e verdissima: il suo favoloso parco –più cha altro un bosco- offre svago per grandi e soprattutto piccini, con sei percorsi a tema, un parco per allenamento, un parco giochi dedicato a principesse e cavalieri e persino recinti abitati da animali selvatici.
Negli immediati dintorni della città ecco un tuffo nel passato più lontano, grazie al Parco Archeologico di Všestary. Qui si apprende come vivevano gli uomini preistorici, si ammirano fedeli ricostruzioni delle loro capanne, si osserva come funziona uno scavo archeologico e si partecipa a laboratori didattici.
La Valle di Babččino (la Valle della Nonna), solcata dal fiume Úpa, è uno dei luoghi più affascinanti della regione di Hradec Králové, particolarmente cara ai cechi per aver dato i natali allo scrittore Božena Němcová, cui viene puntualmente reso omaggio con un ricco calendario di eventi culturali e appuntamenti letterari. Punta di diamante del territorio –che consigliamo di ammirare in tutta la sua estensione e bellezza dall’alto della torre panoramica, nei pressi del villaggio Žernov- è il castello di Ratibořice, immortalato, insieme ad altri scenari, in numerosi film.
Restando in tema di castelli e atmosfere magiche, non si può trascurare la cosiddetta Loira ceca, tra le destinazioni europee d’eccellenza. Proprio come accade in Francia, anche qui una teoria di 6 tra castelli e manieri è collegata dallo scorrere di un fiume: il Divoká Orlice. Ogni residenza riserva le sue avventure…
La gita alle Montagne dell’Aquila si trasforma presto in una fiaba. Ad accompagnare i bambini lungo un sentiero di favola è la principessa Katerina. Diviso in più tappe, il percorso è lungo poco meno di 11 chilometri, diviso in 8 tappe tematiche e affollato di sorprese e attrazioni, come per esempio un parco di funi e persino un laboratorio di campane.
Prima di lasciare la Boemia orientale, ricordate che sono ancora tanti gli spunti per una giornata indimenticabile da trascorrere in famiglia: il Museo del Pan di Zenzero, nascosto nel bosco ai piedi del Monte Kunětice; il Dolní Morava Resort con tanti percorsi avventura e un parco acquatico, il Museo degli Antichi Mestieri dove scoprire non solo i segreti dell’artigianato ma anche come lavorava per esempio un dentista agli inizi del XX secolo, il Museo all’aperto di Veselý Kopec dove muoversi liberamente tra abitazioni, fattorie e annessi rurali tipici dell’area a inizio ‘800. Da non dimenticare, infine, che la città-gioiello di Litomyšl ha elaborato per i bambini uno speciale tour a tappe da seguire in libertà con l’ausilio di un’apposita mappa, punteggiato di meraviglie e con tanto di premio finale a sorpresa.

Slesia e Moravia: tra passato e futuro
Spesso ingiustamente relegate all’ombra di Praga e della Boemia, in fatto di fascino Slesia e Moravia non hanno nulla da invidiare loro. Provare per credere.
Nella regione di Vysočina vi attendono il bellissimo Zoo di Jihlava, particolarmente attrezzato per i bambini, anche i più piccoli; l’Altenator Eco-Technological Centre di Třebíč, dove apprendere le basi della tecnologia e dell’ecologia in modo facile e divertente; il centro storico e il castello rinascimentale di Telč, splendidi nella loro eleganza, e aperti ai piccoli anche con visite speciali interattive e persino notturne; il Museo dei record e delle curiosità di Pelhřimov dove scoprire per esempio come è fatto lo spazzolino da denti più grande del mondo o quanto misura la sciarpa più lunga in assoluto. A Žďár nad Sázavou, infine, vi aspettano non solo un bellissimo castello, ma anche il Museo della Nuova Generazione, dove passato, presente e futuro si mescolano in una esperienza sensoriale unica.
In Moravia meridionale accogliete l’invito del parco a tema Permonium, che racconta attraverso il divertimento il faticoso mondo dei minatori e la storia dell’attività estrattiva in Repubblica Ceca. Toccare, imparare e divertirsi: sono tre le parole d’ordine al centro scientifico VIDA! dove i fenomeni naturali e i segreti dell’universo vengono svelati con successo anche ai piccolissimi. Cervello a riposo, refrigerio e puro divertimento invece al Parco acquatico Moravia, il top nel suo genere nel Paese, con ben 20 attrazioni distribuite in 12 piscine, di cui alcune ad acqua termale. Per incontrare la grande passione di tutti i bambini, i dinosauri, occorre invece recarsi al Dinopark Zoo di Vyškov, dove i giganti primordiali sono protagonisti di ricostruzioni fedeli e a grandezza naturale, ma anche di un parco giochi a tema, di proiezioni 4D e altre attrazioni. Grazie a uno speciale tour in costume d’epoca, il viaggio nel passato tra i corridoi e i saloni del castello di Milotice entusiasmerà particolarmente i vostri cuccioli dalle fantasiose menti.
Una scorpacciata di musei, mai noiosi, vi aspetta in Moravia orientale. Consigliamo il Museo all’aperto della Vallachia, che raccoglie una serie di antiche abitazioni dalle architetture in legno, tipiche di questa storica regione morava. Visitarlo è come sprofondare nel tempo, apprendendo come si viveva, lavorava e coltivava in campagna nel XIX secolo.
Sempre avidi avventure, i bambini non potranno non apprezzare una visita al Film Node di Zlín. Qui potranno “spiare” al lavoro i creatori di pellicole d’animazione e persino provare a produrre da soli un corto. Il tour degli studios si rivelerà davvero interessante.
Meritano sempre una visita anche lo Zoo di Zlín, prima destinazione turistica in assoluto in Moravia, e lo Zoo di Metallo di Staré Město: una collezione davvero originale di 250 animali realizzati a grandezza naturale riciclando rottami di ferro.
In Moravia centrale e sui Monti Jeseníky consigliamo lo Zoo di Olomouc con anche una sezione dedicata agli animali marini; il Parco Sportivo di Hrubá Voda con persino un trampolino per bungee-jumping e tante soprese sugli alberi e sottoterra; il Centro Ecologico di Sluňákov dove intraprendere percorsi a tema e sensoriali; l’antica cartiera di Velké Losiny (non lontano da uno splendido castello rinascimentale, visitabile), in attività dal XVI secolo, cui è stato affiancato un Museo della Carta.
Con una comoda seggiovia si raggiunge il Kouty nad Desnou Resort: splendidi panorami, sentieri didattici, un museo all’aperto, bike-park, pista di pattinaggio e un’infinità di percorsi per il trekking.
Tra la Moravia settentrionale e la Slesia ecco altre tentazioni irresistibili per piccoli curiosi e scatenati. Ad Ostrava, capoluogo dalle atmosfere quasi lunari grazie agli scheletri di numerosi impianti siderurgici ed estrattivi oggi riconvertiti, li aspetta per esempio lo Svet Techniky, grande centro scientifico e tecnologico dove scoprire come funzionano tutte le “diavolerie” di uso quotidiano cui siamo ormai abituati. Dalla prima macchina a vapore fino alle più recenti invenzioni robotiche, il progresso è raccontato tutto nei suoi padiglioni. E i piccoli si divertono un sacco grazie a postazioni interattive, simulazioni di volo, laboratori ecc. Dalla scienza alla natura, sempre a Ostrava è imperdibile lo Zoo, realizzato ai margini della città, in un magnifico ambiente verde punteggiato di stagni. Richiestissimo il safari su trenino, attraverso le ambientazioni africane e asiatiche, tra giraffe, antilopi e altri ungulati.
Per scoprire la vita dura dei minatori di un tempo e contemporaneamente vivere un pizzico di avventura, regalatevi una visita al Landek Park, vasto sito minerario oggi museo, attraversato in lungo in largo da un trenino da miniera originale.
E’ invece un vero e proprio treno, storico, a vapore e a scartamento ridotto, quello che percorre la linea Třemešná-Osoblaha. La lentezza consente di ammirare appieno la bellezza dei paesaggi alle pendici dei Monti Jesenik, risparmiati dallo sviluppo industriale e solcati da una rete di percorsi cicloturistici e sentieri escursionistici. A seconda del periodo dell’anno partono treni speciali, a tema, che entusiasmeranno i bambini.
Se avete in programma una gita a Bílá, mettete in conto che i vostri piccoli non vorranno più venire via dal Parco estivo e a funi loro dedicato. Tra sport, giochi, sfide adrenaliniche, avventure, attrazioni acquatiche e non, la giornata volerà in un lampo.

La vacanza attiva. In famiglia.
La Repubblica Ceca non è solo uno scrigno infinito di sorprese storiche, architettoniche e una riserva di parchi gioco, divertimento e avventura, ma anche e soprattutto una sconfinata palestra verde sotto il cielo. Dove praticare ogni tipo di sport outdoor, anche con i bambini al seguito. I piccoli gradiranno certamente le sfide in bicicletta, i giochi nell’acqua, le passeggiate… Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Il territorio ceco è solcato complessivamente da ben 5.300 chilometri di percorsi cicloturistici, per tutte le gambe. Laghi e fiumi con spiagge attrezzate invitano a belle nuotate e tutta una gamma di sport acquatici divertenti e qualche volta persino adrenalinici. Quanto a scarponcini e zaino, sono 40.000 i sentieri ben tracciati, di varia difficoltà e anche transnazionali. A piedi o in bicicletta mettete comunque in conto di fermarvi spesso: non per la fatica, ma per la varietà di attrazioni irresistibili che incontrerete lungo il percorso. Dalla pianura alla montagna, passando per le colline, incapperete in giardini zoologici, fattorie didattiche, centri sportivi e ricreativi, antiche abbazie, siti minerari, regali castelli, laboratori artigianali, musei interattivi, parchi avventura e acquatici, insoliti fenomeni geologici…
In inverno, poi, la palestra verde si trasforma in un fantastico circo bianco, dove godersi fiabeschi paesaggi di neve, ma anche praticare sci di fondo e da discesa, snowboard, passeggiate con le racchette, slittino, bob,

“The Painted Bird”: finalmente un film ceco di nuovo in lizza per il Leone d’Oro a Venezia

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Era dal 1994 –quando a partecipare fu un film di Jiri Menzel- che una pellicola prodotta, e in parte anche girata, in Repubblica Ceca non entrava nella selezione più prestigiosa della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica puntualmente organizzata in Laguna e applaudita in tutto il mondo.

Nabarvene Ptace (The Painted Bird-L’uccello dipinto), film scritto e diretto da Vaclav Marhoul, è tra le pellicole che in questi giorni concorrono all’ambito Leone D’Oro alla 76ma Mostra del Cinema di Venezia. Dopo 25 anni, la Repubblica Ceca torna a conquistare un posto nella categoria più prestigiosa del Festival. Non solo: è la prima volta che nei tre festival più importanti d‘Europa (Venezia, Cannes e Berlino) viene presentata l’opera di un regista cresciuto dopo il 1989.
Il copione è tratto dall’omonimo romanzo (1965) di Jerzy Kosinski, scrittore polacco naturalizzato statunitense, e narra le vicende di un ragazzino ebreo durante la Seconda Guerra Mondiale, affidato dai genitori a dei parenti in una zona rurale e isolata dell’Europa dell’Est. Si troverà così a sfuggire dalle persecuzioni naziste, ma a dover affrontare la solitudine, nonché l’ostilità della popolazione locale.
L’opera di Marhoul –primo film girato, seppur parzialmente, in lingua artificiale ausiliaria interslava- nasce da lontano: l’autore comincia a pensare a un adattamento del libro già nel 2008, ancor prima di ottener i diritti cinematografici del romanzo. La stesura della sceneggiatura durerà circa tre anni, la ricerca dei fondi altri quattro. Le riprese –in diverse località tra Ucraina, Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca- sono cominciate a marzo 2017 e si sono protratte fino a luglio 2018. La pellicola, drammatica, è volutamente in bianco e nero per sottolineare la storicità della vicenda.
A rappresentare la Repubblica Ceca in Laguna, anche i film:
SH_T HAPPENS (cortometraggio, 2019) di David Stumpf e Michaela Mihalyi, nella categoria Orizzonti
EXTASE (1932) di Gustav Machaty in versione restaurata e digitalizzata, nella categoria Classics.

Parma, Città Capofila XX Giornata Europea della Cultura Ebraica – Domenica 15 settembre 2019

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Torna domenica 15 settembre 2019 la Giornata Europea della Cultura Ebraica, la manifestazione che invita a conoscere e approfondire storia, cultura e tradizioni ebraiche.
“Città Capofila”, il luogo dove si inaugurano ufficialmente gli eventi, sarà quest’anno Parma, dove risiede una comunità ebraica le cui origini risalgono al XIV secolo.

L’apertura ufficiale della Giornata avrà luogo domenica 15 settembre alle ore 10.00 nella cornice della Biblioteca Palatina (Piazza della Pilotta, 3), alla presenza delle Autorità.
Nella Biblioteca Palatina è conservata una delle più importanti collezioni a livello mondiale di antichi manoscritti e libri a stampa ebraici, il fondo De Rossi, tra Bibbie miniate, testi e commentari rabbinici, trattati di filosofia e di medicina. I pezzi più importanti saranno esposti al pubblico in occasione della Giornata.

Alle 11.30 ci si sposta nella Sinagoga di Parma (Vicolo Cervi, 4), dove si terrà una cerimonia per il rientro di un “Sefer Torah”, un prezioso Rotolo della Legge settecentesco, restaurato da Rav Amedeo Spagnoletto.

La Giornata prosegue alle 16.00 nella vicina Soragna, dove è presente il Museo ebraico “Fausto Levi” (Via Camillo Benso Conte di Cavour, 43), un piccolo, suggestivo gioiello tra gli itinerari ebraici di questa parte d’Italia.
Qui avrà luogo l’apertura al pubblico e la visita guidata a cura di Roberta Tonnarelli, Conservatrice del museo.
A seguire, intrattenimento musicale con il cantautore Alex Ezra Fornari, il polistrumentista Rocco Rosignoli, la pianista Miriam Di Pasquale.
Informazioni complete sul sito del museo: http://www.museoebraicosoragna.net 

La Giornata si chiude a Parma, al Teatro Farnese (Piazza della Pilotta), alle ore 21.00, con il recital “L’albero dei sogni”, con musiche originali composte dal M° Riccardo Joshua Moretti, compositore nonché presidente della Comunità Ebraica di Parma; le coreografie dello spettacolo sono di Valerio Longo per i ballerini del Balletto di Roma Paolo Barbonaglia e Giulia Strambini.
Il balletto di ispira al titolo della Giornata: “I sogni, una scala verso il cielo”, che richiama un noto episodio della Genesi che ha per protagonista il patriarca Giacobbe.
Ne “L’Albero dei sogni” musica e danza attivano un immaginario fatto di visioni, capace di condurre lo spettatore al senso profondo di un’universalità impressa nella mente e nell’anima dell’essere umano.
Per il recital al Teatro Farnese la prenotazione è obbligatoria, scrivendo all’email: prenotazioni@museoebraicosoragna.net o sul sito: www.parmaoperart.com

Tutti gli eventi, e concerti, sono ad ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

La Giornata Europea della Cultura Ebraica gode del Patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. E’ inoltre riconosciuta dal Consiglio d’Europa.

Quest’anno aderiscono alla Giornata Europea della Cultura Ebraica ottantotto località in Italia, dove avranno luogo centinaia di eventi, tra visite guidate a sinagoghe, musei e quartieri ebraici, concerti, incontri d’autore, spettacoli teatrali, degustazioni kasher e iniziative per i più piccoli.

A livello europeo, la manifestazione è coordinata dall’AEPJ – The European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage. I programmi dei singoli Paesi sono consultabili sul sito www.jewisheritage.org

Ulteriori materiali sono disponibili sul sito www.ucei.it/giornatadellacultura

Sondaggio by LELO sull’utilizzo dei preservativi

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LELO, brand leader nel settore dei sex toy, ha recentemente condotto un sondaggio sul sesso sicuro. Dei 3.978 partecipanti, il 79% dichiara di praticare sesso sicuro, di questi, il 44% utilizza il preservativo come metodo preferito. Il preservativo rimane ad oggi l’unico metodo per proteggersi dalle MST – malattie sessualmente trasmissibili, per questo è importante scegliere il modello migliore e saperlo conservare e utilizzare al meglio. 

Anche se alcuni dei partecipanti al sondaggio dichiarano che l’utilizzo del preservativo riduce la sensibilità e, in alcuni casi, rende persino impossibile raggiungere l’orgasmo, il preservativo è sicuramente la scelta migliore per chi non vuole rischiare. Inoltre, negli ultimi anni ci sono stati diversi passi in avanti per quanto riguarda la composizione e la sottigliezza dei preservativi. Ad esempio, LELO HEX attraverso la caratteristica struttura esagonale rinforza il lattice e riduce il rischio di rottura o dello spostamento del condom durante il rapporto. Questo ha permesso anche ai produttori di rendere il lattice più sottile e trasmettere meglio il calore corporeo, riducendo “la strana sensazione di gomma”, a detta di molti utilizzatori per descrivere gli altri condom. 

È anche importante sottolineare che il 72,7% dei partecipanti ha dichiarato di non utilizzare il profilattico nelle relazioni a lungo termine, mentre solo il 50% fa il test per le malattie sessualmente trasmissibili prima di ridurre la protezione nei rapporti con il partner di lunga data. La percentuale scende al 39% quando si tratta di nuovi partner. Se la paranoia non è salutare e per niente sexy, è invece molto raccomandato essere sempre prudenti e consapevoli. Non è una conversazione estremamente piacevole da fare, ma getta le basi per divertirsi insieme in modo appassionato e sicuro. 

Nota di merito dei partecipanti al sondaggio: ben l’86,9% (sia uomini ma anche donne) pensa da solo alla propria protezione comprando i contraccettivi.

Perchè questo piccolo promemoria? Perché al rientro dall’estate, con la ripresa del lavoro e della routine quotidiana, ci si potrebbe dimenticare di usare una protezione durante il sesso. 

 

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