Non c’è birra strepitosa senza luppolo favoloso. Viaggio a Zatec, là dove sbocciano fiori di alta qualità per le bionde più famose, e genuine, del globo. La Pilsner e la Budweiser Budvar.

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Se lo chiedono in tanti quale sia il segreto della birra ceca, tanto buona e tanto originale da aver scatenato in tutto il mondo la moda della bionda. Non solo nell’antichità è stato “rubato” ai mastri birrai cechi il segreto della birrificazione lager chiara, ma Pilsner Urquell e Budvar sono etichette richiestissime ovunque. Bè, tutto è partito da un luppolo speciale… coltivato a Zatec, cittadina carica di fascino e storia che piacerà a tutti, astemi compresi.

Immersa in una regione fertile e verde, che per la sua tipicità è richiestissima come set cinematografico, Zatec è una meta imperdibile del distretto di Louny, in Boemia. E’ famosa soprattutto per il luppolo di straordinaria qualità che qui si coltiva e che è ingrediente principale della straordinaria birra ceca, rinomata in tutto il mondo e prodotta qui fin dai tempi antichi (come testimonia, tra l’altro, il rinvenimento in città della tomba del più vecchio birraio ceco). Tra gli Anni ’20 e ’30, il birrificio locale viveva il suo periodo di massima produzione e gloria, spiccando tra i più moderni del Paese.

Un tempio della birra e del luppolo
Oggi alla birra ricavata dall’eccellente luppolo di Zatec, esportato ovunque, è dedicato l’Hop and Beer Temple, nel cuore della città. Tempio della birra di nome e di fatto, la struttura –una sorta di oasi-avventura dedicata al mondo brassicolo- più che un “semplice” boccale di birra, eventualmente accompagnato da specialità gastronomiche nella birreria-ristorante, offre un’esperienza davvero unica. La caccia al tesoro, il laboratorio degli alchimisti, la casa degli specchi, il faro del luppolo con splendida vista sulla città già dall’ascensore 3D, un fiume di birra virtuale da guadare, un percorso con imbracatura all’interno di una ciminiera, il labirinto tra i sacchi di luppolo, il museo dedicato alla coltivazione del cosiddetto oro verde dal Medioevo a oggi e lo straordinario orologio astronomico del luppolo… E per i più piccoli, parco giochi, play area e viaggio su mini-trattori attraverso la ricostruzione in miniatura di Zatec. Non molto lontano, nel parco del monastero, ecco altre sorprese: un mini zoo, un orto officinale, la fontana dell’Ordine dei Cavalieri del Luppolo, un campo di luppolo ormai storico e il museo di Homolupulus, la mitica nazione della birra e del luppolo…

I dintorni
Zatec ha conservato tutto il suo fascino e in ogni angolo traspaiono la sua storia e la sua vocazione per birra e luppolo. Città regale perfettamente conservata, sfoggia un alto numero di luppoliere ed essicatoi. Anzi, di questi ultimi si ha qui la massima concentrazione al mondo. Li si riconosce dai tetti rossi e le alte ciminiere. Da vedere nei dintorni, il castello rococò di Steknik e naturalmente Louny, capoluogo del distretto, particolarmente interessante per le architetture della Prima Repubblica. Segnaliamo la Kotera Colony, quartiere residenziale e verdissimo disegnato da Jan Kotera agli inizi del XX secolo per i ferrovieri e le loro famiglie e costruito solo in parte per mancanza di fondi.

Le lezioni magistrali del Festival filosofia 2018: pratiche di verità

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FESTIVAL FILOSOFIA 2017photo © Serena Campanini
Nelle piazze e nei cortili del festival si discuterà del carattere singolare-plurale delle forme di verità, esplorandone soprattutto le pratiche, tra prove e testimonianze, confessioni e falsità, nei luoghi emblematici dell’archivio, del laboratorio, del tribunale e del web

Il tema verità – preso come costitutivamente singolare-plurale – intende farne emergere il carattere pratico e provvisorio. Invenzione della filosofia per eccellenza, il discorso sul vero riguarda le scienze, di cui verrà segnalata la natura storica e in continua trasformazione, e investe la politica, perché tra verità e potere sorgono la questione del pluralismo e della credibilità di saperi e informazioni. Si indagherà inoltre l’esigenza di verità nell’esperienza individuale, dove la credenza nel vero oscilla tra coraggio della testimonianza e bisogno di rassicurazione.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti.

1. Forme di verità
La prima pista affronta differenti declinazioni dell’idea di verità nella discussione filosofica, partendo – con Massimo Cacciari – dalla nozione stessa di “aletheia”, cioè il modo in cui i greci formulavano la “via degli uomini” al vero, presi tra incertezza e decisione. Gli farà da contrappunto Emanuele Severino, che discuterà il rapporto tra verità e contraddizione per mostrare l’innegabilità del vero, mentre Massimo Recalcati – in una disamina della figura di Edipo – si occuperà di una forma arcaica di “aletheia”, fondata sull’enigma e l’oracolo, e delle sue implicazioni. Wolfram Eilenberger, nel prisma di autori come Wittgenstein e Heidegger, tratterà la crisi delle relazioni tra linguaggio e realtà che a lungo sono state paradigma della verità come corrispondenza.
Carlo Sini mostrerà viceversa che la pratica della verità è inscindibile dall’esperienza dell’errore e per certi versi vi coincide.
Al carattere singolare-plurale di uno dei pensieri razionali per eccellenza, quello matematico, è dedicato l’intervento di Paolo Zellini, che conduce a una riflessione sui fondamenti e sulle contingenze del sapere. Di unità del pensiero e pluralità dei saperi si occuperà Marc Augé (membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia), mentre il rapporto tra certezza e dubbio, verità e scetticismo, sarà declinato sul piano morale dalle lezioni di Roberta De Monticelli (che proporrà la consistenza dei valori) e Gustavo Zagrebelsky (che farà l’elogio della cruciale virtù democratica del dubbio).
All’idea recente e problematica di “post-verità” è dedicato l’intervento di Maurizio Ferraris, che ne mostrerà la correlazione con la cultura post-moderna, indicandone possibili vie d’uscita.

2. Prove e testimonianze
Il secondo filone riguarda una caratteristica essenziale dei discorsi di verità, che chiedono di venire messi alla prova secondo modi e procedure condivisi. È questa la ragion d’essere della ricerca scientifica, il cui impatto pubblico è sotto gli occhi di tutti, ma che deve contemperare accessibilità democratica e accreditamento delle teorie. Michele De Luca ne ricostruirà ragioni e prospettive. La complessità della prova in ambito scientifico emergerà nel dibattito tra Lucia Votano e Antonio Zoccoli (moderati da Marco Cattaneo), che mostreranno come in fisica i ricercatori vadano in cerca di “rivelazioni”, seguendo tracce di interazioni tra particelle che non sono di per sé osservabili, ma di cui si possono osservare i prodotti (in collaborazione con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).
Ragionamento trasversale alle discipline, la questione della prova è fondamentale non solo in laboratorio, ma anche in un altro luogo dove la verità viene messa in gioco, ossia il tribunale: Luigi Ferrajoli farà vedere come la verità processuale sia raggiunta attraverso un confronto tra prove di cui sia garantita la confutabilità. Come indicherà Christian Delage attraverso i casi di alcuni celebri processi internazionali (da Norimberga al Tribunale internazionale de L’Aja), il tema dell’attendibilità è particolarmente delicato nel caso di prove audiovisive, per le quali la questione della manipolabilità e i sospetti di messa in scena richiedono specifici meccanismi di verifica.
Ciò conduce alle analogie e alle differenze tra verità processuali e verità storiche, segnalando soprattutto l’uso controverso che si fa dei fenomeni storici, tenendo presente, come mostrerà Luciano Canfora, che la fabbrica dei falsi, nella documentazione, è sempre in attività. Il dilagare di opinioni negazionistiche, ormai non tanto negli ambienti di ricerca, quanto nei media online, è fenomeno cui si risponde con una rinnovata attenzione all’affidabilità delle prove: ne discuteranno Annette Wieviorka, in un intervento sull’impegno alla trasmissione della testimonianza, e Marcello Flores, che ricostruirà una mappa globale dei negazionismi.
Una delle esigenze di prova che maggiormente pervadono l’attuale fase dei rapporti tra politica e comunicazione – dovuta alle trasformazioni tecnologiche e ai social media – è il cosiddetto “fact checking”: Anna Maria Lorusso ne mostrerà la complessità, da sciogliere con una versione della verità fondata sui criteri di accuratezza e affidabilità.
“Filo-logia”, cioè amore per il “logos” e la parola, per la prova e l’argomentazione, è d’altronde, come sosterrà Ivano Dionigi, ben più che una disciplina, ma un vero e proprio compito di ricerca, di cittadinanza e di umanità.

3. Opinioni pubbliche
La terza pista tematica riguarda il rapporto diretto tra verità e politica. Complessivamente, il processo della modernità può essere letto come un passaggio (o meglio, l’esigenza di un passaggio) dall’opacità alla trasparenza. La politica nata nel segreto degli appartamenti privati del Principe, dove si macchinavano le ragion di Stato (gli arcana imperii di cui ricostruirà un’interpretazione allargata Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia), dovrebbe farsi trasparente, mentre il Palazzo del potere, immaginato di cristallo, dovrebbe porsi allo sguardo dei cittadini. Mai pienamente realizzata, questa fuoriuscita implica pluralismo e reciproco riconoscimento nella sfera pubblica (ne discuterà Julian Nida-Rumelin nella “Lectio Gruppo Hera”), in forme per le quali il riconoscimento del molteplice e delle differenze deve accogliere le ragioni della disputa senza degradare nell’inimicizia: ne parleranno rispettivamente Antonella Besussi e Roberto Esposito.
All’opacità del potere totalitario e post-democratico, che come mostrerà Simona Forti istituzionalizza la menzogna, si contrappone l’ideale di una verità pubblica che valga addirittura come diritto di cittadinanza: Franca D’Agostini presenterà la sfida di questa generazione avanzata di diritti “aletici” per cui i cittadini possano interagire con istituzioni e sorgenti d’informazione la cui affidabilità sia stata validata a monte.
Uno dei terreni in cui l’attendibilità delle fonti e l’affidabilità delle sorgenti è straordinariamente attuale – anche per via delle epocali trasformazioni mediatiche – è quello dell’informazione, di cui Armando Torno discuterà il futuro e il rapporto con la politica (“Lectio Confindustria Emilia”), mentre alla propaganda sui nuovi media – cui corrisponde una trasformazione del linguaggio emotivo e suasorio – è dedicata la lezione di Giuseppe Antonelli.
La formazione delle opinioni è d’altronde sempre un fatto di credenze più o meno condivise e argomentate (ne parlerà Dan Sperber). Tra realtà e percezione – come nel caso dei dati statistici sui più rilevanti fenomeni sociali – vige del resto una cronica sfasatura, dovuta non solo all’analfabetismo numerico di cui soffre l’opinione pubblica o alle strumentalizzazioni del sistema mediatico, ma alla natura stessa del dato, che occorre contestualizzare perché sia eloquente, come mostrerà Nando Pagnoncelli (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”).

4. Menzogne, finzioni, falsificazioni
La quarta pista di lavoro è dedicata alla connessione stretta e fertile tra vero e falso, di cui occorre sottolineare la dimensione creativa e produttiva, emancipatoria e demitizzante, segnalando anche i transiti continui tra l’uno e l’altro, oltre ogni lettura binaria. Jean-Luc Nancymostrerà come vi sia un carattere veritiero della menzogna, mentre Andrea Tagliapietra risalirà alle origini evoluzionistiche dei comportamenti mimetici e ingannevoli (come quelli delle prede per difendersi dai cacciatori), per far vedere come si ritrovi qui una storia naturale dell’intelligenza. La stessa memoria – come sosterrà Alberto Oliverio – produce falsi ricordi i cui effetti sono nondimeno reali, mentre l’universo della fantasia e dell’immaginazione elabora realtà dotate di una loro consistenza che sfuggirebbe alla visione minima di una “corrispondenza coi fatti”: è vero per il sogno, che sarà al centro delle riflessioni e dei racconti di Stefano Massini, così come per l’iconografia, di cui parlerà Maria Bettetini.
L’inconscio stesso – continente opaco che caratterizza la nostra psiche – possiede ed esprime una sua verità, come mostrerà Umberto Galimberti, mentre la “falsa coscienza” ha un rilievo pubblico evidente nel nuovo rapporto tra intellettuali e potere, nel rinnovamento del cinismo di cui tratterà Peter Sloterdijk.
I confini tra verità e bugie dipendono dalle relazioni, come farà vedere Silvia Vegetti Finzi in una lezione sul rapporto comunicativo tra adulti e bambini.
A due figure iconiche della bugia e della menzogna – di cui verranno tratteggiati i complessi contorni – sono dedicate le lezioni di Piero Boitani e Daniela Marcheschi, che si occuperanno rispettivamente di Ulisse e Pinocchio.

5. “Tutta la verità, nient’altro che la verità”
La quinta pista ruota attorno al rapporto tra dire e fare, per discutere la complessità del dire il vero. Inscritto nel canone morale fin dal Decalogo secondo il precetto del “non pronunciare falsa testimonianza” (di cui parlerà Enzo Bianchi), il tema della sincerità privata e della verità pubblica (che Salvatore Natoli delineerà nei termini della “parresia”), implica un impegno di coraggio personale, come sosterrà Remo Bodei. Occorre anche tenere presente che sincerità e trasparenza non significano “dire tutto”, come farà vedere Michela Marzano (Lectio “Coop Alleanza 3.0”).
Se il regime della confessione è in ogni caso una costruzione culturale, nel corso della storia esso ha preso forme istituzionali in cui presunte dichiarazioni di verità sono state estorte con la violenza e la costrizione: non solo nel passato inquisitoriale di cui discuterà Adriano Prosperi, ma anche nel presente in cui si ricorre ancora alla tortura, perfino in sistemi democratici, come mostrerà Donatella Di Cesare.

6. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico presentano le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema verità.
Mauro Bonazzi discuterà il movimento sofistico, per illustrare la rilevanza intellettuale e politica di questi professionisti del linguaggio e della verità, mentre Maria Michela Sassi, commentando la “Apologia di Socrate” di Platone, presenterà il caso più emblematico – e per molti versi fondativo – di dissidio tra filosofia e polis in nome della libera espressione della verità. Sempre in campo antico, Enrico Berti dedicherà la sua lezione alla “Metafisica” di Aristotele, l’opera in cui emerge una delle più articolate teorie della, e delle, verità.
Nel passaggio alla modernità, Tullio Gregory (membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia) mostrerà il fondamento teologico del razionalismo cartesiano in una lettura serrata delle “Meditationes de prima philosophia” di Cartesio, dove si presenta il tema dell’inganno dei sensi e la figura del genio maligno. Carlo Galli, viceversa, attraverso il “Leviatano” di Thomas Hobbes farà emergere la visione per cui l’autorità stabilisce i confini della verità.
   Giuliano Campioni analizzerà lo scritto di Nietzsche “Su verità e menzogna in senso extramorale”, per molti versi la piattaforma girevole che immette all’intera filosofia del Novecento. Judith Revel, d’altra parte, attraverso i testi foucaultiani de “Il coraggio della verità”, ricostruirà la teoria della parresia con cui il filosofo francese ha posto l’idea delle pratiche di verità al centro del suo pensiero.

Il programma collaterale con mostre, installazioni, musica e narrazioni: invenzioni di verità
Il programma collaterale con mostre, 
installazioni, musica e narrazioni: invenzioni di veritàUn nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 14 al 16 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

1. Forme di verità
Il carattere pratico e mutevole della verità viene esibito in esposizioni e messe in scena, tra ricerca, scienza e finzione

La relatività della verità e al tempo stesso l’assoluta dipendenza dalla percezione di ogni individuo vengono alla ribalta attraverso le installazioni e le opere di Sidival Fila nella mostra in dialogo con gli spazi architettonici e pittorici più prestigiosi del Palazzo Ducale di Sassuolo: “Prospettive relative. Opere e installazioni site-specific a Palazzo Ducale” (curatori: Martina Bagnoli, Gianfranco Ferlisi, a cura di: Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Emilia Area Centro, presentazione: sabato 15 ore 18.30 alla presenza dell’artista e dei curatori).
La video-installazione di Gianfranco Baruchello “Doux comme saveur (A partire dal dolce), 1978” ha origine a partire da un progetto dell’artista sulla relatività del percepire e sul sapore dolce, con interviste a filosofi, critici, poeti e artisti della grande cultura francese: nel prisma del gusto, l’estetica incontra i sensi e la memoria (Modena, Mata – Ex Manifattura Tabacchi, presentazione: sabato ore 18.30 con l’autore, Carla Subrizi e Gianfranco Maraniello, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, con: MART museo e Fondazione Baruchello).
Se la verità è inseparabile dalla relatività, dalla finzione e dalla percezione, lo è altrettanto dal ruolo indagatore ed esplorativo della ricerca del sapere rappresentato dalle scienze. Nel campo della medicina, il rapporto tra le scienze e la ricerca della verità è messo in luce dalla mostra “Berengario da Carpi. Il medico del Rinascimento” (Carpi, Produzione: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 14 ore 19) che porta in scena, con installazioni, bassorilievi, volumi e disegni, la scoperta del corpo come macchina.
Che le teorie scientifiche e le istanze di verità richiedano sempre un momento storico capace di accoglierle e comprenderle risulta evidente anche dai ripensamenti, dubbi e scoperte dell’inventore del cannocchiale, presentati in “Abolire il cielo. Galileo e la verità” attraverso un percorso di musica e letture (Carpi, Auditorium Loria, sabato 15 ore 19, domenica 16 ore 19, a cura di Biblioteca multimediale A. Loria e Teatro Comunale di Carpi, Istituto Musicale Vecchi-Tonelli di Modena).
A rappresentare in musica il gioco tra verità e finzione, tra quel che si sente e quel che sta in mezzo alle righe di un pentagramma, è anche l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna con il concerto-spettacolo “Il canto delle sirene. Quando la musica ha soccorso l’umanità”che alterna momenti di ascolto a momenti di partecipazione attiva in Piazzale della Rosa domenica 16 alle ore 21 (Sassuolo, produzione: Fondazione Arturo Toscanini).
Sempre sul filo dei rapporti tra verità scientifiche e messe in scena, l’installazione “Multiverse. Alla ricerca della verità dell’universo” racconterà la nascita e la morte di infiniti universi paralleli in un’esperienza immersiva offerta agli spettatori che entreranno nella Chiesa di San Nicolò del Complesso Sant’Agostino di Modena (a cura di: fuse*, BDC – Bonanni Del Rio Catalog, produzione: Fondazione CR di Modena, in collaborazione con: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 19).
Una delle più articolate modalità dell’aletheia in epoca arcaica è l’oracolo, quella forma di svelamento del futuro e scioglimento degli enigmi raccontata da Valerio Massimo Manfredi in “Delfi. Santuario oracolare di Apollo” (Carpi, Piazza Martiri, sabato 15 ore 22).
In un live appositamente realizzato per il festivalfilosofia “Tutta l’umanità ne parla. Verità”RAI Radio 3 avrà ospiti d’eccezione, niente meno che i filosofi che hanno segnato la storia delle discussioni intorno al concetto di verità (Modena, Piazza Roma, sabato 15 ore 20.15, un programma di: Edoardo Camurri e Michele Demieri, con: Edoardo Camurri e Pietro Del Soldà).
Nel mondo cinematografico, la verità si scontra inevitabilmente con il mezzo filmico, menzognero per natura. “Non è l’Ennesimo festivalfilosofia”, sabato 15 alle ore 21 a Sassuolo, offre una selezione di cortometraggi cui sarà assegnata la Menzione speciale della sezione “verità” dell’Ennesimo film festival (Crogiolo Marazzi, a cura di Tilt Associazione Giovanile – Ennesimo Film Festival).
I lavori di Valeria Manfredda, Umberto Fascio e le esecuzioni musicali di Altre Voci Ensemble diretto da Luca Benatti in “Il vero è stropicciato. L’arte di piegare, e di spiegare” propongono di svelare la verità nascosta della materia, oggetto non solo della scienza, e rendere inedito e sorprendente anche il frammento dell’oggetto più semplice o della creatura più comune (Modena, Galleria ArteSì, curatrice: Cristina Muccioli, presentazione: sabato 15 ore 18.30 alla presenza di artisti e curatrice). I “frammenti” di Riccardo Angelini sono invece ricordi fissati sulla carta che l’artista trasforma in residuo irrintracciabile, nel tentativo di ricercare la verità della materia nell’informe: “Frammenti. Ricerca dell’informe” (Modena, ROPE, curatrice: Federica Petricca, produzione: ROPE Contemporary Art Gallery, presentazione: sabato 15 ore 18 alla presenza dell’artista e della curatrice).
La scena originaria del rapporto tra verità e credenza è ricreata nello studio-laboratorio di Laura Tarugi attraverso un richiamo al mito platonico della caverna, con l’utilizzo di rete metallica, fiamme e ombre proiettate sul muro dall’installazione: “Fiamme nella caverna. Un’installazione sul mito platonico” (Modena, Studio Torti 10, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza dell’artista).
Tra verità e credenza, il terzo elemento fondante da includere è la realtà: alla sua consistenza e al carattere illusorio della pittura è dedicata la collettiva “Iperrealtà. Livelli di verità nell’arte iperrealista” (Modena, Abate Road 66, a cura di Gennaro Graziano, produzione: Abate Road 66), mentre approfondiscono il ruolo di svelamento delle verità in fotografia De Filippo, Malagoli, Rapanà, Righi, Rossi in “Aletheia. Tra luce e ombra” (Modena, Teatro Guiglia, curatore: Gianni Rossi, a cura di: Fotoclub Colibrì BFI di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 17 alla presenza degli artisti e del curatore).
Le sfuggenti figure di Juan Eugenio Ochoa oscillano tra consistenza ed evanescenza, realtà fantasmatica e concretezza: nella mostra “Svelare”, sottili immagini evocative appaiono dalla particolare tecnica di asportazione del colore, attraverso un percorso di stratificazioni materiche, visive e artifici acustici (Sassuolo, Mazzini 43, presentazione: venerdì 14 ore 17 con happening musicale a cura di Nicolas Poddesu e DJ set di Andrea Nocetti, curatrici: Giulia Caverni, Chiara Soldati, in collaborazione con: White Side Studio).

2. Prove e testimonianze
Le prove cui è sottoposta la verità tra indizi e verifiche diventano materia di rappresentazione, narrazione e gioco

In “Il condannato. Cronache di un sequestro”Ezio Mauro ricostruisce la vicenda del rapimento di Aldo Moro in una storia per parole e immagini che – attraverso volti e luoghi, prime pagine e fotografie – costituisce una cronaca di quel drammatico periodo, quanto di più vicino si possa immaginare al racconto dei fatti (Modena, Piazza Grande, venerdì 14, ore 22).

La forma oracolare che procede per indizi e la credulità degli uomini sono oggetto della lettura che Angela Finocchiaro farà del testo di Friedrich Dürrenmatt: “L’oracolo svelato. Angela Finocchiaro legge La morte della Pizia” (Modena, Piazza Roma, sabato 15 ore 21, a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini, in collaborazione con: Associazione culturale Accademia della Crucca), che mette in caricatura un mito fondante della cultura occidentale.
Nel dipinto “Clio, musa della storia” emerge l’iconografia della verità storica, non solo monumento duraturo del passato, ma anche “luce di verità”, attraverso la mostra: “Allegoria della Storia. Di fronte a un’opera di Jean Boulanger” (Modena, Via Scudari 9, curatrice: Lucia Peruzzi, produzione: La Galleria. Collezione e Archivio Storico di BPER Banca, presentazione: venerdì 14 ore 16 alla presenza della curatrice).
Alla dimostrazione dell’elettricità come proprietà intrinseca alla materia è dedicata l’esposizione “Il tavolo della verifica. Ampère e le forze della materia” (Modena, Palazzo dei Musei – Musei Civici, curatore: Lorenzo Lorenzini, a cura di: Musei Civici, presentazione: venerdì 14 ore 17.30): la collezione di strumenti scientifici del museo permetterà di provare e verificare i fenomeni fondamentali dell’elettromagnetismo. La dinamo elettrica di Marianini, l’accendilume di Volta, il tavolo dimostrativo delle leggi elettromagnetiche di Ampère, saranno al centro di vivaci laboratori condotti da studenti e docenti dell’Istituto Tecnico Industriale E. Fermi in “Alta tensione. Esperimenti e dimostrazioni sull’elettromagnetismo” (Modena, Palazzo dei Musei, a cura di: Dida, laboratorio didattico, sabato 15 ore 15-19, domenica 16 ore 10-19), mentre la narrazione per bambini e famiglie di Marco Bertarini “La verità è un lampo” racconterà come le verità arrivino inaspettate, attraverso scoperte o invenzioni considerate prima incredibili o impensabili (Modena, Palazzo dei Musei, a cura di: Dida, laboratorio didattico, venerdì 14 ore 21).
Il Teatro Anatomico del Complesso Sant’Agostino di Modena è sede di due mostre: una, nata per questo spazio all’interno del più ampio progetto Les Gares, espone il lavoro di Carlo Benvenuto sulla follia della verità, che prova a differire la naturale decadenza delle cose nel tentativo di fissarle immutate: “Gare de Moi. Ossessioni di verità” (curatrici: Chiara Ianeselli, Elena Corradini, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza di artista, curatrici ed Emilio Mazzoli); l’altra, “Medicamento o veleno? Tradizione e usi terapeutici delle piante nella collezione Franchini”, esibirà il rapporto tra culture scientifiche e pratiche curative (curatori: Stefania Benvenuti, Elena Corradini, Rita Maramaldo, Ciro Tepedino, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con: Società Naturalisti e Matematici di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza dei curatori). Anche la Farmacia del Complesso ospita un’esposizione con carte e documenti relativi alle cure e alla salute pubblica, dove gli orti cittadini divengono laboratori: “Medicamento o veleno? L’uso delle erbe nella magia e nella medicina” (curatrici: Franca Baldelli, Maria Chiara Gallina, produzione: Fondazione CR di Modena, Archivio storico del Comune di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 19).
La mostra “Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza”, a cura di Pleiadi Emilia, conduce il visitatore in uno dei luoghi in cui è in gioco il significato di verità: il laboratorio scientifico. Attraverso il percorso espositivo, il visitatore ha la possibilità di trasformarsi in scienziato, osservatore o studioso, svelando falsi miti o trovando le conferme celate nelle immagini delle collezioni del Museo della Figurina (Palazzo Santa Margherita – Museo della Figurina, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18). Completa l’esposizione l’omonimo laboratorio che prevede l’utilizzo di installazioni scientifiche con il supporto di un divulgatore di Pleiadi Emilia: Attività sperimentali al Museo della figurina (sabato 15 ore 15-19, domenica 16 ore 9-13).
Con l’esperimento “La scommessa del cubo di ghiaccio. L’efficienza energetica alla prova dei fatti”, tra giochi e informazioni, il pubblico potrà approfondire il tema del risparmio energetico e misurarlo sul campo con piccoli esperimenti di “fact checking” (Modena, Piazza Matteotti, venerdì, sabato e domenica ore 15-19, a cura di: Gruppo Hera e Comune di Modena, con il sostegno di: AESS e CasaClima).
Ai Musei di Palazzo dei Pio a Carpi, non sono le pratiche scientifiche ad essere oggetto della memoria storica ma quelle di un’artista: la mostra “Giacomo Gasparini. La verità di un artista, le tracce dell’uomo” delineerà il profilo del cartellonista e scultore di origini carpigiane, per il quale la burla e il gioco della beffa erano intese come strumento di verità, ai tempi del regime fascista (Sala Khaled al-Asaad, a cura di: Musei di Palazzo dei Pio, Teatro Comunale di Carpi, Biblioteca Il Falco Magico, presentazione: venerdì 14 ore 21 presso Sala delle Vedute). Accompagnerà la mostra lo spettacolo di letture e musiche “Partitura incompiuta. Sulla vita di Giacomo Gasparini” venerdì 14 alle ore 21 nella Sala delle Vedute dei Musei (produzione: Teatro Comunale di Carpi). Un altro spettacolo di letture, brani musicali e testimonianze rievoca la memoria e della vita e della scrittura di una grande donna che fu rinchiusa nei campi di concentramento nazisti: “Etty Hillesum. Testimone per il nostro tempo”, sabato 15 ore 21 a Modena (Teatro San Carlo, a cura di: Associazione di Volontariato “Ho Avuto Sete” e Centro culturale F.L. Ferrari).
A Carpi e a Modena due mostre e un laboratorio sono dedicati alla crittografia, segnalando i sensi enigmatici ed enigmistici della verità: “Taci! La verità ci porterà alla vittoria” presenta locandine, manifesti, documenti crittografati, un cifrario antico e alcuni volantini storici, con uno spazio dedicato a giochi interattivi di enigmistica e crittografia (Carpi, Archivio Storico Comunale, a cura di: Archivio Storico Comunale e Centro Etnografico di Carpi, presentazione: venerdì 14 ore 18). Rafforza la parte ludica e interattiva dell’esposizione il laboratorio per tutti, a cura dello stesso Archivio Storico Comunale: “Woquini. Trova la cifra! Giochi enigmistici e crittografici” (sabato 15 ore 17, domenica 16 ore 11 e 17). La personale di Annabel Elgar “The Dust in my Pocket. Tracce, indizi, enigmi” (curatrice: Marcella Manni, produzione: Metronom”luccicante della Luna, negli Stati Uniti degli anni ’50 e ’60. Un’altra personale, quella di Silvia Mangosio, utilizza immagini del proprio archivio e la manipolazione del mezzo fotografico, mescolando verità e finzione, vecchie foto e nuovi scatti, per creare un diverso flusso di eventi: “Approssimazione al presente” (Galleria Gate 26A e OM Studio, a cura di: GATE 26A, presentazione: sabato 15 ore 18 alla presenza dell’artista).

3. Opinioni pubbliche
Le parole della propaganda e le false informazioni si comprendono e si svelano non solo con gli argomenti, ma anche facendone uno spettacolo

Politica, società, attualità, conflitti tra personaggi appartenenti a fazioni politiche opposte, costruzione e decostruzione di stereotipi, archetipi, cliché saranno oggetto dell’ibrido comico a metà tra lo spettacolo teatrale e l’happening anarchico de Il terzo segreto di satira in “Veri, falsi e finti. Un happening tra web e teatro”, in Piazza Martiri a Carpi, venerdì 14 ore 22.
In occasione del 70° anniversario delle elezioni del 1948, la Biblioteca Poletti e l’Archivio storico di Modena hanno ideato un progetto espositivo congiunto sulla propaganda elettorale della neonata Italia repubblicana, mettendo in luce il pluralismo delle verità discordanti e contrapposte di quel cruciale momento storico: “1948 Italia al bivio. Verità e menzogne di una repubblica inquieta” (Palazzo dei Musei, curatrici: Maria Elisa Della Casa, Franca Baldelli, a cura di: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale). In occasione della presentazione della mostra si terrà la prima di varie performance satirico-elettorali su bugie e verità, tra i primordi dell’Italia repubblicana e un ipotetico futuro, con gli attori di ERT Fondazione: “Propaganda: comizi sinceri” presso la Biblioteca Poletti, venerdì 14 alle ore 18 (le altre performance: venerdì 14 ore 19 e 20, domenica 16 ore 17; 18; 19, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale). ERT Fondazione animerà anche gli spazi dell’Archivio Storico, con 3 micro-corsi-satirici studiati all’uopo sulle diverse forme di indottrinamento dell’attivista, partendo da casi storici, in “Propaganda: istruzioni per l’uso” (venerdì 14 ore 18.30; 19.30; 20.30, domenica 16 ore 17.30; 18.30; 19.30). Affiancherà la mostra il laboratorio di fact checking “Vero o fake?” (sabato 15 ore 19-21 e domenica 16 ore 10.30-12.30, ideazione e conduzione di Daniel Degli Esposti e Paola Gemelli, Palazzo dei Musei – Archivio Storico, in collaborazione con: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale).
Al Teatro Storchi di Modena la mise en espace con gli attori di ERT Fondazione darà vita, sabato 15 ore 22, alla favola satirica di George Orwell: “La fattoria degli animali (ovvero la verità secondo i suini)”, in una divertita e feroce disamina su come i più buoni intenti si possano camuffare nella peggiore tirannia, tra manipolazioni e ribaltamenti di verità. Dalla satira si passa alle bufale in un’altra fattoria, quella McKenzie, con la mostra “Lupo Alberto: Materia Oscura”, nella Sala archi del Complesso San Filippo Neri, che esporrà l’intera storia “Materia oscura”, creata da Silver e Francesco Artibani per la rivista Comics&Science 2016 (curatore: Enrico Valbonesi, a cura di: Pensieri A Fumetti -PAF!-, in collaborazione con Comics&Science, CNR Edizioni, Symmaceo Communications, presentazione: sabato 15 ore 17 alla presenza dell’artista e del curatore).
In chiave non favolistica ma realisticamente attuale, i tre giorni del festivalfilosofia saranno l’occasione per verificare la propria capacità di riconoscere le bufale sull’Europa, con immagini, quiz e una mostra dedicata alla campagna delle istituzioni europee #UEverofalso, in “Sarà vero? Leggende metropolitane a marchio UE” (Galleria Europa, a cura di: Comune di Modena – Europe Direct Modena, con il sostegno di: Rappresentanza in Italia della Commissione europea – Ufficio regionale di Milano).
La manipolazione della verità è ancora oggi un importante strumento di potere, con storie ricoperte da strati di menzogne, il cui svelamento è ancora lontano: è il caso della strage della Palestra della Scuola di Beslan, testimoniata dal reportage di Luigi Ottani nell’esposizione “Ricordo Beslan. Una storia di pretesti e bugie”, in cui le fotografie di Ottani entrano in fertile dialogo con due opere di Brunivo Buttarelli (Sassuolo, Villa Giacobazzi, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, presentazione: venerdì 14 ore 18 alla presenza dell’autore e con letture di Roberta Biagiarelli). Per comprendere i meccanismi di accertamento della verità e della definizione della giustizia, istruttori Nazionali D.I.U., esperti di diritto e educatori specializzati in role-playing allestiranno il laboratorio “Processo con giuria. Un gioco di ruolo sul Tribunale Penale Internazionale”: i partecipanti impersoneranno giurie popolari, giornalisti od osservatori di autentici processi penali internazionali, più o meno conosciuti dall’opinione pubblica (Parco Vistarino, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, venerdì 14 ore 16-19, sabato 15 ore 10-13; 15.30-19, domenica 16 ore 10-13; 15.30-19).

4. Menzogne, finzioni, falsificazioni
Tra vero e falso esiste una connessione stretta e fertile, di cui si sottolinea la dimensione creativa e produttiva, emancipatoria e demitizzante, segnalando anche i transiti continui tra l’uno e l’altro

I trucchi e le falsificazioni della comunicazione e della politica sul web saranno sbeffeggiati da Makkox in un pirotecnico intervento tra cartoon e commenti (Modena, Piazza Grande, sabato 15 ore 22).
In uno spettacolo che si preannuncia esilarante, “Chi ha incastrato la verità?”, Neri Marcorè e David Riondino andranno in scena a Sassuolo, Piazza Garibaldi, venerdì 14 alle ore 22.
Sempre a Sassuolo, in Piazzale della Rosa, Amanda Sandrelli in “Pinocchio” racconta, accompagnata da un ensemble strumentale, le avventure del celebre burattino, partendo dalla pancia del Pescecane (sabato 15 alle ore 22).
La dissoluzione tra la realtà e la sua simulazione nella società contemporanea è il tema delle opere video di Jon Rafman in “Il viaggiatore mentale”: in questa prima in Italia, l’artista canadese mette in scena una rete di proiezioni che confondono i confini esistenti tra analogico e virtuale, corpi e protesi tecnologiche, da cui emerge l’ambiguità della rete, con le sue apparenti promesse di libertà e la sua realtà claustrofobica (Modena, Palazzina dei Giardini, curatrice: Diana Baldon, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18).
La conversazione tra Jon Rafman e Diana Baldon, “Antropologia del mondo virtuale”, permetterà di approfondire la visione dell’artista canadese sulla fusione sempre più indistinta nella società contemporanea tra la realtà e la sua rappresentazione virtuale (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, sabato 15 alle ore 22.30, produzione: Fondazione Modena Arti Visive).
Le opere multimediali di Ryoichi Kurokawa (che si muove tra installazione, suoni, video, fotografia) mostrano i cambiamenti dei modi in cui lo spettatore percepisce il reale, tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, in una “al-jabr / algebra” che suggerisce anche affascinanti parallelismi col mondo interiore (Modena, Palazzo Santa Margherita – Galleria Civica, a cura di: NODE festival, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18).
Alle trappole dello sguardo che ci fanno credere di vedere qualcosa, quando invece vediamo qualcos’altro, è dedicata la mostra “Stagioni. Inganni arcimboldeschi” di Bertozzi&Casoni che, seguendo ispirazioni arcimboldesche, propongono veri e propri inganni dello spirito, con opere che paiono ritratti ma sono ortaggi, e anzi paiono ortaggi ma sono ornamenti in ceramica (Sassuolo, Museo Bertozzi&Casoni).
Con la mostra di Wainer Vaccari, viceversa, le personalità di protagonisti della cultura e della società vengono colte con pochi segni che ne restituiscono il carattere, segni e linee che tratteggiando un contorno diventano filo di Arianna per un viaggio interiore: “I segni dentro. Ritratti”(Sassuolo, Galleria Paggeriarte, produzione: Comune di Sassuolo e festivalfilosofia, curatore: Stefano Bulgarelli, presentazione: venerdì 14 ore 19.30 alla presenza dell’artista).
Alle trappole dello sguardo che ci fanno credere di vedere qualcosa, quando invece vediamo qualcos’altro, è dedicata la mostra “Stagioni. Inganni arcimboldeschi” di Bertozzi&Casoni che, seguendo ispirazioni arcimboldesche, propongono veri e propri inganni dello spirito, con opere che paiono ritratti ma sono ortaggi, e anzi paiono ortaggi ma sono ornamenti in ceramica (Sassuolo, Museo Bertozzi&Casoni).
Analogamente, gli oggetti di design in plastica con cui Paolo Credi allestisce la mostra “Vera plastica” potrebbero parere copie posticce, mentre invece sono “originali” in cui la plastica, da emblema del falso, si presenta nella sua nuda verità (Modena, Consorzio creativo, in collaborazione con: WunderKammer Associazione culturale e Collettivo HPO, presentazione: sabato 15 ore 18.30).
Un esercizio ludico dello sguardo, scanzonato ma acuto, che mette in gioco il rapporto tra arte e verità, è quello di “Autentico o copia? L’opera d’arte e l’immagine riproduttiva ad alta definizione”, ideato e allestito presso la Galleria Estense di Modena: uno dei dipinti nella sala dei ritratti della Galleria sarà infatti sostituito con una sofisticata riproduzione. Sarà compito del pubblico dire qual è (Modena, Galleria Estense, curatrice : Martina Bagnoli).
Un sofisticato gioco di apparenze e trasfigurazioni si sviluppa anche in “Niente è come sembra”, spettacolo di ombre e illusioni con Clementina Mingozzi e Tatsunori Kano che propone movimenti di silhouette e letture di haiku (Modena, Biblioteca Delfini, domenica 16 ore 17.30). Gli farà da complemento l’omonimo laboratorio di papirografia con Clementina Mingozzi (Modena, Biblioteca Delfini, sabato 15 ore 16 e 17.30, domenica 16 ore 16).
Il gioco dell’originale e della copia, della fedeltà e della libertà, dell’autenticità e della maniera, è variamente declinato in diversi appuntamenti musicali, a partire dallo spettacolo di musiche e parole “FalsoPiano”, con cui gli Amici della musica di Modena propongono modi per riconoscere lo stile, capire l’originale o creare un falso, in un andirivieni spesso irriverente orchestrato dallo scrittore Giulio Mozzi, il compositore Nicola Straffelini e il pianista Francesco Bergamasco (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, venerdì 14 ore 21). La contrapposizione quasi ideologica tra approccio tradizionale e nuove pratiche di esecuzione è esemplificata nel concerto “Musica allo specchio. All’antica o alla moderna?”, dove, attraverso esecuzioni dei trii d’archi di Boccherini, si mostrerà come certe composizioni di repertori sono guidate dall’idea della “vera intenzione dell’autore” (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, sabato 15 ore 21, a cura di: Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense). Un’anteprima modenese anticiperà il debutto alla Carnegie Hall di New York in ottobre del concerto “Dal Lied von der Erde” di Mahler nella trascrizione di Marco Tutino: l’esecuzione, con l’Orchestra Mo Mus, solleverà interrogativi su quanto di “falso” o di “reinventato” c’è nella trascrizione del classico (Modena, Teatro Comunale “L. Pavarotti”, domenica 16 ore 21, a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia – Sede di Modena).
Proiezioni sulla facciata della Chiesa di Sant’Agostino permetteranno di far rivivere il sontuoso decoro provvisorio con cui essa fu ornata nel 1659, trasfigurando la sua “vera” architettura: “Verità di facciata. Abbellimenti «finti, ed imaginari» per la chiesa di Sant’Agostino”; durante le proiezioni verranno condotte delle visite guidate (a cura di: Fondazione CR di Modena, venerdì 14 ore 21.30-23, sabato 15 ore 21.30-23).
All’enorme ricchezza simbolica del pensiero medievale nel quale “il fantastico” riveste un ruolo primario per la ricerca della verità, è dedicata la mostra “Medioevo fantastico. Livelli di realtà nell’iconografia”, che propone codici dell’XI-XII secolo e videoproiezioni (Musei del Duomo, curatrici: Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana e Diana Marchi, a cura di: Musei del Duomo, presentazione: venerdì 14 ore 16.30 alla presenza delle curatrici).
La finzione, come nel caso del fantastico, può celare un’illusione e lasciare l’interrogativo sulla “verità” delle forme. “Nell’occhio di chi guarda. Antropomorfismi, anamorfosi e altre illusioni” mette in mostra una rara collezione di più di 100 fogli volanti pubblicitari e una preziosa raccolta di immagini anamorfiche, opera del bolognese Giuseppe Missirini, che necessitano di uno specchio convesso per rendersi comprensibili (Galleria d’Arte La Darsena, curatori: Angela Balestri e Siro Leonelli, presentazione: venerdì 14 ore 17).
Tra degustazioni narrativo-sensoriali, esposizioni e narrazioni, i laboratori a cura del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena forniranno gli strumenti necessari per distinguere il prodotto autentico dalle tante imitazioni e contraffazioni di uno dei simboli dell’eccellenza italiana nel mondo: “Autentico all’origine. Come riconoscere l’Aceto Balsamico di Modena IGP” (Modena, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, sabato 15 ore 11-13; 16.30-19.30, domenica 16 ore 11-13).
Il progetto di Oscar Baccilieri, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, si collega alla problematica del falso nell’arte e al suo aspetto creativo, attraverso l’abbinamento di opere contraffatte ed elaborazioni personali: “Il plagio del falso. Cortocircuiti dell’autenticità” (Artekyp Open Studio, produzione: Artekyp Open Studio, presentazione: venerdì 14 ore 18 alla presenza di artista e curatori).
Il cinema è, per antonomasia, arte della finzione, della mistificazione e dell’inganno. Fin dalle sue origini ha dovuto confrontarsi con questa doppia identità. Cercare di illustrare, di riprodurre il “vero” tramite un artificio tecnico. La rassegna “Falso d’autore: il cinema e l’illusorietà del vero” (Biblioteca Loria – Auditorium), a cura della Biblioteca multimediale A. Loria di Carpi, propone venerdì 14 alle ore 20.30 la storia di un padre di famiglia licenziato e costretto a mentire in “A tempo pieno” di Laurent Cantet (Francia 2001, 133′); alle ore 22.45 “Good bye Lenin!” di Wolfgang Becker (Germania 2003, 118’) racconta la messinscena di un muro di Berlino mai crollato nella Germania dell’Est del 1989. Sabato 15 alle ore 21 “La donna che visse due volte” di Alfred Hitchcock (USA 1958, 128’, versione restaurata), conduce lo spettatore in un vortice di delitti, inganni, finzioni; alle ore 23.15 “Mr. Klein” di Joseph Losey (Francia 1976, 125’, per gentile concessione di Titanus S.p.A), narra le vicissitudini di un alsaziano agiato che finisce in trappola nella Francia di Pétain, in un drammatico gioco di scambi.
L’inganno non ha a che fare solo con le bugie: esiste un “inganno dei sensi” utilizzabile per scopi scientifici. Due laboratori a cura della Fondazione ANT Italia Onlus permetteranno ai partecipanti di fare esperienza di una tecnologia innovativa, interattiva e immersiva, sulla base del progetto The Look of Life, rivolto ai pazienti oncologici per alterare la percezione del dolore: “Possiamo ingannare il dolore? La gestione attraverso la realtà virtuale” (Palazzo Universitario sede del Rettorato, in collaborazione con: Polo Museale Unimore, venerdì 14 ore 15-19, sabato 15 ore 15-19).
All’inganno mimetico di piante e insetti sono dedicati i laboratori creativi e scientifici dell’Orto Botanico: con la guida di esperti entomologi, un viaggio tra esemplari vivi d’insetti foglia e stecco attende i partecipanti di “Veri insetti finte foglie” (a cura di: Gruppo Modenese Scienze Naturali, produzione: Orto Botanico, venerdì 14 ore 16-19, sabato 15 ore 10-13; 16-19, domenica 16 ore 10-13; 16-19), mentre i bambini dai 6 agli 8 anni potranno dare la caccia ai Lithops, piccole succulenti dette anche piante-sasso per le loro capacità mimetiche “Piante che si credono sassi” (a cura di: G. Bosi, G. Barbieri, P. Torri, produzione: Orto Botanico, DSV, UNIMORE, venerdì 14 ore 16, sabato 15 ore 10, domenica 16 ore 10; 16; 17.30) e i ragazzi dai 9 ai 12 anni indagheranno diversi elementi vegetali con la successione occhio-lente-microscopio, per rivelare la complessità del mondo verde: “Piante senza veli” (venerdì 14 ore 17.30, sabato 15 ore 11.30; 16; 17.30, domenica 16 ore 11.30).
Villa Giacobazzi e Parco Vistarino diventano un paese di meraviglie con una serie di iniziative imperniate sulla storia di Alice, modello esemplare di paradossi e illusioni: così nei laboratori de “Il mondo alla rovescia” (a cura di: Centro per le Famiglie e Servizi Educativi del Comune di Sassuolo, sabato 15 ore 9.30-12.30; 15-19, domenica 16 ore 9.30-12.30; 15-19) e in “Verità delle meraviglie. Alice in villa”, un percorso di teatro sensoriale con attori che interpreteranno alcuni dei personaggi più significativi del romanzo di Lewis Carroll, sul sottile confine tra sogno e realtà (a cura di: Biblioteca dei Ragazzi Leontine e Associazione Culturale Quinta Parete, venerdì 14 ore 16.30 e 17.30, sabato 15 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30, domenica 16 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30).

5. “Tutta la verità, nient’altro che la verità”
Paradossi dell’attore, tragedie dell”nganno, regimi della confessione, grandi e piccole bugie mostrano che la verità non è mai tutta

In un pungente spettacolo Martina Dell’Ombra racconterà come è diventata quello che è: la Roma dei Parioli e delle grandi feste ma anche del degrado e del razzismo sono lo sfondo nel quale Martina plasma la propria identità, sulla cui verità, tuttavia, comincia a sorgere più di un dubbio…: “Vera come un fake” (Modena, Piazza Roma, venerdì 14 ore 21).
Nell’epoca dei selfie l’autoritratto non passa di moda. Concita De Gregorio in “Autoritratti. Sincerità e reputazione in fotografia” presenta un percorso narrativo e critico che attraversa i lavori di alcune grandi fotografe contemporanee, con l’obiettivo di riconciliare rappresentazione e autenticità (Modena, Piazza Grande, domenica 16 ore 21).
I toni drammatici dell’inganno spiccano in “Tutto è in lui bugiardo”, lo spettacolo di Modena Città del Bel Canto che, con gli allievi di Raina Kabaivanska, mette in scena una prova della celebre ultima scena dell’Otello di Verdi (regia di Enrico Stinchelli, Modena, Teatro Comunale L. Pavarotti, sabato 15 ore 21, produzione: FCRMO).
Paola Zannoner in “Raccontare o mentire? Confessioni di adolescenti” narra gli adolescenti e le loro confessioni: membri indivisibili di un’unica tribù, alla ricerca della loro identità e della loro verità (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, venerdì 14 ore 22.30, conduce: Agata Diakoviez, a cura di: Biblioteca Delfini, Festival Passa la Parola, Castello di Carta, CSI Modena).
Una serie di appuntamenti ruota attorno al tema della confessione nei contesti inquisitoriali, dove è evidente che alla mancanza di verità di dichiarazioni estorte con la costrizione si aggiunge, per chi sa leggere tra le righe, la testimonianza di protagonisti rimasti senza voce nella storia. Così per la mostra “Il giudice e la strega”, prodotta dall’Archivio di Stato di Modena, che presenta preziosi documenti di processi inquisitoriali (curatrici: Maria Carfì, Lorenza Iannacci e Annalisa Sabattini, con il coordinamento di Patrizia Cremonini, produzione: MIBACT – Archivio di Stato di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 15.30), come per il reading “Verità estorte. Streghe e inquisitori” che mette in scena alcune delle storie presenti nell’Archivio (a cura di: Il leggio, Modena, Archivio di Stato, venerdì 14 e sabato 15, ore 19). Analogamente, la mostra “Colpevoli di innocenza” di Ersilia Sarrecchia ricostruirà figure di donne accusate di stregoneria attraverso dipinti, fotografie e libri antichi (Modena, Laranarossa Gallery, a cura di: Andrea Saltini). A una celebre vittima dell’Inquisizione, Giovanna d’Arco, e alla trasposizione cinematografica che ne ha fatto Theodor Dreyer, è dedicata la sonorizzazione live a cura degli allievi e musicisti tutor di Soundtracks: “La Passione di Giovanna d’Arco” (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, sabato 15 ore 20.30, special guest: Enrico Gabrielli a cura di: Centro Musica del Comune di Modena, Associazione culturale MUSE).
L’esposizione di Alberta Pellacani “METAMORFOSI 46” trasforma la Sala Espositiva della Biblioteca multimediale A. Loria in uno spazio scenico, con ritratti, immagini, oggetti e il video NEVI (ITA/2018), che ci restituisce una verità nascosta e supera ogni travestimento affrontando la metamorfosi completa insieme a tutti i 46 cromosomi (in collaborazione con: Biblioteca multimediale A. Loria). Sabato 15 alle ore 22 e alle ore 23 animerà lo spazio scenico della Sala Espositiva la performance omonima Un genere di verità, con Barbara Corradini, Neviana Calzolari, Gea Rambelli, al pianoforte Laura Elmi (a cura di: Alberta Pellacani e Barbara Corradini, in collaborazione con: Biblioteca multimediale A. Loria).
Alla maschera della bugia per eccellenza, Pinocchio, è dedicato lo spettacolo “Bugie ad arte. Pinocchio e altri mentitori”, messo in scena da una compagnia studentesca formata per l’occasione grazie a una collaborazione tra STED Modena e festivalfilosofia (Modena, Ostello San Filippo Neri, sabato 15 ore 18 e domenica 16 ore 16, regia: Tony Contartese e Marco Marzaioli). Anche il Castello dei ragazzi di Carpi propone un programma tutto incentrato sul tema della bugia, e in particolare delle bugie dei bambini e dei ragazzi. Perno ne sono le storie di Benjamin Chaud e Davide Calì, le cui tavole sono esposte nella mostra “Le bugie con le gambe lunghissime” (Carpi, Torre dell’uccelliera, in collaborazione con Hamelin). Nel Cortile del Ninfeo un laboratorio con Davide Calì (“Non ho fatto il mio fumetto perché…”, domenica 15 ore 16-19) e narrazioni a cura del Teatro dell’Orsa (“Non raccontarmi storie”, sabato 15 e domenica 16 ore 16-19), circumnavigano i temi della mostra, così come fa, nello stesso luogo, il laboratorio per aspiranti bugiardi “La verità sulle mie incredibili vacanze” (sabato 15 e domenica 16 ore 16-19). Geppetti in erba, infine, potranno costruire bugie e burattini in “Pinocchi col naso allungabile”, laboratorio che si tiene presso la Biblioteca Il falco magico (sabato 15 ore 17.30 e domenica 16 ore 16 e 17.30).
Testimonianze di reclusione oltre il regime di confessione sono quelle colte nella mostra fotografica “Oltre la confessione” di Francesco Cocco (Modena, Complesso Sant’Agostino, a cura di: Camera penale di Modena “Carl’Alberto Perroux”, Associazione Porta Aperta).
Che la verità sia un impegno, una passione che talvolta passa anche attraverso la menzogna, è il tema del concerto “Per amor di verità”, messo in scena dal Gruppo corale “Ologramma” (Modena, Piazza Roma, domenica 16 ore 18, produzione: Istituto MEME Modena, CEMU Centro Europeo Musicoterapia, UPGB Università Popolare “Gregory Bateson” Modena).
Spesso, la verità non è quella che sembra, e può essere molto fastidiosa o urtante… La rassegna cinematografica curata da Alberto Morsiani, “La verità mi fa male, lo so…”, mette alla prova la pretesa oggettività del documentario: venerdì 14, alle ore 20.30, “Lascia stare i santi”di Gianfranco Pannone (Italia 2016, 75′) indaga la verità sul sacro oggi in Italia e prevede un incontro con il regista; alle ore 22.15 “A German life” di Christian Krönes, Olaf S. Müller (Austria 2016, 107′) interroga Brunhilde Pomsel, 105 anni, segretaria di Goebbels, sul nazismo e la guerra totale. Sabato 15, alle ore 21, “Il pugile del Duce” di Tony Saccucci (Italia 2016, 65′) racconta l’incontro del 1928 tra Bosisio e Jacovacci per il titolo europeo di pugilato, nell’Italia fascista di cui l’Istituto Luce diffondeva la propaganda; alle 22.15 è proposto il documentario vincitore del Sundance Film Festival, “All these sleepless nights” di Michal Marczak (Wszystkie nieprzespane noce, Pol/Gb 2016, 100′), sui giovani nella Varsavia di oggi. Domenica 16, alle ore 18.30, “Icaros – a vision” di Leonor Caraballo, Matteo Norzi (Usa/Perù 2018, 91′) presenta un viaggio tra gli psiconauti di un centro di medicina tradizionale in Amazzonia, sulle pratiche sciamaniche; alle ore 20.15 “Strane straniere” di Elisa Amoruso (Italia 2016, 70′) va oltre la retorica sull’immigrazione, proponendo una verità che si incide sul corpo.
Roberta Giallo in “Verità e sentimento” esegue dal vivo il proprio repertorio cantautorale in un concerto a Carpi, sabato 15 alle ore 23.30 (Piazzale Re Astolfo, in collaborazione con: Avanzi di Balera).

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

I comunicati stampa e le fotografie ad alta risoluzione relative al festivalfilosofia si possono scaricare dal sito www.festivalfilosofia.it

Al via il festivalfilosofia sulla “Verita'”: da domani a domenica oltre 50 filosofi in piazza a Modena, Carpi, Sassuolo

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Al via il festivalfilosofia sulla “Verità'”: da domani a domenica oltre 50 filosofi in piazza a Modena, Carpi e Sassuolo 
Da domani a domenica 16 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti Bodei, Bianchi, Cacciari, Galimberti, Marzano, Massini, Pagnoncelli, Recalcati, Severino, Vegetti Finzi, Augé, Eilenberger, Nida-Rumelin, Sloterdijk, Sperber. Oltre 50 le lezioni magistrali, 24 in totale i volti nuovi, dall’Italia e dall’estero

Modena, Carpi, Sassuolo, 13 settembre – Dedicato al tema verità, il festivalfilosofia 2018 è in programma a Modena, Carpi e Sassuolo da domani al 16 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, e mette a fuoco i discorsi di verità mostrando i transiti tra vero e falso. La diciottesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia“, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sul valore singolare-plurale di verità esplorandone soprattutto le pratiche, tra prove e testimonianze, confessioni e falsità, nei luoghi emblematici dell’archivio, del laboratorio, del tribunale e del web.

Quest’anno tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Stefano Massini, Salvatore Natoli, Nando Pagnoncelli (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Carlo Sini, Armando Torno (Lectio “Confindustria Emilia Centro”), Silvia Vegetti Finzi e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Tra i filosofi stranieri, i francofoni Christian Delage, Jean-Luc Nancy, Judith Revel, Dan Sperber, Annette Wieviorka e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; e i tedeschi Wolfram Eilenberger, Julian Nida-Rümelin (Lectio “Gruppo Hera”) e Peter Sloterdijk. Ventiquattro in totale i volti nuovi.

Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della verità: dalla professionalizzazione della verità con il movimento sofistico, passando per il coraggio socratico della testimonianza nel processo, fino alla sistemazione della teoria della verità in Aristotele. Per l’età moderna si discuterà il fondamento teologico del razionalismo cartesiano, mentre sul piano politico verrà messa in risalto la relazione tra autorità e verità nella dottrina di Hobbes. Con una lezione su Nietzsche si discuterà la più influente versione della coincidenza tra verità e illusioni, mentre gli scritti di Foucault sulla “parresia” serviranno per illuminare la concezione della verità come pratica.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: Makkox (con i suoi cartoon e commenti satirici), Neri Marcorè e David Riondino (con uno spettacolo dal vivo), Ezio Mauro (con un reading sul sequestro Moro), Il terzo segreto di satira (con un live sulla politica nel web), Amanda Sandrelli (con un recital su Pinocchio), Concita De Gregorio (che si occuperà dell’autoritratto in fotografia), Martina Dell’Ombra (con la storia di come è diventata quel che non è), Valerio Massimo Manfredi (con un monologo sugli oracoli di Delfi) e Angela Finocchiaro (con “La morte della Pizia” di Durrenmatt). Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.

Oltre trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui le personali di Jon Rafman e Ryoichi Kurokawa – accomunate dal filo rosso della tecnologia – prodotte da Fondazione Modena Arti Visive. In un intervento site specific vengono presentate nel Palazzo Ducale di Sassuolo opere e installazioni di Sidival Fila (prodotte dal Gruppo Giovani di Confindustria Emilia Centro), mentre sempre a Sassuolo una personale di Wainer Vaccari si impernia su ritratti e caricature d’autore. A Carpi una grande retrospettiva dedicata a Berengario da Carpi fa il punto sui rapporti tra scienze e arti nel Rinascimento.
E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per i circa settanta ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 16 settembre aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Da Branduardi a Chandra Candiani, da Concato a Scabia, da Magrelli a Ferroni: ecco Poesia Festival 2018

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DA BRANDUARDI A CHANDRA CANDIANI, DA CONCATO A SCABIA, DA MAGRELLI A FERRONI: ECCO POESIA FESTIVAL 2018
Dal 17 al 23 settembre la poesia sarà protagonista nei borghi antichi di nove comuni modenesi. Grandi autori e giovani promesse testimonieranno la grande vitalità della poesia oggi. Per citarne solo alcuni, Livia Chandra Candiani, Valerio Magrelli, Giuliano Scabia, Roberto Pazzi, Giovanna Vivinetto, Julian Zhara. Saliranno sui palchi sparsi per le colline modenesi anche artisti del calibro di Angelo Branduardi, James Senese e Fabio Concato: per oltre 30 eventi in sette giorni, tutti gratuiti

Ancora una volta il Poesia Festival invaderà pacificamente la provincia modenese che si adagia ai piedi del primo Appennino con la sua quattordicesima edizione. Dal 17 al 23 settembre nove comuni del modenese saranno lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna d’inizio autunno dedicata alla poesia e alle sue contaminazioni con le altri arti. Un coro di voci diverse che testimoniano quanto la poesia sia uno strumento prezioso e malleabile, in grado di parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo.

I poeti Livia Chandra CandianiValerio MagrelliGiuliano ScabiaGiancarlo PontiggiaBianca Maria FrabottaDaniela AttanasioMarcello FoisPaolo Fabrizio IacuzziRenzo ParisRoberto PazziEnrico TestaGiovanna Vivinetto, artisti come Angelo Branduardi, James Senese, Fabio Concato e il rapper Ghemon o grandi intellettuali come Giulio Ferroni Marzio Barbagli concorreranno a dar voce al nostro tempo in una cornice che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.

 

Ad accendere le luci dei nove comuni modenesi coinvolti nel festival, mercoledì 19  settembre alle ore 21 al Teatro Fabbri di Vignola, una grande inaugurazione offerta dal Gruppo Hera: toccherà al poliedrico poeta e drammaturgo Giuliano Scabia leggere i suoi versi; a seguire la lezione magistrale di Giulio Ferroni, universalmente riconosciuto come uno dei massimi studiosi di letteratura contemporanea; chiuderà la serata l’atteso concerto di grande cantautore italiano Angelo Branduardi, che durante la sua lunga carriera ha musicato i versi del poeta russo Esenin e di quello irlandese Yates.

 

Prima del taglio del nastro ufficiale, il Poesia festival 2018 regala due anteprime importanti: la serata di lunedì 17 settembre alle ore 21 a Castelnuovo Rangone presso il MUSA, il Museo della Salumeria, la serata intitolata “Pablo Neruda: confesso che ho vissuto” e dedicata a colui che ha incarnato come pochi la poesia mondiale. Il grande poeta cileno rivive nel racconto biografico di Stefano Lusardi e nella lettura degli attori Claudio Calafiore e Andrea Santonastaso. E se il sipario del festival si apre con Neruda non poteva non chiudersi domenica 23 settembre alle ore 16 a Spilamberto alla Rocca Rangoni con l’appuntamento dedicato ad Arthur Rimbaud intitolato “Il poeta ragazzo”. Si inizia con il racconto di Valerio Magrelli, poeta e saggista, a lui dedicato, il giovane poeta per l’eternità, che smette di scrivere prima di compiere di 21 anni; si prosegue con una lettura scenica di opere di Rimbaud a cura del gruppo di attori che da anni accompagna Claudio Longhi. A seguire un alternarsi di musica e poesia nel segno di Rimbaud con giovani poeti e giovani band, tra i quali l’artista performer di slam poetry Julian Zhara e il concerto del rapper Ghemon: un poeta dell’hip hop italiano incontra il funk e il soul e si trasforma in un cantautore, per portare sulla scena
un mix di generi unico, elettrizzante e anticonformista (a partire dalle ore 19). La chiusura musicale del Poesia festival è affidata alla giovinezza “permanente” del rock modenese con Antonio Rigo Righetti, Mel Previte, Robby Pellati, Stefano Picca Piccagliani, Johnny La Rosa, Wilko.

 

Giovani poeti protagonisti anche nella seconda anteprima, quella di martedì 18 settembre alle 21 presso lo Spazio Famigli di Spilamberto: si tratta di un viaggio in una realtà assolutamente contemporanea, quella dei collettivi poetici. Protagonisti i “Modena City Rimers” che portano la poesia ad incontrare il video e l’immagine; i “Cardiopoetica” che intrecciano la parola con l’energia della chitarra. Insieme a loro anche il caso poetico dell’anno, Giovanna Cristina Vivinetto, che con “Dolore minimo” ha parlato in versi per la prima volta in Italia di transessualismo e disforia di genere.

 

Altro appuntamento da non perdere è l’incontro previsto per sabato 22 settembre alle 18 alla Sala dei Contrari di Vignola, intitolato “Il Sessantotto e la poesia”. Prendendo lo spunto da un importante anniversario, Renzo Paris, poeta e intellettuale che ha pubblicato proprio quest’anno per i tipi di Castelvecchi il volume “Sessantotto visionario” e Franco Cordelli, romanziere, saggista ecritico teatrale per il “Corriere della Sera” accompagnano la platea in un viaggio alla riscoperta di un anno che ha cambiato il volto del mondo. Alle 21 invece, sempre a Vignola ma in Piazza dei Contrari, ha luogo il concerto di James Senese: fondatore dei Napoli Centrale, un monumento della musica jazz-rock italiana, Senese è stato anche una figura fondamentale del supergruppo di Pino Daniele. Le malinconie e le passioni di una terra dalla creatività unica ruggiscono nel sax arrabbiato e nel possente timbro del musicista: da uno dei padri del neapolitan power, l’energia inesauribile della musica napoletana.

 

Da due edizioni si rinnova l’importante appuntamento ‘al femminile’ con le autrici italiane di poesia: quest’anno, sabato 22 settembre a Castelnuovo Rangone presso la Sala delle Mura intorno alle ore 16, tocca a Chandra Livia CandianiBianca Maria Frabotta Daniela Attanasio.

 

Di nuovo musica venerdì 21 settembre alle ore 21 presso il Centro Culturale di Marano Sul Panaro: a salire sul palco Fabio Concato un artista sempre pronto a reinventarsi e che non disdegna l’esplorazione della parola letteraria senza però perdere mai di freschezza e leggerezza con le sue sonorità jazzistiche prestate alla canzone.

 

Sonorità klezmer arricchiscono l’incontro di giovedì 20 settembre alle 21 a Villa Chiarli a Castelvetro dove Alberto Bertoni e l’attrice Diana Manea raccontano di Umberto Saba, un gigante del primo Novecento, in equilibrio tra classicismo e contemporaneità.

 

Protagonista assoluta dell’appuntamento di venerdì 21 settembre alle ore 21 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro è la poesia romagnola. “Romagna mia” è il titolo della serata che vede sul palco l’attore Ivano Marescotti, ideale accompagnatore in un excursus alla scoperta dei versi di una inesauribile tradizione poetica, quella romagnola, che parte da Giovanni Pascoli e arriva ai versi dialettali di Giovanni Nadiani passando per Marino Moretti,  Raffello Baldini e Tonino Guerra.

 

Chiudiamo questa carrellata sulla manifestazione con due appuntamenti di grande rilievo.

Il primo è previsto sabato 22 settembre alle 21 al teatro Dadà di Castelfranco Emilia dove va in scena “Lo stallo”, uno spettacolo di Sandro Luporini, il primo scritto dopo il lungo silenzio di quasi vent’anni seguito alla scomparsa di Giorgio Gaber. Sul palco David Riondino e la sorella Chiara raccontano di un uomo che si sente incapace di un gesto che possa ridare un senso al mondo  e alla vita.

 

Alla “Fine della vita. Poesia ed elaborazione del lutto” è dedicato l’incontro di venerdì 21 settembreprevisto per le 17,30 a Vignola nella sala dei Contrari. Condotto dal giornalista di “La Repubblica” Michele Smargiassi, ha come protagonisti il poeta Stefano Dal Bianco,

il sociologo Marzio Barbagli e la psicoanalista Lella Ravasi Bellocchio insieme per parlare di un evento che sembra essere diventato un tabù ma con il quale tutti si devono misurare più volte.

 

Da questa edizione prendono il via anche una serie di laboratori per bambini intitolati “FarFilò. Filosofia, poesia, Infanzia”. Condotti da due pedagogisti dell’Università di Bologna questi appuntamenti dedicati ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle scuole medie voglio avvicinare i giovani all’esperienza della poesia e accompagnarli nella riflessione sull’uso e sui significati delle parole. Altri laboratori per ragazzi saranno condotti dalle poetesse Isabella Leardinied Evelina De Signoribus.

 

Quando: dal 17 al 23 settembre 2018

Dove: Unione Terre di Castelli – (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e Guiglia) e il comune di Castelfranco Emilia

 

Promotori: Unione Terre di Castelli, Fondazione di Vignola, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Regione Emilia-Romagna

Co-promotori: Comune di Castelfranco Emilia, Gruppo Hera

Con la collaborazione di ERT, Università di Bologna, Arci Modena

Organizzazione: Ass. Laboratorio Musicale del Frignano

Sponsor: BPER Banca, Gruppo Cremonini, Salumi Villani, Magni telescopic Handlers, Aitec, Assicoop, Chiarli

 

Comitato scientifico Poesia Festival:

Roberto Alperoli (direttore)

Alberto Bertoni

Roberto Galaverni

Emilio Rentocchini

Andrea Candeli (direttore di produzione)

 

Per informazioni e dettagli sul programma www.poesiafestival.it

 

Disturbi Specifici dell’Apprendimento: cosa sono e come riconoscerli

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In vista del rientro a scuola, l’Istituto Serafico di Assisi invita a condividere un decalogo sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), redatto con il supporto degli specialisti del Centro di Ricerca “InVita”. 

L’obiettivo è quello di promuovere una maggiore conoscenza del fenomeno tra genitori ed insegnanti e fornire loro gli strumenti necessari per riconoscere i primi segnali e poter intervenire tempestivamente.

 

 

L’inizio del nuovo anno scolastico è, in genere, un momento molto importante per bambini e ragazzi perché rappresenta l’inizio di un percorso costellato da innumerevoli occasioni di socializzazione e di apprendimento, che si traducono nella massima soddisfazione dei bisogni di conoscenza. Tuttavia, se per la maggior parte di loro è un evento desiderato, per tanti altri può risultare invece più impegnativo, diventando fonte di ansia e preoccupazione.  Spesso, infatti, bambini e ragazzi incontrano ostacoli e difficoltà piuttosto importanti che rendono l’esperienza scolastica faticosa e frustrante, con notevoli ripercussioni sulla gestione familiare in termini d’impegno e molti disagi sul piano emotivo, che incidono negativamente sulla motivazione, sull’autostima, sull’immagine di sé e sul benessere generale, fino a innescare meccanismi di fuga da tutto quello che ha a che fare con la scuola. I sentimenti più comuni sono legati alla paura di non riuscire come i propri compagni e di essere quindi considerati non all’altezza delle aspettative di genitori ed insegnanti.

All’origine di questi sentimenti possono essere rintracciate delle difficoltà specifiche dell’apprendimento, definite appunto Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), che riguardano le capacità di leggere, scrivere e calcolare. Per promuovere una maggiore e corretta conoscenza di questo fenomeno, l’Istituto Serafico di Assisi lancia un decalogo di informazioni e consigli utili, redatto con il supporto degli specialisti del Centro di Ricerca InVita, che vuole fornire gli strumenti necessari a genitori ed insegnanti per riconoscere i primi segnali e poter così intervenire in modo idoneo e tempestivo.

Secondo i dati statistici del MIUR[1] relativi all’anno scolastico 2016-2017, nel nostro Paese tre alunni su cento sono affetti da DSA. Si tratta complessivamente di 254.614 alunni delle scuole italiane di ogni ordine e grado, un numero sempre crescente tanto che nel corso di un anno la loro presenza si è incrementata passando dal 2,5 al 2,9%, con un picco del 5,4% nella scuola secondaria di primo grado, contro il 4,03% della secondaria di II grado e l’1,95% della primaria. Il disturbo mediamente più diffuso è la dislessia (42,5%), a seguire la disortografia (20,8%), la discalculia (19,3%) e la disgrafia (17,4%).

Una tipica manifestazione dei DSA si ha inoltre quando all’iniziale preoccupazione per l’inizio dell’attività didattica va a sostituirsi gradualmente una profonda tendenza ad evitare l’impegno scolastico, tanto da essere giudicati come svogliati, disinteressati, disattenti e oppositivi. Questo tipo di atteggiamento viene comunemente frainteso e spesso sfocia in una forte conflittualità tra genitori e figli che non facilita la gestione del problema. Abbiamo quindi ritenuto opportuno redigere un decalogo agile che affronti ogni aspetto dei DSA e che aiuti le famiglie, così come il corpo docente, a dare il giusto supporto ai propri figli ed alunni, favorendone il successo scolastico e promuovendo lo sviluppo delle loro potenzialità, senza mai farli sentire inadeguati” – dichiara il Dott. Gianni Lanfaloni, Psicologo Clinico dell’Istituto Serafico di Assisi.

LE 10 COSE CHE GENITORI E INSEGNANTI DOVREBBERO SAPERE SUI DSA:

 

  1. Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

Sebbene siano definiti “disturbi”, di fatto non hanno le caratteristiche tipiche di una malattia. Hanno un’origine neurobiologica dipendono dalle peculiari modalità di funzionamento delle rete neurali coinvolte nei processi delle abilità di lettura, scrittura e calcoloNon pregiudicano quindi le capacità cognitive e non sono causati né da deficit di intelligenza o sensoriali, né da problemi ambientali o psicologici, ma possono essere considerati come caratteristiche specifiche dell’individuo, così come ad esempio l’orecchio musicale o il senso dell’orientamento.

  1. Quali sono i DSA?

Sulla base del tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in: Dislessia, disturbo specifico della lettura che si caratterizza per la difficoltà nell’effettuare una lettura accurata e fluente in termini di velocità e correttezza. Tale difficoltà può avere ripercussioni sulla comprensione del testo scritto; Disortografia, disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nell’apprendere ed automatizzare le regole di conversione fonema-grafema e la corretta forma ortografica delle parole;Disgrafia, disturbo specifico della componente esecutivo-grafica della scrittura, di natura motoria, inerente la difficoltà ad imparare a scrivere in modo fluido, armonico e leggibile a causa di un deficit nei processi di realizzazione grafica; Discalculia, disturbo specifico delle abilità di calcolo, con difficoltà importanti nell’automatizzazione dei processi di calcolo sia mentale che scritto, nell’acquisizione e recupero dei fatti numerici (come le tabelline, gli “amici del dieci”, etc.) e, in generale, nel comprendere e operare con i numeri.

 

  1. Come si riconoscono i DSA?

I DSA possono presentarsi da soli, associati tra loro, oppure con altri tipi di disturbo, come la difficoltà di coordinazione motoria e/o associati a disturbi dell’attenzione o del linguaggio. Per quanto riguarda i segnali legati alle abilità di lettura, generalmente un bambino/ragazzo con DSA manifesta delle difficoltà nella conversione grafema/fonema all’inizio della prima elementare, che si trasforma successivamente in una lettura lenta e frammentaria, con molte omissioni, inversioni, sostituzioni di fonema, invenzione di parole, scarsa comprensione del significato delle singole parole e poi dell’intero testo scritto. Per le abilità di scrittura, i primi segnali sono dati da una scarsa autonomia nella trascrizione delle parole, con la presenza di molti errori di tipo fonologico, come ad esempio lo scambio di lettere, inversioni, omissioni e, in seguito, lo scarso controllo delle regole ortografiche, la separazione adeguata delle parole, l’uso dell’apostrofo, il controllo delle omofone non omografe, oppure delle regole fonetiche (errori nell’uso delle doppie o degli accenti). Per la grafia, invece, i segnali sono dati dalle gravi difficoltà nel passare dallo stampato maiuscolo al corsivo, dall’incapacità a restare nel rigo, dall’imprecisione del tratto, dalla postura scorretta, dall’affaticamento, dalla lentezza, dalla leggibilità o meno. Per le abilità aritmetiche alcuni segnali sono dati dalle difficoltà che si manifestano inizialmente nel conteggio da 1 a 20, seguite da quelle nel conteggio all’indietro, nell’apprendimento mnemonico delle tabelline, nel calcolo a mente entro la prima e la seconda decina, nella comprensione del valore posizionale delle cifre.

  1. Quando è possibile fare una diagnosi e perché è importante richiederla?

Effettuare una valutazione specialistica permette innanzitutto di capire se effettivamente si tratti di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento o di verificare la presenza di eventuali rischi che permettano di sviluppare un DSA. La diagnosi può essere fatta solo alla fine della seconda elementare per la letto-scrittura e alla fine della terza elementare per le abilità aritmetiche. Tuttavia, se si hanno dei sospetti, non è da escludere la possibilità di effettuare una valutazione specialistica prima dei tempi indicati, perché la presenza di una condizione di rischio più o meno grave, soprattutto se vi è un pregresso ritardo/disturbo del linguaggio o se ci sono persone con DSA nel nucleo familiare, richiede un intervento di recupero quanto più precoce possibile, al fine di ridurre le difficoltà contingenti e diminuire la possibilità stessa di sviluppare un DSA.

  1. A chi bisogna rivolgersi per una diagnosi?

In presenza di segnali è consigliato consultare una struttura sanitaria specializzata nei disturbi del neuro-sviluppo e richiedere una valutazione specialistica che verrà fatta mediante specifici test. Ci si può rivolgere ai centri per l’età evolutiva dell’ASL o a centri privati accreditati dal Sistema Sanitario Nazionale per questo tipo di attività e abilitati alla diagnosi e alla sua eventuale certificazione.

  1. Quali interventi specialistici sono utili al trattamento dei DSA?

Dopo aver effettuato una valutazione specialistica ed aver validato la diagnosi di un DSA, sarà compito dello specialista individuare il trattamento più efficace per ogni paziente, che dovrà tenere conto di tutte le caratteristiche e manifestazioni del disturbo, oltre che dei punti di forza del bambino/ragazzo. Ogni trattamento dovrà essere personalizzato e dovrà trovare supporto corale nella scuola attraverso la predisposizione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

 

  1. Qual è il ruolo della scuola in caso di diagnosi di un DSA?

Per garantire in ambito scolastico il diritto all’istruzione a tutti gli alunni con DSA, favorirne il successo scolastico anche attraverso misure didattiche di supporto e promuovere lo sviluppo delle loro potenzialità, il fenomeno è stato regolamentato dalla legge 170 del 2010[2] che prevede la predisposizione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Il PDP è un progetto educativo e didattico commisurato alle potenzialità dell’alunno, che ne deve rispettare i tempi di apprendimento e ne deve valutare i progressi rispetto alle abilità di partenza. Al suo interno devono anche essere definiti tutti i supporti e gli accorgimenti con cui si intende sostenere l’alunno durante il percorso di studio, comprensivo delle misure dispensative e degli strumenti compensativi necessari alla realizzazione del successo scolastico.

  1. Come si riconosce in un alunno un probabile Disturbo Specifico dell’Apprendimento?

Oltre alle già menzionate attenzioni da rivolgere alle abilità di lettura, di scrittura, di grafia e di calcolo è opportuno fare riferimento e considerare come ipotetici segnali di allarme anche una generale difficoltà nelle attività che richiedono l’uso di apprendimento mnemonico e problemi nell’imparare i rudimenti delle lingue straniere. Anche in questo caso, eventuali segnali difformi potrebbero essere oggetto da parte dei medici di un’accurata valutazione volta a chiarire se siano o meno elementi riconducibili ad un fenomeno di DSA.

  1. Quali sono le attività più funzionali per un alunno con diagnosi DSA?

Durante le lezioni è sempre opportuno avere degli accorgimenti idonei nei confronti degli alunni con DSA. Per esempio, nel caso di uno studente al quale è stato diagnosticato un disturbo della lettura, bisognerà farlo sempre sentire a proprio agio, evitando forzature nella lettura, specialmente ad alta voce davanti ai propri compagni. Per uno studente al quale è stato diagnosticato un disturbo di disortografia, una strategia da evitare è quella di fargli ricopiare in forma corretta ciò che ha sbagliato a scrivere. Una valida alternativa è l’utilizzo del PC che, grazie al correttore ortografico, rappresenta uno strumento efficace nella selezione delle singole parole. Se l’alunno dimostra difficoltà nella memorizzazione delle tabelline, delle regole o delle formule, sarà necessario dispensarlo dallo studio memonico e permettergli di utilizzare tabelle di regole, formulari e mappe concettuali. Per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue straniere, le maggiori difficoltà si presentano nella scuola secondaria (perché l’approccio ludico di quella primaria è indicato per i bambini con DSA), pertanto si dovrebbe privilegiare la forma orale rispetto a quella scritta. In presenza di DSA, sarà inoltre preferibile l’utilizzo del vocabolario informatico per la ricerca di termini durante lo svolgimento dei compiti, perché la fatica generata dall’orientarsi fra le pagine del vocabolario cartaceo lascerà più energia per la curiosità di conoscenza. Infine è raccomandato l’utilizzo degli strumenti compensativi funzionali come i sintetizzatori vocali e i creatori di mappe concettuali che vengono indicati dallo specialista in base alla diagnosi e permettono allo studente di diventare autonomo nello studio.

  1. Come trattare l’argomento con i propri figli o alunni?

I bambini/ragazzi ai quali viene diagnosticato un DSA avranno bisogno di un aiuto in più per sviluppare un metodo di studio efficace e avranno quindi bisogno del supporto di uno specialista. Anche gli insegnanti dovranno adottare delle strategie appropriate e per fronteggiare tutte queste novità bisognerà spiegare con semplicità ai propri figli o studenti che le difficoltà riscontrate a scuola o nel fare i compiti riguardano solo alcuni ambiti specifici. Sarà quindi importante mettere in risalto che è comunque possibile trovare un modo alternativo di apprendimento, più adatto alle loro necessità. L’approccio migliore è quello di non allarmarli e spiegare loro che è molto importante conoscere se stessi per comprendere le principali difficoltà che riscontrano nello studio al fine di aiutarli a valorizzare ed esprimere al meglio il loro potenziale.

 

Da Branduardi a Chandra Candiani, da Concato a Scabia, da Magrelli a Ferroni: ecco Poesia Festival 2018

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Dal 17 al 23 settembre la poesia sarà protagonista nei borghi antichi di nove comuni modenesi. Grandi autori e giovani promesse testimonieranno la grande vitalità della poesia oggi. Per citarne solo alcuni, Livia Chandra Candiani, Valerio Magrelli, Giuliano Scabia, Roberto Pazzi, Giovanna Vivinetto, Julian Zhara. Saliranno sui palchi sparsi per le colline modenesi anche artisti del calibro di Angelo Branduardi e Fabio Concato per oltre 30 eventi in sette giorni, tutti gratuiti

Ancora una volta il Poesia Festival invaderà pacificamente la provincia modenese che si adagia ai piedi del primo Appennino con la sua quattordicesima edizione. Dal 17 al 23 settembre nove comuni del modenese saranno lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna d’inizio autunno dedicata alla poesia e alle sue contaminazioni con le altri arti. Un coro di voci diverse che testimoniano quanto la poesia sia uno strumento prezioso e malleabile, in grado di parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo.

 

I poeti Livia Chandra CandianiValerio MagrelliGiuliano ScabiaGiancarlo PontiggiaBianca Maria FrabottaDaniela AttanasioMarcello FoisPaolo Fabrizio IacuzziRenzo ParisRoberto PazziEnrico TestaGiovanna Vivinetto, artisti come Angelo Branduardi Fabio Concato o grandi intellettuali come Giulio FerroniMarzio Barbagli concorreranno a dar voce al nostro tempo in una cornice che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.

 

Ad accendere le luci dei nove comuni modenesi coinvolti nel festival, mercoledì 19  settembre alle ore 21 al Teatro Fabbri di Vignola, una grande inaugurazione offerta dal Gruppo Hera: toccherà al poliedrico poeta e drammaturgo Giuliano Scabia leggere i suoi versi; a seguire la lezione magistrale di Giulio Ferroni, universalmente riconosciuto come uno dei massimi studiosi di letteratura contemporanea; chiuderà la serata l’atteso concerto di grande cantautore italiano Angelo Branduardi, che durante la sua lunga carriera ha musicato i versi del poeta russo Esenin e di quello irlandese Yates.

 

Prima del taglio del nastro ufficiale, il Poesia festival 2018 regala due anteprime importanti: la serata di lunedì 17 settembre alle ore 21 a Castelnuovo Rangone presso il MUSA, il Museo della Salumeria, la serata intitolata “Pablo Neruda: confesso che ho vissuto”e dedicata a colui che ha incarnato come pochi la poesia mondiale. Il grande poeta cileno rivive nel racconto biografico di Stefano Lusardi e nella lettura degli attori Claudio Calafiore e Andrea Santonastaso. E se il sipario del festival si apre con Neruda non poteva non chiudersi domenica 23 settembre alle ore 16 a Spilamberto alla Rocca Rangoni con l’appuntamento dedicato ad Arthur Rimbaud intitolato “Il poeta ragazzo”. Si inizia con il racconto di Valerio Magrelli, poeta e saggista, a lui dedicato, il giovane poeta per l’eternità, che smette di scrivere prima di compiere di 21 anni; si prosegue con una lettura scenica di opere di Rimbaud a cura del gruppo di attori che da anni accompagna Claudio Longhi. A seguire un alternarsi di musica e poesia nel segno di Rimbaud con giovani poeti e giovani band, tra i quali l’artista performer di slam poetry Julian Zhara e un importante rapper che sarà reso noto nelle prossime settimane. La chiusura musicale del Poesia festival è affidata alla giovinezza “permanente” del rock modenese con Antonio Rigo Righetti, Mel Previte, Robby Pellati, Stefano Picca Piccagliani, Johnny La Rosa, Wilko.

 

Giovani poeti protagonisti anche nella seconda anteprima, quella di martedì 18 settembre alle 21 presso lo Spazio Famigli di Spilamberto: si tratta di un viaggio in una realtà assolutamente contemporanea, quella dei collettivi poetici. Protagonisti i “Modena City Rimers” che portano la poesia ad incontrare il video e l’immagine; i “Cardiopoetica” che intrecciano la parola con l’energia della chitarra. Insieme a loro anche il caso poetico dell’anno, Giovanna Cristina Vivinetto, che con “Dolore minimo” ha parlato in versi per la prima volta in Italia di transessualismo e disforia di genere.

 

Altro appuntamento da non perdere è l’incontro previsto per sabato 22 settembre alle 18 alla Sala dei Contrari di Vignola, intitolato “Il Sessantotto e la poesia”.Prendendo lo spunto da un importante anniversario, Renzo Paris, poeta e intellettuale che ha pubblicato proprio quest’anno per i tipi di Castelvecchi il volume “Sessantotto visionario” e Franco Cordelli, romanziere, saggista ecritico teatrale per il “Corriere della Sera” accompagnano la platea in un viaggio alla riscoperta di un anno che ha cambiato il volto del mondo.

 

Da due edizioni si rinnova l’importante appuntamento ‘al femminile’ con le autrici italiane di poesia: quest’anno, sabato 22 settembre a Castelnuovo Rangone presso la Sala delle Mura intorno alle ore 16, tocca a Chandra Livia Candiani,Bianca Maria Frabotta Daniela Attanasio.

 

Di nuovo musica venerdì 21 settembrealle ore 21 presso il Centro Culturale di Marano Sul Panaro: a salire sul palcoFabio Concatoun artista sempre pronto a reinventarsi e che non disdegna l’esplorazione della parola letteraria senza però perdere mai di freschezza e leggerezza con le sue sonorità jazzistiche prestate alla canzone.

 

Sonorità klezmer arricchiscono l’incontro di giovedì 20 settembrealle 21 a Villa Chiarli a Castelvetro dove Alberto Bertoni e l’attrice Diana Manea raccontano di Umberto Saba, un gigante del primo Novecento, in equilibrio tra classicismo e contemporaneità.

 

Protagonista assoluta dell’appuntamento di venerdì 21 settembre alle ore 21 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro è la poesia romagnola. “Romagna mia” è il titolo della serata che vede sul palco l’attore Ivano Marescotti, ideale accompagnatore in un excursus alla scoperta dei versi di una inesauribile tradizione poetica, quella romagnola, che parte da Giovanni Pascoli e arriva ai versi dialettali di Giovanni Nadiani passando per Marino Moretti,  Raffello Baldini e Tonino Guerra.

 

Chiudiamo questa carrellata sulla manifestazione con due appuntamenti di grande rilievo.

Il primo è previsto sabato 22 settembrealle 21 al teatro Dadà di Castelfranco Emilia dove va in scena “Lo stallo”, uno spettacolo di Sandro Luporini, il primo scritto dopo il lungo silenzio di quasi vent’anni seguito alla scomparsa di Giorgio Gaber. Sul palco David Riondino e la sorella Chiara raccontano di un uomo che si sente incapace di un gesto che possa ridare un senso al mondo  e alla vita.

 

Alla “Fine della vita. Poesia ed elaborazione del lutto” è dedicato l’incontro di venerdì 21 settembreprevisto per le 17,30 a Vignola nella sala dei Contrari. Condotto dal giornalista di “La Repubblica” Michele Smargiassi, ha come protagonisti il poeta Stefano Dal Bianco,

il sociologo Marzio Barbagli e la psicoanalistaLella Ravasi Bellocchioinsieme per parlare di un evento che sembra essere diventato un tabù ma con il quale tutti si devono misurare più volte.

 

Da questa edizione prendono il via anche una serie di laboratori per bambini intitolati “FarFilò. Filosofia, poesia, Infanzia”. Condotti da due pedagogisti dell’Università di Bologna questi appuntamenti dedicati ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle scuole medie voglio avvicinare i giovani all’esperienza della poesia e accompagnarli nella riflessione sull’uso e sui significati delle parole. Altri laboratori per ragazzi saranno condotti dalle poetesse Isabella Leardinied Evelina De Signoribus.

 

 

Quando:dal 17 al 23 settembre 2018

Dove:Unione Terre di Castelli – (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e Guiglia) e il comune di Castelfranco Emilia

 

Promotori:Unione Terre di Castelli, Fondazione di Vignola, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Regione Emilia-Romagna

Co-promotori: Comune di Castelfranco Emilia, Gruppo Hera

Con la collaborazionedi ERT, Università di Bologna, Arci Modena

Organizzazione: Ass. Laboratorio Musicale del Frignano

Sponsor: BPER Banca, Gruppo Cremonini, Salumi Villani, Magni telescopic Handlers, Aitec, Assicoop, Chiarli

 

Comitato scientifico Poesia Festival:

Roberto Alperoli (direttore)

Alberto Bertoni

Roberto Galaverni

Emilio Rentocchini

Andrea Candeli (direttore di produzione)

 

Per informazioni e dettagli sul programma www.poesiafestival.it

A Brescia il ferragosto è ricco di proposte culturali

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Il ferragosto in città è ricco di proposte culturali
INGRESSO GRATUITO AI MUSEI CIVICI E SPECIALE 2X1 ALLE MOSTRE DEL BRESCIA PHOTO FESTIVAL
Per cittadini e turisti, dal 7 al 19 agosto occasioni imperdibili per scoprire e riscoprire il patrimonio artistico cittadino e le mostre al Museo Santa Giulia

Musei Civici “aperti per ferie” e ingresso libero per chi resta in città. Da martedì 7 agosto a domenica 19 agosto l’estate culturale bresciana si arricchisce di una possibilità irrinunciabile: apertura gratuita del Museo Santa Giulia, del Parco Archeologico di Brescia Romana, della rinnovata Pinacoteca Tosio Martinengo – riaperta recentemente in tutto il suo splendore – e del Museo delle Armi Luigi Marzoli in Castello. Un’occasione unica per vivere liberamente lo straordinario patrimonio culturale della città di Brescia che è accompagnata anche da una promozione speciale, l’ingresso 2X1 alle mostre allestite per la seconda edizione del Brescia Photo Festival – Ferdinando Scianna. Cose, a cura di Luigi Di Corato e Percorsi paralleli. La Collezione Mario Trevisan, a cura di Mario Trevisan con Renato Corsini e Luigi Di Corato -. Grazie alla formula 2×1fino al 19 agosto, due visitatori potranno accedere alle mostre pagando il prezzo di un solo biglietto (1 biglietto intero 6 euro + 1 biglietto omaggio).
Ma le proposte per il periodo di ferragosto non si fermano qui: proseguono anche nelle serate del 9, 16 e 23 agosto i Giovedì al museo. Di sera, con visite coinvolgenti per immergersi nell’atmosfera delle immagini catturate dall’obiettivo fotografico di Scianna e dei fotografi della Collezione Trevisan. Un itinerario suggestivo tra gli scatti del primo grande fotografo Magnum italiano e tra le quaranta “coppie” “vintage” selezionate da Trevisan e provenienti dallo sguardo dei più grandi fotografi mondiali.
Ricordiamo anche che nelle giornate di apertura gratuita dei Musei Civici sarà a disposizione l’esperienza degli ArtGlass sia per il Parco Archelogico, che – novità recentissima – nelle Domus dell’Ortaglia: l’affascinante visione in realtà aumentata sarà fruibile per il solo prezzo del noleggio degli speciali occhiali (prezzo 6 euro per noleggio al Parco Archeologico o Domus dell’Ortaglia, speciale prezzo integrato 10 euro per Parco archeologico + Domus dell’Ortaglia).

Le tante proposte offerte da Fondazione Brescia Musei, contribuiscono quindi a mantenere viva l’estate bresciana.

Informazioni:

Musei Civici (Museo Santa Giulia, Parco Archeologico di Brescia Romana, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli)
Dal 7 al 19 agosto
INGRESSO GRATUITO
Da martedì a domenica: 10,30 – 19,00
Giovedì estensione fino alle 22,00
La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura del Museo

Mostre Brescia Photo Festival al Museo Santa Giulia
FERDINANDO SCIANNA. COSE
PERCORSI PARALLELI. COLLEZIONE MARIO TREVISAN
Museo Santa Giulia
ORARI DI APERTURA
da martedì a domenica dalle 10:30 – 19:00
giovedì dalle 10:30 alle 22:00
La biglietteria chiude un’ora prima. Chiuso tutti i lunedì non festivi.
BIGLIETTI
Dal 7 al 19 agosto
Speciale 2X1: (1 biglietto intero 6 euro + 1 biglietto omaggio).
€ 4 ridotto 
 per gruppi di almeno 10 persone, dai 6 ai 18 anni, over 65 anni, disabile < 75%, studenti universitari, Abbonamento Musei Torino Piemonte, possessori Brescia Card, possessori Desiderio Card, soci ICOM, possessori di Cartafreccia in possesso di titolo di viaggio Frecce con destinazione BRESCIA o MILANO, dipendenti FS, abbonati Trenord in possesso di tessera ITINERO o IO VIAGGIO/Trenord e Clienti con biglietto ferroviario Trenord con destinazione Brescia e obliterato nella stessa giornata della visita alla Mostra.
Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, disabile >75%, un accompagnatore per disabile, abbonamento Musei Lombardia Milano, guide turistiche abilitate.

Giovedì al museo. Di sera.
Prenotazione obbligatoria presso il CUP (CUP 030.2977833-834).
Biglietto: ridotto 4.00 €; servizio guida 4.00 €
La visita verrà attivata con un minimo di 8 partecipanti.

Tour in realtà aumentata ArtGlass
Domus dell’Ortaglia: nelle giornate di giovedì, sabato e domenica
Parco Archeologico: da martedì a domenica
Orari: 10.30-19.00; giovedì estensione fino alle 22.00
(chiusura biglietteria un’ora prima).
Costo noleggio occhiali multimediali a persona € 6,00 per tour singolo Domus dell’Ortaglia o Parco Archeologico
Possibilità di integrazione del biglietto per visita con ArtGlass al Capitolium + Domus dell’Ortaglia € 10.
Prenotazioni: CUP Tel. 030.2977833-834   
email: santagiulia@bresciamusei.com
Noleggio consentito dai 6 anni in su.


Per informazioni e prenotazioni
CUP 030.2977833-834; santagiulia@bresciamusei.com;
www.bresciaphotofestival.it
www.bresciamusei.com

Agosto sull’Alpe Cimbra. Una montagna di eventi

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Agosto amore mio non ti conosco! … E’ si perché ad agosto sarò sull’Alpe Cimbra a godermi i tantissimi eventi!
Sembra uno slogan ma è la verità: nel mese di agosto si susseguirà una fitta carellata di eventi sull’Alpe Cimbra di Folgaria Lavarone e Luserna in Trentino: dal folklore, agli spettacoli pirotecnici, alla Notte Bianca, al Lake Festival, alle cene in barca sul lago di Lavarone, alla cena contadina nel centro di Folgaria.
Gli eventi sono diventati un elemento di grande attrazione e intrattenimento per gli ospiti della località che ne apprezzano l’originalità e il grande coinvolgimento.

Sabato 4 agosto è la volta della proiezione a Luserna alle ore 21.00 del filmResina del regista Renzo Carbonera girato proprio a Luserna/Lusérn. La proiezione sarà preceduta dal concerto dell’artista Maria Roveran.
Sempre sabato 4 agosto prende vita in uno dei luoghi più selvaggi dell’Alpe Cimbra -la Valle del Rosspach e la foresta della Gon- l’escursione musicale
“Il canto della foresta” 

A Serrada, con l’evento Serrada Futurista si celebra l’artista Fortunato Depero con una settimana di eventi dal 7 al 12 agosto. Un appuntamento preciso e cadenzato come gli ingranaggi di una ruota meccanica, riporta a Serrada le tematiche care al movimento futurista.
Il tempo scorre rapido, veloce, incessante ed ecco un’altra edizione, la decima, per celebrare uno dei maggiori artefici del movimento, Fortunato Depero (Fondo, 1892 – Rovereto, 1960), tra gli ospiti illustri del paese dell’Alpe, dove trovò l’ispirazione per molti suoi capolavori. Rivivere in una settimana l’euforia, la stravaganza, la frenesia del Futurismo.

Dal 9 al 11 agosto i Tre giorni di San Lorenzo no stop nel centro di Folgaria: saranno tre giorni di musica e spettacoli per festeggiare il Santo Patrono

Il 13 agosto ritorna completamente rinnovato nel format lo spettacolo “Lo Specchio delle Stelle” al Lago di Lavarone: i fuochi saranno sparati dal centro del lago a ritmo di musica e la coreografia creerà un’atmosfera incredibile. Dalle ore 15.00 prenderà il via la prima edizione del Lavarone Lake Festivalcon tantissime attività, giochi ed eventi: percorsi mtb, gonfiabili, gare di ciaspole, lo schiuma party, musica live dalle 18.00 e aperilago, l’igloo della skiarea e animazione. Tantissimi premi in palio!

Il 14 agosto arriva la Notte Bianca più affascinante delle Alpi: il centro di Folgaria si trasforma dalle 18.00 fino a tarda notte nel palcoscenico che ospiterà concerti live, spettacoli incredibili, stand gastronomici, animazione per i più piccoli ed esibizioni circensi.

Dal 24 al 26 agosto Tuona il Presente: venerdi 24 la storia del giornalista reporter Domenico Quirico che racconta la degenerazione affettiva delle guerre, di ogni guerra. Sabato 25 agosto Canzoni contro le guerre. Riflessioni sulla mostra in corso con il critico musicale Mario Luzzato Fegiz, per concludere domenica 26 con Viaggio nelle terre dell’ISIS. Conversazione con la giornalista Lucia Goracci.

Questi gli eventi più importanti, ma tutte le sere l’Alpe Cimbra propone ai suoi ospiti tantissime altre iniziative: dalle bellissime rappresentazioni teatrali “Sentinelle di Pietra”, ai grandi eventi sportivi – il Triweek sul lago di Lavarone e le Finali internazionali giovanali di sci d’erba sulla pista Rivetta -, alle Albe in Malga, alla Cena Contadina ad Alpemagna Cimbra la nuova escursione bike o trekking nei luoghi più suggestivi dell’isola cimbra di Luserna.

Tutte le info sul sito alpecimbra.it

Nona, grande edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi

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Dal prossimo 6 al 28 ottobre Lodi si prepara ad essere uno dei poli della fotografia in Italia e non solo, con la nona edizione del Festival della Fotografia Etica. Il percorso fatto ha portato il festival ad essere un punto di riferimento solido all’interno del panorama europeo dei festival di fotografia, grazie alla scelta di raccontare l’attualità attraverso percorsi diversi e originali, con l’obiettivo dichiarato di voler “creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e parlare alle coscienze”.

Questa edizione della rassegna internazionale si è data l’obiettivo di “alzare il già notevole livello qualitativo del programma espositivo”, affermano Alberto Prina e Aldo Mendichi che con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine, organizzano la manifestazione.

“Il successo e la partecipazione sempre crescenti al Festival – annunciano – premiano la scelta di raccontare cosa succede nel mondo, attraverso il filtro dello sguardo dei migliori fotografi e fotoreporters in circolazione. A volte questo sguardo può essere crudo e privo di filtri, altre invece viene mediato da una sorta di poetica visiva che smussa leggermente gli angoli della realtà per restituire comunque una idea di speranza e condivisione. In ogni caso, il Festival è la conferma della fotografia come linguaggio principe della nostra epoca. Raggiunge velocemente e con immediatezza la sensibilità di chi la fruisce, accendendo la macchina della riflessione e della discussione”.

Lo conferma il numero e la qualità mai prima raggiunte delle opere concorrenti al World Report Award 2018: ben 900 le candidature arrivate quest’anno da fotografi di 50 nazionalità differenti, in rappresentanza di tutti i continenti.
La Giuria composta da Alberto Prina – Festival della Fotografia Etica, Aldo Mendichi – Festival della Fotografia Etica, Sarah Leen – Direttore della Fotografia per National Geographic, Francis Kohn – Presidente del World Press Photo 2016, Caroline Hunter – picture editor per The Guardian Weekend, è giunta dopo la selezione e la valutazione dei lavori a comunicare i vincitori delle 6 categorie che compongono World Report Award: per la sezione MASTERPaula Bronstein con il reportage Stateless, Stranded And UnwantedThe Rohingya Crisis, potentissimo portfolio sull’esodo forzato e disperato di 700mila persone della minoranza etnica di origine islamica Rohingya verso il vicino Bangladesh; per la sezione SPOTLIGHTTommaso Protti con il reportage Terra Vermelha, che documenta la crescente crisi sociale nella regione brasiliana dell’Amazzonia negli stati di Pará, Rondonia e Roraima; per la terza sezione SHORT STORYCamillo Pasquarelli con il reportage The Valley Of Shadows, che racconta il conflitto nella valle del Kashmir, una delle zone più militarizzate al mondo; per la sezione STUDENT, la giovane tedesca Nanna Heitmann con il reportage Gone From The Window – The End Of An Era, sulla fine dell’estrazione del carbone in Germania; per la categoria SINGLE SHOT, i tre vincitori Laurence GeaiGiles Clarke Bente Marei Stachowske; e infine la sezione NO PROFIT che premierà gli enti CARE HARBOR con il reportage Caring For The Invisible Of Los AngelesAVSI Foundation con il reportage Mwavita – Born In A Time Of War e il Water Grabbing Observatory con il reportage And I Will Make The Rivers Dry.
Una delle sezioni, tra le più attese dal pubblico che affolla i 4 fine settimana di ottobre in cui si incentra il Festival sarà quella di Spazio ONG 2018, la sezione che vede organizzazioni non governative di tutto il mondo, impegnate nel sociale, raccontare – con il mezzo della fotografia – al pubblico del Festival le proprie esperienze sul campo. All’interno di essa confluiranno, tangenzialmente, i 3 reportage della sezione NO PROFIT del WRA 2018, in attesa di definire gli altri progetti che parteciperanno alla sezione.

Confermata anche la sezione Uno sguardo sul mondo, in cui il Festival andrà invece ad immergersi in alcuni scenari sociali e umanitari particolarmente sensibili. Tra le mostre di questo spazio ci sarà l’omaggio al fotografo francese Shah Marai, corrispondente di France Press (con cui è organizzata la mostra) ucciso in un attentato a Kabul lo scorso 30 aprile.

Non mancheranno, infine, le sezioni dedicate lo Spazio Approfondimento, lo Spazio Tematico (con un bel focus sugli animali in relazione all’uomo), il Corporate for Festival e il Premio Voglino.

Una edizione, quindi, decisamente “potente” che oltre per la qualità delle mostre si connoterà per il livello degli incontri, visite guidate con i fotografi, letture portfolio, presentazioni di libri e per le attività educational destinate agli studenti delle scuole medie e superiori.
Per quattro settimane densissime di proposte, di grande fotografia e soprattutto di straordinaria umanità. A Lodi, dal 6 al 28 ottobre.

Info: www.festivaldellafotografiaetica.it

La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. “Printing Revolution 1450-1500”, dal 1 settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana

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La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. “Printing Revolution 1450-1500”, dal 1 settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana
La mostra documenta l’impatto della rivoluzione della stampa sullo sviluppo economico e sociale della prima Europa moderna. Un percorso di scoperta attraverso strumenti digitali e metodi di comunicazione innovativi, che permettono di documentare e rendere accessibili decine di migliaia di dati raccolti da un ampio network internazionale – coordinato dal progetto 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford – in anni di rigorose ricerche

Un’invenzione non è una rivoluzione, ma solo l’inizio di un percorso. La stampa con blocchi di legno debuttò in Cina nel IX secolo; 400 anni dopo, la stampa a caratteri mobili di metallo cominciò a essere usata in Corea, ma fu in Europa che la stampa divenne una rivoluzione, perché è qui che modificò radicalmente la vita di ogni giorno. Fino al 1450 circa i libri erano scritti a mano, ma nel 1455 venne stampata la Bibbia di Gutenberg a Magonza, cambiando la società per sempre. Nei 50 anni successivi milioni di libri a stampa circolarono in tutta Europa, mezzo milione di essi sopravvive ancora oggi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Una ricerca ha rintracciato 50mila di questi libri sparsi oggi tra 360 biblioteche europee e americane con la collaborazione di oltre 130 editors.

Dai dati raccolti durante la ricerca nasce la mostra “Printing Revolution 1450-1500. I 50 anni che hanno cambiato l’Europa”, che verrà presentata dal 1 settembre 2018 al 7 gennaio 2019 al Museo Correr di Venezia, con una sezione alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (qui fino al 30 settembre). L’esposizione è il risultato di un grande progetto di ricerca europeo che usa i libri come fonte storica: basato all’Università di Oxford, alla British Library, a Venezia, e finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, il 15cBOOKTRADE applica le tecnologie digitali alle fonti storiche ampliando la capacità di comprendere la rivoluzione della stampa: è diretto dall’italiana Cristina Dondi, professoressa del Lincoln College di Oxford, che è anche curatrice di questa mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – Biblioteca del Museo Correr, la Biblioteca Nazionale Marciana e in partnership con Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Venice in Peril, l’Ambasciata d’Italia a Londra, Fedrigoni, la Fondazione Giorgio Cini, e la Scuola Grande di San Rocco.

Attraverso una decina di sezioni, l’esposizione mette in evidenza come nel 1500 in Europa ci fossero milioni di libri, non solo per le élite, come comunemente si ritiene, ma per “tutti”, con una vasta produzione per la scuola. La rivoluzione della stampa è una delle colonne portanti dell’identità europea perché si è tradotta in alfabetizzazione diffusa, promozione del sapere, formazione di un patrimonio culturale comune. In quei primi decenni (dal 1450 al 1500) la stampa coincise con la sperimentazione e l’intraprendenza. I libri a stampa furono il prodotto di una nuova collaborazione tra diversi settori della società: sapere, tecnologia e commercio. Anche la Chiesa comprese immediatamente l’enorme potenzialità dell’invenzione e ne divenne precoce promotrice. Le idee si diffusero veloci come mai prima. Ora si è in grado di tracciarne la circolazione seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.

Il 15cBOOKTRADE è il primo progetto ad aver pensato e realizzato la visualizzazione scientifica del movimento dei libri attraverso lo spazio e il tempo. L’équipe – composta da quasi tutti ricercatori italiani, nonostante la sede sia a Oxford – da anni mappa la diffusione e l’uso dei libri pubblicati agli albori della stampa nella seconda metà del Quattrocento, i cosiddetti incunaboli: a oggi ha coperto il 10% del mezzo milione di volumi sparsi in circa quattromila bibliotece europee e americane. Il risultato di questo lavoro è un enorme database che traccia la circolazione dei libri, le loro rotte e i loro possessori fra Europa e Stati Uniti, attraverso i secoli: basta inserire nel software il titolo di un libro e sullo schermo compare su mappa tutto il suo percorso, dal luogo in cui fu stampato a quello in cui ora si conserva; oppure, inserendo il nome di un possessore sullo schermo compaiono simultaneamente i tragitti di tutti i libri che possedette, che ricostruiscono virtualmente la sua biblioteca.

“Ogni libro racconta una storia che va al di là delle parole che si leggono in esso: storie delle persone che l’hanno usato, delle annotazioni e disegni lasciati nei margini. Se un libro racconta una storia, migliaia di libri fanno la storia – spiega Cristina Dondi, direttrice del progetto 15cBOOKTRADE e curatrice della mostra – Nei loro 500 anni di storia gli oltre 50 mila libri che abbiamo analizzato hanno circolato in tutto il mondo, disseminando tracce del loro movimento. Abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa per ripercorrere questo movimento nel tempo e nello spazio e costruito un grande database che contiene decine di migliaia di records. Ora, per la prima volta, inseguendo i libri, possiamo tracciare la circolazione delle idee e del sapere che contengono”.

In occasione della chiusura del progetto 15cBOOKTRADE verrà inoltre organizzato a Palazzo Ducale, dal 19 al 21 settembre, il Convegno Printing Revolution 1450-1550, che vedrà  impegnati oltre 40 relatori. Alla conferenza, che intende portare un contributo fondamentale e innovativo alla storia economica e sociale di un periodo chiave di transizione che fu testimone della rapida crescita della produzione e consumo del libro, è prevista una lectio magistralis  dell’On. Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali e del Turismo 2014-18) e la presenza del Prof. Martin Stokhof, Vice Presidente del Consiglio Europeo delle Ricerche (Scienze sociali e umanistiche), del Prof. Massimo Inguscio, Presidente del CNR e di Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Raffaele Trombetta.

I contenuti della mostra: mappe digitali, videostorie, libri storici
Ciò che rende originale questa mostra è l’incontro di cultura umanistica e sapere scientifico-tecnologico. E così, accanto a decine di libri a stampa del ‘400 provenienti dalle collezioni della Biblioteca del Museo Correr e della Biblioteca Nazionale Marciana, vengono presentate centinaia di immagini digitali da biblioteche europee e americane oltre a strumenti innovativi che consentono di tracciare la circolazione dei volumi, seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.
Tra questi, numerose mappe con funzioni diverse: in particolare, l’Atlante delle prime stampe (curato da Gregory Prickman, nuovo Direttore della Folger Shakespeare Library di Washington) visualizza su mappe GIS sia tutti i luoghi di stampa in Europa, sia dove sono oggi i 500.000 incunaboli che ancora sopravvivono.
Il Venice Time Machine (diretto da Frédéric Kaplan dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne) fornisce una versione digitale della famosa Pianta di Venezia del De Barbari (1500) sulla quale sono tracciate le oltre 200 officine di stampa della città, mostrando il legame di tanti stampatori alle confraternite a cui appartenevano, ai colleghi con i quali collaboravano, ai libri che insieme producevano: ciò che fece di Venezia la principale città europea di produzione e distribuzione dei primi libri a stampa.
E poi, decine di videostorie che approfondiscono tematiche diverse, tra cui: i libri più stampati nel ‘400, i più venduti e più distrutti, il rapporto tra il costo dei libri e il costo della vita, con le prove che i libri a stampa diventano presto alla portata di quasi tutti (i prezzi di migliaia di libri sono comparati al costo del cibo, salari, e altri beni di consumo), il ruolo fondamentale della Chiesa nella promozione della stampa, donne autrici e tipografe, i libri letti da Leonardo da Vinci, la circolazione di libri fondamentali come la Bibbia di Gutenberg, e la ricostruzione virtuale della collezione ora dispersa di San Giorgio Maggiore di Venezia. Ma anche le prime forme di abuso del nuovo mezzo di comunicazione di massa. Senza dimenticare torchi e materiale per la stampa, portati alla mostra dalla Tipoteca di Cornuda.
Ad ogni sezione il visitatore è stimolato a mettere in relazione quanto presentato con la rivoluzione digitale in corso.