Frantour (essay 2)

Sappiatelo, dopo lunga cernita sono riuscita a pubblicare tutte le foto di Parigi.
Naturalmente ho messo le più meritevoli, altrimenti sarebbero state circa 500.
Ora sarà la volta di Chantilly, Senlis, Fontainebleau e Dijon. Prima di Natale sicuramente ce la farò a mettere su tutto, anche perché mi sto divagando coi vari pool di flickr e così mi diverto un mondo.

[lo so, vi ho sfinito, me lo dite spesso sul messenger, coraggio]

Al solito ora si posteranno delle fotine, cliccabili come l’altra volta, di posticini particolari che potreste visitare nella vostra gita a Parigi. Poi almeno tornate a casa e fate i fighi con parenti e colleghi e dite "quella lì del grissino che ho conosciuto a causa della Hunziker me l’aveva detto, perché io la conosco quella lì e oltre a far ridere a volte dice anche cose inutili ma belle" [quasi mi ci convinco anche io].
Pronti?

Rue du bac: santuario della Medaglia miracolosa

Se ci avete [in famiglia ce ne è sempre una] la zia casaechiesa pretina e chiesina che vi guarderà come peccatori per essere andati a Parigi, nota città che ti trascina tra night e mignotte [non so, l’immaginario collettivo a volte è strano] la sorprenderete e la farete rosicare tirando fuori la fotina del santuario della Medaglia Miracolosa. Uscita metro Sevres-Babylon, rue du Bac (70 e qualcosa, 74 forse). Fuori trovate opuscoli informativi, così non sfigurerete di fronte alla zia che sicuramente ne saprà per sentito dire.
Usciti a destra c’è la più grossa Epicerie di Parigi. Una gastronomia con davvero di tutto da ogni parte del mondo. Ecco, come dire… c’è di tutto. Nei miei giorni di visita anche un prosciuttaio napoletano che affettava del Parma.

St. Etienne du MontDi norma ci si ferma al Pantheon, si guardano le tombe e si scappa verso i Giardini del Lussemburgo o a volte non si guardano neppure quelli. Trenta passi dopo il Pantheon, esattamente dietro a sinistra c’è St Etienne du Mont. Chiesa che vi sorprenderà per le balaustre interne. Nella navata di destra, prima del coro, c’è la tomba di S.Genevieve, patrona di Parigi, trasportata qui dopo la sconsacrazione del Pantheon. Nella parte in fondo proseguendo nel deambulatorio dopo la sagrestia, nell’abside a sinistra una colonna sta a indicare la tomba di Racine, a destra quella di Pascal, le cui spoglie vennero portate qui da Port-Royal. Esisterebbe anche una fotina del sepolcro di Pascal ma non la linko, perché è davvero orrenda e me ne scuso.

Chiostro di St.Severin

Qui se siete studenti di medicina, lo so, gioirete. Questo accanto è il chiostro [come tanti chiostri medioevali ne è l’ex cimitero] di St Severin. Chiesa molto bella, in gotico fiammeggiante, nota alle cronache perché si presume che ivi quella lavandaia di Dante Alighieri, nel suo presunto viaggio a Parigi, si sia fermato qui spesso in preghiera.
Ma rimaniamo al chiostro. Nel 1417 qui ebbe luogo la prima operazione di calcoli alla cistifellea. Luigi XI promise la salvezza a un condannato a morte qualora fosse stato disposto a farsi operare [eh, mal che vada moriva sotto i ferri, ma invece sopravvisse…]

Fontanella

Nel 1871, il filantropo inglese Richard Wallace si trasferì dalla sua terra natia a Parigi. Vedendo le difficoltà di approvvigionamento idrico nelle zone più periferiche della città che andavano espandendosi e in cui era concentrata la maggior parte della popolazione decise di intervenire. Non per nulla l’era filantropo. Quindi offrì alla città di Parigi 66 fontane per abbeverare i cittadini. Di queste curiose fontanelle ne son rimaste pochine, tra le tre viste in giro ricordo una sui campi elisi, una sul boulevard de la villette, l’altra davanti a San Sulpicio. Questa è proprio quella sui campi elisi, a sinistra lasciandosi alle spalle l’arco di Trionfo proprio a due passi dal semaforo pedonale che da su place de la Concorde. Da segnalare che esistevano attaccate sotto le figurine, per mezzo di alcune catenelle, delle ciotole da usare come bicchiere. Tolte poi in seguito perché non era igienico.

St. Roch

St, Roch è ubicata nella via più elegante, o almeno una tra le più eleganti, di Parigi. Infatti tra le varie facciate di rue du Fabourg St Honore trovate anche questa della chiesa, lunga 126 metri e con una peculiarità. L’unica chiesa di Parigi orientata con l’asse nord-sud, le altre sono tutte est-ovest. Oltre ai sepolcri del drammaturgo Corneille, del sovrintendente ai giardini Le Notre [che disegnò anche Parco Ducale a Parma oltre a numerosi giardini francesi] e il filosofo Diderot troverete anche un pezzetto d’Italia.
Infatti all’inizio della navata sinistra troverete la lapide che sta a ricordare che tale Alessandro Manzoni, durante un celeberrimo attacco di agorafobia dovuto al casino generale per i festeggiamenti -mi pare- del matrimonio di Napoleone III, ritrovò qui la sua Fede.

La Géode a la Cité des Sciences

Forse perché era la zona in cui lavoravo e dove alloggiavo, ma mi ci sono quasi innamorata. La zona del Parc de La Villette è meravigliosa. Qui a lato vedete la Géode, una vera e propria palla ricoperta di acciaio lucidato [6500 triangoli] dove all’interno si proiettano film sfruttando l’emisfericità dello schermo di mille mq. Esternamente, proprio alle spalle rispetto a dove ho fatto questa foto, c’è una bizzarra scultura. La bicyclette ensevelie, di Oldenburg. Una sorta di bici insabbiata che mostra solo un pedale, il sellino, parte del manubrio col campanello e un pezzo di ruota.

0 thoughts on “Frantour (essay 2)”

  1. Beh, si dovrebbe anche scrivere la pseudo guida “Senza un soldo a Parigi e Londra”. Che poi io son tornata a casa senza un soldo davvero! A proposito, sai che per puro caso ho trovato la casa del sovracitato Orwell. E’ una casina azzurra con piccolo albero alla sinistra del cancelletto a Portobello Road.

  2. (mi sono scoperto un appassionato lettore di guide turistiche, quindi sì, Fran, il patinato mondo delle patinate guide ai patinati turisti ha bisogno di te u_u)

    (se stai un po’ patinata è pure meglio u_u)

    (non pattinarti né patatinarti, eh u_u)

    (poi qualsiasi cosa farai andrà sicuramente benissimo u_u)

    E comunque un hurrà per George “non-è-il-suo-vero-nome” Orwell.

  3. (bu?)

    (probabilmente sì, solo che non lo sanno.)

    (forse non da subito gli editori di guide pVo… ti guarderanno di sbieco in maniera assolutamente non patinata… per cambiare idea quando “Turismo intelligente: sequestrata per 6 mesi in Marocco, istruzioni per l’uso” avrà raggiunto la nona ristampa nel giro di 3 anni)

  4. {sarà anzi necessario [il nomadismo sarà ritenuta una referenza decisiva (a patto che tu non stia sempre ferma *sullo stesso* spartitraffico)]}

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