[da domani si riposta come iddiocomanda] Ma perché?

Cioè, qua non l’ho capito. Se uno il giorno prima minaccia di invadere la Polonia (come Adolf, non Rocco) e di bombardare i balcani il giorno dopo la gente ti scodinzola.
Ora non mi è ben chiaro. Io sono la persona più conciliante [sul lavoro] e paziente [sul lavoro, ho detto] di tutti. Solo che se ogni tanto non fai una sfuriata la gente sembra non rispettarti. La cosa mi da fastidio, sia perché io non lo farei ad altre persone [sono convinta che se uno non fa agli altri quello che vorrebbe non fosse fatto a se stesso, beh, è perlomeno a vantaggio del karma] sia perché io di base ho un carattere così mite che non mi va di essere testa di cazzo in ogni momento.
Sarebbe da mettere nero su bianco uno sfogo troppo lungo. Lavorativamente a ventitrè anni vengo sorpassata da gente o di pari età con una laurea di tre anni o meglio ancora entrambi i ventitreenni siamo superati da bimbi usciti dalle superiori. Non so.
Quando iniziai medicina quasi quattro anni fa trovai ancora persone che capiscono che uno ha bisogno di arrotondare il tutto. Piano piano che passa il tempo penso che il mondo del lavoro stia degenerando, almeno nei settori che ho occupato/amo occupare.
Ho anche la supposizione che la gente di cui parlo legga ‘sto sglaps. Con immutata disistima eh.
Il punto è che ho sempre lavorato, negli ultimi dieci anni, più che per bisogno anche per educazione, se mi consentite la parola. Togliendomi l’attività sportiva professionistica mi son sempre un po’ rotta, e se non ci fossero svaghi non saprei come evitare la tendenza alla pippa mentale. Non parlatemi del volontariato, permettetemi ma il libro di Immunologia non me lo compra il volontariato e purtroppo la vita ora va così. Quando si potrà permetterselo uno lo farà il volontariato eh. Anzi, lavorando con dei deficienti io il volontariato già lo fo, ecco.

"Ci siamo accorte di aver sbagliato…"
"Ne avete preso coscienza in ritardo. Non me ne sorprendo."

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  1. Una sfuriata ogni tanto, come la chiami tu, o “toccare il tempo” come se fossero orologi, come lo chiamo io, spesso è necessaria per far capire al mondo che esser buone, gentili e miti non significa mica esser completamente sceme, néh?! ;-*

  2. Appena arrivi nel nuovo posto di lavoro, il primo pensiero che gli altri anno:-Quanto posso approffitarmene?

    Purtroppo diventa sempre più difficile guadagnarsi il rispetto col proprio lavoro, invece fare le sfuriate sembra che funzioni di più.

  3. Filo: taci, uomo.

    Mitì: hai assolutamente ragione. A volte bisogna far cogliere la differenza tra buoni e coglioni, ecco :)

    Passeroad: ed è una cosa che da fastidio. Essere temuti la trovo una cosa sciocca, quasi scolare.

  4. mah, io nn ho vinto nemmeno con le sfuriate. ma chissà perché mi mettono come superiori uomini senza palle che se bisogna litigare coi fornitori manda avanti me che ci ho la forza fisica di una zanzara (però rompo uguale). mah, questo passato…

  5. Purtroppo aumentano le persone incompetenti, che pensano di essere chissà chi. Se taci, fai loro un favore, perché risparmi loro un problema in più. Se t’incazzi ogni volta, hai poche speranze di mantenere il lavoro. Bella chioda.

    Ci vuole un fegato grande tanto, che se non ce l’hai, te lo fan venire.

    Tutto il mio supporto morale, Fran, anche se non serve per comprare il testo di Immunologia. :-)

    AnniKa

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