Olocausti e oblazioni.

Del resto mi hanno appena detto “tu sei troppo colta“. Quindi Albertoangeliamo assieme.
The gravestone of Giovanni Defugger who died 1114, the man who created Est!Est!Est! wine.Se in casa qui abbiamo da un lato gente che mi fa altarini e dall’altra parte il pupazzo che spesso si proclama come Beato Rodesindro da casasua (del resto, daje torto) direi che possiamo essere benissimo ferrati su argomenti che tangono la blasfemia. Del resto, oh, non è colpa nostra se antropologicamente alcune cose osservabili nei riti religiosi e nei templi religiosi creano ilarità e noi si va a sottolinearlo.

La cosa bellissima è che nel mentre si diceva e si pensava tutto questo ho pensato: ok, quando decedo io fatemi delle irrigazioni tombali con della birra, altro che i fiori a memoria. La birra. Il senso pratico: manco da viva li voglio i fiori, figurati dopo. La birra costa anche meno. E poi ho pensato che l’idea non è che fosse originale, ma cambiava il liquido. E mo’ vi spiego da cosa deriva.

[occhio, parto con una cosa che conosco benissimo e quindi VE LE SFRANGIO]C’è questa storia che si tramanda dal dodicesimo secolo, dove si confonde molto con la leggenda, ovviamente. Perché è normale che le cose un po’ come nella roba lì del telefono senza fili dopo si arricchiscano con gli anni.  Per farla diretta: nel 1111 Enrico V di Germania era in viaggio per Roma per essere incoronato imperatore del Sacro Romano Impero. Nel suo numeroso seguito si trovava anche un vescovo, Johann De Fugger, semplificato, nel linguaggio popolare, prima in Deuc e poi in Defuk. Già dal cognome si presume sia parente dei banchieri, sicché possiamo azzardare che il vescovo era probabilmente più attratto dalla vita terrena che dalla vita celeste: trincava. Beveva come una spugna, e andava a vini, avendo un sistema di scoperta molto ingegnoso: lungo la strada si faceva precedere da Martino, un suo servitore elevato al rango di coppiere, con l’incarico di girare per osterie e cantine e segnalare la disponibilità di vino buono. In che modo? Semplicemente scrivendo sulla porta del posto giusto la scritta Est, in latino. Come a dire c’è da bere, daje!

Martino a Montefiascone si fece prendere la mano, già che lo stemma del posto è arricchito di botti non si può non pensarlo: Est! Est!! Est!!! Con un crescendo di punti esclamativi come un bimbominkia o come un vip su twitter, quasi a sottolineare l’eccezionalità del vino. Nome che tuttora è presente nelle etichette di questo vino. E dopo si dice che il vescovo Johannes capì che era meglio trasferirsi a Montefiascone dove rimase, e bevve fino alla morte, ove poi venne tumulato nella chiesa di San Flaviano (veh, la foto sopra) e ogni anno, nel mese di agosto veniva commemorato facendo aspergere la lapide della sua (presunta) sepoltura con del vino. Usanza poi andata persa nei secoli.

Una trovata pubblicitaria figa, tanto che nel diciottesimo secolo aggiunsero una sommaria epigrafe aggiunta alla pietra sepolcrale – EST EST EST PRT [PRI?] NIV / EST HIC IO DEVC / MEVS MORTVS ES [Est est est pr(op)t(er) ni(mi)u(m) est hic Io(annes) deuc (dominus) meus mortu(u)s es(t)] EST EST EST, QUI GIACE IL TEDESCO GIOVANNI, MIO PADRONE, MORTO PER IL TROPPO EST.

Propongo anche la santità del buon Johannes. Tanto, ormai…


0 thoughts on “Olocausti e oblazioni.”

Rispondi a I scream Annulla risposta