Toh, chebbello.

Saranno circa 3-4 giorni che oltre a sentirmi un cencio mi girano anche le scatole abbestia.
Diciamo che le due cose compensano e quindi la vita scorre normale.
Ma vediamo di declinare i due lati.
Stamattina mi sveglio per raggiungere il locale nosocomio, allorché dopo aver aperto il mio cancello fuori la mia porta d’ingresso noto che qualcuno ha orinato addosso alla mia porta. Rinfrancata dal non aver tolto la plastica sovra di essa [lo so, mi sfottevate, alcuni di voi giunti a farmi visita, ma sapevo di aver ragione prima o poi], snocciolando parole d’amore e di amicizia ci si adopra per nettare la zona. E nonappena passa il vicino quello un po’ pettegolo e precisino, che condanna con sdegno tutto ciò, mi scappa di proferire una sentenza:
"Se ce li trovo glielo taglio."

Così, a volte la Lorena Bobbit che c’è in te prende il sopravvento. Naturalmente l’allegro chirurgo che alberga altrimenti in me dopo tenterà di riattaccare il pezzo. Con l’attack ovvio.

La seconda cosa riguarda quella sfera privata personale che sarebbe rappresentata dalla salute.
Ah, colgo l’occasione per buttare là un grazie a chi mi manda ancora gli sms sul telefonino, strappandomi un sorriso ogni volta, a chi mi minaccia di portarmi rompicoglioni sottocasa (saranno stati loro?) se mi abbatto, a chi manda bacini e minchiate varie. Oh, siete insostituibili bla bla e ora basta, che sennò non mi riconosco.
Dicevo, la salute. Ultimamente son costretta a prendere delle medicine che hanno dei simpatici effetti collaterali di natura visiva. Simpatici sta ciospa. Oppure ho dei grossi problemi di memoria, ad esempio non ricordo più quale manopola del gas vada chiusa e quindi faccio prima a spostare il tegame.
Orbene, dopo aver chiesto al medico se è possibile avere allucinazioni diverse tipo, chessò, Matthew Bellamy che mi porta il caffé la mattina o Michael Vartan che mi coff coff diciamo rimbocca le coperte [non ho specificato al dottore però eh] mi sono arresa al dover avere codeste simpatiche manifestazioni fino alla fine della scatola. Ma non è un problema, bene o male è la cosa più simpatica a subirsi. E ora scusate, ho dei puffi che ballano ignudi in soggiorno ribellandosi che il pranzo non è ancora pronto. Zuzzurelloni.

0 thoughts on “Toh, chebbello.”

  1. Mi ricordo che quando la mia coinquilina lavava il bagno le esalazioni del detersivo facevano vedere anche a me i Puffi ballare. La samba. Ti immagini Puffetta col perizoma di perle? Roba da manicomio feroce! Però ‘ste allucinazioni creative…

    Anch’io non sono al top della forma. Deliri tangheri (miei) e amorosi (grazie a Dio, altrui).

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