Skagen e il Nord della Danimarca

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Una vacanza rilassante nella città della luceIl nord della Danimarca è un’oasi di pace e tranquillità, immersa in una luce magica. Skagen, la città più a nord del paese, vanta infatti il maggior numero di ore di luce della Danimarca. Ha un fascino artistico bohémien, tra spiagge incontaminate e natura selvaggia, ed è molto amata anche dai danesi. Skagen ha sempre suscitato un interesse particolare: artisti internazionali e impressionisti danesi vi hanno vissuto e lavorato sin dal XIX secolo, attratti soprattutto da una luce affascinante, in costante cambiamento, e da un paesaggio suggestivo.

5 buoni motivi per andare a Skagen 1. Cultura da non perdere

L’arte e la cultura sono parte integrante dell’anima di Skagen. Nella città è nata la famosa Scuola di Skagen, una colonia artistica apparsa alla fine del XIX secolo. Lo Skagens Museum espone oltre 1800 opere di artisti danesi e internazionali relative al periodo tra 1870 agli anni ’30. I dipinti rappresentano parte della produzione della Scuola di Skagen, con opere di PS Krøyer e Anna Ancher, considerata uno dei principali artisti danesi, ma sono anche una significativa testimonianza della vita e della cultura degli abitanti di questa colonia artistica.

2. Luce magica

La luce a Skagen è particolarmente suggestiva soprattutto nei mesi estivi, quando si può goderla fino a tardi passeggiando lunga la costa o nelle viuzze della città. Il pittoresco centro storico è costellato da bellissime gallerie d’arte e negozietti di artigianato locale, nonché da meravigliose casette gialle che illuminate dalla calda luce del sole regalano colori e atmosfere particolarmente affascinanti. 

3. Natura da vivere

La primavera e l’estate è il periodo ideale per visitare Skagen, godendo pienamente dei colori della natura e potendo esplorare le attività all’aperto con passeggiate a piedi, in bici o in mountain bike. 

4. Gastronomia

Oltre ad essere una perla naturale e artistica, Skagen è conosciuta anche per i suoi ottimi ristoranti di pesce e per le sue specialità gastronomiche. Molto pittoresco è il porto, caratterizzato da piccoli locali e squisiti ristorantini dove è d’obbligo assaporare i piatti a base di crostacei e pesce: il posto ideale per godersi dell’ottimo cibo e splendidi tramonti, soprattutto in estate. E oltre ai frutti d mare, potrete gustare anche il tradizionale prosciutto di Skagen, le bistecche di Angus bio o una vasta gamma di altre specialità locali.

5. Eventi e festival

Se in primavera fioriscono le tante gallerie di Skagen che ospitano mostre e installazioni artistiche, l’estate offre il meglio degli eventi all’aria aperta.        

Isole Faroe: natura e cultura

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18 isole incontaminate ancora poco conosciute, per una vacanza all’insegna della natura e della cultura, grazie anche ad un ricco calendario di eventi di musica, arte e gastronomia.

Le Faroe sono un vero e proprio paradiso per escursionisti e appassionati di birdwatching con paesaggi mozzafiato, montagne, scogliere a picco sul mare che ospitano svariate specie di uccelli marini – quasi 300. Tra pittoreschi villaggi di pescatori, vallate verdissime puntellate da infiniti greggi di pecore, le Faroe offrono un paesaggio vario e unico scaldato da una meravigliosa accoglienza. I Faroesi sono infatti molto ospitali e aperti e la straordinaria natura delle isole invita subito a sentirsi a casa.  Le Faroe sono una meta adatta a chi ama l’escursionismo, la pesca, le immersioni, la vela o semplicemente a chi desidera respirare l’aria pulita a pieni polmoni e godersi la tranquillità di una natura incontaminata.

La capitale: Tórshavn

Tórshavn è una delle più piccole capitali del mondo, ma offre tanti servizi, dagli hotel 4 stelle e i negozi di design locale, agli ottimi ristoranti che servono cibo a base di prodotti tipici, per non dimenticare la vivace scena musicale e culturale.

La gastronomia

Le isole Faroe hanno un’interessante patrimonio gastronomico. Il ristorante KOKS (aperto nel 2011) vanta ben due stelle Michelin e il suo giovane chef Poul Andrias Zisca ha ricevuto quest’anno anche il prestigioso titolo di Michelin Nordic Guide Young Chef 2019.

Il calendario degli eventi 

Tutto l’anno, ma in particolare in primavera e in estate, le isole si animano di eventi e festival di ogni genere, dalla musica alla cultura, passando ovviamente per la gastronomia. 

Le città ceche splendide mete per il city-break, ma anche porte d’accesso a Boemia e Moravia con le loro meraviglie insospettate

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Stitched Panorama

Sospese nel tempo o lanciate verso il futuro, piccole o grandi, perle classiche o nuovi indirizzi di tendenza, culle di storia o palcoscenici vibranti, le città della Repubblica Ceca sono meta prediletta per brevi fughe all’insegna della cultura, delle nuove mode e dello shopping. Il nostro consiglio è però quello di concedervi un po’ più di tempo, non solo per scoprirle al meglio, ma per spingervi nella Provincia. I capoluoghi sono infatti punti di partenza ideali alla scoperta del territorio, carico di sorprese precluse al turista mordi-e-fuggi.

Arrivi, mordi e fuggi. E’ sempre così quando la meta del viaggio è una città storica, così carica di spunti, attrazioni e proposte. A partire dalla capitale, i grandi centri della Repubblica Ceca sono certamente perfetti per un city-break che, anche se ripetuto più volte, non sarà mai uguale ma sempre all’insegna di nuovi stimoli. Provate però a fermarvi un attimo, nel vero senso della parola. Concedetevi qualche giorno in più, oppure rivedete la vostra scaletta di marcia. Pensate per una volta alle nostre splendide città non come un punto di arrivo, ma di partenza. Alla volta di tutti quegli infiniti e inattesi volti che il Paese può offrire a chi osa esplorarlo. Pensate alle nostre città non solo come culle di storia, templi dello shopping e del gusto, piattaforme di cultura… pensatele per quello che effettivamente sono: le porte di accesso alle meraviglie spesso ancora sconosciute di Boemia e Moravia.

Dietro il velo di Praga, la Boemia cuore d’Europa
Elegante, nostalgica e un po’ misteriosa, Praga ha un fascino intramontabile sul quale però non si adagia e, accanto al suo straordinario patrimonio storico e architettonico (di cui il Castello e il Ponte Carlo non sono che la punta dell’iceberg), propone quartieri nuovi, o meglio risorti a nuova vita e oggi fucina di arte e creatività. E’ il caso per esempio dell’Art District 7, affollato di gallerie, musei, teatri, caffetterie, ristoranti, club musicali, studi creativi e spazi culturali ibridi. Basta però lasciarsi alle spalle i fremiti della capitale per trovare ritmi e paesaggi diversi: la Boemia è un capolavoro di città storiche, aspre montagne (come i Monti Metalliferi), parchi rigogliosi (come la Selva Boema), scenari selvaggi, castelli nonché culla di storia, arte, letteratura e movimenti rivoluzionari. Tra le perle della Boemia, Cesky Krumlov, a sua volta porta di accesso a un territorio carico di sorprese. La prima sorpresa in assoluto è però la città stessa, sotto tutela Unesco per il prezioso centro storico medievale e gotico, sovrastato dal grande castello ingentilito nei secoli da tratti rinascimentali e barocchi. Passeggiare per il centro storico con la grande piazza e l’intrico di vicoli popolati di botteghe artigiane è un vero tuffo nel passato. Sempre in Boemia, Trebon: città termale con una bella piazza porticata e il castello dei Rosenberg. Poi c’è la città fortificata di Tabor, tra le culle del movimento hussita. Kutna Hora è la “città d’argento”, capolavoro medievale che dall’estrazione mineraria trasse grande fortuna. La sua cattedrale di Santa Barbara è sotto l’effige Unesco. Altro gioiello boemo è Litomysl, con il monumentale castello rinascimentale, che nasconde tra l’altro un teatro barocco originale, ancora funzionante. Infine Liberec, nota per lo più per l’alta torre panoramica, al centro di un famoso complesso turistico realizzato negli Anni ‘60, ma anche scrigno di molti tesori storici e architettonici. La città è inoltre punto di partenza per escursioni nei Monti Iser e apprezzata località sciistica. Da non dimenticare, poi, che la Boemia è patria di famosi cristalli dalla tradizione antichissima, oggi protagonisti anche di nuove linee dedicate al design. Assolutamente da concedersi, un tour delle vetrerie più antiche e famose lungo la Via del Vetro. Tappa obbligata sarà Karlovy Vary, elegante centro termale passato alla storia per le acque benefiche e i delicati cristalli, apprezzati in ugual modo da re, imperatori e aristocratici. Nei dintorni, il castello di Loket e quello di Becov nad Teplou.

Brno e la Moravia
Affascinante, interessante, affezionata al passato ma sedotta dal futuro, Brno spicca tra le Città Creative selezionate dall’Unesco. Qui è infatti particolarmente fervida la produzione moderna in architettura, arte e design. E non è nemmeno una tendenza troppo recente: lo dimostra l’ineguagliabile Villa Tugendhat, capolavoro funzionalista dell’architetto tedesco Ludwig Miese van der Rohe, che –seguita da altre opere nello stesso stile- già all’epoca segnò un salto in avanti nel tempo. Oggi la città è costantemente un passo avanti, almeno nella zona chill-out di piazza Jakubske, popolata di caffè, bar e locali dallo stile e dalle atmosfere originali. Anche dal punto di vista gastronomico, Brno è considerata un tempio delle sperimentazioni. Brno è però innanzitutto il capoluogo della Moravia, terra bellissima solcata dalla Morava. Anche qui, una natura rigogliosa fa da cornice agli interventi dell’uomo, non solo in fatto di architettura: la Moravia è famosa per i suoi ondulati scenari di colline ammantate da ordinati filari di vigne, all’origine di etichette apprezzate ormai in tutto il mondo. Il consiglio è di inforcare la bicicletta e concedersi un tour dei vigneti, delle cantine e dei borghi lungo la Via del Vino. Pretendete di degustare i bianchi e i rossi di qualità e fatevi raccontare il lavoro faticoso e meticoloso nascosto dietro ogni singola goccia di Ice Wine, il pregiato e raro vino del ghiaccio. Ancora poco nota agli italiani, questa terra è pregna di sorprese. Assolutamente vario il paesaggio: dalle colline delle regioni vitivinicole, alle montagne valacche, dalle fertili pianure di Hanà alle formazioni carsiche. Millenaria la storia morava, a lungo legata a doppio nodo a quella boema. Tracce dell’epoca imperiale sono ancora visibili nei vari castelli e nelle architetture delle città. A partire da Kromeriz, il cui castello con i relativi giardini è patrimonio Unesco. Nei dintorni, il castello di Velehrad, perfettamente conservato. Per non parlare di Olomouc, detta “la capitale spirituale di Moravia” per l’alta concentrazione di monumenti religiosi. Tra questi, la Colonna della peste della Santissima Trinità, sotto tutela Unesco. A Zlin ritrovate le orme non solo di una delle imprese calzaturiere più fortunate e famose al mondo –Bat’a- ma anche del genio lungimirante del suo fondatore, sostenitore del funzionalismo e promotore di una cittadella ideale per i propri dipendenti, a firma delle archistar dell’epoca. E poi naturalmente c’è Ostrava, l’ultima frontiera del turismo “curioso”. Nella capitale dell’archeologia industriale ceca, candidata all’iscrizione nella lista dell’Unesco, i siti minerari e metallurgici del XIX secolo sono stati riconvertiti nell’ottica del design e della didattica. Ostrava, un tempo grigia (per le ciminiere) è oggi decisamente cool. Anche i siti minerari Landek Park e Dolni Vitkoviche non sono semplici musei, ma centri pulsanti di musica, creatività e divertimento.

Praga kid’s friendly Nostalgica o avveniristica, la capitale seduce anche i più piccoli

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L’interesse per il passato, la curiosità per il futuro, lo spirito d’avventura, la passione per il mistero, la vocazione per il gioco… città magica per eccellenza, Praga sa bene come quali tasti toccare con i bambini.
Non abbiate remore a portarli con voi e lasciate anzi che siano loro a trascinarvi in un’esperienza indimenticabile, che in fondo non ha età.

A chi viaggia con i piccoli, la capitale ceca offre –oltre che strutture specializzate e servizi ad hoc- un’ampia gamma di luoghi dove condurli, raccolti nella speciale mappa “Praga con i bambini”, disponibile in italiano gratuitamente presso gli uffici turistici. Non solo monumenti e musei, testimoni di un passato affascinante e avventuroso, ma anche tracce di intramontabili leggende, spazi verdi, zoo e parco giochi, passeggiate e gite insolite, parchi acquatici, collezioni speciali e tappe golose.

Musei divertenti

I bambini amano i racconti di cavalieri e principesse, portateli dunque al Museo Municipale per scoprire la storia della città, come vivevano i suoi primi abitanti, come da semplici fortezze isolate si siano creati palazzi signorili e tante altre curiosità. Quale bambino, poi, non è impazzito per treni e trenini? Tappa obbligata allora al Regno delle Ferrovie, con modellini di treni e di automobili che si danno la precedenza agli incroci, per sfilare tra miniature di edifici importanti. Il Museo Nazionale della Tecnica affascina i ragazzi con una straordinaria collezione di invenzioni tecniche, apparecchiature e mezzi di trasporto di ogni periodo storico. Se questi non bastassero e alla parola “museo” i piccoli dovessero ancora storcere il naso, fateli ricredere una volta per tutte portandoli al Museo dei Giocattoli, al Castello, che raccoglie giochi, bambole, carrozzine, macchinine, trenini e orsetti di pezza dall’antichità fino ai giorni nostri. E per le bambine c’è anche una collezione di Barbie, protagoniste anche alla Galleria delle Bambole. Gli appassionati di Harry Potter e degli incantesimi non possono mancare il Museo di Alchimisti e Maghi della Vecchia Praga, con il laboratorio del famoso alchimista Maestro Kelly. Tutte le magie possibili con i mattoncini più amati nel mondo si scoprono invece al Museo privato dei LEGO, con oltre 2500 modelli di costruzioni. E poi ci sono il Museo della Polizia, dove scoprire come funziona guardia e ladri nella vita vera e dove divertirsi nel parco giochi dei mezzi pubblici, il Museo delle Cere, dove sono riprodotti anche i più recenti beniamini dei bambini, e pure il Museo della Cioccolata, da acquolina in bocca.

Avventure outdoor

Anche in fatto di avventure all’aria aperta, a Praga non c’è che l’imbarazzo della scelta: il giardino botanico con la serra tropicale Fata Morgana, un Dinoparco sul tetto di un centro commerciale e un grandioso zoo con ben 12 padiglioni, 150 esposizioni e il Children’s Zoo: un’area speciale dove i cuccioli di uomo entrano in contatto con gli animali domestici e imparano a prendersene cura. All’Ippodromo, mentre i grandi incitano i cavalli, i piccoli possono montare i pony. E poi parchi divertimento, avventura e acquatici, fattorie ecologiche visitabili, nonché aree verdi attrezzate per pic-nic, giochi e attività sportive.

Avventure indoor

Per emozioni stellari, ci sono il Planetario e l’Osservatorio Astronomico. Magnifico l’Acquario, con luminose vasche giganti popolate di specie anche rare e “arredate” con grotte coralline. Alla MaxLasergame Arena, in una vasta area coperta e buia, giocando con i laser l’adrenalina dei piccoli sale a mille. Per non parlare dell’esperienza nella galleria del vento alla Skydive Arena, dove i bambini sopra i 5 anni possono sfidare la forza di gravità lanciandosi senza paracadute in un tunnel che simula le condizioni della caduta libera. Nel parco sportivo Gutovka i piccoli trovano parete da arrampicata, skate-park, minigolf e uno straordinario mondo acquatico.

Gite e passeggiate insolite

Sono tanti i mezzi di trasporto disponibili per regalarsi una visita indimenticabile di Praga, da punti di vista insoliti. Ai piccoli piacerà certamente il trenino turistico, ma impazziranno per lo storico tram numero 91, che attraversa il centro e poi sale su verso il castello. Al capolinea, fate una puntatina al Museo del Trasporto pubblico. Per non parlare di una gita in carrozza, trainata da pony… E poi una crociera in battello sulla Moldava, magari quello a vapore che conduce fino allo zoo, oppure una bella sgambettata senza meta in pedalò. Il centro città si può visitare persino in auto d’epoca o con i piedi ben saldi su un segway (sopra gli 8 anni). Attenzione però a lasciar scegliere i bambini: sarà sicuramente l’opzione mongolfiera a vincere! Se non temete l’altitudine, ma il pallone aerostatico è davvero troppo, vi consigliamo di dirottarli sulla visita alla torre del Municipio nella Città Vecchia, a quella del quartiere Zizkov e alla torre sulla collina di Petrin (raggiungibile in funicolare), copia in miniatura della cugina francese Eiffel: tutte regalano panorami da brivido sulla città.

C’era una volta, dicono

Le atmosfere di Praga, soprattutto la sera, sono davvero fiabesche ma la città è soprattutto culla di numerose leggende, che aleggiano nei luoghi più famosi ma anche in angoli poco conosciuti della capitale. A partire dal Ponte Carlo, monumento-simbolo di Praga. Secondo le testimonianze lasciate dai costruttori dell’epoca, nell’impasto per tenere le pietre unite tra loro, vennero aggiunte le uova affinché risultasse più solido. Forse è anche per questo che il ponte ha resistito a numerose alluvioni, dalla sua costruzione nel 1357 a oggi. Anche il famoso e bellissimo orologio astronomico sulla Torre Municipale, nella Città Vecchia, è al centro di un’antica leggenda. Pare che i consiglieri di Praga temessero che il suo autore, il Maestro Hanus, potesse creare un simile capolavoro altrove e per questo motivo gli provocassero la cecità. Egli per protesta avrebbe fermato l’orologio per sempre, ma fortunatamente nel 1865 l’orologiaio Ludvik Hainz sarebbe riuscito ad aggiustare il meccanismo. Il Golem era un essere artificiale d‘argilla creato dal rabbino Löw con tre elementi (acqua, fuoco e aria), a dargli vita era un seme riposto sotto la lingua. Aveva una grande forza, e poteva fare quasi tutto, tranne parlare. Aiutava a casa del rabbino e nella sinagoga. Un giorno, tuttavia, il rabbino dimenticò di togliere il seme e il Golem distrusse tutto ciò che incontrò sul suo percorso. Quando infine il seme fu rimosso, il corpo del Golem si disintegrò e la materia che rimase a terra venne portata nella sinagoga Vecchia-Nuova, dove sarebbe custodita ancora oggi. La Torre Daliborka, prende il nome dal cavaliere Dalibor di Kozojed che difese i sudditi ribelli e per questo vi venne imprigionato. La leggenda dice che lì imparò a suonare il violino magnificamente. La gente era dispiaciuta per lui e gli mandava del cibo tramite un cestino appeso a una corda.

Piccoli intellettuali crescono

Praga è poi storicamente città di arte, musica e cultura. Perché allora non iniziare, qui in un contesto del tutto naturale, a dare ai nostri bambini una formazione intellettuale, rispettando i loro tempi e la loro sensibilità percettiva? Il Teatro Nazionale e il Teatro degli Stati (famoso per aver ospitato la prima mondiale del Don Giovanni di Mozart) vantano un programma eccezionale per i piccoli spettatori. A seconda della stagione programmano Lo Schiaccianoci, Cenerentola l’opera per tutta la famiglia Čarokraj e il balletto Peter Pan. Per un divertimento meno impegnato, è da tener presente che quella delle marionette è una tradizione fortemente radicata nella cultura ceca. Nel Paese dei Burattini, nel piccolo teatro in via Žatecka, gli spettacoli pomeridiani del week-end sono dedicati principalmente ai bambini, mentre nelle botteghe artigiane del centro storico è possibile acquistare bellissime marionette fatte a mano, splendido souvenir di Praga. Al Teatro Minaret, infine, vanno in scena favole d’autore.

Ponti di primavera in Danimarca

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Ponti di primavera in Danimarca

Comodamente raggiungibile in un paio d’ore di volo dall’Italia, la Danimarca è la meta ideale per un weekend lungo o una piccola vacanza, specialmente in primavera, quando le temperature diventano miti e le giornate più luminose. E quale occasione migliore dei prossimi ponti primaverili, per partire in coppia o in famiglia alla scoperta del piccolo grande paese scandinavo? Dal city break a Copenaghen, eletta città #1 Best in Travel 2019 da Lonely Planet, all’itinerario sulle tracce di Andersen a Odense, senza dimenticare i numerosi festival… le occasioni per godersi l’aria primaverile in Danimarca sono molteplici. Magari approfittando proprio delle offerte di primavera.

Dove andare e perché 

Copenaghen ha tutto ciò di cui un viaggiatore ha bisogno per trascorrere un perfetto city-break scandinavo, tra cultura, architettura, gastronomia, design e sostenibilità. La vivace e accogliente capitale danese è compatta quanto basta per essere esplorata a piedi o in bicicletta. Questo è senza dubbio il modo migliore per respirare l’atmosfera disinvolta e rilassata della capitale dai mille contrasti. E in primavera, saltare in sella a una bici, fare il giro dei canali in battello o godersi un pic-nic al parco diventa ancor più piacevole! Ma soprattutto, a Copenaghen non ci si annoia mai, con i tanti festival ed eventi in programma nei mesi primaverili, che spaziano dal food alla musica, dall’arte al design, e con la riapertura del Parco Tivoli per la nuova stagione.

Dove alloggiare: per vivere un’esperienza straordinaria, in un luogo danese iconico, soggiorna all’hotel Ottilia, il nuovo boutique hotel**** lusso nei locali dell’antica fabbrica della Carlsberg. L’hotel ha saputo reinterpretare l’architettura industriale ed iconica in un modo tutto nuovo pur conservando nella loro originalità e particolarità i dettagli architettonici degli edifici industriali della fabbrica.

Aria di novità alla Galleria Nazionale di Praga

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Quello proposto per il 2019 dallo storico museo –che a febbraio ha compiuto 223 anni- è un calendario davvero ricco. Fin qui niente di nuovo. Tante però le sorprese: nuove collezioni, un anniversario importante e persino un’incursione oltreconfine.
Con 223 anni appena compiuti, la Galleria Nazionale di Praga (Narodni galerie Praha) è la seconda struttura del suo genere più antica in Europa, dopo il Louvre di Parigi. Distribuita su più edifici –Convento di Sant’Agnese di Boemia, Palazzo Kinský, Palazzo Salm, Palazzo Schwarzenberg, Palazzo Sternberg, Maneggio di Wallenstein e Palazzo delle Fiere- raccoglie il meglio delle arti figurative ceche e mondiali. Se le esposizioni permanenti di arte antica, moderna e contemporanea sono già un ottimo pretesto per dedicarle una o più visite, quest’anno si presenta ricco di novità.

Arte senza confini

Dal 24 maggio al 15 settembre, a Palazzo Sternberg, sarà possibile ammirare una grande mostra dedicata al rapporto tra due regioni storiche confinanti, Sassonia e Boemia. L’esposizione, suddivisa in nove sezioni, si concentrerà sulla simbiosi tra arte e storia, sia nella vita quotidiana della gente comune, che negli eventi storici “scatenati” dall’élite dominante. Molti reperti saranno in Repubblica Ceca per la prima volta. Tra questi, opere preziose di arte gotica e rinascimentale, compresi i dipinti di Lucas Cranach, le tele dei manieristi, il barocco culminante e i quadri di Oskar Kokoschka.

Collezione autunno/inverno

La prima nuova collezione aprirà i battenti il 13 settembre, a Palazzo Schwarzenberg, davanti al  Castello di Praga. Staří mistři” (Antichi Maestri) presenterà importanti collezioni di arte figurativa, in particolare del XVI-XVIII secolo. In mostra, tra le altre, opere di Hans von Aachen, Petr Brandl, Lucas Cranach e Peter Paul Rubens. La seconda esposizione sarà inaugurata il 12 novembre nel Palazzo delle Fiere. 1796–1917: Umění nejdelšího století” (1796-1917: l’arte del secolo più lungo) sarà incentrata sui temi più importanti e tipici della società, dalle guerre napoleoniche all’avvento della modernità, con quadri e sculture di Eugène Delacroix, Paul Gauguin, Pablo Picasso e Josef Mánes.

A 30 anni dalla Rivoluzione di Velluto

Quest’autunno la Galleria Nazionale celebrerà anche il trentesimo anniversario della rivolta che, nell’allora Cecoslovacchia, causò la caduta del regime comunista. Tra le tante iniziative, la mostra fotografica Havel na Hrad! (Havel al castello!), allestita nel Palazzo delle Fiere a partire dal 13 novembre e fino al 16 febbraio 2020. Le fotografie delle manifestazioni anti-regime saranno accompagnate da altri scatti dello stesso anno, il 1989, raffiguranti però la vita di tutti i giorni o i problemi sociali e politici.

Un intero anno di mostre

Palazzo delle Fiere: mostra 400 ASA: Fotografie, con scatti di Alžběta Jungrová, Antonín Kratochvíl, Karel Cudlín e Tomki Němec, 8/3–8/9/2019.
Scuderia di Wallenstein: mostra Cesta k vysoké hře (La strada verso l’alto) con opere di Josef Šíma, 19/4–30/7/2019.
Palazzo Kinský: mostra Francouzský impresionismus (Impressionismo francese) con opere di Monet, Degas, Renoir e Sisley, 28/6–20/10/2019.
Palazzo delle Fiere: retrospettiva dello scultore svizzero Alberto Giacometti, 19/7–1/12/2019.
Scuderia di Wallenstein: mostra Poklad mahárádži: indické umění z Džódhpuru (Il tesoro del maharaja: l’arte indiana di Jodhpur), con reperti da musei e collezioni private, ottobre 2019-aprile 2020.
Convento gotico di Sant’Agnese di Boemia: mostra Krásné madony (Belle Madonne) con statue gotiche di Maria, 22/11/2019-19/4/2020. 

Utrecht: let’s go west, un quartiere trendy tutto da scoprire

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Il modo migliore per vedere tutto ciò che il quartiere West di Utrecht ha da offrire, è quello di prendere una bicicletta e partire alla scoperta tra arte, natura e divertimento.

Si può iniziare il percorso nella Kanaalstraat presso la piazza Westplein. Questa vivace via ricca di panetterie, pasticcerie e negozietti locali è il cuore pulsante di Lombok. Il primo consiglio è di fermarsi al  caffè Kopi Susu: un vero e proprio punto di incontro per la popolazione locale, in cui non solo viene servito il caffè con il tipico dolce indonesiano “spekkoek”, ma qui organizzano anche una serie di attività culturali come mostre, musica dal vivo e laboratori gratuiti.

Continuando a pedalare lungo questa via, si incontra la fabbrica Cereol, un autentico esempio di patrimonio industriale a cui recentemente è stata data nuova vita. Dal 1908 fino all’inizio di questo secolo la fabbrica veniva infatti usata per estrarre olio, prima dai semi di lino e successivamente dalla soia. Ora ospita un teatro, una biblioteca e il ristorante “Buurten in de Fabriek”, un luogo molto amato e frequentato dagli abitanti della città.

Successivamente si percorre la Kanaalweg passando da numerose houseboats di tutte le forme e misure, per arrivare nel quartiere “Westpoortkwartier”. Questa parte della città, una volta costituita da numerose fabbriche e siti industriali, è stata ora trasformata in un vero e proprio “paradiso culturale”. Un esempio della rinascita di questo quartiere è sicuramente De Nijverheid, un enorme spazio con atelier per artisti locali, uno spazio espositivo all’interno di una barca che un tempo ospitava un bordello e un bar con una terrazza che si affaccia sull’acqua.

In questo quartiere non mancano nemmeno parchi e natura. Se si desidera prendere una pausa dalla città, una passeggiata nel parco Oog in Al, all’interno del quale si trova anche un recinto con cervi, così come la vecchia casa di campagna Landhuis in de Stad sulle rive del Leidsche Rijn, sono ottime occasioni per rilassarsi e godersi un po’ di pace.

Questa parte della città offre svariati locali per fermarsi a mangiare e bere qualcosa oppure per una serata in compagnia all’insegna della musica e del divertimento: Qui abbiamo fatto una selezione

  • Oproer brew pub: offre un’ampia gamma di birre che cambia regolarmente ed un menù interamente vegano e biologico.
  • Werkspoorcafè De Leckere: un pub dall’aspetto industriale che propone birre artigianali così come birre prodotte da altre birrerie locali. Degustazione di formaggi assortiti, salsiccie e prosciutti tra i piatti proposti, che possono anche essere consumati sulla terrazza affacciata sulle rive del canale Amsterdam-Rijn.  
  • dB’s pop podium: locale in cui organizzano serate con musica dal vivo all’interno di un particolare edifico, un tempo un’officina che riparava bus della Dutch Railways, che ospita anche il “Filmcafè”: qui vengono proiettati film d’arte locale, grandi classici, e film che andrebbero visti almeno una volta nella vita. Successivamente il cinema lascia spazio alla musica, con la possibilità di passare la notte ballando su note jazz, soul, funk, disco, rock&roll e hip-hip.
  • WAS: per chi preferisce la musica elettronica, questo temporary club nasce nell’ex-bagno dei dipendenti di una fabbrica storica che produceva locomotive e macchine a vapore.

Middelburg protagonista del Secolo d’Oro olandese

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La città ricca di monumenti storici nella Zelanda

 

Durante il Secolo d’Oro olandese la città di Middelburg era un fiorente centro del commercio internazionale. Situata nella penisola meridionale della Zelanda, la città occupava una posizione strategica rispetto alle rotte commerciali usate dalla Compagnia olandese delle Indie Orientali. Oggi le vestigia di quell’epoca sono ben visibili attraverso i monumenti nazionali, gli edifici storici e i cantieri navali, le strade acciottolate e gli stretti vicoli magnificamente preservati, unitamente alle istituzioni culturali nate a seguito degli sviluppi artistici e scientifici che caratterizzarono Middelburg nel periodo di massima prosperità.

 

Nel Cinquecento e nel Seicento, Middelburg rappresentava il più importante centro commerciale dei Paesi Bassi, dopo la capitale Amsterdam. La Compagnia olandese delle Indie orientali (in olandese Vereenigde Oostindische Compagnie, abbreviato in VOC), ovvero la compagnia commerciale olandese attiva nei territori coloniali in Asia dal 1602 al 1800, è considerata come la più antica società “globale” mai esistita e si stima abbia giocato un ruolo determinante nello sviluppo del capitalismo moderno.

 

Rivivere il Secolo d’Oro a Middelburg

Gli edifici e i monumenti storici di Middelburg rappresentano il retaggio lasciato alla città dal Secolo d’oro. Circa 1.100 monumenti nazionali sono sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e molti altri sono stati ricostruiti in modo fedele agli originali. Tra questi, l’Abbazia di Middelburg è un ex monastero che affonda le radici all’inizio del 12° secolo. Attualmente l’edificio medievale in stile gotico ospita il museo ‘Zeeuws Museum’, la cui affascinante collezione di manufatti orientali, attrezzature navali, arazzi e indumenti fa rivivere il Secolo d’Oro. L’interno dell’abbazia accoglie inoltre due uffici governativi e due chiese: la Nieuwe Kerk (Chiesa Nuova) sul lato occidentale e la Koorkerk (Chiesa del Coro), facilmente riconoscibile per l’imponente torre ‘Lange Jan’ che svetta al di sopra della città.

 

Anche il Municipio di Middelburg nella imponente piazza del Mercato, caratterizzato da un’architettura tardo gotica, con persiane dipinte, frontoni decorati, torrette e statue della nobiltà zelandese, simboleggia un’epoca di enorme prosperità. L’imponente edificio, oggi sede della ‘University College Roosevelt’, continua la tradizione delle scoperte scientifiche cara a Middelburg.

 

L’edificio ‘Kloveniersdoelen’, costruito nel 1607 in stile tipicamente fiammingo, è un ulteriore esempio di storia vivente a Middelburg. Utilizzato in passato per le esercitazioni di tiro al bersaglio e successivamente convertito in ospedale militare, ospita attualmente un cinema e un ristorante.

 

A Middelburg spezie, tessuti e porcellane provenienti dall’Asia e dall’Africa venivano accolte e trasferite a un mercato europeo che ne era rimasto totalmente affascinato. La prima asta di porcellane cinesi che si tenne in Olanda ebbe luogo proprio a Middelburg e suscitò un tale entusiasmo nazionale per la ceramica dipinta da stimolarne la riproduzione, dando così origine alle maioliche di Delft. La città attrasse marinai, cartografi e numerosi costruttori di navi, che nel corso di due secoli realizzarono circa 300 imbarcazioni.

Intellettuali, scienziati e artisti si trasferirono in questa città, diventata in poco tempo straordinariamente ricca e influente, così come fecero numerosi immigranti fiamminghi in seguito all’assedio di Anversa del 1585. Alcune scoperte importanti risalgono al Secolo d’oro olandese, come ad esempio l’invenzione del telescopio da parte di Hans Lippershey, nel 1608.

 

Seguire le orme di Van Gogh con Airbnb: turismo esperienziale nella regione del Brabant

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Il 30 marzo gli amanti dell’arte di tutto il mondo hanno celebrato il 166° compleanno del pittore più rappresentativo dei Paesi Bassi: Vincent Van Gogh.

In sua occasione, dal 21 settembre 2019 al 12 gennaio 2020 il Museo Het Noordbrabants di Den Bosch aprirà le porte a tutti i grandi appassionati del più grande artista moderno che la regione del Brabante possa annoverare. La mostra “Van Gogh’s Inner Circle: gli amici, la famiglia e i modelli” offre una prospettiva unica sulla vita personale di Van Gogh, indagando in profondità nel carattere tormentato e solitario dell’artista attraverso le sue relazioni con amici e familiari.

Questa mostra però non è l’unica occasione per approfondire i dettagli dei suoi primi anni di carriera: infatti, se moltissimi in tutto il mondo affollano le mostre più famose per vedere le opere del grande artista, sono solo in pochi a conoscere i luoghi, le opere, i documenti che hanno segnato la personalità del pittore nel corso della sua vita. In onore di Van Gogh, Airbnb ha lanciato tre nuove Esperienze a Impatto Sociale (Social Impact Experiences) in collaborazione con Van Gogh Brabant, parte della Van Gogh Heritage Foundation, con lo scopo di incoraggiare i visitatori a seguire le tracce dell’artista nella regione del Noord-Brabant, molto pittoresca ma poco conosciuta. Fu proprio in questa regione infatti che Van Gogh visse e trasse ispirazione per le sue prime opere. La prima di queste esperienze si svolge a Nuenen.

Passeggiata sulle tracce del giovane Van Gogh – Nuenen  

Hans, amante dell’arte e ospite entusiasta, vive nella cittadina di Neunen e lavora come guida al museo locale Vincentre. Sarà proprio lui ad accompagnare i visitatori nel museo, facendoli entrare nel personaggio di Van Gogh, rivelando i primi passi della sua carriera e spiegando tutti i segreti del suo primo capolavoro, “I mangiatori di patate”, dipinto proprio qui. La visita proseguirà con aneddoti e curiosità per le strade di Nuenen scoprendo angoli nascosti, i paesaggi che Vincent vide e dipinse, che solo grazie alla guida, si vengono a sapere e a scoprire. Con questa esperienza, gli ospiti non si limitano alla visita del museo ma scoprono alcuni dei 23 luoghi che hanno giocato un importante ruolo nei primi anni di vita del pittore.  Nel tour che dura 2 ore e mezzo si vedranno: la chiesetta di Van Gogh, la sua casa, la little weawerhouse, la dimora di Margot Begemann (con la quale Vincent visse una travagliata relazione amorosa) e la scultura dei mangiatori di patate.

https://it.airbnb.com/experiences/710258

 

Airbnb ha anche annunciato una donazione di $30,000 alla Van Gogh Heritage Foundation, parte del programma di Airbnb Community Tourism Programme, un fondo lanciato nel 2017 per supportare progetti locali ed innovativi che promuovano le comunità, uniscano le persone e preservino il patrimonio locale. La donazione ha lo scopo di attrarre più visitatori nei tre centri che conservano il patrimonio di Van Gogh (Nuenen, Zundert ed Etten-Leur) e rappresenta la somma più alta mai donata da un partner nel turismo. La provincia del Noord-Brabant si impegna inoltre a garantire $75,000, raggiungendo un totale di $105,000. La donazione di Airbnb aiuterà a conservare il patrimonio di Van Gogh e distribuire il turismo in Olanda. Accogliamo questa collaborazione che contribuirà alla nostra missione di attrarre più viaggiatori giovani ed internazionali nella nostra regione.

Land Art: Arte nel paesaggio del Flevoland

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Itinerari per scoprire le 7 opere d’arte

 

La provincia settentrionale del Flevoland ha la più grande concentrazione di Land Art del mondo che ti appare davanti agli occhi dove meno te lo aspetti. Per andare alla scoperta di questi 7 particolarissimi progetti artistici immersi nella natura, sono stati creati degli itinerari da percorrere in auto o in bicicletta.

 

Un tempo il Flevoland era solo una distesa d’acqua. Ora è il più grande polder del mondo. A sei metri sotto il livello del mare si trova un’area unica con una storia speciale, una natura nuova e meravigliosa, una sconfinata distesa d’acqua dietro le dighe. L’ingegnere Cornelis Lely è stato il creatore di tutto ciò, il cui progetto del 1891 permise la trasformazione dell’ex Zuiderzee alla realizzazione del più grande progetto di bonifica di tutti i tempi. Il vasto panorama dei polder in Flevoland era ed è tuttora il luogo ideale per i monumentali progetti su larga scala di Land Art: artisti e designer internazionali sono stati ispirati dal contesto e hanno creato opere perfettamente integrate nel paesaggio. Dall’alto, queste opere d’arte sembrano dipinti, immersi nel paesaggio e collegati da aree di vegetazione. La pista ciclabile porta a scoprire questi sette “dipinti”, che possono essere visitati in un giorno, unendo un’indimenticabile esperienza di arte e natura.

 

POLDERLAND GARDEN OF LOVE AND FIRE – DANIEL LIEBESKIND

La labirintica scultura in alluminio simboleggia l’esperienza della scoperta durante la vita umana. La città di Almere è stata creata meno di quarant’anni fa sul fondo dell’ex mare Zuiderzee. Con il vuoto nella sua opera, Liebeskind ritrae la storia di Almere. Con questo lavoro l’artista crea anche un luogo spirituale nel polder come simbolo per una nuova vita. Le tre linee che si intrecciano rappresentano la connessione immaginaria tra tre città: Salamanca, la città in cui Juan de la Cruz studiò; Berlino, dove Liebeskind visse e lavorò a quel tempo; e Almere, la location dell’opera.

 

PIER + HORIZON – PAUL DE KORT

Vivere il vento, il fruscio delle canne e l’acqua che scorre. Un tempo in questo punto nelle acque dello Zwarte Meer c’era una diga lunga sei chilometri. Una piccola parte di quest’ultima è stata restaurata da Paul de Kort ed è divenuta il cuore della sua opera d’arte. Attorno a questo nucleo centrale fluttuano al vento le canne piantate lungo strisce di terra, tutte che puntano nella stessa direzione.  Il titolo dell’opera è un’ode a Piet Mondriaan e la sua serie di dipinti “Pier and Ocean” (1915)

 

THE GREEN CATHEDRAL 1996 – MARINUS BOOZEM

Una cattedrale “gotica” ma senza volte di pietra, senza vetrate colorate e senza navate. Nel lineare paesaggio del Flevoland, ad Almere, è nata una “cattedrale” formata da pioppi. Nel 1987 l’artista Marinus Boezem piantò 178 pioppi seguendo la mappa della cattedrale di Reims del XIII secolo. La cattedrale gotica è un punto culminante delle capacità umane, proprio come lo è la costruzione del Flevoland.

 

EARTH SEA – PIET SLEGERS

Cinque ettari (100×500 metri) di terreno rendono Earth Sea (Aardzee) grande tanto quanto le aree agricole circostanti e quindi una delle più grandi opere d’arte dei Paesi Bassi. Sentieri creati con conchiglie blu e grigie, in riferimento all’aria e all’acqua, attraversano le collinette come onde che si inseguono. Earth Sea si manifesta come un’oasi chiusa nel mezzo del polder aperto. Earth Sea ricorda, con le sue tranquille onde, lo Zuiderzee, che era lì mezzo secolo fa.

 

SEA LEVEL – RICHARD SERRA

Sea Level è la più grande opera di Serra in Europa. Due muri di cemento lunghi 200 metri l’uno che sembrano ricongiungersi col paesaggio alle estremità. Camminando lungo il muro, si ha la percezione di finire sott’acqua per poi riemergere un po’ più avanti. Sea Level dà un significato fisico al termine “livello del mare”: senza le dighe, il livello dell’acqua avrebbe raggiunto il bordo superiore dell’opera.

 

EXPOSURE – ANTONY GORMLEY

I tralicci dell’alta tensione nel Flevoland che ricordano gli intrecci del sistema nervoso, sono stati l’ispirazione per la realizzazione dell’opera d’arte “Exposure”. In equilibrio tra la terra e l’acqua, un uomo accovacciato alto quasi 26 metri si affaccia sul Markermeer dalla diga a Lelystad. Creato da 1800 sbarre di metallo dall’artista britannico Antony Gormley, questa figura umana nel paesaggio aperto è un punto di riferimento nel Flevopolder.

 

OBSERVATORIUM – RICHARD MORRIS

Questa opera d’arte fa riferimento ai siti dai quali venivano osservati il sole e gli altri pianeti nella Preistoria. “Observatorium” è composto da due cerchi nei quali sono state fatte delle aperture da cui si può osservare il paesaggio del polder. Attraverso questa apertura in acciaio, i visitatori possono ammirare il sole sorgere all’inizio della primavera e dell’autunno, quando la durata del giorno e della notte si equivalgono. Gli elementi in pietra segnano l’alba il 21 giugno e 21 dicembre.

 

Per informazioni sugli itinerari: https://www.visitflevoland.nl/en/see/architecture-design/land-art