Se non mi lamento non è che le cose mi vadano bene, e viceversa.

Non sono andata a votare al ballottaggio a Parma e guardo questo risultato molto da lontano. Non perché non mi interessi: anzi, voi che guardate il “grillinismo a Parma come un esperimento” mi fate girare le palle che non ho. La città dove risiedo non deve essere il vostro Truman Show.

Ma perché abitando a Parma ho iniziato a capire i meccanismi inizialmente “pepe al culo” per poi sprofondare nel lassismo profondo della gente. Io non posso lamentarmi: la mia vecchia tessera elettorale mi faceva votare nell’Alto Lazio, e sono sempre andata a votare lì con la molletta al naso, con la visione che un cambiamento non poteva esserci vedendo i miei coetanei e chi veniva candidato. Da quando ero approdata in Emilia mi era risalita una certa lietezza nell’andare a votare, ad esprimere almeno nei voti locali (alle Nazionali tento di andare in Ferie, lo ammetto) la mia preferenza per liste, programmi e persone. Ma stavolta no, ero sfiduciatissima e non avevo neanche voglia di cercare dove fosse, quella tessera elettorale.

La cosa maggiore è una volta andato al ballottaggio l’adesso Pizzarotti si è giovato dell’effetto mediatico: tutta l’attenzione dei media si è concentrata su Parma in modo oltre l’ossessivo dando ai cittadini, anche quelli anziani e che non sapevano bene dove dirigersi, la sensazione di essere al centro del mondo e alla viglia di una svolta politica epocale che fino al giorno prima sembrava impensabile. E il Parmigiano, che nell’indecisione a volte preferisce buttarsi a votare a sinistra nelle situazioni di emergenza, stavolta vedendo che poteva essere tronfio della sua città ha votato il bello spot pronto lì. Certo non pensando al dopo, al poi, al tangibile: ma del resto chi lo fa, nelle masse, andando a votare. Certo è che ora la nuova giunta rischia di essere politicamente isolata: nei confronti di Provincia e Regione, ma anche di Roma visto che il M5S non ha rappresentanti in Parlamento ed anzi sta sui coglioni a tutti i politicanti. Chi, dovrebbe, dunque darci una mano coi vecchi debiti e quelli nuovi (inceneritore che non si farà più E quindi rimborso da dare a Iren di diversi milioni di euro) solo perché siamo belli e con la erre moscia? Non so, sono molto dubbiosa.

Sono stata piuttosto freddina sin dalle primarie. Anche vista la batosta avuta al Comune prima. Non avrei votato con favore Bernazzoli perché non lo vedevo adatto a fare il Sindaco. Di Pizzarotti non ho voluto sapere nulla, forse perché ultimamente vivo più a Reggio Emilia, più a Linate, più ovunque che a Parma. Ma a Parma ci dormo, e insomma pare che finora dormano anche tutti gli altri.


0 thoughts on “Se non mi lamento non è che le cose mi vadano bene, e viceversa.”

  1. non ti nascondo che se nella mia città avesse vinto un “grillino” mi sarebbe venuto il panico anche a me…

  2. Dalle parti, invece dei “grillini” non c’è neanche l’ombra, ma ciò non vuol dire che ci siano comunque politici migliori…….

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