Ora guarda come si accorgono tutti dei Mumfords come è successo a Kasabian e Black Keys.

Photo courtesy of Ryan Bittan.

Comunque io la prima cosa che mi sono chiesta è come Marcus Mumford abbia tirato giù ‘sta decina di chiletti (perché sì, ehm, mi interessa) (noi CON LE OSSA GROSSE) (sic)

L’altra cosa è che il pubblico conosce i Mumford and sons. Già molti di noi stanno partendo con l’hipsterismo da “ma io c’ero alla prima loro data, quella dove il Covo fece la prevendita, 300 persone prenotate in un minuto e mezzo e via. E a Roll away your stone il pavimento che ondeggiavissima, ziofà”

Marcus, che è anche personaggio spendibile con la casalinga di Voghera come il “cicciottello che si è sposato però l’attrice coprotagonista in Shame – sì Carey Mulligan che faceva la sorella di Michael Fassbender-, e che viene ormai idolatrato dal Boss che li fa a sentire sul palco al Pinkpop -festival olandese, per questo amo i festival- e poi si avvicina anche”. Perché contrariamente ad altri ha anche la moglie attrice, quindi è ben targettabile, no?

Pare ancora di no, ma fortuna che ormai la stampa non se la caga nessuno nei trend. Eccetto che con quella grande massa che possiamo chiamare paesereale e che ascolta la radio ed è quella che grande alla stampa-di-massa-su-quotidiano ha scoperto i Kasabian (dopo 10 anni) e i Black Keys (troppo comodo quando se li cagavano in tre pensando, poi, giustamente: “al prossimo album fanno il botto”, e così è stato).

I Mumford hanno fatto tutto esaurito veloce anche a Verona. Quindi se dovete vederli potete andare però al Festival Spilla, ad Ancona. Una bella gita, che vale tutta: loro devono ancora uscire col nuovo album, ma se volete farvi un’idea di come suonano il loro set al succitato Pinkpop è scaricabile da qui.

[che poi, appropo di pupilli di Bruce, io lunedì intervisto i Gaslight Anthem e ho già un’ansiadellamadonna]


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