A friend in need's a friend indeed.

C’è la canzone su, del titolo che ripete tra l’ossessivo e l’ipnotico in ritornello "Day’s dawning, skins crawling". Ora non pensate che tutto quello che provo a scrivere nel totale incasinamento mentale. A volte usare le mie immagini metaforiche è qualcosa di ironico, a volte paradossale. Ho troppe cose in testa questi giorni. Alcune per via di alcuni avvenimenti forse sono riuscita a incanalarle. Altre non so.

Mia mamma a inizio settimana, mentre leccavo il cucchiaio con lo sciroppo e mi chiedevo perché il cucchiaio fosse rasposo ["figa, è uno dei cucchiai che m’ha allungato quello laggiù (mio padre), ma uno nuovo no? s’ha ‘a esse’ guasti"], mi ha detto di essersi sognata mio nonno, ovvero suo padre, ossia quello che per comodità chiamavo per nome preceduto da papà.
Limonavo il cucchiaio mentre mi diceva come era più o meno il sogno. Ora, io non me lo ricordo più, però pensavo a mio nonno e mi dispiaceva ecco. Dopo quasi quattordici anni mi rode ancora. Odio le foto ma l’unica che tengo incorniciata in casa è la sua. Quella che, incidentalmente, venne scattata per i documenti sei mesi prima che morisse. Sta lì, è la seconda cosa che guardo al mattino, là sul comò. Ora dovrei magari continuare quello che volevo scrivere ma non so, chiamiamolo pudore del ricordo. Quindi lascio il tutto incompleto.

Stamattina Francesca, che è la donna che mi sopporta e che sopporto da 12 anni -un record- sebbene ora non siam vicinissime, mi ha chiesto se fosse giusto andare con un viaggio gratis con le suore in Africa, o perlomeno io cosa farei.
"Dove sta la fregatura?"
Lei mi ha detto che dovrebbe accompagnare soltanto ‘ste tizie alle loro comunità laggiù. Io che sposo ogni teoria del complotto le chiedo pure se va in un posto dove non si ricordano neppure le minime condizioni igienicosanitarie.
"Francé, son suore. Si accaparrano sempre i posti migliori…"
"Allora vai e sfrutta."

All’esemplare maschio che conosco da 23 anni circa è successa una cosa che mi ha giurato che ci farà un post. Però ve l’accenno: una donna l’ha preso a borsettate. Ora, lui che ha il fisico da fassinoinsovrappeso mi fa tenerezza. Immagino ‘sta donnina figa con la borsetta da donna, quindi con 200 chili dentro, prenderlo a colpi vari in codesto locale figoso. Darei anche un rene per il video.

Poi c’è gente a cui scappa di dirti le cose.
Tu le sai che le pensa, le vedi quando senti o vedi la limpidezza dei suoi discorsi. Vederle scritte a volte però fa tutto un altro effetto. Sono una cinica di merda, ma solo con le persone a cui non voglio del bene. E riuscire a fidarmi e a voler bene per me è difficile. Diffidente come un gatto? Forse. Non so, non vado a guardare, purtroppo o per fortuna c’è quell’istinto che non ti frega ancora e ti fa trovare, facendole cadere dal cielo come novella manna, delle persone che non pensavi, non credevi, non potevi ritenere possibile esistessero neanche nel peggiore rigurgito d’ottimismo. Ogni parola da aggiungere è inutile, ma intuibile.

0 thoughts on “A friend in need's a friend indeed.”

  1. siete tutti teste di cazzo e quello che ha inventato questo sito è un figlio di puttana e meglio che lo chiudete questo sito senno ve ne pentirete amaramente

    L’ASSASSINO

  2. SIETE TUTTI POVERI FALLITI POMPINARI LECCATORI DI CAZZI DI VECCHI STRONZI COGLIONI MERDE MANICHINI DA NEGOZI MI FATE SCHIFO MANIACI PATENTATI CHIUDETE IL SITO O VE NE PENTIRETE AMARAMENTE

    L’ASSASSINO

  3. Due bellissimi post.

    (a me piace la gente che le dice, le cose :) )

    Ed è straordinario che proprio oggi sia comparso a commentare un evidente minus habens. Voglio dire, le coincidenze.

  4. stm cioe stronzo troncato di merda vatti ad ammazzare invece di fare il finto filosafo coglione te e tutti gli altri siete soltanto delle teste di cazzo e chi l’ha fatto un fdp

    l’assassino

  5. Ok, lasciamo il demente nelle altre espressioni però, e scusate, ho disabilitato i commenti per i non loggati.

    Mi dispiace, poi la Franna quando torna i prossimi giorni farà lei, ma mi pare ci sia un attacco carampano da quelli che seguono “tempesta d’amore”.

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