La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. “Printing Revolution 1450-1500”, dal 1 settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana

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La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. “Printing Revolution 1450-1500”, dal 1 settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana
La mostra documenta l’impatto della rivoluzione della stampa sullo sviluppo economico e sociale della prima Europa moderna. Un percorso di scoperta attraverso strumenti digitali e metodi di comunicazione innovativi, che permettono di documentare e rendere accessibili decine di migliaia di dati raccolti da un ampio network internazionale – coordinato dal progetto 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford – in anni di rigorose ricerche

Un’invenzione non è una rivoluzione, ma solo l’inizio di un percorso. La stampa con blocchi di legno debuttò in Cina nel IX secolo; 400 anni dopo, la stampa a caratteri mobili di metallo cominciò a essere usata in Corea, ma fu in Europa che la stampa divenne una rivoluzione, perché è qui che modificò radicalmente la vita di ogni giorno. Fino al 1450 circa i libri erano scritti a mano, ma nel 1455 venne stampata la Bibbia di Gutenberg a Magonza, cambiando la società per sempre. Nei 50 anni successivi milioni di libri a stampa circolarono in tutta Europa, mezzo milione di essi sopravvive ancora oggi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Una ricerca ha rintracciato 50mila di questi libri sparsi oggi tra 360 biblioteche europee e americane con la collaborazione di oltre 130 editors.

Dai dati raccolti durante la ricerca nasce la mostra “Printing Revolution 1450-1500. I 50 anni che hanno cambiato l’Europa”, che verrà presentata dal 1 settembre 2018 al 7 gennaio 2019 al Museo Correr di Venezia, con una sezione alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (qui fino al 30 settembre). L’esposizione è il risultato di un grande progetto di ricerca europeo che usa i libri come fonte storica: basato all’Università di Oxford, alla British Library, a Venezia, e finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, il 15cBOOKTRADE applica le tecnologie digitali alle fonti storiche ampliando la capacità di comprendere la rivoluzione della stampa: è diretto dall’italiana Cristina Dondi, professoressa del Lincoln College di Oxford, che è anche curatrice di questa mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – Biblioteca del Museo Correr, la Biblioteca Nazionale Marciana e in partnership con Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Venice in Peril, l’Ambasciata d’Italia a Londra, Fedrigoni, la Fondazione Giorgio Cini, e la Scuola Grande di San Rocco.

Attraverso una decina di sezioni, l’esposizione mette in evidenza come nel 1500 in Europa ci fossero milioni di libri, non solo per le élite, come comunemente si ritiene, ma per “tutti”, con una vasta produzione per la scuola. La rivoluzione della stampa è una delle colonne portanti dell’identità europea perché si è tradotta in alfabetizzazione diffusa, promozione del sapere, formazione di un patrimonio culturale comune. In quei primi decenni (dal 1450 al 1500) la stampa coincise con la sperimentazione e l’intraprendenza. I libri a stampa furono il prodotto di una nuova collaborazione tra diversi settori della società: sapere, tecnologia e commercio. Anche la Chiesa comprese immediatamente l’enorme potenzialità dell’invenzione e ne divenne precoce promotrice. Le idee si diffusero veloci come mai prima. Ora si è in grado di tracciarne la circolazione seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.

Il 15cBOOKTRADE è il primo progetto ad aver pensato e realizzato la visualizzazione scientifica del movimento dei libri attraverso lo spazio e il tempo. L’équipe – composta da quasi tutti ricercatori italiani, nonostante la sede sia a Oxford – da anni mappa la diffusione e l’uso dei libri pubblicati agli albori della stampa nella seconda metà del Quattrocento, i cosiddetti incunaboli: a oggi ha coperto il 10% del mezzo milione di volumi sparsi in circa quattromila bibliotece europee e americane. Il risultato di questo lavoro è un enorme database che traccia la circolazione dei libri, le loro rotte e i loro possessori fra Europa e Stati Uniti, attraverso i secoli: basta inserire nel software il titolo di un libro e sullo schermo compare su mappa tutto il suo percorso, dal luogo in cui fu stampato a quello in cui ora si conserva; oppure, inserendo il nome di un possessore sullo schermo compaiono simultaneamente i tragitti di tutti i libri che possedette, che ricostruiscono virtualmente la sua biblioteca.

“Ogni libro racconta una storia che va al di là delle parole che si leggono in esso: storie delle persone che l’hanno usato, delle annotazioni e disegni lasciati nei margini. Se un libro racconta una storia, migliaia di libri fanno la storia – spiega Cristina Dondi, direttrice del progetto 15cBOOKTRADE e curatrice della mostra – Nei loro 500 anni di storia gli oltre 50 mila libri che abbiamo analizzato hanno circolato in tutto il mondo, disseminando tracce del loro movimento. Abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa per ripercorrere questo movimento nel tempo e nello spazio e costruito un grande database che contiene decine di migliaia di records. Ora, per la prima volta, inseguendo i libri, possiamo tracciare la circolazione delle idee e del sapere che contengono”.

In occasione della chiusura del progetto 15cBOOKTRADE verrà inoltre organizzato a Palazzo Ducale, dal 19 al 21 settembre, il Convegno Printing Revolution 1450-1550, che vedrà  impegnati oltre 40 relatori. Alla conferenza, che intende portare un contributo fondamentale e innovativo alla storia economica e sociale di un periodo chiave di transizione che fu testimone della rapida crescita della produzione e consumo del libro, è prevista una lectio magistralis  dell’On. Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali e del Turismo 2014-18) e la presenza del Prof. Martin Stokhof, Vice Presidente del Consiglio Europeo delle Ricerche (Scienze sociali e umanistiche), del Prof. Massimo Inguscio, Presidente del CNR e di Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Raffaele Trombetta.

I contenuti della mostra: mappe digitali, videostorie, libri storici
Ciò che rende originale questa mostra è l’incontro di cultura umanistica e sapere scientifico-tecnologico. E così, accanto a decine di libri a stampa del ‘400 provenienti dalle collezioni della Biblioteca del Museo Correr e della Biblioteca Nazionale Marciana, vengono presentate centinaia di immagini digitali da biblioteche europee e americane oltre a strumenti innovativi che consentono di tracciare la circolazione dei volumi, seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.
Tra questi, numerose mappe con funzioni diverse: in particolare, l’Atlante delle prime stampe (curato da Gregory Prickman, nuovo Direttore della Folger Shakespeare Library di Washington) visualizza su mappe GIS sia tutti i luoghi di stampa in Europa, sia dove sono oggi i 500.000 incunaboli che ancora sopravvivono.
Il Venice Time Machine (diretto da Frédéric Kaplan dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne) fornisce una versione digitale della famosa Pianta di Venezia del De Barbari (1500) sulla quale sono tracciate le oltre 200 officine di stampa della città, mostrando il legame di tanti stampatori alle confraternite a cui appartenevano, ai colleghi con i quali collaboravano, ai libri che insieme producevano: ciò che fece di Venezia la principale città europea di produzione e distribuzione dei primi libri a stampa.
E poi, decine di videostorie che approfondiscono tematiche diverse, tra cui: i libri più stampati nel ‘400, i più venduti e più distrutti, il rapporto tra il costo dei libri e il costo della vita, con le prove che i libri a stampa diventano presto alla portata di quasi tutti (i prezzi di migliaia di libri sono comparati al costo del cibo, salari, e altri beni di consumo), il ruolo fondamentale della Chiesa nella promozione della stampa, donne autrici e tipografe, i libri letti da Leonardo da Vinci, la circolazione di libri fondamentali come la Bibbia di Gutenberg, e la ricostruzione virtuale della collezione ora dispersa di San Giorgio Maggiore di Venezia. Ma anche le prime forme di abuso del nuovo mezzo di comunicazione di massa. Senza dimenticare torchi e materiale per la stampa, portati alla mostra dalla Tipoteca di Cornuda.
Ad ogni sezione il visitatore è stimolato a mettere in relazione quanto presentato con la rivoluzione digitale in corso.

Video promozionale a questo link 

Le lezioni magistrali del Festival filosofia 2018: pratiche di verità

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FESTIVAL FILOSOFIA 2017photo © Serena Campanini
Nelle piazze e nei cortili del festival si discuterà del carattere singolare-plurale delle forme di verità, esplorandone soprattutto le pratiche, tra prove e testimonianze, confessioni e falsità, nei luoghi emblematici dell’archivio, del laboratorio, del tribunale e del web

Il tema verità – preso come costitutivamente singolare-plurale – intende farne emergere il carattere pratico e provvisorio. Invenzione della filosofia per eccellenza, il discorso sul vero riguarda le scienze, di cui verrà segnalata la natura storica e in continua trasformazione, e investe la politica, perché tra verità e potere sorgono la questione del pluralismo e della credibilità di saperi e informazioni. Si indagherà inoltre l’esigenza di verità nell’esperienza individuale, dove la credenza nel vero oscilla tra coraggio della testimonianza e bisogno di rassicurazione.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti.

1. Forme di verità
La prima pista affronta differenti declinazioni dell’idea di verità nella discussione filosofica, partendo – con Massimo Cacciari – dalla nozione stessa di “aletheia”, cioè il modo in cui i greci formulavano la “via degli uomini” al vero, presi tra incertezza e decisione. Gli farà da contrappunto Emanuele Severino, che discuterà il rapporto tra verità e contraddizione per mostrare l’innegabilità del vero, mentre Massimo Recalcati – in una disamina della figura di Edipo – si occuperà di una forma arcaica di “aletheia”, fondata sull’enigma e l’oracolo, e delle sue implicazioni. Wolfram Eilenberger, nel prisma di autori come Wittgenstein e Heidegger, tratterà la crisi delle relazioni tra linguaggio e realtà che a lungo sono state paradigma della verità come corrispondenza.
Carlo Sini mostrerà viceversa che la pratica della verità è inscindibile dall’esperienza dell’errore e per certi versi vi coincide.
Al carattere singolare-plurale di uno dei pensieri razionali per eccellenza, quello matematico, è dedicato l’intervento di Paolo Zellini, che conduce a una riflessione sui fondamenti e sulle contingenze del sapere. Di unità del pensiero e pluralità dei saperi si occuperà Marc Augé (membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia), mentre il rapporto tra certezza e dubbio, verità e scetticismo, sarà declinato sul piano morale dalle lezioni di Roberta De Monticelli (che proporrà la consistenza dei valori) e Gustavo Zagrebelsky (che farà l’elogio della cruciale virtù democratica del dubbio).
All’idea recente e problematica di “post-verità” è dedicato l’intervento di Maurizio Ferraris, che ne mostrerà la correlazione con la cultura post-moderna, indicandone possibili vie d’uscita.

2. Prove e testimonianze
Il secondo filone riguarda una caratteristica essenziale dei discorsi di verità, che chiedono di venire messi alla prova secondo modi e procedure condivisi. È questa la ragion d’essere della ricerca scientifica, il cui impatto pubblico è sotto gli occhi di tutti, ma che deve contemperare accessibilità democratica e accreditamento delle teorie. Michele De Luca ne ricostruirà ragioni e prospettive. La complessità della prova in ambito scientifico emergerà nel dibattito tra Lucia Votano e Antonio Zoccoli (moderati da Marco Cattaneo), che mostreranno come in fisica i ricercatori vadano in cerca di “rivelazioni”, seguendo tracce di interazioni tra particelle che non sono di per sé osservabili, ma di cui si possono osservare i prodotti (in collaborazione con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).
Ragionamento trasversale alle discipline, la questione della prova è fondamentale non solo in laboratorio, ma anche in un altro luogo dove la verità viene messa in gioco, ossia il tribunale: Luigi Ferrajoli farà vedere come la verità processuale sia raggiunta attraverso un confronto tra prove di cui sia garantita la confutabilità. Come indicherà Christian Delage attraverso i casi di alcuni celebri processi internazionali (da Norimberga al Tribunale internazionale de L’Aja), il tema dell’attendibilità è particolarmente delicato nel caso di prove audiovisive, per le quali la questione della manipolabilità e i sospetti di messa in scena richiedono specifici meccanismi di verifica.
Ciò conduce alle analogie e alle differenze tra verità processuali e verità storiche, segnalando soprattutto l’uso controverso che si fa dei fenomeni storici, tenendo presente, come mostrerà Luciano Canfora, che la fabbrica dei falsi, nella documentazione, è sempre in attività. Il dilagare di opinioni negazionistiche, ormai non tanto negli ambienti di ricerca, quanto nei media online, è fenomeno cui si risponde con una rinnovata attenzione all’affidabilità delle prove: ne discuteranno Annette Wieviorka, in un intervento sull’impegno alla trasmissione della testimonianza, e Marcello Flores, che ricostruirà una mappa globale dei negazionismi.
Una delle esigenze di prova che maggiormente pervadono l’attuale fase dei rapporti tra politica e comunicazione – dovuta alle trasformazioni tecnologiche e ai social media – è il cosiddetto “fact checking”: Anna Maria Lorusso ne mostrerà la complessità, da sciogliere con una versione della verità fondata sui criteri di accuratezza e affidabilità.
“Filo-logia”, cioè amore per il “logos” e la parola, per la prova e l’argomentazione, è d’altronde, come sosterrà Ivano Dionigi, ben più che una disciplina, ma un vero e proprio compito di ricerca, di cittadinanza e di umanità.

3. Opinioni pubbliche
La terza pista tematica riguarda il rapporto diretto tra verità e politica. Complessivamente, il processo della modernità può essere letto come un passaggio (o meglio, l’esigenza di un passaggio) dall’opacità alla trasparenza. La politica nata nel segreto degli appartamenti privati del Principe, dove si macchinavano le ragion di Stato (gli arcana imperii di cui ricostruirà un’interpretazione allargata Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia), dovrebbe farsi trasparente, mentre il Palazzo del potere, immaginato di cristallo, dovrebbe porsi allo sguardo dei cittadini. Mai pienamente realizzata, questa fuoriuscita implica pluralismo e reciproco riconoscimento nella sfera pubblica (ne discuterà Julian Nida-Rumelin nella “Lectio Gruppo Hera”), in forme per le quali il riconoscimento del molteplice e delle differenze deve accogliere le ragioni della disputa senza degradare nell’inimicizia: ne parleranno rispettivamente Antonella Besussi e Roberto Esposito.
All’opacità del potere totalitario e post-democratico, che come mostrerà Simona Forti istituzionalizza la menzogna, si contrappone l’ideale di una verità pubblica che valga addirittura come diritto di cittadinanza: Franca D’Agostinipresenterà la sfida di questa generazione avanzata di diritti “aletici” per cui i cittadini possano interagire con istituzioni e sorgenti d’informazione la cui affidabilità sia stata validata a monte.
Uno dei terreni in cui l’attendibilità delle fonti e l’affidabilità delle sorgenti è straordinariamente attuale – anche per via delle epocali trasformazioni mediatiche – è quello dell’informazione, di cui Armando Torno discuterà il futuro e il rapporto con la politica (“Lectio Confindustria Emilia”), mentre alla propaganda sui nuovi media – cui corrisponde una trasformazione del linguaggio emotivo e suasorio – è dedicata la lezione di Giuseppe Antonelli.
La formazione delle opinioni è d’altronde sempre un fatto di credenze più o meno condivise e argomentate (ne parlerà Dan Sperber). Tra realtà e percezione – come nel caso dei dati statistici sui più rilevanti fenomeni sociali – vige del resto una cronica sfasatura, dovuta non solo all’analfabetismo numerico di cui soffre l’opinione pubblica o alle strumentalizzazioni del sistema mediatico, ma alla natura stessa del dato, che occorre contestualizzare perché sia eloquente, come mostrerà Nando Pagnoncelli (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”).

4. Menzogne, finzioni, falsificazioni
La quarta pista di lavoro è dedicata alla connessione stretta e fertile tra vero e falso, di cui occorre sottolineare la dimensione creativa e produttiva, emancipatoria e demitizzante, segnalando anche i transiti continui tra l’uno e l’altro, oltre ogni lettura binaria. Jean-Luc Nancy mostrerà come vi sia un carattere veritiero della menzogna, mentre Andrea Tagliapietra risalirà alle origini evoluzionistiche dei comportamenti mimetici e ingannevoli (come quelli delle prede per difendersi dai cacciatori), per far vedere come si ritrovi qui una storia naturale dell’intelligenza. La stessa memoria – come sosterrà Alberto Oliverio – produce falsi ricordi i cui effetti sono nondimeno reali, mentre l’universo della fantasia e dell’immaginazione elabora realtà dotate di una loro consistenza che sfuggirebbe alla visione minima di una “corrispondenza coi fatti”: è vero per il sogno, che sarà al centro delle riflessioni e dei racconti di Stefano Massini, così come per l’iconografia, di cui parlerà Maria Bettetini.
L’inconscio stesso – continente opaco che caratterizza la nostra psiche – possiede ed esprime una sua verità, come mostrerà Umberto Galimberti, mentre la “falsa coscienza” ha un rilievo pubblico evidente nel nuovo rapporto tra intellettuali e potere, nel rinnovamento del cinismo di cui tratterà Peter Sloterdijk.
I confini tra verità e bugie dipendono dalle relazioni, come farà vedere Silvia Vegetti Finzi in una lezione sul rapporto comunicativo tra adulti e bambini.
A due figure iconiche della bugia e della menzogna – di cui verranno tratteggiati i complessi contorni – sono dedicate le lezioni di Piero Boitani e Daniela Marcheschi, che si occuperanno rispettivamente di Ulisse e Pinocchio.

5. “Tutta la verità, nient’altro che la verità”
La quinta pista ruota attorno al rapporto tra dire e fare, per discutere la complessità del dire il vero. Inscritto nel canone morale fin dal Decalogo secondo il precetto del “non pronunciare falsa testimonianza” (di cui parlerà Enzo Bianchi), il tema della sincerità privata e della verità pubblica (che Salvatore Natoli delineerà nei termini della “parresia”), implica un impegno di coraggio personale, come sosterrà Remo Bodei. Occorre anche tenere presente che sincerità e trasparenza non significano “dire tutto”, come farà vedere Michela Marzano (Lectio “Coop Alleanza 3.0”).
Se il regime della confessione è in ogni caso una costruzione culturale, nel corso della storia esso ha preso forme istituzionali in cui presunte dichiarazioni di verità sono state estorte con la violenza e la costrizione: non solo nel passato inquisitoriale di cui discuterà Adriano Prosperi, ma anche nel presente in cui si ricorre ancora alla tortura, perfino in sistemi democratici, come mostrerà Donatella Di Cesare.

6. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico presentano le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema verità.
Mauro Bonazzi discuterà il movimento sofistico, per illustrare la rilevanza intellettuale e politica di questi professionisti del linguaggio e della verità, mentre Maria Michela Sassi, commentando la “Apologia di Socrate” di Platone, presenterà il caso più emblematico – e per molti versi fondativo – di dissidio tra filosofia e polis in nome della libera espressione della verità. Sempre in campo antico, Enrico Berti dedicherà la sua lezione alla “Metafisica” di Aristotele, l’opera in cui emerge una delle più articolate teorie della, e delle, verità.
Nel passaggio alla modernità, Tullio Gregory (membro del Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia) mostrerà il fondamento teologico del razionalismo cartesiano in una lettura serrata delle “Meditationes de prima philosophia” di Cartesio, dove si presenta il tema dell’inganno dei sensi e la figura del genio maligno. Carlo Galli, viceversa, attraverso il “Leviatano” di Thomas Hobbes farà emergere la visione per cui l’autorità stabilisce i confini della verità.
   Giuliano Campioni analizzerà lo scritto di Nietzsche “Su verità e menzogna in senso extramorale”, per molti versi la piattaforma girevole che immette all’intera filosofia del Novecento. Judith Revel, d’altra parte, attraverso i testi foucaultiani de “Il coraggio della verità”, ricostruirà la teoria della parresia con cui il filosofo francese ha posto l’idea delle pratiche di verità al centro del suo pensiero.

Il programma collaterale con mostre, installazioni, musica e narrazioni: invenzioni di verità
Il programma collaterale con mostre, installazioni, musica e narrazioni: invenzioni 
di veritàUn nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 14 al 16 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

1. Forme di verità
Il carattere pratico e mutevole della verità viene esibito in esposizioni e messe in scena, tra ricerca, scienza e finzione

La relatività della verità e al tempo stesso l’assoluta dipendenza dalla percezione di ogni individuo vengono alla ribalta attraverso le installazioni e le opere di Sidival Fila nella mostra in dialogo con gli spazi architettonici e pittorici più prestigiosi del Palazzo Ducale di Sassuolo: “Prospettive relative. Opere e installazioni site-specific a Palazzo Ducale” (curatori: Martina Bagnoli, Gianfranco Ferlisi, a cura di: Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Emilia Area Centro, presentazione: sabato 15 ore 18.30 alla presenza dell’artista e dei curatori).
Se la verità è inseparabile dalla relatività, dalla finzione e dalla percezione, lo è altrettanto dal ruolo indagatore ed esplorativo della ricerca del sapere rappresentato dalle scienze. Nel campo della medicina, il rapporto tra le scienze e la ricerca della verità è messo in luce dalla mostra “Berengario da Carpi. Il medico del Rinascimento”(Carpi, Produzione: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 14 ore 19) che porta in scena, con installazioni, bassorilievi, volumi e disegni, la scoperta del corpo come macchina.
Che le teorie scientifiche e le istanze di verità richiedano sempre un momento storico capace di accoglierle e comprenderle risulta evidente anche dai ripensamenti, dubbi e scoperte dell’inventore del cannocchiale, presentati in “Abolire il cielo. Galileo e la verità” attraverso un percorso di musica e letture (Carpi, Auditorium Loria, sabato 15 ore 19, domenica 16 ore 19, a cura di Biblioteca multimediale A. Loria e Teatro Comunale di Carpi, Istituto Musicale Vecchi-Tonelli di Modena).
A rappresentare in musica il gioco tra verità e finzione, tra quel che si sente e quel che sta in mezzo alle righe di un pentagramma, è anche l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna con il concerto-spettacolo “Il canto delle sirene. Quando la musica ha soccorso l’umanità” che alterna momenti di ascolto a momenti di partecipazione attiva in Piazzale della Rosa domenica 16 alle ore 21 (Sassuolo, produzione: Fondazione Arturo Toscanini).
Sempre sul filo dei rapporti tra verità scientifiche e messe in scena, l’installazione “Multiverse. Alla ricerca della verità dell’universo” racconterà la nascita e la morte di infiniti universi paralleli in un’esperienza immersiva offerta agli spettatori che entreranno nella Chiesa di San Nicolò del Complesso Sant’Agostino di Modena (a cura di: fuse*, BDC – Bonanni Del Rio Catalog, produzione: Fondazione CR di Modena, in collaborazione con: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 19).
Nel mondo cinematografico, la verità si scontra inevitabilmente con il mezzo filmico, menzognero per natura. “Non è l’Ennesimo festivalfilosofia”, sabato 15 alle ore 21 a Sassuolo, offre una selezione di cortometraggi cui sarà assegnata la Menzione speciale della sezione “verità” dell’Ennesimo film festival (Crogiolo Marazzi, a cura di Tilt Associazione Giovanile – Ennesimo Film Festival).
I lavori di Valeria Manfredda, Umberto Fascio e le esecuzioni musicali di Altre Voci Ensemble diretto da Luca Benatti in “Il vero è stropicciato. L’arte di piegare, e di spiegare” propongono di svelare la verità nascosta della materia, oggetto non solo della scienza, e rendere inedito e sorprendente anche il frammento dell’oggetto più semplice o della creatura più comune (Modena, Galleria ArteSì, curatrice: Cristina Muccioli, presentazione: sabato 15 ore 18.30 alla presenza di artisti e curatrice). I “frammenti” di Riccardo Angelini sono invece ricordi fissati sulla carta che l’artista trasforma in residuo irrintracciabile, nel tentativo di ricercare la verità della materia nell’informe: “Frammenti. Ricerca dell’informe” (Modena, ROPE, curatrice: Federica Petricca, produzione: ROPE Contemporary Art Gallery, presentazione: sabato 15 ore 18 alla presenza dell’artista e della curatrice).
La scena originaria del rapporto tra verità e credenza è ricreata nello studio-laboratorio di Laura Tarugi attraverso un richiamo al mito platonico della caverna, con l’utilizzo di rete metallica, fiamme e ombre proiettate sul muro dall’installazione: “Fiamme nella caverna. Un’installazione sul mito platonico” (Modena, Studio Torti 10, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza dell’artista).
Tra verità e credenza, il terzo elemento fondante da includere è la realtà: alla sua consistenza e al carattere illusorio della pittura è dedicata la collettiva “Iperrealtà. Livelli di verità nell’arte iperrealista” (Modena, Abate Road 66, a cura di Gennaro Graziano, produzione: Abate Road 66), mentre approfondiscono il ruolo di svelamento delle verità in fotografia De Filippo, Malagoli, Rapanà, Righi, Rossi in “Aletheia. Tra luce e ombra” (Modena, Teatro Guiglia, curatore: Gianni Rossi, a cura di: Fotoclub Colibrì BFI di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 17 alla presenza degli artisti e del curatore).

2. Prove e testimonianze
Le prove cui è sottoposta la verità tra indizi e verifiche diventano materia di rappresentazione, narrazione e gioco
La forma oracolare che procede per indizi e la credulità degli uomini sono oggetto della lettura che Angela Finocchiaro farà del testo di Friedrich Dürrenmatt: “L’oracolo svelato. Angela Finocchiaro legge La morte della Pizia” (Modena, Piazza Roma, sabato 15 ore 21, a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini, in collaborazione con: Associazione culturale Accademia della Crucca), che mette in caricatura un mito fondante della cultura occidentale.
Nel dipinto “Clio, musa della storia” emerge l’iconografia della verità storica, non solo monumento duraturo del passato, ma anche “luce di verità”, attraverso la mostra: “Allegoria della Storia. Di fronte a un’opera di Jean Boulanger”(Modena, Via Scudari 9, curatrice: Lucia Peruzzi, produzione: La Galleria. Collezione e Archivio Storico di BPER Banca, presentazione: venerdì 14 ore 16 alla presenza della curatrice).
Alla dimostrazione dell’elettricità come proprietà intrinseca alla materia è dedicata l’esposizione “Il tavolo della verifica. Ampère e le forze della materia” (Modena, Palazzo dei Musei – Musei Civici, curatore: Lorenzo Lorenzini, a cura di: Musei Civici, presentazione: venerdì 14 ore 17.30): la collezione di strumenti scientifici del museo permetterà di provare e verificare i fenomeni fondamentali dell’elettromagnetismo. La dinamo elettrica di Marianini, l’accendilume di Volta, il tavolo dimostrativo delle leggi elettromagnetiche di Ampère, saranno al centro di vivaci laboratori condotti da studenti e docenti dell’Istituto Tecnico Industriale E. Fermi in “Alta tensione. Esperimenti e dimostrazioni sull’elettromagnetismo” (Modena, Palazzo dei Musei, a cura di: Dida, laboratorio didattico, sabato 15 ore 15-19, domenica 16 ore 10-19), mentre la narrazione per bambini e famiglie di Marco Bertarini “La verità è un lampo” racconterà come le verità arrivino inaspettate, attraverso scoperte o invenzioni considerate prima incredibili o impensabili (Modena, Palazzo dei Musei, a cura di: Dida, laboratorio didattico, venerdì 14 ore 21).
Il Teatro Anatomico del Complesso Sant’Agostino di Modena è sede di due mostre: una, nata per questo spazio all’interno del più ampio progetto Les Gares, espone il lavoro di Carlo Benvenuto sulla follia della verità, che prova a differire la naturale decadenza delle cose nel tentativo di fissarle immutate: “Gare de Moi. Ossessioni di verità” (curatrici: Chiara Ianeselli, Elena Corradini, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza di artista, curatrici ed Emilio Mazzoli); l’altra, “Medicamento o veleno? Tradizione e usi terapeutici delle piante nella collezione Franchini”, esibirà il rapporto tra culture scientifiche e pratiche curative (curatori: Stefania Benvenuti, Elena Corradini, Rita Maramaldo, Ciro Tepedino, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con: Società Naturalisti e Matematici di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 19 alla presenza dei curatori). Anche la Farmacia del Complesso ospita un’esposizione con carte e documenti relativi alle cure e alla salute pubblica, dove gli orti cittadini divengono laboratori: “Medicamento o veleno? L’uso delle erbe nella magia e nella medicina” (curatrici: Franca Baldelli, Maria Chiara Gallina, produzione: Fondazione CR di Modena, Archivio storico del Comune di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 19).
La mostra “Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza”, a cura di Pleiadi Emilia, conduce il visitatore in uno dei luoghi in cui è in gioco il significato di verità: il laboratorio scientifico. Attraverso il percorso espositivo, il visitatore ha la possibilità di trasformarsi in scienziato, osservatore o studioso, svelando falsi miti o trovando le conferme celate nelle immagini delle collezioni del Museo della Figurina (Palazzo Santa Margherita – Museo della Figurina, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18). Completa l’esposizione l’omonimo laboratorio che prevede l’utilizzo di installazioni scientifiche con il supporto di un divulgatore di Pleiadi Emilia: Attività sperimentali al Museo della figurina (sabato 15 ore 15-19, domenica 16 ore 9-13).
Ai Musei di Palazzo dei Pio a Carpi, non sono le pratiche scientifiche ad essere oggetto della memoria storica ma quelle di un’artista: la mostra “Giacomo Gasparini. La verità di un artista, le tracce dell’uomo” delineerà il profilo del cartellonista e scultore di origini carpigiane, per il quale la burla e il gioco della beffa erano intese come strumento di verità, ai tempi del regime fascista (Sala Khaled al-Asaad, a cura di: Musei di Palazzo dei Pio, Teatro Comunale di Carpi, Biblioteca Il Falco Magico, presentazione: venerdì 14 ore 21 presso Sala delle Vedute). Accompagnerà la mostra lo spettacolo di letture e musiche “Partitura incompiuta. Sulla vita di Giacomo Gasparini” venerdì 14 alle ore 21 nella Sala delle Vedute dei Musei (produzione: Teatro Comunale di Carpi). Un altro spettacolo di letture, brani musicali e testimonianze rievoca la memoria e della vita e della scrittura di una grande donna che fu rinchiusa nei campi di concentramento nazisti: “Etty Hillesum. Testimone per il nostro tempo”, sabato 15 ore 21 a Modena (Teatro San Carlo, a cura di: Associazione di Volontariato “Ho Avuto Sete” e Centro culturale F.L. Ferrari).
A Carpi e a Modena due mostre e un laboratorio sono dedicati alla crittografia, segnalando i sensi enigmatici ed enigmistici della verità: “Taci! La verità ci porterà alla vittoria” presenta locandine, manifesti, documenti crittografati, un cifrario antico e alcuni volantini storici, con uno spazio dedicato a giochi interattivi di enigmistica e crittografia (Carpi, Archivio Storico Comunale, a cura di: Archivio Storico Comunale e Centro Etnografico di Carpi, presentazione: venerdì 14 ore 18). Rafforza la parte ludica e interattiva dell’esposizione il laboratorio per tutti, a cura dello stesso Archivio Storico Comunale: “Woquini. Trova la cifra! Giochi enigmistici e crittografici” (sabato 15 ore 17, domenica 16 ore 11 e 17). La personale di Annabel Elgar “The Dust in my Pocket. Tracce, indizi, enigmi” (curatrice: Marcella Manni, produzione: Metronom”luccicante della Luna, negli Stati Uniti degli anni ’50 e ’60. Un’altra personale, quella di Silvia Mangosio, utilizza immagini del proprio archivio e la manipolazione del mezzo fotografico, mescolando verità e finzione, vecchie foto e nuovi scatti, per creare un diverso flusso di eventi: “Approssimazione al presente” (Galleria Gate 26A e OM Studio, a cura di: GATE 26A, presentazione: sabato 15 ore 18 alla presenza dell’artista).

3. Opinioni pubbliche
Le parole della propaganda e le false informazioni si comprendono e si svelano non solo con gli argomenti, ma anche facendone uno spettacolo

Politica, società, attualità, conflitti tra personaggi appartenenti a fazioni politiche opposte, costruzione e decostruzione di stereotipi, archetipi, cliché saranno oggetto dell’ibrido comico a metà tra lo spettacolo teatrale e l’happening anarchico de Il terzo segreto di satira in “Veri, falsi e finti. Un happening tra web e teatro”, in Piazza Martiri a Carpi, venerdì 14 ore 22.
In occasione del 70° anniversario delle elezioni del 1948, la Biblioteca Poletti e l’Archivio storico di Modena hanno ideato un progetto espositivo congiunto sulla propaganda elettorale della neonata Italia repubblicana, mettendo in luce il pluralismo delle verità discordanti e contrapposte di quel cruciale momento storico: “1948 Italia al bivio. Verità e menzogne di una repubblica inquieta” (Palazzo dei Musei, curatrici: Maria Elisa Della Casa, Franca Baldelli, a cura di: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale). In occasione della presentazione della mostra si terrà la prima di varie performance satirico-elettorali su bugie e verità, tra i primordi dell’Italia repubblicana e un ipotetico futuro, con gli attori di ERT Fondazione: “Propaganda: comizi sinceri” presso la Biblioteca Poletti, venerdì 14 alle ore 18 (le altre performance: venerdì 14 ore 19 e 20, domenica 16 ore 17; 18; 19, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale). ERT Fondazione animerà anche gli spazi dell’Archivio Storico, con 3 micro-corsi-satirici studiati all’uopo sulle diverse forme di indottrinamento dell’attivista, partendo da casi storici, in “Propaganda: istruzioni per l’uso” (venerdì 14 ore 18.30; 19.30; 20.30, domenica 16 ore 17.30; 18.30; 19.30). Affiancherà la mostra il laboratorio di fact checking “Vero o fake?” (sabato 15 ore 19-21 e domenica 16 ore 10.30-12.30, ideazione e conduzione di Daniel Degli Esposti e Paola Gemelli, Palazzo dei Musei – Archivio Storico, in collaborazione con: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti e Archivio Storico Comunale).
Al Teatro Storchi di Modena la mise en espace con gli attori di ERT Fondazione darà vita, sabato 15 ore 22, alla favola satirica di George Orwell: “La fattoria degli animali (ovvero la verità secondo i suini)”, in una divertita e feroce disamina su come i più buoni intenti si possano camuffare nella peggiore tirannia, tra manipolazioni e ribaltamenti di verità. Dalla satira si passa alle bufale in un’altra fattoria, quella McKenzie, con la mostra “Lupo Alberto: Materia Oscura”, nella Sala archi del Complesso San Filippo Neri, che esporrà l’intera storia “Materia oscura”, creata da Silver e Francesco Artibani per la rivista Comics&Science 2016 (curatore: Enrico Valbonesi, a cura di: Pensieri A Fumetti -PAF!-, in collaborazione con Comics&Science, CNR Edizioni, Symmaceo Communications, presentazione: sabato 15 ore 17 alla presenza dell’artista e del curatore).
In chiave non favolistica ma realisticamente attuale, i tre giorni del festivalfilosofia saranno l’occasione per verificare la propria capacità di riconoscere le bufale sull’Europa, con immagini, quiz e una mostra dedicata alla campagna delle istituzioni europee #UEverofalso, in “Sarà vero? Leggende metropolitane a marchio UE” (Galleria Europa, a cura di: Comune di Modena – Europe Direct Modena, con il sostegno di: Rappresentanza in Italia della Commissione europea – Ufficio regionale di Milano).
La manipolazione della verità è ancora oggi un importante strumento di potere, con storie ricoperte da strati di menzogne, il cui svelamento è ancora lontano: è il caso della strage della Palestra della Scuola di Beslan, testimoniata dal reportage di Luigi Ottani nell’esposizione “Ricordo Beslan. Una storia di pretesti e bugie”, in cui le fotografie di Ottani entrano in fertile dialogo con due opere di Brunivo Buttarelli (Sassuolo, Villa Giacobazzi, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, presentazione: venerdì 14 ore 18 alla presenza dell’autore e con letture di Roberta Biagiarelli). Per comprendere i meccanismi di accertamento della verità e della definizione della giustizia, istruttori Nazionali D.I.U., esperti di diritto e educatori specializzati in role-playing allestiranno il laboratorio “Processo con giuria. Un gioco di ruolo sul Tribunale Penale Internazionale”: i partecipanti impersoneranno giurie popolari, giornalisti od osservatori di autentici processi penali internazionali, più o meno conosciuti dall’opinione pubblica (Parco Vistarino, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, venerdì 14 ore 16-19, sabato 15 ore 10-13; 15.30-19, domenica 16 ore 10-13; 15.30-19).

4. Menzogne, finzioni, falsificazioni
Tra vero e falso esiste una connessione stretta e fertile, di cui si sottolinea la dimensione creativa e produttiva, emancipatoria e demitizzante, segnalando anche i transiti continui tra l’uno e l’altro

I trucchi e le falsificazioni della comunicazione e della politica sul web saranno sbeffeggiati da Makkox in un pirotecnico intervento tra cartoon e commenti (Modena, Piazza Grande, sabato 15 ore 22).
La dissoluzione tra la realtà e la sua simulazione nella società contemporanea è il tema delle opere video di Jon Rafman in “The Mental Traveller”: in questa prima in Italia, l’artista canadese mette in scena una rete di proiezioni che confondono i confini esistenti tra analogico e virtuale, corpi e protesi tecnologiche, da cui emerge l’ambiguità della rete, con le sue apparenti promesse di libertà e la sua realtà claustrofobica (Modena, Palazzina dei Giardini, curatrice: Diana Baldon, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18).
Le opere multimediali di Ryoichi Kurokawa (che si muove tra installazione, suoni, video, fotografia) mostrano i cambiamenti dei modi in cui lo spettatore percepisce il reale, tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, in una “al-jabr / algebra” che suggerisce anche affascinanti parallelismi col mondo interiore (Modena, Palazzo Santa Margherita – Galleria Civica, a cura di: NODE festival, produzione: Fondazione Modena Arti Visive, presentazione: venerdì 14 ore 18).
Alle trappole dello sguardo che ci fanno credere di vedere qualcosa, quando invece vediamo qualcos’altro, è dedicata la mostra “Stagioni. Inganni arcimboldeschi” di Bertozzi&Casoni che, seguendo ispirazioni arcimboldesche, propongono veri e propri inganni dello spirito, con opere che paiono ritratti ma sono ortaggi, e anzi paiono ortaggi ma sono ornamenti in ceramica (Sassuolo, Museo Bertozzi&Casoni).
Con la mostra di Wainer Vaccari, viceversa, le personalità di protagonisti della cultura e della società vengono colte con pochi segni che ne restituiscono il carattere, segni e linee che tratteggiando un contorno diventano filo di Arianna per un viaggio interiore: “I segni dentro. Ritratti” (Sassuolo, Galleria Paggeriarte, produzione: Comune di Sassuolo e festivalfilosofia, curatore: Stefano Bulgarelli, presentazione: venerdì 14 ore 19.30 alla presenza dell’artista).
Analogamente, gli oggetti di design in plastica con cui Paolo Credi allestisce la mostra “Vera plastica” potrebbero parere copie posticce, mentre invece sono “originali” in cui la plastica, da emblema del falso, si presenta nella sua nuda verità (Modena, Consorzio creativo, in collaborazione con: WunderKammer Associazione culturale e Collettivo HPO, presentazione: sabato 15 ore 18.30).
Un sofisticato gioco di apparenze e trasfigurazioni si sviluppa anche in “Niente è come sembra”, spettacolo di ombre e illusioni con Clementina Mingozzi e Tatsunori Kano che propone movimenti di silhouette e letture di haiku (Modena, Biblioteca Delfini, domenica 16 ore 17.30). Gli farà da complemento l’omonimo laboratorio di papirografia con Clementina Mingozzi (Modena, Biblioteca Delfini, sabato 15 ore 16 e 17.30, domenica 16 ore 16).
Il gioco dell’originale e della copia, della fedeltà e della libertà, dell’autenticità e della maniera, è variamente declinato in diversi appuntamenti musicali, a partire dallo spettacolo di musiche e parole “FalsoPiano”, con cui gli Amici della musica di Modena propongono modi per riconoscere lo stile, capire l’originale o creare un falso, in un andirivieni spesso irriverente orchestrato dallo scrittore Giulio Mozzi, il compositore Nicola Straffelini e il pianista Francesco Bergamasco (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, venerdì 14 ore 21). La contrapposizione quasi ideologica tra approccio tradizionale e nuove pratiche di esecuzione è esemplificata nel concerto “Musica allo specchio. All’antica o alla moderna?”, dove, attraverso esecuzioni dei trii d’archi di Boccherini, si mostrerà come certe composizioni di repertori sono guidate dall’idea della “vera intenzione dell’autore” (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, sabato 15 ore 21, a cura di: Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense). Un’anteprima modenese anticiperà il debutto alla Carnegie Hall di New York in ottobre del concerto “Dal Lied von der Erde” di Mahler nella trascrizione di Marco Tutino: l’esecuzione, con l’Orchestra Mo Mus, solleverà interrogativi su quanto di “falso” o di “reinventato” c’è nella trascrizione del classico (Modena, Teatro Comunale “L. Pavarotti”, domenica 16 ore 21, a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia – Sede di Modena).
Proiezioni sulla facciata della Chiesa di Sant’Agostino permetteranno di far rivivere il sontuoso decoro provvisorio con cui essa fu ornata nel 1659, trasfigurando la sua “vera” architettura: “Verità di facciata. Abbellimenti «finti, ed imaginari» per la chiesa di Sant’Agostino”; durante le proiezioni verranno condotte delle visite guidate (a cura di: Fondazione CR di Modena, venerdì 14 ore 21.30-23, sabato 15 ore 21.30-23).
All’enorme ricchezza simbolica del pensiero medievale nel quale “il fantastico” riveste un ruolo primario per la ricerca della verità, è dedicata la mostra “Medioevo fantastico. Livelli di realtà nell’iconografia”, che propone codici dell’XI-XII secolo e videoproiezioni (Musei del Duomo, curatrici: Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana e Diana Marchi, a cura di: Musei del Duomo, presentazione: venerdì 14 ore 16.30 alla presenza delle curatrici).
La finzione, come nel caso del fantastico, può celare un’illusione e lasciare l’interrogativo sulla “verità” delle forme. “Nell’occhio di chi guarda. Antropomorfismi, anamorfosi e altre illusioni” mette in mostra una rara collezione di più di 100 fogli volanti pubblicitari e una preziosa raccolta di immagini anamorfiche, opera del bolognese Giuseppe Missirini, che necessitano di uno specchio convesso per rendersi comprensibili (Galleria d’Arte La Darsena, curatori: Angela Balestri e Siro Leonelli, presentazione: venerdì 14 ore 17).
Il progetto di Oscar Baccilieri, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, si collega alla problematica del falso nell’arte e al suo aspetto creativo, attraverso l’abbinamento di opere contraffatte ed elaborazioni personali: “Il plagio del falso. Cortocircuiti dell’autenticità” (Artekyp Open Studio, produzione: Artekyp Open Studio, presentazione: venerdì 14 ore 18 alla presenza di artista e curatori).
L’inganno non ha a che fare solo con le bugie: esiste un “inganno dei sensi” utilizzabile per scopi scientifici. Due laboratori a cura della Fondazione ANT Italia Onlus permetteranno ai partecipanti di fare esperienza di una tecnologia innovativa, interattiva e immersiva, sulla base del progetto The Look of Life, rivolto ai pazienti oncologici per alterare la percezione del dolore: “Possiamo ingannare il dolore? La gestione attraverso la realtà virtuale” (Palazzo Universitario sede del Rettorato, in collaborazione con: Polo Museale Unimore, venerdì 14 ore 15-19, sabato 15 ore 15-19).
All’inganno mimetico di piante e insetti sono dedicati i laboratori creativi e scientifici dell’Orto Botanico: con la guida di esperti entomologi, un viaggio tra esemplari vivi d’insetti foglia e stecco attende i partecipanti di “Veri insetti finte foglie” (a cura di: Gruppo Modenese Scienze Naturali, produzione: Orto Botanico, venerdì 14 ore 16-19, sabato 15 ore 10-13; 16-19, domenica 16 ore 10-13; 16-19), mentre i bambini dai 6 agli 8 anni potranno dare la caccia ai Lithops, piccole succulenti dette anche piante-sasso per le loro capacità mimetiche “Piante che si credono sassi” (a cura di: G. Bosi, G. Barbieri, P. Torri, produzione: Orto Botanico, DSV, UNIMORE, venerdì 14 ore 16, sabato 15 ore 10, domenica 16 ore 10; 16; 17.30) e i ragazzi dai 9 ai 12 anni indagheranno diversi elementi vegetali con la successione occhio-lente-microscopio, per rivelare la complessità del mondo verde: “Piante senza veli” (venerdì 14 ore 17.30, sabato 15 ore 11.30; 16; 17.30, domenica 16 ore 11.30).
Villa Giacobazzi e Parco Vistarino diventano un paese di meraviglie con una serie di iniziative imperniate sulla storia di Alice, modello esemplare di paradossi e illusioni: così nei laboratori de “Il mondo alla rovescia” (a cura di: Centro per le Famiglie e Servizi Educativi del Comune di Sassuolo, sabato 15 ore 9.30-12.30; 15-19, domenica 16 ore 9.30-12.30; 15-19) e in “Verità delle meraviglie. Alice in villa”, un percorso di teatro sensoriale con attori che interpreteranno alcuni dei personaggi più significativi del romanzo di Lewis Carroll, sul sottile confine tra sogno e realtà (a cura di: Biblioteca dei Ragazzi Leontine e Associazione Culturale Quinta Parete, venerdì 14 ore 16.30 e 17.30, sabato 15 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30, domenica 16 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30).

5. “Tutta la verità, nient’altro che la verità”
Paradossi dell’attore, tragedie dell”nganno, regimi della confessione, grandi e piccole bugie mostrano che la verità non è mai tutta

In un pungente spettacolo Martina Dell’Ombra racconterà come è diventata quello che è: la Roma dei Parioli e delle grandi feste ma anche del degrado e del razzismo sono lo sfondo nel quale Martina plasma la propria identità, sulla cui verità, tuttavia, comincia a sorgere più di un dubbio…: “Vera come un fake” (Modena, Piazza Roma, venerdì 14 ore 21).
I toni drammatici dell’inganno spiccano in “Tutto è in lui bugiardo”, lo spettacolo di Modena Città del Bel Canto che, con gli allievi di Raina Kabaivanska, mette in scena una prova della celebre ultima scena dell’Otello di Verdi (regia di Enrico Stinchelli, Modena, Teatro Comunale L. Pavarotti, sabato 15 ore 21, produzione: FCRMO).
Una serie di appuntamenti ruota attorno al tema della confessione nei contesti inquisitoriali, dove è evidente che alla mancanza di verità di dichiarazioni estorte con la costrizione si aggiunge, per chi sa leggere tra le righe, la testimonianza di protagonisti rimasti senza voce nella storia. Così per la mostra “Il giudice e la strega”, prodotta dall’Archivio di Stato di Modena, che presenta preziosi documenti di processi inquisitoriali (curatrici: Maria Carfì, Lorenza Iannacci e Annalisa Sabattini, con il coordinamento di Patrizia Cremonini, produzione: MIBACT – Archivio di Stato di Modena, presentazione: venerdì 14 ore 15.30), come per il reading “Verità estorte. Streghe e inquisitori” che mette in scena alcune delle storie presenti nell’Archivio (a cura di: Il leggio, Modena, Archivio di Stato, venerdì 14 e sabato 15, ore 19). Analogamente, la mostra “Colpevoli di innocenza” di Ersilia Sarrecchia ricostruirà figure di donne accusate di stregoneria attraverso dipinti, fotografie e libri antichi (Modena, Laranarossa Gallery, a cura di: Andrea Saltini). A una celebre vittima dell’Inquisizione, Giovanna d’Arco, e alla trasposizione cinematografica che ne ha fatto Theodor Dreyer, è dedicata la sonorizzazione live a cura degli allievi e musicisti tutor di Soundtracks: “La Passione di Giovanna d’Arco” (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, sabato 15 ore 20.30, special guest: Enrico Gabrielli a cura di: Centro Musica del Comune di Modena, Associazione culturale MUSE).
Alla maschera della bugia per eccellenza, Pinocchio, è dedicato lo spettacolo “Bugie ad arte. Pinocchio e altri mentitori”, messo in scena da una compagnia studentesca formata per l’occasione grazie a una collaborazione tra STED Modena e festivalfilosofia (Modena, Ostello San Filippo Neri, sabato 15 ore 18 e domenica 16 ore 16, regia: Tony Contartese e Marco Marzaioli). Anche il Castello dei ragazzi di Carpi propone un programma tutto incentrato sul tema della bugia, e in particolare delle bugie dei bambini e dei ragazzi. Perno ne sono le storie di Benjamin Chaud e Davide Calì, le cui tavole sono esposte nella mostra “Le bugie con le gambe lunghissime” (Carpi, Torre dell’uccelliera, in collaborazione con Hamelin). Nel Cortile del Ninfeo un laboratorio con Davide Calì (“Non ho fatto il mio fumetto perché…”, domenica 15 ore 16-19) e narrazioni a cura del Teatro dell’Orsa (“Non raccontarmi storie”, sabato 15 e domenica 16 ore 16-19), circumnavigano i temi della mostra, così come fa, nello stesso luogo, il laboratorio per aspiranti bugiardi “La verità sulle mie incredibili vacanze” (sabato 15 e domenica 16 ore 16-19). Geppetti in erba, infine, potranno costruire bugie e burattini in “Pinocchi col naso allungabile”, laboratorio che si tiene presso la Biblioteca Il falco magico (sabato 15 ore 17.30 e domenica 16 ore 16 e 17.30).
Testimonianze di reclusione oltre il regime di confessione sono quelle colte nella mostra fotografica “Oltre la confessione” di Francesco Cocco (Modena, Complesso Sant’Agostino, a cura di: Camera penale di Modena “Carl’Alberto Perroux”, Associazione Porta Aperta).
Che la verità sia un impegno, una passione che talvolta passa anche attraverso la menzogna, è il tema del concerto “Per amor di verità”, messo in scena dal Gruppo corale “Ologramma” (Modena, Piazza Roma, domenica 16 ore 18, produzione: Istituto MEME Modena, CEMU Centro Europeo Musicoterapia, UPGB Università Popolare “Gregory Bateson” Modena).
Spesso, la verità non è quella che sembra, e può essere molto fastidiosa o urtante… La rassegna cinematografica curata da Alberto Morsiani, “La verità mi fa male, lo so…”, mette alla prova la pretesa oggettività del documentario: venerdì 14, alle ore 20.30, “Lascia stare i santi” di Gianfranco Pannone (Italia 2016, 75′) indaga la verità sul sacro oggi in Italia e prevede un incontro con il regista; alle ore 22.15 “A German life” di Christian Krönes, Olaf S. Müller (Austria 2016, 107′) interroga Brunhilde Pomsel, 105 anni, segretaria di Goebbels, sul nazismo e la guerra totale. Sabato 15, alle ore 21, “Il pugile del Duce” di Tony Saccucci (Italia 2016, 65′) racconta l’incontro del 1928 tra Bosisio e Jacovacci per il titolo europeo di pugilato, nell’Italia fascista di cui l’Istituto Luce diffondeva la propaganda; alle 22.15 è proposto il documentario vincitore del Sundance Film Festival, “All these sleepless nights” di Michal Marczak (Wszystkie nieprzespane noce, Pol/Gb 2016, 100′), sui giovani nella Varsavia di oggi. Domenica 16, alle ore 18.30, “Icaros – a vision” di Leonor Caraballo, Matteo Norzi (Usa/Perù 2018, 91′) presenta un viaggio tra gli psiconauti di un centro di medicina tradizionale in Amazzonia, sulle pratiche sciamaniche; alle ore 20.15 “Strane straniere” di Elisa Amoruso (Italia 2016, 70′) va oltre la retorica sull’immigrazione, proponendo una verità che si incide sul corpo.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

LELO festeggia 15 anni e lancia l’esclusiva Anniversary Line

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Tutto inizia con un pizzico di volontà e desiderio. Abbasso la timidezza, la storia umana si legge come la storia del desiderio. Le persone hanno esplorato la sessualità sin dalla notte dei tempi e, a quanto pare, i sex toy circolano da molto molto tempo. Il loro passato offre uno sguardo inedito, a volte umoristico e misterioso nella psiche umana.

 

Desiderio e inibizione, quando combinati assieme, accendono le parti fisiche e psicologiche più potenti dell’uomo, che possono rivelare svolte inattese. Risulta allettante quando la mente suggerisce di fermarsi, ma il corpo implora di continuare.

 

Qui entra in scena LELO.

 

L’obiettivo di LELO era – ed è – semplice: migliorare anche per un po’ la vita delle persone. La sua missione era quella di rivoluzionare l’industria dei sex toy. Per oltre un decennio, LELO è cresciuto progressivamente grazie alla propria eredità costruita su qualità, lusso e piacere. Oggi è un’antologia vivente per alcuni dei giocattoli più travolgenti del mondo.

 

Per l’occasione, questa divampante passione sarà racchiusa in uno scrigno, ma solo per un breve periodo! La collezione del 15 ° Anniversario in edizione limitata di LELO è un set come nessun altro ad oggi, disponibile dal 20 giugno. Questa linea unica contiene 12 oggetti di piacere elettrizzanti ed eleganti che manderanno letteralmente in visibilio le più intime fantasie!

 

Impreziosito dalla raffinata fantasia LELO, in silicone 100% sicuro per il corpo e disponibile sia in zinco nero sia in oro rosa 18 carati – questi 12 sex toy in edizione limitata faranno impazzire la tua immaginazione. L’Anniversary Line in edizione limitata di LELO viene venduta per 2.500 € per la collezione in nero, solo 800 pezzi disponibili, e 10.000 € per la collezione in rosa, solo 200 pezzi disponibili.

 

Questa Anniversary Line di lusso sintetizza tutto ciò che LELO ha trasmesso all’industria del piacere: un nuovo livello di lusso per prodotti di questo genere, suscitando curiosità e/o desiderio nei clienti.

 

Ma non farti ingannare pensando che questi oggetti siano solo dei supplementi alla tua camera da letto. Il design di LELO è bellissimo all’esterno, ma si estende anche all’ingegneria intelligente all’interno, coronando l’Anniversary Line come l’ennesimo successo: una celebrazione esclusiva di tutto ciò che il brand rappresenta, la sua storia e l’impegno per un futuro ricco di rivoluzionarie innovazioni.

 

 

È la curiosità a guidarti fino a qui!

 

Ogni avventura inizia con l’apertura di una porta… o di una scatola. E quella di LELO sarà l’unica con cui vorrete trascorrere del tempo. Rosea come le guance dopo l’afflusso di sangue, o nera come una notte senza luce, i prodotti proposti sono già pronti a condurti nel piacere più audace.

 

Dal tocco leggero di Cannes Feather sulla coscia a quello deciso del frustino telescopico Hertz che stuzzica la fantasia, passando dalla Kie Eye Mask per liberarsi da tutte le catene nell’oscurità delle proprie mura di casa. Tutto dipende interamente da te. Hai il coraggio di seguire i tuoi istinti?

 

Inizia subito la tua discesa verso il mondo del piacere.

 

Un solo pensiero sbarazzino può accendere la tua anima con il desiderio di esplorare ciò che mai avresti immaginato: lasciati legare, stuzzicare e molto altro ancora. Tutto ciò che serve è… un piccolo passo.

 

“Cannes Feather Teaser” –  Accarezzami dolcemente.

Dall’unione tra le lussuriose piume e un manico lucido a sfera, questo piumino invita elegantemente a ménage delicati, sensuali e seducenti. Stuzzicherai il tuo viaggio verso l’estasi con il tocco più vivace che abbia mai provato.

 

“Hertz Telescopic Crop” Ai tuoi ordini, mio signore.

Prendi il pieno controllo durante una sensuale sculacciata con questo erotico frustino telescopico. Offre resistenza e flessibilità, per stuzzicare il tuo partner con un tocco deciso. Apri le parte a un mondo di piaceri e sperimenta un nuovo livello di intimità, più selvaggio della tua stessa immaginazione.

 

“Elena Shackles”Stimola I tuoi sensi.

Concediti le tue più profonde fantasie di “resa e controllo” con queste catene eleganti. Amplificando i sensi durante l’atto, la potente combinazione di desiderio e moderazione ti inviterà a chiederne di più.

 

La curiosità ti ha portato qui con gli occhi spalancati, ma la vera scoperta implica peccare con ognuno dei tuoi sensi.

 

“Kie Eye Mask” L’amore è cieco.

Amplifica il tatto con questa seducente maschera per gli occhi, che dà mistero e piacere ai tuoi momenti più intimi. Lasciati incantare da questa elegante benda regolabile che offre sensi intensi e un potenziale illimitato per notti di passione.

 

“Volone Massager”– Sotto-missione impossibile.

Questo vibratore elegantemente stravagante è un modo innovativo per dare piacere alla tua vita intima. Con otto varianti nell’inclinazione della punta tra cui scegliere, questa miscela di intensità e carica erotica ti farà completamente ripiegare su te stessa.

 

“Jarlsgatan Flogger”Provocami.

Si apre una finestra verso piaceri nuovi e più intensi. Questo elegante “gatto a nove code” presenta nappe in pelle scamosciata morbide ed elastiche che sono perfette per offrire una delicata punizione. Abbandona il tuo controllo e immergiti in un mondo di nuove sensazioni e possibilità.

 

 

Hai il coraggio di seguire il sentiero ribelle? Più vai avanti e più proverai sollievo e pizzicorio in egual misura.

 

“Sense Dual Massager” Piacere incontrollabile.

Spingi il tuo piacere al limite con questo massaggiatore a doppia azione, così bello da portarti in estasi. Con otto diverse impostazioni di vibrazione, assaporerai uno squisito orgasmo interno ed esterno, assicurandoti ondate di piacere. Resterai senza parole.

 

“Rio Spanker”Ti sfido.

Amante delle sculacciate? Sperimenta cinquanta sfumature di preliminari con questo erotico oggetto del piacere. Offrendo un approccio più audace all’intimità, l’elegante bacchetta in pelle è perfetta per scatenare un’audace avventura tra le lenzuola (ma anche sopra, o fuori!). Scatena un mondo di possibilità di giochi di ruolo con un semplice movimento del polso.

 

“Fontanoso Graduating Beads” Piacere sotto esame.

Se sei in cerca di progressive sensazioni di piacere, le palline graduate offrono una miscela di piacere e stimolazione diversa da qualsiasi altra tu abbia mai provato prima. Puntando ad ognuna delle tue zone erogene, grazie alla morbida e flessibile consistenza del silicone, ti immergerai in un mondo intenso ed euforico.

 

L’eterea sensazione incorporea

 

Ecco la ricompensa conferita a coloro che sono disposti a cercarla – e che sono disposti a lasciare che il loro desiderio li inghiottisca completamente.

 

“The Ax Multi-Massager” Il capolavoro del sesso.

Sperimenta il totale dominio con questo multi-massaggiatore che vibra internamente ed esternamente allo stesso tempo, stuzzicando diverse angolazioni per una nuova dimensione sessuale. Progettato per migliorare le sensazioni per le coppie o da soli, il potente “Ax” ti lascerà senza fiato e implorerai di più.

 

 

 

“Stureplan Plug”Piacere che non potrai tenere nascosto.

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Con SOGNO O SON DESTE il restauro del patrimonio Estense e’ multimediale

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I disegni che ornavano le facciate e le architetture dei centri urbani e dei borghi legati alla famiglia Estense saranno di nuovo fruibili integri e nei loro colori originali grazie al progetto “SOGNO O SON DESTE”. Un lavoro di rilievi con laser scanner 3D durato anni, e realizzato in collaborazione con esperti restauratori, riporta in vita decori e disegni grazie a una tecnologia multimediale in grado di proiettarli su vetri ottici tramite serigrafie. L’iniziativa, che debutta venerdì 13 luglio a Vignola (Mo) con un ricco calendario di appuntamenti, sarà poi a Modena nell’ambito del festivalfilosofia e a Ferrara da metà settembre al 12 dicembre. Si tratta delle zone dove la casata d’Este ha regnato per sei secoli, dal 1200 alla metà dell’800

Ammirare i decori, i colori e i disegni che ornavano palazzi, rocche e castelli in diversi luoghi legati alla Casa d’Este grazie a una proiezione luminosa digitale realizzata fedelmente con tecniche di ricostruzione virtuale d’avanguardia. Tutto questo sarà possibile dal 13 luglio al 12 dicembre nelle città e nei borghi dell’antico dominio estense di ModenaFerraraVignola. “SOGNO O SON DESTE” è il progetto di cultura figurativa, realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Carife (Cassa di Risparmio di Ferrara), Fondazione di Vignola e BPER Banca, che mette in luce – letteralmente – le residenze e le architetture della casata d’Este, antica signoria italiana di Ferrara che ha dominato dal 1208 fino al 1859 i territori che si estendono tra Ferrara, Modena e Reggio Emilia. La Chiesa di Sant’Agostino a Modena, Casa Romei a Ferrarae la Rocca di Vignola (Mo) saranno le prime importanti residenze e architetture “messe in luce”, ma ne seguiranno molte altre. Per ciascun apparato decorativo che si andrà a proporre nell’ambito del progetto – ancora in espansione e dal potenziale illimitato – sono in corso da anni rilievi con l’ausilio della tecnologia laser scanner, grazie alla preziosa collaborazione con l’Università di Ferrara, per ottenere una griglia tridimensionale con margine di errore inferiore a un centimetro, generata da una nuvola accuratissima di punti, e utilizzabile come modello 3D degli edifici. A questa scansione tridimensionale sono state poi abbinate specifiche fotografie aeree di dettaglio, ottenute con la tecnica gigapixel, e architettoniche, realizzate con droni, essenziali per avere un prospetto esatto degli edifici e per studiare le tracce ancora esistenti delle decorazioni. Gli scatti realizzati, elaborati con specifici e sofisticatissimi software, hanno generato fotografie geometricamente corrette, in cui sono state eliminate le piccole imperfezioni dovute ad esempio alla posizione dei punti di ripresa o ai dislivelli delle aree rilevate o, ancora, dall’inclinazione delle macchine fotografiche. Tutto questo in modo che le foto possano essere considerate una reale “mappa” da seguire. Dopo tutte queste indispensabili premesse tecniche, al lavoro di rilievo è stato affiancato quello di un’equipe di esperti in tecniche di restauro, che ha individuato con estrema precisione le tracce delle decorazioni, i relativi disegni e colori, nelle tonalità perfettamente identiche a quelle originali. Infine sono state ricostruite digitalmente le parti mancanti andando a produrre i file definitivi per le proiezioni che, su ciascun edificio, verranno trasposte su vetri ottici, detti “gobos”, tramite serigrafie. Al progetto multimediale verrà affiancato quello di promozione con incontri ed eventi culturali su temi di rilevanza storico artistica, e non solo. Dopo la serata d’inaugurazione di venerdì 13 luglio alle ore 22.00 in Piazza dei Contrari a Vignola, si susseguiranno le proiezioni (il calendario aggiornato è disponibile on line sul sito al link: https://www.sognoosondeste.it/wp-content/uploads/CALENDARIO-PROIEZIONI-LUGLIO-AGOSTO-SETTEMBRE.pdf) nell’ambito degli eventi collaterali Openart. Dalla storia e il linguaggio dei colori ad approfondimenti su racconti e testimonianze iconografiche e astronomia nella storia dell’arte: sono numerosi gli appuntamenti ai piedi della Rocca nel cuore del Borgo in provincia di Modena in programma tutti i mercoledì e le domeniche fino a settembre.  Nella città geminiana invece la facciata della Chiesa di Sant’Agostino, nella Piazza omonima, si illuminerà il 14 settembre e nell’ambito della diciottesima edizione del festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, dedicato quest’anno alla “Verità”. Dal 19 settembre al 12 dicembre sarà poi la volta di Ferrara, con una serie di appuntamenti dedicati, tra gli altri, alla musica e rievocazioni storiche e alle rappresentazioni della Signoria Estense nelle monete e nelle medaglie. Illusione o realtà? “SOGNO O SON DESTE” mira a ricomporre il linguaggio artistico dell’universo iconologico estense, che dialogava con facciate di rocche, palazzi, ville e chiese, per restituire la narrazione di quel mondo artistico – tra i più importanti nella storia della cultura italiana – e farlo risplendere grazie alla proiezione luminosa digitale, con un impatto visivo immediato capace di creare stupore e meraviglia nello spettatore.Il lavoro prevede di coinvolgere nel tempo molte residenze della casata, per restituire la spettacolarità della cultura figurativa estense. Quest’ultima infatti era pensata per conciliare necessità concrete relative alla conservazione degli edifici a quelle di comunicare messaggi politici, dinastici e di esaltazione della storia e delle virtù degli Este. L’inesorabile scorrere del tempo ha cancellato quasi completamente questo patrimonio, tanto da farne dimenticare l’esistenza. L’ambizioso progetto “SOGNO O SON DESTE”, realizzato grazie all’importante sostegno di BPER Banca, mira quindi a far tornare a splendere, grazie alla proiezione luminosa digitale, quel patrimonio dell’Italia come paese dipinto che da secoli suscita l’ammirazione di chi lo visita, promuovendolo e migliorandone la tutela e la fruizione. In particolare l’azione di valorizzazione si concretizzerà, tramite la collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia,  attraverso una campagna di rilievi architettonici realizzati utilizzando le tecnologie d’avanguardia già messe in campo, alla scopo di dare vita a una banca dati conoscitiva dello stato di conservazione, non solo degli edifici di cui si ricomporranno le decorazioni esterne, ma anche di opere architettoniche – sempre legate al territorio estense – che versano in condizioni di degrado o semi abbandono, come le numerose pievi, oratori o chiese, contenenti affreschi del XIV-XVI secolo, situate nell’Appennino modenese.

 

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CON “OPENART” VIGNOLA, MODENA E FERRARA SI ACCENDONO ANCHE CON UN RICCO CALENDARIO DI APPUNTAMENTI

A partire da venerdì 13 luglio e fino a mercoledì 12 dicembre sono numerosi gli eventi collaterali alle proiezioni luminose degli edifici estensi a Vignola (Mo), Modena e Ferrara: conferenze, mostre, concerti, rievocazioni storiche e tanto altro per una serie di iniziative volte a valorizzare il patrimonio architettonico dove la casata d’Este ha regnato per sei secoli

Ammirare la Rocca di Vignola, nell’antico Borgo in provincia di Modena, con la bellezza dei decori e dei colori originali che la impreziosivano, sarà possibile a partire da venerdì 13 luglioalle ore 22.00 quando, in Piazza dei Contrari, verrà accesa per la prima volta la proiezione luminosa digitale realizzata nell’ambito del progetto“SOGNO O SON DESTE”.

Ad accompagnare l’iniziativa(il calendario aggiornato delle proiezioni è disponibile on line sul sito al link: https://www.sognoosondeste.it/wp-content/uploads/CALENDARIO-PROIEZIONI-LUGLIO-AGOSTO-SETTEMBRE.pdf) tanti eventi collaterali nell’ambito di Openart in Piazza dei Contrari, a cominciare da domenica 15 luglio quando, a partire dalle ore 21.30,il professor Riccardo Falcinelli terrà una conferenza dal titolo “Cromorama: storia e linguaggio dei colori”. Il visual designer – uno dei più affermati d’Italia – spiegherà come il colore ha cambiato il nostro modo di vedere e percepire il mondo, in un viaggio alla scoperta della simbologia delle cromie nella contemporaneità. Dal nero del lutto al rosso del comunismo, dal giallo dei Simpson al manto azzurro che, tradizionalmente, avvolge la Madonna: ogni colore ha un profondo significato, tanto nel cinema quanto nel campo delle arti figurative, dalla pittura alla fotografia, fino alla vita quotidiana.

Mercoledì 18 luglio l’arte è ancora protagonista con l’inaugurazione della mostra “Abitare il mondo”: un viaggio nell’evoluzione dello spazio umano e nell’antropologia delle abitazioni e codici del colore con scatti di Iago Corazza e Greta Ropa, fotoreporter specializzati in antropologia che da anni collaborano con National Geographic. L’esposizione – aperta fino al 31 luglio con gli stessi orari della Rocca di Vignola – presenta un emozionante racconto per immagini che indaga e descrive l’abitare dell’uomo nelle sue molteplici declinazioni, documentando abitazioni che rappresentano una sorta d’interfaccia antropologica tra il mondo interno e quello esterno dell’individuo. Quando i bisogni primari abitativi sono soddisfatti, arte e bellezza iniziano a farsi strada, e il colore è forse il gradino evolutivo più semplice e più immediato che l’uomo sale per primo. E proprio l’uso del colore nell’abitare è forse il gesto più semplice ma anche più efficace che testimonia la naturale spinta evolutiva dell’uomo.
Mercoledì 25 luglio, sempre a partire dalle ore 21.30, appuntamento con “Il disegno della cometa”: racconti, testimonianze iconografiche e astronomia nella storia dell’arte, a cura di Manuela Incerti, professoressa di disegno alla facoltà di Architettura di Ferrara, e Fabrizio Bonoli- primo laureato in Astronomia all’Università di Bologna e professore della stessa materia – che, nel corso della serata, parleranno di rappresentazione degli astri nella storia dell’arte e, in particolare, della raffigurazione della cometa, di cui si può ammirare un esempio molto interessante e originale nella Cappella Contrari della Rocca di Vignola. I fenomeni astronomici infatti sono da considerarsi, nelle opere d’arte medievali e rinascimentali, tra le fonti d’ispirazione per riprodurre la quinta scenica dove incentrare particolari episodi.
Domenica 29 luglio sarà poi la volta di una “Serata ossidionale”: letture, immagini, filmati, aneddoti e suggestioni di sabbia su assedi, guerre e capitani di ventura (XV-XVI sec.). Il dottor Massimiliano Righini (oplologo e consulente museale), insieme al professor Achille Lodovisi (storico e geografo, direttore del Centro di Documentazione della Fondazione di Vignola) e all’attrice Martina Sacchetti, con la partecipazione di Fatmir Mura – artista e straordinario creatore di immagini bidimensionali di edifici e architetture mediante la manipolazione della sabbia – proporranno una serata “all’assedio” di storie e aneddoti legati a rocche e fortilizi. Al dialogo tra lo storico e l’oplologo su fortezze, armi, artifizi e, soprattutto, persone coinvolte nelle vicende belliche, si alterneranno la voce di Martina Sacchetti, che leggerà alcuni documenti originali con testimonianze riguardanti le rocche di Finale Emilia, Vignola e Monfestino, e le creazioni in sabbia di Fatmir Mura raffiguranti questi tre edifici castellani. Openart proseguirà poi fino a settembre, con tanti appuntamenti in via di definizione in programma tutti i mercoledì e le domeniche fino a settembre.
Dopo Vignola sarà protagonista di “SOGNO O SON DESTE” anche Modena: la facciata della Chiesa di Sant’Agostino, al numero 6 della Piazza omonima, si illuminerà il 14 settembre e nell’ambito della diciottesima edizione del festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, dedicato quest’anno alla “Verità”.

Dal mercoledì 19 settembre sarà infine la volta di Ferrara: nello Spazio Crema in via Cairoli 13 a partire dalle ore 17.00 avrà luogo “Il visitatore incantato“, una visione multimediale di Palazzo Schifanoia e del suo Salone dei mesi, dipinto per volontà di Borso d’Este nel periodo tra il 1469 e il 1470. Una sintesi straordinaria della grande cultura “internazionale” del primo Rinascimento spiegata dal professor Marco Bertozzi, Direttore dell’Istituto Studi Rinascimentali, e dalla professoressa Manuela Incerti del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.
Sabato 22 settembre dalle ore 18,30 spazio alla storia con la “Rievocazione storica nel chiostro” del Corteo Storico e dello Spettacolo di Corte legato alla famiglia ducale degli Estensi. Appuntamento a cura dell’Ente Palio a Casa Romei, in via Savonarola 30.

Venerdí 19 ottobre alle 18.00, sempre a Casa Romei, a precedere i Decori in luce nel cortile d’Onore – vera e propria inaugurazione del progetto “SOGNO O SON DESTE” a Ferrara -sarà il concerto del Conservatorio Frescobaldi, dedicato a “Cantar sacro e cantar profano: musica alla corte degli Este”. Dall’omaggio sacro della Missa Dux Ferraria e al divertimento giocoso delle frottole.

Sabato 10 novembre, a Palazzo Costabili detto di Ludovico il Moro (via XX Settembre 122), questa volta a partire dalle ore 20,30, avrà luogo un nuovo appuntamento con la musica, sempre a cura del Conservatorio Frescobaldi, che si esibirà nell’allestimento scenico con intermezzi musicali “Il pastor fido”, di Battista Guarini.
“Nel segno del principe: imprese e simboli alla corte estense” sarà invece il titolo dell’appuntamento di mercoledì 7 novembre, a partire dalle ore 17.00, presso lo Spazio Crema di via Cairoli 13.“Non troppo oscura ch’abbia mestiero della sibilla per interprete, non troppo chiara ch’ogni plebeo l’intenda”: così deve essere un’impresa, capace di evocare il principe e la sua filosofia di governo. Gli Estensi le apporranno ovunque: intere pareti ne saranno cosparse e torneranno miniate nei preziosi codici, ricamate d’oro sulle vesti, scolpite sui monumenti, dipinte sulle bandiere, marchiate sugli oggetti personali. Uno straordinario codice di comunicazione che diffonde capillarmente l’aura di magnificenza e la moltiplica attraverso diamanti, leoni, unicorni, linci e frasi icastiche che s’imprimono nella memoria, a spiegarlo saranno la dottoressa Enrica Domenicali, del Polo Museale Emilia Romagna, e la dottoressa Irene Galvani, dottore di ricerca.

Mercoledì 28 novembre si parlerà invece de “La rappresentazione della signoria estense nelle monete e nelle medaglie”, in un appuntamento a cura della dottoressa Teresa Gulinelli, funzionario archeologo numismatico dei Musei Civici di Arte Antica di Ferrara (dalle ore 17 presso lo Spazio Crema).

A concludere il ciclo di appuntamenti Openart, nell’ambito del progetto di restauro multimediale “SOGNO O SON DESTE” sarà mercoledì 12 dicembre, alle ore 17.00 presso lo Spazio Crema di via Cairoli, “Il centro del potere: aspetti dei palazzi estensi alla luce dei recenti scavi archeologici a Ferrara”: la dottoressa Chiara Guarnieri, funzionario archeologo della Soprintendenza di Bologna, Modena, Reggio e Ferrara, tratterà dell’indagine archeologica che ha interessato il centro storico di Ferrara nei primi anni 2000, toccando punti nodali dell’edilizia estense come il palazzo di corte Vecchia e palazzo Ducale. Gli interventi che hanno avuto luogo all’interno del Castello Estense hanno permesso di fare luce su alcune parti dell’edificio, come ad esempio sulla zona dei famosi “Camerini d’alabastro”. Verranno quindi approfonditi alcuni aspetti del vivere quotidiano a corte, grazie alla documentazione di molti reperti venuti alla luce, tra cui ceramiche e vetri, e chiariti l’aspetto e l’evoluzione di alcuni palazzi estensi.

 

 

 

ROCCA DI VIGNOLA, PIAZZA DEI CONTRARI

Ampliata e fatta decorare nei primi due decenni del XV secolo per volontà di Uguccione Contrari, nobile ferrarese e feudatario del luogo, oltre che fidato consigliere e generale di Niccolò III, la Rocca di Vignola aveva prospetti esterni decorati con  raffinate pitture, che sono stati modelli per analoghi ornamenti delle Rocche di Finale e di altri edifici simili. Grazie al progetto “SOGNO O SON DESTE” potremo ammirare come apparivano i decori quattrocenteschi nelle facciateOvest, Suded Est (in parte): un complesso apparato pittorico, coerente nella forma e nei messaggi che comunicava, una vera e propria ‘pelle’ dipinta della Rocca, che per secoli ha illustrato il carattere politico e il sentimento artistico e culturale della famiglia titolare del feudo vignolese dal 1401 al 1575. Testimonianza delle decorazioni ci è giunta dai disegni acquarellati del pittore e restauratore Ginogiano Mandrone che, nel 1931, ricostruivano l’aspetto dei dipinti esterni grazie all’osservazione diretta delle loro tracce, all’epoca ancora ben visibili soprattutto sulla torre delle Donne: merli a coda di rondine che orlavano le cortine, con una bordatura rossa e motivi vegetali.

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MODENA, CHIESA DI SANT’AGOSTINO

Sulla facciata della chiesa modenese di Sant’Agostino saranno ripristinati in maniera multimediale i decori provvisori realizzati in occasione delle esequie di Francesco I d’Este (1659).Questi apparati effimeri -che proseguivano nella navata della Chiesa per terminare poi in un monumentale catafalco con la salma del duca – ci vengono raccontati in due descrizioni: la “Corona funerale”, una sintetica relazione di tutta la cerimonia funeraria, e la successiva “Idea di un prencipe et eroe christiano in Francesco I d’Este”. Le incisioni che accompagnano quest’ultima opera- realizzate dal bolognese Lorenzo Tinti, il francese Bartolomeo Fenis e il parmigiano Domenico Fontana – hanno consentito di ricostruire visivamente il sontuoso decoro progettato in occasione della cerimonia funeraria e, ai tempi, lo resero una sorta di propaganda della magnificenza estense da far circolare in tutta Europa. Nell’ambito del progetto “SOGNO O SON DESTE” sarà quindi possibile cogliere la ricchezza ornamentale che veniva proposta durante le esequie dei duchi, pensate per stregare gli occhi del popolo, dei feudatari e degli ambasciatori e per rendere il lutto un’occasione trionfale per la celebrazione della continuità storica del potere.

 

FERRARA, CASA ROMEI

La quattrocentesca Casa Romei ospita un ricchissimo e affascinante percorso museale che attraversa la cultura e l’arte ferrarese del XV e XVI secolo. Ancora oggi possiamo ammirare il dialogo tra i cicli pittorici creati nelle sale interne del pianterreno e le pitture che abbelliscono l’esterno. Nei loggiati e nel monumentale cortile d’onore figurano decorazioni fiorite tardogotiche, con riferimenti all’araldica della famiglia Romei, e Sibille dipinte nella sala gotica che prende il loro nome. Questa stretta relazione coloristica e di stile tra l’interno e l’esterno dell’edificio – di cui purtroppo ci sono pervenuti rari esempi – era molto frequente nel quattrocento. Il progetto “SOGNO O SON DESTE” ricompone con la luce – tramite i rilievi con laser scanner 3D- i decori del doppio loggiato, realizzando una copertura ortofotografica delle pareti dipinte.

 

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Festival filosofia 2018: Vero, finto, falso

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Festival filosofia 2018: Vero, finto, falso
Festival filosofia 2018: Vero, finto, falsoDa venerdì 14 a domenica 16 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti Bodei, Bianchi, Cacciari, Galimberti, Marzano, Massini, Pagnoncelli, Recalcati, Severino, Vegetti Finzi, Augé, Eilenberger, Nida-Rumelin, Sloterdijk, Sperber

Dedicato al tema verità, il festivalfilosofia 2018, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 14 al 16 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a fuoco i discorsi di verità mostrando i transiti tra vero e falso. La diciottesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia“, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sul valore singolare-plurale di verità esplorandone soprattutto le pratiche, tra prove e testimonianze, confessioni e falsità, nei luoghi emblematici dell’archivio, del laboratorio, del tribunale e del web.

Quest’anno tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano(Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Stefano Massini, Salvatore Natoli, Nando Pagnoncelli (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Carlo Sini, Armando Torno (Lectio “Confindustria Emilia Centro”), Silvia Vegetti Finzi e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Tra i filosofi stranieri, i francofoni Christian Delage, Jean-Luc Nancy, Judith Revel, Dan Sperber, Annette Wieviorka e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; e i tedeschi Wolfram Eilenberger, Julian Nida-Rümelin (Lectio “Gruppo Hera”) e Peter Sloterdijk. Ventiquattro in totale i volti nuovi.

Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della verità: dalla professionalizzazione della verità con il movimento sofistico, passando per il coraggio socratico della testimonianza nel processo, fino alla sistemazione della teoria della verità in Aristotele. Per l’età moderna si discuterà il fondamento teologico del razionalismo cartesiano, mentre sul piano politico verrà messa in risalto la relazione tra autorità e verità nella dottrina di Hobbes. Con una lezione su Nietzsche si discuterà la più influente versione della coincidenza tra verità e illusioni, mentre gli scritti di Foucault sulla “parresia” serviranno per illuminare la concezione della verità come pratica.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo – ancora in via di definizione e destinato ad accrescersi – coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: Makkox (con i suoi cartoon e commenti satirici), Il terzo segreto di satira (con un live sulla politica nel web), Martina Dell’Ombra (con la storia di come è diventata quel che non è) e Angela Finocchiaro (con “La morte della Pizia” di Durrenmatt). Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.

Oltre trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui le personali di Jon Rafman e Ryoichi Kurokawa – accomunate dal filo rosso della tecnologia – prodotte da Fondazione Modena Arti Visive. In un intervento site specific vengono presentate nel Palazzo Ducale di Sassuolo opere e installazioni di Sidival Fila (prodotte dal Gruppo Giovani di Confindustria Emilia Centro), mentre sempre a Sassuolo una personale di Wainer Vaccari si impernia su ritratti e caricature d’autore. A Carpi una grande retrospettiva dedicata a Berengario da Carpi fa il punto sui rapporti tra scienze e arti nel Rinascimento.
E, accanto a pranzi e cene filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory per i circa settanta ristoranti ed enoteche delle tre città, nella notte di sabato 16 settembre aperture di gallerie e musei fino alle ore piccole.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Fino a domenica Scene di Paglia 2018: stasera in scena Tiziano Scarpa. Domani e sabato due appuntamenti internazionali

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Secondo fine settimana per Scene di Paglia, festival dei casoni e delle acque:

fino a domenica, spettacoli tutte le sere.

Stasera in scena Tiziano Scarpa con la musicista Debora Petrina.

Domani, venerdì 29,

un doppio appuntamento con Thioro, un Cappuccetto rosso senegalese,

della compagnia Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye

 

Alla sera Debra Libanos,

uno spettacolo che ripercorre una vergognosa pagina del colonialismo italiano in Africa.

 

Sabato 31 il concerto Creature Selvagge, de Lastanzadigreta, premio Tenco 2017.

Scene di paglia, Festival dei casoni e delle acque

X edizione -S/radicamenti

22 giugno – 1 luglio 2018

 

Continua fino a domenica la programmazione di Scene di paglia, Festival dei casoni e delle acque, che sta portando ogni giorno in scena, negli spazi più suggestivi delle campagne venete, raffinati spettacoli e concerti

Domani, venerdì, un doppio appuntamento internazionale con Thioro, un Cappuccetto rosso senegalese, della compagnia Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye: lo spettacolo andrà in scena alle 16,30 e alle 18,00 al Casone Ramei di Piove di Sacco.

Reinvenzione dal respiro africano di Cappuccetto rosso, una delle fiabe europee più popolari e di cui esistono numerose varianti, Thioro porta lo spettatore alla scoperta non del bosco, ma della savana, e all’incontro non con il lupo, ma con Buky la iena, in un viaggio immaginifico e bruciante attraverso l’Africa.

Alla sera, all’idrovora di Santa Margherita, a Codevigo, uno degli spazi più suggestivi della rassegna, sarà il momento di Debra Libanos, il “passato” per le armi, spettacolo che ripercorre una vergognosa pagina del colonialismo italiano in Africa, con Roberto Abbiati

Sabato, alle Scuderie La Gardesana di Sant’Angelo, normalmente non aperte al pubblico, il concerto Creature Selvagge, de La Stanza di Greta, Premio Tenco 2017.

Domenica, a chiudere la decima edizione, un altro doppio appuntamento, ai Casoni de La fogolana di Codevigo: nel pomeriggio il Burattinaio di Banfield di Sergio Mercuri, attore argentino acclamato nei maggiori festival internazionali che ha viaggiato con i suoi straordinari pupazzi in tutta l’America Latina e in Europa. A seguire il concerto Volverse di Rosa Brunello.

Per informazioni

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Le Rockstar dell’arte in mostra a Peschiera del Garda

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Sabato 7 Luglio i più grandi interpreti della Pop Art e della Street Art si “sfideranno” nelle sale della Palazzina Storica del comune veronese. In mostra oltre 30 opere di Keith Haring, Roy Lichtenstein, Andy Warhol

Sarà intitolata le “Rockstars dell’Arte” la mostra organizzata dall’Assessorato alla Cultura di Peschiera del Garda e curata da Matteo Vanzan di MV Eventi, aperta al pubblico da sabato 7 luglio fino a domenica 16 settembre 2018 presso la Palazzina Storica. I più grandi interpreti della Pop Art e della Street Art si sfideranno in un alternarsi di opere su carta firmate, pennarelli su materiali di recupero, fotografie, video, manifesti, disegni, fumetti e molto altro per ripercorrere le tappe fondamentali di un rinnovamento culturale globale che ha rivoluzionato il modo di concepire l’opera d’arte confrontandosi con la cultura di massa e con i mass media.

“Peschiera del Garda si appresta a inaugurare una nuova stagione espositiva, ricchissima di appuntamenti”, afferma l’assessore alla Cultura, Elisa Ciminelli. “Prosegue, per il quarto anno consecutivo, la collaborazione con l’agenzia Mv Eventi, che già ha proposto al nostro Comune eventi culturali e artistici unici nel loro genere. Si partirà domenica 10 giugno con la mostra intitolata “I piranha non sentono i sapori” che rimarrà aperta al pubblico fino al 1° luglio a ingresso libero e gratuito, per poi passare – dal 7 luglio al 16 settembre – all’esposizione “Rockstars dell’arte”, che porterà a Peschiera i nomi celebri di Haring, Lichtenstein e Warhol. Non cambia la location delle mostre, che come sempre si svolgeranno all’interno delle sale storiche della Palazzina del Comando di Piazzaforte, in Parco Catullo. Parallelamente a queste mostre principali, la Sala Conferenze ospiterà alcune mostre “collaterali” a ingresso gratuito. La scelta di insediare nel nostro Comune eventi di prestigio legati al mondo dell’arte e della cultura, nel senso più ampio del termine, risponde ad un unico obiettivo: far comprendere che Peschiera non è solo una rinomata meta turistica dalle encomiabili attrattive paesaggistiche e mondane, ma è anche una cittadina con potenzialità culturali straordinarie, che necessitano di essere valorizzate al meglio. Ciò significa integrare l’offerta turistica arilicense, innalzandone chiaramente il livello culturale e, soprattutto, dare valore alle nostre eccellenze. Promuovere simili eventi ci consente di ampliare il bacino dei nostri visitatori, accogliendo e coinvolgendo fasce di pubblico estremamente eterogenee, dando spessore e importanza al turismo culturale e, al contempo, soddisfare le esigenze dei nostri cittadini”.

In un complessivo di oltre 30 opere non verranno descritte solamente le opere d’arte e le vite dei protagonisti attraverso un importante apparato didattico, ma anche la rivoluzione nel concetto stesso di opera d’arte perché, come spiega il curatore Matteo Vanzan, “proprio per l’affermarsi su scala mondiale di queste vere e proprie rockstars, famose come Mick Jagger e John Lennon, si è venuto a creare un nuovo rapporto con l’opera d’arte allargando la sfera del desiderio di possesso di qualsivoglia cimelio legato alla firma di queste personalità. Come i collezionisti di Elvis Presley, gli amanti dell’Arte contemporanea vogliono circondarsi di oggetti che, proprio in virtù della firma autografa, si trasformano in opere d’arte. D’altra parte il dollaro non è altro che una moneta come l’euro, ma una volta firmato da Warhol diventa un’opera d’arte di Andy Warhol a tutti gli effetti”.

Keith Haring, esprimendo concetti universali, come nascita, morte, amore, sesso e guerra, con il primato della linea e l’immediatezza del messaggio, è stato in grado di richiamare l’attenzione di un vasto pubblico, trasformando il proprio segno nel linguaggio visivo del XX secolo. Le sue opere sono invase da bambini, cani, angeli, mostri, televisori, computer, figure di cartoon in una iconografia che vuole veicolare messaggi immediati su diversi temi della sua epoca.

Dipinge su tutti i materiali: dagli iniziali disegni con il gesso bianco su carta nera incollata sui manifesti pubblicitari nelle stazioni della metropolitana di New York, passa a dipingere sulla plastica o su legno, utilizzando anche oggetti di scarto e materiali di recupero, passando vari murales che realizza ovunque. Diversamente Roy Lichtenstein scelse la tecnica del linguaggio puntinato, utilizzato per realizzare i fumetti, non solo per esplorare un altro metodo espressivo ma anche per criticare la tecnica pittorica dell’astrattismo e per trovare una nuova forma artistica che coniugasse arte e cultura popolare. È un modo nuovo di contaminare l’Arte, con stili presi dalla cultura “bassa”. Sono fumetti, è vero, ma realizzati con la visione propria dell’artista. La sua ricerca espressiva è una delle espressioni più originali della cultura americana del secondo dopoguerra che, utilizzando una tecnica meccanica per trasformarla in un lavoro manuale artistico, ottiene un’opera d’arte da un disegno ripetitivo. La ripetizione è poi alla base delle opere di Andy Warhol, artista istrionico che, sai sobborghi di Pittsburg, scala le vette dell’arte internazionale diventando ben presto il re di New York. Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali, o immagini d’impatto come incidenti stradali o sedie elettriche, riesce a svuotarle di ogni significato rendendole quasi banali. La sua arte, che portava gli scaffali di un supermercato all’interno di un museo o di una mostra d’arte, è provocatoria: secondo il più grande esponente della Pop Art l’arte doveva essere “consumata” come un qualsiasi altro prodotto commerciale. In queste sue opere non vi è alcuna scelta estetica, ma neppure alcuna intenzione polemica nei confronti della società di massa. Semplicemente documentano l’universo visivo in cui si muove la “società dell’immagine” e dei consumi.

“Quest’anno abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sui tre artisti che più hanno segnato l’immaginario collettivo per spunto creativo” conclude Vanzan “tessendo come filo conduttore il concetto di libertà, un’attitudine propria al linguaggio del Novecento e che vede in queste tre personalità la ricchezza culturale fondante di molti artisti a seguire celebrati dalla critica. Pensiamo anche solo ai primi interventi metropolitani di Haring che, inseguito dalle forze dell’ordine, creava nelle stazioni di New York un vero e proprio museo nell’underground inizialmente ripudiato ma, come nel caso di Warhol, successivamente osannato”.

 

INFORMAZIONI: La mostra alla Palazzina Storica, parco Catullo 3 – Peschiera del Garda (VR) –  sarà aperta tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 con biglietto d’ingresso di 5 euro e ingresso gratuito per i minori di 14 anni.

Aiuta un danese a non scottarsi al sole!

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https://youtu.be/raSNcF1g8qM

Aiutare i danesi a prendersi cura della propria salute anche quando sono in vacanza in Italia: è questo il messaggio che l’anno scorso è stato lanciato con la campagna sociale online HELP A DANE (Aiuta un danese), riscuotendo grande successo a livello internazionale. Ogni giorno un danese muore per malattie causate dall’eccessiva esposizione al sole ed è per questo che il popolo della Danimarca chiede aiuto alle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo e che sono abituate a convivere con il sole e a gestirne i danni collaterali.

Quest’anno il cantautore siciliano Colapesce ha sposato la causa con una nuova canzone di successo volta a sensibilizzare il popolo italiano ad aiutare i turisti danesi per evitare le scottature e le malattie legate alla pelle.

Con la canzone “Aiuta un Danese”, ispirata all’inno nazionale danese, Colapesce esorta i propri connazionali ad aiutare i danesi a proteggersi prima di prendere il sole nelle splendide spiagge italiane.

Ogni anno in Danimarca si registrano circa 2.250 nuovi casi di melanoma, raggiungendo il quinto posto della classifica mondiale. Il 90 % dei casi lo si può evitare grazie ad un comportamento responsabile sotto al sole, ad esempio rimanendo all’ombra il più possibile, utilizzando copricapi e utilizzando creme ad alta protezione solare.

La campagna, è stata ideata dall’agenzia &C in collaborazione con la Danish Cancer Society e la Fondazione TrygFonden,  prodotta e realizzata dalla casa di produzione Think Cattleya e diretta da Maria Guidone e Giacomo Boeri, che ne hanno curato insieme all’agenzia anche la scrittura. Il concept ironizza affettuosamente sulle discutibili abitudini dei danesi come bere il cappuccino mangiando una lasagna oppure indossare le calze con i sandali. Pare che i danesi possano imparare tante cose dagli italiani, come concedersi una bella dormita all’ombra quando il sole di mezzogiorno diventa cocente e pericoloso.

Lo spot è stato girato in Puglia a Presicce davanti al cinema Villani e in tutto il centro storico, con alcune scene realizzate anche a Ruggiano, Tricase porto, Lido Marini, Torre Chianca e Acquaviva.

Durante l’estate 2017 la campagna HELP A DANE è riuscita a creare un vero movimento internazionale: più di 12.000 persone appartenenti alle destinazioni preferite dei danesi (Italia, Grecia, Tailandia, Francia e Spagna, paesi in cui è stata infatti veicolata la campagna internazionale), hanno aderito alla petizione online su helpadane.com per aiutare i turisti danesi a proteggersi dal sole.

Il music video è disponibile sul sito HELPADANE.COM, su youtube e su facebook.com/helpadane.

Da sapere:

  • Fino al 90 per cento di tutti i casi di tumori della pelle sono causati dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV) naturali, provenienti dal sole e dai solarium.
  • La Danimarca è un paese scandinavo con poche ore di sole all’anno e un indice UV che non supera mai il livello 7. Nelle destinazioni assolate più vicine all’equatore l’indice UV può arrivare a 12 o 15.
  • La Danimarca ha la più alta incidenza in Scandinavia della forma più mortale di tumori della pelle, il melanoma, in proporzione al numero di abitanti e le diverse fasce d’età.
  • Su scala globale la Danimarca occupa il quinto posto per incidenza del melanoma. Soltanto Australia, Nuova Zelanda, Svizzera e Olanda hanno un’incidenza maggiore.

L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, presentato da Cesvi

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Spesso si pensa che si possa parlare di maltrattamento infantile solo in alcuni casi estremi, quasi da favela, con bambini costretti a cucire palloni.

Non è semplice essere genitori: tra pressioni esterne, stanchezza perché non è semplice coniugare casa e lavoro, mancanza di appoggio familiare, patologie pregresse e la nostra stessa infanzia… sbagliata. Spesso sento tanti altri che hanno avuto climi irrespirabili nelle loro famiglie rinunciare a crearsene una, soprattutto con figli, per non far rivivere a delle creature le stesse cose che hanno vissuto loro. Encomiabile e molto responsabile: perché vuol dire pensarci.

A volte in molte famiglie considerate “bene” accadono cose che molti non penserebbero. Ogni trauma che si vive da bambini lascia cicatrici quando diventiamo adulti. Ogni piccolo graffio diventa una cicatrice.

Quanti adulti che a loro volta sono stati bambini trascurati o maltrattati ora sono maltrattanti?

E’ un problema così ben radicato che non ne vediamo l’uscita. Vi faccio un esempio che nel centro Italia viene ancora visto come una normalità in molte fasce della popolazione: “mio padre mi ha preso a cinghiate. Mi hanno fatto bene. Sono cresciuto bene. Le devo quindi dare anche a mio figlio.”

Sì, rileggete e vedete anche voi che non quadra? Ma quante persone dicono così. Anche tutti quelli che dicono che no, ai bambini di oggi che son viziati due schiaffi starebbero bene. Capite che è un meccanismo psicologico malato: perché uno deve subire un sopruso o una violenza perché magari a te ha fatto reagire positivamente? Che poi non mi pare una bella reazione se uno la vuole estendere a tutti.

Cesvi per la prima volta ha cercato di misurare questo fenomeno. E non è semplice: perché si conosce solo un caso su dieci. Gli altri nove rientrano in quel sottobosco di non detto famigliare che vi evidenziavo solo con quel piccolo esempio, giusto per non farne un altro centinaio.

Tra il 60% e il 70% dei bambini/e tra i 2 e i 14 anni di età ha vissuto episodi di violenza in casa. Al maltrattamento, inoltre, si accompagna spesso la trascuratezza: nel mondo il 16,3% dei bambini è vittima di negligenza fisica e il 18,4% di trascuratezza emotiva. Gli effetti della trascuratezza possono manifestarsi con un ritardo nel raggiungimento delle principali tappe evolutive con disturbi dell’apprendimento oppure con un atteggiamento di eccessiva ricerca di affetto e attenzione da estranei (e il conseguente rischio di esposizione ad altri abusi), una forte chiusura e una sfiducia verso l’altro.

Si stima che siano quasi 6 milioni, tra bambini e adulti, i soggetti maltrattati in Italia: una proiezione parziale, in quanto il maltrattamento all’infanzia è un fenomeno ancora sommerso e non adeguatamente studiato su base nazionale. L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, che se volete potete scaricare qui e leggere, presentato da Cesvi, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #LiberiTutti, in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla presenza, di Ermenegilda Siniscalchi – Capo Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di Giovanna Messere – Funzionario Ufficio Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, offre un’analisi territoriale prendendo in esame i rischi per i bambini, le politiche, i servizi e il contesto delle singole regioni italiane.

L’Indice mette in evidenza, soprattutto, la persistenza di forti disparità tra il Nord e il Sud del nostro PaeseUltima posizione per la Campania, seguita da Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise. Sono queste le regioni che presentano le maggiori criticità e le condizioni più sfavorevoli rispetto alle probabilità dei bambini di subire maltrattamenti. Male anche l’Abruzzo e il Lazio. Tra le regioni dove si registra, invece, il miglior livello di benessere complessivo dei bambini, spicca l’Emilia-Romagna seguita da Veneto, Friuli-Venezia Giulia eTrentino Alto Adige.

Il maltrattamento sui bambini è la conseguenza ultima, estrema e troppe volte drammatica, di una situazione di disagio che coinvolge le figure genitoriali e il contesto familiare, ambientale e sociale nel quale i bambini crescono. L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia confronta per i bambini maltrattati e per gli adulti maltrattanti due livelli di analisi ed è il risultato dell’aggregazione di 65 indicatori relativi ai fattori di rischio e ai servizi offerti sul territorio. L’Indice offre una chiave di lettura delle principali determinanti sociali, demografiche, economiche, sanitarie e sociali, analizza i fattori di rischio e di vulnerabilità al maltrattamento nell’infanzia e li sintetizza attraverso un indicatore che propone una classifica decrescente tra le regioni italiane a partire da quelle che presentano sia minori rischi di maltrattamento per l’infanzia sia un sistema di politiche e di servizi territoriali adeguato a contrastare e prevenire il problema. Emergono nell’Indice quei fattori di rischio che creano presupposti importanti per scatenare il maltrattamento dei bambini nelle famiglie, come ad esempio l’elevato livello di povertà, il basso livello di istruzione dei genitori, il consumo di alcol e di droghe da parte dei genitori, la disoccupazione, lo svantaggio socioeconomico, etc. Con riferimento a questi indicatori di contesto, si passa poi ad analizzare quali servizi i territori mettano a disposizione in termini di politiche di prevenzione e di cura, rilevandone quindi l’efficacia e la capacità concreta di intervento.

«Nel quadro delle emergenze sociali, il maltrattamento dei bambini è il fenomeno forse peggiore, non solo per la sproporzione di forze tra il maltrattante e il maltrattato e per iltradimento della fiducia che i più piccoli ripongono negli adulti, ma anche per le conseguenze che si producono sulla salute dei maltrattati nel medio-lungo termine, sul loro equilibrio psico-fisico e, più in generale, su tutta la società. Gli ex bambini maltrattati – dichiara Daniela Bernacchi, CEO&General Manager Cesvi – sono gli adulti di oggi che vivono sopportando un pesante fardello di dolore che influenza il loro modo d’essere, e spesso scaricano sui figli il proprio disagio. Si viene a generare così un circuito vizioso di trasmissione intergenerazionale, che solo un intervento esterno, quale ad esempio quello dei servizi pubblici, può interrompere».

La campagna #Libertutti – a cui si può contribuire dal 1 al 10 giugno con un sms da 2 euro o chiamata da rete fissa da 5 o 10 euro al 45535 – mira a sostenere la rete IoConto di Cesvi attiva con un programma di prevenzione e cura nelle città di Bergamo e provincia, Napoli (VII municipalità) e nell’Unione dei Comuni della Bassa Sabina con un coordinamento tra Roma e Rieti. Le attività prevedono spazi d’ascolto per bambini e ragazzi, interventi specialistici per la cura del trauma, supporto ai genitori in condizioni di vulnerabilità, rafforzamento del ruolo protettivo della comunità e formazione di operatori specializzati. I partner locali sono rispettivamente il Consorzio Fa, la cooperativa sociale Il Grillo Parlante e l’Associazione Bambini nel Tempo.

Il valore della donazione è di 2 euro per ogni SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali. È di 5 euro per le chiamate da rete fissa PosteMobile, TWT e Convergenze, e 5 e 10 euro da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e Tiscali.