Music dot Fran: Cristina Donà

C’è una cosa molto difficile nel mio voler parlare di musica. Volerne trattare in modo diverso rispetto a come fanno gli altri. Quindi capita che mentre tu chiedi l’intervista a Cristina Donà non pensi che altri trecento facciano lo stesso. E che nel frattempo si parli – finalmente – di Cristina ovunque.  E quindi ti sforzi a non leggere, non ascoltare quello che chiedono gli altri ma è complicatissimo.

Cristina Donà ha fatto uscire un altro grande disco. Torno a casa a piedi: dieci canzoni scritte a quattro mani con Saverio Lanza, che ne è anche produttore, uscito per Emi il 25 di Gennaio.  Il tam tam che è girato sui maggiori quotidiani ha focalizzato le interviste su “anche quest’anno Sanremo nulla” e “uh, anche tu hai avuto una gravidanza come”, senza puntualizzare che questo album è una autentica bomboniera. Uno di quelli che metti nel lettore e non devi saltare alcuna traccia.

Io non sono una sua fan, ma la apprezzo tantissimo ed è una di quelle artiste che quando mi capita di ascoltare mi arricchisce sempre. L’album riesce a coniugare una piacevolezza di suoni e atmosfere con maturità. Ma la cosa che nessuno si dovrebbe perdere è vedere almeno un concerto di Cristina Donà live: per quello tenete sotto occhio il suo sito ufficiale visto che a breve saranno segnalate le sue date in giro per l’Italia.

Innanzitutto complimenti, perché faccio parte di chi ti segue da diverso tempo e vedere tutta questa attenzione sul disco un po’ fa piacere, perché significa che le cose belle sono ancora premiate in Italia…

“A me fa molto piacere, devo dire che ci sono quelli che si lamentano e altri invece che apprezzano. Sto seguendo molto i commenti anche su facebook… dirti che sono stupita, beh, non so bene. Sto imparando a non avere aspettative anche se è praticamente impossibile, ma sai negli anni ogni volta che finisci un album ti dici che questo è quello buono. C’è sempre stato un grosso appoggio da parte della stampa che mi ha aiutata tantissimo, ma si vede proprio che c’è stato un grande passo in avanti. La risposta è veramente entusiasmante. E io ne sono molto felice, ci ho messo tutta me stessa come al solito, anche se ultimamente nella vita ho avuto tutta una serie di problematiche logistiche. Con Saverio Lanza ho trovato un’ottima collaborazione, che ha fatto uscire delle cose davvero particolari… almeno per il mio orecchio, ed era proprio quello che avevo in mente. Sono davvero contenta.”

 

Ho notato che tutti ti hanno fatto le domande su Sanremo e sulla Maternità. Io non te le farò, ma ti vorrei dire in fondo che ogni album credo che sia come avere un figliolo, no? Che problemi ti ha dato questa gestazione, quanto è stata arricchente viverla…

“Sì assolutamente. Ho avuto l’esigenza personale di interpretare la mia musica diversamente negli anni, ma non riesco a spiegarlo bene perché mi sembra di svilire il tutto.  Ho avuto un percorso personale che mi ha messo la voglia di cambiar linguaggio, prima in musica e poi nei testi. Mi hanno sempre colpito molto autori come De André, Fossati che riuscivano a descrivere la realtà in modo descrittivo e quasi cinematografico, e quindi io ho provato a fare un disco italiano in questo senso. Poi magari per questione anagrafica c’è stata la voglia di raccontarsi senza filtri… e ho sentito anche l’esigenza di scrivere testi più concreti: per una che ha sempre svolazzato con la testa fare riferimento alla realtà in modo così fedele non può far che bene, per far chiarezza. Sai, per me la musica è stata sempre terapeutica, sia da ascoltatrice che da cantautrice.”

Sin dal titolo dell’album, torno a casa a piedi, si capisce che hai parlato di piccole cose: come è scriverne senza scaderne nel banale?

“… è difficile! ci metto un sacco di tempo, scarto una quantità di materiale notevole. Mi diverte anche molto. Faccio fatica, soffro, anche perché se non arriva la cosa che mi fa vibrare e mi piace inizio a pensare di non saper più come fare… Mi piace sperimentare punti di vista diversi per parlare di cose comuni in modo inconsueto. Credo che il discorso del punto di vista è relato al mio modo di pensare di quando dovevo disegnare e dovevo trovare un’angolazione che desse un senso a un oggetto inanimato.”

Secondo me live sei sempre stata tre volte meglio che su disco…

“Sì, lo penso anche io.”

… ecco, ma con gli arrangiamenti particolari di questo disco quanto sarà complesso mettere su lo spettacolo?

“Eh, non sarà facile, specie per alcuni brani. Dal vivo però c’è un mix particolare tra interpretazione e musicisti. Anche perché io non sono mai stata interessata a rifare un disco paro paro rispetto al disco, ma non stravolgeremo nulla… Ci sarà la band di base e finalmente dei fiati. Non vedevo l’ora di avere dei fiati, te lo confesso. Ti posso dire che comunque l’emotività dal vivo gioca un ruolo importante.”

Come hai scelto il singolo Miracoli? Tutti dicono “è allegro, è allegro”. A me sembra anche una visione un po’ sorniona e di critica bonaria di quello che ci accade attorno…

“La cosa buffa è che tutti notano la parola miracoli e pochissimi la parola rivoluzione, che invece è così importante ed è beh, lì anche metaforica… che uno deve fare in testa. Ma quando l’ho scritta pensavo alla rivoluzione che si dovrebbe fare nella società, per quello che sta accadendo. Poi sì, io la canto con uno spirito felice, che però non lo è fino in fondo, c’è anche della preoccupazione… però dico anche “mettiti un vestito, preparati”, perché si deve essere pronti e coscienti. Anche per notare quei piccoli miracoli che succedono tutti giorni che ormai vengono tralasciati a favore della pornografia più becera intesa come senso generale… siamo pervasi dal cattivo gusto. Il mio desiderio era sottolineare la bellezza, perché si finisce di chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie, non aver voglia di guardare fuori e delegare tutto agli altri.  La paura è una brutta compagna purtroppo, e viene usata spesso per controllare le persone. Dovremmo guardare intorno con uno spirito costruttivo, godendo delle cose che portano positività nelle nostre vite senza lasciarsi guidare dal pessimismo… Per quanto riguarda anche me eh, non sto puntando il dito contro nessuno.”

Il rapporto coi tuoi fan su internet quanta spinta ti ha dato nell’ultimo periodo?

“Io ho sempre comunicato, sia con le email girate dalla mia precedente casa discografica che con rapporti epistolari che hanno anche portato a belle amicizie. Ho imparato a prendere un po’ le distanze, a prenderne le cose positive… è comunque un modo molto bello di interagire. A me già piace tanto il live per il rapporto diretto, quindi ecco anche la comunicazione diretta senza filtri mi piace tantissimo. Solo che col bimbo è impegnativo. E non sono una che quando è in giro si porta il computer, ma quando riesco mi piace interagire…”


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