Come spiegare alle genti l'avere ironia o almeno saperla leggere.

Nella Blogfest di un paio di anni fa abbiamo fatto il Photocamp tenuto dallo splendido Gualtiero. Egli, Kimota, ha una grande intelligenza nel fare le foto: fece uno splendido speech sulle “bufale fotografiche” (se volete vederlo occhio: è un’ora e mezza, ma spesa bene) nonché penso sempre che in ogni scatto che pubblica opera sempre dei crop ben scelti.

Poi ci fu il mio speech perché dovevamo portarci fino a pranzo e serviva qualcosa per abbassare il livello e portarlo in cagnara: è la mia specialità, non mi batte nessuno.

In pratica mi comprarono (miracolo: mi arrubbbano tutti i giorni foto sulla internet spacciandole per loro. Non dico tumblr dove si mettono foto di cantanti, lì sono anche più corretti, ma parlo blog dove anche le persone ci hanno un guadagno sopra, anche stranieri. E non solo non c’è il mio nome, quindi, ma è anche “sfruttata”. Ma del resto ci son state persone che copiavano anche i miei post compresi i miei riferimenti personali… Dovrei fare come tanti fotografi musicali che mettono il watermark ovunque tanto da deturpare la foto, ma a me piace condividere più che vedere il mio nome da autore) per 50 dollari di singapore (tipo 23 euri) delle foto di Budapest. Ricordo l’editore di questa rivista anche un po’ disperato dire “non è che mi può andare a fare un photoshoot in questi giorni? Le pago anche il viaggio”. Non trovava nessuno. Porello. Si fece bastare mie foto e di altri trovati via Flickr.

C’è quindi questo video di questo speech che io chiamai “Come farsi pagare le foto senza sapere fotografare” in piena mia indole cazzara. Dove all’interno faccio un numero spropositato di faccine, faccette, facciuzze. Dove mi autoprendo per il culo, prendo le folate di gelido vento Riviano, cerco di far divertire le persone in 10 minuti (alcuni dei quali poi mi dissero “gente con attrezzature maggiori a volte scatta foto peggio”. In due anni di concerti intensivi mi sono accorta che è vero, così come chi ha comunque 11mila euro di obbiettivi dietro è comunque quello che vende la foto, e quello che invece mando io e le fa per passione non vede un euro, purtroppo, pur prendendo attimi e angoli migliori)

Ma alle genti oltre a mancare la comprensione del testo, dell’ipertesto e dell’ironia (basta vedere i commenti di questo che mi ha detto “Ho visto molte foto scattate da questa “signora”… il 90% sono sottoesposte, bianchi bruciati, ombre illeggibili, ci sono inquadrature banalissime, tagli improbabili, creatività e fantasia pari a zero! La fotografia è una nobile arte che richiede studio e disciplina. Il problema non è utilizzare per forza reflex di prima fascia ed obiettivi serie L, certi fotografi usano ancora le polaroid e fanno foto stupende! Le migliori foto sono quelle scattate a priorità di cervello! Studia asina!” -anzitutto perché dovrei studiare fotografia? la professione del Fotografo non fa più campare ma fa sopravvivere, sarebbe come prendere scienze delle comunicazioni e poi lamentarsi di essere disoccupati- basati sul cercare di convincere gente che iddio non esiste e pregni di “gli italiani riescono sempre a scavare e scendere più in basso” che capisci che l’italiano un po’ se lo meritava, Abberlusconi e le sue barzellette)

Ora comunque, non so come dirvelo, vado a Budapest e quindi vi ritroverete altre seicento foto fatte totalmente a cazzo di cui se ne salveranno 15. Ma che quando riguarderò avrò la tenerezza nel cuore perché mi piace un cifro come città. Tiè.

[dai, quasi sono meglio le band indie che si lamentano per le recensioni brutte. Fan più tenerezza]


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