Funeral.

Partecipare ogni tanto a un funerale classic serve eccome. Serve soprattutto a riflettere sulle famose 101 cose da non fare enunciate da Daniele Luttazzi.

In particolare se si tratta del tuo, di funerale. Perchè il problema è che quando tocca a te, difficilmente riesci a farti capire.Tutti sembrano non aver voglia di ascoltarti. E allora, per favore, vi dico un po’ di cose in anticipo:
– lasciate perdere le frasi tipo “era un brava ragazza” (probabilmente è vero, ma con qualcuno forse sono stato anche davvero stronza).
– se avete altro da fare non venite. I funerali – per definizione – si organizzano sempre quando la gente lavora o ha altre cose importantissime da fare. Quindi avete la giustificazione.
– se invece decidete di venire, vestitevi come vi pare ma evitate le giacche, io non ne avrei una da mettere al vostro funerale. E tanto lo so che di solito non andate in giro conciati così.
– anzi, adesso che ci penso se veniste tutti vestiti da Blues Brothers e o vi faceste i capelli colorati come abbiamo fatto al matrimonio di Dana sarebbe un’idea divertente.
– se durante la funzione per ingannare il tempo vi scappa una conversazione sul calcio, non c’è problema. Ma per par condicio dedicate uno spazio in coda anche agli sport minori.
– la messa vi annoia? Potete uscire a fumare una sigaretta, vi capisco. Sicuramente a me non darà più fastidio agli occhi.
– se vedo un fiore nel raggio di un chilometro vi maledico. Piuttosto adottate un bambino a distanza
– niente musi lunghi, please. Anzi vorrei proprio che socializzaste. Dopo tutto sono cose che capitano una sola volta nella vita
– se dovete rivangare episodi divertenti o imbarazzanti del mio passato, fate pure. E se vi serve “colorire” per essere più divertenti, è ok. Davvero. Ma rispettate le regole di sempre: fino al 20% è senso dell’umorismo, oltre il 20% è calunnia
– in ogni caso nella tasca dei pantaloni dovrei avere un biglietto con le tre canzoni da suonare al mio funerale. Se nel frattempo non ho cambiato idea, sono: 1. “E-bow the letter” dei R.E.M. 2. “Marquee moon” dei Television (tutti i 10′ e 40″ della versione originale, grazie, fatelo pet me); 3. “Another day in the sun” dei Moffs (lo so, non sapete chi siano: comunque c’è il 45 giri originale sotto lo stereo…)
– ah, se ho avuto il tempo di registrarla, ho lasciato una videocassetta con un messaggio per ciascuno di voi. Dovrebbe strappare qualche sorriso e magari anche qualche lacrima, ma così almeno avete un alibi.
– per tutti: se mi volete bene violate la legge: dovete semplicemente gettare al vento le mie ceneri cercando di ripetere alla lettera la scena dello spargimento di ciò che resta di Steve Buscemi alla fine del Grande Lebowski.


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