You pushed it all so you'd never see it

Sapete che non so come spiegarlo. So che spesso le persone mentre stavo poco bene leggevano qui e dicevano “ma sul blog non l’ha detto”. Non ho più voglia di dirlo, qui sopra. Una volta mi lasciavo andare, scrivevo qui perché non avevo persone di cui fidarmi. Poi succedono queste cose, come ha detto Enrico, che un po’ ti fanno scremare anche gli amici. Ti fanno capire chi vale davvero avere vicino e chi invece era zavorra, paccottiglia, teste di cazzo. Certo, sarebbe meglio non avere cernite così dolorose, laceranti. Ma ecco: ci siamo passati tutti. Cosa ho io più di voi? Che lo grido. E ad alcuni di voi fa schifo.

A me no. Penso che le persone per essere davvero forti debbano urlare le sconfitte e le gioie in pari modo.

La canzone che c’è sopra è una di quelle che da sette anni o più, quando riesco ad ascoltarla, mi tappa il pianto e non mi fa più pensare al nero che ho dentro. Come quando mi pare all’inizio della seconda stagione di Dexter lui parlava dell’oscurità che aveva dentro e tutti dicevano che lo capivano. No, magari solo chi ha un buco nero ancora più grosso riesce a sentire nello sterno un’oscurità che dilania anche altre persone. Altri no, non capite. E’ oscena, è brutta, ti consuma. Non ti lascia sola se non in piccoli momenti. E’ brutta.

 


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