Il peso della celebrità.

Dal blogghe del compaesano arrivano a difendere il genitore.

Manco avessi detto che una volta stava per strozzarmi ubriaco e neppure avessi pubblicato la lettera autografa che mi ha mandato cinque anni fa, liquidandomi e incolpandomi anche di aver ucciso JFK (ma volendo la metto sul flickr, io parlo con le prove, mica cazzi) dopo aver detto che non mi formerò mai una famiglia e che avrei fatto l’emigrante con le pezze al culo.
Pensa te, allora lì. Mi avrebbero incolpato anche di essere nata, chessò.
Insomma, io ci ho due genitori che hanno sbagliato totalmente tutto. Uno racconta bugie dalla mattina alla sera, l’altra è paranoica. Ma posso dirlo solo io, che li subisco.
Pensa ora se arriva una conoscente di mamma e dice che invece non è paranoica, per dire.
Avrei testimoni per smentire entrambi i casi.
***
Pensate, han preso sotto il prof ingegnere di Fisiologia.
Falciato in bici non ha più clavicola, anca, tibia, perone, femore sani.
Le sue radiografie sono state distribuite ovunque, previa fotocopiatura.
Poveraccio, non è neppure il peggiore, ma è sicuramente la prova dell’esistenza di Dio mista a che ormai la patente la danno a tutti.
***
Chi fa medicina non ha senso della privacy.
Ho dovuto sentirmi domandare per cinque minuti chi fosse stato a salutarmi, per dire.
Fortuna m’ha salvato il morso di una zanzara tigre, ché son stata lì a schiaffeggiarmi tipo in danza tirolese.
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Non mi sentivo così bene da epoche.
Ho passato un mese di merda, causa la mia famiglia. Cose che credevo, e invece non erano così.
Perché qui non so, con la fissa che ognuno, appena vede che cose che non vanno nel verso che la sua testa suppone, tira fuori che qualcunaltro mi influenza.
Io, che faccio sempre di testa mia.
Io, che a vedere invece la testa sua, oltre che a capire cosa ha in mente, sento talmente tante cose che non capisco un cazzo ma sono felice. Contenta, sperando per una volta che avere un po’ più di fiducia in qualcuno basti. Felice di vedere che hai e sei tra le braccia di qualcuno che ha sofferto come te nell’ultimo mese. Qualcuno che non vuoi lasciare andare via. Qualcuno che non ti basta mai, e che ti fa ripetere che vorresti altri cinque minuti di abbraccio. Io che dei cinque minuti li invoco solo vedendo la sveglia la mattina.

0 thoughts on “Il peso della celebrità.”

  1. io ho goduto quando ho saputo che il vigile bastardo della multa e del successivo scippo dal giudice di pace è stato investito da un tizio, spaccandosi purtroppo solo il piede. ma mi accontento.

  2. Eh, sapessi quanti accidenti ho mandato io acchè il mio prof di Diritto pubblico finisse investito da un guidatore inesperto, e purtroppo non è mai successo :(

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