Maccabei, Augustini, condizioni bibliche.

We are augustines live at Magazzini Generali, Milano
Dopo mi han detto “ommioddio che è quello più bello”, però ecco io non lo so, ché continuo a sbavare per gente che non mi caga neppure di striscio, tipo se fossimo ancora liceali. Prima però di vedere queste scene di giubilo io ero lì ad ammazzare il tempo con il povero Hugo White dicendogli come alle anziane in coda alle Coop che oh, sto freddo, il terremoto, la nebbia, pare un po’ uno scenario da 2012 apocalittico quasi biblico.

Poi mi sono ricordata che lui sta in una band che si chiama Maccabees, ossia Maccabei. E sì, purtroppo gli ho fatto la domanda sul nome. E gli ho detto sì, perché ci sono tanti nomi ilari nella Bibbia, ma nel mio incasinamento mi stavo domandando come tradurre “figli di Zebedeo” e mi son sentita depauperata nella lingua d’oltremanica.

[ma queste sono cose di cui riparleremo in radio, un po’ come iniziare l’intervista ai We Are Augustines col cantante (quello in foto) parlando di intestino. Ora noi sappiamo che quando si parla di intestino in pratica, se non si è tra medici, si diventa amicissimi]

Il mio grossissimo problema coi The Maccabees è che se non avessero Orlandino Settimane a cantare sarebbero tipo il mio quarto gruppo preferito. Suonano daddio. Hanno fatto delle gran canzoni. Poi c’è questa voce di Weeks che su 4-5 pezzi di tutta la discografia va benissimo. Peccato che siano al terzo album. Album dove la voce di Orlando si sente molto meno, e che quindi secondo me è bellissimo, anche se manca *il pezzo*, perché Ayla e Pelican non possono reggere un intero album e Feel to Follow è il vorrei ma non riesco.

I Maccabees sono quel gruppo che al quarto album manderà in pensione parecchi, ma che a me farebbe emozionare daddio se non ci fosse Orlandino (che brava che sono, che non l’ho corcato di mazzate alle prove sebbene mi sia passato vicino e sia 15 cm meno di me) a cantare lì con due microfoni sulle tonsille.

The Maccabees live at Magazzini Generali

Poi ci sono i We Are Augustines. Sono bravi. Hanno un casino di energia. Il 28 saranno da Letterman, ma loro non hanno una tv. Hanno un album che il mese prossimo esce anche qui in Europa. Sono l’anello di congiunzione tra i The Drums e Springsteen. La versione tamarra dei Gaslight Anthem. Consigliatissimi.


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