Simpatizziamo per Morgan Nicholls.

Io ce lo vedo, Morgan Nicholls che chiama sua mamma e gli fa "Per l’amore di Dio, mamma. Porco Diavolo. Da domani suono coi Muse, cazzarola! Sì, mi mettono sul palco nascosto infrattato ma… o-mio-Dio."
Che è un po’ come se io chiamassi mia mamma a casa e gli dicessi: "Mamy, cazzarola, riordino le cartelle cliniche a Veronesi. Capisci? Può essere che tra dieci mesi mi faccia anche prendere le pressioni al giro visite!".
Che poi, ce lo disse anche lei che invero il Morgan era rilassato come una corda di violino al solo pensiero di dover suonare coi Muse. Ci avrei paura anche io, a suonare con gente che dal vivo è molto capace e ormai una macchina da guerra.

Ma chi è, invero, Morgan Nicholls?
Se vi dico Murdoc, non il magnate, ma il bassista dei Gorillaz. Quello che iconograficamente era rappresentato come un dark-satanista… Ecco, quello. Dietro di esso si celava Morgan Nicholls. E non solo lì, finiscono i lavori di costui. Collabora anche al progetto dei The Streets [qui invero non so mai se usare singolare o plurale] e i Sensless Things, gruppetto inglese anni novanta che piazzò alcuni singoli in top 20.
Ma quando il bassista dei Muse si ruppe il polso, giocando a calcio, il Nicholls venne chiamato dalla panchina, e afferrò il basso per alcune date. Tra cui il Virgin Festival, durante l’Absolution Tour del 2004. Curiosità vuole che Wolstenholme, il bassista dei Muse, non usi plettro nel suonare il basso e invece Morgan sì, sicché il biondino dovette andare a mendicare in giro per cercarne uno, di plettro.
Poi uscì Black Holes and Revelations, e Matthew Bellamy si accorse che insomma, per suonare l’album dal vivo non poteva sdoppiarsi. Quindi ripensano a Nicholls, perché ad esempio veniva male zompare da chitarra a piano come prima faceva in New Born e in Butterflies and Hurricanes. Qui ora in Take a bow o in Hoodoo le parti non erano "staccabili". Quindi, in TaB si abbisogna di una scimmietta alle tastiere, e in Hoodoo mentre Chris va allla chitarra acustica e Matt al piano, Morgan torna al basso.
Quindi venne messo lì, da una parte, con l’ossetto, da bravo, sul palco, cuccia, raus, bonosù. Che se non fosse biondino neanche lo vedresti, porello.

Però negli USA non è andato. E perché? Nella piena tradizione di sfiga operaia la spiegazione è semplice: a Morgan mancava la green card. Io per quest’uomo inizio a provare della simpatia.


0 thoughts on “Simpatizziamo per Morgan Nicholls.”

  1. Sì, povero. Ma veramente a me fa tenerezza eh. Mica sono come i fan americani che l’han colpevolizzato perché non era lì. Cioè, cazzo. Io al suo posto avrei ansia.

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