Di Rossella e di altri demoni.

Il tg5, da quando il giornalista pavese ha rilevato la gestione dell’arrembante Chicco Mentana [Enrì, approposito… ogni volta che vedo la scritta Matrix col tuo faccione accanto invece che pensare a Keanu Reeves penso a Materazzi, chissà perchè…], sta studioapertizzizzando in modo pauroso. Ormai guardo qualunue cosa, anche i canali non sintonizzati pur di rifuggirlo. Solo che a volte rimane lì, o qualcuno mette canale cinque per caso…
 
Ieri c’era un servizio di una bellezza che neanche Silvia Vada o Safiria Leccese potevano rendere con una cotale poesia.
 
Il ritorno a scuola.
Eh, il temino che ci han costretto a scrivere ogni maestra e professore delle medie quando erano in ipossia da arogmenti. Due palle vero? Anche voi fingevate allegrezza nel rivedere i compagnetti stronzi e mascheravate più o meno abilmente il rosicaggio acuto pensando a quando stavate in ferie a grattarvi. E poi sono cose che ti segnano tutta la vita. Ancora adesso leggete e mandate macumbe alle istituzioni scolastiche, vi capisco.
 
Ecco, la giornalista del tg5 si appostava davanti ad una scuola per chiedere ai teneri bimbi se erano contenti di tornare a scuola.
I piccoli, spaesati a fissare il microfono infisso sull’arcata gengivale, si guardavano attorno dicendo: "siiiiiiii. Che bello, torniamo a giocare."
Ci mancava la colonna sonora di Cristina D’Avena per essere proprio un servizio di studioaperto.
 
Ora, che cazzo me ne faccio di un servizio sul ritorno a scuola? Allora io voglio le telecamere del tg4 con Fede che si commuove mentre mi parla, gli auguri del presidente Ciampi e dieci figoni a contornarmi quando me ne torno a lezione all’università. Perchè io valgo.

0 thoughts on “Di Rossella e di altri demoni.”

  1. Al posto di studioapertizzizzando?

    No, il fare giornalismo alla studioaperto è arte, diversa ad esempio da quella espressa dal Cucuzza o dal Fede.

    Oh, se consideriamo italianizzato blog… ;)

  2. Dimentichi i classici servizi sul cane orfano disperso nella steppa della papuasia inferiore che ha trovato un amorevole padrone in Nuova Guinea piuttosto che sulle uova di cocorito imperiale che si sono dischiuse in diretta su una tv locale giapponese piuttosto che il boccioli di bucaneve fioriti in anticipo a Roma, all’interno del foro imperiale proprio accanto alla statua del buddha cieco.

    Son cose importanti eh!

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