Il Crostolo.

Tra i begli ricordi che accompagnarono la mia emigrazione quassù fu conoscere il primo anno di CTF la mia amica Elena. Che aveva solo due difetti: uno quello di lanciarti e di volerti presentare gente che secondo lei ti ci vedeva bene e l’essere mancina (l’essere mancina era scomodo per prendere appunti compulsivamente perché a volte ci scordavamo e facevamo a gomitate, e quindi per ovviare ci dovevamo mettere in posizioni da contorsioniste)
E fu così, che nelle prime volte che si parlava così, del più e del meno, per sciogliere il ghiaccio le chiesi:
"Uhm, ma a Reggio Emilia che c’è da vedere?"
"… mah, mica niente. C’è la Statua del Crostolo…"
"…chi?"
"Il fiume, un rigagnolo, un coso lì… il Crostolo"
"Ah."
[la foto è di .arzan]

0 thoughts on “Il Crostolo.”

  1. C’è chi ha la statua del Tevere e noi abbiamo quella del Crostolo … non so se è peggio la statua o il “fiume”, ma esistono le passeggiate lungocrostolo. Nel caso. ciao elena

  2. Dalle mie parti, il CrUstolo è un dolce natalizio fatto con un impasto di farina, uova, fritto e poi passato in padella nel miele bollente, diventato sinonimo di persona noiosa.

  3. Per mia fortuna, non ho mai conosciuto, nè al liceo nè all’università, amiche che mi fungevano da “ruffiane”; quanto al fatto dell’essere mancini, beh, devo dire che, scrivendo anch’io con la sinistra,ero costretta sempre a scendere a patti, per la famosa questione dei “gomiti in collisione”, per sedermi sui banchi …….ma c’ho fatto l’abitudine :P

  4. No, scusa, a Reggio Emilia abbiamo un tzacco di cose:

    – l’erbazzone

    – i cappelletti

    – il gnocco fritto (e non quella “torta fritta” volgare imitazione)

    – la città NATALE del parmigiano reggiano (tiè :-) )

    Abbiamo anche una madonna che ha un miracolo all’attivo, un santo che ha fatto scendere la nebbia (capirai), e poi, particolare non trascurabile, abbiamo tutti la testa quadra :D

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