Simpatiche facezie da operare a Milano.

Mi do noia da sola ormai.
Finalmente dovremmo giungere a Milano.
Abbiamo la lista dei posti da vedere.
[c’è un problema, siccome voi donne mi leggete. Dovrò fare un presentino-ino-ino (inoinoino, perché oggi a mia madre hanno fatto una multa, insomma, così, facciamo economia sulle facezie) al collega d’uni, datemi una idea economica. Non ama i dolci, ahinoi]
Forse ci abbiamo anche il ristorante, il mio duce ci sta pensando. Ora non ho capito se siamo 10 o 14, ma è bello così, anche perché devo ricordarmi di avvertire delle persone. Lo scrivo qui perché almeno mi ricordo e non faccio come, che ne so per dire, il datore del mio posto letto che questo week-end era scomparso senza dirmi che in realtà era in ferie. Ma io non ero preoccupata, al massimo avrei finto uno svenimento una volta in stazione per avere un posto letto al San Raffaele.

Però: se volete venire a mangiare una pizza con noi [c’è gente simpatica, altrimenti ci saremmo finti tutti occupati o sotto tesi] potete dircelo. Certo, meno siamo e più potremmo capire con chi stiamo parlando, ma se proprio insistete è un bene, così dopo al ristoratore chiediamo anche il liquorino della casa in omaggio come ammazzacaffè.

Però ci sarebbero due cosine da fare a Milano, non potendo fare alcuna zingarata in stazione tipo amicimiei.
a) Le foto. Così vi consumero al solito la ehm pazienza mettendole sul Flickr tipo reportage dalla Francia. [per farvi capire, a Fontainebleau, in quattro ore, ho fatto un centinaio di foto. Vabbè, così]
b) in caso che fuori Santa Maria delle Grazie ci sia un giapponese che entra al Cenacolo, affidare al figlio del sollevante la mia scrausa digitale al fin di poter avere un ricordo [e bullarsi con gli amici che non leggono qui sopra che invero ho visto cotanto partimonio dell’umanità mentre loro parlano che son andati a mangiar tortelli…]
c) andare di fronte alla Pinacoteca di Brera e chiamare la mamma. "Ciao mamma, tutto apposto. Come è il tempo da te? Qui fa schifo, non per nulla siamo a Milano. In compenso ora son davanti a Bveva…."
d) Vedere i Navigli per poi, finalmente, poter amare la Parma [il torrente Parma, che d’estate non ci ha davvero dignità]
e) partire con la forma mentale che i milanesi sbagliano l’accentazione di qualsivoglia parola [prepararsi il discorsetto della differenza tra vènti e vénti]
f) cambiare giaccone e mettere quello per temperature polari, visto che hanno titolato che dal tre dicembre arriva il grande freddo.
g) conseguente alla f e alla e. I farmacisti milanesi mi staranno quindi sul cavolo, portarsi le medicine, che è meglio.
h) filmare video di violenza urbana. Purtroppo qua a Parma si accoltellano tutti senza di me, o ci sono i pici che vanno contromano, ubriachi e in bici in autostrada e io non li vedo. Quindi su, fate qualcosa di eclatante che fa molto figo per la giovine sglapser.
[e ora scusate, che mi eclisso, fate come se non ci fossi, questi giorni non sono di compagnia, ma boh, così… tantebellecose eh]

0 thoughts on “Simpatiche facezie da operare a Milano.”

  1. Te lo dico perché a me hanno regalato migliaia di tazze per svariate occasioni. E a me fa pure piacere perché le uso spesso come caffelattenome, caffeinomane e theinomane.

    Regalo semplice, fai la tua porca figura e risparmi!

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