Il Gasometro.

 Giorni fa è passata una mia amica di Vienna, che studia architettura lì.
Guardava la mia casa, affacciandosi al terrazzino ha esclamato entusiasta in un accento austriaco stretto che faccio una fatica della pupazza a capire: "Fico, sembra dove abito io!"
Dove abita lei…
Ecco, lei ha un alloggio al Gasometer di Vienna, come tanti altri studenti. Quando passai a trovarla ebbi una leggera sensazione di claustrofobia. Vediamo di dare una spiegazione del perchè.
 
Il complesso del Gasometer di Vienna è un bellissimo esempio di riqualificazione urbana. Bello eh, centro commerciale fighissimo, zona concerti paurosamente bella con un acustica meravigliosa.
Gli alloggi stanno sopra, e sono coperti da una grossa cupola di vetro, in pratica il cortile interno è una serra.
Ti affacci e se uno ha fatto il caffè nell’alloggio del primo piano di fronte tu riesci a capire che miscela ha usato. Vedi il vicino che dipinge due piani di sotto a destra e i suoni sono amplificati perchè in pratica sei al chiuso. Il grande fratello.
Non è esaltantissimo, diciamolo.
 
E poi Karina però non c’aveva torto.
Sono scesa a parlare col pizzettaro, parlando del più e del meno, dei pettegolezzi vari gli è uscito che questo era il gasometro dell’Amps. Un bell’edificio a mattoni stile europa dell’est pre-crollo muro di Berlino. Ora, anzi, dice che le casette son belline.
Salgo, vado a guardare sull’atto notarile. Area denominata dell’ex gasometro, staminchia. No no, qui al massimo ci si guarderà l’un l’altro in casa, ma posso ancora urlare al telefono senza far pensare che quando parlo con lo zio della ricetta del gulash come cambia dallo slovacco all’austriaco non mi scambino per una che ama declamare il Mein kampf, credo… spero.
 
No, la soddisfazione alla mia amica non gliela do, in compenso la campana di vetro sopra non è prevista, il caffè lo posso fare.

0 thoughts on “Il Gasometro.”

  1. I gasometri. Ché sono parecchi e la riqualificazione di ognuno è stata affidata a un diverso architetto/gruppo di architetti. Diciamo una figata di lavoro, eh, almeno finché non ci vivi: questo non lo posso sapere. Comunque da noialtri ce lo sognamo un recupero di quel genere… sigh.

    Baci, stark

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