Le Nostre Stelle di Eurospin: risparmio e qualità

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Amo la cucina ma anche il budget, lo ammetto. Ed è per questo che la linea Le Nostre Stelle di Eurospin è davvero una delle mie favorite: riesce a coniugare il risparmio con le materie prime di ottima qualità. Ci sono tanti ottimi prodotti nella linea #lenostrestelle di #Eurospin.

Tra le eccellenze gastronomiche vi sono: Pascoli Italiani, Land, Tre Mulini, Bottega del Gusto, Dolciando, Delizie dal Sole e tanti altri ancora.
Le Nostre Stelle Eurospin sono nate per essere accessibili a tutti, ogni prodotto è realizzato con attenzione rispettando qualità, tradizione, tipicità ed eccellenza nel gusto tutto 100% italiano.

Grazie alla collaborazione tra Eurospin e lo chef Marcello Leoni sono state realizzate delle strepitose ricette con questi deliziosi prodotti. La mia ricetta preferita è la Spuma di Parmigiano
Reggiano DOP 30 Mesi
Le Nostre Stelle,
miele di castagno BIO
e fiori di lavanda , ecco come farla:
150 g di Parmigiano Reggiano DOP 30 mesi
Le Nostre Stelle
200 g di panna per dolci
150 ml di latte
30 g di miele di castagno BIO
5 fiori di lavanda
Sale e pepe q.b.
Mettere i fiori di lavanda in infusione con il miele per 10 minuti
circa. In un frullatore mettere il Parmigiano Reggiano e il latte,
avendo cura di aggiustare di sale e pepe. Filtrare il risultato con
un colino, aggiungere i 200 g di panna liquida. Versare la salsa di
Parmigiano così filtrata in un sifone, aggiungere una carica di gas.
Nelle coppette ‘sifonare’ la spuma di Parmigiano
realizzata nel modo suddetto, guarnire
con il miele di castagno profumato alla lavanda.

Presentazione di Marcello Leoni from Eurospin Italia on Vimeo.

Israman Eilat 2018: a gennaio la gara di triathlon piú attesa in Israele

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Manca poco alla ISRAMAN Ironman Garmin Race, la gara di triathlon israeliana iron distance, che si svolgerà ad Eliat dal 24 al 27 gennaio 2018 ed è considerata tra le 10 competizioni di long triathlon più impegnative del mondo. Gli atleti dovranno nuotare per 3.8 km nelle acque cristalline del meraviglioso Mar Rosso, pedalare per 180 km tra le montagne di Eliat e, al ritorno, percorrere una maratona di 42,2 km fino al traguardo in città.

 

 

 

 

 

 

Coloro che sono alla ricerca di una sfida un po’ meno impegnativa potranno partecipare alla Half ISRAMAN, che prevede 1,8 km a nuoto, una gara in bici di 90 km e una corsa di 21,1 km. Quest’anno anche i piccoli atleti potranno gareggiare nella IsraKids, che estende la partecipazione alla gara a due gruppi divisi per fasce di età.

 

 

 

 

 

ISRAMAN ha ottenuto un riconoscimento internazionale grazie al suo arduo, stimolante e scenografico percorso che attira atleti da tutto il mondo. Quest’anno sono attesi circa 2.000 partecipanti provenienti da 25 nazioni, accompagnati da diecimila persone tra parenti, amici e visitatori che arriveranno ad Eilat per fare il tifo e partecipare ad uno dei maggiori eventi sportivi internazionali in Israele.

 

Israman viene considerato dagli atleti italiani un appuntaemento davvero importante.

All’edizio del 2017 ha partecipato, tra gli altri, il campione di ciclismo Claudio Chiappucci dando vita ad una origianale staffetta internazionale.

 

“Eilat è raggiungibile con voli diretti dall’areoporto Orio al Serio e con poco più di tre ore di volo dall’Italia sarà possibile vivere la magia di una vacanza avvolti dal tiepido calore del deserto del Negev: calore e magia del Mar Rosso, per vivere l’estate tutto l’anno, dove l’inverno non esiste” ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia.

 

Per offerte e pacchetti clicca qui.

 

 

Per ulteriori informazioni visitare il sito o il  video della gara.

 

Tra Emilia Romagna e Toscana le Mostre di Natale

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Mostre di Natale tra Emilia Romagna e Toscana
Pistoia, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna
Tutti gli appuntamenti da non perdere con l’arte e la storia

Le statistiche sui visitatori confermano la tendenza alla netta crescita delle visite in concomitanza con le Festività. Soprattutto se le esposizioni sono proposte da interessanti città d’arte.
Tra Toscana ed Emilia Romagna le proposte non mancano. Vediamole!
Cominciamo dalla Capitale Italiana della Cultura 2017, ovvero da Pistoia. Qui, in Palazzo Fabroni, sino al 7 gennaio si può ammirare la grande mostra “MARINO MARINI. Passioni visive”. Si tratta della più organica retrospettiva sino ad oggi proposta su Marino Marini. A renderla ancora più unica e imperdibile è il confronto / raffronto che la mostra propone tra i capolavori di una vita del grande scultore pistoiese e quelli a cui lui si è ispirato o confrontato. Dalla statuaria magno-greca ed etrusca, a Giovanni Pisano e la scultura medievale, al Rinascimento di Donatello, sino agli epigoni di Rodin per giungere ad Arturo Martini, Pablo Picasso e Henry Moore. Un viaggio imperdibile nella storia della scultura.
Sempre a Pistoia, ma in Palazzo del Tau, “MIRÒ E MARINO. I colori del Mediterraneo”, sino al 7 gennaio.
Marino Marini, in veste di pittore, a confronto con un amico: Joan Miró. Risultato: una mostra in cui esplode la vitalità e la gioia di vivere attraverso l’uso del colore. Mirò e Marino erano anche amici ed erano entrambi affascinati dai colori del loro “mare comune”, il Mediterraneo. Una mostra che è un inno alla “Joie de vivre” e alla grande arte.
Reggio Emilia, in Palazzo Magnani, sino al 25 febbraio, “KANDINSKY->CAGE: Musica e Spirituale nell’Arte”. Un grande percorso tra Arte e Musica a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, dall’astrattismo spirituale di Wassily Kandinsky a John Cage l’astronauta dei suoni. Ben 50 le opere in mostra del grande Kandinsky, in una magica relazione tra forma colore e suono, insieme a Max Klinger, Paul Klee, Arnold Schönberg, Marianne Werefkin, Oskar Fischinger, Fausto Melotti, Nicolas De Staël, Giulio Turcato, Robert Rauschenberg.
Ferrara, al Castello Estense, ultimissimi giorni per “L’ARTE PER L’ARTE. Da Previati a Mentessi da Boldini a De Pisis” (chiude il 27 dicembre). Il percorso “ferrarese” che propone, nelle sale del Castello Estense, una precisa selezione di dipinti e disegni delle Collezioni delle importanti Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, si presenta fortemente rinnovato. Boldini e De Pisis, innanzitutto. Con importanti opere prima non esposte. Poi le sezioni dedicate a Previati e Mentessi. E nuovo spazio riservato ad altri “ferraresi doc” come Aroldo Borzagni e Roberto Melli e Achille Funi.
Ai Diamanti invece “CARLO BONONI. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese” si potrà ammirare sino al 7 gennaio.
Il suo nome è stato accostato a quelli di Caravaggio e Zurbarán. Guido Reni ne ammirava la “sapienza grande nel disegno e dalla forza del colorito”. Pochi sono stati capaci di dipingere nudi maschili più potenti e seducenti di quelli creati da Carlo Bononi. Le sue tele sono vere e proprie meraviglie pittoriche create in tempi tragici, di carestie e pesti, nell’Italia di inizio Seicento. A servizio, ma non troppo, della Controriforma.
Ravenna, al Museo d’Arte della città, sino al 7 gennaio, “MONTEZUMA, FONTANA, MIRKO. La scultura in mosaico dalle origini a oggi”.
A connotare la nuova, grande edizione della Biennale del Mosaico, il Mar propone ben 140 opere, a documentare le eccellenze che sono il frutto del connubio tra scultura e mosaico. A partire dai grandi precursori Fontana e Mirko Basaldella, percorrendo tutto il Novecento, con Trotta, Ongaro, Chia, Paladino, Mendini e Sottsass, tra i molti. Con un omaggio anche alla Tomba di Rudolf Nureyev.
Ancora nel ravennate, il MIC di Faenza propone “Tra Simbolismo e Liberty: ACHILLE CALZI”, sino al 18 febbraio.
Intellettuale finissimo, intrattenne rapporti con Pellizza da Volpedo, Adolfo de Carolis, Arturo Martini, Giosuè Carducci, Alfredo Oriani, Gabriele D’Annunzio e Riccardo Zandonai e molti altri. E lo fece incardinando la sua vita e l’attività a Faenza. Qui all’attività di ceramista – secondo la tradizione familiare – affiancò la militanza sociale in campo culturale. In mostra le sue magnifiche creazioni ceramiche, dal Simbolismo al Liberty, ed altre emozionanti testimonianze della creatività di un grande protagonista del ‘900 italiano.
Tutte queste proposte sono inserite in sedi e città che da soli meritano una visita. Per il piacere di uscire dalla routine per “lustrarsi gli occhi e aprirsi la mente”. E allora, buona visita!

Tra Veneto e Friuli le Mostre di Natale

Mostre di Natale tra Veneto e Friuli
Venezia, Jesolo, Padova, Treviso, Castelfranco,
Rovigo, Vicenza, Udine, Gorizia….
Tutti gli appuntamento da non perdere con l’arte e la storia

Per chi, stando al calduccio, vuole godersi una bella mostra, ecco una serie di proposte da non perdere. Tutte aperte nelle prossime Festività, tra Veneto e Friuli. Alcune fresche di inaugurazione, altre ormai giunte a fine percorso. Tutte decisamente interessanti ed originali.
Cominciamo dalla capitale delle vacanze estive, Jesolo. Che affronta la stagione inverale proponendo, allo Spazio Aquiliea 123, “EGITTO. Dei, faraoni, uomini “ (sino al 15 settembre). Spettacolo e rigore scientifico sono i due punti di forza di questa grande mostra che non teme di fare del racconto e dell’emozione la sua cifra. Senza alcun timore di “unire il sacro al profano”, accanto alle teche blindate che accolgono i reperti concessi dal Museo del Cairo e da altri musei di mezzo mondo, saranno proposte fedeli riproduzioni, scenografie e sofisticate installazioni tecnologiche, a comporre un ricco itinerario scientificamente inappuntabile e intelligentemente coinvolgente.
A Venezia, alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, “Memoria e Progetto GUIDO STRAZZA PER CA’ D’ORO”, sino all’8 aprile.
Cosa unisce un grande artista d’oggi – Guido Strazza – al Barone Franchetti, l’uomo che un secolo fa donò allo Stato la Ca’ d’Oro e tutti i suoi magnifici tesori? La generosità innanzitutto, visto che anche l’artista romano ha voluto donare un importantissimo nucleo di sue opere al Museo veneziano. Poi la passione – comune a Strazza come a Franchetti – per i “marmorari” medievali e le loro sapienti, affascinanti creazioni. Di questo da conto la mostra, conducendo il visitatore, all’interno di un sottile gioco di assonanze, ad ammirare gli antichi “marmi” della Ca’ d’Oro e le creazioni dell’artista
A Padova, nel Palazzo del Monte di Pietà, “RIVOLUZIONE GALILEO. L’arte incontra la scienza” (sino al 18 Marzo).
Chi è Galileo Galilei? Dai ricordi scolastici di ciascuno di noi, lo scienziato per eccellenza. Nella realtà storica, uno straordinario rivoluzionario. Poiché dopo Galileo nulla fu come prima. Una mostra rivela l’uomo Galileo nelle molteplici sfaccettature: scienziato, grande prosatore, virtuoso musicista, artista e critico d’arte; dal Galileo imprenditore al Galileo produttore di vini; dal Galileo rivoluzionario e anticonformista al dramma dell’abiura. Ma soprattutto l’uomo che amplia i confini della conoscenza e muta il rapporto degli artisti con la Natura del cielo. La mostra indaga i confini dello spazio, la sua narrazione, da Leonardo e Dürer fino ad Anish Kapoor, in un grande viaggio nell’arte moderna. Per alcuni sarà come scoprire realmente Galileo, e tre secoli d’arte, per la prima volta.
A Rovigo, al Roverella, “SECESSIONE. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità” (sino al 21 Gennaio).
Per la prima volta in mostra un panorama complessivo delle vicende storico-artistiche dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni: Monaco, Vienna, Praga e Roma. Evidenziando differenze, affinità e tangenze dei diversi linguaggi espressivi nel primo vero scambio culturale europeo. Basti pensare a Gustav Klimt e ad Egon Schiele che esposero alle mostre della Secessione Romana o a Segantini che partecipò alle annuali mostre viennesi
Ancora a Rovigo, ma in Palazzo Roncale, “I CAPOLAVORI DEI CONCORDI” (sino al 21 gennaio). La Pinacoteca dei Concordi approda a Palazzo Roncale. Qui ambienti fastosi, con i loro preziosi arredi, accolgono le opere della Pinacoteca. Si tratta di una raccolta d’arte importantissima, che racchiude in sé alcuni capolavori dei grandi maestri della pittura italiana: dal gotico, a Bellini e ai belliniani, dai Fiamminghi al Cinquecento veneto, dai pittori della realtà, dalla pittura di paesaggio ai pitocchi, arrivando ai ritratti e ai pittori della Venezia del Seicento. Tra le opere esposte al Roncale è possibile ammirare il celebre “Ritratto di Antonio Riccobono” di Giambattista Tiepolo, la “Madonna con il Bambino” e il “Cristo porta croce” di Giovani Bellini e opere insigni di Piazzetta, Pittoni, Palma il Vecchio, Luca Carlevarijs.
A Treviso, negli spazi Bomben, Fondazione Benetton Studi Ricerche, “LOTTERIE, LOTTO, SLOT MACHINES. L’azzardo del sorteggio: storia dei giochi di fortuna” (sino al 14 gennaio). Una mostra ricca di stimoli, suggestioni, testimonianze, che vuole presentare in modo facile e gradevole la complessità di un fenomeno sempre di straordinario rilievo nella vita delle società. E oggi accentuato dagli strumenti attuali del possibile azzardo: dalle lotterie istantanee a quelle via internet, dal gratta e vinci alla roulette televisiva – moderni eredi delle puntate su chi doveva essere eletto alla guida della città o alla funzione pontificia –, fino alla schedina del totocalcio (che oggi pare arcaica), e ad altre pratiche in continua evoluzione.
E, ancora a Treviso ma al Museo Nazionale Collezione Salce, “ILLUSTRI PERSUASIONI tra le due Guerre” (sino al 14 gennaio). In questa nuova mostra del Museo Salce, il focus è posto sugli autori dei manifesti. Riconoscendo loro il ruolo e la virtuosità di abili “persuasori”. I loro sono anni in cui la “propaganda” assume un ruolo ufficiale e nella grafica raggiunge livelli di straordinaria eccellenza. Sono i decenni in cui nel vecchio Continente, ma non solo, si affinano gli strumenti della “comunicazione di massa”. In mostra, un centinaio di magnifiche testimonianze dell’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale, dal 1920 al 1940.
A Castelfranco Veneto, al Museo Casa Giorgione e in altre sedi, “LE TRAME DI GIORGIONE”, sino al 4 marzo.
In Giorgione nulla è veramente ciò che sembra. Questa grande mostra dipana le “Trame” della sua pittura. Ed è solo la tappa d’avvio per un viaggio nel linguaggio nascosto delle vesti che vengono, mai a caso, indossate per essere eternati dai ritratti. Tre secoli di grande storia dell’arte e del costume, dal Giorgione al Tiepolo, passando per Tiziani e tanti diversi protagonisti della storia dell’arte veneta.
A Vicenza, alla Basilica Palladiana, la mostra più visitata del momento: “VAN GOGH. Tra il grano e il cielo”, sino all’8 Aprile.
Oltre 120 opere, tra dipinti e disegni. Un tema attentamente focalizzato, un filo conduttore di grande suggestione: le lettere scritte dal pittore. Goldin torna in Basilica con una monografica su Vincent Van Gogh quale non la si era mai vista non solo in Italia.
Stessa sede e stesse date per “UN CANTO DOLENTE D’AMORE. Marco Goldin, Matteo Massagrande, Vincent van Gogh”. “Nella scorsa primavera, mentre mettevo mano a uno spettacolo teatrale sulla storia di Van Gogh, afferma Marco Goldin, ho scritto il breve monologo che l’attore che impersonerà Vincent sul palcoscenico reciterà sotto un ultimo albero della vita, accanto a un ultimo campo di grano. Gli ho dato come titolo Canto dolente d’amore (l’ultimo giorno di Van Gogh). Tempo dopo averlo scritto, ho provato il desiderio che un pittore potesse non illustrarne alcune scene, ma traendovi spunto, desse loro una temperatura insieme d’anima e di colore. Allora ho chiamato un artista che stimo molto, Matteo Massagrande…”.
Ancora a Vicenza, al Palladio Museum, raffinato appuntamento con “TIEPOLO SEGRETO”. Il Palladio Museum si è arricchito di un eccezionale patrimonio d’arte: sette straordinari strappi d’affreschi di Giandomenico Tiepolo (1727-1804), che interpretano la scena dell’Olimpico di Palladio. Da oltre cinquant’anni anni erano conservati nel palazzo dei proprietari che li salvarono dalle distruzioni belliche. Oggi gli eredi, Camillo e Giovanni Franco, li hanno destinati al Palladio Museum. Che, con questo importante arricchimento, conferma ulteriormente la sua vocazione a Museo della Città. In occasione della mostra, per ampliare l’opportunità di conoscenza del grande artista veneto, il Palladio Museum e Villa Valmarana ai Nani offrono una reciproca riduzione sui biglietti d’ingresso: Giambattista dipinse gli affreschi “Olimpici” vent’anni dopo aver affrescato villa Valmarana, per il figlio del suo primo committente.
Dal Veneto al vicino Friuli, per due appuntamenti di notevole interesse sia artistico che storico.
Ad Udine, in Castello, sino al 7 gennaio, “L’OFFENSIVA DI CARTA. La Grande Guerra illustrata, dalla collezione Luxardo al fumetto contemporaneo”. Dopo Caporetto, partì la grande controffensiva che portò alla Vittoria del 1918. Fatta con cannoni, fucili e aerei, certo. Ma è un’altra, non meno efficace, Offensiva che questa mostra illustra. Quella combattuta sotto la regia dell’Ufficio Propaganda, fatta di manifesti, parole d’ordine e soprattutto di immagini. Destinata a giovani soldati spesso analfabeti. Immagini che portano le firme di ragazzi al fronte, alcuni dei quali – come il caporale De Chirico o i soldati Carrà, Sironi e Soffici – destinati a diventare artisti celebri.
E a Gorizia, in Palazzo Attems Petzenstein (sino al 25 marzo), “LA RIVOLUZIONE RUSSA. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)”.
Alle ore 10 del 25 ottobre 1917, Lenin proclamò il rovesciamento del Governo e il passaggio del potere al Comitato militare-rivoluzionario. Quel momento passò alla storia come la “Rivoluzione di Ottobre”. Ma un’altra, e non meno importante, Rivoluzione Russa era già in atto da tempo e si esprimeva nel campo della cultura e delle arti, trasformando vecchi canoni espressivi, imponendone di nuovi. Nulla sarà più come prima nel teatro, nella musica, nel balletto, nella fotografia e sopratutto nelle arti figurative. Come racconta questa originale mostra, in Palazzo Attems Petzenstein .
9 belle città, 13 straordinari appuntamenti. Altrettante occasioni per farsi, e fare, un originale e stimolante regalo di Natale!

Tra Piemonte, Lombardia e il Ticino, le Mostre di Natale

Mostre di Natale
tra Piemonte, Lombardia e Ticino
Tutti gli appuntamenti da non perdere con l’arte e la storia

Torino, Milano, Brescia. Grandi città d’arte che sanno attrarre turisti in ogni stagione. Poi il Canton Ticino, subito a di là del confine italiano.
Per accogliere al meglio i loro ospiti, queste città mettono in campo anche una serie di appuntamenti espostivi di rilievo. Vediamone alcuni.
Cominciamo da Torino, dove CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia propone, sino al 7 gennaio, due appuntamenti paralleli. Il primo è con “ARRIVANO I PAPARAZZI! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi”. 150 immagini per raccontare l’epopea della “fotografia rubata”, da La Dolce Vita a oggi, in Italia e nel mondo. Dove il mondo è soprattutto, anche se non solo, quello dello scandalo e del gossip. Sono fotografie che hanno segnato per sempre la percezione popolare dei personaggi pubblici, attori, cantanti, politici. Donne soprattutto. “Rubate” dei momenti privati, quando, smessa la maschera del ruolo, ridiventano persone (quasi) comuni.
E con “CRONACHE DAL SET: il cinema di Paolo Sorrentino. Fotografie di Gianni Fiorito”.
Quaranta fotografie di Gianni Fiorito che raccontano il cinema del premio Oscar partenopeo. In una carrellata di immagini si alternano, tra scenografie e pause di set, il giovane Papa Jude Law della serie The Young Pope, il protagonista de La Grande Bellezza Jep Gambardella interpretato da Toni Servillo, presente in mostra anche nei panni de Il Divo Giulio Andreotti, e Sean Penn, la rock star Cheyenne di This Must Be the Place.
Imperdibile a Milano, alle Gallerie del Credito Valtellinese, “ARTE RIBELLE. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto”.
Dall’opposizione alla Guerra del Vietnam agli anni Settanta, passando per il ’68. Questa grande mostra racconta l’epoca della ribellione al sistema e della protesta politica, dell’impegno totale, delle militanze. Attraverso esempi tra i più potenti di un’arte posta, convintamente, a servizio di quell’impegno e della Politica. In una Milano che è stata cuore della protesta studentesca e operaia italiana. Una selezionatissima retrospettiva sull’arte “ribelle”, affiancata da documenti illustrati e testimonianze fotografiche. Per ripercorrere un’epoca unica nella storia recente di Milano e dell’Italia.
L’intero centro storico di Brescia è coinvolto da “MIMMO PALADINO. Ouverture” (sino al 7 gennaio)
Brescia “riletta”, anno dopo anno, da un artista di livello internazionale. A fare da apripista a questo nuovo progetto culturale è Mimmo Paladino. Scelto per “la sua capacità di alimentare la storia, trasformando i simboli della cultura figurativa del mediterraneo, dagli archetipi al Novecento”, sottolinea Luigi Di Corato, che è il direttore di Brescia Musei e il curatore della mostra. Il percorso “firmato Paladino” si espande da Piazza della Vittoria, simbolo della retorica piacentiniana sino al Capitolium e a Santa Giulia, sin dentro il cuore più antico e fascinoso della città.
Ancora a Brescia, ma al Museo di Santa Giulia, “A LIFE: LAWRENCE FERLINGHETTI – Beat Generation, ribellione, poesia” (sino al 14 gennaio).
Con Ferlinghetti si rivive la Beat Generation, momento snodo del recente Novecento. Lui, inconsapevole delle sue origini bresciane, domina la scena culturale newyorkese prima di trasferirsi definitivamente a San Francisco dove fonda la mitica City Light Bookstore nel ‘53. Nel ’58 la sua “Coney Island of the Mind” vende più di un milione di copie. Pubblica Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso e Charles Bukowski, riferimenti formativi per almeno una generazione di giovani. Ma oltre che poeta, intellettuale impegnato, è anche pittore finissimo. Ed è uomo che crea relazioni. Come quella con Fernanda Pivano ed Ettore Sottsass. Insomma l’uomo simbolo di una grandiosa epopea artistica, culturale e sociale.
Infine in Ticino, dove a Rancate, nella sede della Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, si può ammirare “DIVINA CREATURA. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento”.
Corre l’anno 1858 e a Parigi esplode l’Haute Couture di Worth, subito amplificata e diffusa dai primi Grand Magasins che spopolano nelle principali metropoli europee. I figurini portano il “Verbo parigino” nel mondo e l’”essere alla moda” diventa l’imperativo condiviso nella seconda metà dell’Ottocento dalle donne di pressoché tutti i ceti sociali. L’arte ne è coinvolta e stravolta. Come confermano le sculture, i dipinti ed i meravigliosi ventagli d’autore per la prima volta riuniti i questa grande mostra.Storia dell’arte e del costume, fotografia, poesia, gli anni della ribellione, una istallazione grande come il cuore di una città. Per offrirvi un Natale e un Capodanno finalmente diversi.

Ad Arte Fiera il Premio Gruppo Euromobil under 30 2018

Gruppo Euromobil, in veste di main sponsor di Arte Fiera 2018, promuove la dodicesima edizione del “Premio Gruppo Euromobil under 30” riservato agli artisti nati dopo il 1987 (31 anni non compiuti al momento della manifestazione) le cui opere siano presenti nelle Gallerie che espongono ad Arte Fiera 2018.

Gruppo Euromobil, con i marchi Euromobil cucine, Zalf mobili e Désirée divani leader nei sistemi e complementi d’arredo è quindi, ancora una volta, partner principale della Fiera bolognese che nel 2018 raggiunge la sua 42^ edizione.
Non muta l’ambito di indagine del Premio fondato e voluto da Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, titolari di Gruppo Euromobil e collezionisti d’arte. E infatti, per la dodicesima volta, promuove il Premio che, com’è nel suo dna, è destinato a promuovere un giovane artista che usando i diversi linguaggi delle arti visive esprima la comprensione della contemporaneità. Il Premio si concretizza nell’acquisto dell’opera vincitrice da parte di Gruppo Euromobil.
L’opera andrà ad arricchire l’importante Collezione d’arte contemporanea del Gruppo veneto.

Nelle undici precedenti edizioni, il Premio Gruppo Euromobil è stato assegnato a giovani artisti italiani e stranieri che si sono conquistati un importante spazio nel sistema dell’arte, segnale questo della bontà delle scelte via via fatte. Nell’ultima edizione, il Premio è stato conferito a The Cool Couple, il duo formato da Niccolò Benetton e Simone Santilli.

La Giuria del “Premio Gruppo Euromobil Under 30”, edizione 2018, è composta da Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, titolari di Gruppo Euromobil e collezionisti d’arte; Angela Vettese, direttore di Arte Fiera; Beatrice Buscaroli, critico d’arte; da Aldo Colonetti direttore scientifico IED e dal designer Cleto Munari. Segretario della Giuria: Roberto Gobbo.

L’annuncio del vincitore/vincitrice sarà dato, oltre che tramite social media e sito web di Gruppo Euromobil, sabato 3 febbraio alle ore 16.00, in un meeting organizzato presso il bookshop del Centro Servizi di Arte Fiera.

Per informazioni: www.gruppoeuromobil.com

Dare una nuova vita ai capi? Adesso puoi con Marbet Due

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Amici, sapete che qui si sta sempre con un occhio al budget, e quindi sono felicissima di potervi parlare di una collaborazione che mi è capitata in questo ultimo mese.

Ora che ho avuto della prole sono contentissima che mia mamma abbia tenuto molte cose mie, non solo lettino, biancheria etc… ma anche vestitini ed altro! Sì, magari in trentanni avranno perso dell’appeal ma ho trovato il modo per dar loro nuovo smalto.

Marbet Due, azienda di Gragnano Trebbiense (PC), produce e commercializza articoli Made in Italy per mercerie e viene proprio incontro a noi che non ci piace buttare le cose solo perché diventano poco alla moda o sono semplicemente troppo scialbe e basiche. Infatti, grazie alle applicazioni termoadesive, in pochi secondi di ferro da stiro, avrai la tua nuova maglietta, giacca, borsa, gonna, pantalone, eccetera.

Con Marbet Due puoi personalizzare, trasformare o rinnovare qualsiasi capo tu desideri. Come si fa a personalizzare con i patch e dare nuova vita a un capo o per svecchiare qualcosa? E’ facilissimo, a prova di impedita! Alcune sono già “pronte all’uso”, basta poggiarle sul capo nella posizione desiderata, proteggere con un panno, e scaldare col ferro da stiro fino a quando la patch non aderirà completamente e perfettamente alla stoffa. Vediamo come, passo passo, per prima cosa devi scegliere la maglietta o il capo che vuoi trasformare e valutare dove applicare i patch termoadesivi. Poi:

1- Posiziona la parte termoadesiva verso il basso sopra il capo;

2- proteggi il capo e i patch con un panno;

3- pressa per 25-30 secondi con il ferro da stiro caldo;

4- ripeti l’operazione a rovescio.

I prodotti sono in vendita nei Marbet Point Online (vedi sul sito) oppure presso il punto vendita più vicino a te!

Un regalo di Natale diverso? Pensa a gocustomized

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cof

Natale si avvicina e, diciamocelo, è sempre più difficile sentendosi l’acqua alla gola fare un regalo che non sembri scontato. Un’ottima idea può essere pensare alle Cover Personalizzate o ai Gadget Personalizzati su GoCustomized.

Quanto può infatti far piacere una cover con la foto di famiglia o del posto del cuore? Ora potete ottenere una stampa di livello e fare un regalo utile ed emozionante a se stessi o a chi volete bene.
Se controllate i loro social spesso sono presenti codici sconto. I prodotti comunque presenti come gadget sono di altissima qualità. Il tempo di consegna previsto è di 5-7 giorni lavorativi a partire da quando la tua cover sarà spedita. Quando spediranno ti arriverà un video esplicativo su come stiano preparando la tua cover:

GoCustomized Production Process from GoCustomized on Vimeo.

Il risultato? Beh abbiamo deciso di utilizzare la Musa topina del blog (la cui foto campeggia sotto la label Rodesindro qui sopra) ed ecco il risultato su una batteria portatile xiaomi:

Gocustomized printed my fav photos’ subject. What about yours? More on my blog #ad #gocustomized #xiaomi

A post shared by Francesca Fiorini Mattei (@frannola) on

UNHCR e il progetto Christmas Lights

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Per noi le luci di Natale sono un segno di festa e calore. Per milioni di rifugiati sono il ricordo dei bagliori delle bombe e segnano l’inizio della paura e del freddo. Da oltre 60 anni l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati, UNHCR, è in prima linea nelle più gravi emergenze internazionali, portando protezione e assistenza salva vita a bambini, donne e uomini in fuga dalla guerra.

Come è essere rifugiati durante l’inverno? Ce lo dice Suzanne, Siriana di 32 anni. Il marito ora ha una nuova famiglia. Lei si è rifugiata in Libano con le sue 3 figlie. “La sfida principale è vincere il freddo” dice. “In Siria avevo una casa, ma non c’era sicurezza. Avevo paura di uscire anche per fare le commissioni quotidiane. Siamo scappate qui per cercare sicurezza e vivere la nostra vita»

Potete donare su https://goo.gl/iQz8YG e ad accendere una luce per i rifugiati questo 8 Dicembre, giornata tradizionalmente votata alla preparazione dell’Albero.

Dalla cuccumella alla moka: in mostra la storia della caffettiera italiana

Dalla cuccumella alla moka: in mostra la storia della caffettiera 
italiana Sono decine le caffettiere esposte a 7.8.Novecento in una mostra dedicata: dall’infusione per bollitura, alla napoletana fino alla moka. L’esposizione, curata dal collezionista Nedo Grasselli, è un omaggio al rito del caffè, che da inizio secolo ad oggi si è evoluto di pari passo con la nostra società

Una volta si beveva un caffè molto forte, dal gusto amaro, quasi bruciato. Oggi il caffè è più delicato, morbido, aromatico. Il motivo? È cambiato, ovviamente, il modo di prepararlo. Quella della caffettiera è una storia di rituali, architettura e poesia. Attraverso una selezione dei 240 pezzi della collezione dell’architetto Nedo Grasselli – che va dagli anni ’20 fino ai giorni nostri – la mostra proposta a 7.8.Novecento ricostruisce il rito legato alla preparazione della bevanda più amata dagli italiani.

Dall’infusione per bollitura, all’invenzione a inizio secolo della napoletana (la cosiddetta “cuccumella”) e negli anni ’30 della moka per opera dell’ingegnere Alfonso Bialetti, al sistema per realizzare la crema caffè, inventato nel 1948 a Milano: sono numerosi i sistemi per la preparazione del caffè che saranno raccontati in questa esposizione. In mostra pezzi rari, come la caffettiera “Vesuvio” disegnata da Gaetano Pesce e prodotta da Zani & Zani o le mini caffettiere da viaggio “Stella” in argento o le caffettiere elettriche “Velox”.

Il caffé si diffuse in Europa agli inizi del Seicento, grazie ai veneziani e ai genovesi che commerciavano con l’Oriente. Risale sempre alla prima metà del Seicento l’apertura dei primi caffé pubblici a Venezia. L’uso del caffé si propagò poi in tutta Italia: la nuova bevanda infatti veniva apprezzata non solo per il suo gusto, ma anche perché si riteneva che possedesse delle proprietà digestive. La sua diffusione nei paesi occidentali fu accompagnata dall’ideazione di svariati modelli di caffettiera e in Italia ancora oggi se ne utilizzano principalmete di tre tipi. La napoletana (cuccumella in napoletano) fu ideata dal francese Morize nel 1819; quando raggiunge l’ebollizione viene capovolta per avviare l’infusione che avviene per gravità.
La moka, fu inventata nel 1933 dal piemontese Alfonso Bialetti, e il figlio Renato la rese poi famosa in tutto il mondo pubblicizzandola con “l’uomo con i baffi”.
La macchina espresso, che si presenta nelle versioni professionali da bar e in quelle da casa. La prima macchina espresso italiana fu realizzata da un ingegnere milanese, Desiderio Pavoni, che nel 1905 fondò la ditta La Pavoni e iniziò a produrne una al giorno, in una piccola officina a Milano. In seguito il milanese Achille Gaggia introdusse la macchina a pistoni, da cui sono derivate le versioni attuali: grazie ad esse si produce il caffé molto rapidamente e il suo sapore risulta meno amaro.

La mostra racconta come è cambiato negli anni il modo di servire e gustare il caffè nel nostro paese, attraverso caffettiere d’epoca e pezzi curiosi.