Colle val d'Elsa.

Questa salitina che vedete a lato è la cosiddetta Costarella, che da piazza Arnolfo di Cambio si inerpica fino a Colle Alta. Tsk, la salita mica si ferma lì dove vedete la curva. No, sale ancora. E sinceramente quando l’ho fatta l’ultima volta temevo di sputare un polmone visto la forma fisica letto-divano-sedia.
 
Cosa c’entra Colle con la Fran? Quanto Viterbo, quanto Chianciano, quanto Pitigliano. So che i miei bisnonni erano provenienti da lì. Ricordavo solo tre cose di Colle, quando ci capitai da piccina: il cancello della RCR, l’entrata sud del cimitero chiusa perchè era lunedì e l’intonaco crepato della casa dei nonni. Quando il 23 d’agosto ho deciso di scordarmi che ero in piena crisi depressiva e visto che mi ero resa conto l’azione sinergica di biochimica e di una chianciano quasi depauperata di ospiti e curandi esercitavano sulla mia instabilità psichica gli stessi benefici della BSE su un vitello di 90kg decisi di fare una giratina..

Tutto l’inverno ruppi le balle a mia madre dicendole che quando si andava a Chianciano dovevamo fare un salto anche a Colle. Non ne trovavo il coraggio. Strano, un luogo vale l’altro… forse. Ma quell’odore, quella specie di essenza emanata dalla campagna dal terreno argilloso è l’odore che mi fa distinguere casa. Si, quella zona che mi fa credere casa. Quando un mio compagno di università mi dice che io sono viterbese la prendo male. Ci ho vissuto, non ne so nulla delle usanze viterbesi. Ho la mentalità contadina senese, taglio il salume con le fette spesse, c’ho l’idea dei filari del vino, una specie di corredo psichico che sarebbe impossibile da ereditare. Per me casa è quel terreno tra le colline, quelle strade che non vogliono mai finire di attorcigliarsi tra le curve. Quella lì.

A Colle il 23 ci sono andata imponendomi di non rinunciare. Ho chiamato due giorni prima la Juls del fan club di Magnini. Volevo conoscere lei e la Là, le fondatrici. Ho unito le due cose.

La mattina tra una curva e un’altra siamo arrivate a destinazione. Vedo dove sta la RCR, appena fuori il paese, e mi ricordo il primo fotogramma che avevo in memoria. Poi un salto al cimitero, a capire dove stavano i parenti. La tomba impolverata, le foto che li fanno vedere geneticamente genitori della mi’ nonna. Una mattinata passata in compagnia delle ragazze, il pomeriggio si ritorna a Chianciano. E piove. 


Rispondi