Parla con me/ XI

la gente è una merda.

purtroppo ne abbiamo già avuto prova in diverse occasioni. e però.
se non avessi scritto quello che hai scritto tante persone che ti vogliono bene davvero non avrebbero saputo nulla di quello che stai passando.
poi lo ammetto: avvertire le forze dell’ordine può essere stato forse eccessivo. ma veramente eravamo disperati, e nel tentativo di agire subito e in fretta abbiamo fatto la cazzata.
tutto il resto che leggi in giro ti deve scivolare addosso. lo sai che le persone sui social sono cattive e tirano fuori il peggio di sè, anche perché non si rendono conto di avere a che fare con esseri umani. però ci sono anche tante persone che ti conoscono e ti stimano e ti apprezzano. io immagino che era a queste, a noi, che erano indirizzati i tuoi messaggi disperati.
e noi siamo qui pronti ad accoglierli. io sono qui. e butto la testa al muro per non aver capito niente prima, per aver dovuto leggere nero su bianco la gravità della situazione.
mi sento in colpa, mi sento una merdina. però hai fatto bene. perché ancora non è troppo tardi. perché sei qui e mi stai scrivendo. e se vorrai raccontarmi lo schifo che ti è successo in questi mesi io ti ascolto. se invece vuoi stare zitta, io sarò più attenta ad ascoltare anche i tuoi silenzi.
appoggiati a me. appoggiati a tutte le persone che ti vogliono bene e che te lo hanno dimostrato, o che come me sono arrivate troppo tardi ma sono pronte a recuperare.
tutti abbiamo bisogno di sfogarci. e forse tu hai più motivi di altri. non aver paura che sia troppo da sopportare per gli altri: abbiamo le spalle larghe apposta. non aver paura a sfogarti, non arrivare a questi limiti, non aver paura a chiedere aiuto. ti voglio bene. te lo avrei detto anche senza questo spavento. ma se è servito lo spavento per tirarlo fuori benvenga anche lo spavento.

ti abbraccio forte


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