Du' scarpette di cemento.

C’è un problema nelle manifestazioni di massa: la gestione. E i luoghi.

Ad esempio gli stadi. Che negli stadi ci debbano andare i celerini è una roba che a me fa incazzare. Tu, società, anziché limonarti l’ultras galeotto, ti paghi gli steward interni e non mi scassi il cazzo.
Cheppoi anche gli stadi facciano schifo è cosa a parte e integrante. Vedere la partita in alcuni casi è un atto di fede. Non vedi un cazzo in curva all’Olimpico a Roma. Cose così, quindi.

Poi pensa se devi usare gli stadi per i concerti.
Fuori hai la polizia perché non c’è il servizio d’ordine. La polizia che ti fa buttare la bottiglietta d’acqua, o perlomeno ti fa buttare il tappo, poi dentro ti vedono di tutto.
Tu che al terzo anello sicuramente vedi cose come una formica con la chitarra che si dimena su un disc… oddio, no, quello è il palco. Ma pensa. Ah, ma no, ma vedo lo schermo che riprende il palco. E si sente anche male.
Pensare che per i Muse (oltre a non sentirsi un cazzo, perché sentire il basso dei Muse dal vivo è una cosa che ti devi mettere in centrodestra in un modo che neppure un Capezzone riuscirebbe con uno zompo) possa succedere una cosa simile al Boss è impensabile, ma lo scenario di un concerto col volume basso, con le code lunghe, con Sansiro che è quel che è mi fa intristire.

Mi fa incazzare perché o mancano luoghi decenti dove suonare, o mancano anche i suggerimenti di posti dove suonare e accontentare tutti.
Momenti quindi è meglio un Muse live in Campovolo e siamo felici tutti. Ché farebbe molto festival.


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