Lockdown e cattive abitudini alimentari: le conseguenze e i consigli per rimanere in forma

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Più del 44% degli italiani è aumentato di peso durante il lockdown. Questo è quanto emerge da un’analisidi Coldiretti su dati Crea, il Centro di ricerca alimenti e nutrizione, elaborati da Okkio alla Salute, il sistema di sorveglianzanazionale coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione
delle malattie e Promozione della Salute(CNaPPS) dell’ISS.
Un buon sistema, anche avallato da questo studio medico, sarebbe appoggiarsi a un sistema di pesatura e controllo dell’esercizio fisico fatti.
Tra le cause principali ci sono la maggiore sedentarietà , dovuta allo smart working e alla chiusuradelle palestre, e la tendenza a cucinare di più . Ma ancor più preoccupanti sono i dati che riguardanoi bambini, che fanno un consumo maggiore di bibite gassate e di merendine, a scapito di frutta everdura.
In questo articolo cerchiamo di capire, quindi, qual è il legame tra lockdown e alimentazione degli italiani, dandovi alcuni consigli per affrontare al meglio questo periodo ancora di incertezze e acquisire abitudini più sane che vi saranno utili anche quando l’emergenza sanitaria sarà superata.
Lockdown e alimentazione: perché gli italiani sono ingrassati?
Come sottolinea la Coldiretti, la pandemia da Covid-19 ha sicuramente ha avuto un impatto sul peso diadulti e bambini: in particolare, ha influito negativamente la difficoltà di fare movimento all’ariaaperta e di seguire una dieta corretta .
Computer, divano e tavola, infatti, hanno tenuto lontano dalmoto e dallo sport – rileva Coldiretti – addirittura il 53% degli italiani.
Secondo un’indagine della fondazione ADI – Associazione Italiana diDietetica e
Nutrizione Clinica, che ha coinvolto 1.300 pazienti seguiti dai Centri Obesità del SSN, dicui fa parte anche il Centro Obesità del Policlinico di Milano , le persone obese collocate in smartworking o in cassa integrazione hanno registrato un aumento di peso di ben 4 Kg . Soprattutto perquesta fascia di popolazione il lavoro agile ha favorito l’adozione di comportamenti poco salutari, la tendenza a cucinare di più, per sé e per la famiglia, e un cambiamento radicale nei consumi.
Sempre Coldiretti, questa volta analizzando dati Ismea, sottolinea come nel 2020 si sia registrato un aumento di 10 miliardi della spesa alimentare e soprattutto di cibi conservati.
In particolare, nel carrello degli italiani si è verificato un incremento del 9,4% degli acquisti aldettaglio di vino e del 16,2% per la birra , ma anche dei salumi che crescono del 10,2% e dei formaggi, per cui si segnala un + 12,5% nei primi sei mesi dell’anno.
Crescita boom anche per le uova che segnano un +22% , mentre gli acquisti di farina sono cresciuti del59% per effetto della tendenza degli italiani a sbizzarrirsi in cucina preparando pasta, torte, pizze e biscotti .
Ma vediamo più nel dettaglio alcuni consigli per affrontare al meglio questo periodo in cui glispostamenti sono ancora limitati e le attività ridotte.
Una buona organizzazione della spesa Fare la spesa una volta a settimana ci offre la possibilità diprogrammare bene gli acquisti, risparmiando tempo e denaro, ma soprattutto ci permette di variare ladieta . Infatti, come vi abbiamo spiegato nel nostro articolo dedicato a una spesa sana e consapevole, è importante stabilire in anticipo un menù settimanale che preveda piatti semplici a base di legumi,pesce, carne, uova e latticini , ma soprattutto con frutta e verdura di stagione in abbondanza Organizzare bene la spesa è una buona abitudine che vi aiuterà non solo in quarantena, ma anche quandoriprenderemo i ritmi normali.

 

Lo smartworking vi ha messo voglia di cambiare la casa dove state? Facciamo due calcoli

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Il COVID-19 ha influenzato il mercato immobiliare, nulla da dire. Anche se non si è visto uno svuotamento completo anche il Sole24ore ha detto che anziché stare nelle quattro mura nella grigia periferia ma a due salti dalla metro non vediamo l’ora di avere più spazio, almeno un balcone, più aria, o una vita più a misura d’uomo specie per i nostri figli o giustamente per farci calare lo stress.

E ora che dopo un anno di covid i prezzi sul vecchio iniziano a scendere, e se si ha una famiglia magari vi sta venendo voglia di cambiare ma prima di farvi una idea: un modo molto semplice per calcolare cosa vi si puo prospettare su quota mutui questo sito inglese può aiutarvi a farvi una idea sulle rate dei mutui.

L’emergenza Covd-19 ha creato nel 2020 un rallentamento delle operazioni e un calo delle transazioni, tali che l’annata chiusa ha segnato, secondo i dati citati nello studio, un calo a 510 mila compravendite (-19,5%), malgrado la leggera ripresa nel terzo trimestre, in sincrono con la riapertura delle attività, e un quarto trimestre nel complesso positivo.

I picchi di risalita e di ribasso “si prolungheranno attraverso il 2021 a causa delle nuove chiusure a livello nazionale, che porteranno ad una nuova discesa con picco a marzo-aprile 2021 – riporta la ricerca – Questa crisi mostra un classico andamento a W, piuttosto che a U”. Un andamento tipico delle crisi dovute a fattori esterni, e più somigliante alla caduta del mattone del 1993 che non alla crisi “lenta” e profonda del 2008 (durata infatti un decennio).

Quanto i denti della sega saranno aguzzi e numerosi dipenderà da due fattori: “il rimbalzo dell’economia e l’efficacia della campagna di vaccini”. E in ogni caso, dopo il calo delle quotazioni del 2% visto l’anno scorso, nel 2021 si finirà peggio, con un -3,8%, ribasso in attenuazione l’anno successivo (-1,2% è la stima) e solo nel 2023 si rivedrà un frazionale rialzo.

Anche Immobiliare.it ha pubblicato uno studio a tal proposito. Insomma, il momento sarebbe buono, ma solo in alcune zone.

Secondo i ricercatori Milano e le maggiori città italiane devono ispirarsi alle metropoli mondiali per attrarre i capitali internazionali in corso di smistamento: ma anche in questo caso si devono interpretare al meglio “i cambiamenti della percezione dei luoghi e delle esigenze abitative e di lavoro”. Secondo l’analisi, “i grandi capitali immobiliari punteranno sulla riqualifica di ampi spazi, per ottenere abitazioni e uffici moderni ed ecologici che possano soddisfare le nuove tendenze”. Un esempio riguarda la trasformazione di grattacieli e grandi edifici milanesi “da uso ufficio a misto (residenziale-ufficio-ricettivo)”. Una sfida nella sfida per le città italiane, che sono l’avanguardia del settore.

Il cammino di Israele verso la fine del Lockdown

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Ha inizio la prima fase: riapertura di centri commerciali, attrazioni e hotel

 

Oltre 4,3 milioni di persone sono già state vaccinate in Israele e gli occhi del mondo sono puntati su questo piccolo Paese che ha iniziato lo scorso 21 febbraio ad uscire dal lockdown e a riprendere la vita in modalità di convivenza, nel rispetto delle regole necessarie per convivere con la pandemia da coronavirus.

 

Mentre gli israeliani tornano a partecipare a eventi culturali, a fare shopping nei centri commerciali, a visitare musei e a frequentare palestre, il settore del turismo interno sta lentamente riaprendo, con alloggi rurali (zimmers) ora affiancati da hotel, sotto le linee guida del contenimento del coronavirus.

 

L’exit plan di Israele si basa sul Purple Badge e sul Green Badge.

L’ingresso ad hotel, eventi culturali e sportivi, palestre, piscine e luoghi di culto è consentito solo ai possessori di Green Badge. Coloro che hanno diritto al bollino verde, rilasciato dal Ministero della Salute, hanno ricevuto da almeno una settimana la somministrazione della seconda dose di vaccino contro il coronavirus o risultano aver superato definitivamente il contagio. Il badge verde, con il suo codice QR univoco, deve essere presentato in formato digitale o cartaceo, insieme al documento d’identità, all’ingresso di ogni luogo pubblico.

 

Attualmente, hotel e alloggi rurali sono aperti solo per il pernottamento: gli ambiti di ristorazione delle strutture sono chiusi, ma è consentito il servizio in camera. L’ingresso in hotel è consentito anche ai minori di 16 anni con test del coronavirus negativo effettuato entro 48 ore dall’arrivo: questo perché i bambini non possono al momento essere vaccinati.

 

Gli hotel nell’area turistica del Mar Morto di Ein Bokek e Hamei Zohar sono ancora una volta designati come “isola verde”. Questa designazione consente agli hotel di riaprire completamente, con tutti i servizi, per i possessori di badge verde e per i minori di 16 anni. con test di coronavirus negativo, effettuato entro 48 ore dall’arrivo.

 

Gli hotel di Eilat aderiranno alla designazione di isola verde solo se il livello di infezione in città si ridurrà al livello più basso entro le prossime due settimane.

 

Lo standard Purple Badge limita invece la partecipazione ad attività sociali e richiede l’allontanamento sociale e l’uso di maschere (che è obbligatorio in Israele). Centri commerciali, mercati, negozi, musei, biblioteche, zoo, attrazioni turistiche all’aperto e safari sono aperti seguendo con precisione rigorosa l’uso del Purple Badge, ovvero:

restrizioni sul numero di persone ammesse nei centri commerciali e nei negozi, a seconda delle dimensioni;

divieto di apertura dei chioschi e di consumo di cibo e bevante in essi;

Ingressi contigentati nei musei, ma anche nelle attrazioni all’aperto e sempre con prenotazione anticipata, con visite guidate fino ad un massimo di dieci persone.

Il comprensorio sciistico del Monte Hermon sulle alture del Golan, che da qualche giorno è innevato, è aperto a tutti i visitatori , con registrazione anticipata. Tutte le riserve naturali e i parchi sono aperti con registrazione anticipata e numero limitato.
Restrizione alle riunioni: dieci persone all’interno e 20 all’esterno.

La prossima fase dell’exit plan inizierà domenica 7 marzo 2021, a condizione che i tassi di infezione del Paese continuino a diminuire e si accresca il numero di persone vaccinate.

Gli hotel in tutto il paese saranno in grado di offrire servizi completi e le attrazioni al coperto, le sale per eventi e le conferenze saranno aperte per i possessori di Green badge.

Bar e ristorantini (che fino ad ora offrono solo servizi di asporto e consegna a domicilio potranno riaprire, seguendo gli standard del Purple badge.

Restrizioni ai raduni: 20 persone ammesse all’interno e 50 in esterno (ad eccezione delle città rosse in cui resterà in vigore il rapporto 10:20)

Gli aeroporti e gli attraversamenti terrestri di Israele rimangono chiusi almeno fino al 6 marzo, con un massimo di 2.000 cittadini israeliani ammessi nel Paese ogni giorno, a condizione che abbiano ricevuto un permesso speciale dal comitato governativo di “esenzione”.

Sony World Photography Awards 2021. Concorso Professional 2021. Annunciati finalisti e shortlist

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La World Photography Organisation è lieta di svelare i fotografi arrivati in finale e nella shortlist del concorso Professional dei Sony World Photography Awards 2021. Giunto alla 14^ edizione, il concorso Professional premia le opere che si distinguono per eccellenza tecnica e originalità di prospettiva su tematiche contemporanee.

Il vincitore del titolo Photographer of the Year 2021 sarà selezionato dal gruppo di finalisti del concorso Professional e annunciato il 15 aprile. Per l’occasione, in quella stessa data, sarà possibile assistere in streaming sulle piattaforme digitali della World Photography Organisation a uno speciale programma che vedrà la presenza dei vincitori e che sarà condotto dallo storico dell’arte Jacky Klein e dal presentatore e cabarettista Nish Kumar.

Per l’edizione 2021, i quattro concorsi in cui si articola la manifestazione hanno superato le 330.000 candidature, provenienti da 220 territori. Le 10 categorie del concorso Professional hanno registrato oltre 145.000 immagini candidate: un record assoluto. Quest’anno è stata introdotta la categoria Portfolio, che offre l’opportunità di candidarsi con singole immagini tratte da corpora diversi, ma omogenee per stile e capacità tecniche.

I progetti fotografici dei finalisti dei Sony World Photography Awards 2021 sono i seguenti:

ARCHITETTURA E DESIGN

In Hymn of the Building Site, Gu Guanghui (Cina continentale) propone le immagini scattate a vari cantieri nella contea di Ninghai, provincia di Zhejiang. Fotografati dall’alto, cantieri e operai sono ridotti a forme astratte. Astratto è anche il punto di vista di Frank Machalowski (Germania), la cui serie Meisterhäuser Bauhaus-Dessau si compone di immagini sovrapposte delle Case dei Maestri di Walter Gropius, a Dessau, scattate con esposizioni diverse. Per il suo progetto Eternal Hunting Ground, invece, Tomáš Vocelka (Repubblica Ceca) ha scelto di fotografare un ex complesso dell’esercito, trasformato in crematorio per animali domestici dall’architetto minimalista Petr Hajek.

FOTOGRAFIA CREATIVA

Usando i telai di famiglia per creare un allestimento di metafore visive, Sasha Bauer (Federazione Russa) esplora la storia della propria famiglia attraverso il prisma della vita tumultuosa del nonno, dall’infanzia in orfanotrofio agli anni di servizio militare in Russia. Ampelio and I, di Luigi Bussolati (Italia), presenta le fotografie trovate in un vecchio album di famiglia e proiettate sui paesaggi di Parma e lungo il fiume Po. Il progetto è stato concepito in memoria dello zio di Bussolati, anch’egli un appassionato di fotografia, che nel 1942 si tolse tragicamente la vita. In The Moon Revisited, Mark Hamilton Gruchy(Regno Unito), ha rielaborato alcune foto delle missioni Apollo della NASA e del centro JPL, combinandole con immagini esenti da copyright riguardanti periodi cruciali della storia, dalle guerre al movimento della pop art fino all’attuale pandemia. Le composizioni che ne risultano mettono in contrasto la superficie sempre uguale della luna e il sempre dinamico ritmo degli eventi sulla Terra.

DOCUMENTARISTICA

In Thatcher’s Children, Craig Easton (Regno Unito) indaga sulla natura cronica della povertà e sugli effetti che le politiche sociali varate negli anni dai governi hanno avuto su tre generazioni di una stessa famiglia nel nord dell’Inghilterra. The Killing Daisy, di Vito Fusco (Italia), ha come protagonista il piretro, conosciuto anche come “fiore della morte”. Molto simile alla margherita, questa pianta, delicata ma letale per gli insetti, rappresenta il cuore di una fiorente industria di insetticidi naturali in Kenya. Lorenzo Tugnoli(Italia) documenta, con il suo intenso Beirut Port Explosion, la devastazione causata dall’esplosione avvenuta a Beirut nell’agosto 2020, quando 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio sono esplose nel porto della città, provocando centinaia di morti e il ferimento e l’evacuazione di migliaia di persone.

AMBIENTE

A City Under Dust Clouds, di Mohammad Hossein Madadi(Repubblica islamica dell’Iran), è una raccolta di scorci di Ahvaz, città tra le più inquinate al mondo, sotto una coltre color seppia di polveri e contaminanti. In The Sea Moves Us, the Sea Moves Fuvemeh, Antonio Pérez (Spagna) presenta una serie di scatti che ritraggono gli abitanti di Fuvemeh, piccolo villaggio di pescatori del Ghana, accanto alle foto delle loro case abbandonate, ridotte in rovina dall’innalzamento del mare e dall’erosione delle coste. Net-Zero Transition, di Simone Tramonte (Italia), esplora l’Islanda, che oggi produce il 100% della propria elettricità da fonti rinnovabili, presentando il paese come case study di successo alle altre nazioni impegnate per un futuro più sostenibile.

PAESAGGIO

In Silent Neighbourhoods, Majid Hojati (Repubblica Islamica dell’Iran) ritrae i paesaggi che fanno da cornice a una serie di edifici abbandonati, che nella loro silenziosa immobilità evocano poeticamente le storie di chi una volta li abitava. Zaïm, di Andrea Ludovico Ferro (Italia), esamina i concetti di iconografia e devozione così come espressi nei poster di propaganda politica che dominano sui paesaggi urbani di Tripoli, in Libano. Volcano, di Fyodor Savintsev (Federazione Russa), immortala i colori vibranti, la diversità naturale e le qualità mistiche che caratterizzano la cintura vulcanica della penisola della Kamchatka, in Russia.

PORTFOLIO

Scattate nella sua città natale di Ourense e dintorni, in Galizia, le scene intense e drammatiche proposte dal fotogiornalista Brais Couto (Spagna) raccontano gli avvenimenti nella regione, dagli effetti della pandemia agli incendi forestali fino alla stagione del carnevale galiziano. In Citizens of Tomorrow, il direttore creativo e fotografo Loli Laboureau (Argentina) contrappone le scene di strada vivaci e animate del mondo “di una volta” a immagini colorate e suggestive che ritraggono la “nuova normalità”. Nelle immagini tratte da diversi progetti personali, la documentarista sociale e ritrattista Laura Pannack (Regno Unito) si serve di simboli e colori tenui per evocare il rapporto di intimità dei suoi soggetti e la loro vulnerabilità.

RITRATTO 

Per il suo secondo progetto finalista, Craig Easton (Regno Unito) presenta Bank Top, realizzato in collaborazione con lo scrittore e studioso Abdul Aziz Hafiz. Il progetto esamina la rappresentazione, anche errata, delle comunità dell’Inghilterra settentrionale, in particolare dei residenti di un quartiere molto affiatato di Blackburn. In Looking Out from Within, 2020, Julia Fullerton-Batten (Regno Unito) ha percorso le strade del suo quartiere di West London per documentare lo stato di isolamento dei vicini di casa durante il lockdown, immortalati mentre guardano fuori dalle finestre con occhi nostalgici. Ispirato al film di John Houston Gli spostati (1961), il progetto Drag Queen Cowboys diJane Hilton (Regno Unito) è una serie di ritratti in bianco e nero di alcune Drag Queen di Las Vegas, fotografate in tenute “western” nel deserto del Nevada.

SPORT

In Sport and Fun Instead of War and Fear, Anas Alkharboutli (Repubblica Araba di Siria) documenta, con tono commovente, la scuola di karate per bambini di Wasim Satot nel villaggio di Aljiina, vicino ad Aleppo, dove bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni si ritrovano e, formando una comunità, cercano di superare i traumi della guerra. Iron Fit Kenya di Patrick Meinhardt (Spagna) ritrae gli atleti, provenienti da tutta l’Africa orientale, impegnati nella seconda edizione della competizione “Iron Fit Bodybuilding” a Nairobi. Rooftops di Farzam Saleh (Repubblica Islamica dell’Iran) fotografa gli atleti iraniani intenti ad allenarsi sui tetti della città per mantenersi in forma e in salute durante la pandemia.

NATURA MORTA

In Still Life Composition, shot on Wet Plate, Peter Eleveld (Paesi Bassi) presenta una serie di immagini in bianco e nero di vasi in vetro, frutta e fiori sapientemente fotografati e sviluppati con una fotocamera di grande formato e il processo al collodio umido. Ideato durante il primo lockdown nazionale a Milano, il progetto Volatile Interests di Alessandro Pollio (Italia) è un’esplorazione visiva dell’ambiente domestico del fotografo: composizioni semplici e spesso spiritose di alimenti e oggetti quotidiani rappresentano i ricordi delle giornate trascorse in isolamento. Mexican Feast è una celebrazione della cucina e delle tradizioni artigianali messicane. In un mix vibrante e luminoso di colori e texture, gli scatti realizzati in studio da Paloma Rincon(Spagna) rendono omaggio alle influenze culturali della fotografa.

NATURA E ANIMALI SELVATICI

Sea Drops, di Angel Fitor (Spagna), è un saggio fotografico sulla vita racchiusa all’interno delle gocce d’acqua marina. Usando delle micro-pipette e un allestimento microscopico progettato e realizzato nel proprio studio, Fitor apre una finestra a forma di goccia sulla straordinaria varietà delle specie di plancton che popolano i mari. Attraverso primi piani, immagini aere e riprese subacquee, Raw Nature di Graeme Purdy (Regno Unito) cattura la bellezza feroce e maestosa degli animali selvatici. Locust Invasion in East Africa, di Luis Tato (Spagna), documenta la devastante infestazione di locuste del deserto che, nell’Africa Orientale, ha distrutto interi campi e coltivazioni. La recente invasione è la peggiore mai vista in decenni nella regione, ulteriormente aggravata dall’impatto negativo delle restrizioni dovute al Covid-19 sulle forniture di pesticidi.

Per il concorso Professional, le opere dei fotografi finalisti e in shortlist sono state giudicate da: Natasha Egan, direttrice esecutiva del Museum of Contemporary Photography di Chicago; Sunyoung Kim, curatore del Museum of Photography, Seoul in Corea del Sud; Azu Nwagbogu, fondatore e direttore dell’African Artists’ Foundation e del LagosPhoto Festival; Lindsay Taylor, curatrice della University of Salford Art Collection; Hannah Watson, direttrice di Trolley Books; e Mike Trow, curatore indipendente, photo editor e Presidente di giuria.

Proprio Mike Trow ha commentato, a proposito della shortlist e della rosa dei finalisti di quest’anno: “L’integrità, l’intenzionalità e gli edit attenti che si osservano nei progetti di quest’anno hanno suscitato un dibattito e un autentico apprezzamento tra i membri della giuria. I fotografi hanno saputo cogliere le sfide del 2020, sfruttando il tempo a disposizione per approfondire i progetti personali ed esplorare le storie delle comunità in cui vivono. Un impegno che ha dato i suoi frutti: le opere dei finalisti mostrano un livello qualitativo evidentemente più alto, il che ha reso davvero speciale il concorso di quest’anno.”

I primi classificati dei concorsi Student, Youth, Open e Professional dei Sony World Photography Awards 2021 saranno annunciati il prossimo 15 aprile sulle piattaforme video e digitali della World Photography Organisation. Per maggiori informazioni su vincitori e finalisti, visitare il sito www.worldlphoto.org

FINALISTI E SHORTLIST DEL CONCORSO PROFESSIONAL 2021

 ARCHITETTURA:

Finalisti:

Tomáš Vocelka, Repubblica Ceca

Frank Machalowski, Germania

Gu Guanghui, Cina continentale

Altri fotografi selezionati:

Peter Franck, Germania

Luca Locatelli, Italia

Leonardo Costa Braga, Brazile
Arvind Jayashankar, Belgio

Karin Nützi-Weisz, Svizzera

FOTOGRAFIA CREATIVA:

Finalisti:

Mark Hamilton Gruchy, Regno Unito

Luigi Bussolati, Italia

Sasha Bauer, Federazione Russa

Altri fotografi selezionati:

Andrea Alkalay, Argentina

Ilka & Franz, Germania

Kyung-Hoon Kim, Corea del Sud

Delphine Blast, Francia

Julia Keil, Germania

Niloofar Mahmoudian, Repubblica Islamica dell’Iran

Michelle Watt, Stati Uniti

DOCUMENTARISTICA:

Finalisti:

Vito Fusco, Italia

Craig Easton, Regno Unito

Lorenzo Tugnoli, Italia

Altri fotografi selezionati:

Justyna Gorniak, Polonia

Alexey Pavlov, Federazione Russa

Marcos Azulay, Argentina

Ingmar Björn Nolting, Germania

Tomasz Lazar, Polonia

Agnieszka Maruszczyk, Polonia

JM Lopez, Spagna

AMBIENTE:

Finalisti:

Simone Tramonte, Italia

Mohammad Hossein Madadi, Repubblica Islamica dell’Iran

Antonio Pérez, Spagna

Altri fotografi selezionati:

Li Wentao, Cina continentale

Alessandro Gandolfi, Italia

Felipe Fittipaldi, Brasile

Antonio Faccilongo, Italia

PAESAGGIO:

Finalisti:

Majid Hojati, Repubblica Islamica dell’Iran

Andrea Ludovico Ferro, Italia

Fyodor Savintsev, Federazione Russa

Shortlist:

Samad Ghorbanzadeh, Repubblica Islamica dell’Iran

Mehrdad Fathi, Repubblica Islamica dell’Iran

Marc Hennige, Germania

Marvin Grey, Filippine

Niklas Eschenmoser, Svizzera

Carol Graham, Regno Unito

RITRATTO:

Finalisti:

Craig Easton, Regno Unito

Julia Fullerton-Batten, Regno Unito

Jane Hilton, Regno Unito

Shortlist:

Christian K. Lee, Stati Uniti

Richard Ansett, Regno Unito

Agnese Morganti, Italia

John Millar, Regno Unito

Theo Gould, Regno Unito

Luca Rotondo, Italia

PORTFOLIO:

Finalisti:

Laura Pannack, Regno Unito

Brais Couto, Spagna

Loli Laboureau, Argentina

Shortlist:

Ilka & Franz, Germania

Peter Franck, Germania

Sergio Aparicio, – Okobé, Spagna

Alessandro Gandolfi, Italia

Kayode Moyosade, Nigeria

Marylise Vigneau, Francia

Jacob Ehrbahn, Danimarca

SPORT:

Finalisti:

Anas Alkharboutli, Siria

Patrick Meinhardt, Spagna

Farzam Saleh, Repubblica Islamica dell’Iran

Shortlist:

Antonio Aragón Renuncio, Spagna

Charly López, Spagna

Anton Dotsenko, Stati Uniti

Michael Hanke, Repubblica Ceca

Florian Gruet, Francia

Barbora Reichova, Repubblica Ceca

NATURA MORTA:

Finalisti:

Peter Eleveld, Paesi Bassi

Alessandro Pollio, Italia

Paloma Rincon, Spagna

Shortlist:

Igor Kryukov, Federazione Russa

Wesley Dombrecht, Belgio

Berenice Riu, Spagna

Lorenzo Pennati, Italia

Jan Prengel, Germania

Maryna Masel, Ucraina

NATURA E ANIMALI SELVATICI

Finalisti:

Luis Tato, Spagna

Graeme Purdy, Regno Unito

Angel Fitor, Spagna

Shortlist:

Levon Biss, Regno Unito

Brent Stirton, Sudafrica

Will Burrard-Lucas, Regno Unito

Aleksander Nordahl, Norvegia

IMMAGINI DISPONIBILI SU WORLDPHOTO.ORG/PRESS 

Scones ai mirtilli aromatizzati al limone

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Gli scones sono un grande classico dell’afternoon tea e vengono tradizionalmente gustati con clotted cream e marmellata.

Vogliamo proporvi una versione alternativa davvero gustosa e profumata di questo dolce tipicamente Bristish: gli scones ai mirtilli aromatizzati al limone.

Questi scones hanno un gusto fresco e ti consquisteranno al primo morso grazie alla loro straordinaria morbidezza!

Sono perfetti per accompagnare il tuo afternoon tea, ma anche per colazione o da portare agli amici come dolcetto di fine pasto.

Cosa aspetti? Accendi il forno e preparati ad impastare.

Blueberry Scones and lemon zest on a transparent dish © Visit Britain/Alessandra Scippacercola

Ingredienti per circa 10 scones:

  • 250gr farina 00 setacciata
  • 75gr zucchero semolato
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito vanigliato
  • 50gr burro
  • 50ml latte
  • 80gr yogurt Greco
  • 1 uovo
  • 200gr mirtilli freschi
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

Come prima cosa metti il burro 10/15 minuti in freezer. Questo piccolo trucchetto farà sì che il burro si sciolga durante la cottura e che i tuoi scones risultino friabili all’esterno e soffici all’interno.

Nel frattempo, mescola tutti gli ingredienti secchi insieme, ovvero: farina, zucchero, lievito, sale e scorza del limone.

Prendi il burro dal freezer e grattugialo. Aggiungilo poi agli ingredienti secchi e mescola con le mani o con una frusta da cucina. Ricordati di non mescolare troppo il tuo impasto, non vogliamo assolutamente che il burro si sciolga completamente!

In un’altra ciotola mescola latte, yogurt greco e uovo.

Versa quest’ultimi nella ciotola con gli ingredienti secchi, aggiungi anche i mirtilli e mescola delicatamente, evitando che i mirtilli si rompano.

Ti consigliamo di usare mirtilli freschi, puoi tuttavia usare anche quelli surgelati ma non scongelarli.

Infarina una spianatoia e stendi l’impasto con le mani. Non usare il mattarello, schiaccerebbe tutti i mirtilli.

Nota bene: è normale che l’impasto sia appiccicoso, se lo è troppo aggiungi un po’ di farina.

Una volta che hai steso l’impasto, taglia dei tondini di pasta con un coppapasta del diamentro di circa 8cm e riponili su una teglia rivestita con della carta forno.

Prima di infornare, per rendere i tuoi scones ancora più dorati, ti consigliamo di spennellarli con un un mix di yogurt greco e latte (2 cucchiai di yogurt e 1 di latte mescolati insieme)e un pizzico di zucchero di canna su ogni scones.

Inforna i tuoi scones per circa 25 minuti in forno preriscaldato a 200°C o fino a che non siano belli dorati in superficie.

Dopo la cottura rimuovili dal forno e gustali sia tiepidi che a temperatura ambiente.

La ricetta del Porridge

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Il porridge è di certo uno dei piatti più tradizionali della colazione britannica e si compone di pochi, semplici ingredienti, che mescolati insieme danno vita ad una colazione davvero da leccarsi i baffi!

Le sue origini sono davvero antiche e pare che l’uomo nel corso della storia abbia sempre mangiato piatti simili al porridge. Pensate che addirittura gli Antichi Greci e gli Etruschi pare mangiassero una pietanza simile.

Il termine porridge deriva dall’inglese arcaico “pottage”, ovvero zuppa o stufato e inizialmente veniva considerato come una pietanza per i poveri, ma con il passare del tempo è divenuto sempre più celebre e apprezzato da tutti!

Ma ora basta chiacchierare, prendete il grembiule e accendete i fornelli!

Porridge in a bowl with berries, banana and chocolate chips © Visit Britain/Alessandra Scippacercola

Ingredienti per una porzione:
5 cucchiai di fiocchi d’avena (circa 30/35 grammi)
200 ml di acqua
50 ml di latte
1 cucchiaio di miele

Procedimento:
Mettete in un pentolino i fiocchi d’avena, l’acqua e il latte e mescolate bene.

Accendete il fuoco e cuocete a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto facendo attenzione che il composto non si attacchi alla pentola. Quando il porridge inizia a sobbollire, mescolate bene e cuocete per un altro minuto. Spegnete il fuoco, aggiungete il miele e… buon appetito!

Vi consigliamo di aggiungere al porridge della frutta fresca tagliata a pezzi, della frutta secca e una spolverata di cannella.

E per un porridge ancora più goloso, durante la cottura fate sciogliere uno scacchetto di cioccolato fondente, non ve ne pentirete!

Come risolvere la Maskne

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Di tutte le preoccupazioni per la cura della pelle che i consumatori hanno cercato su Google l’anno scorso, ce n’è stata una che ha superato tutte le altre: la maskne. La pandemia globale di Covid-19 ha costretto una popolazione mondiale a indossare improvvisamente maschere per il viso ogni giorno. Gli operatori sanitari di prima linea hanno affrontato la più grande urgenza per il mascheramento, ma tutti, dagli adolescenti che camminano a scuola ai pensionati che visitano i negozi di alimentari, sono stati tenuti a scivolare sulle maschere. Improvvisamente è diventato parte della nostra vita quotidiana.

Per cominciare, la maskne è un’esplosione di brufoli causata principalmente dall’indossare una maschera di stoffa. Il termine medico per la condizione è ‘acne meccanica’ ed è il risultato dello sfregamento del tessuto della maschera contro la pelle. È l’attrito che irrita la pelle causando l’infiammazione che porta all’acne.L’acne stessa, è una condizione della pelle che si verifica quando i pori sono intasati da sebo, cellule della pelle, sudore, umidità o sporcizia. Questi intasano il batterio propinibacterium acnes, che si trova naturalmente sulla pelle, nei nostri pori. Quando sono intrappolati sotto la superficie della pelle, i batteri possono causare infiammazioni e infezioni che portano alla creazione di “brufoli”.

Non a caso, non è solo l’attrito della maschera che può portare a questi fastidiosi breakout. Il sudore e l’umidità del tuo respiro rimangono intrappolati nella maschera. Il dermatologo crede che questo sudore e l’umidità intrappolati sotto una maschera per un periodo prolungato di tempo possono stimolare questi breakout. È una combinazione di attrito della maschera e respiro intrappolato che provoca maskne.

Se ti ritrovi ad avere a che fare con un’eruzione di acne sotto la maschera, ci sono passi per aiutare a guarire e risolvere questa condizione della pelle rapidamente. Per iniziare, passare a una maschera di cotone leggero a doppio strato, se possibile. Le maschere sintetiche tendono a intrappolare l’umidità e i batteri più dei tessuti naturali. Puliscila quotidianamente con detergenti delicati senza profumo e senza coloranti. La fragranza è il numero uno delle sostanze irritanti per la pelle, quindi questo singolo passo potrebbe risolvere il problema.
Se soffri di una brutta irritazione da maschera, prova a passare a una maschera per il viso pulita ogni due ore. Questo eviterà che l’umidità e i batteri si accumulino sotto la maschera. Non superare mai le tre ore, specie con le maschere usa e getta perché ricordiamo che non hanno più efficacia contro il virus.

Prova un trattamento spot sulle tue macchie di acne. Cerca una formula che contenga perossido di benzoile e acido salicilico. Ma se non avete una farmacia o una profumeria DM a portata ma solo amazon provate con questo stick naturale al tea tree.

Lava il tuo viso due volte al giorno usando un detergente in crema molto delicato, come questo di Avene. Evitare qualsiasi detergente che contenga laurilsolfato di sodio perché può eliminare la barriera di idratazione della pelle. Usa acqua tiepida per risciacquare e applica una crema idratante leggera senza olio. Cercatene una con acido ialuronico che ha proprietà lenitive e antinfiammatorie, questa di Omia a qualità e prezzo è perfetta. Potresti voler andare leggero con il trucco, poiché molti fondotinta e primer contengono oli che possono ostruire i pori quando sono intrappolati sotto una maschera.

Non dimenticare le labbra. Le labbra sono una delle aree più colpite dall’uso della maschera. Assicurati di applicare regolarmente un balsamo per labbra di buona qualità per prevenire l’irritazione e la secchezza causati dalla maschera. Potete anche pensare a inserire nella vostra beauty routine l‘Eight Hour Repair di Elizabeth Arden.

Se segui questi semplici passi, potresti scoprire che la tua acne guarisca in pochi giorni. Se la condizione persiste o peggiora, vale la pena contattare il tuo medico o dermatologo. Potrebbe essere necessario prescrivere una crema o un trattamento per riportare la pelle ad un equilibrio sano. E a tutti coloro che indossano quotidianamente una maschera, grazie. State aiutando a prevenire la diffusione comunitaria di questo virus.

Connessioni nel tempo: il digitale e le nuove forme di trasmissione del patrimonio culturale al centro della prima stagione di AGO

La programmazione di AGO Modena Fabbriche Culturali debutta giovedì 4 febbraio con una prima stagione dedicata alla trasmissione del patrimonio: dieci iniziative, principalmente in live streaming, per comprendere come il futuro del patrimonio culturale venga garantito dalle piattaforme digitali. Ospiti di fama internazionale declinano il tema con lezioni e confronti online: Jeffrey Schnapp, Robert Darnton, Maurizio Ferraris. Segue una conversazione sul futuro dei musei (con Martina Bagnoli, Riccardo Falcinelli, Gianfranco Maraniello) e un intervento di Adriano Prosperi su come mutano le modalità di registrazione della memoria. Completano il programma il lancio della piattaforma digitale Lodovico e un’installazione del duo Afterall

Nella realtà digitale tutto è documento: qui gli atti sociali vengono fissati in agglomerati di dati. In essa tutto è rintracciabile, trasmissibile e anche potenzialmente utilizzabile per analizzare consumi e orientare bisogni.
Il carattere digitale del documento ha un significato speciale nel caso della trasmissione del patrimonio culturale: le nuove tecniche di conservazione e diffusione del patrimonio – bibliotecario e archivistico in primo luogo – rendono la memoria condivisa meno deteriorabile, sempre più accessibile e pubblica. La prima stagione del programma di Ago per il 2021 parte da qui, da una riflessione sul futuro del patrimonio garantito dalle piattaforme digitali che si snoda attraverso lezioni magistrali e conversazioni, release di patrimonio digitalizzato, installazioni artistiche: dieci appuntamenti in meno di un mese, in diretta streaming sul sito e sui social di AGO, in attesa di poter accogliere il pubblico in presenza.

Testimoni
Il programma prende il via con una riflessione sulla transizione dei libri dalla pagina allo schermo (e viceversa): giovedì 4 febbraio alle 18 la lezione live streaming di Jeffrey Schnapp, tra i principali esperti di umanesimo digitale e professore dell’Università di Harvard, ricostruisce il lungo percorso dal codex all’e-book per evidenziare i cambiamenti tecnologici, le pratiche estetiche e i mutamenti nella comunicazione della ricerca connessi all’avvento del libro elettronico.
L’ambizione, antichissima, di raccogliere tutti i libri del mondo in un’unica biblioteca è al centro del secondo appuntamento, la lezione dello storico statunitense Robert Darnton venerdì 5 febbraio alle 18: la biblioteca d’Alessandria, con il suo tragico epilogo, è l’emblema di questo sforzo enciclopedico. Darnton, membro del comitato direttivo della Digital Public Library of America, racconta la storia di questo sogno e la declina nell’epoca digitale delle biblioteche virtuali.
Maurizio Ferrarissabato 6 febbraio alle 18, affronta le delicate questioni che pone il tema della documedialità: virtuale ma nondimeno reale, la dimensione digitale cambia il significato di categorie fondamentali come il materiale e l’immateriale.

L’aggiornamento dell’educazione al XXI secolo passa da una piena comprensione del ruolo della trasformazione digitale in corso. Le tecnologie a nostra disposizione permettono non solamente di personalizzare gli apprendimenti, ma anche di educare alle dinamiche di rete e di produzione collettiva: è possibile, quindi, educare all’intelligenza collettiva. Mercoledì 10 febbraio alle ore 18 un dibattito in streaming tra Filippo Domaneschi, direttore del Laboratory of Language and Cognition di Genova e la sociolinguista Vera Gheno affronta il tema di come osservare la memoria nel suo stato nascente. La conversazione, a cura di FEM Future Education Modena costituisce l’occasione per una valutazione teorica su queste potenzialità della linguistica cognitiva e per fare il punto su alcuni dei progetti di questo Centro di innovazione educativa.
Una riflessione sul futuro dei musei e sulle nuove pratiche di fruizione tra digitale e pandemia è affidata a un dibattito a tre voci nel quale la direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli, il designer Riccardo Falcinelli, lo storico dell’arte Gianfranco Maraniello (per cinque anni direttore del MART di Rovereto) si interrogano sui nuovi rapporti tra artisti, pubblico e opere. Con loro giovedì 11 febbraio alle 18 si ripensa il ruolo del museo alla luce dei nuovi linguaggi digitali e relazionali.
Lo storico Adriano Prosperi si chiede invece che valore hanno le cronache nella costruzione dell’identità e della storia di una società; la loro conversazione, venerdì 12 febbraio alle 18, ha come focus l’importanza della trasmissione mediata dal documento scritto e le potenzialità della digitalizzazione come nuovo mezzo di sigillazione di patrimoni.
Sabato 20 febbraio un dibattito curato dall’Archivio storico del Comune di Modena fa il punto sull’attualità dei lavori Giordano Bertuzzi per la ricerca urbanistica su Modena. Esperto di storia ducale e di trasformazioni edilizie della città, Bertuzzi ha fissato un modello ancora valido per misurare il cambiamento e salvaguardare un patrimonio, in questo caso quello dei manufatti edilizi del tessuto urbano (con: Angelo Spaggiari, Matteo Agnoletto, Giovanni Cerfogli, coordina: Giuseppe Bertoni).

Esperienze e azioni
Il 4 febbraio si inaugura Lodovico, la biblioteca digitale di Ago (www.lodovico.medialibrary.it). Sviluppata dal Centro interdipartimentale per le Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia, è un’unica banca dati interoperabile che potrà riunire collezioni e fondi documentari e fotografici afferenti a diversi istituti, del territorio e non solo. La piattaforma debutta con il primo release di un’opera digitalizzata in sei volumi dal centro DHMoRe: si tratta della “Cronaca di Modena” di Giovan Battista Spaccini, conservato oggi presso l’Archivio storico comunale di Modena, una raccolta di vicende insieme storiche e pittoresche che narrano la città dal 1588 al 1636.
Intervenendo direttamente sui testi tratti dalla Cronaca di Modena di Giovan Battista Spaccini (e sottolineandone un significato per così dire generale) il duo d’artisti napoletano Afterall propone un’installazione all’interno dell’antica farmacia dell’ex Ospedale dal 4 febbraio all’8 marzo: Enzo e Silvia Esposito mettono in atto un’azione di ricopiatura che porta il manoscritto su cartacarbone a rivivere nel presente e gli artisti diventano attori e custodi di una nuova memoria. Una discrepanza temporale accentuata dall’intuizione di filmare l’intera performance con telecamere a circuito chiuso, necessità artistica e contingente data l’impossibilità di una fruizione diretta dell’opera da parte del pubblico. In-visibile dal vivo, ma accessibile sul web, l’installazione incorporerà azioni in diretta ogni giovedì (orari da confermare), riproducendo anche nella dimensione online l’alternanza tra presenza e assenza, istante e memoria, che ne costituisce l’intuizione artistica originaria. Venerdì 5 marzo alle 18 i due artisti fanno un bilancio del lavoro in corso (con Lorenzo Respi).

E’ possibile seguire gli appuntamenti di AGO in diretta sulla pagina Facebook AGO Modena Fabbriche Culturali (@AGOModenaFaCultura) e sul sito www.agomodena.it

Al via AGO Modena Fabbriche Culturali: l’hub dove si connettono cultura digitale e cultura umanistica

Un progetto connettivo e collettivo, un complesso di oltre 40mila metri quadrati dove le barriere tra sapere scientifico e sapere umanistico si dissolvono. AGO Modena Fabbriche Culturali è legato alla riqualificazione degli spazi dell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena e intende avviare una programmazione culturale che ne qualifichi l’identità. Nel suo “anno zero” AGO fa il punto sui quattro pilastri di una nuova cosmologia digitale, con altrettante stagioni di eventi in cui tema portante è quello della “connessione” – nel tempo, nella realtà, tra le persone, tra i sensi – indagato attraverso lezioni e conversazioni, laboratori, installazioni artistiche, spettacoli, prototipi sperimentali

Un filo nuovo per collegare arte e tradizione umanistica, cultura scientifica e innovazione, una struttura capace di cucire insieme il lavoro di chi si occupa di materie umanistiche, di scienza, di tecnologia, di intelligenza artificiale, di innovazione educativa. AGO Modena Fabbriche Culturali (https://www.agomodena.it/it/) fonda la propria identità nel luogo architettonico da cui prende nome e missione – il Complesso Sant’Agostino di Modena – e al contempo opera per dare a quel luogo un profilo immateriale e culturale. Lo fa da connettore concettuale e comunicativo: tramite tale lavoro connettivo ambisce ad aggiungere valore alle attività svolte sul territorio da altri soggetti.

Situato nel cuore di Modena, in una parte significativa del centro storico della città sia dal punto di vista urbanistico che storico e culturale, si collega alla riqualificazione di un’ampia area (oltre 40.000 mq.) con un rilevante investimento finanziario (oltre 110 milioni di euro) mettendo a sistema il complesso costituito dall’ex Ospedale Sant’Agostino, dal Palazzo dei Musei, dall’ex Ospedale Estense. Partner del progetto sono Fondazione di Modena, Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia, MIBACT con le Gallerie Estensi.

Missione culturale di Ago è riflettere sull’impatto delle tecnologie su cultura ed esperienza contemporanea. Approfondendo in modo denso la realtà digitale, intende farla emergere come una dimensione che comporta una ridefinizione dei confini tra saperi ed esperienze.

Il programma 2021: quattro stagioni per i quattro elementi di una cosmologia digitale
Per il 2021 AGO Modena Fabbriche Culturali proporrà un nucleo di eventi in ognuna delle quattro stagioni, impegnandosi a una ciclicità e regolarità di appuntamenti. Lo fa coinvolgendo i suoi partner attorno a progetti multiformato e multicanale, con modalità di svolgimento dal vivo e online, attraverso lezioni e conversazioni, laboratori, installazioni artistiche, spettacoli, prototipi.
La prima stagione del programma di Ago, al via giovedì 4 febbraio (e descritta nel comunicato che segue), è dedicata alla trasmissione, al futuro del patrimonio culturale garantito dalle piattaforme digitali, ai loro usi e alle potenzialità di elaborazione culturale e artistica che esse possiedono.
Per la stagione primaverile, al via il 15 aprile, la parola chiave è iQuanti. Si approfondirà la natura stessa della realtà digitale: leggera, punteggiata, in continuo divenire, caratterizzata da un legame tra le sue unità costitutive simile a quello che i fisici identificano tra i quanti.
Agli impatti sociali, politici e antropologici dell’epoca onlife Ago dedica la sua stagione di attività estive; a partire dal 28 maggio si indaga come non solo la nostra esperienza sociale sia divenuta anche social, non solo la nostra vita relazionale sia divenuta anche connessa, ma la nostra stessa coscienza e addirittura il rapporto con il nostro corpo risultino scossi dalle fondamenta da una rivoluzione tecnologica che trasforma il modo in cui ci formiamo le nostre opinioni e ridefinisce i confini della presenza e dell’assenza.
La stagione autunnale, dal 17 settembre, in concomitanza con il festivalfilosofia, si focalizza sul connubio originario tra gioco e digitale e sulla nuova combinazione tra i sensi (touch, screen, scrittura, auricolari), che consente ai tool digitali una radicale gamificazione del mondo.

Accanto al coinvolgimento dei partner culturali del territorio – segnatamente quelli direttamente afferenti al progetto Ago come gli istituti culturali comunali, il Centro DhMore e FEM – Ago stringerà collaborazioni su progetti qualificanti anche con attori particolarmente qualificati. Durante il corso del 2021, nelle stagioni a venire, prenderanno forma, tra le altre, attività in collaborazione con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (che condivide con Ago la missione alla public education), Fondazione Nazionale della Danza (con un progetto site specific), Fondazione Collegio San Carlo di Modena e DIG Festival.

TOPOLINO presenta “La musica lirica raccontata da Topolino”

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In occasione dei 120 anni dalla scomparsa di Giuseppe VerdiPanini Comics presenta La musica lirica raccontata da Topolino, un Topolibro da collezione che raccoglie le più belle storie disneyane dedicate all’opera lirica, una vera delizia per tutti gli appassionati di palchi, loggioni e… fumetto d’autore. La musica lirica raccontata da Topolino è uno scrigno prezioso che contiene al suo interno 6 imperdibili storie che, nel corso degli anni, hanno contribuito a raccontare su Topolino la grande opera frutto del genio di Giuseppe Verdi e di altri grandi autori operistici. Il Topolibro è disponibile in edicola, in fumetteria con Topolino 3401 (da mercoledì 27 gennaio) e acquistabile anche su panini.it.

Ad aprire il volume, la storia più recente: Topolino e il Codice Armonico di Francesco Artibani e Paolo Mottura, dove Topolino incontra Giuseppe Verdi in persona, un omaggio in grande stile per ricordare il musicista in questa ricorrenza così speciale. Seguono altre 5 storie, scritte tra la fine degli anni ’70 e inizio ’80 da Guido Martina (prolifico autore che nel 1949 con il suo L’Inferno di Topolino diede vita alla prima Grande Parodia Disney). I Paperi più amati sono dunque i protagonisti di Paper-Damès e Celest’Aida (rilettura dell’Aida di Giuseppe Verdi), Paperin Caramba Y Carmen Olé (Carmen di George Bizet), Paperino di Bergerac (Cyrano de Bergerac di Franco Alfano), L’amorosa istoria di Papero Meo e Gioietta Paperina (Romeo e Giulietta di Charles Gounod) e Paperino e la piccola Butterfly (Madama Butterfly di Giacomo Puccini). A dare forma e colore alle storie, che in questo Topolibro sono introdotte ognuna da curiosità e approfondimenti che le riguardano, nomi storici del fumetto disneyano: Romano ScarpaGiovan Battista Carpi e Pier Lorenzo De Vita.

Ad impreziosire La musica lirica raccontata da Topolino, la prefazione a cura di Beatrice Venezi, giovane Direttore d’orchestra, pianista e compositrice, interamente dedicata alla musica e al suo valore. La Venezi sarà anche protagonista d’eccezione di una diretta sulla pagina Facebook @TopolinoMagazine e sul canale YouTube Panini Comics mercoledì 27 gennaio alle ore 19.00 per parlare di musica e raccontare le sue esperienze in giro per il mondo.

Con questo Topolibro speciale, Topolino diventa ancora una volta un narratore eccellente grazie al suo stile inimitabile, capace di spaziare tra divertimentoavventura e approfondimento all’insegna del carattere ludico-didattico che da sempre lo caratterizza. Un volume da collezione per chi ama e per chi vuole scoprire l’opera lirica (ma non solo)!