Festivalfilosofia 2020, le lezioni magistrali: la questione delle macchine per omaggiare Remo Bodei

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Nelle piazze e nei cortili del festival si discuterà di lavoro e innovazione, di coscienza e biologia, segnalando le principali sfide poste dall’epoca in cui vita individuale e sociale sono interpretabili come sistemi di dati

L’edizione 2020 sarà imperniata sulla parola chiave macchine. In oltre 40 lezioni magistrali saranno affrontate le varie declinazioni di questo tema, per far emergere le sfide poste da innovazione tecnologica e intelligenza artificiale a varie sfere del pensiero e dell’azione, dal lavoro alla salute, dalla politica alla vita di relazione, discutendone le prospettive e le implicazioni sociali ed etiche.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti. Si tratta di un terreno di riflessione cui ha dedicato contributi essenziali Remo Bodei, compianto Presidente del Comitato scientifico del festival, di cui l’intero programma costituisce un grato e commosso ricordo.

1. Dominio, sottomissione e libertà
In una prima pista si mostrerà come la questione delle macchine sia sempre connessa a una complessa relazione tra dominio, sottomissione e libertà. Mentre filosoficamente il tema della macchina rinvia all’artificializzazione del mondo, e quindi alla questione del produrre e della tecnica, sul piano dei rapporti sociali è evidente che il lavoro fissa confini tra dominio ed emancipazione, con le macchine che possono svolgere tanto una funzione di liberazione dai compiti più servili e faticosi, quanto una di sottomissione, in particolare nell’epoca in cui le trasformazioni dell’automazione implicano una nuova visione della padronanza umana sui processi di produzione. Enzo Bianchi traccerà lo scenario biblico e teologico della condanna al lavoro, mentre Umberto Curi e Ivano Dionigi ricostruiranno una genealogia greca della tecnica, nella sua ambivalenza di dono e inganno nel primo caso e per le conseguenze del prometeismo sui rapporti sociali nel secondo. Massimo Cacciari, componente del Comitato scientifico del festivalfilosofia, discutendo di lavoro dello spirito ricostruirà una linea di relazione complessa tra sapere e potere, conoscere e fare, mentre Roberto Esposito, introducendo la categoria di “macchinazione”, mostrerà i crinali attraversati dal fare al decidere.
In una prospettiva più storica, Vittorio Marchis si soffermerà sulle diverse rivoluzioni della meccanizzazione. Con un occhio all’ultima rivoluzione industriale e alle trasformazioni digitali della produzione, Giovanni Mari discuterà il potenziale di autorealizzazione insito nei lavori cognitivi, mentre Stefano Zamagni richiamerà le differenze tra la conoscenza tacita dell’intelligenza umana e quella codificata tipica delle macchine, anche di quelle “intelligenti”. Segnalando che il rapporto tra macchine e schiavitù non è un semplice tema storico, Riccardo Staglianò ripercorrerà le vicende di un nuovo sottoproletariato, quello degli espropriati digitali che lavorano per le principali piattaforme globali.
Poiché la tecnologia fornisce i mezzi, ma le economie stabiliscono gli obiettivi, Alessandro Aresu discuterà la questione geopolitica della concorrenza tecnologica mostrando come essa dipenda dalle forme di capitalismo praticate dai diversi player globali.
Nelle questioni di dominio, Umberto Galimberti ricorderà come da tempo, nel rapporto tra uomini e macchine, la guida sia passata alle macchine.

 2. Umani e artificiali
Se la questione dei corpi riguarda il campo del lavoro principalmente nel senso del crescente consolidamento di un regime “esosomatico” della produzione, il corpo si pone anche come confine tra naturale e artificiale, non nel senso di un dualismo, ma in quello, etimologico, di una comunanza, punto d’incontro tra i rispettivi limiti. Il corpo è d’altronde il primo automa, come mostrerà Carlo Sini, mentre sempre più il ricorso a protesi di diversa origine e funzione impone una riflessione sul nostro Sé: ne parlerà Silvia Vegetti Finzi. Quanto pertenga all’anima e quanto all’automa sarà la domanda posta da Maurizio Ferraris. La retorica del potenziamento impone peraltro, come sosterrà Michela Marzano, una disciplina al corpo che sottopone le persone al dominio delle convenzioni. L’intera questione del post-umano, che riguarda l’autofabbricazione resa possibile dalle tecnologie, oscilla tra potenziamento riparatore e minaccia distopica, come sosterrà Barbara Henry. Il nostro presente è stato per molti versi, d’altronde, un futuro immaginato dalla fantascienza, che ha anticipato alcune questioni chiave del rapporto tra umani e robot, come mostrerà Carlo Bordoni. In discussione con molta riflessione teorica e in controtendenza con l’immaginario più diffuso, che pensa sempre ai robot in forma umanoide e in funzione dell’umano, Jeffrey Schnapp perorerà la causa di una loro autonomia.
Barbara Carnevali, componente del Comitato scientifico del festival, si dedicherà alla questione della forma della macchina come oggetto tecnico e al tempo stesso proiezione di bellezza in cui si può esprimere e potenziare il proprio dell’umano.

3. Coscienza, calcolo e intelligenza
Le macchine di ultima generazione sfidano il pensiero anche perché, essendo sostanzialmente non meccaniche, ma digitali, computazionali e “intelligenti”, chiedono di ripensare alcune facoltà essenziali dell’umano, quali l’idea di coscienza e di intelligenza. Roberta de Monticelli argomenterà che, essendo la coscienza il fondamento vissuto dell’intelligenza, essa è di per sé inattingibile alle macchine. In una diversa vena, Michele Di Francesco mostrerà che la mente umana ha essa stessa la forma di una rete connettiva ed estesa, in modo prioritario rispetto alle stesse macchine intelligenti. Eric Sadin discuterà il modo in cui l’intelligenza artificiale consenta – o impedisca – la formulazione di enunciati veritieri sul mondo.
Nel rapporto tra uomo e macchina, e nelle reciproche imitazioni, sono subentrate notevoli discontinuità e accelerazioni. Elena Esposito mostrerà come, in vari campi, gli algoritmi utilizzati per la previsione elaborino immense quantità di dati senza analogie con le operazioni dell’intelligenza umana e in un modo che finisce per essere ad essa opaco.
Ciò pone la questione di come stabilire convenzioni di comportamento etico nell’uso degli algoritmi, e, più in generale, di che genere di fiducia si debba costruire nei confronti del digitale per arrivare a un rapporto collaborativo tra intelligenza umana e artificiale: saranno i temi discussi, rispettivamente, da Paolo Benanti e Milad Doueihi.

4. La vita come dato
Al cuore dell’odierna questione delle macchine vi è l’idea che la vita stessa come fenomeno naturale sia comprensibile in termini di un sistema di dati, facendo interpretare la vita come dato. Cruciale nella biologia, l’idea che i processi vitali siano in ultima istanza dei processi d’informazione ha acquisito una notevole rilevanza nel momento in cui le scienze biologiche si sono incontrate con la cibernetica. Ne è scaturita non solo una nuova riconfigurazione teorica delle scienze della vita, ma anche una promessa di conoscenza e di salute senza precedenti: la conoscenza dei dati organici e biometrici, potenzialmente raccolti su una scala quasi totale, consentirebbe di realizzare condizioni di benessere pressoché illimitate.
Proprio la riduzione della salvezza a benessere, cuore dell’odierna politica della vita, sarà il tema della lezione di Salvatore Natoli, mentre Paolo Giordano districherà l’attendibilità della scienza dalle false promesse insite nelle fake news, sottolineando le mosse logiche che servono per rappresentarsi le evoluzioni esponenziali dei fenomeni, come per esempio nel caso dei virus. Mentre i fenomeni evolutivi del vivente trovano nell’errore e nell’imperfezione un fattore fondamentale di sopravvivenza e diversificazione, come mostrerà Telmo Pievani, le tecnoscienze possono diventare vera e propria credenza millenaristica, là dove l’attesa della singolarità promette azzeramento delle malattie e potenzialmente immortalità tramite l’uploading dei dati cerebrali nelle macchine: le avventure di questa mentalità transumanistica saranno discusse da Mark O’Connell. In una diversa vena, Alberto Oliverio si soffermerà su come il cervello possa venire potenziato tramite il ricorso a tecnologie interiorizzate che creano reti neurali miste, caratterizzate dalla collaborazione tra neuroni ed elettrodi.
In controcanto, Stefano Massini tesserà un elogio della vita dal vivo, per ricordare che la vita non è solo biologia, ma anche relazione sociale.

5. Capitalismo della sorveglianza
Più complessivamente, la prevalenza dei dati come fenomeno tipico della nostra epoca pone la questione del regime di sorveglianza che ne può derivare. Sul piano giuridico ed economico il capitalismo dei dati, che si fonda sul cosiddetto «mercato dei comportamenti futuri», solleva dilemmi attorno alla privacy e alla titolarità delle identità individuali, con profili etici cui la filosofia non può sfuggire. Più in generale, il consolidamento dell’infosfera investe le strategie di persuasione e propaganda, collegando in modo inaudito la potenza degli algoritmi con le scelte di consumo – tanto materiale, quanto politico – dei cittadini.
Antonello Soro prenderà le mosse dalle tecnologie di contact tracing per discutere le complesse relazioni tra privacy e biosorveglianza, nonché il modo in cui esse mettono alla prova le democrazie. Giovanni Ziccardi seguirà invece il tema del monitoraggio e della tutela della riservatezza rispetto alle frontiere più avanzate della società dei sensori, come per esempio le tecnologie indossabili.
Stefano Quintarelli e Massimiliano Panarari discuteranno il tema dell’estrazione dei dati nei due ambiti dell’economia e della politica, affrontando rispettivamente la questione del marketing degli intermediari tecnologici e quella della manipolazione dei comportamenti politici attraverso la creazione di una cyberpolitica nell’epoca della post-verità.
All’esperienza del distanziamento che ha caratterizzato gli ultimi mesi, finendo per modificare le modalità del desiderio, sarà dedicata una riflessione di Massimo Recalcati.

6. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico presentano le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema “macchine”.
Emanuela Scribano si soffermerà su L’uomo di Cartesio, testo fondamentale nella costruzione dell’idea per cui l’umano è macchina, mentre Paolo Galluzzi, attraverso Galilei, mostrerà l’avvento di una meccanica come scienza, in contrapposizione all’idea artigianale e pratica della meccanica. Federico Leoni ricostruirà la teoria bergsoniana dell’istinto, luogo in cui si condensa una specifica visione dell’automatismo. Simona Forti dedicherà il proprio intervento a Günther Anders, uno dei filosofi che nel secondo dopoguerra si è maggiormente confrontato con la questione della bomba atomica e con la prospettiva della distruzione dell’umanità.

Mostre, installazioni, musica e narrazioni: macchine, archivi, apparati
Mostre, installazioni, musica e narrazioni: macchine, archivi, 
apparatiUn nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 18 al 20 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

1. Dominio, sottomissione e libertà
Tra produzione e tecnica, il lavoro fissa i confini del dominio e dell’emancipazione

Lo spettacolo di venerdì 18 alle ore 22 porta in Piazza Grande le atmosfere fantascientifiche dell’intramontabile capolavoro di Stanley Kubrick del 1968: con “L’Odissea di Kubrick”, il grande narratore Federico Buffa ci introduce alla dimensione più futuristica del rapporto tra uomo e macchina, raccontando l’odissea del regista nel dare corpo alla storia dell’umanità dalla sua alba e oltre l’infinito (Modena, con: Nidi Ensemble). Dall’intelligenza artificiale alla costruzione di automi, un’altra pietra miliare della cinematografia di fantascienza animerà un altro luogo pubblico della città di Modena: il chiostro di Palazzo Santa Margherita vedrà proiettata la pellicola “Metropolis” (1927) di Fritz Lang nella versione integrale restaurata dalla Cineteca di Bologna, con la preziosa sonorizzazione dal vivo degli artisti del progetto Soundtracks 2020 (Modena, sabato 19 ore 21, special guest: Stefano Pilia, direzione artistica di Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò, a cura di: Centro Musica Comune di Modena – Progetto Sonda azione Residenze Artistiche, Associazione culturale MUSE – progetto Arts & Jam, con il contributo di Fondazione di Modena e Regione Emilia-Romagna).
Dal futuro distopico immaginato da Fritz Lang in cui le macchine, gli automi e l’industrializzazione hanno ormai soggiogato la vita dell’uomo, la mostra “La Società d’Arti meccaniche (1803-1813) e la sua eredità”, a cura dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, ci riporta al passato e alla prima fase dell’industrializzazione, con documenti, disegni, fotografie e modellini in originale del XIX secolo, tra divulgazione delle tecnologie e sperimentazione nelle arti, scientifiche e umanistiche (Modena, Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena – Sala degli Specchi, curatrice: Milena Ricci).
L’installazione-laboratorio “Macchine da ricucire. Un percorso tra le trame, i volti e gli ingranaggi dell’industria tessile” ricostruisce gli ingranaggi della filiera tessile per mostrare luci ed ombre del sistema economico in cui siamo immersi (Modena, Seminario metropolitano – chiostro, a cura di: Centro missionario diocesano-animazione e formazione, venerdì 18 ore 16-21; sabato 19 ore 10-13.30; 16-21, domenica 20 ore 10-13.30; 16-21).
Un’altra mostra ci conduce a riconoscere un aspetto ulteriore delle macchine: la conformità alla regola, che accomuna le produzioni dell’uomo e l’uomo stesso. In “Seguire la regola. Disciplina e consenso negli istituti ecclesiastici” si espongono lettere e documenti tratti dagli archivi di alcuni istituti religiosi femminili che sono conservati nell’archivio diocesano, con libri della biblioteca vescovile e stampe litografiche che permettono di illustrare il rapporto tra sottomissione e libertà (Modena, Archivio storico diocesano di Modena Nonantola, curatrice: Federica Collorafi).
L’etimo della parola “macchine” rimanda alla mechane greca, frutto di un’intelligenza accorta e perspicace, come quella che portò alla grande astuzia o al grande inganno del cavallo di Troia, raccontato in “Epeo nel cavallo” da Davide Bulgarelli attraverso le parole del costruttore stesso della macchina fatale, l’Epeo del mito (Modena, Fondazione Collegio San Carlo – Teatro, venerdì 18 ore 21, a cura di: Università per la Terza Età di Modena). A condurci in un excursus etimologico, concettuale e visivo nel labirinto della tecnologia tra miti antichi e moderni, sarà la rapsodica fabulazione di Vincenzo Guarracino in “Cum machinis…” con la conduzione di Carlo Alberto Sitta e Raffaella Terribile (Modena, Laboratorio di Poesia, produzione: Laboratorio di Poesia, venerdì 18 ore 15-18).
Il mito sarà protagonista anche dei laboratori per famiglie e bambini, da 0 a 14 anni, “Che storia la meccanica” a Sassuolo presso Villa Giacobazzi – Parco Vistarino: attraversando il parco, sarà possibile immergersi in una narrazione corale, dalle Ali di Icaro al Cavallo di Troia, in un itinerario pensato per tutta la famiglia, con proposte laboratoriali e “kit fai da te” per la realizzazione di piccoli manufatti e congegni meccanici semplici (a cura di: Centro per le Famiglie Distretto Ceramico – sede di Sassuolo, in collaborazione con: Servizi Educativi Comune di Sassuolo, Centro Distrettuale di Riuso “Le Radici”, Nuovamente Secchia, Concresco, Mete Aperte, Centro semiresidenziale Tana per tutti, ANFFAS, sabato 19 ore 9.30-12.30; 15- 19, domenica 20 ore 9.30-12.30; 15-19). Nello spettacolo e laboratorio sensoriale ispirato alle invenzioni tecnologiche della mitologia antica, “Macchine epiche: dalle ali di Icaro al cavallo di Troia”, si affronterà il tema dell’ingegno dell’uomo, con narrazioni, letture animate e piccole performance teatrali che si rivolgono ai bambini dagli 8 ai 12 anni, con prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento posti (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Biblioteca dei ragazzi Leontine, a cura di: Biblioteca dei Ragazzi Leontine e Associazione Galline Volanti, venerdì 18 ore 15.30; 17.30, sabato 19 ore 9.30; 11.30; 15.30; 17.30, domenica 20 ore 9.30; 11.30; 15.30; 17.30).
È Robot, parola che ha nelle sue radici il concetto di schiavitù e volontà di comando, a costituire il filo rosso che unisce le 4 proiezioni di film di fantascienza della rassegna cinematografica “Noi, robot”, a cura della Biblioteca multimediale A. Loria di Carpi: lo spettatore sarà accompagnato in una Detroit degradata del Medioevo prossimo venturo, con la storia della resurrezione tramite ricostruzione di “Robocop” (U.S.A., 1987, 103 min.) di Paul Verhoeven (Carpi, Biblioteca multimediale A. Loria Biblioteca Loria – Auditorium, venerdì 18 ore 21). Nella proiezione di venerdì 18 alle ore 22.45, la supremazia del metallo sulla carne e una mutazione uomo-macchina assediano invece Tomoo Taniguchi, anonimo impiegato, nel film cult, estremo e cronenberghiano, “Tetsuo” (Giappone, 1989, 71 min., vietato ai minori di 14 anni) di Shinya Tsukamoto. Sabato 19 alle ore 21 è il turno di “Ex-Machina” (Regno Unito, 2014, 108 min.) di Alex Garland, una pellicola di fantascienza psicologica costruita attorno ad una creatura umanoide di pelle e circuiti, non dissimile dal Golem. Sabato 19 alle ore 22.50 chiude la rassegna “Westworld” (USA, 1973,  88 min.) di Michael Crichton, con i robot-umanoidi che si ribellano alle leggi della robotica.
Un’altra rassegna cinematografica, questa volta a Modena, con accompagnamento musicale dal vivo, è congegnata per mostrarci il cuore della macchina filmica, che è l’ingranaggio: in “Le macchine-gag di Buster Keaton” sia i film che i personaggi sono ingranaggi totali, con le macchine che sfuggono al controllo, nel tentativo di riconciliare smisuratezza della tecnologia e piccolezza dell’uomo (Modena, Sala Truffaut – Associazione Circuito Cinema, curatore: Alberto Morsiani, a cura di: Associazione Circuito Cinema). Venerdì 18 alle ore 21, la copia restaurata di “The Cameraman” di Buster Keaton e Edward Sedgwick (Usa 1928, 70′), con sottotitoli italiani, accompagnamento musicale dal vivo e introduzione del curatore, ci accompagna in un mondo nel quale una cinepresa controllata e girata meccanicamente da una scimmia ha più successo di uno strampalato cineamatore che risulta sempre fuori posto. Sabato 19 alle ore 21, “The Navigator” di Buster Keaton e Donald Crisp (Usa 1924, 65′, con sottotitoli francesi e accompagnamento musicale dal vivo) mostra il protagonista alle prese con un macchinario che possiede una volontà malevola sua propria, lottando, gag dopo gag, con il mondo degli oggetti che si rifiutano di farsi usare secondo la loro funzione. Domenica 20 alle ore 18.30, con la versione musicata di “One week” di Buster Keaton e Eddie Cline (Usa 1920, 22′, copia restaurata con sottotitoli italiani), di nuovo protagonisti sono gli oggetti, questa volta di una casa pre-fabbricata, che finiscono per distruggersi progressivamente. A seguire, sarà proiettata la versione musicata di “Sherlock Jr.” di Buster Keaton (Usa 1924, 44′, copia restaurata con sottotitoli italiani), con protagonista l’operatore di cabina in un cinema, il cui doppio entra nello schermo ed esplora la natura della realtà filmica, dando vita ad esilaranti gag. Dalle macchine strampalate e ribelli di Buster Keaton, una girandola di storie e musica ci conduce alle macchine fantastiche del genio inventivo di Gianni Rodari e Bruno Munari, nello spettacolo per i più piccoli, dai 5 anni in su, “Un semaforo per le stelle” (Carpi, Cortile d’onore Palazzo dei Pio, di e con: Monica Morini, musiche: Gaetano Nenna, a cura di: Castello dei ragazzi, con: Teatro dell’Orsa, sabato 19 ore 19, domenica 20 ore 19). Un kit laboratoriale per ricreare, a casa, una macchina inedita e originale, sarà donato ai piccoli visitatori della mostra-installazione “Le macchine di Munari” (ispirata ai libri, e all’ingegno fantastico, di Bruno Munari e a cura di: Castello dei ragazzi, Corraini Edizioni, Palazzo dei Pio – Sala Estense).

2. Umani e artificiali
Tra natura e artificio, il corpo è il primo automa, fino ad arrivare alle più recenti tecnologie, ai robot e al post-umano

Mediante l’occhiale da lui escogitato, Galileo Galilei rese possibile allargare e prolungare artificialmente la visione naturale dell’uomo fino alle stelle, ma non solo. Con lui, si inscena lo scontro moderno tra scienza, cultura e potere. Liliana Cavani, che diresse nel 1968 “Galileo”, film “scandaloso”, discuterà a Carpi, con Francesca Brignoli, del linguaggio del cinema e dei meccanismi del potere in “Cinema: linguaggio del XX secolo” (Piazza Martiri, venerdì 18 ore 22). Grazie ai materiali e ai contributi video del Fondo Cavani di Carpi, nell’esposizione “Lo sguardo, il potere e la macchina. Il Galileo di Liliana Cavani” si racconta il lavoro della regista nella messa a fuoco della figura dello scienziato, in aggiunta all’esperienza stessa della “macchina-cinema” (Carpi, Palazzo dei Pio – Sala Cervi, a cura di: Archivio Storico Comunale di Carpi).
“… tutte le macchine rovescerò” è il titolo della lezione-spettacolo Prima di andare in scena. Lo spettacolo della prova che quest’anno si concentra sulle due scene iniziali delle Nozze di Figaro (libretto di Da Ponte, musica di Mozart) per mostrare al pubblico il funzionamento della “macchina-teatro” (Modena, Teatro Comunale Luciano Pavarotti, a cura di: Modena Città del Belcanto, con gli allievi del Master di Canto di Raina Kabaivanska, coordinati dal regista Michele Mirabella, e l’orchestra dell’ISSM Vecchi-Tonelli diretta da Paolo Andreoli, sabato 19 ore 21). Un’altra opera, l’idillio di Mario Soldati “La scuola di guida”, con musiche di Nino Rota, viene proiettata nei Giardini Ducali di Modena, nella produzione e nell’allestimento dell’Accademia Chigiana (2010), con protagonisti Raina Kabaivanska e Giuseppe Sabbatini (Modena, Giardini Ducali, a cura di: Modena Città del Belcanto, in collaborazione con: Fondazione Accademia Musicale Chigiana, venerdì 18 ore 22).
Apparati effimeri, scenici e teatrali, erano messi in opera nei palazzi, nei teatri, nelle chiese e nelle piazze, dai duchi di casa d’Este a Modena, in un susseguirsi di mirabilia, castrum doloris, macchine, caroselli, “fuochi d’allegrezza”, giochi d’acqua, tornei. Tra Seicento e Settecento, la tradizione scenografica emiliana all’origine di quei sontuosi apparati scenici ricevette un impulso decisivo dall’adozione della “scena per angolo”, di cui la mostra “La prospettiva dell’effimero. Antonio Joli e “la scena per angolo”” ci presenta un giovane innovatore, nella produzione dei primi anni (Modena, La Galleria. Collezione e Archivio Storico, curatrice: Lucia Peruzzi, produzione: La Galleria. Collezione e Archivio Storico BPER Banca).
Dalla tradizione artistica all’arte contemporanea, il ritratto realizzato interamente in ceramica nella mostra prodotta da Bertozzi & Casoni “Quinta Stagione” ci conduce invece al confine tra naturale e artificiale, umano e umanoide, aggiungendosi alla serie delle Quattro Stagioni presentate in occasione del festivalfilosofia 2018 verità (Modena, Museo Bertozzi & Casoni).
A Sassuolo, il confine tra naturale e artificiale prende la forma della simbiosi tra l’umano e la macchina, con la mostra “Simbiosi. I piloti e l’epopea dell’automobile” composta dalle illustrazioni di Nani Tedeschi il cui tratto lieve sublima la potenza della macchina trasformandola in un sogno e, retrospettivamente, in una nostalgia (Sassuolo, Paggeriarte, produzione: Comune di Sassuolo e festivalfilosofia, in collaborazione con: Galleria Paggeriarte).
Al confine tra natura e artificio troviamo non solo apparati simbiotici di corpo e macchina, ma qualcosa che va oltre la simbiosi e in direzione di una vera e propria integrazione di naturale e artificiale: la protesi. La sofisticata tecnologia impiegata nella protetica, specie se legata alla dimensione della performance sportiva, è oggetto dell’esposizione “Progetti per una protesi sportiva. IED for Martina Caironi” che mette in mostra 18 progetti realizzati dagli studenti di 5 diversi Master IED, per la realizzazione di una decorazione delle protesi per Martina Caironi, atleta paralimpica fra le favorite delle Olimpiadi di Tokyo 2021 (Modena, Complesso San Paolo, a cura di: IED – Istituto Europeo di Design).
Le protesi hanno costituito delle risposte di ieri e di oggi alle mutilazioni di guerra, come illustra la mostra “Macchine di pace: dalla protesi fissa alla bionica”, attraverso pannelli, documentari, reperti storici dalle guerre del ‘900 e alcune realizzazioni d’avanguardia, attualmente utilizzate a favore delle popolazioni coinvolte nei conflitti ancora attivi nello scenario mediorientale (Modena, Casa del Mutilato, presentazione: sabato 19 ore 17, a cura di: Ass. Naz. Mutilati ed Invalidi di Guerra – sezione di Modena, in collaborazione con: Ass. Naz. Mutilati ed Invalidi di Guerra – sezione di Parma, AMAR Costruire Solidarietà, Istituto Ortopedico Rizzoli e AUSL Modena).
Nei laboratori “Il pensiero del cammino. La neuroplasticità permette di raggiungere obiettivi impensabili” i partecipanti potranno “vivere” i sintomi della SM che incidono sulla deambulazione e provare in prima persona le “macchine” che rendono possibile all’uomo di muoversi nello spazio anche quando la capacità di deambulazione è compromessa (Modena, Monastero di San Pietro-chiostro, a cura di: AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla onlus – Sezione di Modena, sabato 19 ore 10-11.45; 14.30-16.15).
Nella musica, gli strumenti e la voce umana vivono un incessante e mutuo scambio di ruoli, come ci dimostra il concerto di Cristina Fanelli, David Brutti, Nicola Lamon “Vox Humana. Il suono e la parola: la voce degli strumenti e gli strumenti della voce” che presenterà il carattere musicale di un barocco e di un Seicento stravagante (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, sabato 19 ore 21, a cura di: Grandezze & Meraviglie, Festival Musicale Estense).
Da protesi e strumenti ai robot del nostro immaginario, il laboratorio a cura di Fondazione Modena Arti Visive “Il mio super-robot” conduce i più piccoli, dai 4 anni in su, accompagnati dai genitori, a rivivere le storie leggendarie dei mitici robottoni giapponesi degli anni ’70 e ’80, dando la possibilità di costruire la maschera del proprio personale super-robot (Modena, Palazzo Santa Margherita – FMAV, sabato 19 ore 15; 15.45; 16.30; 17.15; 18 e domenica 20 ore 10; 10.45; 11.30, su prenotazione: edu@fmav.org – tel. 059 224418 / 059 2032919). Anche la Biblioteca Civica Antonio Delfini, in collaborazione con GREAT Robotics, si rivolge alla tematica dei robot con lo spettacolo interattivo “Il mio amico Robotolo”, per i bambini dai 3 anni in su, attraverso una lettura animata che riprende la storia, tratta da un racconto di Isaac Asimov, dell’amicizia tra un bambino e un cane robotico, quest’ultimo interpretato da un vero e proprio robot AIBO, prodotto da Sony (Modena, Palazzo Santa Margherita – Biblioteca Delfini, domenica 20 ore 16; 18, prenotazione telefonica 059 2032940).
In “La macchin-azione Congegni meccanici e parole in libertà”, un altro racconto, attraverso il genere della fantascienza, costituisce il punto di partenza della lettura teatralizzata di Sandra Tassi, liberamente ispirata al testo Il versificatore di Primo Levi (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, venerdì 18 ore 21, testo e regia: Sandra Tassi, a cura di: Associazione culturale Il Leggio).
Il titolo e il significato della nuova mostra personale di Massimo Morandi, “La Robote. Il robot è capace di amare?”, prendono le mosse da L’amour à la robote, la poesia di Jacques Prévert e, su questo tema, Morandi, rielaborando gli studi anatomici di Leonardo e di Vesalio, “tratteggia con sicurezza e stile originale il robot scorticato ripreso in atteggiamenti espressivi che ne vanno a definire l’ambigua umanità“, con le parole di Nunzia Manicardi (Modena, Bottega d’Arte, a cura di: Centro d’Arte e Cultura Torre Strozzi).
A proposito del complicato ed inquietante rapporto tra produzione e macchinari d’ogni sorta, l’esposizione di LABADANzky “PIG-MAGLIONE. Installazione ibrida e perturbante” presenta un’installazione monumentale interamente realizzata a partire da oggetti che hanno ormai esaurito la loro funzione designata dal processo di produzione e consumo, tramutando rottami in tecnologia futuristica e tecnologia futuristica in rottami (Modena, Consorzio Creativo, a cura di: Consorzio Creativo Bottega). In “Evolutions. Storie di macchine e di uomini”, Marco Lombardo, Alessandro Monti, Chiara Napolitano, Ersilia Sarrecchia, Cetti Tumminia, Alberto Zecchini si confrontano, tra pittura e fotografia, tra icone pop, artifici del mito e immaginario cyberpunk, sul tema della macchina, paradigma di funzionalità ed efficacia, ma anche testimonianza storica, centro di un dibattito che dalla contrapposizione tra natura e tecnologia giunge al corpo bionico e all’intelligenza artificiale (Modena, Ranarossa 3.0, curatrice: Chiara Serri, a cura di: Ranarossa 3.0).

3. Coscienza, calcolo e intelligenza
Tra umano e digitale, le macchine di ultima generazione sfidano il pensiero e l’immaginazione

Sabato 19 alle ore 22 in Piazza Grande a Modena, Marco Paolini legge “Le avventure di Numero Primo” portandoci tra le pagine del romanzo, scritto a quattro mani con Gianfranco Bettin a partire dall’omonimo spettacolo, alternando lettura e riflessioni a voce alta, estratti dallo spettacolo e pensieri sul futuro prossimo, con la storia di uno strano bimbo un po’ Pinocchio e un po’ ET, concepito e “messo al mondo” da un’intelligenza artificiale avanzatissima (a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini). L’intelligenza artificiale e la ricerca sulle Digital Humanities è all’origine di una “rinascita”: in “La grandiosa macchina” rivive, grazie alla “macchina” tecnologica della realtà aumentata, il gigantesco monumento equestre di Francesco III d’Este, realizzato nel 1774 per la piazza di Sant’Agostino e andato distrutto poco più di vent’anni dopo (Modena, Piazza Sant’Agostino, curatori: Francesco Gherardini, Simone Sirocchi, a cura di: Centro DHMoRe).
Con una video-installazione e quattro serie di lavori, due delle quali prodotte per l’occasione, nella mostra “Ultima perfezione”, l’artista Quayola si confronta con la tradizione artistica occidentale e la ripensa attraverso le più avanzate tecnologie contemporanee (Modena, Palazzo Santa Margherita – FMAV, curatore: Daniele De Luigi, produzione: Fondazione Modena Arti Visive). Sculture meccaniche a controllo remoto sono collocate su una serie di piani di lavoro modulari che trasformano le sale della Palazzina dei Giardini di Modena in un unico palcoscenico: l’installazione site-specific è visitabile grazie ai tre appuntamenti delle Visite guidate di Upgrade in Progress per approfondire la ricerca dell’artista e performer Geumhyung Jeong (Modena, Palazzina dei Giardini – FMAV, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, venerdì 18, sabato 10 e domenica 20 alle ore 18).
Lo spettacolo musicale di Diana Hobel “Golem. Creatura creante” si interroga sulle potenzialità in ambito musicale dei programmi di Intelligenza Artificiale e sul ruolo di quella leggendaria creatura-macchina creata dall’uomo, che potrebbe arrivare, proprio con l’avanzamento dell’I.A., a somigliargli nell’atto che le era finora precluso: la creazione (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, a cura di: Amici della Musica Modena, in collaborazione con: Stefano Ruffo, Alessio Ansuini, Douglas Eck, Valerio Orlandini, venerdì 18 ore 21).
“Macchine come noi” (Modena, Giardini Ducali, con: Compagnia permanente di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione, , sabato 19 ore 22) mescola dimensione narrativa, dimensione divulgativa e intrattenimento portando sul palco la mitologia, le reali problematiche e i dedali etici legati all’intelligenza artificiale, a partire da riferimenti letterari degli ultimi decenni, documentari e il pensiero filosofico che si è formato sull’I.A.
L’origine ideale degli avanzati calcoli delle macchine di nuova generazione viene mostrata attraverso un viaggio storico tra gli strumenti per la geometria con le visite guidate di “Macchine, meccanica e matematica”, che condurranno il pubblico in un percorso dagli elementi di Euclide alla teoria dei sistemi articolati per tracciare curve (Modena, Laboratorio delle Macchine Matematiche, curatori: Michela Maschietto, Marco Turrini, produzione: Laboratorio delle Macchine matematiche, Associazione Macchine Matematiche, inizio visite guidate, a numero chiuso, su prenotazione, venerdì 18 ore 11; 15.30; 18.30 e 20.30, sabato 19 ore 11; 15.30; 18.30 e 20.30, domenica 20 ore 11 e 15.30, le modalità di prenotazione sul sito www.mmlab.unimore.it). Il laboratorio collegato “Dai bastoncini di Nepero alla calcolatrice” propone un breve percorso sugli strumenti per il calcolo, fino ai nostri computer, mettendo a disposizione i bastoncini di Nepero e una versione didattica della Pascalina (Modena, Laboratorio delle Macchine Matematiche, a cura di: Michela Maschietto, Marco Turrini, produzione: Laboratorio delle Macchine matematiche, Associazione Macchine Matematiche, a numero chiuso, su prenotazione, venerdì 18 ore 9.30; 12; 14.30 e 17, sabato 19 ore 9.30; 12; 14.30 e 17, domenica 20 ore 9.30; 12; 14.30 e 16.30, le modalità di prenotazione sul sito www.mmlab.unimore.it).
La progettazione di una macchina, che si avvale del calcolo, diviene l’oggetto di una vera e propria sessione di brainstorming creativo in “Dentro il progetto. Dall’intuito all’intelligenza artificiale” che toccherà il tema dell’intelligenza artificiale, con le sue implicazioni etiche e morali (Modena, Civico Planetario F. Martino, con: Alessandro Casalgrandi, Vincenzo Aiello, a cura di: Ordine Ingegneri Modena, sabato 19 ore 16.30-18).
Dal cannocchiale di Galileo in poi, con quali macchine l’uomo ricerca i confini dell’universo? Prova a rispondere a questa e ad altre domande, lo spettacolo “Galileo. Pensare è come il correre, e non come il portar pesi”, prevedendo come ospiti astrofisici, musicisti, attori e filosofi (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, a cura di: Associazione di Volontariato “Ho Avuto Sete”, in collaborazione con: Centro culturale F.L. Ferrari, Fondazione Culturale Ambrosianeum, rappresentazione di: Andrea Ballestrazzi, Alessandro Pivetti e Paolo Tomassone, con: Luca Fornaciari, Andrea Cimatti, Alessandro Pivetti, Marina Brancaccio, Simone Maretti, Giovanni Ferretti, domenica 20 alle ore 21).
Il machine learning ridisegna i rapporti tra coscienza, calcolo e intelligenza: il progetto dell’artista Giovanni Gurioli “L’anima naturale della macchina tecnologica” riguarda, da un punto di vista artistico, l’apprendimento automatico della macchina e il nuovo confine del vivente (Modena, ArtEkyp Open Studio, curatori: Francesca Baboni, Stefano Taddei, produzione: ArtEkyp Open Studio). La realtà aumentata è invece presentata da Alphabox, visore di “percezione aumentata” creato dall’artista Daniele Alef Grillo in “Passengers – of surmodernity -“: il video all’interno del dispositivo, ispirato alla teoria dei non-luoghi di Marc Augé, conduce lo spettatore in un viaggio virtuale che racconta l’insediamento dell’uomo sulla terra, mettendo in risalto il rapporto tra l’uomo e il paesaggio tecnologico contemporaneo (Modena, GATE 26A, a cura di: GATE 26A).

4. Vita come dato
I processi vitali diventano flussi di dati, con promesse salvifiche tra reti neurali e Big Data

L’astronauta Paolo Nespoli e il giornalista Alessandro Iori varcano la porta delle stelle, guardando la vita dalla volta celeste, con lo spettacolo “Ground Control to Major Paul” (Sassuolo, Piazzale della Rosa, sabato 19 ore 22). I processi vitali dell’uomo sulla terra sono monitorati dalle macchine e in “Uomini e macchine. Viaggio fotografico nella Medicina del terzo millennio” Antonella Monzoni ripercorre, attraverso le fotografie, la Medicina di oggi, con macchine che risultano protagoniste assolute in campo diagnostico, terapeutico e riabilitativo ma che, allo stesso tempo, per funzionare non possono prescindere dalla presenza umana di medici, tecnici, infermieri (Modena, Complesso culturale San Paolo – Sala Canale, curatore: Corrado Lavini) . A ricordarci che il rapporto uomo-macchina deve prevedere l’Uomo come soggetto e la Macchina come oggetto, affinché le macchine siano davvero al servizio dell’uomo, è la mostra “L’invenzione della medicina del lavoro” che, dedicata a Bernardino Ramazzini e al suo atto istitutivo della medicina del lavoro nel 1700, quando ancora la macchina lavoro era costituita esclusivamente dal corpo umano, arriva ai giorni nostri e a temi attuali quali la prevenzione e la sicurezza dei luoghi di lavoro e i rischi professionali e ambientali che dalle attività umane derivano (Carpi, Palazzo dei Pio – Musei di Palazzo dei Pio, curatrici: Manuela Rossi, Tania Previdi, produzione: Musei di Palazzo dei Pio).
Le raccolte museali come aggregato inscindibile di dati e informazioni e come insieme eterogeneo che può essere modificato, aggiornato, integrato vengono rappresentate dall’artista Alice Padovani, nell’installazione site-specific “Archival impulse or the museum-machine” volta alla creazione, nell’arco delle tre giornate del festival, di una grande opera a pavimento, costituita da almeno 300 oggetti o frammenti di oggetti rappresentativi delle eterogenee raccolte del Museo Civico (Modena, Palazzo dei Musei – Lapidario Romano dei Musei Civici, a cura di: Musei Civici di Modena). Il work in progress realizzato nel Lapidario Romano dall’artista Alice Padovani, che recupera in modo contemporaneo l’approccio museologico classificatorio del XIX secolo, è il punto di partenza per un viaggio dedicato a bambini e famiglie fra le sale dei Musei Civici con l’aiuto di guide esperte, in “Il museo in scatola. Una collezione tutta mia” (Modena, Palazzo dei Musei – Dida – laboratorio didattico, a cura di: Dida – laboratorio didattico). Visite guidate a piccoli gruppi e su prenotazione sono invece dedicate al “complesso per cronometro a scappamento libero”, solitamente inaccessibile al pubblico e collocato all’interno della torre dell’orologio del Palazzo comunale, con “Dentro l’Orologio”, alla scoperta di Ludovico Gavioli, poeta della meccanica (Modena, Palazzo Comunale – Torre dell’orologio, a cura di: Coordinamento Unesco dei Musei Civici di Modena, venerdì 18 e sabato 19 alle ore 14.30; 19.00).
La rete biologica e i rimandi ipertestuali dei qrcode costituiscono l’ispirazione della mostra di Laura Tarugi “Alberi. Wood Wide Web” che connette diversi tipi di linguaggio in un percorso di quattro installazioni, con un gioco di luci che illumina le sculture a partire dalle ore 19 (Modena, Studio Torti).

5. Forme della sorveglianza
Tra privacy e tracciabilità, la nostra società è una grande miniera per l’estrazione di dati

La proiezione del documentario XY Chelsea (UK, 2019, 92′) di Tim Travers Hawkins e l’incontro dibattito con il regista permette di mettere a tema il rapporto tra libertà di stampa, hacking, informazione e attivismo nell’era digitale, con la storia di Chelsea Manning e della sua condanna a 35 anni di carcere per avere consegnato a WikiLeaks oltre 600mila documenti riservati o segreti dell’esercito e dell’intelligence statunitensi (Modena, Cinema Astra, a cura di: Associazione DIG – Documentari Inchieste Giornalismi, venerdì 18 ore 21).
I sistemi tecnologici sono in grado di creare scansioni in ogni settore, rielaborando i dati raccolti in modo istantaneo, individuando le necessità e indirizzando la ricerca, ma penetrando anche la sfera individuale e affettiva dell’individuo per ricavarne informazioni logistiche o di mercato, fino a trasformarsi in strumento di giudizio e di discriminazione politica e morale: le conseguenze di queste indagini pervasive sono rese dall’arte fotografica di Ascari, Castelli, De Filippo, Federzoni, Miglio, Rossi in “Panopticon. Le macchine ci servono, le macchine ci osservano” (Modena, BFI Centro Culturale G. Alberione, curatore: Gianni Rossi, a cura di: Fotoclub Colibrì). Allo stesso modo, Thomas Kuijpers in “Dump! Eccessi dell’informazione e paradigmi visuali” cerca di orientarsi nel caotico e incontrollabile flusso delle informazioni che abitano la nostra mente, attraverso la pratica del collezionare oggetti di uso comune insieme a ritagli di giornale o riviste, volantini pubblicitari, ma anche strumenti tecnologici obsoleti, svelando, ironicamente, gli effetti dell’esposizione a narrazioni virtuali che impattano sulla nostra esperienza della realtà e condizionano i nostri comportamenti (Modena, Metronom, curatore: Gabriele Tosi, produzione: Metronom). In un mondo dove futuro distopico e realtà coincidono sempre di più “Non è l’Ennesimo festivalfilosofia” presenta una selezione di corti sul rapporto tra la tecnologia e il quotidiano (Sassuolo, Crogiolo Marazzi, a cura di: Tilt Associazione Giovanile – Ennesimo Film Festival, sabato 19 ore 21).
La perdita di dati contenuti in un Hard Disk da 2TB, con la distruzione parziale di 80.000 fotografie, diviene per Luigi Ottani in “CORROTTI // crash creativo” spunto e occasione per una nuova rilettura delle immagini stesse, avvalendosi del nuovo aspetto conferito alle immagini con la rottura del controller del disco e la modifica irreversibile delle logiche di indicizzazione dei files (Modena, AGO Modena Fabbriche Culturali, curatrice: Roberta Biagiarelli, a cura di: Babelia & C. Progetti Culturali)
L’incremento attuale di dati dovuto all’evoluzione tecnologica sembra aver rimpicciolito il mondo, con comunicazioni lampo e tempi e luoghi distanti ora a portata di un click. La spettacolo teatrale “Il giro del Mondo in 80 storie. Viaggio contromano con valigia di storie e note da vagabondaggio” ci riporta sulle rotte del progresso tecnologico che hanno reso possibile attraversare il globo in un battibaleno (Modena, Monastero di San Pietro – chiostro, testi e narrazione: Isabella Dapinguente, accordéon: Claudio Ughetti, voce: Sabrina Gasparini, a cura di: Salotto Culturale Aggazzotti, venerdì 18 ore 21).

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Festivalfilosofia 2020: intelligenze umane e artificiali

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Festivalfilosofia 2020: intelligenze umane e artificiali
Da venerdì 18 a domenica 20 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 150 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre e spettacoli. Tra i protagonisti 42 relatori, di cui ben 17 debuttano al festival. Tra gli ospiti più attesi: Cacciari, Galimberti, Marzano, Massini, Recalcati, Vegetti Finzi, e tra i debuttanti O’Connell, Sadin, Schnapp, Soro. Il programma è un omaggio al pensiero di Remo Bodei

Dedicato al tema macchine, il festivalfilosofia 2020 è in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 18 al 20 settembre. Prima edizione dopo la scomparsa di Remo Bodei, l’intero programma del festival costituisce un grato e commosso omaggio al suo pensiero e alle sue opere sul tema delle macchine.
Sarà un festival dal vivo che tuttavia si terrà adottando tutti i protocolli e i dispositivi previsti dall’emergenza Covid-19, per garantire la massima sicurezza di pubblico e operatori. La partecipazione alle lezioni avverrà esclusivamente tramite prenotazione online a partire dal 18 agosto, un mese prima dell’inizio della manifestazione. L’accesso alla piattaforma di prenotazione sarà possibile dal sito del festival.
Giunto alla ventesima edizione, il format del festival prevede come sempre lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, attività per ragazzi e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 150 e tutti gratuiti.

Piazze e cortili ospiteranno oltre 40 lezioni magistrali in cui grandi personalità del pensiero filosofico affronteranno le varie declinazioni del tema, per far emergere le sfide poste da innovazione tecnologica e intelligenza artificiale a varie sfere del pensiero e dell’azione, dal lavoro alla salute, dalla politica alla vita di relazione, discutendone le prospettive e le implicazioni sociali ed etiche.
L’edizione 2020, mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, presenta diciassette voci nuove. Tre quarti degli autori stranieri sono al loro debutto al festival.

Tra i protagonisti ricorrenti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari (componente del Comitato scientifico del festival), Barbara Carnevali (componente del Comitato scientifico del festival), Roberto Esposito, Maurizio Ferraris (Lectio “BPER Banca”), Umberto Galimberti, Michela Marzano, Stefano Massini, Salvatore Natoli (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Telmo Pievani (Lectio “Gruppo Hera”), Massimo Recalcati (Lectio “Confindustria Emilia Area Centro”), Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi e Stefano Zamagni (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”).
Tra i “debuttanti”, Alessandro Aresu, Michele Di Francesco, Barbara Henry, Mark O’Connell, Jeffrey Schnapp.

Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: studiosi e studiose eminenti, tra cui Simona Forti ed Emanuela Scribano, commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della persona.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo (ancora in corso di definizione) coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: Liliana Cavani (in una conversazione sulla sua opera), Federico Buffa (in un recital sul “2001 Odissea nello spazio”), Marco Paolini (in un reading da “Le avventure di Numero Primo”). Non mancheranno le iniziative per bambini e ragazzi.

Oltre venti le mostre proposte in occasione del festival, tra cui la personale di Quayola prodotta da Fondazione Modena Arti Visive. A Carpi una mostra ai Musei di Palazzo dei Pio ricostruisce l’opera di Bernardino Ramazzini, mentre a Sassuolo una personale di Nani Tedeschi è dedicata alla simbiosi tra il pilota e la macchina.

Il festival è promosso dal Consorzio per il festivalfilosofia, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione di Modena.
Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Million Stars Hotel – Dormi con una vista del cielo stellato

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Svizzera Turismo ha lanciato il progetto alberghiero “Million Stars Hotel” il 2 luglio insieme a diversi partner del progetto. Le 55 camere distribuite in tutta la Svizzera e la loro posizione sono diverse come il paese: da una piccola casa confortevole a una tenda avventurosa sugli alberi – su imponenti cime montuose, su prati fioriti o sui tetti della città. Tutti hanno una cosa in comune: una visione chiara del cielo stellato. www.MySwitzerland.com/millionstarshotel

Il 2 luglio, Svizzera Turismo ha lanciato il progetto “Million Stars Hotel” insieme a partner di alloggio selezionati (hotel, B&B, agricoltori, gestori di capanne, ecc.). 55 offerte uniche di alloggio in tutte le regioni linguistiche della Svizzera ti fanno venir voglia di godere della natura autentica o di città vibranti in esclusiva. Una caratteristica comune di tutte le sistemazioni è la vista libera del cielo stellato dal letto. La maggior parte delle offerte sono state create per il progetto. La fascia di prezzo delle camere è compresa tra 80 e 800 franchi svizzeri per una notte per due persone inclusa la colazione. Puoi trovare ispirazione su MySwitzerland.com/millionstarshotel , dove tutte le offerte possono essere comodamente prenotate online. A seconda della posizione, le camere Million Stars possono essere prenotate da inizio luglio a fine ottobre 2020. La campagna proseguirà nel 2021.

Delle 55 offerte, nessuna è uguale all’altra: perché oltre ai numerosi tipi di alloggio, è soprattutto la posizione ad essere spettacolare. Una gondola convertita in una piccola casa ti attirerà nel Piz Nair o in un cubo con una facciata di vetro sul ghiacciaio dell’Aletsch a Eggishorn. Un osservatorio trasformato in una camera d’albergo accoglie gli ospiti a St. Moritz. Coloro che sono attratti dall’acqua troveranno ciò che stanno cercando nell’elegante Tamaro Night Sky sul Lago Maggiore, nel futuristico plexiglass TUBBO SKY sopra il Lago di Thun o nella comoda base stellare dell’Hotel Vitznauerhof, che si libra sul Lago dei Quattro Cantoni. Preferiresti essere in acqua? Il Sealander è una barca da campeggio che promette una romantica notte stellata sul lago di Thun. Se ti piace dormire direttamente sotto il cielo stellato, scegli un letto all’aperto, ad esempio nel Vallese Oberems, a Ferrière nel Giura bernese o a Toggenburg nella Svizzera orientale. Ben protetto dalla bolla, dorme in luoghi pittoreschi in Turgovia e nel sud del Ticino, nonché sulla terrazza panoramica dell’hotel cittadino Widder di Zurigo. Gli appassionati di attività all’aperto scelgono una notte nella tenda dell’albero che galleggia sul terreno, dove sei un po ‘più vicino alle stelle.

Wellness in Ticino: ecco le terme più belle

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La cura di sé in casa è seguita da vacanze benessere in Ticino che possiamo già sognare. A proposito, un ritorno al benessere del corpo e dell’anima e il rispetto per la natura e la vita era già propagato da una comunità di famosi filosofi e artisti sul Monte Verità sul Lago Maggiore all’inizio del XX secolo. E dal diciannovesimo secolo, i viaggiatori del Nord Europa si sono fermati per alcuni giorni nel loro tour in direzione sud in Ticino per rilassarsi e ricaricare le batterie nei dintorni rilassanti e rigeneranti del Lago Maggiore e del Lago di Lugano. Oggi ci sono hotel in Ticino con ampie strutture per il benessere, che oltre ai trattamenti benessere offrono anche fantastici panorami della natura – e che non vedono l’ora di garantire il benessere dei loro ospiti dopo la crisi.

Hotel Eden Roc, Ascona – Rilassati in un ambiente mediterraneo
Assoluta tranquillità, una spiaggia privata, l’ampio molo panoramico con il suo porto turistico, 95 lussuose camere e suite dal design colorato, quattro straordinari ristoranti e un vero giardino dell’Eden: questi sono i componenti dell’Hotel Eden Roc ad Ascona sul Lago Maggiore. C’è anche un’area spa di 2000 metri quadrati con due piscine interne ed esterne, bagno turco, sanarium, sauna finlandese, un’esclusiva area per donne e un centro fitness, nonché un’ampia gamma di attività offerte dalla nostra scuola di sport acquatici. L’interior designer Carlo Rampazzi si è ispirato alla natura in Ticino per progettare l’area benessere. Il percorso Kneipp è progettato con pietre del vicino fiume Maggia, che non sono fisse e trasmettono la sensazione di un vero letto del fiume attraverso i loro movimenti naturali. www.edenroc.ch

Termali Salini & Spa, Locarno – immergiti in un altro mondo
Il Termali Salini & Spa di Locarno colpisce per la sua posizione direttamente sul Lago Maggiore e l’architettura unica. Le nicchie, le grotte e le cascate della struttura benessere ricordano le valli fluviali del Ticino. Tutti i bagni sono bagni naturali di salamoia. Il paesaggio balneare è costruito come un rituale balneare su due piani. Se gli ospiti hanno la sensazione di trovarsi in un mondo sottomarino nell’area sauna nel seminterrato, possono godere di una vista mozzafiato sul lago e sul panorama montano nelle esclusive sale benessere all’ultimo piano. www.termali-salini.ch

Villa Orselina – prospettiva di relax
Villa Orselina sorge a 449 metri sopra Locarno ed è il luogo perfetto per una vacanza rilassante oltre la frenetica vita quotidiana. Il boutique hotel a cinque stelle è circondato da ampi giardini subtropicali con vista sul Lago Maggiore. Tutte le 28 camere e suite elegantemente arredate offrono viste panoramiche. Il “Small Luxury Hotels of the World” ha un bar con una romantica terrazza e due ristoranti: il ristorante gourmet “Il Ristorante di Orselina” e il ristorante con piscina mediterranea “La Pergola”. L’ampia oasi di benessere e bellezza “La Spa” comprende trattamenti selezionati, una sauna, una piscina coperta, una piscina esterna riscaldata e un centro fitness. www.villaorselina.ch

Kurhaus Cademario Hotel & Spa – power place sopra il Lago di Lugano
Il Kurhaus Cademario Hotel & Spa è il più alto hotel benessere del Ticino a 850 metri in un parco con una splendida vista sul Lago di Lugano. Il Cademario si trova a Malcantone, un’incantevole collina e un paesaggio montano a circa dodici chilometri da Lugano. L’hotel benessere dispone di un’area spa di 2200 metri quadrati con strutture interne ed esterne, varie piscine, bagno di salamoia e grotta di sale, area sauna e area fitness. La casa, che esiste da oltre 100 anni, ha subito un cambiamento perfetto: le 82 camere combinano architettura moderna ed elementi storici per creare un insieme armonioso. Cucina leggera e regionale viene utilizzata nei due ristoranti panoramici. Escursionisti e ciclisti possono anche fare un tour alla scoperta del paradiso naturale di Malcantone su una rete di 350 chilometri di sentieri. kurhauscademario.com

Hotel Splendide Royal, Lugano – spa lifestyle per corpo, mente e anima
L’equilibrio non è qualcosa che puoi trovare, ma qualcosa che puoi creare: questa è la filosofia della nuova spa lifestyle presso l’Hotel Splendide Royal a cinque stelle a Lugano. L’oasi benessere dello Splendide Royal, che appartiene ai “Leading Hotels of the World” e agli “Swiss Deluxe Hotels”, inaugurata nel 2019 è un capolavoro architettonico con una spaziosa piscina panoramica e un’invitante terrazza solarium. L’area benessere comprende saune, bagni di vapore, suite spa e una sala fitness. L’equilibrio vitale è l’approccio su cui si basa il concetto di lifestyle spa: mente, corpo, anima ed energia in armonia attraverso meditazione, yoga, fitness, rituali sensuali, massaggi rigeneranti e pasti sani. www.splendide.ch

The View Lugano Design & Lifestyle Hotel & Spa – sopra i tetti di Lugano
Nel 2015 Swiss Planhotel Hospitality Group ha aperto il nuovissimo hotel di lusso e design nel segmento superiore a cinque stelle a Lugano con “The View”. La casa progettata dall’architetto Alessandro Galloni, il cui interno ricorda uno yacht di lusso, si trova sulle pendici del Monte San Salvatore con una vista spettacolare sul lago e sulla città di Lugano fino al Monte Brè. L’offerta dell’hotel comprende 16 junior suite e due suite con servizio maggiordomo, un centro benessere di 700 metri quadrati con zone di bellezza, piscina e relax, nonché un ristorante gourmet con cucina mediterranea sotto la direzione dello chef Mauro Grandi. www.theviewlugano.com

Resort Collina d’Oro – fontana della giovinezza sulla collina d’oro
Collina d’Oro – il nome è una promessa. La “collina d’oro” sopra Lugano è il luogo ideale per rilassarsi grazie alla sua posizione soleggiata e alla splendida vista sul Lago di Lugano. Questo è uno dei motivi per cui la Fondazione Deutsche Heilstätte ha aperto un sanatorio per i pazienti affetti da tubercolosi nel 1913. Negli anni ’30, celebrità come Sven Stolpe, Erich Kästner o Bertolt Brecht si sono curate qui. L’imprenditore ticinese Silvio Tarchini ha aperto il complesso rinnovato nel 2013 con 16 camere doppie, 30 suite e 43 appartamenti, nonché un ristorante gourmet. Oltre a una piscina interna ed esterna, c’è una sala fitness, una sauna, un bagno turco, doccia emozionale, fontana di ghiaccio e un percorso Kneipp. www.resortcollinadoro.com

Valli remote nei Grigioni: sentieri delle marmotte, mulattiere e un vicolo cieco

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I Grigioni non sono solo il più grande, ma anche il cantone più scarsamente popolato della Svizzera: in media qui vivono solo 28 persone per chilometro quadrato. Nelle valli remote, c’è quindi molto spazio per i vacanzieri e coloro che cercano relax su sentieri e piste ciclabili.

Dall’alta valle di Avers alla valle di Bergalga: più marmotte che umani

Una valle è una valle in cui sicuramente non ti calpesterai. Solo due persone vivono qui per chilometro quadrato. È noto, se non del tutto, per il villaggio di montagna di Juf, che si trova proprio sul retro della valle. A 2126 metri, è l’insediamento più alto d’Europa che è abitato tutto l’anno. Oggi, ben due dozzine di famiglie vivono ancora lì in estate. Avers-Juppa inizia anche il percorso educativo della marmotta di tre chilometri nella valle di Bergalga, una delle regioni più ricche di marmotte delle Alpi. Qui è quasi garantito di poter osservare da vicino uno dei roditori alpini. Importante da sapere per gli appassionati di marmotte: gli animali di solito fanno un pisolino pomeridiano tra le 12:00 e le 15:00 Alla fine del percorso semplice e in gran parte pianeggiante, gli escursionisti raggiungono l’Alp Bergalga, dove un hotel e un ristorante sono aperti in estate. https://viamala.graubuenden.ch/de/aktivitaeten-erlebnisse/themenwege/murmeltierlehrpfad-avers , www.bergalga.ch

Val Calanca: accessibile solo con la funivia

Il Calancatal si trova nel sud del cantone ed è una valle laterale del Misox. I suoi fianchi sono così ripidi che i muli erano ancora usati per trasportare merci in questa zona all’inizio del 20 ° secolo, quando le strade per il traffico automobilistico erano già state costruite ovunque. Fino ad oggi, nessuna strada asfaltata conduce ai villaggi di Landarenca e Braggio. Puoi raggiungerli con la funivia oa piedi come facevi una volta sulle vecchie mulattiere. Poiché questi percorsi sono stati utilizzati per così tanto tempo, sono particolarmente ben conservati in Val Calanca. Collegano anche un piccolo villaggio all’altro, fornendo la rete perfetta di sentieri per esplorare la valle a piedi. Puoi farlo su Via Calanca, per esempio. Conduce in tre tappe dall’ultimo paese Rossa all’uscita della valle a Grono. www.viacalanca.ch , www.bnbcalanca.ch

Safiental: un vicolo cieco – ma solo per i conducenti

Dalla capitale cantonale di Coira, il viaggio verso Safiental con i mezzi pubblici dura poco più di un’ora. Ma qui è ancora tranquillo. Il piccolo villaggio di montagna di Tenna con la sua suggestiva chiesa si trova in trono su una terrazza naturale molto sopra il fondovalle. La valle è stretta per i primi chilometri; più indietro, a Turrahus, il paesaggio si apre. Qui puoi trovare le ultime fattorie sparse e la fermata finale dell’autobus postale su un livello. Poco dopo è finita, almeno per i conducenti. Per loro, il Safiental è un vicolo cieco. Se vuoi andare avanti qui, devi avere scarpe da trekking o una mountain bike con te. E ne vale la pena: perché i sentieri escursionistici e le piste ciclabili, ad esempio sul Tomülpass a Vals o il Safierberg a Splügen, di solito sono quasi per te. www.graubuenden.ch/turrahus-vals , www.gasslihof.ch

 

Grand Tour of Switzerland: scopri i punti salienti della Svizzera in un viaggio

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Gotthard Passstrasse – Tremola, ad Airolo © Svizzera Turismo / Nico Schaerer

È una storia di successo assoluto: il Grand Tour of Switzerland è stato un viaggio di scoperta dal 2015, unendo le attrazioni turistiche della Svizzera. Il percorso conduce attraverso le più belle regioni della Svizzera e mostra quanto sia varia, diversificata e spettacolare la piccola regione alpina. Il percorso può essere percorso in auto, moto, camper e – grazie alle stazioni di ricarica – anche in auto elettrica. Con il Grand Tour Snack Box, il Road Trip è anche un viaggio culinario attraverso la Svizzera. Tutte le informazioni sono disponibili all’indirizzo www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/erlebnisfahrten/auto-motorrad-grand-tour/

Un viaggio attraverso tutta la Svizzera

I viaggiatori del Grand Tour of Switzerland visitano città e villaggi, nonché siti di arte e architettura o esperienze di natura e storia. Perché è oltre 1.600 chilometri in tutta la Svizzera: attraverso quattro regioni linguistiche, oltre cinque passi alpini, fino a dodici siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO e lungo 22 laghi. Il percorso è segnalato in senso orario con oltre 650 indicazioni ufficiali – quindi non puoi scendere dal Grand Accordo Tour of Switzerland. A seconda del tempo di viaggio disponibile, è possibile guidare su percorsi parziali. Il Road Trip è adatto a tutti i veicoli a motore. Le offerte prenotabili sono disponibili da Svizzera Travel Center a partire da 630 euro (ad esempio per 6 giorni sulla rotta nord da Basilea via Gstaad, Berna e Lucerna a Zurigo, le auto a noleggio possono essere prenotate a un costo aggiuntivo). https://switzerlandtravelcentre.com/de/deu/rundreisen/autoreisen/grand-tour-switzerland , www.myswitzerland.com/de-ch/erlebnisse/erlebnisfahrten/auto-motorrad-grand-tour/

Il primo viaggio su strada per le auto elettriche

Il Grand Tour of Switzerland è il primo viaggio al mondo per veicoli elettrici. Una fitta rete con oltre 300 stazioni di ricarica alimenta l’intero percorso e garantisce così un piacere di guida tanto confortevole quanto pulito. www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/erlebnisfahrten/auto-motorrad-grand-tour/e-grand-tour/ ; Offerta prenotabile: https://switzerlandtravelcentre.com/de/deu/rundreisen/e-grand-tour-switzerland

Viaggio culinario alla scoperta: Grand Tour Snack Box

Durante il Grand Tour of Switzerland, vengono scoperti non solo i turisti ma anche i punti salienti della cucina svizzera. Lo Snack Box Grand Tour (non riempito) può essere acquistato in 44 punti vendita lungo il percorso per 25 franchi svizzeri (circa 23 euro) e quindi riempito con prelibatezze regionali per 20 franchi svizzeri (circa 18 euro) e ricaricato secondo necessità (sufficiente per Due persone). La merenda è un bel souvenir da portare a casa con te alla fine del tour. www.myswitzerland.com/de-ch/erlebnisse/route/die-grand-tour-snack-box

Spot fotografici lungo il percorso

Per ricordare il viaggio attraverso la Svizzera, sono stati allestiti punti fotografici nei punti panoramici più belli del percorso. Qui i viaggiatori possono scoprire le peculiarità del luogo e mettersi in scena giocosamente. www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/erlebnisfahrten/auto-motorrad-grand-tour/foto-spots

Opere d’arte in luoghi pubblici svizzeri

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Sedia rotta a Ginevra (c) Christof Schürpf

Le città svizzere colpiscono con una vasta gamma di offerte culturali. Con oltre 40 musei, Basilea ha la più alta densità di musei nello stato, Winterthur è una destinazione culturale per il cinema, l’arte e il design e Losanna ospita il Museo Olimpico sulle rive del Lago di Ginevra. Dai un’occhiata alle strade e alle piazze: gli ospiti possono ammirare numerose opere d’arte negli spazi pubblici.

“Hammering Man”, Basilea
The Hammering Man è un’opera d’arte dell’artista americano Jonathan Borofsky. È una sagoma commovente di un lavoratore che muove un martello contro un pezzo simbolico. Dal 1989, la scultura di 13,5 metri di altezza e otto tonnellate di Aeschenplatz a Basilea ha oscillato il suo martello. Jonathan Borofsky ha avuto altre figure in diverse versioni allestite in altre grandi città come Francoforte o New York. L’opera d’arte è un simbolo di lavoro, di azione e anche un simbolo di solidarietà con tutte le persone che lavorano. www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/hammering-man

Scultura “Senza testa”, Berna
La scultura dell’artista Luciano Andreani è una delle numerose sculture create da diversi artisti negli anni ’80. A Berna, la statua in bronzo di 400 chilogrammi si trova sulla piazza del casinò. L’insolita opera d’arte sul lato della strada lascia molto spazio all’interpretazione: ammonimento di non attraversare la strada senza testa? O la scultura riflette la politica senza testa degli anni ’80? Una cosa è certa, la scultura in bronzo attira l’attenzione e affascina un gran numero di passanti. www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/staedte-kultur/kunst-kultur/kunst/skulptur-kopflos

“Broken Chair”, Ginevra
La sedia rotta è stata creata nel 1997 dal famoso scultore Daniel Berset. La scultura si trova in Place des Nations ed è una delle opere d’arte più emblematiche del 21 ° secolo. Il memoriale commemora il destino delle vittime delle mine antiuomo e trasmette il messaggio di persuadere gli stati a sostenere il divieto di bombe a grappolo. Per illustrare questa lotta, la sedia rotta si erge su solo tre gambe, la quarta gamba si è rotta a metà. Con i suoi 12 metri di altezza, il monumento irradia un certo orgoglio e contribuisce al contributo di Ginevra alla pace mondiale nel cuore della città internazionale. www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/staedte-kultur/kunst-kultur/kunst/broken-chair

Stadtspielwerk, Winterthur
Winterthur è la città dei motori, delle locomotive e degli ingegneri. La struttura teatrale della città è una scultura in ferro di 11 metri che ricorda l’era industriale della città di Winterthur. L’opera d’arte su Merkurplatz unisce l’ambiente storico, la cultura industriale del XIX e XX secolo e l’arte contemporanea. Lo Stadtspielwerk suona tutti i giorni dalle 10 alle 22 Quando apre alcune delle sue scatole, si muove, gira e suona. Vale la pena per i visitatori fermarsi e guardare lo spettacolo. www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/stadtspielwerk

“Angelo custode” di Niki de Saint Phalle, Zurigo
Un’enorme “Nana” a forma di angelo custode si libra nella sala principale della stazione centrale di Zurigo a circa 15 metri dal suolo. La scultura da 1,2 tonnellate, lunga 11 metri, è trasportata da quattro cavi d’acciaio. Le opere di Niki de Saint Phalle sono oggi tra le opere d’arte contemporanea più ricercate. Le colorate e voluminose “Nanas” rappresentano donne allegre, libere e sicure di sé. Una delle opere più famose è la fontana Stravinsky a Parigi di fronte al Centre Pompidou, che ha progettato insieme a suo marito Jean Tinguely. www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/staedte-kultur/kunst-kultur/kunst/schutzengel-von-niki-de-st-phalle

“Eole”, Losanna
La banderuola a forma di C Eole si trova nel porto di Ouchy e si orienta a seconda della direzione del vento prevalente. L’opera d’arte è stata creata da Clelia Bettua e ha un diametro di 20 metri. Quattro monoliti completano la pianta e si trovano ad una distanza di 150 metri sulla banchina. Gli spettatori leggono la direzione del vento combinando il semicerchio della bandiera e i semicerchi scolpiti nella pietra. Tre magnifici giardini sono allineati lungo la passeggiata di Ouchy. Il Quai è quindi ideale per le passeggiate e una gita in barca sul Lago di Ginevra può essere avviata dai pontili CGN alla fine dei Giardini Dapples. www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/eole

Esperienze speciali nelle regioni vinicole svizzere

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Vigneto a Visperterminen, Vallese (c) Promozione Vallese / Vallese – Christian Pfammatter

Tutto il formaggio in Svizzera? Affatto! I confederati possono anche vino – che a sua volta viene spesso servito con il formaggio. La zona di coltivazione più famosa è il Lavaux sul lago di Ginevra, i cui pendii terrazzati e bagnati dal sole sono stati riconosciuti dall’UNESCO. Il vino viene coltivato anche in altre regioni svizzere, di cui anche i turisti sono contenti. Che si tratti di degustazioni classiche, gite in bicicletta o percorsi escursionistici, in Svizzera ci sono numerose offerte interessanti ed educative sul tema del vino.

Bici, vino ed essere a Mendrisiotto, in Ticino
Su due ruote attraverso la più grande regione vinicola del Ticino: il tour guidato “Bike’n’Wine” attraverso il Mendrisiotto è qualcosa per veri intenditori. Equipaggiato con casco e bici, il tour inizia nella sede di Mendrisiotto Terroir a Balerna. Alla prima tappa in un’azienda vinicola tradizionale, viene approfondita la conoscenza della produzione vinicola. Continuiamo attraverso la “Toscana della Svizzera”, come viene spesso chiamata la zona. All’ombra di un bellissimo pergolato e con una splendida vista sulla regione, gli ospiti potranno conoscere il profumo e il gusto del Merlot locale alla seconda fermata. Dopo l’ultima tappa, il gran finale attende alla fine: una degustazione di vini regionali accompagnati da un ricco aperitivo a base di specialità regionali. Ci vogliono tre ore e mezza per il tour di cinque chilometri attraverso la regione viticola. moto-e-vino-in-Mendrisiotto , www.mendrisiottoturismo.ch/de/commons/details/Bike-n-Wine/145305.html

Castello di Chillon – aperitivo in stile vodese, regione del Lago di Ginevra
A pochi chilometri dal centro di Montreux, nelle immediate vicinanze dell’area vinicola e del sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, Lavaux, sorge il Castello di Chillon. Il castello con fossato su una roccia sulle rive del Lago di Ginevra è l’edificio storico più visitato in Svizzera. Se stai organizzando una visita guidata al Castello di Chillon, non devi perdere l’aperitivo in cantina. Un aperitivo in stile vodese viene servito nella sala appositamente progettata: la Castellan’s Hall. Il Grand Cru ottenuto dall’uva Chasselas è particolarmente raccomandato, conservato in una delle 40 botti di rovere nella cantina del castello. Si abbina bene con pesce o formaggio. www.myswitzerland.com/de-de/erlebnisse/schlosswein-im-herrschaftlichen-gewoelbekeller

Escursione sul vino Orbe, regione del Lago di Ginevra
La regione vinicola della Côtes de l’Orbe si trova 30 chilometri a nord del Lago di Ginevra, nel Giura vodese. Una varietà di ottimi vini sono coltivati ​​lì. Durante un’escursione attraverso le terrazze del vino, gli ospiti possono utilizzare l’app gratuita per smartphone “Vaud Guide” per approfondire la propria conoscenza della viticoltura. Nel tour dal villaggio del vino Arnex-sur-Orbe alle aree vinicole Creux de Villars e Lavaux-Vully ci sono circa 30 interessanti domande a scelta multipla e attività GPS. wine tour orbe ,
www.yverdonlesbainsregion.ch/fr/P25060/balade-oenotouristique-des-cotes-de-l-orbe

Visperterminen – il vigneto più alto d’Europa, Vallese
L’autopostale vi porta da Visp fino alla fermata Toppi, dove inizia il percorso naturalistico sul vigneto più alto d’Europa. Durante l’escursione lungo i muri a secco storici, gli interessati possono imparare molto sulla cultura del vino locale. I vini locali possono essere degustati nella cantina St. Jodern – ad esempio Heida, un Grand Cru del Vallese. Inoltre, vengono servite specialità culinarie del Vallese, come il pane di segale. Dopo una breve passeggiata, l’autopostale continua a Visperterminen. Nel cuore del villaggio di Heida si trova l’accogliente ristorante Gebidem, che vi invita a pranzo. Nel pomeriggio è in programma un’escursione circolare lungo la storica tubatura dell’acqua Beitra e con vista sul Bietsch e sul Cervino prima di tornare a Visp con l’autobus postale. Il variegato tour attraverso il vigneto più alto d’Europa dura circa otto ore e può essere prenotato da aprile a ottobre. Hoechst-vineyard-europe , www.valais.ch/de/aktivitaeten/wein-kulinarik/erlebnisse-rund-um-den-wein/visperterminen-hochster-weinberg-europas

Tour del vino attraverso Bündner Herrschaft e Heidiland, Grigioni
Le regioni vinicole intorno all’Heidiland e alla Bündner Herrschaft nella Svizzera sud-orientale potrebbero essere un po ‘meno conosciute. Questi consigli da addetti ai lavori possono essere esplorati particolarmente bene con un veicolo confortevole e climatizzato che include un autista privato. Nel tour esclusivo attraverso diverse cantine, i partecipanti ottengono approfondimenti sui segreti della vinificazione e sono addestrati nella tecnologia dei sensori. Un’introduzione alle viti e al tradizionale artigianato vinicolo segue direttamente nelle cantine. Durante la successiva degustazione di numerosi vini, viene servito anche un aperitivo a base di formaggio e carne secca delle Alpi circostanti. I famosi tour di mezza giornata iniziano a Bad Ragaz o a Coira e sono offerti tutto l’anno. Wine tour nella regione di Buendner , www.wine-tours.ch

9 idee per le vacanze estive in Ticino

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Pozzón in Osogna (c) Ticino Turismo, foto Remy Steinegger

L’Europa meridionale inizia dietro il San Gottardo. Chiunque abbia mai guidato il percorso verso sud conosce la sensazione di vacanza che li supera in Ticino. Dal 6 giugno 2020, tutte le attività per il tempo libero e le offerte turistiche possono riaprire, così che nulla ostacola una vacanza varia nella sala da sole svizzera.

Raffreddamento fresco in luoghi di balneazione solitari
Due laghi con oltre 160 chilometri di sponde, cascate e idilliaci laghi di montagna modellano il paesaggio della Svizzera italiana. I fiumi hanno un fascino speciale. Maggia e Verzasca sono conosciute per i loro punti di balneazione, ma ci sono anche molti stabilimenti balneari nascosti e piccole spiagge con sabbia fine sui corsi d’acqua del Ticino, Melezza, Isorno o Breggia. Ideale per rinfrescarsi dopo un’escursione, un giro in bicicletta o semplicemente per godersi l’estate e il sole. ticino.ch/gewaesser

Il grotto ticinese: tradizione culinaria della Svizzera italiana
Se non sei mai stato in una grotta in Ticino, dovresti farlo il prima possibile. Autentica cucina regionale viene servita in ristoranti tradizionali. In una grotta, la temperatura è costantemente fresca tutto l’anno, motivo per cui in origine serviva da frigorifero. Nel corso del tempo, le grotte di roccia si sono trasformate in ristoranti rustici, dove i piatti del Ticino venivano serviti su tavoli e panche di granito all’aperto sotto latifoglie secolari. ticino.ch/grotto

Tour enogastronomico: novità a Locarno e Bellinzona
Dopo Lugano, dal 6 giugno sono stati organizzati anche tour enogastronomici a Bellinzona e Locarno. Accompagnato da una guida locale, il tour di tre ore e mezza nei centri storici della città ti porterà lì. Specialità tipiche ticinesi come formaggi regionali, salametti aromatici, risotti o polenta sono provate in ristoranti e bar caratteristici. I piatti sono accompagnati da vini regionali come il Merlot ticinese – e aneddoti emozionanti. Il dolce finale non dovrebbe mancare, ovviamente. Il tour si svolge tutto l’anno su richiesta, anche in versione vegetariana o vegana. ticino.ch/foodwinetour

Nuovo percorso a tema sul Monte Ceneri
L’importanza del Monte Ceneri nel traffico nord-sud è presa in considerazione da un nuovo percorso tematico che è stato completato nella primavera del 2020. Mentre l’apertura prevista della galleria di base del Ceneri alla fine del 2020 porterà i visitatori più velocemente da nord a sud sulle rotaie, è una piacevole passeggiata sulla montagna con lo stesso nome. La “Via del Ceneri” di sette chilometri inizia alla stazione ferroviaria di Cadenazzo e conduce al passo del Ceneri fino alla nuova Piazza Ticino. Un percorso storico su cui escursionisti, pellegrini, soldati e commercianti hanno attraversato le Alpi nel corso dei secoli. Oggi, i pannelli informativi lungo il percorso indicano storia, cultura e monumenti. Con un dislivello di 420 metri, l’escursione è adatta alle famiglie. www.ticino.ch/hike103

Nuova pista per mountain bike sul Monte Tamaro vicino a Lugano
Gli appassionati di bici possono aspettarsi una nuova pista per mountain bike sul Monte Tamaro nella regione di Lugano. Il tour circolare di 32 chilometri, tecnicamente impegnativo “Tamaro Bike n. 362” offre una vista meravigliosa sul Lago di Lugano e sul Lago Maggiore. Da Rivera, prendere la funivia fino all’Alpe Foppa, da dove inizia la prima ripida salita su un sentiero non asfaltato. Una sosta a Capanna Tamaro con una vista panoramica a 360 gradi sui laghi e sulle montagne del Ticino vale 330 metri dopo. Da qui, discese impegnative e lunghe circa nove chilometri a binario unico ti aspettano fino a Bedano e attraverso piccoli villaggi fino alla stazione a valle della ferrovia di montagna. L’intero tour dura circa tre ore e mezza; Ci sono 750 metri verticali in salita e 1811 metri verticali in discesa. ticino.ch/tamarobike

Parco Scherrer: un museo nel giardino subtropicale dell’Eden
Morcote sul Lago di Lugano si trova nella scogliera del monte Arbostora e offre quindi un clima molto mite anche in inverno. Il sogno del rivenditore di tessuti Herrmann Arthur Scherrer (1881-1956) divenne una delle maggiori attrazioni. Sul ripido pendio a nord di Morcote, trasformò la terra invasa in un parco subtropicale di cipressi, cedri, palme e boschi di bambù. Numerosi piccoli edifici basati su modelli classici ed orientali offrono un ambiente adatto. Il Parco Scherrer è solo uno dei giardini mediterranei del Ticino che è stato nuovamente aperto al pubblico dal 6 giugno. www.ticino.ch/gaerten

Lungo i laghi di montagna in Val Piora
La corsa in funicolare dal villaggio di Piotta alla stazione a monte a quasi 1.800 metri dura un quarto d’ora. Con un’inclinazione di quasi il 90 percento, è uno dei più ripidi del mondo. Dalla stazione a monte è possibile raggiungere il bacino in pochi minuti, dietro il quale si estende un lago unico e un paesaggio montano. Il sentiero conduce al rifugio Föisc con angolo cottura e al Ritomsee, il più grande lago di montagna del Ticino. Seguendo la costa occidentale, gli escursionisti arrivano all’incrocio con il Lago di Tom con la sua spiaggia di sabbia bianca. Dopo il lago Cadagno, l’area di protezione del paesaggio dell’Alpe di Piora viene attraversata prima del ritorno alla stazione a monte del Ritombahn e quindi alla fine del tour circolare di 15,5 km. Ticino.ch/hike2 , ticino.ch/pioratal

Sentiero Cristallina: tre giorni nelle Alpi ticinesi
Il Sentiero Cristallina, lungo circa 40 km, è una delle escursioni in montagna più belle della Svizzera. Inizia a Bignasco nella parte posteriore della Valle Maggia e passa attraverso il rifugio Cristallina nella valle del Bedretto fino ad Airolo. Il primo giorno conduce attraverso la natura selvaggia della Valle Bavona. Lungo il fiume si passa la cascata alta 108 metri a Foroglio e dodici frazioni con tipiche case in pietra ticinesi a San Carlo. Il secondo giorno si sale al bacino del Robiei con vista sulle masse di ghiaccio del ghiacciaio Basodino e successivamente sulla Capanna Cristallina. Il terzo giorno, l’alta pista sul lato soleggiato della valle del Bedretto accompagna gli escursionisti attraverso paesaggi di alta brughiera con vista sul massiccio del San Gottardo. ticino.ch/hike203

Ticino: paradiso dell’arrampicata sul versante meridionale delle Alpi
Con oltre 80 aree di arrampicata sviluppate e un clima particolarmente favorevole, il Ticino è considerato un paradiso per gli scalatori sportivi. L’area più importante è il massiccio roccioso dei Denti della Vecchia nel sud del Ticino, un imponente rilievo di cresta sopra Lugano. Esistono 123 percorsi diversi in vari livelli di difficoltà in molti singoli massicci di arrampicata. La regione alpinistica più famosa del Ticino a livello internazionale è “Ponte Brolla”. La posizione soleggiata all’ingresso della Valle Maggia ha reso questa zona un importante punto di riferimento per la scena dell’arrampicata. E se stai cercando quella speciale scarica di adrenalina, la diga sul Lago di Luzzone è il posto che fa per te. La via di arrampicata artificiale più lunga del mondo è alta 160 metri. Circa 650 prese e ganci per arrampicata sono fissati su cinque lunghezze di corda. ticino.ch/ arrampicata

Elio e le storie Tech: Samsung Italia entra nel mondo del podcasting con Elio e Le Storie Tese

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Samsung Electronics Italia annuncia il lancio del podcast Elio e le storie Tech su Spotify. Lo show, sviluppato in 12 puntate on air da martedì 30 giugno, sarà incentrato sul tema del Connected Living e sarà condotto da Elio e le storie Tese, che racconteranno, insieme ad ospiti d’eccezione, come la tecnologia abbia cambiato e continui a migliorare la vita delle persone.

Con la consueta ironia che contraddistingue Elio e la sua band, il podcast indagherà sulle modalità con cui, grazie alla tecnologia, si può vivere meglio e come “essere connessi” possa aiutare a superare tanti piccoli ostacoli nella vita di tutti giorni.  Puntata dopo puntata, Elio e le storie Tese cercheranno di imparare tutti i segreti e i diversi aspetti della vita connessa attraverso la tecnologia Samsung. Il tutto scandito dalla presenza di numerosi ospiti e dall’ironia scanzonata del noto gruppo milanese, che tra una battuta e l’altra concluderà ogni puntata con l’invenzione di un “neologismo tecnologico”, che descrive l’innovazione scoperta insieme all’ospite, e che verrà subito messo in musica.

 

Samsung Italia si distingue nel mercato per l’innovazione dei suoi prodotti e per la sua tecnologia all’avanguardia, e la continua ricerca e sviluppo di nuove soluzioni non riguarda solo i prodotti, ma anche le modalità di comunicazione. Vogliamo essere vicini ai nostri utenti e rivolgerci a loro attraverso nuovi strumenti che ci permettano di raccontare il nostro brand in maniera emozionale e coinvolgente, che evidenzi quello che è il vero, grande impatto della nostra tecnologia nella vita quotidiana. L’ascolto dei podcast è in aumento in maniera esponenziale e trasversale rispetto alle diverse generazioni. Per questo motivo Samsung ha deciso di puntare su questo canale per comunicare in maniera nuova i temi più cari alla nostra azienda, grazie ad una conduzione d’eccezione – quella degli Elio e Le Storie Tese – e a tanti ospiti che aiuteranno gli ascoltatori ad immergersi appieno nella vita connessa”, ha dichiarato Francesco Cordani, Head of Marcom di Samsung Electronics Italia.

Contenuti e struttura del podcast Elio e le storie Tech

Durante le 12 puntate del podcast, Stefano Belisari, in arte Elio, intervisterà, insieme agli storici membri della band Faso e Cesareo, un ospite per ogni episodio. Con una nuova puntata ogni due settimane, il format accompagnerà gli ascoltatori nell’arco dei prossimi cinque mesi. Oltre all’intervista all’ospite speciale, con cui si parlerà di innovazione e tecnologia, ad ogni appuntamento Elio e la band inventeranno un neologismo che diventerà centro di un breve brano musicale, inspirato al tema della puntata.

“Ci piace metterci alla prova con nuovi progetti, e parlare di tecnologia ancora ci mancava. Anche se la utilizziamo tutti i giorni, con questa esperienza abbiamo intrapreso un vero e proprio viaggio nell’innovazione, che sotto tanti aspetti per noi era ancora da scoprire. Durante le puntate, con i vari ospiti che si sono succeduti e con i quali abbiamo avuto il piacere di chiacchierare e scherzare, abbiamo raccontato a modo nostro come, utilizzando in modo consapevole i diversi dispositivi tecnologici, ciò che è complicato può diventare semplice e ciò che era impossibile, ora è a portata di mano”, ha commentato Stefano Belisari di Elio e le storie Tese.

La prima puntata sarà incentrata sul tema del Connected Living ed Elio, Faso e Cesareo intervisteranno Salvatore Aranzulla, il noto blogger e imprenditore italiano che con i suoi consigli su Internet ha reso la tecnologia comprensibile a tutti. Nelle successive puntate si affronteranno diversi temi, dall’evoluzione degli smartphone con il tech blogger Andrea Galeazzi, al nuovo concetto di smart home insieme all’influencer Ludovica Sauer, dal gaming con il team eSports Samsung Morning Stars, alla nuova idea di alta cucina con lo chef Davide Oldani, fino al legame tra sport e tecnologia insieme ai campioni italiani Laura Rogora e Vincenzo Abbagnale.

È possibile seguire tutte le puntate del podcast su Spotify.