Trrreeeeninoo: a-uan, ciù, tri, for.

Io ‘sti festeggiamenti obbligati li odio.
Poi è uno stress. Dai, lo so che vi ci avvicinate come una visita dal proctologo. Anche perché il risultato è lo stesso. Ti spennano, spesso stai con gente che ti sta sulle balle, ma ci vai perché o non sai che fare, o è tradizione, o se non ti vedono pare brutto e sei vessato a far cose così che ti abrutiscono.
Tanto quest’anno ieri c’è stato anche il terremoto, tra qua e Reggio.

Io ci ho due ricordi del capodanno:
a) quelli a Chianciano, dove mio padre faceva scoppiare una quantità di botti pari al tritolo sprecato in un giorno nella striscia di Gaza. E soprattutto litri di alcolici.
b) il fichissimo capodanno 1996 a Catania. Ospiti della famiglia S(perlaprivacynonmettoaltro). La signora dopo che anche lei sparava botti e molotov a un certo punto come invasa dal fuoco sacro e dal Pinguino Delonghi si mise ad aprire tutte le finestre di casa (con conseguente gelo) urlando "facciamo entrare l’aria dell’anno nuovo!" [mia mamma rispose sottovoce: "ma non è la stessa di due minuti fa?"]

Tolti questi ho dei ricordi offuscati e non particolarmente pregni.
Sarebbe bello, passarli questi momenti, con qualcuno a cui tieni. Perché è la persona che fa cambiare il ricordo, non il luogo. Ma qua, pare che quest’anno butti male. Pare eh. Così, solo un sentore vago.

Ora, qualora lo vogliate, resiste ancora il fare capodanno in piazza come era nella tendenza degli ultimi anni novanta.

vibrazioniE il comune di Parma ha preparato un mirabolante programma di capodanno (…).
Anzi, direi vibrante. (ah, ah… ehm). Oltre a Gene Gnocchi, che personalmente apprezzo molto ad Artù, che pare proprio la trasmissione cucita addosso su di lui, che dovrebbe portare Parma al brindisi. Ora, ehm come dire, non lo vedo con la giusta frizzantezza. Ma ci son stati, negli anni passati, comici ben peggiori, Quindi ben venga almeno un conterraneo (brrr, dire questa cosa e pensare alla mia residenza).
Addirittura la cittadinanza può scegliere la colonna sonora del capodanno votandola. Vah, che bello. Su, facciamo un simpatico giuoco, scegliamone una  nei commenti e, o voi lettori del giornale Fran, votiamola compulsivamente.

Ma veniamo al punto, che è dal parlare della signora S. (cui dovrei dedicare post a parte) che sto divagando come al solito e ormai sto facendo dei post oltraggiosamente lunghi, quando si sa, non siete abituati a leggere. Scusatemene. Poi ci credo che non finisco sul Foncmaister, non mi si legge.

Ora se l’anno scorso c’eran gli Elii, e l’anno prima mi ascoltai per la seconda volta in meno di due mesi Francesco Renga, quest’anno potrei bissare sentendo di nuovo le Vibrazioni dopo averli sentiti ad Agosto.
A costo di attirarmi carampane contro: manco morta. Piuttosto mi sparo le due stagioni di Dexter sgranocchiando grissini sul letto.

Le Vibrazioni, così come Nomadi e Cristicchi, li ascoltai quest’anno nel mirabolante Tuscia Rock. Evento che si svolgeva nel parcheggio sotto casa mia, quindi volente o nolente, mi toccava.
Avrei dovuto recensirli come il miglior Disorder. Ma non lo feci. Ahimé.
E purtroppo ora ci ho il dono della sintesi.
a) per i Nomadi si concretizzò in una simpatica festa di paese, con tanto di doni dei fans e compleanno di uno dei componenti. Concerto godibile. Scontata la canzone finale. Tutto sommato un gran bel pezzo di storia della musica italiana che ancora regge e fa molto musica intergenerazionale dal nonno al nipote.
b) Cristicchi lo volevo strozzare nel momento che si era messo a gigioneggiare con le cover. Tra cui quelle di Paola e Chiara. Solo che era quasi l’una e non avevo voglia di scendere di casa per prenderlo a colpi di infradito. Noioso come una zanzara.
c) Le Vibrazioni. Impianto casse che neppure per i festival al Rock am Ring vidi cose simili. Coriste scosciate, bassista simpatico, ma lui, Francesco, non lo reggo. Quelle cazzo di pronunzie alla milanese, la trovata di mettersi nel pacco la maglietta per poi tirarla alle carampane. Marò. Apparte che non si notava nepp… ehm, coff. Dicevo, concerto un po’ rompitimpani che mi fece rimpiangere i Negramaro sentiti gratis due anni prima a Parma (e credetemi, non so se son migliorati, ma quella sera erano discretamente tristi). Boh, non so. Era un concerto gratis ecco.

Che dire d’altro? Boh. Secondo voi radioParma mi prende? Sapete, è che non provo a chiedere perché ora soffro di sindrome da rifiuto e da abbandono, quindi chiedo pareri a voi, manica di psicopatici sinceri.

0 thoughts on “Trrreeeeninoo: a-uan, ciù, tri, for.”

  1. prevedo una serata del 31 impegnata a proteggere la cagnetta dagli attacchi esplosivi degli assedianti. quindi in casa. cosa ci sia in piazza qua in urbe pistoriense non ne ho idea, però se ci fosse Gnocchi ci andrei.

    ps: se vuoi ti adotto. ;)

  2. Io resto a casa a vedermi la seconda stagione di Blood Ties: vampiro, gnocco. Penso che come descrizione della serie basti e avanzi. Io festeggio poco, i parenti li evito (e loro evitano me, ringraziando il cielo), me ne resto a casina a chattare con altri che la pensano come me e a criticare la ciofecheria mista che offre la tv ^^

    Saro’ carampana, ma vuoi l’eta’ le Vibrazioni io non le reggo proprio. Se proprio devo sentire uno che raglia mi prendo i 30 Seconds to Mars, almeno Jared Leto e’ Gnocco, con la G maiuscola **

  3. Innanzitutto, se vuoi moderare dovresti tenere d’occhio i commenti molto spesso sennò succede che hai 4 commenti tutti in moderazione + il mio 5.

    Poi paragonare la festa ad una visita dal proctologo è forse leggerissimamente un filino esagerato. Peace and love. Divertiti.

  4. Sei sicuramente tutto ciò che radioParma ha sempre desiderato :O

    (guarda che io ogni tanto mi ascolto qualche vecchio podcast di radiosglaps, eh… peccato non siano più tutti disponibili :P)

    (il mio capodanno ha cambiato forma innumerevoli volte nel giro di due settimane; poi tra un pacco e l’altro sono tornato allo stesso programma dell’anno scorso e dell’anno prima ancora, che in fondo non era male :P)

  5. Mmmmm….non so da dove cominciare, se dal ciclo che mi sta per arrivare giusto per inaugurare il nuovo anno o dal fatto che mi toccherà passare per la terza volta consecutiva il Capodanno in piazza con le mie sorelle, i miei cognati e i loro amici, un manipolo di addormentati, eccentrici ed antipaticoni che tutte le volte si portano dietro e che puntualmente tentano sempre di “appiopparmeli” (in famiglia sono l’unica, al momento, single).

    P.S. : Le Vibrazioni a Capodanno??? Non sono esattamente la mia Band preferita, ma sempre meglio dei Neri per caso che mi sono sorbita due anni fa sotto l’acqua battente sullo spiazzale antistante la Banchina della capitaneria di Porto di Gaeta :(

  6. Le tue sintesi invece non sono affatto male (meglio dei miei sproloqui): e Cristicchi in effetti dal vivo (io l’ho visto prima della Mannoia a Siena la scorsa estate) si può sintetizzare con la parola *gigioneggiamento*…io l’ho trovato insopportabile :)

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