Treviso, “Rodin. Un grande scultore al tempo di Monet”

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Treviso è stata scelta dal Musée Rodin di Parigi per accogliere la mostra conclusiva delle celebrazioni per il primo centenario della scomparsa di Auguste Rodin (1840 – 1917), completando così il programma di grandi esposizioni che quest’anno ha già coinvolto tra gli altri il Grand Palais a Parigi e il Metropolitan a New York. Mostra, quella nel Museo Santa Caterina, che è promossa dal Comune di Treviso e da Linea d’ombra, che la produce e organizza.

Al di là del rapporto di particolare stima che il museo parigino nutre nei confronti di Marco Goldin, a pesare su questa scelta ha contribuito anche il fatto che Treviso sia la città di Arturo Martini, il gigante della scultura italiana, e non solo, del Novecento, artista che guardò con interesse anche al grande maestro d’oltralpe.

In Santa Caterina, che per l’occasione inaugurerà gli spazi integralmente restaurati della sala ipogea, intitolata a Giovanni Barbisan, saranno riunite oltre una settantina di opere – compresi i capolavori fondamentali – di Auguste Rodin. In un opportuno confronto tra sculture, anche di grandi dimensioni, e disegni. Perché, com’è noto, Rodin iniziò il suo percorso artistico frequentando la Petite Ècole, dove studiò soprattutto il disegno, avvicinandosi poi alla scultura.

In accordo con il Musée Rodin, Marco Goldin ha selezionato per questa ampia rassegna 50 sculture e 25 opere su carta.
Tra le prime saranno presenti tutti i capolavori più noti dello scultore. Dal Bacio (immagine della mostra) al Pensatore, al Monumento a Balzac, all’Uomo dal naso rotto, all’Età del bronzo, sino alle maquettes, spesso comunque di vasto formato, delle opere monumentali, ovviamente intrasportabili o mai completate. I Borghesi di Calais e la Porta dell’Inferno, tra le tante.

A essere rappresentate al Santa Caterina sono tutte le tappe del percorso artistico dello scultore, percorso che mette in evidenza il suo fortissimo interesse per Michelangelo e per la scultura rinascimentale italiana. Così come la capacità di Rodin di trasformare la materia, rendendo morbido, sensuale, vibrante il marmo non meno che il gesso, prima delle fusioni in bronzo. Come documenterà anche il catalogo-monografia che accompagnerà la mostra. Inoltre sarà presente in mostra una grande e famosa tela di Edvard Munch, del 1907, che ritrae la statua del Pensatore nel giardino del dottor Linde (importante collezionista sia di Rodin che di Munch) a Lubecca. Non mancherà poi un quadro di Monet, tra gli altri presente nella celeberrima mostra Monet/Rodin che si svolse a Parigi nell’estate del 1889 nella galleria di Georges Petit. Esposizione che vide presenti anche tre delle sculture di Rodin comprese nel percorso trevigiano.

Il confronto poi con Arturo Martini rientra a pieno titolo nel progetto che Marco Goldin ha messo a punto per questo importantissimo evento.
La monografica su Rodin in Santa Caterina sarà infatti collegata a un grande “Omaggio ad Arturo Martini” che coinvolgerà il rinnovato Museo “Luigi Bailo”.
Al patrimonio del Bailo appartengono oltre cento opere di Martini: molte sculture, ceramiche e incisioni. Un corpus unico per importanza e varietà.
Ai visitatori della mostra di Rodin sarà suggerito, anche grazie alla possibilità di godere di un biglietto ridotto per il Bailo, di ammirare, dopo il francese, il grande maestro di casa.
Per catalizzare ulteriormente l’interesse dei visitatori ad aggiungere il Bailo al loro itinerario trevigiano, Goldin ha voluto proporvi anche una densa mostra monografica sull’altro grande artista trevigiano del Novecento europeo, Gino Rossi.
Al nucleo di dieci opere dell’artista, patrimonio della Pinacoteca trevigiana, Goldin affiancherà un’altra dozzina di pezzi, a completare una “restituzione” di Rossi alla sua Treviso. Una retrospettiva su di lui mancava, in città, addirittura dal lontano 1974.

Marco Goldin, curatore della mostra dedicata a Rodin e dell’intero progetto trevigiano per la primavera 2018, afferma: “Da tempo desideravo proporre al pubblico italiano una mostra dedicata a Rodin, alla sua vita e alla sua opera, anche per il suo interesse tanto forte verso la cultura del nostro Paese. Sono davvero felice che questo possa avvenire nella mia città, Treviso, facendo scattare quella gara di ineguagliabile bellezza con Arturo Martini. E felice che il Musée Rodin abbia aderito alla mia richiesta con entusiasmo, ancor più motivato dal fatto che Treviso sia proprio la città di Martini. Credo non sarà inutile, nella prossima primavera, venire a Treviso per incontrare l’opera somma di due giganti della scultura tra XIX e XX secolo”.

“Dopo il successo dell’anno scorso io e Marco Goldin ci eravamo lasciati dicendo che il meglio doveva ancora venire –dichiara il sindaco di Treviso Giovanni Manildo – Un anno dopo siamo qui ad annunciarvi una nuova mostra che siamo sicuri saprà emozionarci tutti. Treviso un anno fa ha riabbracciato il suo storico curatore: oggi quell’emozione è diventata un rapporto solido e maturo sfociato in un progetto inedito e collettivo. Inedito per la città di Treviso che per la prima volta ospita grandi opere del padre della scultura moderna e collettivo perché vede la partecipazione della città di Treviso, del suo sistema produttivo e del mondo dell’impresa. Ringrazio Marco Goldin per questa nuova avventura, Treviso è pronta”.

La mostra è promossa dal Comune di Treviso e da Linea d’ombra. Prodotta e organizzata da Linea d’ombra, in collaborazione con il musée Rodin di Parigi.
Main sponsor: Gruppo Baccini srl.
Partner istituzionali: Camera di Commercio di Treviso, Unindustria Treviso, Confartigianato Treviso, Coldiretti Treviso, Confcommercio di Treviso.
Sponsor: Banco BPM, Pinarello spa, Gruppo De Longhi spa, Zanardo servizi logistici spa, AIM Energy, Consorzio del Prosecco, CEV, Numeria sgr, Crich.

ORGANIZZAZIONE
Linea d’ombra
Strada di Sant’Artemio 6/8
31100 Treviso

Tel. +39 0422 3095
Fax +39 0422 309777
info@lineadombra.it
www.lineadombra.it

Caffè Alzheimer: contro l’isolamento e lo stigma a WeGIL solidarietà e socializzazione. 21 febbraio

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Caffè Alzheimer
a WeGIL solidarietà e socializzazione contro l’isolamento e lo stigma

21 febbraio 2018 ore 16.00, WeGIL – Largo Ascianghi 5, Roma
Ingresso gratuito, fino a esaurimento posti

Il 21 febbraio 2018, WeGIL si apre ancora una volta alla solidarietà, ospitando Caffè Alzheimer, un evento che vuole accendere un cono di luce su una malattia sempre più diffusa, ma spesso non considerata a dovere, grazie all’Associazione Alzheimer Uniti. Un appuntamento con professionisti e non solo, aperto a chiunque, per creare un clima di accoglienza per le persone con demenza e le loro famiglie, favorendone la socializzazione, contro l’isolamento e lo stigma: un’ulteriore opportunità per una vita il più possibile normale.

Caffé Alzheimer, infatti, rappresenta il luogo dove persone malate di Alzheimer possono, in compagnia dei familiari e dei volontari, prendere un caffè o sorseggiare una bibita in un ambiente accogliente in grado di fornire condivisione e sostegno, in un clima conviviale, piacevole e stimolante, come WeGIL, l’hub culturale nel cuore di Trastevere, aperto grazie alla Regione Lazio con Artbonus e gestito da LAZIOcrea.

La demenza di Alzheimer è una malattia cronico-degenerativa caratterizzata da una lenta e progressiva degenerazione neuronale che compromette le capacità cognitive e funzionali della persona. Questa patologia, altamente invalidante rappresenta il 60% di tutte le demenze e la sua prevalenza è in continuo aumento a causa del fenomeno di invecchiamento della popolazione, una delle più significative “emergenze” che i sistemi socio-sanitari si trovano ad affrontare da alcuni anni per l’impatto che ha sui servizi assistenziali e sulle famiglie. I dati relativi alla prevalenza della demenza riportati negli studi condotti in diversi paesi industrializzati, indicano tassi abbastanza comparabili, che oscillano intorno al 8% nei soggetti con età superiore ai 65 anni. La prevalenza specifica per classi di età è intorno all’1% nei soggetti di età compresa tra i 65 e 69 anni e raddoppiando approssimativamente ogni 5 anni di età, arriva ad oltre il 30% nel gruppo di età compresa tra gli 85 e 89 anni. In Italia, secondo lo studio ILSA del CNR la demenza interessa il 6,4% delle persone oltre i 65 anni, il 7,2% delle donne, il 5,6% degli uomini.

Inoltre il tasso di incidenza annuale è stimato in circa l’1% nei soggetti di età superiore ai 65 anni.

Secondo il Piano Nazionale Demenze la stima delle persone affette è di oltre 1.200.000 circa; nei riguardi della Regione Lazio il dato è di circa 84.000 persone.

La principale fonte di supporto assistenziale, anche secondo l’ultima indagine CENSIS (2015), proviene dalla famiglia, che si fa carico dell’assistenza, mettendo a rischio anche la propria salute psico-fisica. E’ necessario quindi costruire una rete di servizi relativa ai bisogni di tali persone. Infatti progettare ed approntare servizi di assistenza e intervenire con approcci terapeutici non solo farmacologici, rappresentano attualmente le uniche possibilità per assicurare loro una qualità di vita accettabile e dignitosa.

WEGIL – www.wegil.it

Candida Höfer insignita del premio Outstanding Contribution to Photography nell’ambito dei Sony World Photography Awards 2018

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Hermitage St. Petersburg VIII 2014. Copyright Candida Höfef_VG Bild-Kunst, Bonn

● La Somerset House di Londra ospiterà una mostra dedicata all’artista dal 20 aprile al 6 maggio 2018

● Immagini per la stampa disponibili alla pagina www.worldphoto.org/press

Londra, 15 febbraio 2018 – La World Photography Organisation ha il piacere di annunciare che l’acclamata fotografa contemporanea Candida Höfer è la vincitrice del prestigioso riconoscimento Outstanding Contribution to Photography nell’ambito dei Sony World Photography Awards 2018.

L’artista ritirerà il premio durante la cerimonia ufficiale, che si terrà a Londra giovedì 19 aprile 2018. Una selezione personale delle sue opere verrà esposta in occasione della mostra dei Sony World Photography Awards 2018, che si terrà presso la Somerset House di Londra dal 20 aprile al 6 maggio.

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L’artista tedesca Candida Höfer (nata a Eberswalde nel 1944) è una delle maggiori fotografe contemporanee al mondo. Nota per la precisione dei suoi metodi e della sua tecnica, Höfer propone scatti apprezzati in tutto il mondo, che spesso assumono la forma di fotografie a colori di grande formato. Le sue potenti immagini raffigurano interni vuoti e spaziosi e possono essere ammirati nelle principali collezioni al mondo, all’interno dei più importanti musei internazionali.

Per celebrare il suo contributo alla fotografia, l’artista ha scelto personalmente alcune delle opere che hanno contraddistinto la sua lunga carriera, che verranno inserite nella mostra dei Sony World Photography Awards 2018 organizzata presso la Somerset House di Londra. La mostra presenterà tre dei suoi scatti ad ampio formato di maggior rilievo, Musée du Louvre Paris XXI (2005), Hermitage St. Petersburg VIII (2014) e Trinity College Library Dublin I (2004), concessi in prestito dalla galleria londinese Ben Brown Fine Arts.

La storia del premio Outstanding Contribution to Photography annovera nomi illustri come Mary Ellen Mark, Eve Arnold, Bruce Davidson, Elliott Erwitt e – più recentemente – Martin Parr.

Le opere di Höfer si aggiungono alle oltre 600 immagini emozionanti presentate nell’ambito dei Sony World Photography Awards 2018, la competizione più poliedrica del panorama fotografico internazionale. Curata da Mike Trow, ex Picture Director della versione britannica di Vogue, la mostra include immagini appositamente selezionate tra tutte quelle inviate per il concorso, che quest’anno ha visto una cifra record di candidature. Coprendo un’ampia serie di generi, dall’architettura ai paesaggi, dalla street photography agli animali selvatici, dai ritratti ai viaggi, questi scatti degni di nota, inseriti non a caso tra i finalisti, offriranno ai visitatori una prospettiva autentica sulle tendenze fotografiche che hanno contraddistinto l’anno passato.

In merito al premio e all’imminente mostra, Höfer ha dichiarato: “Sono davvero onorata. Spero che questo riconoscimento contribuisca a un ulteriore abbattimento dei confini tra fotografia e arte nell’immaginario collettivo”.

Scott Gray, CEO della World Photography Organisation, ha commentato: “È un enorme privilegio poter conferire questo premio a un’artista così importante, capace di abbattere le barriere nella sua professione. Il lavoro di Höfer, tecnicamente perfetto e di un’intensità sublime, è una gioia per gli occhi”.

A Modenantiquaria anche gli straordinari tappeti delle dinastie d’Oriente

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Una straordinaria selezionedi esemplari
appartenenti all’epoca
Mamelucca, Ottomana, Safavide, moghul

XXXII edizione di Modenantiquaria,
un’occasione straordinaria per ammirare
14 tappeti, capolavori databili dal ‘400 al ‘600
esemplari unici al mondo, ‘pietre miliari’
commissionati da dinastie leggendarie


In occasione della XXXII edizione di Modenantiquaria, la Galleria Moshe Tabibnia, in collaborazione con BIG Broker Insurance Group / CiaccioArteè stata invitata a realizzare una mostra, di qualità museale per qualità e rarità dei manufatti esposti.

In mostra 14 tappeti di alta epoca, appartenenti alla Collezione Zaleski / Tassara e alla collezione della Galleria Moshe Tabibnia, provenienti da quattro aree geografiche, che furono domini delle più note dinastie orientali del passato.

Un’opportunità unica per ammirare esemplari quanto mai rari, di epoca mamelucca, ottomana, safavide e moghul, datati dal XV al XVII secolo.

Due sono gli esemplari del ‘400, i più antichi esposti in quest’occasione: il Tappeto Mamelucco a medaglione ottagonale, Egitto, II metà del XV secolo, appartenente alla Galleria Moshe Tabibnia, il secondo, il Tappeto “Holbein” a piccolo disegno, proveniente dall’Anatolia occidentale, ultimo quarto del XV secolo, della Collezione Zaleski / Tassara.
Cinque sono i tappeti databili XVI secolo, tra questi il Tappeto a piccolo medaglione Ushak “Tintoretto”, Anatolia occidentaledella prima metà del ‘500 e il Tappeto ad arabeschi “Lotto” in stile kilim, sempre proveniente dall’Anatolia occidentale, dello stesso periodo, di proprietà entrambi della Galleria Moshe Tabibnia.

Alcuni vennero esposti a Milano, nella mostra del 2006 “Pietre miliari nella storia del tappeto”, altri nel 2017, in “Serenissime Trame” in Ca’ d’Oro a Venezia, contesi sovente, in questi anni, da musei ed esposizioni, vantano una ricca bibliografia, perché rimasti unici al mondo, sopravvissuti a secoli di storia, e testimoni di un Rinascimento che arrise non solo alle grandi monarchie in Europa, ma contagiò le più importanti dinastie dell’Oriente, le quattro più importanti per potere economico ed estensione, dall’Egitto all’impero ottomano, dalla Persia all’India.

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Durante la DINASTIA MAMELUCCA, alla guida dell’Egitto e della Siria fra il XIII e il XVI secolo, fiorirono le arti decorative: vetri smaltati, ceramiche in blu e bianco e metalli incisi e traforati. Sorsero scuole di pittura e i manoscritti erano conservati in preziose rilegature. Nella capitale, Il Cairo, sorsero numerosi edifici religiosi ed è testimoniata l’esistenza di telai per la produzione di tappeti a decoro modulare geometrico, dalle decorazioni e disegni ricercati. In dipinti italiani del ‘500 sono rappresentati tappeti mamelucchi e damaschini a testimonianza del fatto che erano richiesti e contesi dalle più lussuose corti europee. I tappeti di questo gruppo, a medaglione ottagonale, con decoro a comparti e a medaglioni radiali, furono realizzati tra il XV e il XVI secolo.

Tra le più longeve ed estese la DINASTIA OTTOMANA (1299-1923) per secoli fu il centro del potere religioso e politico del mondo musulmano. Nella capitale Istanbul, conquistata da Maometto II nel 1453 che pose fine all’Impero bizantino, vennero istituite biblioteche e l’imperatore fu un grande mecenate. È noto dell’epoca l’uso di donare tappeti ad ambasciatori e viaggiatori illustri, fattore che contribuì a una grande diffusione di tappeti anatolici in Europa in aggiunta al commercio gestito dai
mercanti delle città-stato italiane: Venezia, Genova e Firenze. La presenza di tappeti anatolici in Europa dal 1450 è testimoniata in numerosi dipinti europei. Alcune di queste tipologie sono definite oggi attraverso il nome dei pittori che li hanno rappresentati quali Bellini, Ghirlandaio, Holbein, Lotto, Memling e Tintoretto.

La DINASTIA SAFAVIDE, fu una tra le più evolute dinastie d’Oriente che regnò in Persia nei secoli XVI-XVIII. Il massimo splendore si raggiunse durante il regno di ?Abbas I (1587-1629) nella cui capitale Isfahan approdavano viaggiatori, ambasciatori, mercanti e missionari. Grazie alle politiche dello Shah la seta divenne un bene di esportazione persiana. Oltre alla produzione di ceramiche e tessili, in questo periodo acquisì grande importanza la fabbricazione e l’esportazione di tappeti. Le arti della miniatura e calligrafiche ebbero un notevole sviluppo durante il periodo safavide fungendo da repertori iconografici per tutte le declinazioni artistiche e artigianali.

Infine, la DINASTIA MOGHUL con Akbar (r. 1556-1605), sovrano illuminato e raffinato amante delle arti, si estese a tutta l’India settentrionale per raggiungere il suo apogeo sotto Aurangzeb (1658-1707). I tappeti realizzati in questo periodo, pur mostrando di aver subito una grande influenza safavide, si distinguono da quelli persiani per la tendenza a perdere la centralità e la simmetria che costituisce l’asse portante della composizione persiana con il risultato di un andamento più libero e naturalistico.
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MOSHE TABIBNIA
Breve profilo biografico

Collaborazioni con grandi musei (dal British Museum, alla Ca’ d’Oro e alla Fondazione Cini di Venezia, dal Museo Poldi Pezzoli alla Pinacoteca di Brera di Milano, da Palazzo Reale alla Triennale) con università di tutto il mondo (dall’Università di Oxford, all’Università degli Studi di Bergamo e Milano, all’Accademia di Belle Arti di Brera), ricercatori e convegni di settore importanti (uno tra tutti l’ICOC) ed una rassegna stampa che spazia dal Financial Times alle principali testate italiane ed europee hanno reso Moshe Tabibnia punto di riferimento internazionale ed imprescindibile per i collezionisti, i colleghi galleristi, gli studiosi, che, nei suoi laboratori e centri di ricerca all’avanguardia, hanno potuto investigare genesi e storia di tessili antichi ancora inediti, rimasti ignoti per secoli.

La sede di via Brera è da venticinque anni centro aggregatore di mecenati e cultori della materia, motore primo per scelte innovative e coraggiose, nel dibattito scientifico e nelle nuove tendenze; nei cinque lustri di attività è stata in grado di assemblare collezioni significative, e può oggi vantare una collezione propria, la più imponente (per numero di opere e importanza) mai assemblata da una galleria,

Moshe Tabibnia, gallerista sui generis, mecenate, collezionista, studioso e curatore di mostre importanti, opera nel settore dell’arte tessile antica e moderna da quasi quarant’anni. Al versante dello studio e della ricerca Tabibnia dedica inesauribili energie e una curiosità che lo sprona a praticare campi sempre nuovi e a promuovere la conoscenza e la divulgazione in rami dell’arte e delle arti applicate, ancora poco esplorati.

Amante dell’arte antica e di quella contemporanea, Moshe Tabibnia ha sempre avuto l’intuizione di avanzare nella conoscenza e renderla quanto più accessibile, non solo ai collezionisti, ma a chi ancora non fosse iniziato; a questo scopo ha dedicato e dedica quotidianamente risorse importanti, e, mirando a costanti progressi a livello scientifico, continua a favorire collaborazioni con istituzioni accademiche e museali di tutto il mondo.
 
Per informazioni

Galleria Moshe Tabibnia
tel +39 02 8051545
info@moshetabibnia.com
moshetabibnia.com


Torna Adventure Awards Days, il festival dell’esplorazione: 3 giorni di film, incontri, workshop, concerti e molto altro

Adventure Awards Days, il festival internazionale dell’esplorazione,

torna nel Garda Trentino dal 20 al 22 aprile 2018

Nel luogo ideale di chi ama la vacanza attiva torna il grande evento dedicato alla cultura dell’outdoor e all’ambiente

Tre giorni di incontri con esploratori, film, workshop,

concerti in quota (con le musiche di Morricone) e esperienze della natura.

Numerosi gli ospiti:

Simone Moro, Jeremy Collins, Jane Goodall, Nico Favresse, Emilio Previtali,

Dino Lanzaretti, Jakub “Kuba” Rybicki, Valeria Mosca, Igor D’India e molti altri.

#AAD18

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Adventure Awards Days
Il festival internazionale dell’esplorazione 20-22 aprile
Garda Trentino

 

Adventure Awards Days, il festival internazionale dell’esplorazione, torna dal 20 al 22 aprile 2018 ad Arco e nel Garda Trentino per la sua settima edizione.

 

Gli Adventure Awards Days sono prima di tutto un’occasione per condividere una passione: per il viaggio, per la natura, per uno stile di vita diverso. Tre giorni di esperienze da vivere, di storie da vedere e da ascoltare, di amici con cui bere una birra, di sogni da immaginare e di avventure da organizzare insieme.

Arco e gli angoli più suggestivi del territorio del Garda Trentino saranno il palcoscenico privilegiato di un ricco programma di appuntamenti.

 

L’evento si aprirà venerdì 20 aprile con la selezione dei migliori film di avventura e di esplorazione da tutto il mondo, sullo schermo anche la sera di domenica 22. Sul palco diversi ospiti, come l’alpinista e esploratore belga Nico Favresse o il viaggiatore Dino Lazzaretti.

Il sabato sera, la Adventure Night con Simone Moro e Emilio Previtali, che saliranno sul palco a raccontare il “dietro le quinte” delle loro avventure, la normalità della loro eccezionalità.

Durante la serata sarà premiata la donna simbolo dell’ambientalismo internazionale, l’etologa Jane Goodall, nota soprattutto per i suoi studi e per la lotta a difesa degli scimpanzé.

 

Sabato e domenica, tantissimi gli appuntamenti.

Il 21 aprile al mattino tutti in sella per la Trentino Bike Adventure, insieme ai cicloviaggiatori Dino Lanzaretti e al polacco Jakub “Kuba” Rybicki: una giornata alla scoperta del territorio, su strade e sentieri poco conosciuti, che si concluderà con un brindisi di mezzanotte.
Alle 16 partirà il trekking per arrivare al Rifugio San Pietro dove gustare un aperitivo con il panorama del lago e delle montagne e ascoltare, al tramonto, il concerto con musiche di Morricone suonate da un quartetto d’archi.

 

Domenica 22, il camp di trail running, per correre nei boschi, senza fretta, assieme agli atleti Wild Tee, un workshop di travel-blogging con Valentina Miozzo per imparare a raccontare il proprio viaggio attraverso blog e social network, e un trekking fotografico con Mirko Sotgiu. E ancora, un’esperienza di wooding con Valeria Margherita Mosca, per imparare a conoscere le erbe spontanee, raccoglierle e assaggiarle; e poi, per i ragazzi e i bambini, la giornata dedicata agli alberi, “Di legno e di aria: incontro con gli alberi”, in collaborazione con Selva Urbana e con Patagonia, per parlare di rispetto della Natura con i più piccoli.

 

Ospite domenica 22 Igor D’India, esploratore, viaggiatore e documentarista che ha seguito le orme di Walter Bonatti, in canoa e in solitaria, lungo i 1.400 km nel fiume Yukon.

Il village, punto di riferimento degli ospiti e degli appassionati, ospiterà quest’anno anche il Worn Wear di Patagonia: un vero e proprio laboratorio sartoriale dove potrà essere data nuova vita ai capi outdoor.

In programma anche la terza edizione di Arco Rock Star, un evento nell’evento: il contest internazionale di fotografia di arrampicata, con importanti premi, coinvolgerà team di fotografi e atleti, professionisti e non, provenienti da tutta Europa, che si sfideranno sulla roccia del Garda Trentino alla ricerca dello scatto perfetto.

 

Ci sarà spazio anche per gli spettacoli, i concerti, le esibizioni e per molte altre iniziative, da non lasciarsi sfuggire consultando il sito www.adventureawards.it o la pagina Facebook FB/AdventureAwards o ancora utilizzando sui social gli hashtag dedicati: #AAD18 e #GardaTrentino.

 

Per informazioni:
www.adventureawards.it

www.arcorockstar.it

www.facebook.com/AdventureAwards/

www.instagram.com/adventureawardsdays/

https://twitter.com/AdventureADays

www.gardatrentino.it

 

L’ abito da sposa British di Meghan Markle

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Al braccio del Principe Harry, l’adorato scapolo reale, Meghan Markle ci ha incantati con il suo gusto elegante nel vestire. E ora che è iniziato il conto alla rovescia per il matrimonio, tutti si stanno ponendo la stessa importantissima domanda: cosa indosserà Meghan?

Sabato 19 maggio, mentre percorrerà la navata, avrà gli occhi di tutto il mondo puntati su di sé e dovrà inoltre osservare tradizioni e protocolli reali secolari. Fortunatamente per lei, in Gran Bretagna si trovano alcuni dei più raffinati stilisti di abiti da sposa del mondo, molti dei quali inciamperebbero nei propri strascichi in pizzo, impreziositi da fitti intarsi di pietre, di fronte all’opportunità di vestire Sua futura Altezza Reale.

Secondo le prime indiscrezioni la stilista israeliana Inbal Dror (link is external)sarebbe la favorita; tuttavia, se Meghan decidesse di affidarsi a uno stilista britannico, seguono alcune  opzioni locali che potrebbero contribuire a renderla raggiante nel giorno del suo matrimonio.

Caroline Castigliano(link is external) è una celebre stilista britannica, particolarmente nota per i suoi corsetti meravigliosi e per le silhouette femminili dei propri abiti. La sua prima boutique di abiti da sposa su misura fu inaugurata 26 anni fa nel Surrey e oggi il suo flagship store sorge orgoglioso  a Knightsbridge.

Che vi sia piaciuta o meno la sua personalissima scelta dell’abito nuziale, sta di fatto che Victoria Beckham(link is external) da quel momento si è guadagnata un ruolo di tutto rispetto in ambito stilistico. Principalmente stilista di prêt-à-porter ha tuttavia creato l’abito nuziale della sua amica Eva Longoria, ex star di Desperate Housewives,  e potrà forse contribuire al grande salto di Meghan nel mondo dei reali britannici?

Impegnata in ambito umanitario, Meghan ha dichiarato di indossare ecopelle; pertanto, da sposa attenta all’ambiente, potrebbe optare per un incredibile look vintage di Real Green Dress(link is external), specializzato in abiti alternativi, originali e ispirati a principi etici. La proprietaria Erica Arnold recupera abiti firmati di seconda mano e li restaura fedelmente nel suo atelier, una ex fattoria riconvertita nella campagna dell’Hampshire. Il marchio è l’ultimo grido in fatto di moda eco-friendly, e di sicuro conquisterà anche la Regina, notoriamente molto parsimoniosa.

Meghan potrebbe addirittura decidere di ignorare la tradizione, scegliendo un abito di haute couture confezionato su misura da Vivienne Westwood(link is external), principessa punk degli anni Settanta. È noto che anche Carrie Bradshaw, personaggio di Sex and the City, nel film si affidò a questa stilista d’avanguardia per il matrimonio con Mr. Big. Tuttavia, è più probabile che Meghan punti su un look più tradizionale per il suo debutto nel mondo dei reali britannici.

Benché la stilista Stephanie Allin(link is external) abbia una boutique a Marylebone, nel West End londinese, è più probabile trovarla all’opera su modelli sartoriali tipici della tradizione britannica nel suo studio di Mumbles, in Galles, affacciato su Swansea Bay. La sua linea di raffinati coprispalle in pizzo conferisce ai suoi abiti tradizionali un aspetto tanto composto quanto contemporaneo.

E’ commovente che l’anello di fidanzamento donato a Meghan contenga due diamanti appartenuti alla madre di Harry, la compianta Diana, Principessa del Galles. La coppia potrebbe voler mettere ulteriormente in risalto questo legame familiare affidandosi a Elizabeth Emmanuel(link is external), una delle due stiliste a cui già si affidarono il Principe Carlo e Lady Diana per il loro matrimonio nel 1981, e che ha ripreso a disegnare abiti da sposa: quale debutto migliore per la nuovissima collezione 2018?

Gli stilisti Adrien Nortier e Ben Shallow stanno ripercorrendo le orme di Bruce Oldfield e Alexander McQueen, vere e proprie leggende britanniche in fatto di abiti da sposo, con l’imminente lancio della collezione couture Nortier Shallow(link is external). Dopo essersi fatti le ossa con servizi nuziali accessori , questi due astri nascenti ora realizzano abiti nuziali da sogno nella loro nuovissima boutique di Basingstoke, nell’Hampshire.

Una cosa è certa: Meghan, apparirà sicuramente come una principessa (o, meglio, una duchessa) qualunque stilista sceglierà alla fine. Congratulazioni Meghan e Harry!

Non perderti la London Fashion Week(link is external), dal 22 al 25 febbraio 2018, per scoprire numerosi altri stilisti britannici di grande talento.

L’ABC della merenda dolce di Parmareggio

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Siamo a Parma… cosa c’è di meglio di parlare di Parmigiano?
#Parmareggio è un’azienda che nasce nel 1983 a Montecavolo di Quattro Castella, tra le colline reggiane, nella zona d’origine del Parmigiano Reggiano, diventando in pochi anni leader mondiale nella produzione e commercializzazione del Parmigiano Reggiano. La forte spinta all’innovazione e un’intensa attività di ricerca hanno permesso di sviluppare nuovi prodotti e soprattutto nuove occasioni di consumo del Parmigiano Reggiano. Oggi Parmareggio, con la propria gamma di prodotti presenti nella totalità della Distribuzione Moderna, è un riferimento per il consumatore nel mercato del Parmigiano Reggiano.

Parmareggio ha studiato, avvalendosi ancora una volta della collaborazione e dell’esperienza dell’esperto di alimentazione e nutrizione Dott. Giorgio Donegani, una nuova merenda dolce, composta da un Plumcake prodotto con una ricetta esclusiva Parmareggio, e un frullato 100% frutta gusto pesca.
È L’ABC della merenda dolce, la prima merenda dolce a marchio Parmareggio, che si affianca alle altre 4 referenze salate della gamma ABC già presenti sul mercato.
La dolce novità vanta le stesse caratteristiche nutrizionali del resto della gamma ABC della merenda: bilanciando infatti proteine, carboidrati e grassi garantisce il giusto apporto energetico per sostenere in modo naturale e senza appesantire le attività di studio, gioco e sport dei ragazzi.

Il Plumcake Parmareggio, rispetto alla tradizionali offerta di merende dolci, è fonte di proteine, grazie all’esclusiva ricetta dolce che unisce le proteine del frumento alle “proteine nobili” del Parmigiano Reggiano ricche di tutti gli amminoacidi essenziali necessari alla costruzione dei tessuti che il nostro organismo non riesce a produrre da solo e deve assumere con il cibo. La presenza significativa delle proteine migliora la capacità saziante della merenda, che soddisfa maggiormente il senso di appetito, distribuendo l’assunzione degli zuccheri e dell’energia in modo più regolare nel tempo.
L’ABC della merenda dolce non necessita di essere conservato in frigorifero e si presenta in un pratico KIT ideale da portare sempre con se: nella borsa della mamma, nello zaino di scuola o nella sacca sportiva per la merenda pomeridiana.me spuntino di metà mattina. È possibile trovare l’ABC della merenda dolce in tutti i supermercati, nel reparto merende/dessert per bambini del banco frigo.

L’ABC della merenda dolce sarà in TV dal 21 gennaio 2018 con un nuovo spot e che Parmareggio, sempre attenta ai piccoli consumatori, lancia a gennaio una nuova promozione denominata ‘A spasso nel tempo’ grazie alla quale sarà possibile trovare in ogni confezione di ABC della merenda una ‘pallina rimbalzina’ dei Topolini in giro per il mondo. Le palline sono 9 tutte da collezionare e per i più fortunati sarà possibile chiudere la collezione con la decima pallina ‘rara’ e che si illumina al buio di Enzino in Jamaica

La Scozia in treno: un’avventura

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Guardando lungo un tratto a singolo binario della West Highland Line fino a Oban, passando attraverso la campagna autunnale vicino a Dalmally, Argyll & Bute.

Brief Encounter, North by Northwest, The Lady Vanishes, Some Like it Hot…… Che cosa hanno in comune tutti questi film? Un viaggio in treno emozionante. In vista dell’ uscita del film di Kenneth Branagh’s Murder on the Orient Express nelle sale cinematografiche britanniche il 3 novembre, i visitatori in Scozia hanno potuto fare un viaggio in treno da ricordare con paesaggi mozzafiato per esplorare ogni angolo del paese.

Dalle corse notturne nelle Highlands fino ai veloci viaggi di andata e ritorno perfetti per tutta la famiglia, le ferrovie scozzesi offrono dozzine di opzioni con un servizio fantastico e viste mozzafiato. Gli appassionati del treno possono anche fingere di essere sull’ Orient Express con un viaggio attraverso la Scozia attraverso l’ ultra-chic Belmond Royal Scotsman, con tè del pomeriggio e cabine eleganti. Tutti a bordo!

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Le attrazioni scozzese nominate finaliste tra i siti britannici

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Alcune delle attrazioni più importanti della Scozia sono state nominate come finaliste nel BBC Countryfile Magazine Awards 2018.

L’ Old Forge, Callanish Stones, Loch Druidibeg, Luskentyre Beach e Speyside si sfideranno per i premi ambito in un voto pubblico che inizia oggi (19 gennaio) e dura fino al 5 marzo, e l’ organizzazione turistica nazionale, VisitScotland, sta esortando il pubblico a esprimere il loro voto.

I lettori di Countryfile sono stati invitati a suggerire “i più grandi siti della campagna” e una giuria di esperti, tra cui il presentatore della BBC Countyfile John Craven e l’ autore e giornalista degli affari rurali Mark Rowe, hanno presentato i candidati a una rosa di cinque candidati per categoria.

L’ Old Forge, il pub più remoto della Gran Bretagna continentale – con sede nelle Highlands – è stato selezionato come Pub dell’ Anno. Il giudice Phoebe Smith ha dichiarato:”E’ ambientato in un bellissimo paesaggio che si affaccia sulle isole – una grande ricompensa per lo sforzo che ci vuole per arrivare e avere quella pinta”.
La Callanish Stones sull’ isola di Lewis è finalista nella categoria Landmark of the Year. Secondo il giudice Mark Rowe, le pietre di 5.000 anni, con il loro “mistero antico maestoso”, sono un “punto di riferimento mozzafiato”.
Loch Druidibeg sul South Uist è in su per la riserva naturale dell’ anno. Descritto dal giudice Mark Rowe come un sito di “austera bellezza”, il lago è gestito dal patrimonio naturale scozzese ed è un sito di particolare interesse scientifico, una zona di protezione speciale e una zona speciale di conservazione.
Luskentyre Beach on the Isle of Harris è stata selezionata per Beach of the Year. La rivista descrive la spiaggia come “celeste” e una delle “spiagge più spettacolari di Harris”.
Speyside è finalista per la destinazione di vacanza dell’ anno ed è descritta nella rosa di preselezione come “una delle parti più belle delle isole britanniche”. Il giudice Fergus Collins l’ ha definita “un gusto proprio delle Highlands”.
Giunti alla settima edizione, i BBC Countryfile Magazine Awards 2018 sono una celebrazione della campagna britannica e del suo popolo, dai grandi monumenti e parchi nazionali di spicco alle migliori riserve naturali e ai migliori pub rurali.

L’ anno scorso i premi hanno visto Abernethy Forest, Strathspey, Highlands chiamato Riserva Naturale dell’ anno e Inverewe Gardens in Wester Ross prendere il titolo di Giardino dell’ anno.

Malcolm Roughead, Chief Executive di VisitScotland, ha detto:

Siamo lieti che la Scozia sia ancora una volta protagonista del prestigioso BBC Countryfile Magazine Awards. E’ il meraviglioso mix di paesaggi, spiagge mozzafiato, fauna selvatica meravigliosa e patrimonio e cultura affascinanti della Scozia che attirano milioni di visitatori ogni anno, quindi non c’ è da meravigliarsi che lettori e giudici abbiano nominato alcune delle nostre attrazioni eccezionali tra i più grandi siti di campagna del Regno Unito.

Ognuno di loro merita molto meritano di essere incoronati vincitori nazionali e vorrei incoraggiare quante più persone possibile a prendersi il tempo di votare per questi eccezionali siti scozzesi “.

Il giudice Mark Rowe ha detto:

Il BBC Countryfile Magazine Awards è dedicato a celebrare la gioia, la meraviglia e la cura che tutti condividiamo per i paesaggi, la fauna selvatica e le comunità della Gran Bretagna rurale. Le liste di preselezione comprendono alcuni nomi e località familiari, oltre a più di pochi underdog e intriganti nomination – e provengono da ogni angolo del Regno Unito “.

Il gruppo di esperti del BBC Countryfile Magazine Awards 2018 è composto da un gruppo di esperti:

John Craven, Presentatore di Countryfile
Miranda Krestovnikoff, presentatrice e naturalista della BBC
Phoebe Smith, autore e avventuriero
Mark Rowe, autore e giornalista degli affari rurali
Sheena Harvey, BBC Wildlife Magazine Editore
Fergus Collins, direttore di BBC Countryfile Magazine
Per saperne di più sui premi e per votare, visitate il sito http://www.countryfile.com/awards

 

Edinburgh International Film Festival announcia Karen Gillan come madrina dei giovani

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Edinburgh International Film Festival (EIFF) ha annunciato oggi l’ attricee, regista e sceneggiatrice nata a Inverness, Karen Gillan (Jumanji: Benvenuti nella giungla, Dottore Chi, Guardiani della Galassia) come madrina del suo The Young & the Wild strand. Il nuovo filone allargato aumenterà significativamente la programmazione del Festival di proiezioni ed eventi per un pubblico giovane interessato al cinema e all’ industria delle immagini in movimento. Il fondo Young & the Wild è sostenuto dal fondo Anno dei Giovani 2018, gestito da EventScotland, parte della Direzione Eventi di VisitScotland.

Gillan è meglio conosciuta per il suo ruolo come Amy Pond nella serie di fantascienza della BBC Doctor Who, e per aver ritratto Nebula in Marvel’s Guardians of the Galaxy film, un ruolo che lei è destinata a riprendere in Avengers: Infinity War. Gillan ha rappresentato la protagonista femminile del successo al botteghino globale Jumanji: Welcome to the Jungle e l’ anno scorso è stato presentato in The Circle di Netflix. Fuori dallo schermo, Gillan è un’ appassionata scrittrice e regista con il suo primo lungometraggio, The Party’s Just Beg Inizio, attualmente in post-produzione. Il suo cortometraggio di debutto Coward è stato presentato in anteprima mondiale all’ EIFF nel 2015.

Gillan ha dichiarato:”Sono lieto che EventScotland stia sostenendo il programma The Young & the Wild dell’ EIFF per l’ Anno dei Giovani 2018. Questo si basa sul grande lavoro che l’ EIFF ha fatto negli ultimi quattro anni per sviluppare e ispirare giovani appassionati di cinema. Attraverso questo programma i giovani potranno accedere al grande cinema internazionale, ma soprattutto imparare dai registi di tutto il mondo che visiteranno l’ EIFF in giugno “.

Diane Henderson, vicedirettrice artistica del Festival internazionale del cinema di Edimburgo, ha dichiarato:”Per il nostro 72° Festival a giugno siamo lieti di poter espandere il nostro filone popolare di giovani giovani e selvaggi”. Ottenere il sostegno di Karen Gillan, uno degli attori/scrittori/registi più preziosi e di successo della Scozia, è per noi un grande onore. Karen è già uno dei nostri stimati Patroni onorari e avere questo ulteriore sostegno da parte sua significa molto per tutti noi qui all’ EIFF “.

Paul Bush OBE, Direttore Eventi di VisitScotland, ha dichiarato:”Siamo lieti che Karen Gillan sarà il patrono dell’ Anno dei Giovani Giovani e Selvatici dell’ Edinburgh International Film Festival.L’ espansione dell’ elemento giovanile del festival per l’ Anno dei Giovani è una grande opportunità per i giovani di conoscere l’ industria cinematografica, mettere in mostra i loro talenti creativi e sviluppare nuove competenze. È bello vedere personaggi di spicco della cultura scozzese, come Karen Gillan, che sostiene l’ EIFF durante l’ Anno dei giovani. Sarà senza dubbio un’ ispirazione per i giovani e il suo mecenatismo dimostra perché la Scozia è davvero il palcoscenico perfetto per gli eventi “.

Nel 2018, la Scozia mette i suoi giovani sotto i riflettori, celebrando il loro talento, i loro contributi e creando nuove opportunità per loro di brillare. L’ Anno dei giovani 2018 è un programma annuale di eventi e attività che darà ai giovani scozzesi l’ opportunità di mostrare al mondo di cosa sono fatti. Nell’ ambito di queste celebrazioni, The Young & the Wild offrirà proiezioni stimolanti ed eventi pratici per i giovani interessati al cinema e all’ industria delle immagini in movimento, tra cui workshop pratici di cineasti per le scuole primarie e secondarie, eventi di persona, masterclass con registi di livello mondiale ed eventi speciali di carriera per ragazzi di età compresa tra i 15 e i 25 anni. L’ EIFF lancerà anche uno Scottish Young Filmmaker Competition per ragazzi di 14-25 anni, con i film selezionati che saranno proiettati in un evento speciale al Festival.