Arte 2020: mostre esclusive in Svizzera

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Olafur Eliasson al Kunsthaus di Zurigo (c) Premere Kunsthaus Kunsthaus Züric

Da stazioni di servizio improvvisamente illuminate da dipinti ad olio espressionisti fino a fotografie espressive dal Mediterraneo: Gli amanti dell’arte possono gioire musei svizzeri nel 2020 per una serie di mostre di prima classe. Una panoramica delle più importanti esposizioni delle offerte del sito www.MySwitzerland.com/events . Informazioni sui musei d’arte moderna in Svizzera sono in www.MySwitzerland.com/amos da trovare.

Fondazione Beyeler, Basilea: “Edward Hopper”

Dal 26 gennaio al 17 maggio 2020 mostra alla Fondation Beyeler opere di Edward Hopper (1882-1967), uno dei più importanti pittori americani del 20 ° secolo. Focus della mostra sono rappresentazioni iconiche della immensità del paesaggio e paesaggio urbano americano. La mostra comprende acquerelli e dipinti ad olio degli anni 1910 al 1960, consentendo un affascinante spaccato le molteplici sfaccettature della pittura Hopper’schen. www.fondationbeyeler.ch/hopper

Musée cantonali des Beaux-Arts, Losanna (Regione del Lemano): “sotto la pelle. Vienna 1900, da Klimt a Schiele e Kokoschka “

Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka creati in Vienna nel 1900 composizioni che impostano il mondo dell’arte sulla sua testa considerevolmente. Il Museo Cantonale d’Arte (MCBA) di Losanna offerte dal 14 febbraio al 24 MAGGIO 2020 un nuovo angolo per il contributo degli artisti viennesi allo sviluppo dell’arte moderna. L’esposizione supera il modo convenzionale di ricevimento del confronto tra le generazioni di Klimt e Schiele, tra il simbolismo ed espressionismo ed è la nascita di una nuova sensibilità nuovamente. www.mcba.ch

Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano (Ticino): “Shunk-Kender – Art attraverso l’occhio della telecamera (1957-1983)”

Dal 1 ° marzo al 14 giugno 2020, il MASI una mostra dedicata ai fotografi Harry Shunk (1924-2006) e Janos kender (1937-2009). Negli anni Cinquanta e Shunk Kender hanno iniziato la loro collaborazione. Il duo ha documentato soprattutto a Parigi ea New York aperture di mostre e biennali e gli artisti fotografati al lavoro nei loro studi o durante le esibizioni pubbliche. Questi includono Yves Klein e Jean Tinguely e Niki de Saint Phalle e Eva Aeppli, Jean Fautrier e Daniel Spoerri, Andy Warhol, Yayoi Kusama e Trisha Brown. Le tue foto raccontano la storia di una generazione che si occupa della liberazione dei corpi e gesti artistici. www.masilugano.ch

Kunsthaus di Zurigo: “Olafur Eliasson – vedere simbiotici”

L’artista danese-islandese Olafur Eliasson (* 1967) è noto per le sue spettacolari installazioni poetiche nei musei. Eliasson ha sviluppato in esclusiva per il Kunsthaus di Zurigo una nuova installazione e trasforma lo spazio del museo “Bührlesaal” in un’installazione immersiva totale che fa appello ai nostri sensi. www.kunsthaus.ch

Zentrum Paul Klee, Berna, “Lee Krasner. Living Color “

Il Centro Paul Klee è dal 7 febbraio al 10 MAGGIO 2020 la prima retrospettiva dell’artista americano Lee Krasner (1908-1984) in Svizzera. Il pittore dell’espressionismo astratto ha ispirato le loro opere numerosi artisti di sesso femminile del 20 ° secolo. In un periodo di più di 50 anni, Krasner reinventato ancora e ancora e messo in discussione il loro lavoro artistico, che si presenta sotto enorme energia di lavoro della loro vita versatile espresso. www.zpk.org

Musée Rath, Ginevra: “Odissea fotografiche. Fred Boissonnas et la Méditerranée “

Dal 24 aprile al 26 luglio 2020 il Musée Rath è dedicata al lavoro di Fred Boissonnas (1858-1946), nativo di Ginevra fotografo che ha coniato il photography Greco nel 20 ° secolo. I capannoni espositivi luce nei suoi viaggi nel Mediterraneo, che ha trascorso in cerca di luce, dopo la Magna Grecia e la libera l’Egitto, in base alle scene omerici e paesaggi biblici. La sua opera rappresenta una nuova interpretazione di paesaggi e la nostra storia. Http://institutions.ville-geneve.ch

In Europa ogni persona scatta in media 597 selfie all’anno

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  • Esplosione di Selfie: le persone in Italia e Spagna scattano selfie 1,5 volte in più rispetto ai paesi europei del nord.
  • I re dei Selfie: gli uomini del Regno Unito e dei Paesi Bassi scattano più selfie delle donne.
  • #NoFilter: nel 2019 il 58% degli europei preferisce scattare selfie senza l’utilizzo di filtri.
  • Nuove categorie di Selfie: i selfie post work out, i selfie con animali o a letto con il proprio partner sono le nuove categorie del 2019.
  • Natura vs vita notturna: gli europei preferiscono 3,5 volte in più postare foto di sé stessi durante attività all’aperto rispetto a serate notturne.
  • Influenzare tramite il potere delle immagini: oltre la metà degli europei pubblica immagini sui social media di momenti importanti della loro vita: l’85% degli europei ammette di non aver mai scattato così tanti selfie come per il 2019.

 

L’Esplosione del Selfie

La selfie-mania ha preso piede nel 2013 e da quasi un decennio è divenuta una delle tendenze più popolari di sempre, tanto che, nel 2013, “selfie” è stato inserito come parola dell’anno dall’Oxford English Dictionary. Lo studio sottoposto a più di 5.750 europei ha rilevato che i selfie sono ancora apprezzati, soprattutto dagli europei di oggi che, in media, scattano 597 selfie all’anno, rilevando un bisogno nel mercato: la richiesta di smartphone con telecamere selfie dedicate e tecnologia di telecamere AI, indispensabili per questo tipo di attività. È la Spagna in vetta alla classifica che conta una media di 728 ogni anno, seguita da Italia (718), Germania (588), Paesi Bassi (520) e Regno Unito (468). Contrariamente alla credenza popolare, lo studio ha rilevato che sono proprio gli uomini nel Regno Unito e nei Paesi Bassi a scattare più selfie alla settimana rispetto alle donne (11 vs 9).

 

Esprimere sé stessi attraverso i Selfie

In tutta Europa, quali la metà (45%) delle foto scattate dagli europei sui loro smartphone sono condivise con amici e familiari sui principali social media, rivelando la nostra tendenza a condividere momenti della nostra vita quotidiana con gli altri. Agli europei bastano solo 11 secondi per trovare l’angolatura giusta per scattare, ma occorrono ben 26 minuti per riflettere su se condividere o meno il selfie sui social media, dimostrando come dietro ad un semplice scatto sono presenti decisione consapevoli su come vogliamo rappresentarci online.

 

Contenuti autentici e senza filtra in aumento

Nel 2019 il nuovo trend dei selfie è il #NoFilter. In linea con il desiderio globale di combattere gli standard di bellezza irrealistici rappresentati dai media, i selfie scattati senza l’utilizzo di particolari filtri sono in aumento, in particolare tra i giovani, dove il 63% dei ragazzi tra i 16 e i 29 anni confessa di fare più “selfie naturali” rispetto al 2014. Lo studio ha anche scoperto che la Spagna sta aprendo la strada alla tendenza #NoFilter, con il 73% delle persone che si uniscono a questo movimento, seguite dall’Italia (71%) e dalla Francia (68%).

 

Catturare il buono, il brutto e il cattivo

Con gli smartphone sempre alla mano, la tendenza crescente a scattare foto in qualsiasi momento ha portato alla nascita di nuovi generi di selfie emergenti. Gli europei sono disposti a mettersi a nudo e condividono momenti più intimi della vita quotidiana. Il selfie “post-allenamento sudato”, “coccole al mio animale domestico”, “a letto con il mio partner” e i selfie “appena scesi dal letto” hanno tutti guadagnato posizione nel 2019, evidenziando un passaggio verso la pubblicazione di momenti autentici e veri.

 

Natura vs vita notturna

Anche gli scatti ai paesaggi sono in aumento, forse guidati dal movimento globale dei millennial eco-consapevoli che hanno maggior riguardo e attenzione verso l’ambiente. Con il tempo trascorso all’aria aperta in continuo aumento, sembra che gli europei siano desiderosi di scattare foto in mezzo alla natura, all’interno di foreste, in spiagge e in mezzo all’oceano. Lo studio ha anche rilevato che i giovani europei sono più propensi a pubblicare una foto di sé stessi nei grandi spazi aperti rispetto che all’’interno di locali notturno (il 62% scatta più foto oggi all’aperto rispetto a cinque anni fa, solo il 16% scatta selfi in discoteca), indicando un passaggio verso la documentazione di stili di vita più sani, perfetti per l’equilibrio e il benessere personale. Questa necessità ha portato di conseguenza alla nascita di fotocamere a triplo obiettivo negli smartphone come nell’HONOR 9X, che include la tecnologia di obiettivi super grandangolari, rendendo gli scatti più semplici e perfetti.

 

Influenzare gli altri attraverso il potere delle immagini

In un periodo di grandi cambiamenti sociali, la ricerca ha anche rilevato che gli europei di oggi usano le immagini per esprimere idee e modellare opinioni su cause sociali come i cambiamenti climatici. In tutta Europa, il 61% delle persone ammette di pubblicare foto sui social media per spargere la voce su questioni che sono importanti per loro e sulle cause in cui credono. Oltre la metà (55%) rivela di essere arrivata al punto di cambiare idea su un importante questione sociale dopo essere stata esposta a un’immagine, mentre un ulteriore 55% ritiene che le immagini sui social media forniscano una rappresentazione più accurata dei problemi sociali in questi giorni, rispetto ad altre forme di media come TV e giornali.

 

2020 e oltre

Lo dice anche il detto famoso: un’immagine dice più di mille parole. Sembra che la condivisione delle immagini sia qui per rimanere nel 2020 e anche negli anni successivi. Lo studio ha scoperto che i giovani dai 16 ai 29 anni scattano il 16% in più di foto sui loro smartphone rispetto a quelli di età superiore ai 30 anni, suggerendo che è probabile che la prossima generazione continui a pubblicare attraverso le immagini, usando i social media per ispirare e coinvolgere il proprio pubblico. Più di un terzo degli europei (35%) si spinge fino a dire che potrebbe immaginare di comunicare solo attraverso le immagini in futuro.

 

 

Ricerca Condotta da GingerComms per conto di HONOR su 2.053 adulti del Regno Unito e 750 adulti in Francia, Germania, Spagna, Italia e Paesi Bassi tra il 14 e il 18 novembre 2019.

 

UNHCR lancia la campagna #sopravviverealnatale

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Lo so: in questi giorni molti di voi già vivono con angoscia il rendez vous coi parenti e la convivenza forzata del Natale. C’è la nuova campagna di UNHCR realizzata con Rocco Papaleo che proprio mette a contrasto i nostri -sic- drammi natalizi a quelli dei rifugiati nei campi del Medio Oriente.

Non per fare benaltrismo, ma parlare di questa iniziativa è anche ottimo in chiave “tappo la bocca al parente che rompe con una cosa seria”. Non so, ditemi se funziona!

Un modo per riflettere sulla condizione di migliaia di rifugiati che in questo periodo dell’anno devono sul serio sopravvivere al rigido inverno.

Con la campagna #sopravvivereaNatale –  commenta Laura Iucci, direttore della raccolta fondi UNHCR Italia – abbiamo provato ad affrontare un tema serio, come le enormi difficoltà che i rifugiati devono affrontare in inverno, utilizzando una chiave alternativa, ironica ma allo stesso tempo secondo noi efficace per fare riflettere e sensibilizzare il pubblico. Per questo motivo, l’UNHCR ci tiene a ringraziare Rocco Papaleo, un attore che per questo scopo è stato fondamentale, riuscendo a combinare perfettamente un’ironia graffiante ad una grande sensibilità verso la causa dei rifugiati.” 

Oltre al cartone animato, l’attore lucano è protagonista anche di un altro video, anche in questo caso dal taglio comico e leggero, nel quale fornisce il suo kit di sopravvivenza alle festività natalizie. 

Ma se la sopravvivenza a Natale è per nostra fortuna soltanto un ironico paradosso, quella dei rifugiati all’inverno è invece una questione molto seria. In questi mesi dell’anno, l’UNHCR è infatti impegnata a garantire aiuti specifici per l’inverno a circa 3,8 milioni di rifugiati siriani e iracheni, nonché a sfollati interni e rifugiati di altre nazionalità, che quest’inverno necessiteranno di assistenza supplementare in Siria, Iraq, Libano, Giordania ed Egitto. 

Per molti siriani, si tratta del nono inverno consecutivo da affrontare lontani da casa. L’assistenza invernale comprende la distribuzione di beni di prima necessità quali coperte termiche, teloni impermeabili e indumenti pesanti. Alle famiglie rifugiate più vulnerabili, l’UNHCR sta erogando anche assistenza in denaro per soddisfarne le ulteriori necessità legate ai freddi mesi invernali. A fine ottobre, oltre 364.000 rifugiati e sfollati interni hanno ricevuto assistenza in previsione dell’inverno in Siria e Iraq. In tutta la Siria, l’UNHCR mira ad assistere 1,6 milioni di sfollati interni, mentre in Iraq oltre 660.000 sfollati interni, 157.700 rifugiati siriani e 16.800 rifugiati di altre nazionalità. In Libano, l’UNHCR sta distribuendo aiuti invernali a più di 860.000 rifugiati siriani (circa 172.000 famiglie) e 9.000 rifugiati iracheni (3.000 famiglie) che vivono al di sotto della soglia di povertà.  Il 73 per cento delle famiglie siriane rifugiate in Libano vive al di sotto della soglia di povertà che è di 3,84 dollari USA pro capite al giorno. Queste famiglie non sono in grado di soddisfare le necessità essenziali per la sopravvivenza quali cibo, salute e alloggio. A partire da questo mese, in Giordania l’UNHCR per tutto l’inverno assisterà oltre 310.000 rifugiati siriani (69.000 famiglie) nei campi e nelle aree urbane. In Egitto, a partire da novembre l’UNHCR intende erogare assistenza in denaro per l’inverno a più di 87.000 rifugiati siriani (29.000 famiglie) e 3.934 rifugiati iracheni (1.659 famiglie).

 

Per saperne di più su UNHCR e i suoi progetti visita il sito https://sostieni.unhcr.it/sopravvivere-al-natale/?cmp=19_OC_12_02

IL SOGNO DEL NATALE: ha inaugurato oggi a Milano il più grande villaggio di Babbo Natale del pianeta!

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“Da dove viene, dove vive e con chi Babbo Natale? Dove costruisce i giochi per i bambini del mondo? Legge tutte, ma proprio tutte le letterine di Natale? La slitta e le sue renne da dove partono e come si alzano in cielo la notte di Natale? Com’è la sua casa? Gli Elfi come sono fatti? Dove dormono?”

Di Babbo Natale si sa che esiste da sempre, il suo Villaggio è in Lapponia, una regione fredda e nevosa a nord della Terra, ma capita che, con una magia natalizia, l’intero Villaggio, con le sue case e i suoi abitanti, si sposti di anno in anno in altre parti del mondo….
Quest’anno, per la prima volta, il Sogno del Natale si trasformerà in realtà proprio a Milano, dal 5 dicembre fino al 6 gennaio presso l’Ippodromo Snai San Siro.

Il Villaggio di Babbo Natale è un “parco tematico” unico nel suo genere – nato dal progetto di Carmelo Giammello e grazie all’ideazione dei contenuti artistici a firma di Richi Ferrero – che vi farà vivere un’esperienza immersiva all’interno del sogno che da sempre unisce tutte le generazioni, il Natale.

Varcando i cancelli di questo universo incantato, entrerete in una realtà parallela: in un’area complessiva di 30.000 metri quadrati, organizzati in “mondi a tema”, attori e ballerini professionisti – nelle vesti di Elfi e creature fantastiche – metteranno in scena un vero e proprio spettacolo live, sotto la guida del direttore artistico e di produzione per i contenuti artistici e performativi Bledi Radonshiqi, raccontandovi aneddoti misteriosi sulle mille e una creatura che popolano questo luogo fatato.

Il percorso di visita principale si snoderà tra la Grande Fabbrica dei Giocattoli, il Corridoio degli Antenati, la Casa degli Elfi (sviluppata su due piani), e la Casa e lo Studio di Babbo Natale, e si concluderà con la visita al Ricovero delle Renne, in cui viene custodita la Grande Slitta di Babbo Natale, e al Giardino Incantato.

Il secondo percorso del Villaggio è il Mondo della Letterina, diviso a sua volta nella Stanza della Scrittura – in cui i bambini, aiutati dagli Elfi, potranno stilare la loro lista dei desideri da mandare a Babbo Natale – e nell’Ufficio Postale, dove verranno timbrate e imbucate le letterine.

Il terzo “mondo” è costituito dal Borgo degli Elfi, un pittoresco mercatino in stile nordico popolato dai simpatici aiutanti di Babbo Natale, in cui sarà possibile dedicarsi ai regali natalizi.

Un grande spazio del Villaggio sarà dedicato all’area food, con casette di legno trasformate in stand gastronomici per tutti i gusti, che si contraddistinguono per l’utilizzo di prodotti d’eccellenza tipici del territorio italiano.

Il Villaggio sarà raggiungibile anche a bordo di un trenino colorato che farà tappa nei vari mondi da esplorare, per rendere ancora più allegra quell’atmosfera natalizia che tutti noi, grandi e piccini, conserviamo nel cuore e nei ricordi.

IL VILLAGGIO SARÀ APERTO SECONDO IL SEGUENTE CALENDARIO:

Da lunedì a mercoledì: dalle ore 14 alle ore 21
Giovedì: dalle ore 10 alle ore 21
Venerdì, sabato e prefestivi: dalle ore 10 alle ore 23
Domenica e festivi: dalle ore 10 alle ore 21
Il 23/12: dalle ore 10 alle ore 21
Il 24/12: dalle ore 10 alle ore 18
Il 25/12: dalle ore 16 alle ore 22
Il 26/12: dalle ore 10 alle ore 21
31 Dicembre: 10-18
1° gennaio: 16-22
2 Gennaio: 10-21
3 Gennaio: 10-21
4 Gennaio: 10-21
5 Gennaio: 10-21
6 Gennaio: 10-21

Biglietti in vendita sulle piattaforme online TicketOne e Ticketmaster.

Queste le fasce di prezzo a disposizione:
Giorni feriali (lunedì-venerdì): adulti 13 euro – bambini 10 euro + prevendita
Giorni festivi (sabato-domenica): adulti 16 euro – bambini 13 euro + prevendita
Ticket Silver: adulti 23 euro – bambini 18 euro + prevendita (solo sabato e domenica)
Ticket Open Gold: adulti 28 euro – bambini 23 euro + prevendita

Per tariffe dedicate ai gruppi e alle scolaresche, contattare l’ufficio dedicato: gruppi@ticketone.it
I bambini entrano gratis fino ad un anno di età, e fino a 12 anni hanno diritto al biglietto ridotto.
Gli over 65, nelle giornate feriali (lunedì-venerdì), pagano 10 euro.

L’accesso al parco, incluse le attrazioni esterne, è consentito a tutti i possessori del ticket a partire dall’orario di apertura del parco senza limitazioni, mentre l’accesso alla Casa di Babbo Natale sarà regolato in base agli specifici giorni e orari stampati sui biglietti acquistati. È possibile acquistare biglietti ticket silver (validi per il giorno indicato, ma con accesso alla casa di Babbo Natale in qualsiasi orario e con la formula saltacoda) e biglietti ticket gold (validi per tutto il periodo di apertura del Villaggio con accesso alla casa di Babbo Natale in qualsiasi orario e con la formula saltacoda).

L’ORGANIGRAMMA ARTISTICO
• Ideazione e progettazione del Villaggio: CARMELO GIAMMELLO
• Direzione tecnica degli allestimenti: ROBERTO SABBI
• Organizzazione e coordinamento del Villaggio: PAOLO QUIRICO
• Ideazione dei contenuti artistici: RICHI FERRERO
• Direzione artistica: BLEDI RADONSHIQI
• Coreografie: ANNA RITA LARGHI
• Musiche originali: ANDREA BIVIANO
• Costumi: MARCO BIESTA, VERENA IDRI, MICHELE LISI
• Trucchi: GIORGIA RIZZARDI, ROSARIO MANNELLA
• Calzature: EDUART VESELI

AMICI A QUATTRO ZAMPE
Presso le aree esterne del parco è consentito l’ingresso a qualsiasi animale da compagnia al guinzaglio; nel caso di cani di grossa taglia occorre la museruola. All’interno delle strutture è consentito l’ingresso a cani di piccola taglia al guinzaglio o nell’apposito trasportino. I cani guida hanno libero accesso a tutte le aree.

LA LOCATION – IPPODROMO SNAI SAN SIRO
Per l’allestimento del più grande Villaggio di Babbo Natale mai realizzato in Italia è stato scelto un luogo speciale: l’Ippodromo Snai San Siro. Unico nel suo genere, sia per la vastità degli spazi che per la coesistenza di valori ambientali, architettonici e culturali, l’Ippodromo Snai San Siro è stato dichiarato monumento di interesse nazionale e rappresenta per la città di Milano un incredibile polmone verde di oltre 600.000 mq e con oltre circa 2.700 alberi ad alto fusto. Ma l’Ippodromo non è solo un luogo di sport, natura e cultura. Tre anni fa Snaitech, società proprietaria dell’Ippodromo, ha avviato un progetto di valorizzazione dell’impianto finalizzato ad aprirlo alla città e a tutti i cittadini. La risposta è stata straordinaria: attraverso l’organizzazione di eventi, concerti, iniziative enogastronomiche e partnership con le scuole, in tre anni 500.000 persone hanno avuto l’opportunità di visitare l’Ippodromo Snai San Siro, che ormai è a tutti gli effetti uno dei poli di ritrovo e intrattenimento più apprezzati della città di Milano. Quale luogo migliore, quindi, per allestire la dimora italiana di Babbo Natale?

IL MONDO FOOD – PIACERI D’ITALIA
La cucina e i prodotti di alta qualità della trazione italiana sono il must have di Piaceri d’Italia, ma l’attenzione al gusto si sposa con il concetto di organizzazione di eventi perfetti e la creazione di luoghi del gusto ad alto livello. È per questo che l’azienda lecchese, nata oltre vent’anni fa per sviluppare e-commerce nel settore dell’alta gastronomia, oggi è diventata il top nel settore del catering in tutta Italia.
“Quando abbiamo iniziato con l’e-commerce era troppo presto e per questo abbiamo deciso di metterci sul mercato come catering di qualità” – dichiara l’AD Franco Impelliccieri con un passato in Slow Food. “Poi da Lecco ci siamo spostati a Milano ed è nata una realtà strutturata. Dall’inaugurazione del negozio D&G in Corso Venezia con il top dei prodotti siciliani, al pranzo del G7 nel 2017, da San Pellegrino 2013 all’Expo 2015 insieme ad Eataly, oggi Piaceri d’Italia vanta grandi progetti”.
Piaceri d’Italia si contraddistingue grazie ad un concept unico, nuovo ed originale: l’utilizzo di prodotti d’eccellenza che caratterizzano il territorio italiano, diventando ambasciatori del Made in Italy del gusto per conto dei propri clienti. Specializzata nell’organizzazione di ricevimenti, eventi aziendali, matrimoni ed eventi privati, Piaceri d’Italia è in grado di dare vita alle idee e realizzare i desideri dei propri clienti, trasformando ogni occasione in un momento indimenticabile.

TWINKLY: LA TECNOLOGIA ITALIANA CHE ILLUMINA IL NATALE
Twinkly, startup tecnologica leader nelle Smart Decoration fondata da un team di imprenditori esperti di progettazione hardware, software e marketing di prodotti digitali, è l’evoluzione tecnologica delle tradizionali trecce luminose natalizie e una vera innovazione per l’industria
dell’illuminazione decorativa in generale: LED di nuova generazione capaci di generare individualmente milioni di colori e un’applicazione per smartphone semplice da usare ma estremamente sofisticata in grado di riprodurre animazioni straordinarie ed effetti completamente
personalizzabili, dialogando con le luci tramite Wi-Fi.
Twinkly vanta diversi brevetti, tra i quali il sistema per riconoscere automaticamente la posizione delle luci tramite la fotocamera dello smartphone, caratteristica chiave per riprodurre le animazioni più scenografiche e che rende alla portata di chiunque realizzare anche le installazioni più complesse. Nel 2019 la gamma di prodotti di seconda generazione è stata completamente riprogettata, a partire dal nuovo chip di controllo fino a 4 volte più veloce e capace, dalla connettività BlueTooth che rende velocissima la configurazione, ai LED stessi, più luminosi e brillanti, all’integrazione con i più diffusi sistemi di domotica e controllo vocale – come Google Assistant e Amazon Alexa. Ed è garantita la piena compatibilità con tutti i prodotti Twinkly già precedentemente lanciati: tramite l’applicazione è possibile infatti creare gruppi per controllare più Twinkly in perfetta sincronia, moltiplicando le luci e il divertimento. Al momento è possibile acquistare Twinkly online su numerosi siti e-commerce, presso i migliori garden store e alcuni punti vendita Leroy Merlin. Quest’anno sarà inoltre possibile acquistare Twinkly direttamente presso il Villaggio Di Babbo Natale di Milano.

Maggiori informazioni sul Sogno del Natale e sul suo ricchissimo programma di attività,
laboratori e spettacoli, saranno presto pubblicate sul sito e sui social:

Festivalfilosofia: online le lezioni magistrali degli ultimi 10 anni. Oltre 600 lezioni audio e video dei maestri del pensiero

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ph. © ELISABETTA BARACCHI

Mentre si prepara a celebrare il suo ventennale nel 2020, il Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo ripercorre buona parte della sua storia – quella che ha anche coinciso con la diffusione delle tecnologie di condivisione web – creando un’arca digitale per salvare e condividere il suo bene più prezioso: le lezioni magistrali di oltre 300 autori, italiani e stranieri.

Da oggi è disponibile online, sul sito www.festivalfilosofia.it, un archivio permanente con 639 lezioni di oltre un decennio di festival, tanto in italiano quanto in lingua originale. Dall’edizione 2009, dedicata a comunità, fino a quella appena trascorsa, incentrata su persona, sfilano i temi che il festival ha selezionato come questioni focali della discussione filosofica e dell’esperienza contemporanea, dalla fortuna alla natura, dalla gloria all’amore, fino alle arti e alla verità.

Consultabile per edizione, autore o con chiavi di ricerca, l’archivio si presenta non solo nel consueto formato video (con la novità di essere pubblicato sia sul sito, sia sul canale Youtube del festival), ma anche in formato audio, sulla piattaforma gratuita Soundcloud, per un  facile ascolto anche in mobilità da smartphone. Grazie alla tecnologia del canale Youtube ogni lezione gode di una sottotitolatura automatica.
Oltre 600 ore di programmazione, con lezioni di 302 autori, testimoniano lo sviluppo tematico del festivalfilosofia e consentono di ricostruire alcune linee durature di dibattito attraverso la voce dei principali protagonisti della cultura filosofica internazionale.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

​Davvero i norvegesi hanno lo sci nel DNA?

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Foto: © Jan Erik Skaret

I norvegesi nascono veramente con gli sci ai piedi? Sicuramente è quello tanti sono portati a pensare guardando quello che succede in Norvegia ogni volta che scende la neve.

Che lo sci sia lo sport nazionale è ormai fatto appurato, basta recarsi in qualsiasi località sciistica per vedere gente di tutte le età divertirsi con gli sci addosso. Trascorrere i fine settimana in baita durante l’inverno è sicuramente uno dei tratti distintivi della cultura e della tradizione norvegese.

Per non parlare della squadra di sci nazionale che domina regolarmente le Olimpiadi invernali. L’intero Paese si “ferma” quando le gare vengono trasmesse in tv!

La domanda che Visit Norway si è posta è: “C’è davvero bisogno di avere origini norvegesi per padroneggiare lo sci e avere quella irrefrenabile voglia di godersi l’inverno sulla neve?”

Per sfatare questo mito abbiamo invitato in Norvegia tre viaggiatori – David (GB), Thom (USA) e Jamila (Sud Africa) – che, dopo aver eseguito un test per scoprire quanto del loro DNA provenisse dai Paesi scandinavi, hanno provato a sciare in Norvegia per la prima volta.

Il risultato è un video, intitolato “The Ski DNA experiment”, in cui seguiamo le avventure di Thom, David e Jamila mentre si cimentano con lo sci e con la cultura norvegese sulla neve nelle zone di Lillehammer, Jotunheimen e Telemark.

A prescindere dal loro DNA i partecipanti concordano su una cosa: non è necessario avere un “DNA dello sci” scandinavo per godersi l’inverno in Norvegia. Tutto quello che bisogna fare è sentirsi parte della straordinaria natura e del modo di vivere norvegese.

Il video? Guardalo qui

Il nuovo film Disney Frozen 2 ispirato dalla Norvegia

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Uscirà il 27 novembre 2019 in Italia l’attesissimo Frozen 2. Il nuovo film Disney porterà gli spettatori nel Regno di Arendelle e oltre, in un viaggio sempre più a Nord, alla scoperta dei segreti che si celano dietro ai poteri magici di Elsa.

Il primo film era stato ispirato dalle favole norvegesi e da luoghi reali della Norvegia, come la fortezza di Akershus a Oslo, Stiftsgården, la Residenza Reale a Trondheim, la chiesa di Sant’Olaf a Balestrand, Sognefjord e il sito patrimonio UNESCO Bryggen a Bergen.

Anche in Frozen 2 non mancheranno riferimenti alla cultura Sami e all’allevamento di renne, oltre a elementi della natura norvegese. Oslo, Karasjok, Smørfjord, Alta, Tromsø sono alcune delle destinazioni norvegesi che hanno ispirato il film. Anche il leggendario viaggio sulla nave postale Hurtigruten nel Nord della Norvegia è stato fonte di ispirazione.

I produttori e i registi di Disney hanno inoltre lavorato a stretto contatto con il Consiglio del Parlamento Sami e con il Saami Council per creare una versione del film in lingua Sami.

“Per tutti i film di Disney Animation la ricerca è fondamentale per costruire mondi fantastici cma plausibili e facilmente riconoscibili. Alla genesi della creazione di Frozen 2, il nostro staff di produzione ha intrapreso un viaggio di ricerca in Islanda, Norvegia e Finlandia. Siamo rimasti profondamente colpiti da molti dei posti che abbiamo visitato e dalle persone che abbiamo incontrato” ha detto il produttore Peter del Vecho, premiato con un Oscar nel 2014 per Frozen 1.

Peter Del Vecho ha anche partecipato, nel settembre 2019, a un viaggio stampa internazionale nel Nord della Norvegia e nella Norvegia dei Fiordi per presentare gli elementi della natura e della cultura norvegese che hanno ispirato entrambi i film Frozen.

Qui il trailer di Frozen 2

Nel 30° anniversario della Rivoluzione di Velluto, viaggio a Praga sulle orme di Vaclav Havel.

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In Cechia si celebrano 3 decenni di pace e libertà. Il momento perfetto per percorrere un itinerario nei luoghi legati alla figura, non solo politica, del primo presidente della Repubblica Ceca, protagonista assoluto dell’epoca “trasformista” del Paese.

La celebre Rivoluzione di Velluto di fine 1989 a Praga è stato un capitolo decisivo nella storia dell’intero Paese. Scoppiata nell’allora Cecoslovacchia, portò alla caduta del comunismo e, attraverso diverse fasi, all’indipendenza della Repubblica Ceca, così come la conosciamo oggi.
Tra i grandi protagonisti delle proteste anti-regime e del processo di democratizzazione del Paese spicca indiscutibilmente Vaclav Havel, figura politica carismatica ma anche drammaturgo, poeta e saggista. Fu lui, dopo che nel 1968 le truppe sovietiche ebbero invaso la Cecoslovacchia e stroncato sul nascere il suo rinnovamento e la sua apertura all’Occidente democratico, a richiamare l’attenzione dei suoi connazionali sulla privazione dei diritti umani, cui erano sottoposti non solo i prigionieri politici. Personaggio scomodo, fu fatto anche lui prigioniero politico e scontò 4 anni e mezzo di carcere. Ciononostante al regime non riuscì di mettergli il bavaglio: le sue opere, vietate in patria, cominciarono a spopolare nelle librerie e sui palcoscenici all’estero.
Nel frattempo, davanti al pericolo del proliferare di idee liberali nel Paese, in Cecoslovacchia la repressione si fece sempre più dura, fino a degenerare una volta di troppo il 17 novembre 1989, quando una protesta studentesca pacifica a Praga fu contrastata con la forza dalla polizia. Di lì in poi si moltiplicarono le proteste popolari contro il regime comunista, a favore di libertà e democrazia. Si fecero avanti nuovi movimenti, guidati proprio da Vaclav Havel. In poco più di un mese il malcontento generale, alimentato dal sogno di uno Stato ristrutturato, portò al crollo definitivo del partito comunista. Il 29 dicembre Havel fu nominato presidente della Repubblica Cecoslovacca, in attesa delle prime elezioni libere dal 1946, organizzate nel giugno 1990. Un passo decisivo, che preparò il terreno alla scissione della Cecoslovacchia nelle Repubbliche Ceca e Slovacca (1993). Havel fu l’ultimo presidente della Cecoslovacchia post-comunista e il primo della neonata repubblica Ceca. Restò in carica 13 anni.
Un itinerario tra le vie e le piazze di Praga che assistettero alla scalata del Paese alla libertà e alla pace conduce oggi proprio sulle orme di Vaclav Havel. Innanzitutto il luogo dove viveva, sul lungofiume Rašínovo nábřeží, non lontano da dove oggi sorge l’iconica Casa danzante. L’idea di costruire qualcosa di originale nello spazio lasciato vuoto da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale venne nel corso di un incontro tra Havel e l’architetto Vlado Milunić. Il progetto Ginger e Fred, soprannome dato alla Casa danzante, ha avuto inizio negli Anni ’90 e si deve al famoso architetto Frank O. Gehry. Poi il Teatro na Zabradli, che gli vide muovere i primi passi da tecnico di palcoscenico per poi diventare drammaturgo, che ospitò il debutto della sua opera Festa in Giardino (Zahradni slavnost) e che ancora oggi manda in scena copioni di Havel e uno spettacolo sulla sua vita. Lì vicino, la Caffetteria Slavia, in corso Nazionale, dove si riunivano le persone insoddisfatte del regima comunista, Havel compreso. In piazza Venceslao, ecco invece l’edificio dal cui balcone pronunciò il suo discorso a una folla di oltre 300 mila persone. La splendida Casa Municipale, ex seminario e collegio militare, ospitò il primo incontro tra un Havel futuro presidente e i rappresentanti del regime comunista, ormai sull’orlo del baratro. Da non perdere la chiesa sconsacrata di Sant’Anna, che Havel uomo di cultura a tutto tondo -basti pensare che nel 1990 suonarono a Praga, invitati da lui, niente meno che i Rolling Stones- volle fosse convertita in uno spazio polifunzionale per convegni, concerti e spettacoli. La Biblioteca Vaclav Havel ospita invece una mostra sulla sua vita. Obbligatoria, non solo per ripercorrere la vita di Havel, la visita al meraviglioso complesso del Castello di Praga (sede della Presidenza della Repubblica), di cui promosse l’apertura al pubblico nonché il restauro dei giardini e del Fossato dei Cervi.
Al presidente e al suo pensiero è dedicata anche La panchina di Vaclav Havel, installazione composta da due poltroncine in legno ai lati di un tavolino costruito attorno a un albero. Parte di un grande progetto commemorativo avviato dall’ambasciatore ceco negli Stati Uniti Petr Gandalovich, insieme all’architetto e designer Borek Sipek, invita al dialogo e alla riflessione nello spirito di Havel. Quella di Praga si trova in piazza Maltezske, ma le panchine vengono collocate nei giardini di mezzo mondo e proprio il 13 novembre è stata inaugurata quella di Milano, nel cortile Legnaia dell’Università Statale.
A Praga sono tanti i luoghi salienti della Rivoluzione di Velluto, anche se non strettamente legati alla figura di Havel. Sono raccolti e descritti nella nuova brochure PRAGA 1989: 30 ANNI DI LIBERTA’-LUOGHI, EVENTI E FATTI, disponibile in inglese e tedesco e scaricabile gratuitamente dalla pagina https://www.praguecitytourism.cz/en/media/-maps-and-brochures/prague-1989-15826.

PUGLIA, A WAY OF LIFE: illustrato alla Stampa Estera il modello di turismo sostenibile della Regione

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Si è svolto alla Stampa Estera l’evento dedicato a un modello virtuoso di turismo sostenibile

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Uno stile di vita autentico, naturale, accogliente è tra le leve del successo turistico della Puglia. Lo hanno compreso bene le Istituzioni regionali che hanno intrapreso un percorso strategico in questa direzione già da diversi anni. Ora, la sfida possibile è mettere a sistema il ‘modello Puglia’, rendendolo capace di generare ancora maggiore valore economico ed occupazione, partendo dalla sua storia, cultura e bellezza, ma anche dalla creatività e dalla passione dei suoi talenti.

E’ stato questo il tema del workshop ‘Puglia, a way of life’ che ha avuto luogo presso la Sala della Stampa Estera a Roma nell’ambito della rassegna ‘All Routes Lead to Rome’.

 

È intervenuto Giorgio Palmucci, Presidente ENIT: “Come Agenzia nazionale del turismo, il nostro ruolo è promuovere l’Italia, lavorando a stretto contatto con le regioni. Con la Regione Puglia c’è un rapporto straordinario, poiché la Puglia ha puntato su un turismo lento, ‘dedicato’ non solamente alle destinazioni conosciute ma anche a quelle meno note che hanno altrettanto da offrire da un punto di vista culturale, naturalistico, eno-gastronomico, esperienzale. Tutti aspetti che il turista cerca fortemente”.

 

“Siamo impegnati, Istituzioni e cittadini pugliesi, per costruire un modello che si basi soprattutto sull’identità della nostra regione e che punti a far rimanere i nostri giovani”, ha dichiarato l’Assessore regionale al Turismo, Loredana Capone. Perché “puntare proprio sull’indotto turistico”, è stata lei stessa a spiegarlo, “non esiste altro settore economico che genera lavoro delle persone quanto quello del turismo fatto di accoglienza, buona cucina, conoscenza dei luoghi. Se è vero che occorre dare ai nostri giovani ‘ali e radici’, in Puglia possiamo farlo con questo modello di sviluppo dalla fortissima dimensione umana” ha concluso citando un proverbio mediterraneo.

 

Per Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento Cultura e Turismo di Regione Puglia, il tema della programmazione di medio-lungo periodo è il nodo cruciale per sviluppare delle linee di intervento strutturale ed efficaci. “La Puglia è virtuosa anche in questo, dal momento che ha sviluppato piani strategici decennali e sta mettendo in atto politiche che produrranno risultati andando anche oltre la durata di una legislatura. Questa è la chiave per ‘andare lontano’, per andare oltre i provincialismi, per consolidare una destinazione turistica ancora giovane e sviluppare un modello diverso di sviluppo del Mezzogiorno che guarda al Mediterraneo come culla di civiltà e non tomba di migranti”, ha detto nel suo intervento in cui ha citato diversi esempi di eccellenze pugliesi.

 

Di creatività e impresa ha parlato approfonditamente Vincenzo Bellini, Presidente del Distretto produttivo ‘Puglia Creativa’: “L’impresa culturale creativa oggi in Puglia cresce di oltre il 4% di anno in anno, in un momento in cui l’economia nazionale è in completa stagnazione”.

 

Fabio Violauno dei pionieri del gaming digitale in Italia e fondatore del progetto digitale ‘TuoMuseo’, dal workshop ha lanciato una proposta: luoghi di cultura che siano essi stessi produttori di cultura: “Avete mai pensato al fatto che un museo, ad esempio, non produce direttamente cultura? La rivoluzione potrebbe essere, invece, siti che siano in grado di creare contenuti oltre che di promuoverli”.

 

Ha completato i lavori della mattinata Guido Guerzoni, docente del corso di laurea ‘Museum Management’ dell’Università Bocconi il cui intervento è stato incentrato sull’impatto dei processi di internazionalizzazione della presenza turistica della Puglia: “È la regione italiana che è cresciuta più di ogni altra negli interessi di pubblici internazionali. E questo grazie a due driver importanti: investimenti su Cinema e Audiovisivo e promozione dedicata a target specifici.”

 

I lavori sono continuati anche nel pomeriggio con una sessione interamente dedicata alle esperienze di Puglia. A portarle sono stati Franco Punzi, Presidente del Festival della Valle d’Itria, fra i più antichi di Puglia e più importanti d’Europa, Enrico Romita, ideatore di ‘Hell in the Cave’ che, portando l’Inferno di Dante nelle grotte di Castellana, è oggi l’unico spettacolo stanziale della regione Puglia e uno dei pochi in Italia, Giuseppe Teofilo, Presidente della ‘Fondazione Pino Pascali’ di Polignano a Mare, attualmente in mostra alla Biennale di Venezia, Claudia Poggi, responsabile del settore museale dell’Accademia Cittadella NicolaianaNancy Dell’Olio, avvocata newyorkese nata a Bisceglie nominata Ambasciatrice della Puglia nel mondo.

È stata quest’ultima a concludere la serie di interventi pomeridiani e a tirare le fila dei lavori della giornata: “oggi è emerso che la Puglia è un brand che ha tutte le carte in regola per stare sulla scena internazionale, attraverso le carte vincenti del turismo e della cultura”.

 

A moderare il dibattito di entrambe le sessioni, la giornalista di La7 Paola Moscardino.

La Puglia si proietta, così, a consolidare il suo brand puntando sulla sua identità.

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Dopo Dalla, Bologna dedica le luminarie di via D’Azeglio a Cesare Cremonini

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Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, con migliaia di persone che hanno ammirato, fotografato e persino intonato “L’anno che verrà” passando sotto le luminarie che riportavano il testo della canzone di Lucio Dalla, questo Natale il “Consorzio dei commercianti di via d’Azeglio”, in accordo con il Comune di Bologna e la Fondazione Sant’Orsola e con il supporto di Live Nation – multinazionale organizzatrice di spettacoli dal vivo e di realizzazione di eventi musicali-, ha chiesto a Cesare Cremonini la possibilità di utilizzare il testo di una sua canzone. Cesare Cremonini ha accettato e scelto il significativo testo di “Nessuno vuole essere Robin”, brano che nasce con l’intento di essere uno specchio della società di oggi, un luogo di rifugio sincero ed un gioco ironico che racconta le relazioni tra gli esseri umani, una poesia senza tempo.

La scelta di proporre le luminarie a Cesare Cremonini è un omaggio che la città vuole fare a uno straordinario cantante che quest’anno ha festeggiato i 20 anni di attività e che porta sempre Bologna nel cuore, nelle parole delle sue canzoni ed in ogni luogo dei suoi concerti, stadi compresi. Nello specifico saranno 30 le luminarie che verranno montate nel tratto pedonale di via D’Azeglio, da Piazza Maggiore all’incrocio con le vie Farini e de’ Carbonesi.

Le luminarie saranno anche quest’anno una grande occasione di solidarietà per realizzare un progetto concreto insieme alla Fondazione Sant’Orsola. L’anno scorso la cena e l’asta solidale hanno permesso di sostenere una ristrutturazione complessiva del day hospital dell’Oncologia medica, che sarà ultimata entro Natale, e l’acquisto di letti elettrici e poltrone per le terapie. Quest’anno il progetto proseguirà, con una campagna che accompagnerà le luminarie ed un evento benefico ancora in fase di ideazione, per garantire con la Fondazione Sant’Orsola il sostegno alla ricerca e terapie di supporto ai pazienti oncologici – dalla nutrizione alla fisioterapia passando per il sostegno psicologico – e realizzare un progetto per portare i defibrillatori in tutte le scuole superiori di Bologna che ancora ne sono privi.

“Via D’Azeglio è la Bologna che amo. Quella da camminare, da respirare e da attraversare con il ghigno caratteristico dei bolognesi che sanno prendere a sberle la vita di tutti i giorni con la loro proverbiale ironia e quel pizzico di follia che li contraddistingue – dichiara Cesare Cremonini – Ora che si potranno leggere le rime di una mia canzone tra le luminarie della città dei poeti e dei cantanti, il cuore mi sobbalza di gioia e provo un senso di gratitudine ancora più forte verso la mia amata città. A Bologna ho dato tutto me stesso, fin dai miei esordi da “cinno” che guardava ai grandi nomi della musica con reverenza e ammirazione. Sono stato ricambiato con un affetto paterno, incondizionato, cresciuto e maturato nel tempo. Perché Bologna è una città tanto generosa quanto onesta nei giudizi, che non ti regala niente se non la rispetti. Ringrazio quindi di cuore il Comune, tutti i cittadini che la attraversano e la colorano ogni giorno, i commercianti e i lavoratori che hanno fatto di questa via che appartiene idealmente a Lucio Dalla, un posto magico per tutti, non solo per noi bolognesi ma anche per i tantissimi i turisti che la cercano e la visitano ogni giorno. Lucio diceva sempre di dargli retta, che l’impresa eccezionale è essere normale. In un mondo in cui molti si travestono da supereroi, Bologna resta orgogliosamente una città a misura di Robin, un approdo sicuro per tutti gli essere umani. Grazie a tutti”.

“Bologna è da sempre città di arte, di cultura e di musica e così l’anno passato ci facemmo promotori di una iniziativa con molteplici finalità: da un lato riconcepire il concetto di luminaria, astraendola dal semplice abbellimento natalizio per portarla verso un concetto artistico, dall’altro che diventasse un percorso emozionale in cui potersi riconoscere creando una sorta di simbiosi tra la persona e l’installazione stessa, volevamo diventasse viva e vedere migliaia di persone che in più di 4 mesi continuavano con il naso all’insù a cantare le strofe di Lucio ne è stata la miglior riprova – dichiara Simone Dionisi, presidente del Consorzio di via D’Azeglio – Ma non solo, lo scopo principale è sempre stata la beneficenza e i risultati ottenuti in sinergia con la Fondazione Sant’Orsola sono stati magnifici e frutto della genuinità di quanto fatto. Quest’anno volevamo dare una continuità con il progetto iniziato creando un ponte virtuale tra due dei più iconici Artisti che Bologna possieda e così abbiamo chiesto a Cesare di aiutarci e che entusiasta si è buttato con il cuore in questa idea. Un artista magnifico che lo stesso Lucio definì come suo erede”.

“Lo scorso anno le luminarie di via D’Azeglio, con le parole di Lucio Dalla, hanno fatto il giro del mondo, sono state copiate e ricopiate. Hanno aiutato la Fondazione Sant’Orsola a raccogliere fondi per interventi di miglioramento dell’assistenza e della cura all’interno nell’Oncologia medica del Policlinico – afferma Matteo Lepore, assessore a Cultura e promozione della città del Comune di Bologna – Quest’anno le parole che illumineranno via D’Azeglio saranno di Cesare Cremonini, attraverso il testo della canzone che lui stesso ha scelto: ‘Nessuno vuole essere Robin’. Voglio ringraziare Cesare, sarà un successo!”.

“La Fondazione Sant’Orsola – commenta il presidente Giacomo Faldella – ha mosso i primi passi con l’asta delle luminarie, nel luglio scorso. Quella serata indimenticabile ci ha dato la certezza che insieme possiamo far crescere il sogno di una città che non lascia da solo chi vive un momento di particolare fragilità e che trasforma il percorso in ospedale in un’occasione per risentire la forza dei valori e della comunità. Dopo aver insieme migliorato l’ambiente di cura, quest’anno proseguiremo dando più forza alla ricerca ed essendo più vicini a chi compie questo percorso, garantendo quelle terapie di supporto che la moderna oncologia ritiene ormai indispensabili, e sostenendo lo sforzo di tante associazioni e del Comune per portare i defibrillatori in tutte le scuole superiori di Bologna”.