Aiuta un danese a non scottarsi al sole!

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https://youtu.be/raSNcF1g8qM

Aiutare i danesi a prendersi cura della propria salute anche quando sono in vacanza in Italia: è questo il messaggio che l’anno scorso è stato lanciato con la campagna sociale online HELP A DANE (Aiuta un danese), riscuotendo grande successo a livello internazionale. Ogni giorno un danese muore per malattie causate dall’eccessiva esposizione al sole ed è per questo che il popolo della Danimarca chiede aiuto alle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo e che sono abituate a convivere con il sole e a gestirne i danni collaterali.

Quest’anno il cantautore siciliano Colapesce ha sposato la causa con una nuova canzone di successo volta a sensibilizzare il popolo italiano ad aiutare i turisti danesi per evitare le scottature e le malattie legate alla pelle.

Con la canzone “Aiuta un Danese”, ispirata all’inno nazionale danese, Colapesce esorta i propri connazionali ad aiutare i danesi a proteggersi prima di prendere il sole nelle splendide spiagge italiane.

Ogni anno in Danimarca si registrano circa 2.250 nuovi casi di melanoma, raggiungendo il quinto posto della classifica mondiale. Il 90 % dei casi lo si può evitare grazie ad un comportamento responsabile sotto al sole, ad esempio rimanendo all’ombra il più possibile, utilizzando copricapi e utilizzando creme ad alta protezione solare.

La campagna, è stata ideata dall’agenzia &C in collaborazione con la Danish Cancer Society e la Fondazione TrygFonden,  prodotta e realizzata dalla casa di produzione Think Cattleya e diretta da Maria Guidone e Giacomo Boeri, che ne hanno curato insieme all’agenzia anche la scrittura. Il concept ironizza affettuosamente sulle discutibili abitudini dei danesi come bere il cappuccino mangiando una lasagna oppure indossare le calze con i sandali. Pare che i danesi possano imparare tante cose dagli italiani, come concedersi una bella dormita all’ombra quando il sole di mezzogiorno diventa cocente e pericoloso.

Lo spot è stato girato in Puglia a Presicce davanti al cinema Villani e in tutto il centro storico, con alcune scene realizzate anche a Ruggiano, Tricase porto, Lido Marini, Torre Chianca e Acquaviva.

Durante l’estate 2017 la campagna HELP A DANE è riuscita a creare un vero movimento internazionale: più di 12.000 persone appartenenti alle destinazioni preferite dei danesi (Italia, Grecia, Tailandia, Francia e Spagna, paesi in cui è stata infatti veicolata la campagna internazionale), hanno aderito alla petizione online su helpadane.com per aiutare i turisti danesi a proteggersi dal sole.

Il music video è disponibile sul sito HELPADANE.COM, su youtube e su facebook.com/helpadane.

Da sapere:

  • Fino al 90 per cento di tutti i casi di tumori della pelle sono causati dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV) naturali, provenienti dal sole e dai solarium.
  • La Danimarca è un paese scandinavo con poche ore di sole all’anno e un indice UV che non supera mai il livello 7. Nelle destinazioni assolate più vicine all’equatore l’indice UV può arrivare a 12 o 15.
  • La Danimarca ha la più alta incidenza in Scandinavia della forma più mortale di tumori della pelle, il melanoma, in proporzione al numero di abitanti e le diverse fasce d’età.
  • Su scala globale la Danimarca occupa il quinto posto per incidenza del melanoma. Soltanto Australia, Nuova Zelanda, Svizzera e Olanda hanno un’incidenza maggiore.

Balsamico Tradizionale di Modena: domenica 24 giugno il 52° Palio incorona il migliore

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Domenica 24 giugno nell’antica Rocca di Spilamberto (Mo) si tiene il tradizionale Palio di San Giovanni: vengono premiati i migliori campioni di Aceto Balsamico Tradizionale, selezionati tra 1.451 partecipanti. Un’occasione per conoscere da vicino una specialità tutta modenese e per una visita all’unico Museo al mondo dedicato al prezioso prodotto

Da 52 anni 160 Maestri Assaggiatori, con l’aiuto di 70 Assaggiatori e di 80 Allievi, all’inizio del mese di aprile si mettono al lavoro per valutare le migliaia di campioni di Aceto Balsamico Tradizionale di produzione familiare che vengono consegnati alla Consorteria. Solo domenica 24 giugno a Spilamberto (Mo) si saprà il nome del migliore e degli altri 11 finalisti: è il Palio di San Giovanni, la competizione riservata agli aceti balsamici “tradizionali” prodotti nella loro zona di origine (gli “antichi domini estensi”) giunta alla 52esima edizione, che continua a riscuotere successo tra i cultori del Balsamico. Basti pensare che quest’anno i campioni raccolti – che rimangono anonimi fino alla premiazione – sono stati ben 1.451.

Le fasi di valutazione della commissione di degustazione prevedono una prima selezione cui partecipano tutti i campioni, a cui viene assegnato un punteggio suddiviso per standard visivi, olfattivi, gustativi e infine si valuta la “sensazione finale” sulla base di 400 punti come valore massimo; soltanto chi supera almeno il valore minimo di  270 punti accede poi ai quarti,  dove vengono selezionati i primi 72 campioni che disputano le semifinali. Fra questi i primi 12 (più tre di rierva) campioni che hanno ottenuto il miglior punteggio medio accedono alla finale per contendersi il prestigioso riconoscimento di miglior Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. A questo punto i 12 finalisti ricevono a casa due ispettori, gli unici a conoscere i nomi dei produttori, che in coppia verificano la conformità del campione con la batteria da cui è stato prelevato.

Il Palio di San Giovanni è un’occasione per la Consorteria di esaminare e tenere monitorata la produzione di Aceto Balsamico Tradizionale del territorio sia dal punto di vista organolettico, che per quanto riguarda le caratteristiche chimico-fisiche: in questo modo può trasmettere ai produttori indicazioni idonee affinchè sia rispettata la tradizione secolare.

La graduatoria ufficiale dei migliori 12 Aceti Balsamici Tradizionali viene resa pubblica domenica 24 giugno, intorno alle 20.00 presso la Rocca Rangoni di Spilamberto – al termine dell’assemblea annuale dei soci della Consorteria – e al vincitore viene assegnato l’ambito Palio di San Giovanni. Il primo classificato riceve prestigiosi premi: il diploma ufficiale della Consorteria, un cucchiaino d’oro per l’assaggio e il “torrione di Spilamberto”, che viene consegnato anche a tutti i finalisti: si tratta di un bassorilievo in bronzo che raffigura il torrione di Spilamberto. Dopo una settimana dalla premiazione, poi, arriva il riconoscimento più importante: il Gran Maestro si reca a casa del vincitore e marchia a fuoco le botti dell’acetaia con il logo della Consorteria.

“L’organizzazione e la realizzazione del Palio di San Giovanni  richiede un lavoro immenso, impossibile da fare senza una grande squadra – spiega il Gran Maestro della Consorteria Maurizio Fini – per questo ringrazio tutti coloro che si stanno impegnando per la realizzazione di questo evento. Nel Palio culmina il lavoro della Consorteria, rivolto alla promozione e tutela di una tradizione secolare che arricchisce le nostre terre”.

Assistere alla premiazione del Palio è anche un’occasione per visitare la tradizionale Fiera di San Giovanni, dal 21 al 24 giugno, e il Museo del Balsamico Tradizionale di Spilamberto. Oltre a celebrare il patrono del paese la manifestazione presenta i prodotti tipici dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria locale. In programma anche spettacoli, gare sportive, mostre, laboratori per bambini, ristoranti per assaggiare la cucina tipica e lo storico mercatino di via Obici.
Varcare la soglia del Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale, accolto nella settecentesca Villa Fabriani nel centro cittadino, significa entrare in una dimensione temporale speciale, scandita dal trascorrere delle stagioni e legata all’invecchiamento dell’aceto secondo una sapienza plurisecolare. Antiche atmosfere sono ricreate da un allestimento d’impronta scenografica che ricostruisce le diverse fasi di produzione del Balsamico, a partire dal vigneto fino all’acetaia, quest’ultima ambientata nei solai della Villa che in passato ospitavano l’acetaia della famiglia Fabriani. Di straordinario interesse è una batteria di botti risalenti ai primi anni del secolo XIX. Un’apposita sala – dell’Assaggio – è riservata al personale coinvolgimento del visitatore, a cui viene offerta la possibilità di valutare le componenti olfattive, visive e gustative del Balsamico (www.museodelbalsamicotradizionale.org).

E non è finita. Fino a domenica 24 giugno visitando il Museo è possibile ammirare anche le opere dell’artista modenese Carlo Guidetti, definito “fotografo di emozioni”: 11 delle sue opere sono infatti esposte in questo luogo dove emozioni e passione sono di casa, nella mostra “Immagini e suggestioni tra tradizione e innovazione”; le opere si snodano lungo le sale del museo e spingono l’osservatore a guardare oltre ciò che appare.

Infoline: Museo del Balsamico Tradizionale tel. 059.781614 info@museodelbalsamicotradizionale.org

Fiaba: dal 7 al 17 giugno a Modena la quinta edizione del Festival pensato per gli adulti

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Approfondire la Fiaba attraverso un’ indagine intellettuale, antropologica e culturale: a giugno torna a Modena, in una nuova location nel centro storico della città emiliana, il Festival unico sul territorio nazionale per il suo target di riferimento. Conferenze, spettacoli, concerti, narrazioni in voce semplice, mostre, workshop e tanto altro per una manifestazione pensata per un pubblico adulto. Non mancheranno, nelle due domeniche, momenti anche per i bambini

Conferenze, spettacoli, performance, concerti, mostre d’arte visiva, narrazione di fiabe in voce semplice, oltre a workshop, momenti dedicati al gusto e altro ancora: tanti gli appuntamenti ideati ad hoc in programma per la quinta edizione del Festival della Fiabada giovedì 7 a domenica 17 giugno nel Complesso San Paolo, la nuova location del Festival, in centro storico a Modena. Nei suggestivi cortili nascosti nel cuore della città emiliana ritorna la manifestazione unica sul territorio nazionale per originalità e target di riferimento. Nata da un progetto di Nicoletta Giberti, performer e regista teatraleche da anni indaga attraverso linguaggi eterogenei il genere “Fiaba” con uno sguardo ampio e profondo, l’iniziativa ha quest’anno come tema caratterizzante la “Volontà”.Declinata e indagata in diversi aspetti e sfumature, a cominciare da una serie di conferenze dedicate: tra gli altri scrittori, professori e pensatori come Michele Collina, Adriana Querzè, oltre a Magda Indiveri, Giovanni Guerzoni e Mario Ferraguti approfondiranno il filo conduttore proposto dal Festival in un ciclo di incontri – a ingresso gratuito – che si svolgeranno ogni sera nei cortili location del Festival.

Tanti anche gli spettacoli – con un biglietto dal costo variabile prenotazione obbligatoriachiamando il 328 7814093 – tra cui, da non perdere, “Voluptas”un percorso itinerante dedicato alla volontà come piacere, nei cortili silenziosi del centro di Modena, per uno spettatore alla volta, ideato e diretto da Nicoletta Giberti, direttrice artistica del Festival della Fiaba, “Senza Luce” monologo di Luigi Bernardi, con Giulio Costa per laregia di Michele Collinae Tra duecentomila anni non ci sarà più nulla” di Vincenzo Picone. Per quanto riguarda le mostre Paolo Franzoso sarà presente con una personale curata da Marco Bertoli – nuovo responsabile della sezione delle Arti Visive del Festival – dove combinazioni creative caleidoscopiche tra disegni, collage, pensieri, riflessioni e idee ipnotizzeranno lo spettatore emergendo da piccoli dettagli. Mercoledì 13 l’artista funambola Rosita Lioydialogherà con le sue opere in uno spettacolo fatto di equilibri, perché a volte la volontà è anche solo quella di “restare in piedi”.

Le fiabe della tradizione saranno, anche per questa edizione, le protagoniste assolute, con un momento dedicato ogni sera in un luogo prezioso, intimo, per un massimo di trenta uditori. Per la prima volta oltre le fiabe tedesche, norvegesi e russe, verrano presentate anche le fiabe italiane di Basile e Calvino.

La musica sarà protagonista della “Volontà” con concerti dedicati: Simone Di Benedetto al contrabbasso proporrà un approfondimento su Hemingway, Elsa Martin presenta “La Via dei Canti” una sorta di geografia composta dalle voci di miriadi di sentieri identitari, che esprimono la volontà di riconoscere le proprie radici come strumento di coscienza individuale. Sabato 16 sarà la volta di Mumucs, ovvero la cantante sarda Marta Loddo, che proporrà un percorso attraverso l’improvvisazione, il rock e il pop senza limiti di genere, pensato per voce e loop station, mentre domenica 17 a chiudere il Festival sarà il concerto de La Metralli, sofisticata band modenese, difficilmente etichettabile con una definizione di genere precisa, che fonde nel proprio sound jazz, folk, cantautorato e intrusioni elettriche ed elettroniche.

E, ancora, tante le performance nell’ambito del Festival, come la video proiezione “Janas”,relativa al progetto di Stefania Bandinu dedicato alle tessitrici della Sardegna che passano la loro vita davanti al telaio intrecciando fili colorati, storie, passione e fatica, oppure “La parte che resta”di Cristiano Regina, documentario – già vincitore del Premio Schermo Napoli Doc al Film Festival di Napoli 2015 – realizzato trascorrendo alcuni mesi presso l’associazione di accoglienza residenziale “Porta aperta” a Modena, per indagare la volontà di chi abita in luoghi di confine. L’artista Beatrice Pucci proporrà invece nel suo “Giardino di carta” un approfondimento sullo stop motion tramite pupazzi e la regia frame by framemostrando alcuni dei suoi lavori più interessanti. E poi Workshop: nel primo fine settimana sul teatro, con “Il gioco del rappresentarsi”a cura dell’attore, scrittore e narratore Vincenzo Picone, mentre sabato 16 si approfondiranno il tema della voce e del canto sensibile con Meike Clarelli, cantante de La Metralli, e la tecnica dello stop motion con la scenografa Beatrice Pucci.

Spazio anche al gusto, che ha un ruolo chiave all’interno del Festival: per tutta la durata della manifestazione sarà infatti attivo un punto ristoro a cura della cucina del Filatoio – il circolo culturale sede del Festival della Fiaba – in cui si crea il foyer del teatro. Un luogo per un momento conviviale in cui condividere un’esperienza, magari incontrando l’artista che si è appena esibito per uno scambio arricchente. Domenica 17 poi, durante il tramonto, Nicoletta Giberti propone un viaggio tra parole e gusto attraverso il cibo della tradizione: ad accompagnarla le Sfoglinedi Collegara, che tireranno la pasta… Tutta da gustare.

Nove giorni densi di appuntamenti quindi, con una pausa lunedì 11 e martedì 12 giugno, in cui ogni sera creare un momento d’incontro oggi più che mai necessario. Perché il Festival nasce per abbattere le frontiere tra le discipline, creare una via per aprire il pensiero, suscitaredomande e incontrarsi, in quanto la fiaba, con il suo messaggio sociologico e archetipico, è il canale ideale per indagare le dinamiche umane. Il Festival della Fiaba è una manifestazione rivolta a un pubblico adulto – in quanto le fiabe nascono per gli adulti – ma i bambini saranno accolti con appuntamentipensati esclusivamente per loronelle due domeniche, 10 e 17 giugno.

Il Festival della Fiaba nasce dallo stesso impulso che nel tempo ha mosso l’uomo a raccontare fiabe: l’incontro con il substrato inconscio e l’effetto vivificante che se ne trae, raccontandole, leggendole o semplicemente ascoltandole– spiega Nicoletta Giberti, direttrice artistica e ideatrice della manifestazione – la fiaba è fatta di simboli che si ripetono dalle origini in tutto il mondo, ed è nata per gli adulti, i bambini erano ascoltatori occasionali, di passaggio“.

Ecco allora un Festival unico su tutto il territorio nazionale, che ricrea quello che un tempo veniva definito “focolare”, celebrando il rito della narrazione e predisponendo i suoi visitatori a uno stato di ascolto, perché le fiabe mettono in scena da sempre la stessa storia: l’identificazione del sé. Ogni volta che una fiaba della tradizione viene raccontata, qualcosa di prezioso viene condiviso e compreso da tutti in un’epifania personale e collettiva.

Ogni giorno poi le casette del Giardino della Botteghe, anima pulsante e fucina operativa del Festival, apriranno le loro porte per mostrare un luogo del fare, inteso come momento in cui si realizza ciò che prima era un sogno, un’idea e un pensiero immateriale. Lavorazione della ceramica o anche semplicemente della pasta, tirata sotto gli occhi dei visitatori dalle sfogline, gioielli tessuti a mano e tanto altro: ogni abitante delle casette è un artigiano che è stato scelto per la sua capacità di creare con le mani prodotti unici.

Il Festival della Fiaba gode del Patrociniodella Regione Emilia Romagna e del Comune di Modena, oltre che dell’Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell’Educazione.

 

Per informazioni, costi degli spettacoli e dettagli sul programma:

340 3191825

www.festivaldellafiaba.com

 

Shaken Baby Syndrome: 10 cose che ogni genitore dovrebbe sapere per preservare la salute del proprio figlio

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“Non scuoterlo mai!” è questo il monito della Fondazione Terre des Hommes, che in collaborazione con un network di eccellenze ospedaliere ha lanciato nei mesi scorsi la prima campagna nazionale di sensibilizzazione

sulla “Shaken Baby Syndrome”, conseguenza di una forma di maltrattamento fisico ai danni di bambini generalmente al di sotto dei due anni di vita.

E per promuovere una maggiore conoscenza del fenomeno, Terre des Hommes invita oggi a condividere un decalogo di informazioni e consigli utili, redatto con il supporto di psicologi e medici esperti in materia.

Per info visita: nonscuoterlo.it

La campagna ha il supporto della Società Italiana di Pediatria e del Garante Nazionale Infanzia

Un fenomeno poco noto ai genitori e spesso sottovalutato anche dai pediatri: è la “Shaken Baby Syndrome” (SBS), ovvero “Sindrome del bambino scosso”, anche conosciuta come “Trauma cranico abusivo” (AHT). Si tratta delleconseguenze di una forma di maltrattamento che può avere esiti drammatici e la cui reale incidenza nel nostro Paese è difficile da stimare, non solo per la complessità della diagnosi, ma anche perché molte vittime non giungono all’attenzione dei medici. Mancano, purtroppo, dati epidemiologici a livello europeo e anche per quanto riguarda l’Italia non esistono dati certi sul fenomeno, ma si ritiene che l’incidenza possa essere di 3 casi ogni 10.000 bambini di età inferiore ad 1 anno[1], sebbene questa cifra potrebbe rappresentare spaventosamente solo la punta di un grande iceberg sommerso: basti semplicemente pensare che nel solo Ospedale Regina Margherita di Torino, lo scorso anno, sono stati registrati ben 6 casi di SBS.

Per questo motivo, Terre des Hommes ha lanciato, nei mesi scorsi, in collaborazione con 6 eccellenze ospedaliere pediatriche italiane la prima campagna nazionale di prevenzione e sensibilizzazione contro la SBS Non scuoterlo! E proseguendo in questo percorso di sensibilizzazione, oggi Terre des Hommes insieme ai suoi partner lancia un decalogo di informazioni e consigli utili, redatto con il supporto di esperti dei diversi ospedali membri della rete, per far conoscere i rischi e le conseguenze di una delle “manovre consolatorie” più frequenti del pianto dei bambini.

 

LE 10 COSE DA SAPERE:

1) COS’È LA SHAKEN BABY SYNDROME?

La “Shaken Baby Syndrome” (SBS) ovvero “Sindrome del bambino scosso” è la conseguenza di una grave forma di maltrattamento fisico prevalentemente intra-familiare ai danni di bambini generalmente al di sotto dei 2 anni di vita:il bambino viene scosso violentemente per reazione al suo pianto inconsolabile, con conseguente trauma sull’encefalo e successive sequele neurologiche. Nei primi mesi di vita, infatti, i muscoli cervicali del collo dei neonati sono ancora deboli e non riescono a sostenere la testa; se un bambino viene scosso con forza, dunque, il cervello si muove liberamente all’interno del cranio, provocando ecchimosi, gonfiore e sanguinamento dei tessuti; in una parola, lesioni gravissime.

2) A CHE ETÀ SI MANIFESTA IL PICCO DI INCIDENZA DI QUESTO FENOMENO?

Il picco di incidenza della SBS si ha tra le 2 settimane e i 6 mesi di vitaperiodo di massima intensità del pianto del neonato ed età in cui il bambino non ha ancora il controllo del capo e la struttura ossea è purtroppo molto fragile.

 

3) QUALI SONO I FATTORI SCATENANTI QUESTA “SINDROME”?

Scuotere il bambino, in genere, è la risposta ad un pianto “inconsolabile”, di cui gli adulti spesso non riescono a cogliere il significato. Sentendosi quindi impotenti, possono attivare – anche inconsapevolmente –  dei comportamenti inappropriati (come lo scuotimento) nel tentativo di calmare il neonato. Spesso, lo scuotimento avviene proprio per mano degli stessi genitori, o delle figure educative con cui si condivide l’accudimento dei bambini: nonni, babysitter, educatrici del nido, ecc.

Secondo i dati resi noti dalla SIN, i principali fattori “di rischio” che potrebbero aumentare la probabilità di SBS sono: famiglia mono-genitoriale, età materna inferiore ai 18 anni, basso livello di istruzione, uso di alcool o sostanze stupefacenti, disoccupazione, episodi di violenza in ambito familiare e disagio sociale. Tuttavia, nei casi più frequenti, è solo l’esasperazione di genitori inconsapevoli e poco informati a spingere nella direzione di una “manovra consolatoria” errata, qual è appunto lo scuotimento violento.

4) QUANDO E PERCHE’ SCUOTERE UN BAMBINO DIVENTA PERICOLOSO?

Lo scuotimento violento, anche se solo per pochi secondi, è potenzialmente causa di lesioni molto gravi, soprattutto per i bambini al di sotto dell’anno di età. È difficile stabilire con esattezza quanto violento o protratto dovrebbe essere lo scuotimento per causare un danno; tuttavia dalle “confessioni” dei responsabili si evince che in genere il bambino vittima di SBS viene scosso energicamente circa 3-4 volte al secondo per 4-20 secondi.

Giochi abituali o comportanti maldestri dei genitori non provocano invece lesioni da scuotimento, così come non le generano il far saltellare il bambino sulle ginocchia (gioco del cavalluccio); fare jogging o andare in bici con il bambino; fare frenate brusche in auto; o cadute dal divano o da un altro mobile.

5) È DIFFICILE DIAGNOSTICARE LA SBS E QUALI SONO I PRINCIPALI SINTOMI/SEGNALI CHE DOVREBBERO ACCENDERE UN “CAMPANELLO D’ALLARME”?

Vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, estrema irritabilità, letargia, assenza di sorrisi o di vocalizzi, rigidità o cattiva postura, difficoltà respiratorie, aumento della circonferenza cranica disarmonico rispetto a peso e altezza, difficile controllo del capo, frequenti e lamentosi pianti inconsolabili e, nei casi più gravi, convulsioni e alterazioni della coscienza, fino all’arresto cardiorespiratorio. È importante non sottovalutare nessuno di questi segnali da parte del bambino, che rappresentano un campanello d’allarme importante per una corretta diagnosi, la quale rimane comunque molto complessa da effettuare.

6) QUALI DANNI PUÒ PROVOCARE LO SCUOTIMENTO VIOLENTO?

Le conseguenze della SBS possono essere di diversa intensità e gravità. I danni di tipo neuro- psicologico provocati dallo scuotimento possono manifestarsi, nei primi mesi di vita del bambino, sia da un punto vista motorio che del linguaggio. Le conseguenze più gravi riguardano: disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, della memoria e del linguaggio, disabilità fisiche, danni alla vista o cecità, disabilità uditive, paralisi cerebrale, epilessia, ritardo psicomotorio e ritardo mentale. In genere, le conseguenze dipendono molto dalla gravità dell’abuso. Si stima che solo nel 15% dei casi non ci sono ripercussioni sulla salute del bimbo.

7) POSSONO ESSERCI CONSEGUENZE ANCHE PSICOLOGICHE?

Scuotere un bambino può provocare gravi ed importanti esiti anche a livello psicologico, dando vita a problematiche relative allo sviluppo psico-motorio, come ad esempio i già citati disturbi del linguaggio, dell’apprendimento e della memoria, ma anche disturbi comportamentali.

8) LA SBS PUÒ ESSERE CAUSA DI MORTE?

La SBS può portare anche al coma o alla morte del bambino fino in 1/4 dei casi diagnosticati.

 

9) QUALI COMPORTAMENTI I GENITORI DOVREBBERO  ASSOLUTAMENTE EVITARE DI FRONTE AL PIANTO  DI UN NEONATO?

Il pianto del bambino, nei primi mesi di vita, sembra davvero inconsolabile. Di fatto, piangere, è l’unico strumento che il neonato ha per comunicare: può avere fame, sonno, caldo, freddo, il bisogno di essere cambiato o semplicemente di coccole o del contatto fisico per essere rassicurato. Qualunque sia il motivo, non bisogna mai scuoterlo per calmarlo. Perché anche se può sembrare un gesto banale, i danni sul bambino, potrebbero essere gravissimi.

Sono, invece, tante altre le soluzioni che si possono mettere in atto per cercare di calmare il pianto di un neonato: cullarlo nella carrozzina, fargli fare un giro in macchina, un bagnetto rilassante, oppure fasciarlo con un lenzuolo piegandogli gli arti in modo che ritorni nella posizione fetale, o ancora fargli sentire un fruscio o un rumore continuo (come un phon o una lavatrice o un aspirapolvere). Ma se il pianto non si ferma e diventa davvero esasperante, la cosa migliore da fare, se non lo si riesce più a gestire e a sopportare, è lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi fino a quando non si è riacquistato un certo equilibrio. O in alternativa, chiedere aiuto ad altri membri della famiglia /amici e, nei casi più importanti, lasciare che un medico visiti il bambino, se ci sono dei dubbi sul suo stato di salute.

 

10) COME È POSSIBILE PREVENIRE LA “SHAKEN BABY SYNDROME”?

La prevenzione di ogni forma di abuso o maltrattamento minorile in generale e della SBS in particolare può essere effettuata attraverso il ricorso a diversi strumenti, tra cui: corsi di formazione per i genitorisul  pianto dei neonati, per imparare a riconoscerlo e a gestirlo; una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questi argomenti; un piano di sostegno/intervento di sollievo per le famiglie sopraffatte e per i genitori che si sentono in difficoltà nel prendersi  cura del loro neonato.

La campagna Non Scuoterlo! è condotta in collaborazione con Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino – Ambulatorio Bambi; Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico – SVSeD – Soccorso Violenza Sessuale e Domestica di Milano; Ospedale dei Bambini “Vittore Buzzi” di Milano; Azienda Ospedaliera di Padova – Centro Regionale per la Diagnostica del Bambino Maltrattato Unità di Crisi per Bambini e Famiglie; Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer – GAIA – Gruppo Abusi Infanzia e Adolescenza, Firenze; Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico – Giovanni XXIII di Bari – Servizio di Psicologia – GIADA – Gruppo Interdisciplinare Assistenza Donne e bambini Abusati. La campagna ha il patrocinio della Società Italiana di Neonatologia (SIN), l’Autorità Garante per l’Infanzia e Adolescenza e Pubblicità Progresso.

[1] Fonte: SIN (Società Italiana Neonatologia)

 

L’architettura norvegese alla Biennale Architettura 2018

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Corte del Forte, Forte Marghera – Credits: Biennale di Venezia

Il 26 maggio 2018 si aprirà la 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Il titolo della mostra è “Freespace”, scelto dalle curatrici di questa edizione Yvonne Farrell e Shelley McNamara per indicare “la generosità di spirito e il senso di umanità” dell’architettura che, nella loro visione, dovrebbe provvedere al benessere di tutti.
Tra i partecipanti ci saranno anche due studi di architettura norvegesi. Il rinomato studio Jensen & Skodvin Arkitekter (JSA) di Oslo, fondato nel 1995 da Jan Olav Jensen e Børre Skodvin, vincitore di prestigiosi riconoscimenti internazionali, parteciperà con un’installazione – di cui ancora non si conoscono i dettagli – che verrà inaugurata il 26 maggio con l’apertura della Mostra. Allo studio Rintala Eggertsson Architects, con base a Oslo e a Bodø, è stato invece assegnato un progetto speciale negli spazi di Forte Marghera, svelato il 23 maggio in occasione della cerimonia d’inaugurazione con la partecipazione dei due architetti Rintala e Eggertsson, delle curatrici Farrell e McNamara, del presidente della Biennale Baratta e delle autorità italiane.
L’installazione, chiamata “Corte del Forte”, sorge nel verde di Forte Marghera ai piedi dell’acqua ed è stata realizzata in legno. È costituita da un cortile delimitato da una passerella coperta, un palco e un bar ed è destinata ad ospitare le numerose attività e manifestazioni in programma, e ad essere spazio di ritrovo per i visitatori della Biennale, ma anche per gli abitanti locali. La filosofia di Rintala-Eggertsson di un’architettura inclusiva e aperta di cui possano beneficiare tutti è in piena sintonia con l’intento delle curatrici irlandesi, che hanno più volte rimarcato la volontà di creare un legame fra la mostra e la città che la ospita.
La sfida più grande, a detta di Dargur Eggertsson, è stata quella di trovare sponsor e di dover lavorare con un budget ristretto. Il progetto ha ricevuto alcuni fondi dal Ministero degli Affari Esteri norvegese e da DOGA – Norwegian Centre for Design and Architecture, mentre il legno è arrivato da fornitori italiani.

Sami Rintala, dopo la laurea in architettura all’università di Helsinki, ha lavorato con il collega italo-finlandese Marco Casagrande a progetti di rilievo internazionale, partecipando anche alle più importanti Biennali, inclusa quella di Venezia nel 2000 con l’installazione “Sixty Minute Man”.
Nel 2007, insieme al collega islandese Dagur Eggertsson, ha fondato in Norvegia lo studio Rintala-Eggerston che si occupa di opere d’arte pubblica, architettura e pianificazione urbana. Con le loro installazioni hanno fatto il giro del mondo, dal Victoria & Albert Museum di Londra al National Art Museum di Pechino, fino ad approdare ora alla Biennale di Venezia.
Lo scorso 23 marzo Rintala era stato ospite del Be Nordic 2018, evento dedicato al lifestyle nordico svoltosi alla Microsoft House a Milano. L’architetto finlandese trapiantato in Norvegia era intervenuto all’interno del seminario sull’architettura nordica “Be Nordic è Freespace”, alla presenza di numerosi architetti italiani e giornalisti di settore.

Apertura BIENNALE ARCHITETTURA 2018, Venezia: 26 maggio-25 novembre 2018

Apertura CORTE DEL FORTE, Forte Marghera, Mestre: 23 maggio-30 settembre 2018

Dal 18 maggio, a Mantova, arriva il BAM!, il raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta

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Stanno per arrivare, alcuni sono già in viaggio: da venerdì 18 a domenica 20 i cicloviaggiatori europei si danno appuntamento a Mantova, per la quarta edizione del BAM!.

Tre giorni di pedalate alla scoperta del territorio, di racconti, di musica e di notti sotto le stelle. Tre giorni per ritrovarsi tra appassionati, per condividere storie, viaggi e progetti, e per diffondere insieme la cultura sostenibile e democratica delle due ruote.

 

Dopo le montagne di Livigno (Sondrio) e la suggestiva Rocca di Noale (Venezia), il BAM sceglie quest’anno per suoi bamers una nuova location: è Mantova, città della cultura e patrimonio dell’UNESCO, che sta diventando sempre più anche capitale delle due ruote e punto di partenza di meravigliosi itinerari cicloturistici nel cuore della Lombardia. Un’occasione per conoscere un nuovo territorio, le sue strade bianche, le colline, i laghi e la sua enogastronomia.

 

Nuova sede, vecchia formula: ci sarà una grande area expo dedicata ai brand più noti, presenti con i loro prodotti dedicati al viaggio, ma anche ai piccoli produttori, agli artigiani della bici e alle associazioni e realtà territoriali che lavorano nel settore. Ci sarà l’area camp dove si può dormire insieme sotto le stelle. E poi workshop di bikepacking e di video racconto, concertiincontripresentazioni, birre, truck food gourmet, e le pedalate, alla scoperta di nuovi itinerari. Tutto senza mai occuparsi di tempi o di performance: la bici è una passione, non uno strumento per mettere alla prova se stessi.

Tre le pedalate alla scoperta del territorio: da 130, 70 e 50 km, sempre con uno sguardo alle bellezze del territorio e ai sapori.

 

Tra gli ospiti, per citarne solo alcuni, grandi viaggiatori come Dino Lanzaretti, tornato di recente da uno straordinario viaggio in Siberia e in Asia (e poi a casa, sempre in sella) o Willy Mulonia, bresciano che ha attraversato tutti i continenti pedalando, fino a tutti coloro che, senza girare il mondo, usano la bici come punto di vista, per conoscere quello che li circonda, vecchi e giovani, ricchi o squattrinati, poco importa. Ma anche le viaggiatrici Monica Nanetti, Bruna Boldrin, Annita Casolo, Silvia Gottardi e Linda Ronzoni.

 

Molte le novità in programma, tra cui workshop per imparare a preparare le borse, il workshop di meccanica o “storytelling”, ma anche i numerosi appuntamenti con la musica live, il venerdì, il sabato sera e la domenica mattina.
Per esplorare Mantova e le sue ricchezze in bici saranno organizzati dei mini tour in Brompton, la famosa bici pieghevole inglese, che sarà possibile noleggiare al village.

Grande novità anche il pre-BAM! a Sermide, lungo il Po, in provincia di Mantova, dove, giovedì sera, per chi volesse allungare la sua esperienza, sarà possibile trovare grigliata, musica, area campeggio, docce calde e molte proposte di attività.

Il BAM! inizia infatti prima di venerdì: inizia quando i viaggiatori salgono in bici per arrivare. Ci sono gruppi organizzati in partenza da Padova, Venezia, Firenze, Verona, Rovereto, Iseo, Brescia, Parma, Reggio Emilia, Bologna, Milano, Torino, Bergamo, Rovigo, Treviso, Arles (FR), Lubiana (SLO) e dal Rifugio Lausen, sui Monti Lessini.

 

BAM! è il primo evento in Italia e uno dei pochi in Europa che mira a intercettare fenomeni in forte crescita come quello del bike-packing, della bici gravel e della bici avventura, oltre che quello dei piccoli e grandi viaggi.

Info: www.bameurope.it
BAM! È un evento di 3parentesi – www.3parentesi.it

 

Cosa devi portare al BAM?

1. la bici

2. la tenda (se vuoi)

3. una catena per proteggere la tua bici

4. una luce frontale per il campeggio

5. le luci per la bici…

e poi allegria e voglia di incontrare altri come te.

 

Cosa devi sapere?

1. il village e il nostro desk si trovano a Lungolago Gonzaga

2. l’area camp è a Campocanoa, prima del ponte

3. registrati prima di piantare la tenda

4. il campeggio sarà sorvegliato durante il giorno, fino a mezzanotte

5. a Campocanoa c’è un’area parcheggio gratuita

6. ricorda che le ride BAM! non sono gare:

rispetta il codice della strada e

goditi il paesaggio

Presentato oggi a Roma FLUX Festival Lituano delle arti | dal 4 al 15 maggio 2018

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In occasione del centenario della Repubblica Lituana tutta la vivacità e il fermento della scena artistica del Paese baltico arrivano a Roma dal 4 al 15 maggio con FLUX – Festival Lituano delle arti.

3 mostre, 2 rassegne video, 5 concerti, 5 spettacoli – per un totale di 12 giornate di arteteatrodanza, musica performanceproiezioniarchitettura e fotografia, – riempiranno il calendario culturale della Capitale nelle sue sedi più prestigiose: l’Auditorium Parco della Musica, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Teatro Argentina, il Teatro India, Palazzo Braschi e il Museo Baracco.

La manifestazione è prodotta dalla Fondazione Musica per Roma con l’Istituto di Cultura Lituano, in collaborazione con il Teatro di Roma-Teatro Nazionale, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Comune di Roma, l’Ambasciata della Repubblica Lituana, e sostenuta dal Ministero della Cultura della Repubblica Lituana, grazie alla promozione sul territorio realizzata dal Dipartimento del Turismo della Lituania.

FLUX vuole regalare alla città di Roma la possibilità di scoprire e apprezzare la varietà e il dinamismo delle arti lituane nelle sue molteplici diramazioni. Un fluire di creatività libero e ininterrotto, in costante evoluzione, un “flux” appunto: sono questi i caratteri espressivi degli artisti contemporanei del Paese baltico, influenzati tanto delle tecnologie e dai nuovi mezzi di comunicazione, quanto dai grandi maestri del passato e dalle esperienze peculiari della loro terra.

Un festival unico, dove sperimentazione e rilettura dei classici si integrano attraverso una visione interdisciplinare ereditata dallo spirito del manifesto del movimento “Fluxus”, pubblicato nel 1963 da George Maciunas.

A Roma arriveranno i protagonisti più importanti e riconosciuti della scena culturale lituana insieme a uno straordinario gruppo di giovani artisti, registi e compositori che stanno conquistando un posto di primo piano nella mappa culturale internazionale.

Accanto al padre del cinema sperimentale Jonas Mekas, a due nomi leggendari del teatro lituano come Eimuntas Nekrošius e Oskaras Koršunovas, al videoartista di fama mondiale Deimantas Narkevičius, ai tre giganti del jazz Vladimir TarasovLiudas Mockūnas e Eugenijus Kanevičius, e ad Anton Lukoszevieze con The Apartment House, pluripremiato ensemble di musica sperimentale di base a Londrala Capitale ospiterà la giovane direttrice d’orchestra, apprezzata in tutto il mondo Mirga Gražinytė-Tyla, la promettente e anticonformista regista Kamilė Gudmonaitė, la compositrice Justė Janulytė, la poetessa femminista Laima Kreivytė, la danzatrice e perfomer Gintarė Minelgaitė, l’impetuosa compagnia di danza urbana LOW AIR. Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė e Rugilė Barzdžiukaitė, autrici della sorprendente “nuova opera” Buona giornata! (Have a Good Day!), arrivano per la prima volta in Italia dopo aver riscosso grandi consensi di pubblico e critica in tutto il mondo.  Non mancheranno poi le arti performative con le performance della stessa Lina Lapelytė e di Gintarė Minelgaitė, artista teatrale e metodologa e Andrej Polukord, che utilizza la pittura, le installazioni, e la videoarte per creare ambienti imprevedibili.

Grande spazio avranno anche le arti visive con Fast-forwarded (Artapes), selezione di opere video lituane a partire dagli anni ’90, a cura di Ūla Tornau e Asta Vaičiulytė; e due mostre fotografiche: Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marija DrėmaitėGiedrė JankevičiūtėVaidas Petrulis, e I mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė.

 

GLI EVENTI

A inaugurare il Festival il 4 maggio, alle 19.00, in Auditorium Arte, il videoartista Deimantas Narkevičius, tra i più noti e riconosciuti artisti lituani, due volte alla Biennale di Venezia, che arriva per la prima volta a Roma per presentare 20 luglio 2015, con la curatela di Anna Cestelli Guidi. Una doppia video installazione che riprende la rimozione delle ultime statue socialiste rimaste nella città di Vilnius. Una dismissione dai risvolti grotteschi che diventa metafora dello smantellamento dell’intero sistema socialista. Il lavoro sarà in mostra fino al 18 giugno.

L’inaugurazione del Festival prosegue alle 20.30 con un concerto diretto da Mirga Gražinytė-Tyla, per la Stagione Sinfonica dell’Accademia di Santa Cecilia. Classe 1986, la prima donna a essere nominata direttore della City of Birmingham Symphony Orchestra, dopo Sakari Oramo e Sir Simon Rattle. In seguito a un’apparizione folgorante ai PROMS di Londra nel 2017, la stampa inglese la ritiene una delle personalità musicali più influenti del momento. Dopo il MET di New York, la Kammerorchester di Vienna e l’Orchestre de Radio France, Mirga debutterà con l’Orchestra di Santa Cecilia (Sala Santa Cecilia) in un omaggio a Debussy di cui dirigerà La mer, il brano in cui il compositore riversò tutto il suo amore per il mare e le suggestioni che questo gli suscitava e una selezione di Preludi. Nell’ambito della serata verrà eseguito il Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 di Mozart interpretato da Francesco Piemontesi, rinomato per le sue esecuzioni di Mozart e del repertorio del Classicismo viennese. Repliche il 5 e il 6 maggio alle 18.00.

Il 5 maggio la giornata inizia alle 11.30 al MAXXI, con Fast-forwarded (Artapes), rassegna di video arte lituana introdotta da un talk cui parteciperanno le curatrici Ūla Tornau, Asta Vaičiulytė, l’artista Deimantas Narkevičius e Anna Cestelli Guidi. Un’occasione imperdibile per conoscere l’evoluzione di questo linguaggio dagli anni ‘90 a oggi. I video di artisti come Eglė Budvytytė, CAC TV, CORO Collective, Kipras Dubauskas, Dalia Dūdėnaitė, Laura Garbštienė, G-Lab (Arturas Bumšteinas e Laura Garbštienė), Arūnas Gudaitis, Donatas Jankauskas, Evaldas Jansas, Ieva Kabašinskaitė, Dainius Liškevičius, Gintaras Makarevičius, Deimantas Narkevičius, Robertas Narkus e Jokūbas Čižikas, Marija e Petras Olšauskai, Artūras Raila, Darius Žiūra saranno in visione fino al 6 maggio.

Due mostre fotografiche e itineranti, per la prima volta in Italia, inaugurano nel Foyer Sinopoli in Auditorium il 5 maggio alle 19.00Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), a cura di Marijja DrėmaitėGiedrė JankevičiūtėVaidas Petrulis e I Mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė. La prima, già esposta a Parigi nella sede Unesco, racconta l’eccezionale sviluppo architettonico e urbanistico di Kaunas, capitale della neonata Repubblica di Lituania, in pieno ottimismo modernista. La seconda, nata dal recente recupero dell’opera di Vitas Luckus“principe della fotografia sovietica”, come lo ha definito il New York Times, riguarda un ciclo di sperimentazioni realizzate tra il 1968 e il 1972 in cui alcuni mimi e i loro corpi diventano centro formale della composizione fotografica.

Spazio anche ai suoni più sperimentali con Anton Lukoszevieze and The Apartment House, noti per le loro particolari esecuzioni di musica contemporanea, che il 7 maggiointerpreteranno Musica per chiunque (Music For Everyman), di George Maciunas alle 21.00, in Auditorium Teatro Studio. Fino al 31 maggio inoltre, presso il “Sound Corner” dell’Auditorium sarà possibile ascoltare l’installazione sonora Psalms (Salmi) della compositrice e performer Justė Janulytė (1982): musica monocromatica per flauti, ispirata al suono della lettura di salmi e alla recita corale di preghiere.

Lo spessore e la vivacità della scena musicale e teatrale sono rappresentate da artiste come Vaiva Grainytė (1984), Lina Lapelytė (1984), Rugilė Barzdžiukaitė (1983), autrici dell’opera contemporanea Buona giornata! (Have a good day!) messa in scena dalla compagnia Operomanija di Vilnius l’8 maggio, alle 21.00 al Teatro Argentina. “Un’opera intelligente e sovversiva”, ha decretato il New York Times. Protagoniste dieci donne con storie diverse alle spalle, accomunate però dalla meccanicità del servizio che svolgono, da quel costante sorriso artificiale che maschera i loro volti e da tutte quelle frasi di circostanza che si ritrovano a recitare ogni giorno – «Buongiorno!», «Grazie», «Buona giornata!». Il libretto dell’opera mescola linguaggio parlato e lingua letteraria, entrambi calati nell’attualità del quotidiano. In sottofondo il continuo «bip» dei prodotti scansionati.

Il 9 maggio si torna al Teatro Studio dell’Auditorium per l’incredibile commistione tra danza urbana e arti visive della giovane compagnia LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius, che porta sul palco Fine dei giochi (Game Over), visionario e magico balletto ispirato a Julio Cortázar: un elogio della fantasia come soluzione per affrontare i problemi della vita quotidiana.

Il 10 maggio alle 19.00 un appuntamento memorabile: Jonas Mekas, ultranovantenne poeta e filmmaker lituano, fondatore del New American Cinema Group negli anni ’60, in collegamento Skype da Brooklyn con il duo di curatori Francesco Urbano Ragazzi, introdurrà all’Auditorium quattro dei suoi folgoranti cortometraggi sulla sua esperienza di rifugiato a New York: scene dalla vita di Andy Warhol, Yoko Ono, John Lennon, Jackie Kennedy e George Maciunas si susseguono in un caleidoscopico diario visivo accompagnato dalle riflessioni dell’artista sulla felicità e l’amicizia. In primo piano il fermento culturale di Fluxus e della Factory di cui Mekas è stato protagonista e testimone, sullo sfondo la condizione solitaria di un esule sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale.

La programmazione continua nel solco della rivisitazione dei classici. Alle 21.00, in Sala Petrassi all’Auditorium, Eimuntas Nekrošius, massimo esponente del teatro lituano, dirigerà Franz Kafka: Un digiunatore. La storia è quella di un artista che grazie ai suoi digiuni prolungati riesce ad attirare l’ammirazione di folle di spettatori. Tuttavia, nonostante abbia aggiunto l’apice della fama, si trova a morire solo e dimenticato da tutti. La compagnia Meno Fortas, tra le più affermate in Europa, interpreta il canovaccio kafkiano toccando le corde più profonde dello spettatore e facendolo sorridere al tempo stesso.

Diverse performance di arte e danza animeranno Palazzo Braschi e il Museo Baracco l’11 maggio: Lina Lapelytė, coautrice di Buona giornata! presenterà Pirouette, performance e lavoro sonoro sui cicli della vita; Gintarė Minelgaitė con Self-Fles ironica e surreale mise-en-scène, mentre Andrej Polukord, classe 1990, presenterà Chez Andre per la prima volta a Roma. Il ciclo, a cura di Claudio Libero Pisano, prosegue il 12 maggio con la performance itinerante della poetessa femminista Laima Kreivytė in alcuni spazi pubblici della città.

Il 13 maggio alle ore 21.00 al Teatro Studio sarà la volta di una straordinaria jam session frutto dell’incontro sul palco fra tre nomi fondamentali del panorama jazz lituano e non solo: Vladimir Tarasov (percussioni), Liudas Mockūnas (sassofono) e Eugenijus Kanevičius (bassi ed elettronica). Il trio presenterà Intuitus, ultimo lavoro pubblicato per la NoBusiness Records.

Un altro pilastro del teatro lituano, Oskaras Koršunovas, dirigerà il 14 maggio alle 21.00 nel Teatro Studio dell’Auditorium una tra le sue migliori performance: la pluripremiata rilettura deiBassifondi di Maksim Gorkij elaborata insieme alla sua compagnia OKT / Teatro della città di Vilnius. Uno struggente lavoro sui personaggi, ben oltre la lettura sociale portante dell’operaFondamentale è infatti l’incontro tra l’attore come persona reale e il personaggio da lui inventato. Lo spettacolo è completamente “nudo”, ossia privo di scenografie, luci e persino di quella che potremmo definire la linea narrativa del dramma. In questo modo si favorisce un incontro tra attori e pubblico che non è condizionato dai ben noti artifici del teatro.

L’Oskaras Koršunovas Theatre si esibirà anche in una sessione sperimentale scritta a più mani: Trans Trans Trance in prima nazionale il 15 maggio alle 18.00 al Teatro India. Un lavoro corale e autobiografico, diretto dalla giovanissima e anticonformista Kamilė Gudmonaitė (1992), che chiude l’ultima giornata del Festival con una riflessione sui temi della sessualità, della femminilità e del genere. Un atto unico sull’identità sessuale e la femminilità in relazione alle convenzioni che la riguardano.

Il Festival ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica di Lituania e l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Inoltre è finanziato dal Ministero della Cultura della Repubblica lituana e organizzato e promosso dalla fertile collaborazione di diverse istituzioni italiane e lituane: Fondazione Musica per RomaIstituto di Cultura LituanaAccademia Nazionale di Santa CeciliaTeatro di Roma – Teatro Nazionale, MAXXI Museo Nazionale delle arti del xxi secoloComune di RomaCAC – Centro di Arte Contemporanea (Lituania)Commissione Nazionale Lituana per l‘UNESCOAssociazione Fotografi Lituani Dipartimento di KaunasCentro di Fotografia Vitas LuckusLOW AIR / Teatro danza della città di VilniusMeno Fortas teatro, OKT / Teatro della città di VilniusAmbasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica ItalianaDipartimento del Turismo della Lituania.

PROGRAMMA

mostre I musica I teatro I

danza I performance

 

 

VENERDÌ 04.05

 

Auditorium Parco della Musica

 

ARTE

 

19:00 20 luglio 2015 (2016)

Deimantas Narkevičius (LT)

Mostra a cura di: Anna Cestelli Guidi (IT)

[AuditoriumArte – mostra apertanfino all’8 Giugno]

 

MUSICA

 

20:30 Debussy La Mer, Mozart Concerto per pianoforte N.27

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (IT)

Direttore: Mirga Gražinytė-Tyla (LT)

Pianoforte: Francesco Piemontesi (IT)

[Sala Santa Cecilia – biglietti: www.santacecilia.it]

 

SABATO 05.05

 

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

 

ARTE

 

11:00 & 15:00 Fast-forwarded. Selezione di opere video lituane a partire dagli anni ‘90 (ARTAPES)

A cura di: Ūla Tornau, Asta Vaičiulytė (LT)

Con: Eglė Budvytytė, CAC TV, Coro Collective, Kipras Dubauskas, Dalia Dūdėnaitė, Laura Garbštienė, G-Lab Arūnas Gudaitis, Donatas Jankauskas, Evaldas Jansas, Ieva Kabašinskaitė, Dainius Liškevičius, Gintaras Makarevičius, Deimantas Narkevičius, Robertas Narkus e Jokūbas Čižikas, Marija e Petras Olšauskai, Artūras Raila, Darius Žiūra (LT)

 

11:30 Talk con le curatrici:

Ūla Tornau, Asta Vaičiulytė (LT)

e l’artista: Deimantas Narkevičius (LT)

Modera: Anna Cestelli Guidi (IT)

 

Auditorium Parco della Musica

 

MUSICA

 

18:00 Debussy La Mer,

Mozart Concerto per pianoforte N.27

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (IT)

Direttore: Mirga Gražinytė-Tyla (LT)

Pianoforte: Francesco Piemontesi (IT)

[Sala Santa Cecilia – biglietti: www.santacecilia.it]

 

ARTE

 

19:00 Incontro con i curatori delle mostre:

Architettura dell’ottimismo

Mostra di architettura

A cura di: Marija Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė, Vaidas Petrulis (LT)

[Foyer Sinopoli – fino al 9 maggio]

 

I Mimi

Vitas Luckus

Mostra fotografica

A cura di: Ieva Meilutė-Svinkūnienė (LT)

[Foyer Sinopoli – fino al 9 maggio]

 

DOMENICA 06.05

 

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

 

ARTE

 

11:00 & 15:00 Fast-forwarded. Selezione di opere video lituane a partire dagli anni ‘90 (ARTAPES)

A cura di: Ūla Tornau, Asta Vaičiulytė (LT)

Con: Eglė Budvytytė, CAC TV, Coro Collective, Kipras Dubauskas, Dalia Dūdėnaitė, Laura Garbštienė, G-Lab, Arūnas Gudaitis, Donatas Jankauskas, Evaldas Jansas, Ieva Kabašinskaitė, Dainius Liškevičius, Gintaras Makarevičius, Deimantas Narkevičius, Robertas Narkus e Jokūbas Čižikas, Marija e Petras Olšauskai, Artūras Raila, Darius Žiūra (LT)

 

 

Auditorium Parco della Musica

 

MUSICA

 

18:00 Debussy La Mer,

Mozart Concerto per pianoforte N.27

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (IT)

Direttore: Mirga Gražinytė-Tyla (LT)

Pianoforte: Francesco Piemontesi (IT)

[Sala Santa Cecilia biglietti: www.santacecilia.it]

 

LUNEDì 07.05

 

 

Auditorium Parco della Musica

 

MUSICA

 

21:00 George Maciunas: Musica Per Chiunque (1962)

Apartment House

Performer: Anton Lukoszevieze, Simon Limbrick, Loré Lixenberg, Heather Roche, Mira Benjamin, Kerry Yong (GB)

[Teatro Studio Borgna biglietti: www.auditorium.com]

 

 

MARTEDÌ 08.05

 

Teatro Argentina

 

OPERA

 

21:00 Buona Giornata!

Opera per 10 cassiere, con sottofondo di un centro commerciale e pianoforte di Operomanija

Autrice del libretto: Vaiva Grainytė (LT)

Compositrice e direttrice musicale: Lina Lapelytė (LT)

Regista e scenografa: Rugilė Barzdžiukaitė (LT)

[Biglietti: www.teatrodiroma.net]

 

MERCOLEDÌ 09.05

 

Auditorium Parco della Musica

 

DANZA

 

21:00 Fine Dei Giochi

Spettacolo di danza e arte visiva e performance musicale di LOW AIR / Teatro danza della città di Vilnius

Con: Lauryna Liepaitė, Airida Gudaitė & Laurynas Žakevičius,

Povilas Laurinaitis, Adas Gecevičius (LT)

[Teatro Studio Borgna biglietti: www.auditorium.com]

 

 

 

GIOVEDÌ 10.05

 

 

Auditorium Parco della Musica

 

CINEMA

 

 

19:00 Questo lato del paradiso Jonas Mekas

Proiezione video a cura di: Francesco Urbano Ragazzi (IT)

Film: Scenes from the life of Andy WarholFriendship and Intersections, 1990, 35 min,

Zefiro Torna or Scenes from the life of George Maciunas, 1992, 35 min,

Happy Birthday to John, 1995, 24 min,

This side of Paradise, 1999, 35 min.

Talk con: Jonas Mekas (LT), Francesco Urbano Ragazzi (IT) (via skype)

[Studio 3]

 

TEATRO

 

21:00 Franz Kafka: Un Digiunatore

Spettacolo teatrale della compagnia Meno Fortas

Regista: Eimuntas Nekrošius (LT)

[Sala Petrassi – biglietti: ww.auditorium.com]

 

 

 

VENERDÌ 11.05

 

Palazzo Braschi e Museo Barracco

 

PERFORMANCE

 

 

17:00 / 20:00 Programma di performance d’arte lituane

A cura di: Claudio Libero Pisano (IT)

Performer: Lina Lapelytė Pirouette,

Gintarė Minelgaitė Self Fles,

Andrej Polukord Chez Andre

 

 

 

SABATO 12.05

 

PERFORMANCE

 

17:00 / 20:00 Programma di performance d’arte lituane

A cura di: Claudio Libero Pisano (IT)

Performer: Laima Kreivytė (LT)

 

 

 

DOMENICA 13.05

 

Auditorium Parco della Musica

 

MUSICA

 

21:00 Concerto jazz: Intuitus

Musicisti: Vladimir Tarasov (tamburi, batteria),

Liudas Mockūnas (sassofono),

Eugenijus Kanevičius (basso, electronics)

(LT)

[Teatro Studio Borgna biglietti: www.auditorium.com]

 

 

 

LUNEDÌ 14.05

 

Auditorium Parco della Musica

 

TEATRO

 

21:00 Maksim Gorkij: Bassifondi

Spettacolo teatrale di OKT / Teatro della città di Vilnius

Regista: Oskaras Koršunovas (LT)

[Teatro Studio Borgna biglietti: www.auditorium.com]

 

 

 

MARTEDÌ 15.05

 

Teatro India

 

DANZA

 

18:00 Trans Trans Trance

Spettacolo teatrale di OKT / Teatro della città di Vilnius

Regista: Kamilė Gudmonaitė (LT)

[Biglietti: www.teatrodiroma.net]

 

 

 

MAGGIO 1-31

Auditorium Parco della Musica

 

MUSICA – INSTALLAZIONE SONORA

 

Sound Corner / 43 presenta

Justė Janulytė (LT)

Psalms (2008)

44’

 

LUOGHI

Auditorium Parco della Musica

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Palazzo Braschi e Museo Barracco

Teatro Argentina

Teatro India

 

 

Per info
www.lithuanianculture.lt
www.auditorium.com
www.santacecilia.it
www.teatrodiroma.net
www.fondazionemaxxi.it
www.lithuania.travel

“IUVENTA” AL BIOGRAFILM FESTIVAL 2018: in Prima Mondiale il documentario sulla Nave che ha salvato migliaia di migranti

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Sarà presentato in prima mondiale al Biografilm – festival cinematografico internazionale dedicato alle biografie e ai racconti di vita che si svolgerà a Bologna dal’1 al 24 giugno – Iuventa, il film documentario diretto da Michele Cinque e prodotto da Lazy Film con Rai Cinema, in coproduzione con Sunday Films e ZDF/3Sat, in associazione con Bright Frame.

Il documentario Iuventa segue per oltre un anno i protagonisti della ONG tedesca Jugend Rettet, dalla prima missione nel Mediterraneo al sequestro della nave avvenuto lo scorso 2 agosto nel porto di Lampedusa. La giovane ONG – fondata nel 2015 da un gruppo di ragazzi tedeschi per salvare i migranti nel Mediterraneo, ma soprattutto come gesto di richiesta attiva ai governi d’Europa di creare un servizio pubblico di salvataggio, come era stato Mare Nostrum – è assurta alla cronaca per le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che hanno portato al sequestro preventivo dell’imbarcazione e all’odierna sentenza che tale sequestro conferma.

Dalla nascita di Jugend Rettet (gioventù che salva) al crowdfunding attivato nel 2016 per comprare il vecchio peschereccio poi rinominato “Iuventa” (gioventù); dai quindici giorni della prima missione in mare aperto, in cui vengono salvati più di duemila naufraghi, al rientro dei giovani a Berlino; dal viaggio in Sicilia per ritrovare i ragazzi salvati sei mesi prima fino al sequestro dell’agosto dell’anno scorso, il film è un viaggio intenso e toccante scandito dalla narrazione del regista.

Il documentario attraversa la vita sulla barca, le speranze e i timori dei ragazzi della ONG, il ritrovamento dei barconi, l’imbarco dei naufraghi, l’incontro con la morte. Ma il film non si ferma alla vita in mare, segue i ragazzi della Jugend Rettet prima a Berlino poi in Croazia, in Sicilia e a Malta, per investigare e raccontare il gesto utopico di questi ragazzi europei, le profonde istanze che lo hanno motivato e il drammatico scontro con la realtà.

Nel giorno dell’attesa sentenza Michele Cinque commenta così il verdetto della Prima Sezione Penale della Cassazione che ha confermato il sequestro: E’ paradossale che durante una crisi umanitaria di tali proporzioni, dopo otto mesi di sequestro preventivo e ancora nessuna accusa mossa ai giovani della Jugend Rettet e dopo il dissequestro della Proactiva, la Iuventa rimanga ferma nel porto di Trapani. Solo nell’ultimo weekend sono stati salvati oltre 1400 migranti che hanno scelto di tentare la roulette russa del Mediterraneo pur di scappare dalla Libia, Paese in cui la stessa Onu ha riconosciuto gravissime violazioni dei diritti umani, e non si conoscono i numeri esatti di chi ha perso la vita in mare nelle ultime ore in seguito all’ennesimo naufragio al largo di Sabratha. Pur essendo una fase indiziaria del processo, in quanto l’indagine della procura di Trapani è ancora in corso, per chiunque conosca la situazione nel Mediterraneo centrale è scontato che ci sia bisogno della Iuventa e delle altre navi delle Ong per far fronte all’emergenza in mare ma anche per testimoniare cosa sta succedendo laggiù”.

“Le Ong non hanno mai rappresentato la soluzione al problema ma hanno fatto fronte al drammatico vuoto lasciato dalle autorità europee nel Mediterraneo dopo la chiusura di Mare Nostrum. Oggi più che mai è necessario un nuovo Mare Nostrum, altrimenti ci renderemo colpevoli di quello che sta succedendo nel Mediterraneo.

WINE DAYS ITALY – Evento Enogastronomico di Milano Food City

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Si terrà i prossimi 11-12-13 Maggio 2018
presso Base Milano Wine Days Italy
evento enogastronomico nazionale
inserito all’interno del palinsesto di Milano Food City
e patrocinato dal Comune di Milano.

L’evento è a ingresso gratuito
il percorso di degustazione delle varie cantine presenti è a pagamento
da oggi acquistabile online in prevendita sul circuito Mailtciket Italia:http://bit.ly/WineDays18_Mailticket

Con possibilità di acquisto di due pacchetti:

Fino alle ore 20.00 – Pacchetto Day

Percorso di degustazione a 15€ comprensivo di:

· Calice e relativa taschina portabicchiere, con cui assaggiare tutti i vini presenti;

· Brochure informativa;

· Braccialetto/pass con cui accedere alle degustazioni;

· Buono omaggio del valore di 5€ da consumarsi presso le cantine presenti per l’acquisto di una bottiglia

 

Dopo le 20.00 – Pacchetto Night

Percorso di degustazione a 10€ comprensivo di:

· Calice e relativa taschina portabicchiere;

· Brochure informativa;

· Braccialetto/pass con cui accedere alle degustazioni;

· 5 token del valore di 1€ ciascuno con cui degustare i vini delle cantine presenti.

Per ulteriori consumazioni sarà possibile acquistare altri token in loco.

 

 

E’ consigliato l’acquisto dei pacchetti di degustazione 
in prevendita online:
http://bit.ly/WineDays18_Mailticket 

Se vi saranno ulteriori disponibilità i pacchetti saranno acquistabili anche direttamente in loco durante lo svolgimento dell’evento.

 

ULTERIORI INFORMAZIONI su WINE DAYS ITALY:

PARTNER UFFICIALE
Winelivery – www.winelivery.com 

ORARI

・ Venerdì 11 Maggio dalle ore 17.00 alle ore 24.00

・ Sabato 12 Maggio dalle ore 12.00 alle ore 24.00

・ Domenica 13 Maggio dalle ore 12.00 alle ore 22.00

INGRESSO

L’ingresso a Wine Days Italy è gratuito, i percorsi di degustazione sono a pagamento con la seguente formula:

 

Fino alle ore 20.00:

Percorso di degustazione a 15€ comprensivo di:

· Calice e relativa taschina portabicchiere, con cui assaggiare tutti i vini presenti;

· Brochure informativa;

· Braccialetto/pass con cui accedere alle degustazioni;

· Buono omaggio del valore di 5€ da consumarsi presso le cantine presenti per l’acquisto di una bottiglia

 

Dopo le 20.00:

Percorso di degustazione a 10€ comprensivo di:

· Calice e relativa taschina portabicchiere;

· Brochure informativa;

· Braccialetto/pass con cui accedere alle degustazioni;

· 5 token del valore di 1€ ciascuno con cui degustare i vini delle cantine presenti.

Per ulteriori consumazioni sarà possibile acquistare altri token in loco.

COME RAGGIUNGERCI

Base Milano è ben inserita nell’immaginario dei cittadini milanesi e facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici, si trova in Via Bergognone, 34, 20144, Milano.

PER INFORMAZIONI
Paola 02 58118803
info@winedaysitaly.it
www.winedaysitaly.it

Lingerie Day: LELO invita a svelare quello che ci hanno sempre detto di tenere nascosto

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Tutti ce l’abbiamo, la indossiamo per prima al mattino ed è l’ultimo strato che togliamo e c’è persino chi la ritiene un fetish. Ma quanto davvero sappiamo di questo lussurioso indumento? In media, una donna acquista almeno 20 completi intimi per la propria quotidianità e 15 per occasioni speciali. Fin da piccole le nostre mamme ci hanno sempre suggerito di tenere una biancheria curata, ma ben nascosta: reggiseno per sostenere e slip per coprire. Ma con il National Lingerie Day alle porte, LELO, brand leader nel mondo degli accessori per l’intimità, ti svela qualche segreto che – forse – ancora non conoscevi.
Sapevi che questo 24 aprile è il National Lingerie Day? Si celebra così quel capo che sta tra la pelle e l’abito. Per questo, ti invitiamo a spendere qualche minuto in più nella scelta della biancheria… che possa essere di buon auspicio per un brivido extra!

Chi l’ha inventata? 

Dobbiamo ringraziare gli antichi Greci per essere stati i primi ad averla utilizzata e i francesi per averle dato quel tocco sensuale che tanto amiamo.


Più di un semplice indumento

Cosa c’è sotto i vestiti conta: puoi raccontare una vera e propria storia sulla lingerie che una donna indossa.

Vestirsi per scoprirsi 

Indossare lingerie sexy aumenta la confidenza di una donna e, da questa immagine, ne celebra un’indole sicura. Mette in evidenza la bellezza del tuo corpo, aiutandoti a valorizzarlo così com’è.

È giusto e divertente approfondire i tuoi desideri e conoscere ciò che ti fa impazzire, ti aiuterà a rilassarti in situazioni speciali e a concentrarti sui tuoi bisogni.

Sperimenta con un partner discreto ma potente, ti presentiamo MIA 2!