Falegnameria, ore serali.

Ultimamente intrattengo una simpatica guerra di nervi coi vicini.
 
Quella di sopra, sì quella che scrolla il tappetino del bagno dalla finestra sulla mia per rendermi edotta che non solo si possono perdere copiosamente i capelli ma si può avere anche una perdita improcrastinabile e indistinta di qualsivoglia pelo (specie quello pubico), ha un nuovo hobby. La falegnameria.
No, ora non fate i cretini assemblando i lemmi "falegname" e "pube". Non era voluto. Ma forse anche sì, dai.
Dicevo, ogni sera, dalle 21 alle 24, un po’ come la Fran la domenica in radio… mira le coincidenze, i vicinidisopra si dilettano nel corso base ikea per piccoli falegnami.  E quindi daje de trapano, daje de pialla, quanto è bello scassare alla Franna…
 
Quelle di confine al muro alla camera sono spettacolose. Pomeriggio si ascoltavano i dischi di Raffaella Carrà. C’era Maracaibo, mare forza otto (o nove?) che risuonava come in una balera della romagna. Poi inoltre, puntuali come le estrazioni del lotto, verso le 20, 20:10 si insultano tirandosi roba che finisce sul muro di confine e se ne urlano di ogni. Bellissimo. Solo che non ci capisco una mazza. Si esprimono in un idioma del sud Italia a me sconosciuto…
La sera mi siedo sul letto con la mela da mordere o la lima per unghie e le ascolto. Solo che la domenica saltano il turno delle 20 e vanno in posticipo alle 2…

0 thoughts on “Falegnameria, ore serali.”

  1. io appoggio in toto pbeneforti riguardo l’atroce dubbio e aggiungo che preferisco decisamente la prima.

    detto ciò, W Maracaibo.

    Scrivi ciò che capisci e postalo: mi sa che c’è un pò di gente che potrà dirti l’origine dell’idioma

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