La violenza sulle donne (un post per Donnamoderna)

Ora non è che dal cazzaro si switcha all’impegnato. Da Donnamoderna mi hanno chiesto un post da linkare per la giornata contro la violenza sulle donne. Il problema è che qui siccome si scrivono post in meno di dieci minuti non è facile quando le cose sono mediamente serie e ti toccano fare qualcosa di convincente. Scadere nel peloso retorico buonista è facile. Spero che non sia così, in caso chiedo scusa.

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Carla non è che ha mai potuto decidere autonomamemnte della sua vita. Il papà di Carla, quando c’era da scegliere qualcosa da studiare all’università, spinse la figlia a scegliere "qualcosa da donna".
Perché anche sennò chissà la gente cosa pensa.
E anche sua madre lo pensa. Ad esempio, cosa penserebbe la gente se tu andassi ad abitare da sola. Ma no. Sposati, che hai un’età. Io, alla tua età, ero già sposata. Senti, c’è il nipote della signora Rapetti, che fa il medico. E’ tanto un buon partito.
Se poi a lui importa poco di te e quando torna a casa neppure ti guarda dal giorno delle nozze, poco importa. Devi resistere, dice tua mamma, Carla. Cosa ci fai sennò da sola?
Però quando glieli porti, ai tuoi genitori, a casa, due nipotini? La gente si chiede, e noi non sappiamo che dire. Non sarà mica colpa tua, non è che ti comporti male e non capisci tuo marito?

Non importa che tu magari volevi essere medico al posto di tuo marito e che quel tuo marito ti considera meno di una copertura avuta con un contratto che in nome di una facciata tu gli prepari vitto e alloggio. In fondo, lui ti da il prestigio. Già, il prestigio, te lo ricorda tutti i giorni. Cosa vuoi volere tu. Vuoi un amante? Fattelo. Io ti ho dato una casa e il cognome, e in cambio ho una moglie da mostrare con gli altri. Se non ti va bene, lui ti dice, non è affare mio.

Con il capo che continua a dire che tu non capisci niente. Che siamo con la crisi, e quindi il tuo posto da co.co.co. potrebbe essere il primo a saltare. Con le colleghe che ti dicono che tanto tuo marito lavora, quindi se tu perdi il posto sei anche fortunata. Non come loro.
Carla che invece un po’ di soddisfazione la vorrebbe almeno dal lavoro, dove si sente almeno sola a decidere qualcosa, per una volta.

E le amiche che le dicono "beata te che la tua vita è bellissima".
E lei che non lo pensa per niente.
E le amiche che la invidiano, e quindi spesso la isolano, perché lei è quella ricca, quella fortunata, quella che ce l’ha fatta. Ma loro sono quelle che invece non la ascoltano.


0 thoughts on “La violenza sulle donne (un post per Donnamoderna)”

  1. l’ho letto e riletto, ma a parte il co.co.co, continua a rimandarmi ad un’immagine che fa molto "early seventy" in Italia, ma in caduta libera,
    oppure un sognante "la moglie perfetta" con M.Broderick e la Kidman,
    mezzegonne con il fascione+capelli raccolti+cosa dirà la vicina..
    cmq sempre buona famiglia falsa fino al midollo con conoscenti altrettanto falsi che si cicciano l’unl’altro.

    Si, mi fa molto attuale, ma dannatamente rétro, tristemente vero
    F

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