Simpathy for the devil.

Mica strulli quelli delle case farmaceutiche. Han capito che il quoziente imbellettivo del camice bianco inamidato medio è rimasto ai tempi del lego. Oddio, forse alcuni ragionano col pongo, ma il lego è ben maneggiato dalla parte dell’elites.
Dicevo, mica gonzi loro. Vabbè che sono il diavolo perchè loro coi medicinali di automedicazione (quelli che il paziente acquista in farmacia appena sente un dolorino) o con quelli prescritti dai medici… oh, ne escono fuori sempre bene. Come i gatti.
Solo che le loro acrobazie si chiamano merchandaising. Oddio, come si scrive? Vabbè, imputtanamenti vari che prevendono l’omaggio alla classe medica. Che non si farà comunque di certo influenzare perchè la pennina luminosa made in china è strafighissima e ci si può scrivere anche al buio, nonchè ricaricabile eh. L’unica cosa brutta era che le istruzioni in chinese erano peggio di quelle ikea. Ecco, quindi il loro farmaco non lo considero, gnè gnè gnè.
 
Vorrei delle statistiche. Storace: quanti sarcazzo di medici prescrivono i farmaci generici? Quanta gente che ama impasticcarsi al primo etcì o al primo squaraus sa cosa potrebbe risparmiare?
 
«Uh, il librone di farmacologia… vediamo se c’è il re dei farmaci…»
«Il re?»
«Sì, secondo te quale è Fran…?»
«Uhm, boh… la pillolina blu no…. mmm…»
«Chi si impasticca di più?»
«Gli Americani e i depressi?»
«Congiungi.»
«Ah, il prozac.»
«Già, e non si dice pillola. La pillola è l’anticoncezionale…»
«Compressa? Pastiglia? Capsula, Cachet, Sciroppo, Preparazione Galenica, Granulato… mmm, supposte….»
«Uff, basta.»

0 thoughts on “Simpathy for the devil.”

  1. Strulli (il fatto che Rigagnolo commenti la seconda parola non significa che la sua lettura si sia fermata lì)

    (dai, fino a “gatti” Rigagnolo è arrivato)

    (son cose)

    (pio pio)

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