Un regalo di Natale diverso? Pensa a gocustomized

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Natale si avvicina e, diciamocelo, è sempre più difficile sentendosi l’acqua alla gola fare un regalo che non sembri scontato. Un’ottima idea può essere pensare alle Cover Personalizzate o ai Gadget Personalizzati su GoCustomized.

Quanto può infatti far piacere una cover con la foto di famiglia o del posto del cuore? Ora potete ottenere una stampa di livello e fare un regalo utile ed emozionante a se stessi o a chi volete bene.
Se controllate i loro social spesso sono presenti codici sconto. I prodotti comunque presenti come gadget sono di altissima qualità. Il tempo di consegna previsto è di 5-7 giorni lavorativi a partire da quando la tua cover sarà spedita. Quando spediranno ti arriverà un video esplicativo su come stiano preparando la tua cover:

GoCustomized Production Process from GoCustomized on Vimeo.

Il risultato? Beh abbiamo deciso di utilizzare la Musa topina del blog (la cui foto campeggia sotto la label Rodesindro qui sopra) ed ecco il risultato su una batteria portatile xiaomi:

Gocustomized printed my fav photos’ subject. What about yours? More on my blog #ad #gocustomized #xiaomi

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UNHCR e il progetto Christmas Lights

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Per noi le luci di Natale sono un segno di festa e calore. Per milioni di rifugiati sono il ricordo dei bagliori delle bombe e segnano l’inizio della paura e del freddo. Da oltre 60 anni l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati, UNHCR, è in prima linea nelle più gravi emergenze internazionali, portando protezione e assistenza salva vita a bambini, donne e uomini in fuga dalla guerra.

Come è essere rifugiati durante l’inverno? Ce lo dice Suzanne, Siriana di 32 anni. Il marito ora ha una nuova famiglia. Lei si è rifugiata in Libano con le sue 3 figlie. “La sfida principale è vincere il freddo” dice. “In Siria avevo una casa, ma non c’era sicurezza. Avevo paura di uscire anche per fare le commissioni quotidiane. Siamo scappate qui per cercare sicurezza e vivere la nostra vita»

Potete donare su https://goo.gl/iQz8YG e ad accendere una luce per i rifugiati questo 8 Dicembre, giornata tradizionalmente votata alla preparazione dell’Albero.

Dalla cuccumella alla moka: in mostra la storia della caffettiera italiana

Dalla cuccumella alla moka: in mostra la storia della caffettiera 
italiana Sono decine le caffettiere esposte a 7.8.Novecento in una mostra dedicata: dall’infusione per bollitura, alla napoletana fino alla moka. L’esposizione, curata dal collezionista Nedo Grasselli, è un omaggio al rito del caffè, che da inizio secolo ad oggi si è evoluto di pari passo con la nostra società

Una volta si beveva un caffè molto forte, dal gusto amaro, quasi bruciato. Oggi il caffè è più delicato, morbido, aromatico. Il motivo? È cambiato, ovviamente, il modo di prepararlo. Quella della caffettiera è una storia di rituali, architettura e poesia. Attraverso una selezione dei 240 pezzi della collezione dell’architetto Nedo Grasselli – che va dagli anni ’20 fino ai giorni nostri – la mostra proposta a 7.8.Novecento ricostruisce il rito legato alla preparazione della bevanda più amata dagli italiani.

Dall’infusione per bollitura, all’invenzione a inizio secolo della napoletana (la cosiddetta “cuccumella”) e negli anni ’30 della moka per opera dell’ingegnere Alfonso Bialetti, al sistema per realizzare la crema caffè, inventato nel 1948 a Milano: sono numerosi i sistemi per la preparazione del caffè che saranno raccontati in questa esposizione. In mostra pezzi rari, come la caffettiera “Vesuvio” disegnata da Gaetano Pesce e prodotta da Zani & Zani o le mini caffettiere da viaggio “Stella” in argento o le caffettiere elettriche “Velox”.

Il caffé si diffuse in Europa agli inizi del Seicento, grazie ai veneziani e ai genovesi che commerciavano con l’Oriente. Risale sempre alla prima metà del Seicento l’apertura dei primi caffé pubblici a Venezia. L’uso del caffé si propagò poi in tutta Italia: la nuova bevanda infatti veniva apprezzata non solo per il suo gusto, ma anche perché si riteneva che possedesse delle proprietà digestive. La sua diffusione nei paesi occidentali fu accompagnata dall’ideazione di svariati modelli di caffettiera e in Italia ancora oggi se ne utilizzano principalmete di tre tipi. La napoletana (cuccumella in napoletano) fu ideata dal francese Morize nel 1819; quando raggiunge l’ebollizione viene capovolta per avviare l’infusione che avviene per gravità.
La moka, fu inventata nel 1933 dal piemontese Alfonso Bialetti, e il figlio Renato la rese poi famosa in tutto il mondo pubblicizzandola con “l’uomo con i baffi”.
La macchina espresso, che si presenta nelle versioni professionali da bar e in quelle da casa. La prima macchina espresso italiana fu realizzata da un ingegnere milanese, Desiderio Pavoni, che nel 1905 fondò la ditta La Pavoni e iniziò a produrne una al giorno, in una piccola officina a Milano. In seguito il milanese Achille Gaggia introdusse la macchina a pistoni, da cui sono derivate le versioni attuali: grazie ad esse si produce il caffé molto rapidamente e il suo sapore risulta meno amaro.

La mostra racconta come è cambiato negli anni il modo di servire e gustare il caffè nel nostro paese, attraverso caffettiere d’epoca e pezzi curiosi.

L’eros è vintage: il cinema erotico italiano nelle locandine dagli anni ’60 agli anni ’80

L'eros è vintage: il 
cinema erotico italiano nelle locandine dagli anni '60 agli anni '80I tre decenni d’oro del cinema erotico italiano vengono raccontati attraverso le locandine e i manifesti d’epoca dei film che hanno segnato i sogni di intere generazioni. La mostra “Cinema erotico ’60, ’70, ’80. Manifesti e locandine” è una proposta della XXXI edizione di 7.8.Novecento

Una carrellata di locandine di film per soli adulti, dagli anni ’60 agli anni ’80. Una mostra che racconta molto dell’evoluzione del costume nella società: dalle immagini più castigate di “Malizia” a quelle più erotiche di “Emmanuelle” e “La chiave”. E’ una delle proposte collaterali di questa edizione di 7.8.Novecento che – grazie alla collezione dell’architetto Giuseppe Di Bella e alla collaborazione di Studio Archeo900 – espone decine di manifesti e locandine che hanno fatto la storia del cinema erotico italiano.

La macchina da presa è sempre entrata a gamba tesa nella storia della rivoluzione sessuale, in particolare tra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta, con una serie di incredibili capolavori dell’erotismo che hanno influenzato i sogni di intere generazioni. “Grazie, zia” (1968) e “Cuore di mamma” (1969) di Salvatore Samperi, “Nerosubianco” (1969) e  “Drop-out” (1971) di Tinto Brass, “Il portiere di notte” (1974) di Liliana Cavani, “Salò o le 120 giornate di Sodoma”(1976) di Pasolini: sono solo alcuni dei rari manifesti originali esposti in questa mostra che rappresenta un viaggio nel microcosmo del cinema erotico, esplorando tutte le sensazioni e le implicazioni che la forza evocativa dell’eros ha restituito grazie alla settima arte.

Tra la metà e la fine degli anni sessanta alla base della politica commerciale vi era un fattore comune, ovvero la liberalizzazione dei costumi sessuali e dell’atteggiamento del pubblico nei confronti del sesso che aveva iniziato a manifestarsi in quel periodo. A rallentare drasticamente questo fenomeno, le leggi sulla censura che nella maggior parte dei paesi occidentali esistevano già, costituendo una misura di protezione contro la cosiddetta “corruzione morale”. Ma già negli anni settanta il pubblico fruitore dell’intera gamma dei film “sexy” non solo era aumentato in termini di milioni di persone, ma era anche ormai composto da individui appartenenti a strati sociali molto più vasti e differenziati. Infine i mitici anni ottanta saranno caratterizzati da una lunga serie di commedie sexy all’italiana, spesso senza grandi pretese, alle quali si contrapporranno film come “La chiave” del 1983 del regista Tinto Bras che rappresenta uno dei migliori esempi di film erotico a soggetto.

La mostra “Cinema erotico ‘60, ‘70, ‘80. Manifesti e locandine” vuole essere una perfetta sintesi di quello che cinematograficamente accadde in queati tre decenni, quando ormai le maglie della censura si erano allargate e i segni della rivoluzione sessuale, nella sua complessa rete di temi erotici e di costume si erano palesati e sparsi un po’ ovunque, grazie allo sdoganamento della commedia erotica all’italiana.

A 7.8.Novecento l’antico è pop: dal design d’epoca al vintage, qui l’introvabile altrove. Appuntamento dall’8 al 10 dicembre

A 7.8.Novecento l’antico è pop: dal design d’epoca al vintage, qui l’introvabile altrove. Appuntamento dall’8 al 10 dicembre 
A 7.8.Novecento l'antico è pop: dal design d'epoca al vintage, 
qui l'introvabile altrove. Appuntamento dall'8 al 10 dicembre Oggetti d’altri tempi, rari e preziosi, tutti con una storia da raccontare: dall’8 al 10 dicembre ModenaFiere ospita la XXXI edizione del Gran Mercato dell’Antico. 15.000 metri quadri, due padiglioni, circa 250 antiquari italiani e stranieri con spazio anche al vintage. E tre mostre curiose: la prima dedicata al cinema erotico italiano, con manifesti e locandine dagli anni ’60 agli ’80, la seconda alla storia delle caffettiere – dalla “cuccumella” napoletana alla moka – e la terza all’artigianato modenese, tra antico e moderno

Se pensate che il design abbia avuto la sua massima espressione nel secolo scorso, se siete stanchi del minimalismo e del total white, se siete alla ricerca del pezzo unico e amate le piccole imperfezioni degli arredi del passato, l’apputamento da non perdere è con7.8.Novecento, il Gran Mercato dell’Antico, in programma dall’8 al 10 dicembrepresso ModenaFiere. Più vicino al Natale quindi – rispetto al tradizionale appuntamento di novembre – e con un’intera giornata festiva a disposizione dei visitatori.

La manifestazione, giunta alla trentunesima edizione, è organizzata da ModenaFiere in collaborazione con l’Associazione Antiquari Modenesi e Mercantico e richiama ogni anno migliaia di curiosi, ma anche appassionati e collezionisti a caccia di tesori: oggi, infatti, i pezzi rari si riaffacciano sul mercato con costi notevolmente più bassi rispetto agli standard di soli 10 anni fa.
Con 15.000 mq di esposizione articolati su due padiglioni della fiera e nel grande atrio centrale, la manifestazione accoglie quasi 250 antiquari italiani e stranieri. Qui sontuosi mobili vittoriani, statue antiche, troumeau settecenteschi, gioielli d’altri tempi convivono con il modernariato più pop. Un format volutamente eclettico per un pubblico che apprezza la pluralità di proposte per tutte le tasche. Grazie alla formula espositiva, che prevede anche momenti dedicati allo scambio tra espositori e commercianti, la manifestazione è diventata un punto di riferimento sia per gli operatori del settore che per i neofiti.

Tra gli stand spiccano pezzi rari e preziosi, come le opere di Giò Ponti, architetto e designer geniale e metodico: “Le mie terre” è suo vaso in maiolica per la manifattura Richard Ginori, risalente alla Firenze degli anni ’20. Ma sono esposte anche ceramiche più antiche, come quelle di Angelo Minghetti (1822-1885), molto ricercate dalle famiglie aristocratiche dell’epoca: in fiera ci sono un “Mater Dei”, una “Madonna in trono” e uno “Stemma”, tutte maioliche artistiche del famoso ceramista bolognese. “Piazza Grande col mercato”, invece, è un quadro di Casimiro Jodi (olio su tela), tra i maggiori autori modenesi della prima metà del ‘900. Sono esposte persino due opere di Shozo Shimamoto, membro del movimento Gutai, definito dal The New York Times “uno degli sperimentatori più audaci nell’arte del dopoguerra”.
Per chi cerca, poi, capi e accessori con un passato da raccontare l’appuntamento è con il Vintage. Tra gli stand si trovano abiti firmati, ma anche accessori e capi di abbigliamento sartoriali di pregio non griffati: tutti, però, rigorosamente Vintage.  7.8.Novecento, infatti, racconta anche il periodo che va dagli anni ’20 agli anni ’80, con la moda, gli articoli da collezionismo, i profumi, gli arredi, ma anche gli  oggetti  d’uso  quotidiano in  quei  decenni.

Tre mostre inedite: dal cinema all’artigianato passando per…le caffettiere
Ma non è finita: questa edizione propone ben tre mostre, tutte con l’obiettivo di ricostruire un pezzo della nostra storia in ambiti diversi – cinema, gesti quotidiani come quello del caffè e arredo – attraverso gli oggetti esposti.
ll cinema sexy in Italia ha goduto, sin dagli albori, di uno straordinario successo di pubblico; la mostra “Cinema erotico ’60, ’70, ’80. Manifesti e locandine” – realizzata da Studio Archeo900 partendo dalla collezione di Giuseppe Di Bella – ripercorre le tappe della nostra nutrita cinematografia “a luci rosa”, inquadrandone gli sviluppi anche nel contesto sociale che l’ha vista affermarsi. Dai primi sexy-movie degli anni Sessanta al genere “decamerotico”, fino alle varie commedie erotiche degli anni Ottanta, l’esposizione propone una dettagliata rassegna dei manifesti e delle locandine dei film che si sono susseguiti in questi 20 anni: qui accanto alle muse sexy trovano adeguato riconoscimento anche molte altre attrici e attori dai destini professionali meno fortunati ma ugualmente significativi.

“Un’acqua negra bollente che si cava d’una semente che chiamano caveè e che ha per virtù di far stare l’uomo svegliato”. Così nel 1585 il diplomatico Gian Francesco Morosini relazionò al Senato della Serenissima circa l’usanza turca di bere il caffè. Una prima apertura europea verso questa bevanda ancora sconosciuta, oggi divenuta parte integrante della nostra cultura. La sua storia, o meglio, l’evoluzione delle macchine e delle tecniche di preparazione, è al centro della mostra “Dalla cuccumella alla moka: la storia della caffettiera italiana”, a cura dell’architetto Nedo Grasselli che presenta una selezione dei suoi oltre 240 pezzi.

Passione per le materie prime utilizzate, abilità ed esperienza nella loro lavorazione e costante ricerca nelle soluzioni di design che uniscono passato e presente: sono queste le caratteristiche comuni alle 11 imprese artigiane modenesi di Artigiana Design che presentano in fiera l’esposizione “Tra antico e moderno”. Il filo rosso che unisce tutti i pezzi in mostra è la lavorazione artigianale, dal restauro delle antichità fino alla realizzazione di mobili di design.

Infine, un regalo agli amanti delle tradizioni natalizie: i visitatori sono accolti all’ingresso dallo scenografico  presepe artistico realizzato  dal  laboratorio  modenese “Cartapeste Blu di Prussia”: l’utilizzo della cartapesta si allaccia alla lontana tradizione degli apparati effimeri che, soprattutto tra Sei e Settecento, venivano usati nel corso di grandi eventi e feste pubbliche.

Per tenersi informati sulla manifestazione è possibile consultare il sito www.7-8novecento.it e seguire la pagina Facebook 7.8.Novecento.

7.8.Novecento è aperta al pubblico a ModenaFiere (viale Virgilio 70/90) da venerdì 8 a domenica 10 dicembre con orario continuato dalle 10.00 alle 19.00. La giornata professionale, con il deballage riservato agli operatori, è giovedì 7 dicembre dalle 8.00 alle 18.00.
Infoline: ModenaFiere, tel. 059/848380  info@7-8novecento.it www.7-8novecento.it

Teatro Palladium: festival ARCIPELAGO, 24a edizione (4-10 dicembre)

Stagione artistica 2017/2018

4-10 dicembre 2017

ARCIPELAGO
24o Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini

Un’ondata di rifugiati sbarca al Festival
[A]RCIPELAGO 2017

Trovano ad accoglierli Paul Verhoeven, il Movimento del ’77, James Bond e una
flottiglia di cortometraggi accorsa in loro aiuto da mezzo mondo

Teatro Palladium – Università Roma Tre
Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma

Ingresso libero

S’inaugura lunedì 4 dicembre, per concludersi domenica 10, al Teatro Palladium di Roma, la 24a edizione di [A]RCIPELAGO | Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, la più seguita e longeva tra le manifestazioni dedicate ai nuovi linguaggi audiovisivi e ai giovani talenti.
Ad ingresso totalmente gratuito, dopo un anno d’interruzione dovuta alla scarsità di finanziamenti, la popolare manifestazione romana – che quest’anno fa parte del programma diContemporaneamente Roma 2017 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con SIAE – torna più determinata che mai ad
attraversare i confini che separano generi cinematografici e linguaggi visivi, anticipando come sempre nuove tendenze e immaginari del futuro.
Oltre a ConCorto, la competizione riservata ai cortometraggi italiani che ha fatto da trampolino di lancio a molti dei giovani filmmaker scoperti dal Festival, tra cui il regista di Il più grande sogno Michele Vannucci (quest’anno invitato nella giuria che dovrà giudicare 25 film, assieme alla produttrice Gloria Giorgianni e al direttore della Film Commission Torino Piemonte Paolo Manera, assegnando per la prima volta anche il Premio SIAE per il Migliore Giovane Talento Under 35), e alla quarta edizione del concorso dedicato alle serie web internazionali World Wide Series, che l’ultimo giorno del Festival salperà verso il cyberspazio a bordo del sito www.arcipelagofilmfestival.org, per concludere il suo viaggio alla fine di gennaio, nel programma fa spicco la competizione internazionale The Short Planet, che raccoglie i migliori corti provenienti da tutto il mondo, suddivisi in quattro programmi tematici (Welcome Home!, Fratello, dove sei?, Il seme della discordia e Breaking Mad), ognuno dei quali sarà introdotto da un breve reading interpretato da giovani diplomati del corso di recitazione della Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté”.
Due gli italiani selezionati su 21 titoli: il notevole saggio di diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Hleb Papou Il legionario, sul conflitto interiore di un giovane celerino costretto a sgomberare l’abitazione abusivamente occupata dalla sua stessa famiglia, e il delizioso Merlot, una folle girandola animata firmata dal Giulia Martinelli e Marta Gennari. A premiare i migliori film saranno i giurati Elena Cotta (grande interprete del teatro e della tv italiani, vincitrice della Coppa Volpi come Miglior Attrice alla Mostra di Venezia 2013), la regista iraniana Fernoosh Samadi e il giovane regista francese Morgan Simon, vincitore della precedente edizione del concorso internazionale di [A]RCIPELAGO, che porterà al Festival il suo recente, intenso debutto nel lungometraggio Compte tes blessures (A Taste of Ink), protagonista di una vertiginosa carriera nei festival internazionali.
Nel quarantennale del “Movimento del ’77”, [A]RCIPELAGO ha scelto di ricordare la rivolta giovanile che ha segnato quell’anno fatidico evidenziandone più le ricadute culturali e artistiche che gli avvenimenti più schiettamente politici, con una retrospettiva che già dal titolo “dada” Bu-bù?! Settantasette-té! rievoca la vena più sarcastica e provocatoria che attraversava la contro-cultura dell’epoca, dominata dagli Indiani Metropolitani e dall’ala creativa del Movimento. Partendo dai grandi eventi giovanili di massa come quello raccontato da Alberto Grifi nel 1976 con il documentario Il festival del proletariato giovanile al Parco Lambro, e passando per il “memoir” del Movimento bolognese messo in scena in Il trasloco(1991) di Renato De Maria, la rassegna indugia sull’esperienza della storica rivista satirica “Il Male” raccontata dai suoi protagonisti in Lo stato si è estinto (2010) di Gianluca Rame, si ferma ad indagare sui “tormenti” politico-adolescenziali svelati in Porci con le ali di Paolo Pietrangeli (uscito appunto nel 1977, ma nato dal precedente successo editoriale del romanzo omonimo di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice), esplora la turbolenta scena musicale dell’epoca (la vicenda artistica del grande Demetrio Stratos, ripercorsa da Monica Affatato e Luciano D’Onofrio in La voce Stratos, 2009) ed approda infine alla nascita dei primi centri sociali (Macondo a Milano di Michele Sordillo, 2004), lungo un percorso a zig-zag più simile ad un “graffito urbano” che alla sistematicità di un’indagine storico-sociale. E tracciato ad uso e consumo di tutti quelli che “Io c’ero”, ma anche di quanti avrebbero voluto esserci.
L’omaggio che [A]RCIPELAGO dedica al grande cineasta olandese Paul Verhoeven (sezione Outsiders), intende dimostrare una volta di più che anche i grandi del cinema hanno “iniziato da piccoli”. Proposti in anteprima italiana, i cinque cortometraggi giovanili realizzati da Verhoeven tra il 1960 e il 1970 (Eén Hagedis Teveel/A Lizzard Too Much, Niets Bijzonders/Nothing Special, Feest!/Let’s Have A Party, Het Korps Mariniers/The Royal Dutch Marine Corps e De Worstelaar/The Wrestler) gettano inoltre un inedito sguardo sul cammino artistico del regista di blockbuster americani come Basic Instinct, Starship Troopers e Robocop, ma anche di film d’autore come il recente Elle, confermando in lui un raro esempio di come si possa restare profondamente europei perfino nel proverbiale “tritacarne” hollywoodiano.
L’appuntamento è domenica 10 dicembre alle 20:00.
Tra gli eventi speciali, [A]RCIPELAGO 2017 proporrà anche quest’anno, in A distanza ravvicinata, una selezione ragionata di lungometraggi indipendenti, perlopiù in anteprima italiana o almeno cittadina, a cominciare dall’intrigante bio-pic Essere James Bond (Becoming Bond) di Josh Greenbaum (il 6 dicembre alle 22:00, in collaborazione con Studio Universal e Wanted Cinema), sulla curiosa vicenda che portò uno sconosciuto meccanico e poi modello australiano, George Lazenby, prima a vestire gli eleganti smoking di successore di Sean Connery nel ruolo di 007 e poi a perdersi nell’oblio. Oltre al già citato Compte tes blessures di Morgan Simon, della sezione fanno parte anche due film prodotti dal prolifico Gianluca Arcopinto, La cena di Toni di Elisabetta Pandimiglio e Scuola calcio del Collettivo Mina, mentre un altro “ensemble” di giovani cineasti – i 13 allievi del Master di Cinema del Reale 2016 del DAMS dell’Università Roma Tre – firma Fuoricampo, documentario su una squadra di calcio composta di soli rifugiati, che condivide l’impegno sociale con il documentario di Parsifal Reparato Nimble Fingers, film di chiusura del Festival, il 10 dicembre.
Sempre in tema di diritti umani, il Festival ne celebra quest’anno la Giornata Mondiale (che cade appunto il 10 dicembre) con il focus Fuga senza fine | Vecchi esodi, nuovi muri: il dramma dei rifugiati attraverso la visione prismatica proposta da 15 tra cortometraggi, documentari e lungometraggi, italiani e internazionali, e di cui fanno parte anche – è una novità, per [A]RCIPELAGO – tre matinée per le scuole (il 5, 6 e 7 dicembre, in collaborazione con l’Associazione Diario di bordo) e il concorso tematico Chiedo asilo, quest’ultimo in collaborazione con Emergency (da non perdere le sue postazioni di Virtual Reality al Palladium, con le quali “visitare”, attraverso alcuni corti a 360°, le missioni umanitarie in cui la ONG è impegnata, nel Sud del Mondo e non solo), la quale offrirà in premio al regista vincitore l’opportunità di realizzare un breve documentario su uno dei suoi ospedali, ospitandolo “sul campo.”
Martedì 5 dicembre alle 15:00, invece, si parlerà ancora una volta del rapporto tra  videogiochi, Realtà Virtuale e Cinema, nel corso dell’incontro FilmWare 2017 dal titolo Lady Macbit – Le signore del videogame, durante il quale la giornalista e critica cinematografica e videoludica Ilaria Ravarino, fiancheggiata da un nutrito parterre di sviluppatrici di videogiochi, esponenti di squadre femminili di e-sport e registe cinematografiche, in collaborazione con AESVI VIGAMUS – Museo del Videogioco di Roma, ne esplorerà il vivace “versante femminile” Per tutta la durata del Festival, VIGAMUS metterà inoltre a disposizione del pubblico – nel foyer del Palladium – due postazioni sulle quali giocare con alcuni titoli classici sulle grandi eroine del videogioco.
Concludono il programma del Festival il tradizionale spazio autogestito dal DAMS dell’Università Roma Tre (Carta Bianca DAMS Roma Tre, il 10 dicembre alle 16:00), con una selezione di 6 cortometraggi provenienti dall’ultima edizione del Roma Tre Film Festival, e la riproposizione – il 7, 8 e 9 dicembre, in collaborazione con Biblioteche di Roma e l’Isola del Cinema – dei vincitori della 6a edizione del concorso Mamma Roma e i suoi quartieri, bandito ogni anno dalla popolare manifestazione estiva dell’Isola Tiberina.
L’artwork di [A]RCIPELAGO 2017 è di Simone Massi [A]RCIPELAGO 2017 è dedicato alla memoria di CARLA MANFREDONIA, per tanti anni prezioso punto di riferimento per tutti i festival di cortometraggi (ma non solo) al Centro Sperimentale di Cinematografia.
La Società Italiana degli Autori ed Editori è lieta di sostenere il Festival [A]RCIPELAGO per il suo impegno nella ricerca di nuovi talenti nella produzione italiana ed europea, con una particolare attenzione alle spinte più originali e ai linguaggi più innovativi, contribuendo così a definire l’identità del cortometraggio nel nostro Paese.

[A]RCIPELAGO
2.4° Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini
fa parte del programma di Contemporaneamente Roma 2017
promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale
e in collaborazione con SIAE
ed è realizzato con il contributo della
REGIONE LAZIO
Assessorato alla Cultura e Politiche giovanli
e con il sostegno della
SIAE
ed è patrocinato da
ISTITUZIONE BIBLIOTECHE DI ROMA
MUNICIPIO ROMA VIII
Media Partner
MULTIPLAYER

Info
tel. 06-39388262
e-mail: info@arcipelagofilmfestival.org
web: www.arcipelagofilmfestival.org
Infoline Teatro Palladium: tel. 06-57332772

Visioninmusica 2018: dal 12 gennaio al 20 aprile 2018

Visioninmusica
presenta

VISIONINMUSICA 2018
dal 12 gennaio al 20 aprile

Visioninmusica ha confezionato per la sua XIV edizione 2018 sette imperdibili concerti serali e due eventi fuori abbonamento. Con alla base solo ingredienti di primissima qualità, la ricetta del Direttore Artistico Silvia Alunni è sapiente e collaudata, ma anno dopo anno trova ancora il modo di rinnovarsi e stupire. Varcando i confini dell’Italia e persino dell’Europa, si è andati alla ricerca delle ultime novità tra i fenomeni musicali più interessanti che incarnassero lo spirito di Visioninmusica: suoni, immagini ed emozioni. Così si è messa insieme una serie di nuove produzioni e lancio di nuovi album e ci si è accaparrati una tappa di tour europei di artisti affermati e di giovani in vertiginosa ascesa. La selezione proposta per il 2018 è diversificata e affascinante nel presentare formazioni in duo, trio e piccoli ensemble, secondo un’ampia gamma di declinazioni: vi si trova musica d’autore, indie, blues, jazz, classica e world music dallo spiccato accento latino americano.

Apre la stagione, venerdì 12 gennaio (ore 21), una delle più insolite e strabilianti formazioni musicali in circolazione: Musica Nuda, con la voce di Petra Magoni accompagnata dal contrabbasso di Ferruccio Spinetti. Il loro ultimo album Leggera esplora in parole e musica il concetto di ‘leggerezza’, ispirato alla prima delle Lezioni Americane di Italo Calvino.

Omar Sosa & Gustavo Ovalles appartengono ad un altro genere di duo strumentale, in scena venerdì 2 febbraio (ore 21): il rigoglioso pianismo di Sosa si sposa con le percussioni etniche e multiformi di Ovalles in un’esperienza sonora – “urban contemporary music” dall’anima latina – con innegabili elementi di spiritualità, ispirata alla pace e alla fratellanza.

Venerdì 23 febbraio (ore 21) sarà la volta di Oren Lavie: artista poliedrico, cantante, compositore, regista teatrale e cinematografico israeliano, naturalizzato francese. Nel suo ultimo disco dal titolo Bedroom crimes echi folk, pop, jazz, orchestrazioni neoclassiche e una lieve ‘saudade’ sono calibrati con uno stile retrò, che lo hanno fatto emergere alla grande nella scena indie pop europea.

Nel quarto appuntamento, venerdì 9 marzo (ore 21), saranno ospiti di Visioninmusica Javier Girotto & Natalio Mangalavite che con il loro Estándars condurranno gli ascoltatori in un appassionante viaggio attraverso l’Argentina, la sua terra e la sua musica. Un’articolata storia musicale frutto di innumerevoli contaminazioni (dall’America, dall’Europa, dall’Africa) e filtrata dalla loro arte e storia personale.

Venerdì 23 marzo (ore 21) salirà sul palco dell’Auditorium Gazzoli il Tingvall Trio, un ‘classico’ trio jazz: piano, contrabbasso e batteria. L’ensemble è formato da un musicista svedese, un cubano e un tedesco, che hanno scelto come base il vivacissimo ambiente musicale di Amburgo. Di classico e tradizionale hanno davvero poco, amano sperimentare ed innovare: la loro ultima uscita discografica si intitola Cirklar e il leader Martin Tingvall così la definisce: “Ogni suo pezzo è una sfida, un gioco, un dramma che gira in circolo finché non si esaurisce”.

Venerdì 6 aprile (ore 21) arriverà il Greg Koch & The Koch-Marshall Trio. Un gruppo formato dal chitarrista americano Greg Koch, da suo figlio Dylan alla batteria e da Toby Lee Marshall all’organo Hammond B3. Il cuore di questo trio batte a ritmo di blues, ma le composizioni originali di Koch sono un amalgama di rock, funk, jazz e country, arricchito da improvvisazioni dinamiche e da un groove potente, dal trascinante coinvolgimento. Il loro nuovo album Toby Arrives uscirà nel 2018 con l’etichetta Mascot.

Si chiude venerdì 20 aprile (ore 21) con un grande ritorno per Visioninmusica: gli Aca Seca Trio. Una band vocale e strumentale – chitarra, piano, percussioni – che si inserisce nel genere della canzone popolare argentina, ma si estende e raggiunge anche le tradizioni musicali del Brasile e dell’Uruguay, con delle note di jazz, bossa nova e musica del folklore. Saranno in tour per presentare il loro ultimissimo lavoro (2018).

Il primo dei due eventi fuori abbonamento, grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Carit, ci porta nella magica cornice del Teatro Manini di Narni dove venerdì 2 marzo(ore 21) l’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Gabriele Bonolis affronterà un programma tutto gershwiniano, con al pianoforte il giovane portento Giuseppe Albanese (che ha già inciso per Deutsche Grammophon e Decca): Suite da Porgy and Bess, i Preludi per piano solo, celebri Songs, per culminare con una pirotecnica Rhapsody in blue.

Ancora fuori abbonamento e in collaborazione con Umbria Jazz Spring, lunedì 30 aprile (luogo e orario de definire), per l’international Jazz Day promosso dall’Unesco, un ultimo evento frizzante e ricco di energia: Groovin’ Up! La voce potente e melodica del sax tenore e soprano di Claudio Jr De Rosa è affiancata dal pianista Alessio Busanca, dal contrabbassista Aldo Vigorito e dal batterista Luigi Del Prete. Una band giovane che guarda al futuro con passione ed entusiasmo, ma con profonda ammirazione e sincero rispetto per la tradizione jazzistica di ieri e oggi. Un gruppo capace di entrare in punta di piedi con il coraggio e la consapevolezza di chi si prepara a percorrere un lungo sentiero.

Tutti gli spettacoli, ad eccezione di quello del 2 marzo a Narni e il 30 aprile (luogo e orario da definire), si svolgeranno all’Auditorium Gazzoli di Terni, con inizio alle ore 21. 

SCARICA IL PROGRAMMA QUI: http://www.visioninmusica.com/programmi/ProgrammaVim2018.pdf

ABBONAMENTO A 7 SPETTACOLI: euro 105,00 (in vendita dal 30 novembre 2017)

BIGLIETTI SINGOLI:
INTERO: euro 25,00 e RIDOTTO*: euro 22,00 (spettacoli del 12 gennaio e del 2 febbraio)
INTERO: euro 20,00 e RIDOTTO*: euro 17,00 (spettacoli del 23 feb, 9 e 23 mar, 6 e 20 aprile)
I biglietti per i singoli spettacoli saranno in vendita dall’11 dicembre 2017.

Rivendita a Terni: New Sinfony – galleria del Corso, 12 – Terni

Circuito nazionale: www.vivaticket.it

PROMOZIONE NATALE 2017 (fino al 24 dicembre): con un unico acquisto di almeno due spettacoli si ha diritto al biglietto ridotto.

Visioninmusica 2018 è sostenuta da:
MIBACT, Regione Umbria, Camera di Commercio di Terni, Comune di Terni e Fondazione Carit.

Supporter 2018:
All Foods, Fucine Umbre, Terni Reti, Avis Comunale Terni, Hotel Michelangelo, Bar Umbria, Ristorante “Il Vinaio”, STAS, Studio Foscoli Consulenza. 

Media partner 2018:
Fedeltà del Suono, Costruire HiFi, Radio Galileo, Umbria 24, Umbria Eventi, Italia Jazz, I-Jazz.

Associazione Visioninmusica
tel./fax: +39 0744 432714
cell. +39 333 2020747
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A 7.8.Novecento l’antico è pop: dal design d’epoca al vintage, qui l’introvabile altrove. Appuntamento dall’8 al 10 dicembre

A 7.8.Novecento l’antico è pop: dal design d’epoca al vintage, qui l’introvabile altrove. Appuntamento dall’8 al 10 dicembre 
A 7.8.Novecento l'antico è pop: dal design d'epoca al vintage, 
qui l'introvabile altrove. Appuntamento dall'8 al 10 dicembre Oggetti d’altri tempi, rari e preziosi, tutti con una storia da raccontare: dall’8 al 10 dicembre ModenaFiere ospita la trentunesima edizione del Gran Mercato dell’Antico. 20.000 metri quadri, due padiglioni, circa 300 antiquari italiani e stranieri con spazio anche al vintage. E tre mostre curiose: la prima “vietata ai minori”, dedicata alle locandine d’epoca del cinema erotico italiano, la seconda alla storia delle caffettiere – dalla “cuccumella” napoletana alla moka – e la terza all’artigianato modenese, tra antico e moderno

Se pensate che il design abbia avuto la sua massima espressione nel secolo scorso, se siete stanchi del minimalismo e del total white, se siete alla ricerca del pezzo unico e amate le piccole imperfezioni degli arredi del passato, l’apputamento da non perdere è con 7.8.Novecento, il Gran Mercato dell’Antico, in programma dall’8 al 10 dicembre presso ModenaFiere. Più vicino al Natale quindi – rispetto al tradizionale appuntamento di novembre – e con un’intera giornata festiva a disposizione dei visitatori. Un evento che avvicina il pubblico all’appuntamento con l’alto antiquariato di Modenantiquaria, sempre a ModenaFiere, dal 10 al 18 febbraio 2018.

La manifestazione, giunta alla trentunesima edizione, è organizzata da ModenaFiere in collaborazione con l’Associazione Antiquari Modenesi e Mercantico e richiama ogni anno migliaia di curiosi, ma anche appassionati e collezionisti a caccia di tesori: oggi, infatti, i pezzi rari si riaffacciano sul mercato con costi notevolmente più bassi rispetto agli standard di soli 10 anni fa.
Con 20.000 mq di esposizione articolati su due padiglioni della fiera e nel grande atrio centrale, la manifestazione accoglie quasi 300 antiquari italiani e stranieri. Qui sontuosi mobili vittoriani, statue antiche, troumeau settecenteschi, gioielli d’altri tempi convivono con il modernariato più pop. Un format volutamente eclettico per un pubblico che apprezza la pluralità di proposte per tutte le tasche. Grazie alla formula espositiva, che prevede anche momenti dedicati allo scambio tra espositori e commercianti, la manifestazione è diventata un punto di riferimento sia per gli operatori del settore che per i neofiti.
Tra gli stand spiccano le nuove tendenze dell’antico, come lo shabby chic (letteralmente “trasandato elegante”) uno stile sempre più amato. I mobili shabby chic sono antichi (o fintamente antichi) ridipinti di chiaro, “rovinati”. I segni di usura danno un’aria romantica all’arredamento, ma anche un po’ trasandata: l’effetto d’insieme, però, è molto ben curato nei particolari. I giovani che arredano la prima casa, poi, sono molto interessati al modernariato, in particolare agli arredi che vanno dagli anni Sessanta agli anni Ottanta.
Ma non è finita: per chi cerca capi e accessori con un passato da raccontare l’appuntamento è con il Vintage. Tra gli stand si trovano abiti firmati, ma anche accessori e capi di abbigliamento sartoriali di pregio non griffati: tutti, però, rigorosamente Vintage.  7.8.Novecento, infatti, racconta anche il periodo che va dagli anni ’20 agli anni ’80, con la moda, gli articoli da collezionismo, i profumi, gli arredi, ma anche gli  oggetti  d’uso  quotidiano in  quei  decenni.

La mostra “Cinema erotico ’60, ’70, ‘80. Manifesti e locandine”
Dalle immagini più castigate di “Malizia” a quelle più erotiche di “Emmanuelle” e “La chiave”: sono decine le locandine di film per soli adulti, dagli anni ’60 agli anni ’80, esposte nella mostra “Cinema erotico ’60, ’70, ‘80. Manifesti e locandine”. L’esposizione racconta molto dell’evoluzione del costume nella società: è una delle proposte di questa edizione di 7.8.Novecento che – grazie alla collezione dell’architetto Giuseppe Di Bella e alla collaborazione di Studio Archeo900 – mette in mostra decine di manifesti e locandine che hanno fatto la storia del cinema erotico italiano.
La macchina da presa è sempre entrata a gamba tesa nella storia della rivoluzione sessuale, in particolare tra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta, con una serie di incredibili capolavori dell’erotismo che hanno influenzato i sogni di intere generazioni. “Grazie, zia” (1968) e “Cuore di mamma” (1969) di Salvatore Samperi, “Nerosubianco” (1969) e  “Drop-out” (1971) di Tinto Brass, “Il portiere di notte” (1974) di Liliana Cavani, “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1976) di Pasolini: sono solo alcuni dei rari manifesti originali esposti in questa mostra che rappresenta un viaggio nel microcosmo del cinema erotico, esplorando tutte le sensazioni e le implicazioni che la forza evocativa dell’eros ha restituito grazie alla settima arte.

Dalla cuccumella alla moka: la storia della caffettiera italiana
Una volta si beveva un caffè molto forte, dal gusto amaro, quasi bruciato. Oggi il caffè è più delicato, morbido, aromatico. Il motivo? È cambiato, ovviamente, il modo di prepararlo. Quella della caffettiera è una storia di rituali, architettura e poesia. Attraverso una selezione dei 240 pezzi della collezione dell’architetto Grasselli – che va dagli anni ’20 fino ai giorni nostri – la mostra proposta a 7.8.Novecento ricostruisce il rito legato alla preparazione della bevanda più amata dagli italiani.
Dall’infusione per bollitura, all’invenzione a inizio secolo della napoletana (la cosiddetta “cuccumella”) e nel 1933 della moka per opera dell’ingegnere Alfonso Bialetti, al sistema per realizzare la crema caffè, inventato nel 1948 a Milano: sono numerosi i sistemi per la preparazione del caffè che saranno raccontati in questa esposizione. In mostra pezzi rari, come la caffettiera “Vesuvio” disegnata da Gaetano Pesce e prodotta da Zani & Zani o le mini caffettiere da viaggio “Stella” in argento o le caffettiee elettriche “Velox”.

Artigiana Design: tra antico e moderno a 7.8.Novecento
Un camino in marmo d’epoca affiancato da un divano dal design modernissimo, o una stufa in maiolica di alto artigianato che strizza l’occhio a cassapanche e madie di legni antichi, proposte con l’abbinamento di ferro grezzo o corten, secondo l’ultima frontiera del design stile Industrial. Il risultato finale è molto originale, e inaspettatamente armonioso. Questa e altre proposte in cui antico e moderno si prendono per mano si potranno ammirare a 7.8.Novecento, nella mostra realizzata da 11 artigiani modenesi di Artigiana Design. In uno spazio di oltre 100 metri quadrati mobili d’epoca e oggetti del passato convivono e vengono “contaminati” da attualissime creazioni di design. Il filo rosso che unisce tutti i pezzi in mostra è la lavorazione artigianale, dal restauro delle antichità fino alla realizzazione di mobili di design: anche in questo caso – così come avviene nel corso delle altre manifestazioni fieristiche – è chiara la volontà di ModenaFiere di dare spazio e visibilità alle attività artigiane del territorio, in particolare in occasione della manifestazione 7.8.Novecento, focalizzata sulle proposte artistiche dei secoli passati.

7.8.Novecento è aperta al pubblico a ModenaFiere (viale Virgilio 70/90) da venerdì 8 a domenica 10 dicembre con orario continuato dalle 10.00 alle 19.00. La giornata professionale, con il deballage riservato agli operatori, è giovedì 7 dicembre dalle 8.00 alle 18.00.
Infoline: ModenaFiere, tel. 059/848380  info@7-8novecento.it www.7-8novecento.it

Da Brahms a Beethoven, da nord a sud: al via la doppia tournée di Spira mirabilis, con 10 tappe in tutta Italia

Da Brahms a Beethoven, da nord a sud: al via la doppia tournée di Spira mirabilis, con 10 tappe in tutta Italia
Da Brahms a Beethoven, da nord a sud: al via la doppia tournée di Spira mirabilis, con 
10 tappe in tutta ItaliaBPER Banca, nell’anno del suo 150esimo compleanno, è partner esclusivo delle due tournée italiane 2017-18 di Spira mirabilis, che toccheranno dieci città da Nord a Sud Italia. Anche l’originale Ensemble quest’anno festeggia un’importante ricorrenza: il decennale di attività. Il doppio tour, rigorosamente senza direttore, proporrà nei teatri italiani sinfonie di Brahms e di Beethoven. Si parte il 20 novembre da Vicenza e si termina il 28 febbraio a Cremona, passando per Roma, Siena, Formigine, Bolzano, Bologna, Napoli, Sassari e L’Aquila

Mirabilis è la musica che interpretano, quella che li ha fatti incontrare e che loro vivono intensamente. Mirabilis è il loro entusiasmo. Mirabilis è la forza del loro progetto che è arrivato a conquistare l’Europa e prestigiose sale da concerto. Spira mirabilis è un’eccellente gruppo di professionisti provenienti da 15 Paesi diversi, attivi nelle più grandi e affermate formazioni internazionali, ma senza direttore: non ce l’hanno e non vogliono averlo perchè a far da guida è il “pensiero collettivo” di tutti i componenti.

BPER Banca ha accompagnato sin dalla sua fondazione questa eccellenza di matrice modenese, un gruppo di musicisti internazionali, con base a Formigine (MO): quasi tutti under 35, tra i più affermati della loro generazione, tutti con una carriera avviata rispetto alla quale il progetto Spira è collaterale, fatto di studio e prove, ma anche di esibizioni e concerti. Spira mirabilis è sinonimo di gioventù e internazionalità, due parole chiave degli eventi che ruotano intorno ai 150 anni di BPER Banca: per questo l’Istituto ha deciso di fare un passo ulteriore, scegliendo di essere a fianco di questa singolare orchestra come partner esclusivo della doppia tournée in preparazione per fine 2017 e inizio 2018, che toccherà 10 città da Nord a Sud Italia.

novembre verrà proposta la Prima Sinfonia di Brahms a Vicenza, Roma, Siena, Formigine, Bolzano e Bologna.
febbraio si proseguirà con la Sesta Sinfonia di Beethoven, la “Pastorale”, a Sassari, Napoli, L’Aquila e Cremona.
Spira mirabilis sviluppa particolari tecniche di studio ed esecuzione che la rendono unica nel suo genere e apprezzata sia da intenditori che da comuni cittadini di ogni età.

“BPER Banca è da sempre vicina alla cultura, di cui la musica è una delle massime espressioni – ha dichiarato il presidente di BPER Banca Luigi Odorici – Quest’anno l’Istituto celebra i 150 anni dalla fondazione con una serie di eventi e iniziative rivolte alla cittadinanza e ai territori serviti: in questo quadro si colloca la scelta di essere partner esclusivi della tournée italiana di Spira mirabilis, uno degli esempi più virtuosi e innovativi del panorama musicale odierno. Spira mirabilis rievoca per alcuni aspetti lo stesso percorso di BPER Banca: stabilitasi nel modenese è conosciuta ormai in tutto il territorio nazionale ed è attesa da nuove sfide che la proiettano verso traguardi futuri sempre più impegnativi e importanti”.

“Con Beethoven lanciamo i nostri prossimi dieci anni di Spira mirabilis e al contempo riprendiamo il percorso lungo le sinfonie di Brahms, intimoriti dalle proporzioni e dalla profondità di questo lavoro – sottolineano i musicisti di Spira mirabilis – soprattutto Brahms ci ha lasciato una partitura complessa: sarà particolarmente difficile costruire un’interpretazione che riesca a scalfire anche solo la superficie di un lavoro così importante e sofferto. Ci proveremo nei concerti del tour che ci porterà in giro per l’Italia”.

Chi è Spira mirabilis
Il progetto Spira mirabilis, nato nel 2007, raccoglie i migliori giovani musicisti e le prime parti delle più importanti realtà di tutta Europa con l’obiettivo di condividere una dimensione nuova nel fare musica insieme e un approccio sistematico allo studio e all’esecuzione del repertorio sinfonico o cameristico. Per questa ragione Spira mirabilis non è una normale orchestra ma una sorta di laboratorio, una grande officina in cui al centro del lavoro c’è una ricerca intellettuale e artistica volta alla crescita dei membri che la compongono: raggiungere attraverso lo studio e le prove un’interpretazione coerente e condivisa di un brano sinfonico o cameristico senza la presenza di un direttore. Questo processo, nella sua complessità e utopia, è il motivo dell’esistenza del gruppo che dalla sua nascita ha raggiunto una solida reputazione internazionale.

Le tappe dei due tour:

1) 14 – 28 Novembre 2017 – Johannes Brahms, Sinfonia n.1 in Do minore op.68
– 20 novembre, Vicenza, Teatro Comunale
– 21 novembre, Roma, Aula Magna, Università La Sapienza
– 22 novembre, Siena, Teatro dei Rozzi
– 24 novembre, Formigine (MO), Polisportiva Formiginese
– 26 novembre, Bolzano, Auditorium di Bolzano
– 27 novembre, Bologna, Auditorium Manzoni

2) 22-28 febbraio – Ludwig van Beethoven, Sinfonia n.6 in Fa maggiore, «Pastorale»
– 22 febbraio, Napoli, Teatro Sannazzaro
– 23 febbraio, Sassari, Nuovo Teatro Comunale
– 25 febbraio, L’Aquila, Auditorium della Finanza
– 28 febbraio, Cremona, Teatro Ponchielli

Sei castelli scozzesi in cui alloggiare

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Duns Castle(link is external), Berwickshire, Scottish Borders

Questo splendido castello, circondato da una tenuta di quasi 490 ettari all’interno della quale si trova una riserva naturale, risale al XIV secolo e fu la residenza della famiglia Hay per oltre trecento anni. L’ala più antica della costruzione risale al 1320. Qui si trova il salone, che accoglie calorosamente gli ospiti con confort moderni accanto a dipinti e arazzi antichi raffiguranti scene della vita scozzese nei secoli. Il castello dispone di dodici stanze diverse tra loro, mentre nella tenuta si trovano altri sei cottage per le vacanze. Il castello dista dieci minuti a piedi dal paesino di Duns ed è possibile organizzare attività all’aperto, come tiro al piattello, pesca, tiro con l’arco, falconeria e guida fuoristrada.

Come raggiungerlo: Duns Castle dista un’ora di auto a sud di Edimburgo ed è raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Edimburgo dista 70 minuti di aereo da Londra.

Inverlochy Castle(link is external), Fort Willam, Highlands occidentali

Ai piedi del Ben Nevis, la cima più alta della Gran Bretagna, questa gemma nascosta della campagna britannica è uno dei più raffinati hotel del paese e può vantare un proprio lago. La struttura è immersa in una splendida area tranquilla e la Regina Vittoria affermò di “non aver mai visto un angolo più delizioso e romantico” di questo. Il castello propone diverse attività sportive all’aperto, tra cui golf al Fort Williams Golf Course, rafting, escursioni in mountain bike e tiro al piattello. Le diciassette stanze e suite, ognuna col proprio design, si affacciano sull’ampia tenuta e al loro interno, l’arredamento associa confort moderni allo stile tradizionale dei castelli di campagna. Il ristorante interno, gestito dagli chef Albert e Micheal Roux Jr., padre e figlio, propone cene deliziose tanto quanto il panorama dal castello.

Come raggiungerlo: Inverlochy Castle dista tre ore di auto da Edimburgo.

Barcaldine Castle(link is external), Oban, Argyll

Questo piccolo castello sulle rive del Loch Creran fu edificato nel 1609 e oggi è un lussuoso B&B che offre tutto ciò che si potrebbe desiderare: torrette romantiche, un grande camino, caldi tessuti in tartan e pareti in legno scuro. Le sue cinque stanze, ognuna con un nome proprio, dispongono di bagno privato, Wi-Fi gratuito e soffici vestaglie per rilassarsi. L’accogliente Argyll dispone di un camino in pietra, l’ampia Breadalbane accoglie i clienti con un letto matrimoniale a baldacchino, mentre Caithness, nel punto più alto del castello, offre un panorama mozzafiato che dal lago si estende verso le cime frastagliate del Glencoe.

Come raggiungerlo: Barcaldine Castle dista venti minuti di auto dalla cittadina di Oban, due ore e 30 minuti di auto da Glasgow, oppure 70 minuti di aereo da Londra.

Dalhousie Castle(link is external), Bonnyrigg, Midlothian

Non farti sfuggire una tappa al più antico castello abitato della Scozia! L’accoglienza sarà sicuramente molto calorosa e sebbene il ponte levatoio non ci sia più l’ingresso con soffitto a volta in falso gotico e la scalinata segreta sono ancora presenti. Situato sulle rive del South Esk River e affacciato sulle Border Hills, questa fortezza color terracotta è sopravvissuta all’assedio di Enrico IV nel 1400 e ha ospitato Maria Stuarda, Regina di Scozia, durante il suo viaggio attraverso i territori del regno. Oggi, anche tu avrai la possibilità di alloggiarvi e di dormire nell’immenso letto a baldacchino proprio nella stanza d’onore di Maria Stuarda, una delle 29 lussuose stanze e suite dell’hotel. L’antico magazzino di deposito è stato trasformato in una spa, mentre nella tenuta è presente un’area dedicata alla falconeria in cui gli ospiti possono fare volare le aquile. Il Dungeon Restaurant è invece un ristorante dall’atmosfera suggestiva che serve pietanze tradizionali scozzesi e piatti classici della cucina francese. In alternativa, potrai gustare una cena più casual all’Orangery

Come raggiungerlo: Dalhousie Castle dista 30 minuti di auto da Edimburgo.

Glenapp Castle(link is external), Ballantrae, Ayrshire

Sebbene sia più una residenza di campagna che una fortezza, Glenapp offre comunque la maestosità (e le torrette) di un castello scozzese, arredato con mobili dell’epoca, tessuti sfarzosi e scoppiettanti caminetti a legna. Winston Churchill vi soggiornò nel 1944. Immersa tra ampi giardini e aree boschive, questa tenuta del XIX secolo è oggi un lussuoso hotel con interni che richiamano Downton Abbey e offre cene raffinate e attività sportive all’aperto. L’hotel mette a disposizione diversi confort e servizi, tra cui un campo da tennis adatto a ogni condizione metereologica, un campo da croquet, esposizioni di falconeria, noleggio di imbarcazioni e canne da pesca in prestito per catturare i salmoni e le trote che popolano i fiumi circostanti. Le diciassette lussuose stanze dell’hotel includono suite reali con letti a baldacchino con tende, caminetti e incantevoli composizioni floreali.

Come raggiungerlo: Glenapp Castle dista meno di due ore di auto a sud di Glasgow.

Culzean Castle(link is external), Maybole, Ayrshire

Arroccato a trenta metri su una scogliera affacciata sul mare e circondato da quasi 250 ettari di boschi e giardini, questo castello georgiano, con i suoi merletti e le sue torrette, è la quintessenza dell’immaginario fiabesco.

Ai piani superiori si trova l’Eisenhower at Culzean Castle , un piccolo e raffinato hotel rifugio composto da sei appartamenti che nel 1945 furono donati al precedente proprietario, il Generale Dwight D. Eisenhower, come residenza per le vacenze. Gli ospiti possono accedere all’hotel attraverso un ascensore degli anni Venti situato al pianterreno e all’interno verranno accolti da arredi, lampadari e caminetti in marmo originari dell’epoca, oltre che da magnifiche vedute sulla costa. Passeggia nel giardino per scoprire i tesori che si celano, come le case di ghiaccio, la pagoda, la Camelia House e le grotte.

Come raggiungerlo: Culzean Castle dista poco più di un’ora di auto a sud di Glasgow.